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15/12/2012

Nei Paesi anglosassoni sanno bene che l'individuo che ha uno scarso livello di etica personale non è in grado di amministrare bene la Cosa Pubblica. E' per questo motivo che troviamo casi come quelli di Petraeus, un ottimo generale, costretto a dare le dimissioni da Direttore della Cia non appena emersa una sua irregolarità relazionale o presunta tale. Negli USA sanno bene che, in assenza di etica personale, un amministratore non sarà mai in grado di gestire con successo la Cosa Pubblica. Una scarsa etica personale inficia la produttività e quindi Petraeus andava rimosso prima che, a causa del suo basso livello di etica, provocasse agli USA danni ancora più grandi.

Come dimostrano anche le recenti vicende, qui in Italia sfortunatamente questa consapevolezza non è ancora presente. I politici che non mantengano un comportamento etico a livello personale non dovrebbero essere rieletti e dovrebbero essere spinti dall'opinione pubblica a dare le dimissioni. Il mancato comportamente etico di un politico è qualcosa che influenza tutti noi. Solo persone di elevata caratura morale possono assumersi l'incarico di gestire il bene comune. Ignorare questo semplice principio ci ha portato ad una classe politica e a una burocrazia statale dove la mancanza di etica personale, il malaffare, la poca trasparenza, l'approfittarsi dei privilegi sono fattori imperanti. Ma c'è di più. 

Chi come me gestisce imprese sa bene che lo spreco e sperpero così come la stravaganza finanziaria (spendere regolarmente di più di quello che si incassa o mantenere uno stile di vita decisamente superiore rispetto ai propri mezzi), quando si manifestano in un'impresa, sono anche indice di una situazione etica decisamente deperita degli amministratori della stessa. Sotto quel comportamento apparentemente solo stravagante o inefficiente, spesso si scoprono situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica: appropriazione indebita, consumo di droghe, irregolarità relazioniali, malversazione con i fondi aziendali, per non parlare di cose ancora più gravi. 

La stravanganza finanziaria è sempre indice di situazioni davvero raccappriccianti sotto il piano dell'etica personale. 

Mentre scrivo questo articolo il nostro Paese ha superato i 2 mila miliardi di debito pubblico. Il nostro debito è perfino superiore al nostro fatturato. Questa è stravaganza finanziaria. Chi, osservando questa scena, pensasse che i nostri amministratori siano inefficienti o stravaganti sarebbe miope. Perché si ingeneri una tale situazione e un tale debito pubblico, sotto il pelo dell'acqua, devono esistere tante situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica da parte di numerosi dei nostri amministratori. 

Stravaganza finanziaria (continuare a spendere di più di ciò che si incassa) = comportamenti criminali o decisamente poco onesti che noi non vediamo. 

Le indagini e gli scandali degli ultimi sei mesi non fanno che confermarlo: rimborsi spese gonfiati, falsi diplomi di laurea, utilizzo per fini personali dei fondi dello Stato, tangenti, assegnazione di poltrone o di posizioni nei ministeri in cambio di sesso, utilizzo personale dei fondi del partito, infiltrazioni della criminalità organizzata, insomma non c'è limite al fondo. 

Il costante incremento del debito pubblico non è figlio della crisi o della scarsa operosità di noi italiani, ma è figlio di crimini come questi o anche peggiori.

E' per questo motivo che ho dato inizio alla campagna Etica nella Politica: senza che la nostra classe politica, di qualunque colore essa sia, faccia propri i valori dell'etica, il nostro Paese non sarà mai in grado di andare da nessuna parte. Abbiamo bisogno dello stesso livello etico di Paesi evoluti come la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e tanti altri.

E' solo quando avremo un governo retto da persone di elevato livello morale che il nostro Paese ed i nostri figli avranno opportunità migliori di quelle che sono state riservate a noi .

Da quando ho inviato il libro Etica dell'Eccellenza a tutti i deputati e senatori del nostro Paese, sono numerosi i lettori che mi hanno scritto offrendomi il loro aiuto. Alcuni mi hanno offerto di partecipare alle spese per inviare il libro anche anche tutti i consiglieri regionali o provinciali del loro luogo di residenza. A parte quell'aiuto (decisamente apprezzato) ci sono tanti altri modi che non hanno alcun costo e che impatterebbero in modo importante su quanto stiamo facendo:

a) Alle prossime elezioni politiche NON VOTARE PER ALCUN PARTITO POLITICO CHE ABBIA AVUTO AL SUO INTERNO DEI CASI DI MALVERSAZIONE (utilizzo dei fondi pubblici per finalità o vantaggi personali) 

Non credere alla panzana "Era solo una mela marcia, il resto del partito è sano". In un ambiente etico o in un gruppo che ha alti valori etici quelle cose semplicemente non accadono. Se i miei collaboratori rubassero dei soldi, i casi sono tre: o io sono complice, o io lo so ma lo sto tollerando (il che la dice lunga sul tipo di persona che sono), oppure io sono talmente "sbinariato" che non vedo al di là del mio naso. Ma se anche fosse quest'ultimo il caso, vorremmo pagare 15.000 euro al mese a una persona del genere per fare le leggi che influenzeranno le nostre vite e quelle dei nostri figli? Non possiamo trovare qualcosa di meglio? 

Che partito politico potrà mai essere un partito che mantiene una persona del genere nel gruppo di quelle da mandare a Roma a rappresentarci? 

Ha visto giusto: un partito disorganizzato e composto da gente totalmente inefficiente, per non dire di peggio. Proprio loro dobbiamo mandare a governarci? 

