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24/06/2016

Quando cerchi di costruire un grande gruppo devi considerare una cosa fondamentale: in generale, la singola persona, a cosa aspira? Le persone cercano il benessere e sono attratte dall’armonia. Negli anni mi sono però reso conto che molte persone tendono anche verso un’altra cosa: la povertà. So che potrebbe sembrare poco popolare come affermazione e che potrà suscitare delle critiche, eppure questo è il mio punto di vista.

Non è che le persone desiderino la povertà, è che spesso, in modo illogico, compiono delle scelte che li portano ad avere meno soldi e meno sicurezze. Non sono tutti così, ovviamente, ma molti si. D’altronde l’1% della popolazione controlla il 50% della ricchezza mondiale.

Quando gestisci molte persone, devi tenere in considerazione questo fattore. E questo è il motivo principale per cui la leadership non può essere una democrazia. Tu devi tendere come imprenditore alla ricchezza e come persona al benessere e devi guidare i tuoi uomini verso gli stessi obiettivi.

Nel 2010 OSM era una realtà locale. Poi ho incontrato Andrea Di Giuseppe, di Trend Group, che mi ha proposto di iniziare a operare negli Stati Uniti e vendere i servizi di consulenza aziendale in quel paese. Una scelta che ho maledetto più volte.

Negli anni mi sono trovato di fronte a numerose difficoltà, il mercato era estremamente competitivo e ho dovuto gestire situazioni veramente complesse. Avevo la sensazione di essere perduto e mi sembrava di essere di fronte a qualcosa che non ero in grado di gestire. Dovendomi concentrare sul business negli Stati Uniti, ho dovuto tralasciare alcuni aspetti nella gestione delle attività in Italia. Diversi soci italiani hanno deciso di lasciare la società, perché si sentivano abbandonati. Poi pian piano le cose sono tornate a quadrare. Ho trovato un nuovo equilibrio. E tutte le tecniche di management che ho messo a punto per il mercato statunitense, mi sono servite per rilanciare alla grande il mercato italiano.

Saltando nel futuro e facendo delle scelte che ti mettono in difficoltà, tu crei la prosperità per la tua azienda. Il più grande indicatore che segnala che stai creando valore è la sensazione di sentirsi perduti. Quando ti trovi in grande difficoltà stai uscendo dalla tua zona di comfort. Stai facendo davvero quelle scelte o quelle azioni coraggiose ed emotivamente difficili che faranno davvero la differenza per la tua azienda. Se rimani nella tua zona di comfort, se continui a vivere nella tua tranquilla routine, se decidi di non fare mai quel passo che ti farà perdere per un attimo l’equilibrio, come puoi pensare di far del bene alla tua azienda?

Oggi OSM sta vivendo una grande espansione. OSM Bulgaria, ad esempio, sta vivendo un momento di crescita. Questo è dovuto al suo titolare, George Naydenov, che cinque anni fa ha studiato l’italiano, ha preso i manuali di business OSM, li ha letti uno per uno e li ha tradotti in Bulgaro, mettendo a disposizione degli imprenditori del suo paese la tecnologia e le metodologie OSM. Un lavoro enorme. Mesi di attività frenetica. Ma questo fatto ha generato l’espansione che oggi sta vivendo OSM Bulgaria.

Più il gruppo cresce, più aumentano le possibilità che qualcosa vada storto. Se tu non hai dentro di te una grande forza, rischi di implodere su te stesso. Ci sono alcuni fondamenti che ti permettono di avere una stabilità interiore e che creano lo sviluppo:

VALORI: Mantenere la parola data, credere ciecamente in determinati valori, è ciò che ti permette di costruire le fondamenta del tuo successo come individuo e del tuo successo economico.

SPIRITUALITA’: La spiritualità è ciò che ti permette di realizzarti come individuo e di crescere da un punto di vista personale.

CONOSCENZA: Le esperienze, il know how e una visione internazionale del business ti permettono di apprezzare le diversità e cogliere nuove opportunità.

RELAZIONI: Devi coltivare delle relazioni di qualità con le persone di valore. Le persone di valore le riconosci principalmente per come trattano gli altri e sono quelle che generalmente trattano con rispetto e si danno da fare per altre persone che – almeno apparentemente - non hanno nulla da dar loro in cambio. Non lo fanno per ottenere un vantaggio. Lo fanno perché credono davvero nel coltivare le relazioni umane.

