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06/02/2015

Nell’immaginario collettivo quando si pensa ad un talento generalmente ci si riferisce ad una persona con qualità straordinarie, doti innate fuori dal comune e quindi a un individuo decisamente superiore alla media. Vengono in mente persone del calibro di W.A. Mozart, Leonardo da Vinci, Thomas Edison, Steve Jobs...


Anche nel mondo dell’impresa molto spesso il concetto di talento assume questo significato. Le aziende bramano e rincorrono persone dotate di caratteristiche straordinarie in termini di competenze o abilità individuali che, una volta assunte, rivoluzionino l’intera azienda portandola al successo. Sono convinte che trovare un paio di questi “elementi” (il campionissimo delle vendite, il mago della finanza o il genio dell’informatica) risolverebbe per sempre i loro problemi. Persone che, se anche esistessero, sarebbero comunque fuori dalla portata economica della maggior parte delle PMI.


Invece il concetto di talento per un’azienda dovrebbe avere una connotazione differente. Le imprese non dovrebbero puntare a cercare individui straordinari che cambino le sorti del business in una settimana. I veri talenti per le PMI sono semplicemente persone che condividono i valori dell’azienda, sono produttive e creano risultati, portano un valore aggiunto in termini di atteggiamento/ idee / competenze e creano un impatto positivo all’interno del gruppo.


Per un imprenditore il talento è la persona che condivide i suoi progetti e non ostacola la loro realizzazione, propone idee innovative, diffonde il buon umore, si integra rapidamente nel gruppo, non ha costantemente bisogno di direttive e infonde passione in ciò che fa.


Quali sono le caratteristiche che identificano il talento?


La prima è il SENSO DI INADEGUATEZZA. Il talento è colui che, pur ottenendo buoni risultati, non si sente mai arrivato. Non ne sa mai abbastanza. Si sente sempre “positivamente inadeguato” per il proprio ruolo e quindi è costantemente focalizzato sull’automiglioramento, continua ad aggiornarsi, è desideroso di imparare e di crescere, si confronta con i migliori e cerca di emularli.


La seconda è il SENSO DI URGENZA. Per un talento il momento giusto è sempre “adesso”. Scalpita dal desiderio di ottenere risultati, si attiva tempestivamente per realizzare le idee che ha pensato. Non ha tempo da perdere. Non vuole rimandare, aspettare, procrastinare. Vuole solo ottenere risultati, realizzare i suoi sogni. In fretta.


La terza è la DISPONIBILITÁ AL CAMBIAMENTO. Diffidate di chi resiste al cambiamento e alle innovazioni. Di chi dice che tutto va bene perché ha sempre funzionato così. Queste persone non vi porteranno nel futuro e non faranno espandere la vostra azienda. Il talento anticipa il cambiamento e lo cavalca; o perlomeno non lo frena. Spesso lo propone e vi partecipa attivamente.


La quarta è l’ORIENTAMENTO A FARE PRIMA DI AVERE. Il vero talento prima agisce e porta risultati, poi chiede qualcosa in cambio. Non ha bisogno del “gettone” per fare qualcosa. Coloro che dicono “Per vendere i nuovi prodotti mi serve la brochure”, oppure “Sì, partecipo a questo progetto; ma quanto ci guadagno?” sono collaboratori jukebox, nel senso che non funzionano se non inserisci il gettone; non sono veri talenti, per quanto possano avere capacità produttive o competenze tecniche specifiche. Il talento invece possiede intraprendenza e iniziativa, si mette all’opera senza necessariamente aspettarsi un ritorno economico o un riconoscimento immediato; spesso si attiva anche su progetti non strettamente legati al suo ruolo specifico, motivato dal desiderio di contribuire e aiutare.


La quinta è l’ATTEGGIAMENTO “NO PROBLEM”. Il talento è focalizzato sui risultati e pensa che qualsiasi barriera possa essere abbattuta e qualsiasi difficoltà risolta. È più concentrato sulle soluzioni che sui problemi e sa che può contribuire a migliorare l’azienda in cui lavora risolvendo personalmente le difficoltà che incontra, evitando che queste arrivino ai suoi superiori. Affronta ogni situazione dicendo al suo capo “Non preoccuparti. Me ne occupo io”. Quanto vale per un imprenditore arrivare alla mattina in azienda e trovare qualcuno che con un sorriso gli porta delle soluzioni ai problemi? Questo non ha prezzo.


Riassumendo… come riconoscete un talento?
Spinta costante al miglioramento personale. Velocità nell’ottenere risultati. Predisposizione all’innovazione. Iniziativa senza pretese. Capacità di risolvere i problemi.


Il talento per le PMI è un individuo prezioso perché fa sorridere l’imprenditore. E un imprenditore sereno è la migliore notizia per tutta l’azienda.

Tratto da "Scegli chi ti aiuta" di Flavio Cabrini e Federica Broccoli. Richiedi la tua copia su http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=6


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28/10/2014

" -O ti distingui o ti estingui- : mai come nel momento attuale e nel futuro questo motto è e sarà vero. Anche pensando ad un’azienda e al suo leader dobbiamo pensare di creare una cosa UNICA, di gestirla in modo DIVERSO dal tradizionale, diverso da come fanno tutti gli altri! Ecco perché non devo creare una squadra di persone brave e motivate (è NORMALOIDE, è banale), ma una squadra di persone super che siano così motivate da essere addirittura i primi TIFOSI della squadra a cui appartengono!

E se voglio una squadra di super-tifosi devo lavorare molto sulla loro autostima, che non è mai abbastanza alta, sulla loro ambizione, che non sempre è presente in tutti i componenti della squadra, su tutto ciò che li porta ad avere un grande senso di appartenenza fino a renderli TIFOSI, quindi entusiasti determinati e persistenti, e non semplici collaboratori motivati.