Vota per un partito politico che non sia stato in alcun modo coinvolto nel malaffare. Questa volta scegli l'etica.  

b) Alle prossime elezioni politiche non votare per alcun partito politico che mantenga al proprio interno una o più persone inquisite. 

Il nostro Paese è pieno di leggi e regolamenti e mi rendo conto che a volte si potrebbe anche finire sotto l'occhio della magistratura per errore o per eccesso di zelo di qualche magistrato. 

Un individuo che dovesse essere incappato in questo errore non dovrebbe essere giudicato colpevole prima della sentenza definitiva. Ma non dovrebbe nemmeno candidarsi per un ruolo di amministratore pubblico prima di aver chiarito la sua posizione. 

Che tipo di valori morali potrebbero mai avere i suoi compagni che lo candidano? E vuoi che proprio quelli vadano a rappresentare te?

Capisco che i punti a) e b) lasceranno pochi partiti politici disponibili. Non importa se di destra o di sinistra, non importa se promettano di non tassarti o di darti maggiori benefici, ricordati che quando dai il tuo voto ad un partito che includa persone come quelle di cui sopra, tutti noi comunque pagheremo più avanti un prezzo molto più caro di qualunque beneficio tu possa riceverne. Per non parlare del prezzo che pagheranno i nostri figli.

Non votare per chi tollera il malaffare o la scarsa trasparenza.

c) Assieme ad alcuni amici abbiamo deciso di istituire un "117 della politica", cioè un sito internet dove chi conosce di malversazioni, furti o utilizzo improprio di fondi da parte della classe politica, possa fare delle segnalazioni in modo totalmente anonimo e noi ci faremo carico di pubblicarle (se corredate di prove) o di passarle alle testate giornalistiche investigative nel caso in cui non fossero corredate da prove. 

Investigano il barbiere che non fa lo scontrino mentre loro spendono 15.000 euro all'anno in pasticceria con i soldi del contribuente... E' ora di ribaltare il flusso ed essere noi quelli che investighiamo una classe politica corrotta.

Invito anche i tanti politici onesti che sono sicuro esistono, a prendere parte a questa iniziativa denunciando la scarsa trasparenza o le malversazioni di cui dovessero essere al corrente. L'onestà cessa di essere tale quando si fa finta di non vedere il comportamento disonesto degli altri.  Come puoi pretendere di essere una persona etica o dall'alta caratura morale quando sapevi e vedevi il malaffare e non hai fatto niente? Collabora con la magistratura o opponiti alle cattive abitudini dei colleghi.

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Chi scrive questo articolo non ha la presunzione di essere perfetto. Io ammetto di essere una persona che ha fatto tanti errori nella sua vita. Però so anche di essere qualcuno che ha sempre cercato di rimediarli. 

Io non sono all'altezza di fare il politico, l'unica cosa cui aspiro con queste prese di posizione è che chi deciderà del futuro di mia figlia, abbia un'alta caratura morale e si comporti in modo onesto e trasparente. 

Per favore dammi una mano passando parola. 

I nostri figli hanno bisogno dell’aiuto di tutti.

Paolo Ruggeri

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30/09/2012

Ray Elliot è stato con Steve Jobs sin dall'inizio e c'è rimasto per 25 anni. Nella Apple è stato vicepresidente e responsabile operativo. Queste le sue parole (estratte dal Quotidiano Nazionale di oggi, pag 29): 

"Steve Jobs non aveva mai denaro con sé e neppure carte di credito. Semplicemente non gli interessava, non ci pensava. Il nostro obiettivo non era il denaro, ma cambiare il mondo". 

"Molte aziende fondamentalmente pensano a guadagnare nel breve termine o a come vanno le azioni sul mercato. Facciamo un esempio: Kodak era la prima nel mondo per le macchine fotografiche. Oggi è in bancarotta. Non avevano una visione a lungo termine sull'uso delle macchine fotografiche. Hanno cambiato tanti manager, ma non hanno preso nessuno che avesse una visione. Eppoi devi essere concentrato sul prodotto e non sulla finanza". 

Se la tua azienda non sta guadagnando o versa in cattive acque, poniti questa domanda: ce l'hai un progetto per cambiare il mondo??

Ti assicuro che quella singola cosa farà una grandissima differenza. 

Paolo Ruggeri
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27/08/2012

In allegato troverete la newsletter del mese di agosto tratta dal 5' capitolo di "Piccole e medie imprese che battono la crisi", il nuovo libro di Paolo Ruggeri. Nell'articolo verranno analizzati i 5 punti fondamentali per la gestione finanziaria della tua azienda

1) Misura gli aspetti finanziari e non giustificarli.
2) Tratta tutti i costi come se fossero un investimento e pretendi un ritorno economico da ogni spesa.
3) Lotta contro l’inesorabile crescita dei costi fissi dell’azienda.
4) Accantona con regolarita' una parte del denaro che la tua azienda incassa.
5) Il denaro va gestito da una singola persona e non da un gruppo di soci o manager.

Chi fosse interessato ai nostri testi di management puo' trovarli all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp
Per ulteriori informazioni potete contattarci inviando una mail a info@paoloruggeri.it
o telefonando al numero 051 8490411

Buona Lettura

Paolo
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27/07/2012

E' online la newsletter "Uscita dall'euro: cosa cambierebbe per le imprese del nostro paese?"

Quali sono le prospettive economiche per il prossimo futuro: usciremo dall'euro? Sara' la Germani a prendere le distanze?