Questo è il punto centrale. Tu devi assicurarti di nutrire questi quattro principi. Una volta che sarai stabile nella tua interiorità, potrai curare la crescita del gruppo.

I 3 punti che garantiscono

ARMONIA: La sensazione che lo spazio che mi circonda sia tranquillo è la prima condizione necessaria affinché ci si metta in azione in modo positivo. I tuoi collaboratori devono essere fidati, altrimenti è meglio perderli, anche se ciò comporta una momentanea perdita di fatturato. Devi gestire la negatività e creare un ambiente di lavoro caratterizzato dalla tranquillità e dal benessere. Grazie ad un ambiente tranquillo, puoi progettare il futuro, puoi focalizzarti sull’ambiente mentale, immaginare il futuro. Quella proiezione mentale ti permetterà di creare l’ambiente materiale. Tutto ciò che ci circonda è stato creato 2 volte: quando è stato pensato e quando è stato realizzato. Devi essere nello stato d’animo ottimale per “creare”.

ENERGIA POSITIVA: Possiamo chiamarla motivazione, carica, positività. Quando hai la serenità e hai un progetto, allora avrai anche la positività, intesa come amore verso le cose e verso le persone. L’energia positiva guida il tuo futuro. Ciò che limita la tua energia positiva sono le esperienze negative del passato. Devi rimanere centrato su ciò che sei davvero, le esperienze negative non devono corrompere chi sei e per fare questo devi svolgere un lavoro importante su te stesso.


ATTRARRE PERSONE: Le persone in gamba sono attratte principalmente da due cose: dalla grandezza del tuo sogno e dai vantaggi che prospetti loro. Devono essere presenti entrambi i fattori. Le persone però che valgono davvero sono più influenzati dai grandi sogni. Non puoi circondarti di persone che desiderano solamente i vantaggi che prosetti loro, devono anche credere nel tuo progetto, nel cambiamento che desideri compiere nel mondo. Fai in modo che le persone sposino il tuo sogno, lo facciano davvero, ispirale e proietta in loro questa “illusione”. Perché adesso è solo un sogno, ma insieme a loro diventerà realtà. Fai però anche in modo che l’azienda sia il luogo dove queste persone possano trionfare, raggiungendo i loro obiettivi personali e professionali. “Posso anche dividere a metà con te la ricchezza che mi hai permesso di guadagnare” recita un detto. Non essere avaro. Premia le persone che ti stanno aiutando a diventare grande.


E tu? Sei pronto a costruire un grande gruppo?

Paolo Ruggeri


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02/03/2015

Mentre ero in Brasile mi hanno chiesto di scrivere un articolo per una rivista locale. 

Ripubblico qui perché trovo l'argomento di interesse. 

LE 10 REGOLE DEL SUCCESSO: CREARE TEAM PRODUTTIVI E TANTO ALTRO ANCORA


1) Tutto parte da te: se il team che dirigi non decolla o non va bene, esiste probabilmente qualcosa in te che devi individuare e sistemare. Trova qualcuno che abbia già costruito dei team di successo che ti possa fare da mentore.


2) Abbi una meta grande nella quale tu possa coinvolgere anche i tuoi collaboratori. Senza una meta o un sogno grande che ti guidi, tu sarai il primo a non essere motivato ma non è sufficiente essere motivato tu. Devi coinvolgere anche i tuoi collaboratori: quale sarebbe la grande figata per loro se tu dovessi raggiungere il tuo sogno?


3) Lavora sui tuoi rapporti interpersonali. Per motivare un team la prima regola è “Non demotivare”. Se il manager è burbero, scontroso, mai soddisfatto, permaloso o gelido, non riesce ad accendere le persone, anzi molto spesso le demotiverà.


4) Cerca di fare qualcosa di figo e investi risorse sul marketing e sull’espansione: un’azienda che attira talenti è quella che ha piani di espansione. Dal sito web dell’azienda o dai suoi social network si riesce a capire che questa è un’impresa che, anche se piccola, farà strada?


