Nei Paesi anglosassoni sanno bene che l'individuo che ha uno scarso livello di etica personale non è in grado di amministrare bene la Cosa Pubblica. E' per questo motivo che troviamo casi come quelli di Petraeus, un ottimo generale, costretto a dare le dimissioni da Direttore della Cia non appena emersa una sua irregolarità relazionale o presunta tale. Negli USA sanno bene che, in assenza di etica personale, un amministratore non sarà mai in grado di gestire con successo la Cosa Pubblica. Una scarsa etica personale inficia la produttività e quindi Petraeus andava rimosso prima che, a causa del suo basso livello di etica, provocasse agli USA danni ancora più grandi.
Come dimostrano anche le recenti vicende, qui in Italia sfortunatamente questa consapevolezza non è ancora presente. I politici che non mantengano un comportamento etico a livello personale non dovrebbero essere rieletti e dovrebbero essere spinti dall'opinione pubblica a dare le dimissioni. Il mancato comportamente etico di un politico è qualcosa che influenza tutti noi. Solo persone di elevata caratura morale possono assumersi l'incarico di gestire il bene comune. Ignorare questo semplice principio ci ha portato ad una classe politica e a una burocrazia statale dove la mancanza di etica personale, il malaffare, la poca trasparenza, l'approfittarsi dei privilegi sono fattori imperanti. Ma c'è di più.
Chi come me gestisce imprese sa bene che lo spreco e sperpero così come la stravaganza finanziaria (spendere regolarmente di più di quello che si incassa o mantenere uno stile di vita decisamente superiore rispetto ai propri mezzi), quando si manifestano in un'impresa, sono anche indice di una situazione etica decisamente deperita degli amministratori della stessa. Sotto quel comportamento apparentemente solo stravagante o inefficiente, spesso si scoprono situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica: appropriazione indebita, consumo di droghe, irregolarità relazioniali, malversazione con i fondi aziendali, per non parlare di cose ancora più gravi.
La stravanganza finanziaria è sempre indice di situazioni davvero raccappriccianti sotto il piano dell'etica personale.
Mentre scrivo questo articolo il nostro Paese ha superato i 2 mila miliardi di debito pubblico. Il nostro debito è perfino superiore al nostro fatturato. Questa è stravaganza finanziaria. Chi, osservando questa scena, pensasse che i nostri amministratori siano inefficienti o stravaganti sarebbe miope. Perché si ingeneri una tale situazione e un tale debito pubblico, sotto il pelo dell'acqua, devono esistere tante situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica da parte di numerosi dei nostri amministratori.
Stravaganza finanziaria (continuare a spendere di più di ciò che si incassa) = comportamenti criminali o decisamente poco onesti che noi non vediamo.
Le indagini e gli scandali degli ultimi sei mesi non fanno che confermarlo: rimborsi spese gonfiati, falsi diplomi di laurea, utilizzo per fini personali dei fondi dello Stato, tangenti, assegnazione di poltrone o di posizioni nei ministeri in cambio di sesso, utilizzo personale dei fondi del partito, infiltrazioni della criminalità organizzata, insomma non c'è limite al fondo.
Il costante incremento del debito pubblico non è figlio della crisi o della scarsa operosità di noi italiani, ma è figlio di crimini come questi o anche peggiori.
E' per questo motivo che ho dato inizio alla campagna Etica nella Politica: senza che la nostra classe politica, di qualunque colore essa sia, faccia propri i valori dell'etica, il nostro Paese non sarà mai in grado di andare da nessuna parte. Abbiamo bisogno dello stesso livello etico di Paesi evoluti come la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e tanti altri.
E' solo quando avremo un governo retto da persone di elevato livello morale che il nostro Paese ed i nostri figli avranno opportunità migliori di quelle che sono state riservate a noi .