Non sono un economista ma ho provato ad analizzare due possibili scenari. Cosa cambierebbe a questo punto per le nostre imprese? Per le PMI italiane? Quali sono le azioni che possiamo mettere in atto per battere la crisi?

Per visualizzare la newsletter clicca su "Download delle slides"

Paolo



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26/07/2012

Il sistema finanziario-economico gioca con la regola del cash flow, bisogna giocare come imprenditori alle stesse regole del sistema!

Estratto dal DVD "Uscire dall'indebitamento creando cash flow" di Roberto Gorini, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori". Consigli e azioni pratiche per ottenere ottimi risultati e guadagnare anche in tempi di crisi!
In vendita online su: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp

Admin
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25/07/2012

Oggi alla MBS di Bologna ho presentato il libro PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE BATTONO LA CRISI, un testo che descrive che cosa fanno le imprese e gli imprenditori che oggi continuano a fare buoni utili nonostante il momento di difficolta' del mercato.

In allegato le slide del mio intervento di presentazione. 


Paolo Ruggeri

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10/07/2012

Noi crediamo fortemente nella tecnologia.Il nuovo libro di Paolo Ruggeri "Piccole e Medie imprese che battono la crisi" diventa un e-book e sbarca su I-tunes Store. Potete scaricarlo e leggerlo sul vostro Iphone, Ipad o Ipod Touch e sul vostro computer con iTunes. E' possibile scaricarlo all'indirizzo http://itunes.apple.com/it/book/piccole-e-medie-imprese-che/id543399397?mt=11

Paolo
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03/06/2012

In quanto imprenditore alle volte devi prendere delle decisioni che ti fanno venire la pelle d'oca!


Estratto dal DVD "Fare utili" di Mario Tasso, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori". Consigli e azioni pratiche per ottenere ottimi risultati e guadagnare anche in tempi di crisi!
In vendita online su: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp

Admin
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03/06/2012

Ormai l’uscita dall’Euro è un circostanza più che verosimile ed è giusto provare a fare dei ragionamenti per comprendere quello che potrebbe succedere a noi e alle nostre imprese. Quello che segue è un articolo che ho scritto per me stesso, più per fare ordine nella mia mente e per diletto che per altro. Quindi consideratelo per quello che è: un tentativo, anche sbagliato, di far ordine nel mio cervello e cercare di capire.

In caso di spaccatura dell’Euro gli scenari più verosimili sarebbero due:

a) O la Germania esce “dall’alto” e ritorna al Marco Tedesco lasciando noi e gli altri PIIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna + Italia, i paesi con le finanze peggiori dell’unione) in un Euro di “serie B” (“Euro Piigs”) che, seppur svalutato, ci permetterebbe di stampare denaro per pagare i nostri debiti pubblici e tentare di rilasciare la crescita.

oppure

b) Noi usciamo “dal basso” e torniamo alla Lira con conseguente default e ristrutturazione del debito pubblico.

Gli effetti dello scenario A):

Inizialmente ci sarebbe un po’ di panico dovuto al desiderio di chi ha denari di portarli all’estero o di cambiarli in valute percepite forti (Dollari, Franchi o Marchi) e quindi dovrà esserci un qualche tipo di restrizione ai trasferimenti valutari messa in atto per qualche mese, fino a quando il cambio non si stabilizzi.

L’euro di serie B si svaluta nei confronti del Dollaro Usa, Marco Tedesco, Franco Svizzero, Renmibi e Yen e perde subito circa il 30% del suo valore e nel corso di un anno va in un rapporto di 1 a 2.

Per esempio:

Data di uscita dall’euro 1 Euro Piigs = 1 Marco Tedesco

L’indomani: 1 Euro Piigs = 0,70 Marchi Tedeschi

A 12 mesi: 1 Euro Piigs = 0,50 Marchi Tedeschi

La stessa cosa avverrebbe nei confronti di Usa, Svizzera, Giappone e Cina.

Conseguenze dello scenario A:

I prodotti tedeschi (auto, ecc) americani, e svizzeri costeranno molto di più e diventeranno improponibili per una parte importante della nostra popolazione. Le importazioni di tutti i prodotti made in Germany (Siemens, ecc) diventeranno molto più costosi.

Paradossalmente marche auto nazionali quali Fiat ne avrebbero un vantaggio così come tutte le imprese che sono concorrenti con le imprese di quei paesi. Le importazioni cinesi sarebbero meno competitive così come sarebbero più competitive le nostre esportazioni verso Germania, Svizzera e Usa.

Chi ha debiti in Dollari se li vedrebbe raddoppiati nel giro di un anno.

La benzina (che è generalmente prezzata in dollari) aumenterebbe in modo deciso rendendo l’auto proibitiva per la fascia diciamo "bassa" del mercato. 1 Litro di Benzina = 4 euro Piigs. La fascia bassa della popolazione userebbe meno l’auto. L’Energia aumenterebbe di molto.

L’aver prelevato denaro contante (Euro) dalle banche, prima della rottura della zona Euro, non metterà il correntista al sicuro dalla svalutazione. Sarà infatti la Germania a lasciarci e noi ci terremo gli Euro che diventeranno a tutti gli effetti “Euro Piigs”. Per stabilizzare il cambio non appena ci sia stato il cambiamento, è probabile che i conti correnti in valuta estera presso banche italiane siano convertiti d’ufficio in “Euro Piigs” al fine di evitare speculazioni e corse all’acquisto di valute estere.