5) Misura le prestazioni dell’azienda e delle persone: è difficile riuscire a incrementare qualcosa che non si misura. Le aziende che hanno produttività in incremento utilizzando statistiche per misurare le prestazioni dei collaboratori.


6) Elogia spesso i collaboratori o mettili in condizione di ricevere degli elogi. I coollaboratori delle aziende reagiscono molto positivamente a responsabili che vogliano davvero portarli al successo. Un buon capo dovrebbe “sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto” ed essere un allenatore dei suoi uomini.


7) Liberati delle persone che creano malumori nel gruppo, che generano o hanno spesso disaccordi o che richiedono una grande manutenzione emotiva. Per il benessere e la salute dell’azienda, l’armonia del gruppo è più importante della produttività dei singoli.


8) Lavora sui lati positivi delle persone, piuttosto che sui lati negativi. Funziona al contrario: lavorando sui lati negativi dei collaboratori, i lati positivi diminuiscono (nel senso che a lungo andare la persona si impegna meno). Il collaboratore è come una roccia nelle mani di uno scultore: alcuni vedono una pietra, altri riescono a vedere la statua al suo interno.


9) Negli affari un’idea diventa vincente solo quando è sostenuta da persone motivate e desiderose di fare la differenza. Per fare questo devi diventare bravo a selezionare le persone. Sviluppa un tuo sistema che ti permetta di inserire persone che facciano fare dei passi avanti all’azienda.


10) Fai bene attenzione quando sviluppi pensieri del tipo “Io non sono più adatto a gestire la mia azienda” o perdi fortemente interesse in quello che stai facendo. Quando hai pensieri di quel tipo è perché hai lasciato entrare una persona sbagliata nell’impresa di cui di devi liberare. Fatti seguire da un consulente HR capace che ti aiuti ad individuarla e a gestire la situazione.


Paolo Ruggeri 

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05/04/2013

Di cosa ha bisogno un'azienda in questo momento del mercato?

Far crescere la tua impresa vuol dire seguire alcune semplici regole:

+ Piu' Flessibilita' Molte aziende hanno “troppa massa” da gestire: troppe persone, troppe strutture e soprattutto troppa gerarchia al loro interno. Destrutturare, avere un magazzino piu' snello, diminuire regole e procedure sono alcune delle cose applicabili subito da tutti per migliorare la propria flessibilita'. sii flessibile: quando un progetto non funziona abbandonalo. Non importa quanto tempo e denaro hai investito. Devi imparare ad adattarti piu' velocemente di tutti alle nuove condizioni del mercato.

- Meno Pianificazione Il mercato cambia velocemente , perdersi in piani dettagliati significa ipotizzare a tavolino possibilita' che possono non verificarsi mai. E’ piu' utile essere flessibili per cogliere ogni opportunita'. Progettare in ogni dettaglio limita l’immaginazione e la creazione di nuove idee, specialmente se i tuoi dipendenti non possono “improvvisare” e devono limitarsi a seguire un elenco di ordini precisi non riuscendo ad esprimersi e a sentirsi coinvolti.

+ Piu' decisioni Ogni azienda, piccola o grande che sia, evolve grazie alle azioni concrete. Evitiamo il “pensiamoci su” e sostituiamolo con “decidiamo subito”. Stare troppo tempo ad arrovellarsi il cervello su qualcosa porta alla demotivazione. In ogni caso qualora facessi un errore, correggerti e' sempre possibile e ricorda che “e' meglio sbagliare piuttosto che non decidere mai”. Piuttosto che pianificare, agisci!

+ Piu' collaboratori Circondati di persone autonome che svolgono il proprio lavoro e cerca di evitare i “dipendenti”, quelli che dipendono da te e si aspettano programmi dettagliatissimi per ogni compito che affidi loro. Manda il collaboratore “allo sbaraglio”, cioe' senza istruzioni troppo precise spiegando il minimo indispensabile, potrebbe sorprenderti la capacita' delle persone di trovare soluzioni migliori di quelle che tu avevi gia' pronte. P

er ottenere dipendenti che collaborino dovrai pero' lavorare sul loro miglioramento personale - Meno incentivi economici Evita la premiazione in termine di soldi ai tuoi collaboratori, meno denaro usi per motivarli e piu' a lungo riuscirai a mantenere la loro motivazione intrinseca, il loro amore per quello che fanno. Non appena verranno pagati di piu' per fare qualcosa questo si trasforma in mero obbligo. Ricorda inoltre che il denaro crea dipendenza e, come una droga, necessita sempre di dosi piu' elevate…

Vuoi battere la crisi? Incomincia ad applicare queste semplici regole!

