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23/03/2015

Maurizio Melfa è un imprenditore di 44 anni, con la sua azienda la Meic Services di Gela ha avviato in Sicilia la distribuzione di metano anche per autotrazione, gestisce una formazione di pallavolo che milita nel campionato nazionale di B1 e da oggi si candida, con una lista civica, a diventare sindaco della sua città.

Guidato da un forte senso dell’etica e della responsabilità, Melfa, vuole dare un contributo attivo al miglioramento della vita dei suoi colleghi imprenditori e di tutti i gelesi.

Signor Melfa, perché dedicarsi alla politica?
La ragione è molto semplice, io voglio riscattare questa città, voglio vedere i miei colleghi imprenditori e i miei concittadini che ritornano a sognare.


Perché? Oggi non sognano più?
No, sono abbattuti e prostrati da un sistema di politica locale che di fatto blocca lo sviluppo e, di conseguenza, il benessere delle persone. Gela sta rischiando di morire. Come imprenditore e cittadino sento il dovere di fare qualcosa, e penso che lo stesso dovrebbero fare anche gli altri imprenditori. Non è più il momento di dare mandato ai soliti politici. Abbiamo una società al collasso. Sono certo che siamo di fronte ad un’emergenza sociale, con famiglie sradicate dal loro territorio in cerca di occupazione. Gli attuali politici sono garanti del cosiddetto “voto scambista”. La città non cresce per colpa di questi individui capaci solo a bloccare ogni iniziativa imprenditoriale. Il politico chiede il consenso in cambio di un favore. E’ questo il vero male della nostra società. I nostri diritti sono sanciti dalla costituzione.


Come sarebbe la sua ‘nuova politica’?
Innanzitutto io credo che la politica sia fondamentale e non possa più continuare a vivere secondo schemi che privilegiano gli interessi di pochi a scapito della vita di molti. Da imprenditore, abituato a lavorare per il benessere della mia azienda e dei miei dipendenti, mi impegnerei innanzitutto a guidare la città seguendo due criteri imprescindibile per il buon governo: efficienza e managerialità.


E questo, mi scusi, ma lo dicono un po’ tutti…
Può darsi, ma alla fine nessuno lo fa, e sa perché? Perché chi oggi ci amministra ha perduto di vista il valore fondamentale che deve, dovrebbe, guidare ogni uomo: l’etica. E’ proprio da qui che io invece voglio ripartire: da una solida etica e da un sistema valoriale giusto ed equo. La degenerazione della quale siamo stati spettatori non può continuare, l’iniquità, il privilegio, la malapolitica, per dirla con una parola, devono scomparire, e questo è il momento giusto per cambiare.


Lei parla di etica nella politica, ma come imprenditore lei può definirsi etico ed equo?
Da tempo io seguo questa strada, cioè mi impegno affinché nella mia azienda l’etica sia il primo valore. Ho lavorato innanzitutto per creare una famiglia in Meic Services. Una famiglia della quale tutti si sentissero responsabili. Se oggi posso pensare di dedicarmi alla politica lo devo proprio all’avere centrato questo obiettivo e avere accanto dei collaboratori fidati. Persone straordinarie che, a volte, sono costretto io a mandare a casa al termine dell’orario di lavoro. Sono così attenti e appassionati che verrebbero in ufficio anche la domenica! Anzi, con l’occasione, voglio ringraziarli pubblicamente per quello che fanno.


Lei, nell’annunciare la sua entrata in politica, ha inviato una lettera a 200 imprenditori, cosa ha scritto in quelle righe?
Li ho invitati a ripartire assieme a me, di unirsi a me per contrastare malaburocrazia e malapolitica e meglio interpretare le esigenze della nostra categoria che so essere capace di garantire una forza economica, sociale e culturale.


Lei ha scelto la strada della lista civica, perché?
Perché la ritengo il solo modo per indurre i cittadini ormai disamorati alla ‘politica tradizionale’ di venire a votare il 31 maggio e il primo giugno. Perché anche attraverso questa scelta di civismo voglio scuoterli dalla prostrazione che li ha tenuti lontani dalle urne. Questo è l’errore più grave che si possa fare: non andare a votare giustificandosi con il classico “Tanto non cambia niente”.
Questa volta invece qualcosa può cambiare, con l’etica al centro, tutto può cambiare

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08/07/2013

n Sicilia esiste un'associazione NONCHIMACOSA.

La spiegazione del nome scelto e' questa: non importa Chi governa e approva le leggi, ma solo Cosa esse contengono.

L'idea nasce dall'unione di persone che operano in ambito giuridico ed economico. Loro si definiscono pero' semplici cittadini che non scrivono per avere notorieta' ma vogliono soltanto dare il loro contributo per rendere migliore il nostro Paese, senza trarne alcun beneficio.

Grazie alle loro competenze, gli associati hanno elaborato 5 leggi.

L'obbiettivo e' quello di dimostrare che si puo' creare lavoro, ridurre le imposte e liberarsi dalla schiavitu' di banche, finanza speculativa e mercati senza violare i trattati UE, superando l’obiezione “l’Europa non ce lo consente”.

Ma soprattutto che si puo' stroncare la corruzione e l’evasione fiscale senza vessare cittadini e imprese. Che si possono ridurre i tempi dei Procedimenti amministrativi e dei Giudizi civili subito, in attesa delle necessarie riforme.

Nel loro sito www.nonchimacosa.it gli autori hanno creato un quaderno che elabora nel loro intero le 5 leggi volte a realizzare questo progetto, gli scopi che si raggiungerebbero se venissero approvate e i benefici che ne deriverebbero.

Partendo sempre dal presupposto che per riuscire a portare l'Etica nella Politica serve un terreno fertile e che non sono le abilita' di un singolo individuo ma quelle di un gruppo che creano grandi e duraturi cambiamenti, abbiamo voluto dare risalto a quest'associazione al fine arrivare insieme all'obbiettivo comune: migliorare l'Italia!
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30/05/2013

L'Islanda e' un'isola di sole di 320.000 persone – il paese europeo meno popolato– privo di esercito. Ma 15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi piu' ricchi del mondo.

Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostro Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.

Cosi', se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci penso' la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona (moneta islandese) sull'euro – che perse in breve l'85 per cento del suo potere d’acquisto – non fece altro che decuplicare l'entita' del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.




Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordo' all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici.

Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano. A gennaio 2009, un presidio prolungato davanti al parlamento porto' alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perche' fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo: vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che gia' si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.

Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra e cedette da subito alle richieste della comunita' economica internazionale: con una apposita “manovra di salvataggio” venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento (circa 100 euro a persona). Ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni questa cifra; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati.

Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo. Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiusto'. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entita' sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un gruppo ristretto di banchieri e finanzieri. Si riaggiusto' d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.



Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuto' di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.

La comunita' internazionale aumento' allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verra' impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivo' a dichiarare che avrebbe provveduto al congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi.

A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelo' immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermo'. Nel frattempo, infatti, il governo si era mosso per indagare le responsabilita' civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.

In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini, scelti, tramite regolari elezioni.

Ma la vera novita' e' stato il modo in cui e' stata redatta la nuova Costituzione: attraverso internet!! Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming on line e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte.

Ed eccoci cosi' arrivati ai giorni nostri.

Nel 2013 l’Islanda sta ormai uscendo dalla crisi ma sta anche capitando qualcosa di apparentemente inspiegabile: i creditori esteri delle tre grandi banche nazionalizzate, Kaupthing, Landsbanki e Glitnir, finora non hanno ancora ricevuto indietro i loro soldi. Sigfússon, Ministro delle Finanze, garantisce che in futuro tutto verra' risarcito.

Sigfússon in un’intervista del gennaio 2013 rimarca inoltre come i debiti di due banche, Kaupthing e Glitnir, saranno rimborsati parzialmente, mentre i depositi degli olandesi e dei britannici di Icesave saranno invece ripagati completamente.

..E ad Aprile 2013 il centro-sinistra PERDE LE ELEZIONI…

L'Islanda al voto ha riportato al Governo i due partiti di centro-destra che hanno guidato l'isola per 13 anni, durante i quali sono stati sparsi i semi della pesantissima crisi creditizia ed economica scoppiata nel 2007. Non mancano pero' le incertezze e la necessita' di alleanze che permettano ai partiti neo eletti di governare.

Su cosa ha fatto gioco forza la destra per tornare al potere? Sui mutui immobiliari. Gli islandesi non riescono a pagarli. La crisi ha fatto crollare la corona del 50% circa e spinto in alto i prezzi mentre i salari reali e le quotazioni degli immobili cadevano e le tasse aumentavano vertiginosamente (anche per rimborsare gli aiuti dell'Fmi). Gli islandesi con un potere d'acquisto calato del 30-40% devono affrontare mutui per un totale di 8,7 miliardi di euro, poco oltre il 100% del Pil, legati all'inflazione e piu' elevati del valore delle case. Il rischio di insolvenze e' altissimo.

Il Governo di centro-sinistra non e' rimasto a guardare. Ha posto per i mutui un tetto del 110% del valore della casa acquistata; ma non e' bastato. I due partiti di centro-destra hanno allora fatto intravvedere altri tagli dei mutui, fino al 20%, finanziati con i crediti esteri delle banche ormai pubbliche, collassate per scarsa liquidita' e non per cattivi investimenti. Il centro destra ha inoltre promesso un nuovo boom economico che ha convinto gli islandesi.

L’altra “mossa azzardata” del centro sinistra e' stata quella di promettere l’entrata nell’Unione Europea (mentre il 58% degli Islandesi e' contrario a questa decisione), proprio quando alcuni Paesi come la Grecia iniziavano a trovarsi in difficolta'.

Quella che era una crisi economica si e' trasformata velocemente in un’emergenza sociale e ha determinato il fallimento di un'intera classe dirigente.

Noi vorremmo pero' aggiungere una terza causa di questo fallimento del centro sinistra, non per caldeggiare l’una o l’altra corrente politica, ma perche' siamo convinti che il successo di un individuo e di un gruppo dipendano dalla loro condotta etica.

Non hanno saputo mantenere una promessa, un accordo:

- Con i debitori esteri

- Con gli islandesi che avevano dato loro fiducia

Se non rimani etico e non mantieni fede alle promesse che fai, anche se momentaneamente puoi avere successo, non riuscirai a prosperare nel medio-lungo termine.

Questa legge, anche se mistica, e' reale e funziona per tutti: anche nella politica!
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14/05/2013

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di Jose' Alberto Mujica Cordano, detto “Pepe”, ovvero del Presidente dell’Uruguay, piu' conosciuto con l’appellativo di “Presidente piu' povero del mondo” perche' dona il 90% dei suoi compensi ad associazioni umanitarie uruguayane per aiutare i suoi connazionali e vive in una modesta fattoria con il restante stipendio (molto vicino a quello di un operaio), lontano da sfarzi e ricchezze.

Oggi vorremmo invece puntare l’attenzione su un altro uomo politico alquanto atipico ed eccentrico, che e' invece conosciuto come “El loco” (il folle). Stiamo parlando di Antanas Mockus, matematico e filosofo, ex-docente e preside dell’Universita' Nazionale della Colombia, nonche' ex-sindaco della citta' di Bogota' in Colombia per due mandati e attuale leader del Partido Verde colombiano.

Nel 2010 Mockus si candido' anche alle Presidenziali ma venne battuto al ballottaggio dal suo rivale piu' conservatore Juan Manuel Santos, delfino dell’uscente Presidente Uribe. L’esito del voto segno' comunque un risultato esaltante ed inaspettato e venne interpretato dai colombiani come un segnale incoraggiante per il futuro politico del Paese.



Quest’uomo Antanas Mockus ha cambiato radicalmente le abitudini dei suoi concittadini e lo ha fatto in maniera molto bizzarra, da qui l’origine del suo soprannome “Il folle”. Quando, nel 1993, gli abitanti (quelli che esercitano il diritto di voto e che, di norma, non arrivano al 50 per cento del totale) lo elessero sindaco di Bogota', lo fecero sulla base d’una promessa che gia' era, allora, un’eco, cosi' sintetizzabile, della pazzia mockusiana: “per cambiare Bogota' bisogna cambiare i bogotani. E per cambiare, anzi, per “sensibilizzare” i bogotani – era andato ripetendo Mockus durante una campagna elettorale nel corso della quale i media lo avevano trattato come un’estemporanea curiosita' – occorre usare l’arte, l’humor e la creativita'”.

E cosi' fu!

Mockus, sorprendente vincitore, cambio' i bogotani. E, come profetizzato, i bogotani, a loro volta, cambiarono Bogota'. Lo dicono i bogotani medesimi (che, parlando col voto, rielessero trionfalmente “El Loco” cinque anni dopo). E lo dicono, anche, le statistiche.

Per convincere i suoi concittadini a non sprecare acqua per esempio, Antanas Mockus uso' se stesso in una pubblica dimostrazione del giusto modo di fare la doccia. E funziono': Il consumo d’acqua diminui', in citta', del 40 per cento.

Lo si poteva anche vedere per le strade vestito d eroe, Super Citizien, supereroe del senso civico.