Però… c’è un però: tutto questo si può realizzare, ma deve esserci innanzitutto la capacità di andare oltre i nostri limiti, di non farci frenare da paure, insicurezze, dubbi o altro. Per avere successo, per realizzare i nostri obiettivi dovremmo tornare ad avere la mente di un bambino. Dovremmo essere capaci di pensare come loro, ossia dovremmo ripulire il nostro cervello da tutti quei limiti che ci siamo auto-imposti negli anni.

I bambini, in particolare i più piccoli, si sentono onnipotenti: pensano di potere fare tutto, anche quello che è impossibile fare. Impareranno, piano piano, a darsi dei limiti; impareranno che non tutto è possibile, che non tutto è realizzabile come loro credevano; le sconfitte inevitabili della vita, poi, intaccheranno quella che alla nascita era una fiducia illimitata in sé stessi e negli altri: cominceranno a pensare che “quella cosa lì non posso ottenerla, non posso farcela…”; capiranno, insomma, che non tutti i sogni che cullano potranno essere realizzati.

Il solo limite alla realizzazione dei nostri sogni siamo noi: è la nostra mente che ci sussurra “non ce la farai, è troppo difficile per te, non sei abbastanza bravo...”.

Lavora sulla tua AUTOSTIMA (e su quella dei membri della tua squadra): il primo passo per arrivare alla realizzazione di un obiettivo è individuare cosa ci sta bloccando, perché se si continua a pensare di non farcela, è inevitabile che non ce la si farà. L'insuccesso, così come il successo, è una profezia che si auto-avvera. Quindi siamo onesti con noi stessi e iniziamo a domandarci: di cosa abbiamo, profondamente, paura? Perché siamo convinti di non riuscire a realizzare il nostro sogno?

Il prerequisito fondamentale per costruire una rete vendita di successo (ma più in generale per ogni meta che ci poniamo) è affrontare in prima persona i propri blocchi e le proprie paure, guardarli bene e allenarsi quotidianamente a superarli. È un lavoro duro quello che attende chi decide di vincere sui propri limiti per costruire una vita realmente felice, non è un lavoro low cost: richiederà un investimento emotivo, prima ancora che economico, importante. Ma il risultato per chi avrà il coraggio e la determinazione necessari ad affrontarlo sarà il successo. Non c'è dubbio.

Lavora sulla tua AMBIZIONE (e su quella dei membri della tua squadra): ti accontenti di piccoli sogni, di piccoli obiettivi, o vuoi lasciare un segno? Vuoi costruire una rete vendita UNICA o una rete vendita qualunque?

Lavora sull’APPARTENENZA: una squadra non può essere unica, non può vincere tutto se i suoi membri non hanno un forte senso di appartenenza, non sono i primi TIFOSI della squadra di cui fanno parte; far parte della squadra non può essere solo un lavoro, deve essere molto di più!
Per costruire una squadra eccezionale la sola strada sicura è questa: partire da sé, dalla rinnovata capacità di pensare senza limiti, lavorare duro su autostima, ambizione e appartenenza. Il resto sarà inevitabile, perfetta, conseguenza. "

Antonio Coeli

Tratto da nuovo libro OSM by Antonio Coeli "A.A.A. venditori cercasi"  disponibile al'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=88

far crescere persone


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29/05/2014

Fin dai tempi antichi, durante un’ azione militare, la persona che doveva decidere come si sarebbe svolta la battaglia, ha sempre scelto una posizione che le permettesse di avere la più ampia visione possibile. Prima di tutto si cercava un’altura, un albero, una collina o un picco montano. Da lì si osservava la situazione e si prendevano le decisioni su come si sarebbe svolta l’azione.
Solo in un secondo tempo si scendeva sul campo. In molte occasioni l’intera gestione si svolgeva da quella posizione. Chi dirigeva guardava dall’alto lo svolgersi delle operazioni.

In questo modo egli aveva la possibilità di vedere “tutto” ciò che accadeva. Se invece non avesse potuto vedere “tutto” avrebbe avuto brutte sorprese, come molti hanno potuto constatare. Nella gestione di un’attività, si può trarre insegnamento da quelle scoperte. Un dirigente che ha la possibilità di vedere “tutto” ciò che accade nella sua area di competenza, è un Dirigente che può decidere per il meglio, o almeno ne ha la possibilità. Al contrario, vedere solo una porzione, o non vedere nulla del tutto, rende la persona completamente estraniata da ciò che accade e le sue scelte saranno dettate più dall’istinto o dall’esperienza, che da fatti reali e oggettivi.

L’ideale quindi sarebbe poter avere una visione completa attraverso dati che siano in sequenza e permettano di vedere una sorta di “traccia storica”.

Una persona che volesse guidare un gruppo di lavoro, senza l’ausilio di statistiche che le permettano di “vedere” senza essere presente, cosa sta accadendo, si troverebbe inoltre con barriere naturali notevoli, che non le permetterebbero di visionare la situazione “direttamente”. Per esempio un dirigente commerciale avrebbe i suoi venditori dislocati sul territorio , non potrebbe vedere ciò che accade esattamente. Un responsabile di un reparto produttivo sarebbe già più facilitato, avrebbe tutte le persone li, ma se il reparto è vasto, tenderebbe a concentrarsi su una parte di esso o su una parte per volta


Per questo una visione dall’alto che abbia i canoni sopracitati è fondamentale. Per assurdo non sarebbe nemmeno necessario vedere direttamente il lavoro. In una torre di controllo aeroportuale, gli aerei non li vedono nemmeno, guardano un monitor che riceve informazioni da un radar.