Paolo Ruggeri

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11/06/2012

"Mentre in un clima sfavorevole c'e' inefficienza, poca volonta' e si partoriscono idee poco funzionali, in un clima migliore le persone sono piu' motivate ma, soprattutto, sviluppano idee migliori."


Estratto dal DVD "Emozionare il team" di Flavio Cabrini, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori".
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Admin
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30/04/2012

Team 2.0. Il concetto di gruppo per il nuovo sistema economico: un micro sistema affettivo, culturale, locale.


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05/04/2012

Investi nei capitali immateriali, nell'innovazione, nel rapporto con i clienti!


Estratto dal DVD "Far crescere l'impresa" di Paolo Ruggeri, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori". Consigli e azioni pratiche per ottenere ottimi risultati e guadagnare anche in tempi di crisi!
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Admin
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30/04/2011

Invitato dall'amico Paolo Montagner oggi ho avuto il piacere di passare una giornata con i consiglieri di Confidustria Belluno Dolomiti. Abbiamo parlato di quali sono le prospettive per le piccole e medie imprese nel nostro paese.

In retrospettiva devo dire che ho passato una giornata con persone davvero fantastiche. Grazie a tutti per la partecipazione. 

Allego le diapositive. 

Paolo Ruggeri

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18/02/2011

In allegato le diapositive dell'intervento di Max Calore alla MBS circa le attività che dal suo punto di vista accomunano gli imprenditori che hanno aziende in crescita: 

1) Persegui standard elevati: Cerca di essere il migliore, non peccare di superbia, studia chi è migliore di te.
2) Focalizza i progetti: Non riuscirai a fare tutto, fai quindi qualcosa che cambierà la faccia della tua azienda. Identifica quel 20% di azioni che fai che determina l'80% dei risultati. 
3) Circondati dei migliori:  Ricordati però che i migliori non sono solamente le prime donne. I migliori collaboratori sono quelli che si adattano.
4) Agisci ora: vince il più veloce.  
5) Frequenta i migliori: Simile al 3 sopra ma si riferisce alle persone al di fuori dell'azienda. 

Paolo Ruggeri

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25/04/2009

Dopo l'intervento del mese scorso, dove ha trattato l'importanza dell'autodisciplina per il successo nel business, Massimiliano Calore è tornato ad intrattenerci parlandoci dell'importanza della determinazione

La presentazione è ruotata intorno al fatto che ciò che davvero ti può frenare nel business non è tanto quello che ti succede o succede intorno alla tua azienda, quanto ciò su cui tu decidi di concordare. Le persone determinate, secondo Max, prendono atto delle difficoltà del momento o delle circostanze, ma non si rassegnano passivamente ad esse. Hanno la determinazione per decidere di far andare le cose in modo diverso. Max ha poi portato come esempio il fatto che la stragrande maggioranza degli imprenditori che prendono parte al programma MBS hanno fatturati ed utili in incremento. 

A furia di accettare passivamente le circostanze negative intorno a sé: il fatto che c'è crisi, che sarà difficile fare business, ecc, ecc, si viene a creare attorno all'individuo un muro fatto di bugie che un po' alla volta lo frena e gli impedisce di essere efficace. 

Ho allegato un PDF della presentazione. L'esercizio dei tre fogli è stato fantastico. 

Max inoltre mi ha chiesto di chiedervi chi si è rubato le mele della presentazione che erano la "colazione al sacco" che gli aveva preparato la Michaela...

Paolo Ruggeri



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29/03/2009

Penso che le giornate di MBS della scorsa settimana siano state tra le più belle di sempre. La fiera con lo scambio business tra le aziende clienti, gli interventi, l'entusiasmo, il divertimento...


Tra le altre cose abbiamo avuto un intervento di Max Calore sull'autodisciplina e la sua importanza per la gestione d'azienda che è stato davvero notevole.