Sarà chiaramente avvantaggiato chi avrà costituito depositi in valuta estera fuori dal paese (da qui la grande corsa da parte di tutti i grandi patrimoni verso l’estero di queste settimane).

Nonostante un primo crollo della borsa (come si fa a fare peggio di adesso?), poi la situazione si stabilizzerebbe e le cose pian piano inizierebbero a migliorare.

Gli effetti dello scenario B):

Il ritorno alla Lira italiana, dal mio punto di vista, sarebbe decisamente più drammatico, almeno nella sua fase iniziale. Infatti questo scenario potrebbe avvenire per una di queste due ragioni:

1) Caos, rivolte, ecc (vedi Argentina del 2000 o proteste di piazza della Grecia) con conseguente rifiuto del governo di continuare nelle misure di austerità imposte dalla Germania.

Nonostante questo non è lo scenario di oggi, è quello che inevitabilmente accadrà nel momento in cui continuassimo a lasciare peggiorare la presente situazione senza fare dei cambiamenti e seguendo quanto ci è imposto da Berlino. Le imprese chiudono, la gente soffre, finisce che la gente si incazza e la situazione va fuori controllo.

2) Assalto agli sportelli bancari dei correntisti che vogliono prelevare tutto il denaro, il che causa il congelamento dei conti correnti (il famoso “corrallito” argentino), il fallimento di alcune banche e il default dell’Italia. Questo scenario potrebbe anche venire generato da un “default a catena” degli istituti bancari europei (Fallisce la spagnola Bankia, che a sua volta fa fallire altre banche spagnole, che tirano dentro le tedesche, ecc)…

Se prendiamo a spunto ciò che successe in Argentina nel 2000, i primi passi di una situazione del genere sarebbero:

a) Il governo blocca tutti i prelievi di contante o i trasferimenti di denaro all’estero da qualche settimana prima del passaggio alla nuova moneta o li riduce decisamente. (Max prelievo 100 euro al giorno) così come i trasferimenti di valuta all’estero.

b) Il Governo annuncia il ritorno alla Lira. Tutti i depositi e titoli di debito vengono trasformati in lire. Tutti i mutui tornano in Lire. Qualsiasi deposito in valuta estera (Franchi, Dollari, ecc) presente in una banca italiana viene trasformato per decreto in lire italiane.

1 Lira = 1 Euro

c) La nuova Lira si svaluta immediatamente:

1 Lira = 0,70 Euro, subito
1 Lira = 0,50 Euro, entro un anno

d) Il governo fa default sul debito pubblico non avendo più euro e non potendo rifinanziarsi. Nessuno presta denaro a uno stato messo come il nostro. Ci saranno lunghe trattative sul debito pubblico e alla fine l’Italia rinegozierà un pagamento al 25% del valore facciale dei BTP.
e) Ne consegue un grande caos in quanto lo stato andrebbe in bancarotta non solo sul debito pubblico ma, nei primi mesi, avrebbe problemi a pagare pensioni, dipendenti pubblici, ecc. La benzina costerebbe 4 lire al litro, tutti i prodotti da importazione raddoppierebbero i prezzi, fallimenti a catena di tutte quelle aziende che non fanno con l’export una parte del proprio fatturato.
f) La cosa peggiore: scene di panico e possibili rivolte.

A breve probabilmente avremo un trailer di tutto questo film, quando la Grecia si troverà costretta, come sembra ormai ineluttabile, ad abbandonare la moneta unica.

Fermo restando che in una situazione del genere, molto dipenderebbe da come viene gestita da chi è alla guida del paese, una volta assestatosi, questo scenario potrebbe comportare:

Benzina a 4 nuove Lire (raddoppiata), alti prezzi dell’energia, alti costi delle materie prime da importare.

Aumento delle esportazioni, aumento del turismo.

Aumento dell’imposizione fiscale sui patrimoni (di qualsiasi tipo e dimensione) e sui consumi (IVA) da parte di uno stato che avrà difficoltà a pagare i propri dipendenti. Riduzione della forza lavoro pubblica, riduzione del welfare (sistema sanitario, ecc) e delle pensioni da parte di uno stato senza soldi. Criticismo e attacco nei confronti della persona benestante che nell’immaginario collettivo verrà vista come un “profittatore”, un “evasore”, “qualcuno che ruba”.

Fallimenti o forte sofferenza di tutte quelle imprese che non fanno all’estero almeno una parte del proprio fatturato.

Contrazione del PIL di almeno una decina di punti percentuali.

I tribunali paralizzati dalle cause civili per fallimenti. Alcune banche verrebbero probabilmente nazionalizzate.

Qualche anno dopo questo scenario le cose migliorerebbero: le imprese aiutate dalla svalutazione della lira aumenterebbero le esportazioni, si tornerebbero ad abbassare le tasse, si sarà rinegoziato il debito pubblico, le imprese estere visto il basso costo del lavoro (e se il governo attuasse alcune modifiche sostanziali) potrebbero anche decidere di tornare a investire in Italia.

In uno scenario del genere sarà avvantaggiato chi ha prelevato gli euro dai conti correnti (potrà cambiarli in Lire in seguito guadagnandoci), chi avrà costituito riserve valutarie all’estero. I BTP italiani varranno come quelli Greci o Argentini (25% di quello che valgono ora). L’evoluzione del valore degli immobili è un rebus.

SEGNALI CHE POTREBBERO GUIDARCI

Prevedere il futuro è impossibile.