Ogni persona in azienda dovrebbe avere le sue statistiche per essere tenuto “sotto controllo”. Ad esempio un venditore potrebbe avere come dati da tenere monitorati: n’ clienti visitati, n’ di nuovi clienti chiusi, n’ clienti riordinati, il dato del venduto, il dato dell’incassato…


Quando le statistiche principali di un’azienda mostrano un trend in discesa, la situazione è pericolosa ed è meglio saperlo subito per prendere provvedimenti. Non puoi aspettare il fatturato di fine anno per sapere se le cose stanno andando bene o male.


C’è una altro grande, atroce errore che un manager potrebbe commettere nell’interpretazione dei grafici : GIUSTIFICARE le statistiche. Questo è il più grande errore di un manager ed è l’unica cosa che può annientare un’azienda. Un manager vede un grafico in discesa e dice: “Oh, beh, è naturale, è perché _________”, e in quel momento siete rovinati. Un numero è un dato oggettivo, per quante scusanti tu possa trovare una statistica in calo rimane in calo, non ti permettere di accettarla!


Non rovinarti! Tieni tutto sotto controllo e soprattutto non giustificare!


Paolo Ruggeri



GUIDARE AZIENDA

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04/02/2014

Uno dei compiti di Massimiliano Calore all'interno di OSM è quello di supervisionare la crescita ed il benessere economico delle aziende iscritte al programma. Come tale egli ha modo di notare le azioni che contraddistinguono le aziende che crescono.
Recentemente ha tenuto una presentazione che ho trovato molto interessante e, soprattutto, utile in quanto fornisce ad ogni imprenditore alcune azioni pratiche da fare. Queste, secondo Max, le azioni che accomunano le PMI che oggi sono in forte crescita:

1) Progetta e condividi:Abbi un obiettivo chiaro per la tua azienda ma non tenerlo per te. Devi far sì che i tuoi principali collaboratori lo condividano e "giochino" con te per realizzarlo.

2) Utilizza o sarai utilizzato: Se operi troppo in prima persona e non supervisioni e spingi i tuoi collaboratori a realizzare grandi obiettivi, cioè non li utilizzi, alla fine saranno loro ad utilizzare te. Uscirai dalle riunioni con loro con un sacco di cose da fare... Utilizza i tuoi uomini.


3) Usa l'autodisciplina: Come dice anche Jim Collins questa non è più l'era del talento ma è l'era della disciplina. Fai le cose che sai che devi fare. Affronta il lavoro che ti mette in difficoltà.


4) Vendi, Vendi, Vendi: Le aziende che vanno bene oggi hanno imprenditori che scendono in campo personalmente per stimolare la vendita.


5) Bilancia numeri e cuore: Non puoi pensare di fare grandi utili solamente guardando i numeri, devi sentire che quello che fai è importante per gli altri, fare la differenza tutti i giorni per i tuoi clienti.


6) Ricorda che sei un essere speciale: Anche quando sei in forte difficoltà ricorda che dentro di te hai delle caratteristiche uniche e che valorizzandole avrai modo di trovare il successo.


Paolo Ruggeri




FAR CRESCERE IMPRESA

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20/01/2014

Ultimamente sono ritornato a fare delle riflessioni importanti su ciò che serve per realizzare il proprio successo professionale ed economico.
Le mie riflessioni: a prima vista sembra che quasi tutte le azioni che effettivamente ti porteranno al successo professionale od economico siano contrarie alla logica. Non sto dicendo che devi metterti a fare delle cose stupide, al contrario. Sto solamente dicendo che chi effettivamente realizza un grande successo economico o professionale sembra ragionare in modo diametralmente opposto rispetto al modo in cui ragionerebbe la maggior parte della gente. Faccio alcuni esempi: 

a) Per avere successo devi dare ad un cliente ( o al tuo datore di lavoro) di più di quello che lui si aspetta. Questo principio, a prima vista e se analizzato con la "logica", ti sembra antieconomico. "Dare ad un cliente di più di ciò che lui si aspettava" ti costa di più e riduce la marginalità. Ciò nonostante, in realtà, nel lungo termine ti porta molta più ricchezza. 

b) Se vuoi che le cose cambino, come prima cosa devi cambiare tu. Anche questo principio sembra contrario alla logica. "Se ho il personale demotivato e che non lavora bene come diavolo è che il primo che dovrebbe cambiare sono io???". Se però ci rifletti un attimo ti rendi conto che quando hai operato al contrario, nella maggior parte dei casi, non sei andato da nessuna parte. Non è un caso che gli oltre 100 imprenditori che prendono parte regolarmente alla MBS sostengano che "il primo passo perché qualsiasi programma di management funzioni, sia il fatto che l'imprenditore cominci innanzi tutto un programma per migliorare se stesso". 

c) Se vuoi migliorare le performance di un collaboratore a cui tieni e che vorresti risanare non devi lavorare sui suoi lati negativi, ma devi lavorare sui suoi lati positivi. Anche questo punto che ha ormai tantissimi esempi (in fin della fiera sono oltre 10 anni che andiamo dicendolo) sembra a prima vista contrario alla logica. Prova a fare il contrario e dimmi che cosa ottieni. 

d) L'ultimo punto che citerò, che è anche quello che forse apprezzo di più, è il fatto che "le persone che hanno come motivazione principale nel lavoro quella economica, alla fine hanno quasi sempre problemi di soldi". E' pazzesco ma la "motivazione denaro" nel lavoro o nella professione alla fine ti porta solo a quello: ad avere problemi di denaro. Non sto dicendo che non bisogna misurare l'utile o avere un sistema di controllo di gestione. Averlo è fondamentale in quanto ci permette di gestire bene l'azienda e di creare quella liquidità che ci serve per fare degli investimenti. Ma se il danaro è la ragione principale per cui lavori, alla fine finisci sempre nella precarietà e non certo nell'abbondanza. Il che è come dire: "Senti che nel tuo lavoro non stai guadagnando a sufficienza?". Allora pensa a valori un po' più alti come l'aiuto, l'eccellenza, il servizio agli altri, far realizzare i sogni alle persone e vedrai che, un po' alla volta, anche le finanze cominceranno ad andare molto meglio. 