Da quando ho inviato il libro Etica dell'Eccellenza a tutti i deputati e senatori del nostro Paese, sono numerosi i lettori che mi hanno scritto offrendomi il loro aiuto. Alcuni mi hanno offerto di partecipare alle spese per inviare il libro anche anche tutti i consiglieri regionali o provinciali del loro luogo di residenza. A parte quell'aiuto (decisamente apprezzato) ci sono tanti altri modi che non hanno alcun costo e che impatterebbero in modo importante su quanto stiamo facendo:
a) Alle prossime elezioni politiche NON VOTARE PER ALCUN PARTITO POLITICO CHE ABBIA AVUTO AL SUO INTERNO DEI CASI DI MALVERSAZIONE (utilizzo dei fondi pubblici per finalità o vantaggi personali)
Non credere alla panzana "Era solo una mela marcia, il resto del partito è sano". In un ambiente etico o in un gruppo che ha alti valori etici quelle cose semplicemente non accadono. Se i miei collaboratori rubassero dei soldi, i casi sono tre: o io sono complice, o io lo so ma lo sto tollerando (il che la dice lunga sul tipo di persona che sono), oppure io sono talmente "sbinariato" che non vedo al di là del mio naso. Ma se anche fosse quest'ultimo il caso, vorremmo pagare 15.000 euro al mese a una persona del genere per fare le leggi che influenzeranno le nostre vite e quelle dei nostri figli? Non possiamo trovare qualcosa di meglio?
Che partito politico potrà mai essere un partito che mantiene una persona del genere nel gruppo di quelle da mandare a Roma a rappresentarci?
Ha visto giusto: un partito disorganizzato e composto da gente totalmente inefficiente, per non dire di peggio. Proprio loro dobbiamo mandare a governarci?
Vota per un partito politico che non sia stato in alcun modo coinvolto nel malaffare. Questa volta scegli l'etica.
b) Alle prossime elezioni politiche non votare per alcun partito politico che mantenga al proprio interno una o più persone inquisite.
Il nostro Paese è pieno di leggi e regolamenti e mi rendo conto che a volte si potrebbe anche finire sotto l'occhio della magistratura per errore o per eccesso di zelo di qualche magistrato.
Un individuo che dovesse essere incappato in questo errore non dovrebbe essere giudicato colpevole prima della sentenza definitiva. Ma non dovrebbe nemmeno candidarsi per un ruolo di amministratore pubblico prima di aver chiarito la sua posizione.
Che tipo di valori morali potrebbero mai avere i suoi compagni che lo candidano? E vuoi che proprio quelli vadano a rappresentare te?
Capisco che i punti a) e b) lasceranno pochi partiti politici disponibili. Non importa se di destra o di sinistra, non importa se promettano di non tassarti o di darti maggiori benefici, ricordati che quando dai il tuo voto ad un partito che includa persone come quelle di cui sopra, tutti noi comunque pagheremo più avanti un prezzo molto più caro di qualunque beneficio tu possa riceverne. Per non parlare del prezzo che pagheranno i nostri figli.
Non votare per chi tollera il malaffare o la scarsa trasparenza.
c) Assieme ad alcuni amici abbiamo deciso di istituire un "117 della politica", cioè un sito internet dove chi conosce di malversazioni, furti o utilizzo improprio di fondi da parte della classe politica, possa fare delle segnalazioni in modo totalmente anonimo e noi ci faremo carico di pubblicarle (se corredate di prove) o di passarle alle testate giornalistiche investigative nel caso in cui non fossero corredate da prove.
Investigano il barbiere che non fa lo scontrino mentre loro spendono 15.000 euro all'anno in pasticceria con i soldi del contribuente... E' ora di ribaltare il flusso ed essere noi quelli che investighiamo una classe politica corrotta.
Invito anche i tanti politici onesti che sono sicuro esistono, a prendere parte a questa iniziativa denunciando la scarsa trasparenza o le malversazioni di cui dovessero essere al corrente. L'onestà cessa di essere tale quando si fa finta di non vedere il comportamento disonesto degli altri. Come puoi pretendere di essere una persona etica o dall'alta caratura morale quando sapevi e vedevi il malaffare e non hai fatto niente? Collabora con la magistratura o opponiti alle cattive abitudini dei colleghi.