In allegato le slide in pdf. 

Paolo Ruggeri


 



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13/09/2008

Aziende dove esista una vera leadership, orientata cioè a far coincidere il successo del collaboratore con il successo dell’azienda, si muovono su una “sottile linea rossa” che va compresa bene al fine di non fare errori:

Nel momento in cui il manager ha tra i suoi paradigmi anche il successo del collaboratore, diventa qualcuno che aiuta e sostiene le persone che gestisce. Può darsi che spesso intervenga per affiancare e sostenere i collaboratori in difficoltà.

Nel fare quanto sopra deve prestare attenzione anche a promuovere costantemente il concetto di responsabilità per le attività del proprio ruolo. Deve cercare costantemente di trasferire qualcosa del tipo: “Anche se ti aiuto, di questa cosa alla fine ti devi occupare tu. Devi diventare autonomo e cominciare a correre con le tue gambe”. Nel farlo non deve sminuire il collaboratore o criticarlo (non serve a nulla) ma deve incoraggiare la persona a gestire in autonomia la propria funzione.

Se non c’è una promozione di questo valore, ma solamente un generico orientamento all’aiuto, il rischio che si corre è quello di deresponsabilizzare il collaboratore e finire sempre di più con impegolarsi nella gestione operativa delle attività delle persone che supervisioniamo.

Promuovere in azienda la cultura della responsabilità è parte integrante di una buona organizzazione d’impresa.

Paolo Ruggeri



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07/07/2008

Martedì 1 Luglio ho tenuto una presentazione agli imprenditori che partecipavano alla prima sessione dell'ETC/Mind Business School circa l'autodisciplina e le capacità organizzative

Più che una presentazione in senso classico si è trattato di una sorta di workshop di auto analisi usando l'HT Beta, il nuovo strumento di analisi che ho messo punto per misurare il potenziale di successo di manager e collaboratori. L'HT Beta è un'analisi di nuova generazione che, partendo dalle caratteristiche necessarie per avere successo oggi sul piano economico, permette ad un imprenditore o manager di sapere quali sono gli aspetti importanti che deve gestire che gli impediscono il pieno successo in azienda. Due dei 19 aspetti presi in considerazione dall'HT Beta hanno a che vedere con l'autodisciplina e le capacità organizzative, aspetti questi che spesso si intrecciano tra di loro per creare profili specifici sotto il piano delle performance manageriali. 

Le diapositive sono allegate, non tutti saranno in grado di utilizzarle, ma il sunto è che l'autodisciplina o coscienziosità è un fattore chiave nel determinare il successo o fallimento di un individuo e, ancor di più nel creare il successo del manager.

Messaggio: esci dalle tue zone di comfort, mettiti a costruire la tua impresa, fai il vero lavoro duro (quello che non ti piace, che ti spaventa o che preferiresti fossero altri a fare), è l'unica strada che ti porterà davvero da qualche parte. 

Paolo Ruggeri   



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27/06/2008

In questi giorni sto lavorando come un pazzo a preparare un sacco di materiali nuovi. Sembra che il business per le società di consulenza stia esplodendo.

A parte la creazione di nuovi materiali sul marketing per i clienti dell’Executive Training Club, la business school di Mind Consulting, ho fatto un po’ di riflessioni su un punto che spesso viene ignorato quando si usa il principio della causatività a livello organizzativo.

Un manager, di fronte a scarsi risultati o ad avvenimenti spiacevoli (tipo la dipartita di un collaboratore bravo o un imprevisto su una linea di produzione) , non dovrebbe limitarsi a chiedere a se stesso “come ho fatto a determinare io una tale situazione?”, ma dovrebbe anche porsi la domanda: “In che cosa la mia organizzazione o azienda ha fallito? Dov’è che la devo correggere affinché questa situazione non si ripresenti più?”

Sembra scontato ma mi rendo conto che, presi come siamo da mille cose, spesso questa domanda non ce la poniamo e finiamo per limitarci a risolvere il problema che poi, ahimé, si ripresenterà, anzi tenderà a perpetuarsi all’interno dell’organizzazione.