Ovvio che molti dei lettori storceranno il naso e diranno: "No, non è possibile. Sono tutte cazzate. E' impossibile che se non pensi ai soldi poi i soldi arrivino". Ma forse è proprio giusto che sia così: sono poche, infatti, le persone che riescono davvero a realizzare il proprio successo economico. E chi scrive sostiene che riescono a farlo proprio perché pensano in modo differente dalla maggior parte delle persone. In un modo, appunto, che sembra proprio contrario alla logica. 

Se vuoi avere successo comincia a pensare "fuori dalla scatola". Non pensare come tutti gli altri. Le azioni che ti portano al successo sono contro-intuitive. A prima vista ti sembrano strane ma, nel medio termine, ti porteranno molto ma molto più lontano degli altri. 

Paolo Ruggeri



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14/11/2013

Quando smetti di sognare e ti metti a "gestire" smetti di mettere in circolo la materia dei sogni e, in qualche modo, la tua azienda non sembra funzionare piu'.

Dove e' andato il valore oggi? Le nuove economie di oggi sono: L'economia delle emozioni. (Tutto cio' che crea emozioni, oggi ha un grande valore) e l'economia della conoscenza (le aziende che vanno oggi bene sono quelle che forniscono ai loro clienti il know how per il successo delle loro imprese)

Detto cio' posso darti 5 consigli per far crescere la tua azienda

1) Non farti assorbire dall'economia virtuale. L'economia virtuale è quell'economia fatta di notizie dei giornali economici, di trichet, delle strategie delle banche centrali, ecc. Non vuol dire che non devi informarti. Vuol dire solo che l'economia virtuale non puoi influenzarla. Devi rimanere concentrato sull'economia reale: i tuoi clienti, l'innovazione della tua azienda, ecc. 

2) Ama il tuo prodotto più di te stesso. Sii un talebano del prodotto della tua azienda. Crei ancora emozioni quando parli del prodotto o servizio che tratti? Ti emozioni? 

3) Crea un clima aziendale eccellente. E' impensabile ottenere grandi risultati o riuscire a fare le cose difficile senza aver prima creato un clima fertile all'interno dell'azienda. 

4) Costruisciti un brand inimitabile. O ti distingui o ti estingui.

5) Studia mentre lavori. Oggi come oggi è impensabile vincere nell'economia se il vertice aziendale non si dedica a formarsi e a formare le persone. 

Paolo Ruggeri
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27/07/2013

Nel suo nuovo libro "Worthless, Impossibile and Stupid" Daniel Isenberg, ricercatore ed imprenditore di successo, presenta una nuova definizione di imprenditorialità. In essenza gli imprenditori sono dei creatori di valore che pensano al contrario degli altri. Vedono il valore dove altri vedono montagne di niente. E vedono opportunità di business dove altri vedono solamente dei vicoli ciechi.

Isenberg sottolinea che gli imprenditori di successo necessitano della fiducia in se stessi necessaria per andare contro all'opinione costituita e la determinazione di superare gli ostacoli. Di fatto alcuni dei migliori imprenditori, a differenza dei titolari di azienda, si distinguono non per la loro originalità, quanto per la loro abilità di perseguire e raggiungere l'impossibile.
 
Isenberg afferma che se la maggior parte delle persone pensano che sei matto, allora come imprenditore stai andando bene.

Un imprenditore decide di perseguire l'impossibile per rivoluzionare un settore, un titolare d'azienda cerca di gestire al meglio un'attività. 

Tu in quale dei due ti identifichi? 

Un ringraziamento all'Economist per alcune delle informazioni contenute in questo articolo. 

http://www.economist.com/news/business/21581965-true-entrepreneurs-find-worth-worthless-and-possibility-impossible-crazy-diamonds?fsrc=scn/fb/wl/pe/crazydiamonds 

Paolo Ruggeri


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19/07/2013

Ogni anno chiediamo ad alcuni degli imprenditori italiani le cui aziende hanno performato particolarmente bene nel corso degli ultimi 12 mesi, di riunirsi e condividere con gli altri imprenditori le loro azioni vincenti, che cosa ha scatenato la crescita delle loro imprese. Ci confrontiamo inoltre sulle ricette e gli spunti per l'anno entrante cosi' da mettere a punto la migliore delle strategie. Ecco quali sono secondo gli imprenditori le azioni vincenti che li hanno portati a far crescere le loro imprese


1) CREARE UN’AZIENDA ARMONICA AD OGNI COSTO 45% Questo significa che in azienda, soprattutto al vertice, non ci deve essere uno scontro di valori o inciuci vari. Ci deve essere armonia, accordo sui valori ed entusiasmo. Se a questa armonia viene aggiunto l'entusiasmo che deriva dal motivare e coinvolgere i principali responsabili in un progetto aziendale, l'azienda prende il volo. Quando invece il titolare dell'azienda scende a compromessi con tutta una serie di resistenze ed opposizioni, l'azienda perde armonia e inizia a contrarsi o perdere terreno. La stessa cosa puo' dirsi anche delle aziende dove il titolare gestisce con autorita' e dove non c'e' coinvolgimento emotivo dei responsabili dell'azienda verso una meta condivisa.