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Chi scrive questo articolo non ha la presunzione di essere perfetto. Io ammetto di essere una persona che ha fatto tanti errori nella sua vita. Però so anche di essere qualcuno che ha sempre cercato di rimediarli.
Io non sono all'altezza di fare il politico, l'unica cosa cui aspiro con queste prese di posizione è che chi deciderà del futuro di mia figlia, abbia un'alta caratura morale e si comporti in modo onesto e trasparente.
Per favore dammi una mano passando parola.
I nostri figli hanno bisogno dell’aiuto di tutti.
Paolo Ruggeri
C'è una costante presente nelle aziende che incontro e che oggi vivono difficoltà economiche: la maggior parte di loro, trovandosi sotto break even (incassano di meno di quello che spendono), puntano ad incrementare il fatturato per sanare la situazione.
Questa potrebbe essere una strategia che funziona in momenti di espansione economica o quando hai un prodotto decisamente innovativo e che sei sicuro che spaccherà il mercato, altrimenti in questo periodo storico se ti trovi sotto break even (la tua azienda incassa di meno di quello che spende o ti trovi costretto ad espandere il tuo indebitamento con il sistema bancario):
a) PRIMA riduci i costi e li porti sotto la media mensile di quello che incassi.
b) POI punti ad incrementare il fatturato.
Se fai il contrario oggi, nel 90% dei casi è la strada per un netto peggioramento della situazione finanziaria dell'azienda.
Non sperare in un incremento del fatturato che verrà a salvare un'azienda che è diventata inefficiente. PRIMA mettila in sicurezza riducendo i costi, poi datti da fare come un matto per incrementare il fatturato.
Paolo Ruggeri
In allegato la presentazione tenuta da Stefano Zampieri di Casta Diva http://www.castadiva-parrucchieriverona.it alla MBS di Bologna circa l’importanza degli aspetti intangibili per aumentare i ritorni economici dell’azienda.
Stefano dirige un grande salone di acconciature a Verona e nel corso degli ultimi mesi è stato protagonista di una importante crescita. Durante la sua presentazione ci ha spiegato che oggi “saper fare bene il proprio lavoro” è dato per scontato e non porta necessariamente alla crescita. Per crescere, invece, serve avere forti mete, coinvolgere il team e soprattutto lavorare sugli atteggiamenti dei collaboratori di modo che contagino costantemente il cliente tramite il loro entusiasmo e la loro passione.
Il segreto alla fine è “interessarsi sinceramente alle persone” siano questi collaboratori o clienti.
Paolo Ruggeri
Ci sono anche imprenditori che saltano.
Ieri sono passato dal Saie a Bologna e, a differenza del Cersaie che avevo visto pieno di gente, il Saie era un mortorio. Molti degli imprenditori lì dentro non capiscono che l’edilizia nel nostro paese si riprenderà tra non meno di tre anni e cmq non si riprenderà esattamente come prima (nuovi attori entreranno sul mercato facendo cose diverse). Alcuni degli imprenditori presenti al Saie ieri, tempo un anno o due falliranno.
La cosa affascinante è che questi imprenditori destinati a fallire lo saprebbero pure loro e potrebbero, agendo ora, evitarlo ma cadono effetto di un fenomeno che io e Roberto Gorini abbiamo chiamato, forse impropriamente, l’Auto Dissonanza Cognitiva.
La Dissonanza Cognitiva è un fenomeno psicologico (descritto in modo molto semplice e senza troppi tecnicismi nell’articolo allegato) tramite il quale una persona, accettando compromessi e imparando a convivere con situazioni non ottimali, un po’per volta trasforma se stessa in peggio. Si convince di essere una persona diversa, nella maggior parte dei casi meno efficiente o più credulona.
