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24/06/2016

Quando cerchi di costruire un grande gruppo devi considerare una cosa fondamentale: in generale, la singola persona, a cosa aspira? Le persone cercano il benessere e sono attratte dall’armonia. Negli anni mi sono però reso conto che molte persone tendono anche verso un’altra cosa: la povertà. So che potrebbe sembrare poco popolare come affermazione e che potrà suscitare delle critiche, eppure questo è il mio punto di vista.

Non è che le persone desiderino la povertà, è che spesso, in modo illogico, compiono delle scelte che li portano ad avere meno soldi e meno sicurezze. Non sono tutti così, ovviamente, ma molti si. D’altronde l’1% della popolazione controlla il 50% della ricchezza mondiale.

Quando gestisci molte persone, devi tenere in considerazione questo fattore. E questo è il motivo principale per cui la leadership non può essere una democrazia. Tu devi tendere come imprenditore alla ricchezza e come persona al benessere e devi guidare i tuoi uomini verso gli stessi obiettivi.

Nel 2010 OSM era una realtà locale. Poi ho incontrato Andrea Di Giuseppe, di Trend Group, che mi ha proposto di iniziare a operare negli Stati Uniti e vendere i servizi di consulenza aziendale in quel paese. Una scelta che ho maledetto più volte.

Negli anni mi sono trovato di fronte a numerose difficoltà, il mercato era estremamente competitivo e ho dovuto gestire situazioni veramente complesse. Avevo la sensazione di essere perduto e mi sembrava di essere di fronte a qualcosa che non ero in grado di gestire. Dovendomi concentrare sul business negli Stati Uniti, ho dovuto tralasciare alcuni aspetti nella gestione delle attività in Italia. Diversi soci italiani hanno deciso di lasciare la società, perché si sentivano abbandonati. Poi pian piano le cose sono tornate a quadrare. Ho trovato un nuovo equilibrio. E tutte le tecniche di management che ho messo a punto per il mercato statunitense, mi sono servite per rilanciare alla grande il mercato italiano.

Saltando nel futuro e facendo delle scelte che ti mettono in difficoltà, tu crei la prosperità per la tua azienda. Il più grande indicatore che segnala che stai creando valore è la sensazione di sentirsi perduti. Quando ti trovi in grande difficoltà stai uscendo dalla tua zona di comfort. Stai facendo davvero quelle scelte o quelle azioni coraggiose ed emotivamente difficili che faranno davvero la differenza per la tua azienda. Se rimani nella tua zona di comfort, se continui a vivere nella tua tranquilla routine, se decidi di non fare mai quel passo che ti farà perdere per un attimo l’equilibrio, come puoi pensare di far del bene alla tua azienda?

Oggi OSM sta vivendo una grande espansione. OSM Bulgaria, ad esempio, sta vivendo un momento di crescita. Questo è dovuto al suo titolare, George Naydenov, che cinque anni fa ha studiato l’italiano, ha preso i manuali di business OSM, li ha letti uno per uno e li ha tradotti in Bulgaro, mettendo a disposizione degli imprenditori del suo paese la tecnologia e le metodologie OSM. Un lavoro enorme. Mesi di attività frenetica. Ma questo fatto ha generato l’espansione che oggi sta vivendo OSM Bulgaria.

Più il gruppo cresce, più aumentano le possibilità che qualcosa vada storto. Se tu non hai dentro di te una grande forza, rischi di implodere su te stesso. Ci sono alcuni fondamenti che ti permettono di avere una stabilità interiore e che creano lo sviluppo:

VALORI: Mantenere la parola data, credere ciecamente in determinati valori, è ciò che ti permette di costruire le fondamenta del tuo successo come individuo e del tuo successo economico.

SPIRITUALITA’: La spiritualità è ciò che ti permette di realizzarti come individuo e di crescere da un punto di vista personale.

CONOSCENZA: Le esperienze, il know how e una visione internazionale del business ti permettono di apprezzare le diversità e cogliere nuove opportunità.

RELAZIONI: Devi coltivare delle relazioni di qualità con le persone di valore. Le persone di valore le riconosci principalmente per come trattano gli altri e sono quelle che generalmente trattano con rispetto e si danno da fare per altre persone che – almeno apparentemente - non hanno nulla da dar loro in cambio. Non lo fanno per ottenere un vantaggio. Lo fanno perché credono davvero nel coltivare le relazioni umane.

Questo è il punto centrale. Tu devi assicurarti di nutrire questi quattro principi. Una volta che sarai stabile nella tua interiorità, potrai curare la crescita del gruppo.