2) AUMENTARE LE VISITE E LA PROMOZIONE AI CLIENTI (27%) Indubbiamente una delle cose che maggiormente puo' mettere in moto la crescita aziendale e' il titolare dell'azienda che invece che rimanere chiuso tra quattro mura RIPRENDE a visitare i clienti. Sono numerosi gli imprenditori che dicono che cio' che maggiormente li ha aiutati a superare la crisi e' stato il fatto di tornare loro in prima persona a visitare clienti. Cio' non solo ha creato opportunita' commerciali ma ha anche fornito loro una serie di spunti ed idee per innovare e occupare nuove nicchie. A questo numerosi imprenditori in crescita aggiungono il fatto di aumentare in modo massiccio la comunicazione verso la clientela inattiva e potenziale (mailing, eventi, newsletter, internet, ecc).

3) LAVORARE SU ME STESSO (12%) Se vuoi che le cose cambino, come prima cosa devi cambiare tu. La crescita personale dell'imprenditore spesso porta anche alla crescita dell'impresa. Ma attenzione anche al punto 1) di cui sopra: se continui a studiare tu ma non affronti gli inciuci all'interno dell'impresa, starai certamente meglio ma probabilmente fatturati ed utili non decolleranno.

4) MIGLIORARE L’ESPERIENZA PER I CLIENTI (12%) Numerosi imprenditori sostengono che il fatto di creare un'esperienza migliore per i clienti ha contribuito ad aumentare le vendite, la fidelizzazione ed i fatturati.

Paolo Ruggeri 

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15/07/2013

Rubo questo interessante articolo al collega e amico Flavio Cabrini (www.flaviocabrini.it) che ci offre 3 interessanti spunti per far crescere l'impresa "Sempre piu' spesso, interagendo con gli imprenditori, mi ritrovo a confermare che ci sono 3 pilastri importanti che un’impresa deve considerare nelle attuali condizioni del mercato.

1. Uscire dal guscio e fare visita ai clienti Si e' portati a considerare il cliente un “target”, cioe' un bersaglio, un punto di arrivo. Va viceversa considerato come un punto di partenza: chi, se non i clienti, potra' dirci quali sono i nuovi bisogni, quali sono i cambiamenti in atto e quali sono le tendenze che si vanno manifestando? E soprattutto chi, se non loro, farci intravvedere quali sono i desideri del consumatore “post crisi”? Perche', una volta che i bisogni vengono soddisfatti, sono proprio i desideri ad orientare gli acquisti. È un grossolano errore presumere di sapere “cosa vuole la gente” standosene tutto il giorno dietro una scrivania. Questo e' un ambito in cui occorre davvero smetterla di basarsi su risposte preconfezionate. Nemmeno gli imprenditori piu' illuminati sono chiaroveggenti

2. Correggere il tiro e progettare la crescita È mettendosi nei panni del cliente, esaminando le cose dal suo punto di vista, che ci si puo' rendere oggettivamente conto di quali pecche o disservizi vengono riscontrati all’esterno. Quella e' la prospettiva giusta. Aiutera' a guardare la propria azienda con occhi meno indulgenti e benevoli. Individuato cos’e' che non va o cosa potrebbe andar meglio, e' indispensabile intervenire, rimuovere le cause e adottare i correttivi, ma nel contempo e' importante che venga parallelamente elaborato, impostato ed avviato un progetto di crescita. E per essere realizzabile dovra' inevitabilmente far leva su una progressiva valorizzazione del personale.

3. Investire sul capitale umano “Investment in Human Capital” e' il titolo di un saggio pubblicato nel marzo 1961 dall’economista statunitense Theodore W. Schultz, insignito del premio Nobel nel 1979. È stato proprio Schultz a coniare l’espressione “capitale umano”. È il patrimonio su cui si fondano le aziende di successo ma ad un patto: che l’imprenditore acquisisca e maturi le capacita' da un lato di coinvolgere e motivare il personale esistente e dall’altro di scovare e selezionare quei talenti che di volta in volta si rendono reperibili sul mercato del lavoro. Un’azienda cresce quando le persone che vi lavorano non sono semplici fattori dello sviluppo ma ne sono protagonisti."

Paolo Ruggeri

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21/06/2013

Ieri sera, in collaborazione con OSM Swiss, ho tenuto una presentazione a Lugano circa le azioni che un manager dovrebbe intraprendere al fine di ottenere un miglioramento delle proprie risorse umane.

Oltre a parlare di cambiamento, di motivazione e di selezioni ho parlato delle tante "aziende senz'anima" che cercano di competere guardando solamente agli indici finanziari e perdendo di vista le persone.

E' stata una piacevole serata.

Diapositive allegate.

Paolo Ruggeri

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12/06/2013

Nei miei libri parlo di quella che io chiamo "una bella persona". Oggi ne ho conosciuta una, Loris Cosmo della Autocarrozzeria Castellana di Castelfranco Veneto, http://www.autocarrozzeriacastellana.it/ 

Ho tenuto a suoi amici e clienti una presentazione sulle attività che accomunano le piccole e medie imprese italiane che vincontro contro la crisi e fanno buoni fatturati ed utili anche in questo periodo economico. 

Le loro azioni in essenza vertono sul triangolo IMPRENDITORE - MARKETING - RISORSE UMANE. 

IMPRENDITORE: Significa essere in forma, appassionato e pronto a praticare lo Scomfort 

MARKETING: Significa capire che cosa vogliono davvero i propri clienti ed essere disposti ad alzare il volume della comunicazione. 

RISORSE UMANE: Vuol dire che se non hai le persone giuste ed appassionate, difficilmente riuscirai ad andare lontano. 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri  

 



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07/06/2013

In allegato le diapositive della mia presentazione di questa sera a Lucca che verteva sulle azioni messe in campo dalle aziende che oggi riescono ad acquisire tanti clienti nuovi. Di base: 

1) Guarda alle cause interne.
2) Esci dalle zone di comfort. 
3) Abbraccia il marketing. 
4) Ritorna a lavorare su te stesso. Non è il mondo a cambiare troppo in fretta, sei tu che vai fuori focus. 