Per affrontare il problema endemico della violenza, Mockus “follemente” punto' sulla pedagogica spinta della non-violenza, formando gruppi disarmati di vigilanza cittadina ed affidando a poliziotti donne il pattugliamento delle zone piu' a rischio della citta'. Risultato: il tasso di omicidi, uno dei piu' alti del mondo, diminui' del 70 per cento.

Bogota' era negli anni ’90, dal punto di vista del traffico, una citta' caotica, inquinata e mortifera. Mockus non aumento' ne' il numero dei vigili urbani, ne' il numero delle multe comminate. Semplicemente sguinzaglio' per le strade un piccolo esercito di mimi (di quelli con la faccia incipriata) con l’incarico di sbeffeggiare tutti coloro che, ai semafori o altrove, violavano il codice della strada.

I bogotani, cambiati dalla terapia Mockus, scoprirono, in quegli anni, che la loro citta' era bella. E che bello poteva diventare viverci. Per questo riempirono Bogota' di piste ciclabili e di nuovi giardini, seguendo l’esempio d’un sindaco che, in una citta' dove tutti i VIP circolavano in auto blindate, si recava quotidianamente al lavoro in bicicletta.

Ecco alcuni passaggi di una sua recente intervista che meglio spiegano la sua filosofia:

Quali erano i punti principali del suo programma nella corsa alle presidenziali?

Il nostro principale obiettivo e' il rispetto della vita e lo slogan statunitense “Yes we can” diventa da noi “Tu vida es sagrada”, la tua vita e' sacra. Il secondo punto importante sono le risorse pubbliche, che vanno considerate sacre come la vita. I soldi vanno spesi in modo trasparente ed efficiente, ottenendo il massimo beneficio da ogni peso che si investe. La spesa pubblica deve essere valutata tecnicamente: non importa che qualche passo in piu' nella gestione delle risorse rallenti l’attivita', perche' questo garantisce risultati piu' solidi.

Che idea ha della legalita'?

La legalita' democratica e' nel rispetto della legge. Essa si attua tramite la pedagogia e l’applicazione delle leggi stesse.

Lei e' un abile inventore di slogan molto popolari nel suo Paese. Quanto e' importante lo slogan nella politica?

Quando esso viene ideato per la pubblicita' solitamente ha successo pur essendo vuoto. Quando lo slogan nasce per i bisogni diventa invece pedagogico e ha una maggiore efficacia.

Lei e' stato sindaco di Bogota' per due mandati. Che soluzioni aveva adottato per rendere piu' vivibile la sua citta'?

Il problema era soprattutto nelle difficolta' di migliorare le infrastrutture. Io per primo affermavo che Bogota' non era una bella citta', ma che poteva essere abbellita. Sono stati fatti grandi investimenti: aumentando delle tasse e vendendo alcune imprese energetiche siamo riusciti ad ottenere molte risorse economiche per la citta'. Siamo riusciti a finanziare lo sviluppo di parchi e di aree verdi per dare piu' spazio e sicurezza ai cittadini. Nel mio secondo mandato sono state anche incrementate le aree per il passaggio dei pedoni, considerato che le automobili circolavano indiscriminatamente ovunque. Prima di asfaltare una strada era prioritario creare lo spazio pedonale.

Come definirebbe il concetto di ecologia moderna?

La definizione piu' semplice che conosco e' responsabilita'. Ognuno deve essere responsabile di se stesso e riconoscere l’interdipendenza degli individui. Ecologia e' responsabilita' per l’interdipendenza. Duecento anni fa l’orgoglio del cittadino era mosso dal desiderio di indipendenza dalla societa' e dagli altri individui. Adesso noi dobbiamo abituarci ad una nuova idea, quella di interdipendenza.

Internet aiuta questo processo di interdipendenza?

Sicuro. Ci aiuta a comprenderlo meglio. Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.


Ora, non vogliamo incitare anche i nostri politici italiani a comportarsi come Antanas Mockus, vestendosi da supereroe o mostrandosi sotto la doccia per insegnarci a non sprecare l’acqua, pero' e' innegabile la grandezza di questo uomo che, anche se fuori da ogni canone, ha trovato il modo di parlare con i suoi concittadini per migliorare le condizioni della loro citta'!

In questo “El Loco” e' in realta' un esempio di uomo politico etico: una persona davvero al servizio della comunita', rispettoso della cosa pubblica e concentrato a creare prosperita' per se' ma soprattutto per il popolo.

La frase che vogliamo rimarcare dall’intervista sopraccitata e' poi questa:

Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.

I politici hanno delle responsabilita' verso i cittadini ma anche i cittadini hanno delle responsabilita' gli uni verso gli altri. Solo cosi' si puo' cambiare davvero il presente.

E tu, hai deciso di essere RESPONSABILE per il futuro dell’Italia o aspetti che si faccia avanti qualcun altro al tuo posto?

Paolo Ruggeri
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13/05/2013

 Mentre in Italia abbiamo ben tre entità statali che si occupano di imposizione fiscale e recupero delle imposte (Il Ministero delle Entrate, La GDF e Equitalia) negli Stati Uniti esiste un ente che si chiama Small Business Administration www.sba.gov  , che è come un Ministero per la Piccola e Media Impresa. La SBA è un ente potentissimo che sostiene in maniera incredibile ogni PMI.

Estratto dal sito www.sba.gov :

“Dalla sua fondazione nel 1953 la Small Business Administration ha erogato milioni di prestiti, garanzie su prestiti, contratti, consulenze ed altre forme di assistenza alle piccole imprese americane. La SBA fa questo principalmente tramite 4 funzioni:

Finanziamento delle imprese: la SBA fornisce alle PMI una lunga serie di possibilità di finanziamenti dal microcredito fino a finanziamenti molto importanti oltre che venture capital.

Sviluppo Imprenditoriale (Istruzione, Informazione, Assistenza tecnica e Formazione): La SBA fornisce gratuitamente consulenza individuale e tramite internet alle piccole imprese e formazione a basso costo per gli imprenditori che decidono di aprire un’azienda. E lo fa in 1800 località negli Stati Uniti.

Reperimento di Contratti con il Governo: in base alla legge americana il 23% degli acquisti del governo devono essere fatti tramite le piccole imprese. La SBA fornisce alle PMI anche opportunità per entrare nei contratti come subappaltatori e formazione per poter lavorare con il governo.

Appoggio alle PMI: quest’ufficio studia le leggi emanate dal Congresso e interviene per fare l’interesse delle PMI. Fa una valutazione della burocrazia che viene imposta dal Governo sulle piccole imprese. Il Responsabile di quest’ufficio viene nominato dal Presidente degli Stati Uniti”.