Però una cosa è certa:

a) L’Italia non è in grado di andare avanti all’infinito finanziandosi al 6%
b) Le presenti politiche fiscali dello stato e creditizie del mondo bancario stanno distruggendo l’economia e ci stanno portando sempre di più ad assomigliare alla Grecia. Questo è un danno per le imprese e per i cittadini ma diventa ben presto anche qualcosa di insostenibile anche per lo Stato che non solo incassa meno tasse e meno Iva ma deve farsi carico di tutti i costi delle mobilità e delle casse integrazioni… Per quanto ancora riuscirà ad andare avanti?

Ne consegue che ben presto, se non vuole fallire, lo Stato Italiano dovrà muovere: o convince la Germania a unificare il debito pubblico dei vari paesi o, se la Germania si ostina a non volerlo fare, dovrà scegliere uno dei due scenari di cui sopra. Questa mossa potrebbe essere rallentata da un ennesimo LTRO (la Bce presta denaro in modo illimitato alle Banche Europee perché comprino titoli di stato dei Piigs) possibile per fine Giugno/Inizio Luglio che potrebbe far guadagnare altri tre/quattro mesi, poi tutto torna come prima.

Lo scenario più verosimile, e più saggio, a mio avviso dovrebbe essere quello di una Germania che torna al Marco Tedesco ma la Germania ha grandi resistenze a farlo e preferisce rimanere “Regina in un paese di straccioni”. Difficilmente si farà forzare a farlo in quanto fino all’ultimo perseguirà il suo interesse piuttosto che l’interesse dell’Europa e quindi, più passa il tempo, più si torna allo scenario B: noi che usciamo “da sotto” e torniamo alla Lira.

Comunque vada, lo spartiacque a mio avviso sarà costituito dallo Stato Italiano che approva un qualche tipo di legge che blocca o rende più difficili i trasferimenti di valuta. Quando quella misura dovesse essere varata, sappi che il peggio sarà imminente e dovresti immediatamente muovere per metterti ai ripari.

I VINCITORI

Fermo restando che all’inizio ci sarà caos, confusione e anche qualche fallimento, in tutto questo cambiamento del nostro paese, secondo me, ci saranno dei vincitori :

a) Chi ha grossi capitali in valuta forte all’estero
b) Le aziende eccellenti del turismo e chi possiede attività sane in località turistiche
c) Le aziende agroalimentari italiane di eccellenza (inizialmente soffriranno ma poi saranno avvantaggiate in quanto esporteranno più facilmente e avranno meno concorrenza).
d) Chi esporta una parte importante del suo fatturato
e) Discount di qualità
f) Chi possiede terreni agricoli che vedranno il loro valore aumentare a causa del maggior valore dell’agroalimentare del nostro paese.
g) Chi possiede terreni e proprietà nei nuovi paesi in via di sviluppo (Vietnam, Indonesia, Messico, Pakistan, ecc).
h) Le aziende che producono energia alternativa o la sua componentistica (pannelli solari, ecc).
i) Le aziende come E-Bay che potrebbero tornare in auge (nell’ultimo anno E-Bay ha aumentato il suo valore del 70%).
j) Chi essendosi indebitato in Euro dovesse avere introiti in valuta estera ( i debiti in Euro tenderanno a perdere valore).

I PERDENTI

a) Se hai dei BTP sappi che è come se ti trovassi al tavolo del casinò pieno di fiches. Se continui a giocare potresti anche fare dei guadagni, ma sappi che rischi di essere spennato. Nel secondo scenario c’è che perdi il 75% del capitale...
b) Chiunque possieda titoli azionari: la maggior parte dei titoli azionari andranno ancora sotto il loro valore di oggi, a meno che non siano sostenuti da fondamentali forti, cioè sono aziende che fanno un sacco di utili.
c) Chi non possiede valuta estera.
d) Chi non è in grado di generare valore per il proprio cliente o datore di lavoro, un valore reale, concreto e tangibile, non un titolo di studio, non un concorso ma:

- Sono in grado di farti vendere di più
- Sono in grado di farti risparmiare
- Sono in grado di farti trovare nuovi clienti
- Sono in grado di fare delle innovazioni che avranno in grande valore

e) Le aziende dell’immobiliare o legate ad esso. Molte falliranno anche prima dei due scenari. Se nessuno dei due scenari legati alla rottura dell’Euro dovesse avvenire, il prezzo degli immobili nel nostro paese è destinato a calare di almeno un 20%. Consiglio per chi è nell’immobiliare: monetizza il magazzino finché sei in tempo.
f) Chi ha già una situazione finanziaria difficile, così come l’organismo deperito dalla malattia che si trovi costretto ad affrontare una prova fisica molto difficile, non riuscirà a sopravvivere.

ESSERE PRONTI COME IMPRESA

Fermi restando tutti i consigli di cui sopra, vediamo come devi essere tu come impresa per affrontare la presente situazione finanziaria:

a) Se c’è una certezza in questi due scenari è che per un bel po’ di tempo non vedremo credito concesso alle imprese. Quindi devi essere in grado di produrre da solo il cash che ti serve. Non entrare nella tormenta con il cash flow negativo (non ce la fai a star dietro alle spese correnti) ma ristruttura o ripensa l’impresa. Stai pronto all’urto.
b) Costruisciti delle riserve strategiche (e legali) al sicuro per poter far fronte ad eventuali mancanze di liquidità o a blocchi dell’operatività bancaria.
c) Immagina che cosa faresti nel caso in cui la tua azienda perdesse dalla sera alla mattina il 50% del suo fatturato. Abbi pronto un piano di contingenza che non preveda che arrivi un principe azzurro con qualche milione di euro a salvarti.
d) Se sei industria e produci fai un piano di contingenza per l’energia. Abbi un sistema per approvvigionarti a basso costo. Non dovesse succedere niente, migliorerai comunque l’efficienza.
e) Abbi un piano di contingenza per le forniture che acquisti all’estero.
f) Senza demotivare nessuno, preparati un piano per coinvolgere i tuoi uomini migliori in un nuovo progetto. Ragiona su nuovi inquadramenti, nuovi rapporti. Sappi che comunque si evolverà il mercato, anche nella crisi più nera, le risorse umane di qualità finiranno con il vincere sempre. Non lasciare che la crisi disperda le tue risorse umane di qualità.
g) Investi su te stesso: diventa un manager migliore. Fare impresa diventa sempre più difficile. Gli investimenti nella conoscenza e nelle abilità manageriali avranno sempre un grande valore.

IL FUTURO

Fermo restando che non sono un indovino e men che meno un economista, io spero che niente di quello che ho scritto in questo articolo accada e che arrivi un bel principe azzurro a salvare l’Europa, il governo, l’Euro, i BTP, il sistema di Welfare del nostro paese, e tutto si sistemi; che le banche riprendano a finanziare le imprese, che le case continuino ad aumentare il loro valore e che noi si possa continuare all’infinito a vivere bene, anzi a vivere al di sopra delle nostre possibilità.

A poter pagare stipendi dignitosi (4 volte quelli dei Cinesi) a neo-laureati che sanno molto meno dei loro colleghi asiatici e vogliono lavorare solo 40 ore la settimana, a poter avere un’amministrazione pubblica inefficiente, a poter garantire il lavoro per sempre ad una persona e a bastonare qualsiasi imprenditore che volesse ridurre il personale.

Ma so che tutte queste sono solo illusioni.

Se c’è una cosa di cui stare certo è che il cambiamento arriverà. 

E, come al solito, dopo la tempesta e lo scomforto, arriveranno anche momenti di grande prosperità.  

Fine delle farneticazioni

Paolo Ruggeri
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30/05/2012

C'è una costante presente nelle aziende che incontro e che oggi vivono difficoltà economiche: la maggior parte di loro, trovandosi sotto break even (incassano di meno di quello che spendono), puntano ad incrementare il fatturato per sanare la situazione. 

Questa potrebbe essere una strategia che funziona in momenti di espansione economica o quando hai un prodotto decisamente innovativo e che sei sicuro che spaccherà il mercato, altrimenti in questo periodo storico se ti trovi sotto break even (la tua azienda incassa di meno di quello che spende o ti trovi costretto ad espandere il tuo indebitamento con il sistema bancario): 

a) PRIMA riduci i costi e li porti sotto la media mensile di quello che incassi. 
b) POI punti ad incrementare il fatturato. 

Se fai il contrario oggi, nel 90% dei casi è la strada per un netto peggioramento della situazione finanziaria dell'azienda. 

Non sperare in un incremento del fatturato che verrà a salvare un'azienda che è diventata inefficiente. PRIMA mettila in sicurezza riducendo i costi, poi datti da fare come un matto per incrementare il fatturato. 

Paolo Ruggeri

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27/05/2012

Io faccio l'imprenditore perché mi piace. Ho risolto le mie necessità economiche già da tempo applicando su me stesso quello che ho poi scritto nelle 10 Regole del Successo. Ritengo che un'impresa oggi debba dare un prodotto eccellente, contribuire alla comunità e alle persone che ne fanno parte, perseguire un ideale nobile e... FARE ANCHE TANTI UTILI. 

Io faccio l'imprenditore perché mi piace ma pretendo che le aziende che gestisco facciano anche dei begli utili e paghino dividendi importanti agli azionisti, altrimenti qual è il senso del fare impresa? 

Sono troppe le imprese che incontro che non generano utili o non pagano il dividendo agli azionisti. Ma come è possibile? Vero che c'è la crisi e che oggi è tutto più difficile, ma secondo me (e secondo tanti dei miei amici imprenditori) è anche un problema di pigrizia e di "poverite" (la povertà nella testa). Devi progettare un'impresa sin dall'inizio perché faccia tanti utili. Per farlo ci sono tanti ingredienti ma soprattutto devi sapere che lo devi fare e non devi trovarti un milione di giustificazioni. 

Un'impresa prospera fa anche un sacco di utili: chiedilo a Apple, a Google, a Facebook e a centinaia di piccole e medie imprese del nostro paese che, nonostante lo scenario economico, continuano a fare utili e a pagare i dividendi agli azionisti. 

Se la tua azienda non genera utili e non paga i dividendi da qualche anno, c'è qualcosa di terribilmente sbagliato in come la gestisci e, credimi, non è il Governo Monti e non è la Merkel. 

Ne parlerò a Bologna il 22 e 23 Giugno nel nuovo corso FARE SOLDI COME IMPRENDITORE che terremo in concomitanza con la MBS di Bologna. 

Impresa = prodotto eccellente + finalità sociale + utili per gli azionisti e quelli che mettono capitale di rischio. 

Onlus = prodotto eccellente + finalità sociale. 

Completo disastro = perdite.  

Paolo Ruggeri  
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26/05/2012

In allegato la presentazione tenuta da Stefano Zampieri di Casta Diva http://www.castadiva-parrucchieriverona.it alla MBS di Bologna circa l’importanza degli aspetti intangibili per aumentare i ritorni economici dell’azienda.