Un ringraziamento a Sandra Goracci e Luca di Guglielmo di OSM per la grande organizzazione. 

Paolo Ruggeri  

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02/05/2013

Con il termine “strategia” intendiamo un comportamento di lungo termine, una direzione verso cui si cerca di focalizzare tutte le azioni che si mettono in campo. La strategia dell’imprenditore moderno per quel che concerne le risorse umane deve comporsi di due passi ben definiti:

GESTIRE AL MEGLIO LE RISORSE UMANE ESISTENTI MENTRE SI INSERISCONO NEL GRUPPO PERSONE DAL POTENZIALE PIÙ ELEVATO

“Gestire al meglio le risorse umane esistenti” significa che dobbiamo imparare a metterci in discussione, a guardare maggiormente i lati positivi dei collaboratori che gestiamo, a coinvolgere e motivare le persone.
Significa anche imparare a fare coaching, organizzare dei corsi di formazione per i collaboratori, creare piani di crescita e di incentivazione economica. Tutte queste azioni ti faranno ottenere miglioramenti della produttivita' delle persone che gia' hai in azienda.
“Mentre si inseriscono nel gruppo persone dal potenziale piu' elevato”, detta in modo brutale significa che, se ti limiti solamente a cercare di gestire meglio e far crescere quelli che hai oggi in azienda, fallirai. Per quanto possa sembrare controintuitivo, cioe' contrario alla logica, un’azienda che abbia zero turnover di personale (e quindi zero innesti di nuove persone) tende ad invecchiare, a stagnare e, dopo un po’ di questa stagnazione comincia a perdere colpi. Zero turnover in azienda = presto ci sara' contrazione.
Quindi dopo che hai sposato la causativita', dopo che hai cominciato a sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto, dopo che hai lanciato le riunioni e il coinvolgimento, devi anche mettere in moto delle attivita' di ricerca ed inserimento di nuove persone, persone dal potenziale piu' elevato di quelle che hai ora.

INVERTIRE LA STRATEGIA

Alcuni imprenditori, quando si rendono conto di avere una scena delle risorse interne piuttosto deperita, mi propongono qualcosa del tipo: “Ok Ruggeri, facciamo cosi': Lei cominci a procurarci delle persone migliori. Non appena abbiamo qualcuno di qualita' un po’ piu' elevata le prometto che inizieremo a impegnarci per gestire meglio anche quelli che abbiamo gia'…”. Non funziona in questo modo.
Non e' possibile invertire la strategia. Le persone migliori se ne stanno alla larga da aziende o imprenditori che non si impegnano per gestire bene il personale che gia' hanno. Dopo che avra' portato diverse delle risorse esistenti ad una migliore produttivita' grazie alla causativita', alla motivazione e a un miglior lavoro di programmazione, l’imprenditore sara' pronto a innestare la marcia successiva: inserire risorse umane di qualita' piu' elevata.

“OK RUGGERI, MA HO I COSTI DEL PERSONALE GIÀ TROPPO ELEVATI. NON POSSO INSERIRE NESSUN ALTRO ADESSO……”

Ma se l’azienda non sta andando come speri potranno mai cambiare le cose se continui a persistere con le stesse persone?
Inserire persone nuove ringiovanisce l’azienda, rivitalizza l’imprenditore e mette in moto in azienda quello che noi chiamiamo l’effetto centrifuga. Si innesca in maniera spontanea una sorta di selezione naturale: i piu' abili, produttivi e reattivi al cambiamento sopravvivono, gli altri non riescono o non vogliono adattarsi al cambiamento e di conseguenza frequentemente lasciano l’azienda. Questo meccanismo e' particolarmente potente perche' e' il gruppo stesso che lo attiva, senza l’intervento diretto dell’imprenditore. Cio' avviene perche' le persone positive e volenterose che lavorano in azienda cominciano a diventare insofferenti nei confronti di chi rallenta il ritmo, “mette i bastoni tra le ruote” o in qualche modo frena le iniziative, portando problemi, diffondendo malumore e criticismo, adottando la linea del “e' difficile, non si puo' fare”.
Grazie alla nostra esperienza di consulenza in azienda, abbiamo osservato questo meccanismo all’opera in decine di casi. Il miglioramento progressivo della qualita' dei membri del gruppo genera un “auto esilio” dei collaboratori meno produttivi o piu' problematici.

Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile" acquistabile al link
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=60


Paolo Ruggeri

05/04/2013

Di cosa ha bisogno un'azienda in questo momento del mercato?

Far crescere la tua impresa vuol dire seguire alcune semplici regole:

+ Piu' Flessibilita' Molte aziende hanno “troppa massa” da gestire: troppe persone, troppe strutture e soprattutto troppa gerarchia al loro interno. Destrutturare, avere un magazzino piu' snello, diminuire regole e procedure sono alcune delle cose applicabili subito da tutti per migliorare la propria flessibilita'. sii flessibile: quando un progetto non funziona abbandonalo. Non importa quanto tempo e denaro hai investito. Devi imparare ad adattarti piu' velocemente di tutti alle nuove condizioni del mercato.

- Meno Pianificazione Il mercato cambia velocemente , perdersi in piani dettagliati significa ipotizzare a tavolino possibilita' che possono non verificarsi mai. E’ piu' utile essere flessibili per cogliere ogni opportunita'. Progettare in ogni dettaglio limita l’immaginazione e la creazione di nuove idee, specialmente se i tuoi dipendenti non possono “improvvisare” e devono limitarsi a seguire un elenco di ordini precisi non riuscendo ad esprimersi e a sentirsi coinvolti.