Parte dello skill necessario per costruire un’azienda vincente, che cresce e si afferma sul mercato è proprio questo: di fronte ad un problema, non limitarti a risolverlo. Poniti anche la domanda: in che cosa devo correggere la mia organizzazione di modo che questo problema non si verifichi più?

A livello aziendale il problema è sempre nella matrice. C’è qualcosa in come la tua azienda è impostata, nei manager (te incluso) o nel loro stile di gestione che contribuisce attivamente a creare il problema. Se non lo identifichi il problema tenderà a perpetuarsi. 

Paolo Ruggeri

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22/02/2008

In allegato le diapositive dell'intervento tenuto il 21 Febbraio 2008 ai responsabili e manager Kemon Spa circa l'efficienza nell'organizzazione di impresa. 

Paolo Ruggeri

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23/01/2008

Non so se capita anche a voi, ma da qualche mese a questa parte mi sono reso conto che la posta a casa mia veniva consegnata con un certo ritardo. In particolare la frequenza delle consegne era passata da una frequenza quasi giornaliera a una frequenza che, nel migliore dei casi, era solo bisettimanale.


Secondo una trasmissione di Radio XXIV il motivo e' da imputarsi al fatto che Poste Italiane ha introdotto un nuovo sistema organizzativo per la gestione delle consegne postali e, ora come ora, si stanno rendendo conto che qualcosa, nel sistema che sembrava perfetto sulla carta, in realta' stenta a funzionare. Non ho approfondito piu' di tanto l’argomento ma di una cosa sono sicuro: i nuovi modelli organizzativi che sulla carta sembrano perfetti, prima di essere implementati in tutta l’azienda, dovrebbero essere oggetto di un programma pilota che coinvolga una sola area dell’azienda. Questo permette all’azienda di accumulare l’esperienza che serve ed eliminare i bugs del nuovo modello organizzativo che inevitabilmente non sono stati presi in considerazione.


Come la cosa si applica ad una PMI: intendi cambiare in modo radicale il sistema incentivante della rete vendite. Quello che hai in qualche modo funziona anche se non e' perfetto (ed e' per questo che vorresti migliorarlo). Prima di buttare alle ortiche il vecchio e passare al nuovo, prova la cosa su uno o due venditori. Cio' ti dara' modo di osservare cio' che nel nuovo sistema non funziona e correggerlo prima di trovarti a gestire problemi in tutta l’azienda.


Ovvio che una cosa del genere la prenderesti in considerazione solamente nel caso in cui volessi implementare un cambiamento radicale. Prima di gettare alle ortiche il vecchio che in qualche modo funziona, prova il nuovo come progetto pilota. Vedrai che operando in questo modo sara' molto piu' facile implementare il nuovo sistema.


Detto cio' sono sicuro che Poste Italiane gestira' rapidamente le difficolta' organizzative che si sono venute a creare.


Paolo Ruggeri

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13/01/2008

Recentemente sto lavorando alla compilazione di un manuale approfondito circa il management e l'organizzazione d'azienda da mettere a disposizione di manager ed imprenditori di piccole e medie imprese. 

Analizzando vari casi di aziende, tutte sembrano far emergere questa tendenza: non e' la qualita' della tecnologia che possiedono a determinare l'eccellenza tecnica dell'impresa. Questa gioca sicuramente una parte importantissima, ma ancora piu' importante pare essere l'organizzazione stessa dell'azienda. In altre parole: se non organizzi bene l'impresa, se non assegni funzioni chiare alle persone, se non costruisci responsabili efficaci e che svolgano il proprio ruolo, se non stabilisci bene le procedure e le fai rispettare, potresti avere sviluppato anche la tecnologia o i servizi piu' innovativi al mondo, ma la qualità di ciò che vendi comunque non sarà eccellente. 

Se vuoi migliorare la soddisfazione e fidelizzazione del cliente, se punti alla leadership tecnica del tuo settore, lavora certamente sull'innovazione e sulla ricerca e sviluppo ma stai anche molto attento al fatto che l'azienda sia ben organizzata. Capita spesso che il leader di un settore abbia una tecnologia di livello inferiore rispetto a quella del numero 2 o del numero 3 ma sia organizzato molto meglio di loro.  

Paolo Ruggeri
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