Ora, in Italia mentre tutti parlano dell’importanza di aiutare le Piccole e Medie Imprese e gli Artigiani, nessuno ha mai neanche pensato di fare qualcosa del genere, eppure l’esempio americano è lì, in bella vista. Chiunque abbia a che fare con gli USA sa che questo ente esiste e… addirittura ti presta i soldi se vuoi aprire un’impresa…

Berlusconi, Letta, Alfano, Bersani (Epifani), Monti, Grillo, ne vogliamo parlare?????

Ministro Saccomanni ha davvero intenzione di rilanciare l’economia? Ci dia un segnale concreto: riduca il budget per il Garante della Privacy e metta dei soldi sulle piccole e medie imprese.

Aiutare le imprese e rilanciare l’economia è possibile se di decide davvero di farlo. 

Ministro Letta, segua l'esempio USA: crei il Ministero per le Piccole e Medie Imprese. Lo hanno creato nel 1953. Siamo in ritardo di soli 60 anni. Ce la possiamo fare.

Paolo Ruggeri
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09/05/2013

Settimana scorsa abbiamo inviato a tutti i nostri clienti OSM e a tutti gli iscritti al sito ww.paoloruggeri.it una newsletter titolata: “Il volto etico della politica” dove abbiamo iniziato quella che speriamo sia una serie infinita di esempi di politici che fanno bene il loro lavoro e che rappresentano quindi il nostro politico ideale, competente, onesto ed etico.. quello insomma che vogliamo sostenere con la nostra campagna “Portare l’Etica nella Politica”.

Oggi, a distanza di pochi giorni, ecco altri esempi di Politici onesti che svolgono il loro lavoro mettendo davvero al primo posto le esigenze dei cittadini e non cercano un tornaconto personale dalla loro posizione.

Il primo uomo che vogliamo prendere a modello e' Pepe Mujica ed e' il Presidente dell’Uruguay. È stato eletto deputato, poi senatore. Ha ricoperto la carica di ministro “de Ganadería, Agricultura y Pesca”; leader della corrente del Movimento di Partecipazione Popolare e dal 30 novembre 2009 Presidente della Repubblica Uruguayana. Mujica viene anche chiamato “Il Presidente piu' povero del mondo” perche' riceve dallo stato uruguaiano un appannaggio di 12.000 dollari al mese per il suo lavoro alla guida del paese ma dona circa il 90% ad organizzazioni non governative ed a persone bisognose.

La sua automobile e' un Maggiolino Volkswagen degli anni ’70. Vive in una piccola fattoria nella periferia di Montevideo, dove conduce vita morigerata, mantenendosi col resto del suo stipendio, circa 1.500 dollari (un migliaio di euro) e svolgendo il proprio lavoro. In una recente intervista il presidente ha dichiarato: “Questi soldi mi devono bastare perche' ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno!”.

Altro esempio di persona etica, e' Chris Christie, Governatore del New Jersey. Etico perche' sebbene spesso critico nei confronti di Obama e aperto sostenitore del suo sfidante alla Casa Bianca, Mitt Romney, ha saputo riconoscere i meriti del Presidente degli USA, nel gestire la situazione di crisi nel New Jersey per il ciclone post-tropicale Sandy. Il New Jersey e' stato uno tra gli Stati piu' colpiti dalla perturbazione. E lo ha elogiato sebbene appartenga alla fazione politica opposta alla sua: il bene del Paese e il sapersi mettere a servizio dei cittadini va elogiato a prescindere dalle idee politiche che ha la persona che lo compie. "Il Presidente e' stato eccellente.– ha affermato Christie - È stato molto bello lavorare con il presidente e la sua amministrazione”.

Solo qualche settimana prima, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben piu' che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve.

Un politico che va contro il suo partito a una settimana dalle elezioni, per ringraziare chi ha operato per il bene del suo Paese non e' cosa che si vede tanto spesso.

Ma anche in Italia ci sono persone cosi', che sanno mettersi al servizio dei cittadini e aiutano il Paese a prosperare.

Per esempio, Marco Gagliardi, sindaco di Casacalenda, in provincia di Campobasso. La citta' di Casacalenda e' stata interessata in maniera importante dal terremoto di San Giuliano di Puglia nel 2002. Il sindaco Gagliardi, eletto nel 2009, ha preso le redini di questa amministrazione proprio nel momento della ricostruzione, occupandosi della restituzione delle case agli sfollati e della ricostruzione dei luoghi di interesse della citta', come le scuole, la chiesa, il convento, il Palazzo Comunale, collaborando anche con i comuni limitrofi per restituire ai cittadini i servizi di primaria necessita'.

O ancora Rodolfo Lena, sindaco di Palestrina, in provincia di Roma, e consigliere regionale del Lazio e Presidente della commissione Sanita'. Nei suoi dieci anni da sindaco di Palestrina, Lena ha portato molto in alto il nome dell'antica citta' prenestina, cuore turistico della provincia di Roma, con circa 3000 anni di storia. Oltre che dal punto di vista turistico e culturale il sindaco si e' impegnato moltissimo nel sociale per la sua citta', fino ad arrivare, nel 2010 all'inaugurazione di un nuovo ospedale per la citta', una struttura modernac che si e' saputa distinguere come fiore all'occhiello del territorio. Lena si e' sempre battuto per il diritto alla sanita' e per fare in modo che i suoi concittadini non dovessero andare a Roma per ricevere le cure migliori. Una risposta concreta per la citta' e per un territorio.

Infine ecco l’esempio di Antonio Sebastianelli, giovanissimo Assessore del Comune di San Giorgio di Pesaro Marche, in provincia di Pesaro e Urbino, che sta portando avanti un progetto ambientale di tutto interesse per la citta': “Negli appezzamenti di terreno di proprieta' comunale a San Giorgio di Pesaro - spiega l'assessore - verranno installati piccoli impianti fotovoltaici con la possibilita', per le famiglie che si associano, di poter contare su un finanziamento e ottenere un ricavo dalla vendita di energia elettrica che puo' aggirarsi sui 600 euro annui. Una prospettiva che puo' avere un certo sviluppo e che rappresenta una possibilita' da non sottovalutare a sfondo sociale. "Potature del verde pubblico e privato saranno utilizzate per ricavare pellet in sede locale – aggiunge Sebastianelli –vogliamo dimostrare che anche nel piccolo una sana politica ambientale puo' essere gestita con cognizione di causa e obiettivi precisi. Unico nelle Marche il Comune di San Giorgio di Pesaro Marche si va distinguendo all'insegna delle scelte pratiche ed efficaci. L'assemblea pubblica sulle energie rinnovabili – termina infine l’assessore - e' servita per illustrare come insieme all'ente pubblico anche i cittadini possano diventare gli autori di una rivoluzione democratica della produzione e dell'uso della rete e dell'energia elettrica prodotta".