I 3 punti che garantiscono

ARMONIA: La sensazione che lo spazio che mi circonda sia tranquillo è la prima condizione necessaria affinché ci si metta in azione in modo positivo. I tuoi collaboratori devono essere fidati, altrimenti è meglio perderli, anche se ciò comporta una momentanea perdita di fatturato. Devi gestire la negatività e creare un ambiente di lavoro caratterizzato dalla tranquillità e dal benessere. Grazie ad un ambiente tranquillo, puoi progettare il futuro, puoi focalizzarti sull’ambiente mentale, immaginare il futuro. Quella proiezione mentale ti permetterà di creare l’ambiente materiale. Tutto ciò che ci circonda è stato creato 2 volte: quando è stato pensato e quando è stato realizzato. Devi essere nello stato d’animo ottimale per “creare”.

ENERGIA POSITIVA: Possiamo chiamarla motivazione, carica, positività. Quando hai la serenità e hai un progetto, allora avrai anche la positività, intesa come amore verso le cose e verso le persone. L’energia positiva guida il tuo futuro. Ciò che limita la tua energia positiva sono le esperienze negative del passato. Devi rimanere centrato su ciò che sei davvero, le esperienze negative non devono corrompere chi sei e per fare questo devi svolgere un lavoro importante su te stesso.


ATTRARRE PERSONE: Le persone in gamba sono attratte principalmente da due cose: dalla grandezza del tuo sogno e dai vantaggi che prospetti loro. Devono essere presenti entrambi i fattori. Le persone però che valgono davvero sono più influenzati dai grandi sogni. Non puoi circondarti di persone che desiderano solamente i vantaggi che prosetti loro, devono anche credere nel tuo progetto, nel cambiamento che desideri compiere nel mondo. Fai in modo che le persone sposino il tuo sogno, lo facciano davvero, ispirale e proietta in loro questa “illusione”. Perché adesso è solo un sogno, ma insieme a loro diventerà realtà. Fai però anche in modo che l’azienda sia il luogo dove queste persone possano trionfare, raggiungendo i loro obiettivi personali e professionali. “Posso anche dividere a metà con te la ricchezza che mi hai permesso di guadagnare” recita un detto. Non essere avaro. Premia le persone che ti stanno aiutando a diventare grande.


E tu? Sei pronto a costruire un grande gruppo?

Paolo Ruggeri


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21/05/2015

La resilienza è la capacità di un gruppo o di un individuo di riaccendersi. In un gruppo, quando si parla di resilienza, si parla solamente di una cosa: ENTUSIASMO. L’entusiasmo è la chiave. E’ necessario l’entusiasmo di tutti e, soprattutto, che non ci siano, all’interno di un gruppo, elementi che smorzano l’entusiasmo.

I gruppi che vanno bene non sono necessariamente composti da persone abili. Esiste un fattore più importante, rispetto alle abilità. Un gruppo prospera quando gli elementi che lo compongono provano ammirazione e stima gli uni nei confronti degli altri. L’abilità è un fattore che interviene in un secondo momento, ciò che fa la differenza è il feeling, la predisposizione ad andare d’accordo all’interno del gruppo.

Le persone che hanno maggior feeling sono quelle in grado di creare qualcosa dal niente. L’armonia di gruppo, se diretta verso fini comuni, è in grado di liberare un’energia straordinaria. Se l’armonia interna è anche accompagnata da abilità individuali, allora è possibile raggiungere qualsiasi risultato.
Al contrario, un’azienda non armonica, dove manca la fiducia e la comunicazione tra individui, tenderà ad implodere su sé stessa. Ci sono infatti delle situazioni in cui le cattive notizie vengono prese, a livello individuale, nel modo sbagliato.

Il singolo individuo che non ha resilienza, che non è in grado di gestire le difficoltà, può portare a delle difficoltà collettive del gruppo. Il singolo, per essere resiliente, deve essere indipendente, la sua felicità deve provenire da sé stesso, deve essere centrato. Se una persona non è indipendente non è in grado di inserirsi con successo in un gruppo, dove vi sono delle dinamiche di interdipendenza.

La qualità dei rapporti interpersonali deve partire dal leader, che deve saper trasmettere i valori e l’armonia all’interno del gruppo.