+ Piu' decisioni Ogni azienda, piccola o grande che sia, evolve grazie alle azioni concrete. Evitiamo il “pensiamoci su” e sostituiamolo con “decidiamo subito”. Stare troppo tempo ad arrovellarsi il cervello su qualcosa porta alla demotivazione. In ogni caso qualora facessi un errore, correggerti e' sempre possibile e ricorda che “e' meglio sbagliare piuttosto che non decidere mai”. Piuttosto che pianificare, agisci!

+ Piu' collaboratori Circondati di persone autonome che svolgono il proprio lavoro e cerca di evitare i “dipendenti”, quelli che dipendono da te e si aspettano programmi dettagliatissimi per ogni compito che affidi loro. Manda il collaboratore “allo sbaraglio”, cioe' senza istruzioni troppo precise spiegando il minimo indispensabile, potrebbe sorprenderti la capacita' delle persone di trovare soluzioni migliori di quelle che tu avevi gia' pronte. P

er ottenere dipendenti che collaborino dovrai pero' lavorare sul loro miglioramento personale - Meno incentivi economici Evita la premiazione in termine di soldi ai tuoi collaboratori, meno denaro usi per motivarli e piu' a lungo riuscirai a mantenere la loro motivazione intrinseca, il loro amore per quello che fanno. Non appena verranno pagati di piu' per fare qualcosa questo si trasforma in mero obbligo. Ricorda inoltre che il denaro crea dipendenza e, come una droga, necessita sempre di dosi piu' elevate…

Vuoi battere la crisi? Incomincia ad applicare queste semplici regole!

Paolo Ruggeri

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10/03/2013

La scorsa settimana durante le sessioni della nostra business school ho avuto modo di partecipare ad un intervento del Dott. Daniele Beretta di Clinica del Sorriso di Padova, www.clinicadelsorriso.net

Durante l'intervento che trattava di come aumentare gli utili e far espandere la propria azienda anche durante periodi di crisi, Beretta ha espresso un concetto molto interessante che si applica alla sua clinica ma che io penso si applichi allo stesso modo alla gestione di un'impresa oggi. Beretta parte da alcuni dati che penso tutti noi conosciamo riguardo alla relazione tra il passaparola che viene generato e il valore del fatturato:

a) Se il cliente mediamente fa una bella esperienza mentre riceve il servizio o acquista il prodotto = si genera del passaparola positivo = questo genererà un aumento del fatturato. 

b) Se il cliente mediamente fa un'esperienza neutra = non si attiverà nel passaparola = il fatturato dell'azienda tenderà ad essere fermo. 

c) Se il cliente mediamente fa una cattiva esperienza = farà passaparola negativo = il fatturato dell'azienda calerà. 

Ciò che Beretta mi ha fatto capire e che è davvero interessante è il fatto che è anche vero il contrario, cioè: 

a) Se la tua azienda ha il fatturato in crescita è più che probabile che i tuoi clienti stiano generando molto passaparola positivo, ergo vivono una bella esperienza. 

b) Se il fatturato è statico, non c'è passaparola e quindi l'esperienza che vivono i clienti è neutra. 

c) Se il fatturato è in calo, tu incolpi la crisi, le banche, ecc ma puoi star sicuro che hai ANCHE passaparola negativo tra i clienti in quanto l'esperienza o la fruizione del prodotto in realtà per loro è una cattiva esperienza. 

Davvero interessante. 

Paolo Ruggeri  


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19/01/2013

Ieri ho tenuto, assieme a Patrizio Cappella e Carlo Bisol, la presentazione sulle PMI che battono la crisi a Unindustria Treviso. 

Oggi, assieme all'amico Antonio Coeli di CGN ho replicato in terra di confine, all'Associazione Industriali di Gorizia. 

In questi due giorni ho avuto modo di incontrare tanti imprenditori tonici che sono consci della situazione di mercato ma che stanno mettendo in atto numerose contromosse e strategie per vincere e far crescere l'impresa, dallo svilupparsi sui mercati esteri, all'abbracciare il marketing, al re inventare il prodotto. 

L'immagine che più mi rimane impressa di queste due presentazioni è proprio questa: ci sono tanti imprenditori tonici che si stanno ingegnando per trovare soluzioni invece che farsi sconfiggere dal pessimismo: dall'imprenditore che ha brevettato un nuovo modo di fare la pizza e si prepara a lanciarlo nel mondo, all'imprenditore che produceva sedie in legno e, vedendo il settore in difficoltà, si è messo a produrre occhiali in legno, ottenendo un successo inimmaginabile, all'imprenditore edile che lancia una cantina ed esporta con successo il prosecco in tutti gli Stati Uniti... il Nord Est, quello sano, è una fucina di imprenditori che non si arrendono. 

E alla fine prevarranno. 

Un sentito ringraziamento a Carlo Bisol, Patrizio Cappella, Antonio Coeli, Davide Devidé, Giorgio Bressan , Carlo Ranalletta, Ivan Zorzetto per l'assistenza e l'aiuto. Esco da queste due giornate tonico come non mai. 

Gli imprenditori italiani ci sono. Come sempre. 

Le slide sono allegate. 

Paolo Ruggeri   



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18/01/2013

...si fa presto a dire "motivazione del personale" Mettiamo da parte i metodi tradizionali per una volta. Oggi ti suggeriro' qualche metodo alternativo per motivare i tuoi collaboratori. E' vero...alcune di queste possono sembrare delle stupidaggini ma ti assicuro che favoriranno il team building.

Contrariamente a quanto si possa pensare lavoro e divertimento possono e devono coesistere. -Organizzate degli incontri fuori sede. Organizzate un picnic o una giornata al cinema. -Predisponi in azienda uno spazio relax per i tuoi dipendenti. Google, una delle aziende piu' famose al mondo, in questo ha tracciato il sentiero. Secondo Larry Page e Sergey Brinil, i fondatori della societa' un ambiente divertente incoraggia la creativita'. Nella sede principale di Google e' presente una vera e propria sala giochi e un campo da beach volley.