Come gia' detto, le persone che sanno fare bene il loro lavoro ci sono. Il nostro compito e' trovarle, evidenziarne i meriti e soprattutto….CONTINUARE A PARLARNE, sempre! Soprattutto quando i mass-media vogliono invece farci credere che TUTTO sta andando a rotoli, NESSUNO e' all’altezza del suo ruolo e…il peggio deve ancora venire.

Se anche tu la pensi come noi, SOSTIENICI: segnalaci nomi di politici etici che ricoprono onestamente la loro carica a servizio del cittadino, oppure visita la nostra sezione: etica nella politica e finanzia con qualche centinaia di euro il nostro progetto per far recapitare ad ogni consiliere provinciale/regionale della citta' che tu ci indicherai, una copia del libro “L’Etica dell’Eccellenza”. Con questo gesto vogliamo aiutare tutti i nostri politici a diventare Etici.

Concludiamo prendendo a prestito il Codice Etico del Politico, scritto da Gigliola Ibba, Presidente dell’Associazione Eticasempre. I nostri progetti sono partiti in periodi diversi e non si sono mai incrociati fino ad oggi ma abbiamo lo stesso obbiettivo: rendere etica la nostra classe politica e, aggiungerei, la consapevolezza che solo unendo le forze di tutti i cittadini che come noi sposeranno questa meta, riusciremo a raggiungerla

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Paolo Ruggeri

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06/05/2013

La presenza o la mancanza di Etica nella classe politica influenza anche la nostra vita, perche' chi ha dei grandi valori riesce a far prosperare il proprio Paese mentre chi non li possiede preferisce pensare al proprio tornaconto personale anziche' occuparsi del bene dei cittadini.

GUARDA IL VIDEO E CONDIVIDI!

Paolo Ruggeri
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29/04/2013

Quello che mi sorprende e' la “facilita'” con cui le persone sembrano parlare di quello che i politici NON DEVONO FARE piuttosto che di quello che i politici DEVONO FARE. Fai una prova: cerca qualche notizia in internet, alla TV, nei giornali… e' davvero difficile che tu riesca a trovare testimonianze di atteggiamenti costruttivi. Ma allora viene da chiedersi: e' solo questo il volto della politica? Etica e Politica non potranno mai incontrarsi? A mio avviso la risposta e' NO, NON ESISTONO SOLO POLITICI E AMMINISTRATORI CORROTTI E POCO ETICI.

Allora abbiamo iniziato a cercare SE CI FOSSERO e CHI FOSSERO i politici etici. Abbiamo raccolto alcuni esempi...



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24/04/2013

“C’e' crisi!!!” Questa e' la frase piu' ricorrente che sento leggendo i giornali, guardando la televisione, ascoltando le parole delle persone nei supermercati, per la strada…

Sembra quasi una sorta di formula magica, di spiegazione a tutto quello che non va in Italia. La parola “crisi” sta condizionando il modo di pensare e di vivere di molte persone e, di conseguenza, anche quello degli imprenditori delle piccole e medie imprese che sono il MOTORE DELL’ECONOMIA ITALIANA : “bisogna risparmiare perche' c’e' crisi”, “non possiamo investire in nuovi macchinari perche' c’e' crisi”, “con questa crisi e' gia' un ottimo risultato se non si chiude”.

A volte verrebbe quasi voglia di tapparsi le orecchie per non sentire questo continuo ritornello…se anche tu hai provato almeno una volta questo desiderio, voglio darti un consiglio: FALLO!

Si perche' sai cosa succede altrimenti? Che ogni volta che senti dire che NON SI PUO’, che E’ TROPPO RISCHIOSO, che E’DA PAZZI…fai morire lentamente i tuoi sogni.

E’ innegabile che in questi ultimi anni il nostro Paese stia attraversando un momento molto difficile: sono cambiate le “regole del gioco”. Il mercato non e' piu' quello di 10 anni fa, i clienti non si mettono piu' in fila davanti alla tua porta ma…ci sono ancora grosse opportunita' e per poterle cogliere devi avere GLI OCCHI APERTI ma soprattutto LA MENTE LIBERA DALLE PAURE.

E anche di questi tempi, dove anche dalla politica sembrano arrivare piu' notizie negative che esempi positivi da seguire, in realta' ci sono uomini e donne politiche che si sono messi al servizio del cittadino.

Voglio farti alcuni esempi per farti capire meglio cosa intendo dire.

Ecco il primo esempio .Questo e' uno stralcio della prima pagina presa dal sito www.marsala.it del 4 aprile 2013:

In Sicilia interi settori produttivi rischiano di scomparire,come conferma il dato sulla caduta libera del Pil, che
riporta l’isola indietro di dieci anni e con previsioni ancora negative per il 2013. Qualche segnale positivo arriva invece dall’agricoltura. Malgrado il clima avverso, caratterizzato da un lungo periodo di siccita', la produzione ha risentito degli effetti positivi della riduzione della vendemmia verde e dell’entrata in produzione dei nuovi impianti, realizzando un risultato che si aggira intorno ai 6 milioni di ettolitri di vino, a fronte dei 4,8 milioni della vendemmia precedente (+29%).”

Se leggessi questo articolo e fossi un giovane che cerca lavoro in Sicilia, abituato a sentimi dire che “c’e' la crisi”, probabilmente non mi sentirei molto sereno e comincerei a pensare che farei meglio a trasferirmi altrove...

Stessa regione, citta' di Marsala: il sindaco, l’On. Giulia Maria Adamo, ha appena annunciato che: “Marsala e' stata dichiarata “Capitale europea del vino 2013”. Questo premio e' stato assegnato alla citta' a seguito della sua partecipazione ad un progetto, volto alla sperimentazione di metodi innovativi di pianificazione e finalizzato a sostenere lo sviluppo sostenibile nelle aree urbane o periurbane, caratterizzate dalla presenza di attivita' agricole e valori naturalistici minacciati dalla crescita degli insediamenti. Il piano consentira' di avviare il progetto di creazione di una rete di micro parchi di quartiere con funzioni ecologiche, sociali ed educative (sul modello degli orti e delle vigne urbane)previsto dal Piano Strategico per la crescita della Citta'. E’ un risultato ed un riconoscimento importante perche' per la prima volta Marsala entra a far parte di una rete partenariale europea all’interno dei programmi comunitari. Commenta il Sindaco Adamo - Al di la' degli obiettivi specifici progettuali e' importante che Marsala, anche attraverso queste iniziative sia inserita all’interno di una dimensione europea di reti di relazioni e di visibilita'”.