Stefano dirige un grande salone di acconciature a Verona e nel corso degli ultimi mesi è stato protagonista di una importante crescita. Durante la sua presentazione ci ha spiegato che oggi “saper fare bene il proprio lavoro” è dato per scontato e non porta necessariamente alla crescita. Per crescere, invece, serve avere forti mete, coinvolgere il team e soprattutto lavorare sugli atteggiamenti dei collaboratori di modo che contagino costantemente il cliente tramite il loro entusiasmo e la loro passione.

Il segreto alla fine è “interessarsi sinceramente alle persone” siano questi collaboratori o clienti.

Paolo Ruggeri 



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26/05/2012

Martedì scorso il Dott. Carrafiello ha tenuto una presentazione alla MBS di Bologna circa le azioni da mettere in pratica oggi per fare tanti utili. 

Il punto centrale del suo messaggio: per fare tanti utili oggi devi imparare a fare tante cose velocemente. Per esempio devi essere più veloce e la rapidità del tuo pensiero e delle tue decisioni è uno dei fattori da prendere in considerazione. 

Inoltre non basta che tu sia il più bravo, ma la gente lo deve anche sapere. "Vengono da me - dice Carrafiello - non perché sono il più bravo ma perché SANNO che sono il più bravo".

Le slide dell'intervento sono allegate. 

Paolo Ruggeri  

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21/05/2012


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05/04/2012

Investi nei capitali immateriali, nell'innovazione, nel rapporto con i clienti!


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Admin
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25/03/2012

Molto imprese oggi si trovano in difficoltà finanziaria in quanto invece che sulla loro impresa, hanno investito sugli immobili. 




Paolo Ruggeri

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Admin
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18/02/2012

Ieri alla MBS di Bologna, Daniele Bernardi di Diaman  SICAV http://www.diamansicav.com/11_7/it/trend_follower.ashx ha tenuto una presentazione molto chiara e diretta circa le tendenze finanziarie previste per il futuro e come fare per proteggere i propri risparmi. 

L'importanza della presentazione è dettata dal fatto che Daniele non è un promotore finanziario o un bancario quanto un imprenditore che gestisce un suo fondo di investimenti e fornisce la sua consulenza gestionale a banche ed istituzioni finanziarie. 

Nella presentazione Daniele ci ha spiegato i principali errori che portano un investitore a perdere il suo denaro e come fare per evitarli. La domanda chiave per chi sta perdendo in borsa: "Oggi lo ricompreresti quel titolo a questo prezzo?" E allora perché continui a tenerlo? Inoltre: "Per perdere poco nella finanza bisogna saper perdere". 




Le sue previsioni: ci sarà una crescita dell'inflazione. Attenzione all'oro che tenderà a rimanere statico. Ci saranno opportunità nelle aziende e nel mercato azionario ma ti sarà impossibile sfruttarle a meno che tu non sviluppi maggiore consapevolezza.

Slide allegate

Paolo Ruggeri


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15/12/2011

Oggi alla MBS di Bologna abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una presentazione di Gaetano Balsamo della CDR di Prato http://www.cdrprato.it/ azienda leader in italia nella riparazione di radiatori. 

Gaetano ci ha descritto come è riuscito a impostare un radicale programma di cambiamento dopo un periodo in cui l'impresa era arrivata a fare ormai poco o nessun utile. 

Tre sono le sue azioni vincenti: 

1) Svegliati!
Quando la tua azienda non sta andando bene alle volte pensi di essere sveglio nel senso che osservi tante cose ma non le vedi davvero. Devi allora a) Non dare nulla per scontato e b) Controllare tutto soprattutto nelle aree dove l'azienda non sta andando bene. Gaetano ha spiegato come è uscito materialmente dal suo ufficio ed ha preso una scrivania di nuovo nell'area customer service per essere vicino ai clienti e alla produzione. 

2) Crea il gruppo e la motivazione
Dopo che hai cominciato a modificare le cose, devi ricostruire la tua leadership con i collaboratori. Se permani a fare solamente le attività di cui al punto 1) alla fine a furia di trovar difetti demotiverai tutti. Devi quindi affiancare a questa attività di correzione anche un'attività di motivazione, ritornare a parlare dei grandi progetti dell'impresa.

3) Imposta dei sistemi di controllo della produttività e degli utili
Non puoi permetterti oggi di fare il bilancio una volta all'anno. Devi aggiornare il bilancio mensilmente (addirittura settimanalmente, secondo Gaetano) così da sapere in tempo reale come sta davvero andando l'azienda. 

Misurare la produttività inoltre ti permetterà di capire chi sono quel 20% di collaboratori che crea l'80% dei risultati e motivarli. 

Gaetano conclude il suo intervento dicendo che oggi l'imprenditore deve lavorare soprattutto sull'essere, sui sogni, sui progetti e sul diventare una persona, un uomo migliore: "Chi ha è perché è diventato qualcuno che può produrre qualcosa...". 

Slides allegate. 

Paolo Ruggeri

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08/10/2011

Ci sono anche imprenditori che saltano.

Ieri sono passato dal Saie a Bologna e, a differenza del Cersaie che avevo visto pieno di gente, il Saie era un mortorio. Molti degli imprenditori lì dentro non capiscono che l’edilizia nel nostro paese si riprenderà tra non meno di tre anni e cmq non si riprenderà esattamente come prima (nuovi attori entreranno sul mercato facendo cose diverse). Alcuni degli imprenditori presenti al Saie ieri, tempo un anno o due falliranno.