Ora non ti chiedero' di arrivare a questo, ma un angolo dell'ufficio dove ritrovarsi per prendere un caffe' e' gia' un inizio. - Un ambiente confortevole aiuta la produttivita',coinvolgi le persone nell' arredamento dell'ufficio, deve diventare per loro una seconda casa. - Organizza un "gioco" in azienda che premi il miglior venditore o il migliore impiegato.

Il premio non deve essere necessariamente economico. Il solo fatto di essere in concorrenza stimola una sana competizione. Potete introdurre anche dei premi simpatici: il piu' disordinato, il piu' ritardatario. Tutto questo rende piu' gioviale e rilassato il clima in azienda. Un clima disteso fara' uscire le idee brillanti, al contrario un clima troppo serioso tendera' a reprimerle.

La motivazione del personale e' uno dei principali fattori di successo degli imprenditori delle Pmi per battere la crisi ...eccomi con i miei ragazzi!

Paolo Ruggeri


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19/12/2012

Qui allegate le diapositive della presentazione a Project Room www.projectroom.biz di Cerea di ieri sera sponsorizzata da Matteo e Davide Bonfante della Aredia Srl. 

Si è parlato di come sia possibile battere la crisi e di ciò che fanno gli imprenditori che oggi sul mercato stanno vincendo. Mi sarebbe piaciuto potermi fermare di più a discutere con i numerosi imprenditori presenti, ma impegni pressanti con altri clienti mi hanno permesso di stare solo per la presentazione. 

Aredia sta costruendo una comunità ed una rete di alleanze intorno alla propria impresa, una scelta saggia che dovrebbe essere seguita da molte altre imprese.

E' la rete di alleanze infatti uno dei principali fattori di successo delle piccole e medie imprese che riescono a crescere anche nel mercato di oggi. Saranno i tuoi alleati che ti supporteranno nei momenti difficili, che ti aiuteranno a promuovere i tuoi prodotti, che saranno presenti nei periodi piu' neri.
Ricordati che non sei da solo:cercati degli alleati.

Paolo Ruggeri

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13/12/2012

Questa sera, a Manfredonia, ho presentato il libro Piccole e Medie Imprese che Battono la Crisi davanti ad un gruppo di imprenditori determinati e tenaci. 

Ho passato un paio d'ore davvero piacevoli argomentando le varie possibilità che ognuno di noi ha a disposione per battere la crisi. 

Le diapositive dell'incontro sono allegate. Un caloroso ringraziamento alla Remark Srl per l'organizzazione dell'evento. 



Paolo Ruggeri



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09/12/2012

Open Source Management e Agriusato hanno tenuto un evento ad Enna nel quale ci hanno svelato i segreti per battere la crisi.

Cosa deve fare e cosa non deve fare un imprenditore per costruire un azienda prospera in questo momento di difficolta' del mercato? Andrea Condello,socio fondatore di Osm, ci ha svelato la sua ricetta segreta.

Durante il suo intervento ci ha parlato di: - Come affrontare l’attuale scenario economico - Le strategie dell’imprenditore moderno - le migliori metodologie per la motivazione del personale - Cosa serve oggi per espandersi veramente Quando parliamo di scenario economico attuale sembra inevitabile pensare al termine “crisi”, un’associazione ormai automatica, che porta con se' non poche paure. Tuttavia, paradossalmente, c’e' anche un lato positivo della stessa medaglia: la crisi e' uno spartiacque che puo' accendere la scintilla del cambiamento.

Nel corso del suo intervento Andrea ha fornito suggerimenti pratici ed esempi concreti sull’ argomento. Per crescere e' importante sapersi mettere in discussione e decidere di cambiare. L’imprenditore moderno ha il compito di rendersi unico ed offrire un valore che lo contraddistingue sul mercato.

Fondamentale risulta il coinvolgimento e la motivazione del personalenei progetti aziendali. Soprattutto nei momenti di difficolta', e' possibile generare cambiamenti produttivi e duraturi: decidere di farlo e' il primo grande passo. Si parlava prima di "crisi", una parola che spesso ci fa cascare nel catastrofismo e nell' autocommiserazione.

Quando ci accorgiamo di essere in una delle due condizioni o in entrambe contemporaneamente dobbiamo uscirne fuori al piu' presto ed innescare invece un processo per individuare strategie e soluzioni che ci facciano andare avanti. In poche parole essere causa. Sentirsi responsabili di poter condizionare cio' che ci sta attorno. Molto probabilmente la situazione di sconforto ha origini molto lontane e trova spiegazione nella “zona di confort” in cui ci troviamo da troppi anni e che non ci ha fatto osservare il cambiamento in atto perche' troppo occupati a restare confortevolmente radicati in abitudini decennali.

Cos'e' la “zona di comfort”? Qualcosa di comodo, in cui si sta bene, in cui si vorrebbe restare finche' possibile. E quando si esce dalla “zona di comfort”? Che cosa c’e'? Fatica, impegno, stanchezza, problemi, delusioni, stress, scelte difficili. Ora… Chi vorrebbe mai uscire dalla zona di comfort sapendo che fuori c’e' tutto questo? Lasciare la “zona confort” puo' sembrarci impossibile ma se vogliamo stare meglio abbiamo l’obbligo, verso noi stessi e verso chi lavora nella nostra azienda, di rimetterci in gioco. Se scegliamo noi di cambiare gestiremo il cambiamento dandogli la direzione desiderata, altrimenti sara' il cambiamento e gestire noi.

Paolo Ruggeri



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