Molto probabilmente il Sindaco di Marsala non ha letto il primo articolo che ho riportato e soprattutto non si e' limitata a subire la notizia, altrimenti non avrebbe visto prospettive di sviluppo per il proprio territorio. Si e' invece “rimboccata le maniche” e ha saputo sfruttare tutte le potenzialita' che il paese offriva. Grazie ai fondi ottenuti con questo riconoscimento e il conseguente inserimento di Marsala in un progetto strategico di crescita, si otterranno molteplici vantaggi,in settori diversi: piu' opportunita' di lavoro, turismo, sostegno alle imprese locali, maggiore tutela e valorizzazione del paesaggio.

Ed ecco il secondo esempio: Valmontone. Fino ad un decennio fa il nome di questa localita' diceva poco o niente.
Ma da qualche anno e' sinonimo di divertimento: Valmontone = Parco di divertimenti Rainbow Magicland ( per chi ha una figlia….a MagicLand trovi le Winx!!).

Questo progetto si deve all’allora sindaco di Valmontone, l’On Angelo Miele. La storia sembra nascere quasi per caso dall’interesse di alcuni imprenditori bresciani che volevano investire in un polo turistico e chiedono a lui se ci fossero degli spazi a disposizione a Valmontone. Miele li accompagno' in un'immensa distesa agricola di piu' di mille ettari, a due passi dal casello autostradale e dalla linea ferroviaria Roma-Napoli. Un punto di incontro tra il nord e il sud a 30 km da Roma.
Per gli investitori si apri' un mondo e nel giro di dieci anni Valmontone si e' completamente trasformata. Sono stati creati l’outlet prima, nel 2003 e, dopo otto anni Rainbow Magic Land.
Valmontone e' diventata nel giro di un decennio punto di riferimento del turismo legato alla Capitale proprio grazie a persone che in quel momento altri avrebbero additati come matti. E questo ha portato tantissime opportunita' in diversi settori: posti di lavoro che sono venuti a crearsi laddove non c’era niente. In un territorio che assisteva
immobile alla chiusura delle industrie, adesso si parlava di occupazione. Turismo, miglioramento delle infrastrutture per permettere a Valmontone di essere facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia.

Per fortuna anche in questo caso come a Marsala: SI E’ SCELTA UNA POLITICA ETICA, AL SERVIZIO DEL CITTADINO.

Il terzo ed ultimo esempio che ti voglio proporre e' la Polonia. Questo per dimostrarti che anche fuori dai confini “la crisi” ha mietuto le sue vittime ma , per fortuna, c’e' chi ha trovato un antidoto per combatterla.
La Polonia sta continuando a crescere da 20 anni. E non c'entra molto il fatto che non abbia l'euro. Molto piu' il fatto che abbia fatto le riforme a tempo debito, cioe', all’inizio degli anni ‘90. Il merito e' dell’Economista Leszek Balcerowicz,all'epoca Ministro dell'Economia e nei primi anni 2000 governatore della Banca Centrale polacca.
Grazie a lui la Polonia ha adottato da una parte una rigorosa politica monetaria per contenere l'inflazione e, dall’altra,ha mantenuto una tassazione che, per quanto non molto bassa, non e' mai sfuggita di mano.

Spero che anche a te, leggendo questi esempi, siano venuti in mente altri nomi esempi di POLITICA CHE ABBRACCIA L’ETICA.

Sono queste le storie che devi avere in mente se vuoi anche tu VACCINARTI dal VIRUS della CRISI. I tuoi sogni sono troppo preziosi perche' tu te li faccia portare via!

E, sono queste le storie che COME CITTADINO, DEVI PRETENDERE DI SENTIRE RACCONTARE OGNI GIORNO. La nostra campagna per portare l’Etica nella Politica e' mirata a questo: far si che ogni vicenda politica del nostro Paese sia basata sull’Etica.

Solo in questo modo il nostro Paese puo' prosperare e noi con Lui!!

Paolo Ruggeri

ps. Puoi aiutarci sostenendo il nostro progetto. Con poche centinaia di euro puoi adottare anche tu una provincia! Invieremo a tutti i politici di quella zona una lettera a tuo nome con una copia del libro. Scrivi a info@paoloruggeri.it

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04/03/2013

Sono stati giorni molto intensi per il nostro Paese. I risultati delle elezioni hanno ribaltato qualsiasi pronostico. Oltre “ai soliti noti”, hanno ottenuto consensi volti sconosciuti, che promettono di riportare onesta' e trasparenza nella politica.

Tutto cio' sembrerebbe molto rassicurante, verrebbe quasi voglia di dire: “Ce l’abbiamo fatta! La politica ha finalmente sposato i principi dell’Etica. Possiamo fermarci e considerare conclusa la nostra campagna sociale.”

Ma la verita' e' che, per quanto una persona si impegni per cambiare le cose, non potra' mai farcela da sola. Puo' avere buoni propositi, sogni e speranze; ma se il terreno intorno a lei non e' fertile…prima o poi sara' costretta ad arrendersi.
Il cambiamento si ottiene coinvolgendo le persone, UNA ALLA VOLTA.

Ecco perche' anche per noi inizia oggi una nuova fase della campagna sociale “Etica nella Politica”. Durante la precedente legislatura abbiamo mandato una copia del libro “L’Etica dell’Eccellenza” ad ogni senatore e ad ogni deputato….e adesso? E adesso faremo lo stesso con i nuovi parlamentari. Li contatteremo per spiegare cosa abbiamo fatto con i loro predecessori dandogli la possibilita' di richiederci personalmente una copia del libro per capire fino in fondo di cosa stiamo parlando e il perche' di questo gesto.

Nel frattempo continuiamo ad inviare il nostro libro a tutti i consigli provinciali e regionali d’Italia, GRAZIE AL CONTRIBUTO DEI NOSTRI CLIENTI E CONSULENTI che stanno “adottando le province/regioni”.Nel giro di un paio di mesi, abbiamo coperto una bella fetta della nostra mappa.



Quello che vorrei sottolineare e' che questo aiuto ce lo possono dare davvero tutti: non richiede cifre astronomiche ma il cambiamento che provoca e' davvero ENORME!!!
E sai qual e' la cosa che sta accadendo di rimando? Gli imprenditori che ci hanno aiutato economicamente nel progetto stanno avendo un incremento dei propri fatturati, indipendentemente dalla crisi, dal settore di appartenenza, dai cambiamenti del mercato.

Ma questo puo' succedere solo se il fine che ti muove e' DIFFONDERE I VALORI DELL’ETICA. Se sei una bella persona e le tue azioni rispettano i principi dell’etica non possono che tornarti cose positive da cio' che fai. E’ cosi'! Non e' spiegabile scientificamente ma e' cosi': le belle persone attraggono cose positive. L’universo cospira a loro favore.