La cosa affascinante è che questi imprenditori destinati a fallire lo saprebbero pure loro e potrebbero, agendo ora, evitarlo ma cadono effetto di un fenomeno che io e Roberto Gorini abbiamo chiamato, forse impropriamente, l’Auto Dissonanza Cognitiva.

La Dissonanza Cognitiva è un fenomeno psicologico (descritto in modo molto semplice e senza troppi tecnicismi nell’articolo allegato) tramite il quale una persona, accettando compromessi e imparando a convivere con situazioni non ottimali, un po’per volta trasforma se stessa in peggio. Si convince di essere una persona diversa, nella maggior parte dei casi meno efficiente o più credulona.

L’Auto-Dissonanza Cognitiva avviene, invece, quando l’imprenditore, memore forse di vecchi successi del passato, si convince di essere invincibile e di poter ribaltare qualsiasi situazione aziendale non importa quanto compromessa. Ho osservato questo fenomeno in funzione più di una volta. Si va da un imprenditore gli si mostra quella che noi chiamiamo la “bruta realtà”: la situazione finanziaria dell’azienda che generalmente è fatta di costi di struttura troppo elevati, un prodotto che non gira più, alcuni investimenti del passato azzardati. Se presa in tempo la situazione può ancora essere gestita: si tagliano belli decisi i costi di struttura, ci si dice la verità: cioè che alcuni investimenti sono stati davvero sbagliati e sarebbe stato meglio non farli, si sistema il prodotto, si spinge il marketing. Con qualche difficoltà e scomfort, un po’ di patemi con la liquidità e con le banche, generalmente tempo un paio d’anni ci si riprende.

Se l’imprenditore è caduto nell’auto-dissonanza cognitiva però lui non l’accetta: sarebbe troppo doloroso per lui affermare che gli investimenti erano sbagliati, è troppo doloroso per lui andare dalla sua forza lavoro e dir loro chiaramente che non è più in grado di permettersi di avere così tante persone. Troppo problematico cambiare il prodotto o il modello di business di cui lui è perdutamente innamorato. Questo imprenditore preferisce continuare a vivere in un mondo che non c’è più, stile “la vecchia casa nella prateria”: un mondo dove di colpo il mercato capirà che lui ha un prodotto eccezionale che tutti correranno a comprare, un mondo dove un giorno si presenterà un cliente indiano che farà ordini così grandi che faranno andare a pieno regime lo stabilimento sovra strutturato che ha messo in piedi e che è il suo fiore all’occhiello, un mondo dove finalmente arriverà un direttore di banca illuminato che concederà tutti i fidi e gli scoperti di conto del mondo…

La verità: non si presenterà nessuno.

Se la tua azienda è in una situazione difficile (evidenziata da perdite di bilancio importanti o da cash flow negativo, vale a dire assenza di liquidità e necessità di fare nuovi inserimenti di denaro), la situazione potrà essere gestita solamente accettando di riconoscere qualcosa che in azienda è ormai inevitabilmente compromesso. Se non c’è accettazione del fatto che qualcosa in azienda oramai è compromesso (una zona, una linea di prodotto, un investimento che non si riuscirà a far fruttare e quindi bisogna ripiegare, ecc) è molto probabile che la strategia aziendale che stai perseguendo sia sbagliata e nasca dall’auto-dissonanza cognitiva.

E’ come la persona che aveva le obbligazioni argentine nel 2001 e le vedeva calare e calare e calare e continuava a sperare che si sarebbero riprese e sarebbero tornate al loro valore 100. Quando avevano perso metà del loro valore avrebbe fatto meglio ad accettare che la metà di quello che aveva investito era ormai compromessa e vendere. Ne sarebbe uscito comunque più ricco.

Quando le cose vanno male in azienda (cash flow negativo persistente e perdite importanti di bilancio) devi riconoscere ed ammettere quello che in azienda è ormai compromesso. Se lo fai ti riprendi, altrimenti diventi ancora più povero.

Vedere la verità a volte è doloroso ma dopo la botta iniziale, dopo il grandissimo scomfort che ne consegue, la speranza inizia a farsi vedere e di colpo si accendono le lampadine che indicano la “vera via d’uscita”.

Tutti sbagliano qualche volta. Ammettere di avere sbagliato un investimento, una strategia, un'assunzione chiave, un nuovo prodotto è doloroso. Anche ammettere di avere sbagliato nella gestione è doloroso. Ma tutto questo dolore è molto inferiore rispetto a quello che si proverà se si rimane nell’auto-dissonanza cognitiva.

Ogni imprenditore che si rispetti ogni tanto ha sbagliato. Nessuno è un guru. Nonostante alcune delle persone che ti circondano potrebbero farti credere altrimenti, non c’è niente di male nell’aver sbagliato. E’ capitato a tutti noi.

Se la tua azienda va male fai la cosa giusta: accetta ciò che ormai è compromesso ed esci dall’auto-dissonanza cognitiva. Prima che sia troppo tardi.

Paolo Ruggeri



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03/09/2011

Giovedì ho avuto il piacere di partecipare ad una sessione della Plus X Business School di Matera. Plus X, www.plusx.it capitanata da Francesco Tosto e Vincenzo Giordano, è il partner di OSM per le regioni di Puglia, Basilicata e Molise. 

Ho incontrato tanti imprenditori di livello oltre che aver io stesso studiato ed appreso diversi spunti interessanti. 

In allegato le mie diapositive sulla gestione finanziaria da parte dell'imprenditore.
 
Paolo Ruggeri

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