L’Auto-Dissonanza Cognitiva avviene, invece, quando l’imprenditore, memore forse di vecchi successi del passato, si convince di essere invincibile e di poter ribaltare qualsiasi situazione aziendale non importa quanto compromessa. Ho osservato questo fenomeno in funzione più di una volta. Si va da un imprenditore gli si mostra quella che noi chiamiamo la “bruta realtà”: la situazione finanziaria dell’azienda che generalmente è fatta di costi di struttura troppo elevati, un prodotto che non gira più, alcuni investimenti del passato azzardati. Se presa in tempo la situazione può ancora essere gestita: si tagliano belli decisi i costi di struttura, ci si dice la verità: cioè che alcuni investimenti sono stati davvero sbagliati e sarebbe stato meglio non farli, si sistema il prodotto, si spinge il marketing. Con qualche difficoltà e scomfort, un po’ di patemi con la liquidità e con le banche, generalmente tempo un paio d’anni ci si riprende.
Se l’imprenditore è caduto nell’auto-dissonanza cognitiva però lui non l’accetta: sarebbe troppo doloroso per lui affermare che gli investimenti erano sbagliati, è troppo doloroso per lui andare dalla sua forza lavoro e dir loro chiaramente che non è più in grado di permettersi di avere così tante persone. Troppo problematico cambiare il prodotto o il modello di business di cui lui è perdutamente innamorato. Questo imprenditore preferisce continuare a vivere in un mondo che non c’è più, stile “la vecchia casa nella prateria”: un mondo dove di colpo il mercato capirà che lui ha un prodotto eccezionale che tutti correranno a comprare, un mondo dove un giorno si presenterà un cliente indiano che farà ordini così grandi che faranno andare a pieno regime lo stabilimento sovra strutturato che ha messo in piedi e che è il suo fiore all’occhiello, un mondo dove finalmente arriverà un direttore di banca illuminato che concederà tutti i fidi e gli scoperti di conto del mondo…
La verità: non si presenterà nessuno.
Se la tua azienda è in una situazione difficile (evidenziata da perdite di bilancio importanti o da cash flow negativo, vale a dire assenza di liquidità e necessità di fare nuovi inserimenti di denaro), la situazione potrà essere gestita solamente accettando di riconoscere qualcosa che in azienda è ormai inevitabilmente compromesso. Se non c’è accettazione del fatto che qualcosa in azienda oramai è compromesso (una zona, una linea di prodotto, un investimento che non si riuscirà a far fruttare e quindi bisogna ripiegare, ecc) è molto probabile che la strategia aziendale che stai perseguendo sia sbagliata e nasca dall’auto-dissonanza cognitiva.
E’ come la persona che aveva le obbligazioni argentine nel 2001 e le vedeva calare e calare e calare e continuava a sperare che si sarebbero riprese e sarebbero tornate al loro valore 100. Quando avevano perso metà del loro valore avrebbe fatto meglio ad accettare che la metà di quello che aveva investito era ormai compromessa e vendere. Ne sarebbe uscito comunque più ricco.
Quando le cose vanno male in azienda (cash flow negativo persistente e perdite importanti di bilancio) devi riconoscere ed ammettere quello che in azienda è ormai compromesso. Se lo fai ti riprendi, altrimenti diventi ancora più povero.
Vedere la verità a volte è doloroso ma dopo la botta iniziale, dopo il grandissimo scomfort che ne consegue, la speranza inizia a farsi vedere e di colpo si accendono le lampadine che indicano la “vera via d’uscita”.
Tutti sbagliano qualche volta. Ammettere di avere sbagliato un investimento, una strategia, un'assunzione chiave, un nuovo prodotto è doloroso. Anche ammettere di avere sbagliato nella gestione è doloroso. Ma tutto questo dolore è molto inferiore rispetto a quello che si proverà se si rimane nell’auto-dissonanza cognitiva.
Ogni imprenditore che si rispetti ogni tanto ha sbagliato. Nessuno è un guru. Nonostante alcune delle persone che ti circondano potrebbero farti credere altrimenti, non c’è niente di male nell’aver sbagliato. E’ capitato a tutti noi.
Se la tua azienda va male fai la cosa giusta: accetta ciò che ormai è compromesso ed esci dall’auto-dissonanza cognitiva. Prima che sia troppo tardi.
Paolo Ruggeri
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