E allora ti chiedo di fare 2 cose: la prima, se ancora non l’hai fatto, e': leggi Etica dell’Eccellenza (non puoi promuovere qualcosa se non la conosci).
La seconda cosa che ti chiedo di fare e': diffondi i valori dell’Etica ed influenza positivamente le persone che ti circondano. Se vuoi, puoi farlo anche aiutandoci a portare avanti il nostro progetto. Puoi scriverci o chiamarci per avere maggiori informazioni in merito……ma prima devi essere tu un portatore sano dei valori dell’Etica.


Paolo Ruggeri

ps. per contattarci scrivi a info@paoloruggeri.it o chiama allo 0518490411
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15/02/2013

Questa sera presso Unindustria Reggio Emilia ho presentato il libro Piccole e Medie Imprese che Battono la Crisi e ho parlato del progetto Etica nella Politica. 

Una bella platea di imprenditori e imprenditrici. 

Un ringraziamento ad Unindustria e a Letizia Palladino di Studio Tre Traduzioni www.traduzionistudiotre.it

Le slide sono allegate

Paolo Ruggeri  
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30/01/2013

Ieri e' apparsa su "Il mostardino" questa mia intervista.

Si e' parlato del mio progetto per portare l'etica in politica, ma anche degli scenari economici che dobbiamo aspettarci per questo 2013 e delle prospettive per i giovani che si affacciano nel mondo del lavoro.

Per leggere l'intervista completa clicca sul link

http://www.ilmostardino.it/2013/01/29/intervista-esclusiva-a-paolo-ruggeri-limprenditore-che-insegna-letica-ai-politici/
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20/01/2013

Il cambiamento è possibile. Dopo la spedizione dell'Etica dell'Eccellenza a tutti i deputati e senatori e a tutti i consiglieri regionali della Lombardia, le liste pulite sono diventate uno degli argomenti principi della campagna elettorale... (guarda l'immagine che è uno stampata di Google News di oggi e coinvolge tutti i partiti).

Non è molto ma è un passo nella giusta direzione. E ancora siamo solo agli inizi. Quando, in modo disinteressato, ti metti in testa di cambiare le cose, i miracoli possono accadere.

Passa parola. Vogliamo politici con un alto senso dell'etica.

Per maggiori informazioni sulla campagna: http://www.engageeditore.com/campagne-sociali.html  

Sono convinto che dopo che avremo spedito il libro di Etica anche a tutti i consiglieri regionali e provinciali del nostro Paese, a tutti i Sindaci e a tutti i dirigenti dei Ministeri, con un po' di lavoro riusciremo a far sì che l'etica diventi quello che deve essere per chi amministra la Cosa Pubblica: un argomente che deve essere dato per scontato.

Se vuoi sostenerci passa parola o scrivi a info@paoloruggeri.it  

Paolo Ruggeri
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15/01/2013

il 24 e 25 febbraio ci saranno le prossime elezioni...hai gia' pensato chi votare?

In questa newsletter speciale, dedicata al tema dell'etica, ti illustrero' il mio progetto per portare finalmente dei valori positivi nel mondo della politica.

Senza suggerire alcun orientamento politico ti spieghero' chi dovresti votare alle prossime elezioni,o meglio, chi non dovresti votare...tutti quei partiti che hanno al loro interno persone indagate, arrestate o dai comportamenti poco etici.

A 3 categorie appartengono i dirigenti di questi partiti: ladri, collusi o fessi.

...e tu voterai per una di queste categorie? o farai una scelta etica?

Clicca su "download delle slide" per leggere la newsletter

Paolo Ruggeri

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20/12/2012

Sono queste le risposte che mi danno la forza di continuare nella campagna per portare l'etica in politica:

"Gentile dott. Ruggeri, desidero ringraziarla per avermi fatto omaggio del suo libro -L'etica dell'eccellenza- che leggero' certo con interesse.

Da quando mi sono impegnata in politica cerco di trasferire in questo campo alcuni valori: il rispetto per le culture diverse,l'universalita', la ricchezza della persona.

Sono convinta che lavorando tutti con grande impegno, determinazione, intelligenza, volonta', ponendo sempre al centro di tutto il rispetto della persona umana, si possa fare molto per la societa' in cui viviamo e per il nostro Paese"

Paolo Ruggeri
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15/12/2012

Nei Paesi anglosassoni sanno bene che l'individuo che ha uno scarso livello di etica personale non è in grado di amministrare bene la Cosa Pubblica. E' per questo motivo che troviamo casi come quelli di Petraeus, un ottimo generale, costretto a dare le dimissioni da Direttore della Cia non appena emersa una sua irregolarità relazionale o presunta tale. Negli USA sanno bene che, in assenza di etica personale, un amministratore non sarà mai in grado di gestire con successo la Cosa Pubblica. Una scarsa etica personale inficia la produttività e quindi Petraeus andava rimosso prima che, a causa del suo basso livello di etica, provocasse agli USA danni ancora più grandi.

Come dimostrano anche le recenti vicende, qui in Italia sfortunatamente questa consapevolezza non è ancora presente. I politici che non mantengano un comportamento etico a livello personale non dovrebbero essere rieletti e dovrebbero essere spinti dall'opinione pubblica a dare le dimissioni. Il mancato comportamente etico di un politico è qualcosa che influenza tutti noi. Solo persone di elevata caratura morale possono assumersi l'incarico di gestire il bene comune. Ignorare questo semplice principio ci ha portato ad una classe politica e a una burocrazia statale dove la mancanza di etica personale, il malaffare, la poca trasparenza, l'approfittarsi dei privilegi sono fattori imperanti. Ma c'è di più. 

Chi come me gestisce imprese sa bene che lo spreco e sperpero così come la stravaganza finanziaria (spendere regolarmente di più di quello che si incassa o mantenere uno stile di vita decisamente superiore rispetto ai propri mezzi), quando si manifestano in un'impresa, sono anche indice di una situazione etica decisamente deperita degli amministratori della stessa. Sotto quel comportamento apparentemente solo stravagante o inefficiente, spesso si scoprono situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica: appropriazione indebita, consumo di droghe, irregolarità relazioniali, malversazione con i fondi aziendali, per non parlare di cose ancora più gravi. 

La stravanganza finanziaria è sempre indice di situazioni davvero raccappriccianti sotto il piano dell'etica personale. 

Mentre scrivo questo articolo il nostro Paese ha superato i 2 mila miliardi di debito pubblico. Il nostro debito è perfino superiore al nostro fatturato. Questa è stravaganza finanziaria. Chi, osservando questa scena, pensasse che i nostri amministratori siano inefficienti o stravaganti sarebbe miope. Perché si ingeneri una tale situazione e un tale debito pubblico, sotto il pelo dell'acqua, devono esistere tante situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica da parte di numerosi dei nostri amministratori. 

Stravaganza finanziaria (continuare a spendere di più di ciò che si incassa) = comportamenti criminali o decisamente poco onesti che noi non vediamo. 

Le indagini e gli scandali degli ultimi sei mesi non fanno che confermarlo: rimborsi spese gonfiati, falsi diplomi di laurea, utilizzo per fini personali dei fondi dello Stato, tangenti, assegnazione di poltrone o di posizioni nei ministeri in cambio di sesso, utilizzo personale dei fondi del partito, infiltrazioni della criminalità organizzata, insomma non c'è limite al fondo. 

Il costante incremento del debito pubblico non è figlio della crisi o della scarsa operosità di noi italiani, ma è figlio di crimini come questi o anche peggiori.

E' per questo motivo che ho dato inizio alla campagna Etica nella Politica: senza che la nostra classe politica, di qualunque colore essa sia, faccia propri i valori dell'etica, il nostro Paese non sarà mai in grado di andare da nessuna parte. Abbiamo bisogno dello stesso livello etico di Paesi evoluti come la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e tanti altri.

E' solo quando avremo un governo retto da persone di elevato livello morale che il nostro Paese ed i nostri figli avranno opportunità migliori di quelle che sono state riservate a noi .

Da quando ho inviato il libro Etica dell'Eccellenza a tutti i deputati e senatori del nostro Paese, sono numerosi i lettori che mi hanno scritto offrendomi il loro aiuto. Alcuni mi hanno offerto di partecipare alle spese per inviare il libro anche anche tutti i consiglieri regionali o provinciali del loro luogo di residenza. A parte quell'aiuto (decisamente apprezzato) ci sono tanti altri modi che non hanno alcun costo e che impatterebbero in modo importante su quanto stiamo facendo:

a) Alle prossime elezioni politiche NON VOTARE PER ALCUN PARTITO POLITICO CHE ABBIA AVUTO AL SUO INTERNO DEI CASI DI MALVERSAZIONE (utilizzo dei fondi pubblici per finalità o vantaggi personali) 

Non credere alla panzana "Era solo una mela marcia, il resto del partito è sano". In un ambiente etico o in un gruppo che ha alti valori etici quelle cose semplicemente non accadono. Se i miei collaboratori rubassero dei soldi, i casi sono tre: o io sono complice, o io lo so ma lo sto tollerando (il che la dice lunga sul tipo di persona che sono), oppure io sono talmente "sbinariato" che non vedo al di là del mio naso. Ma se anche fosse quest'ultimo il caso, vorremmo pagare 15.000 euro al mese a una persona del genere per fare le leggi che influenzeranno le nostre vite e quelle dei nostri figli? Non possiamo trovare qualcosa di meglio? 

Che partito politico potrà mai essere un partito che mantiene una persona del genere nel gruppo di quelle da mandare a Roma a rappresentarci? 

Ha visto giusto: un partito disorganizzato e composto da gente totalmente inefficiente, per non dire di peggio. Proprio loro dobbiamo mandare a governarci? 

Vota per un partito politico che non sia stato in alcun modo coinvolto nel malaffare. Questa volta scegli l'etica.  

b) Alle prossime elezioni politiche non votare per alcun partito politico che mantenga al proprio interno una o più persone inquisite. 

Il nostro Paese è pieno di leggi e regolamenti e mi rendo conto che a volte si potrebbe anche finire sotto l'occhio della magistratura per errore o per eccesso di zelo di qualche magistrato. 

Un individuo che dovesse essere incappato in questo errore non dovrebbe essere giudicato colpevole prima della sentenza definitiva. Ma non dovrebbe nemmeno candidarsi per un ruolo di amministratore pubblico prima di aver chiarito la sua posizione. 

Che tipo di valori morali potrebbero mai avere i suoi compagni che lo candidano? E vuoi che proprio quelli vadano a rappresentare te?

Capisco che i punti a) e b) lasceranno pochi partiti politici disponibili. Non importa se di destra o di sinistra, non importa se promettano di non tassarti o di darti maggiori benefici, ricordati che quando dai il tuo voto ad un partito che includa persone come quelle di cui sopra, tutti noi comunque pagheremo più avanti un prezzo molto più caro di qualunque beneficio tu possa riceverne. Per non parlare del prezzo che pagheranno i nostri figli.

Non votare per chi tollera il malaffare o la scarsa trasparenza.

c) Assieme ad alcuni amici abbiamo deciso di istituire un "117 della politica", cioè un sito internet dove chi conosce di malversazioni, furti o utilizzo improprio di fondi da parte della classe politica, possa fare delle segnalazioni in modo totalmente anonimo e noi ci faremo carico di pubblicarle (se corredate di prove) o di passarle alle testate giornalistiche investigative nel caso in cui non fossero corredate da prove. 

Investigano il barbiere che non fa lo scontrino mentre loro spendono 15.000 euro all'anno in pasticceria con i soldi del contribuente... E' ora di ribaltare il flusso ed essere noi quelli che investighiamo una classe politica corrotta.

Invito anche i tanti politici onesti che sono sicuro esistono, a prendere parte a questa iniziativa denunciando la scarsa trasparenza o le malversazioni di cui dovessero essere al corrente. L'onestà cessa di essere tale quando si fa finta di non vedere il comportamento disonesto degli altri.  Come puoi pretendere di essere una persona etica o dall'alta caratura morale quando sapevi e vedevi il malaffare e non hai fatto niente? Collabora con la magistratura o opponiti alle cattive abitudini dei colleghi.

--- 

Chi scrive questo articolo non ha la presunzione di essere perfetto. Io ammetto di essere una persona che ha fatto tanti errori nella sua vita. Però so anche di essere qualcuno che ha sempre cercato di rimediarli. 

Io non sono all'altezza di fare il politico, l'unica cosa cui aspiro con queste prese di posizione è che chi deciderà del futuro di mia figlia, abbia un'alta caratura morale e si comporti in modo onesto e trasparente. 

Per favore dammi una mano passando parola. 

I nostri figli hanno bisogno dell’aiuto di tutti.

Paolo Ruggeri

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06/11/2012

Cos'e' l'etica?... E perche' e' cosi' importante?

Spesso i problemi delle aziende non nascono solo dalle difficolta' del mercato.
Nella newsletter allegata,tratta dal libro "L'etica dell'Eccellenza",spiego quali siano le vere cause e i motivi dei cali di prestazioni o di efficienza di un individuo, di un' azienda e persino di una nazione

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