Gli ingredienti dell’armonia, all’interno dell’azienda, sono:
- Decisione: alla base di tutto ci devono essere valori, regole, funzioni e ruoli chiari. Deve esserci un organigramma e ognuno deve sapere cosa deve fare.
- Leader deciso: ci sono cose che devono essere fatte e cose che non devono essere fatte. Il leader decide cosa si può o non si può fare. Deve essere sicuro delle sue scelte e deve trasmettere questa sicurezza ai collaboratori.

Lo star bene con gli altri nasce dall’ammirazione e dalla stima verso gli altri. La tua ammirazione per gli altri individui e per le cose che ti circondano è l’energia che ti permette di vincere. La vera forza di un gruppo, la vera resilienza è l’affetto e l’ammirazione verso gli altri.

Paolo Ruggeri



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07/10/2014

Qualche giorno fa mi è passata per le mani la locandina di una pellicola uscita nelle sale un paio di anni fa. “Come ammazzare il capo e vivere felici” è un film che racconta le vicende di tre impiegati impegnati con altrettanti, esasperanti, datori di lavoro.

Naturalmente mi è venuto da ripensare alla mia esperienza passata. Nella mia carriera sono stato piuttosto fortunato. Ho avuto alcuni grandi superiori, dei veri mentori che mi aiutano a crescere. Ma, come la maggior parte delle persone, ho anche avuto qualche capo dispotico.Fortunatamente, dopo queste esperienze, ho pensato bene di mettermi in proprio e scegliere di sedermi dalla parte giusta del tavolo ;)

Ma, quando mi guardo indietro e ripenso alle mie esperienze negative con queste persone, devo ammettere di aver imparato molto. Ad essere onesti, probabilmente, ho imparato più da queste persone che dalla altre. Perché sono stati loro ad insegnarmi cosa NON fare quando si tratta di gestire i propri collaboratori. A volte, sapere cosa non fare ha quasi lo stesso valore di sapere cosa fare.

Quindi, ecco la mia lista di errori comuni:

1) Sentirsi minacciati
E' bello avere persone di talento nella tua squadra. E’ la cosa migliore che ti potrebbe capitare. Ma può capitare a volte, quando si ha per le mani un gruppo di rockstar emergenti, di sentirsi un po’ insicuri, un po’ minacciati. Come se queste persone potessero oscurarti. Ma questo non deve spaventarti. Avere affianco persone veramente capaci è il segno che ti stai muovendo nella direzione giusta. Devi dare ai tuoi collaboratori di talento l'opportunità di brillare.

Agli inizi degli anni ’90, prima di diventare a mia volta un imprenditore, lavoravo per un’ azienda in rapida espansione in Italia. In particolare, grazie a me e ad altri due giovani venditori rampanti, l’azienda stava facendo dei numeri da paura. Ci facemmo avanti e chiedemmo che parte del nostro stipendio venisse pagato in quote della società, davvero una minima percentuale che sarebbe stata scalata dal nostro stipendio fisso. In fondo questo ci avrebbe ulteriormente motivato, avremmo sentito la società più NOSTRA e saremmo stati stimolati anche dai dividendi. Ma i nostri titolari erano troppo spaventati che potessimo prendere il sopravvento su di loro e si rifiutarono. Bene, io e quei due ragazzi abbiamo deciso che non avremmo più potuto lavorare per chi non credeva in noi. Abbiamo fondato la nostra azienda e…beh…nel giro di pochi anni il nostro fatturato era 10 volte superiore al loro.

2) Non “Dare a Cesare quel che è di Cesare”
Alle persone piace che sia riconosciuto il loro valore quando fanno un buon lavoro. Ogni volta che ne hai la possibilità fai sapere a tutti quanto sono bravi. Fallo sapere ai loro coetanei, fallo sapere ai loro colleghi, ai tuoi clienti. “Vantati” di loro. Metti loro sotto i riflettori e non te stesso. Tu non ne hai bisogno. Questo si chiama “Pieno apprezzamento per il lavoro svolto”ed è la cosa che motiva di più le persone, più del denaro. E’ questo il grande errore degli imprenditori. Pensare che il denaro compri i risultati. Questo non vuol dire che non devi pagare bene i tuoi uomini. Il tuo compito è dividere con loro la ricchezza che ti fanno guadagnare. Ma sappi che ci sono altri fattori molto più motivanti. Non lo dico io. Lo dicono gli studi. Vatti a documentare!

3) Lasciare che i problemi si accumulino
Ho avuto un capo che aveva dei problemi con me. Ma aveva deciso di non affrontarmi mai direttamente. Lasciava passare del tempo e poi scatenava tutto d’un tratto la frustrazione accumulata. E rivangava dei fatti avvenuti mesi prima. Fatti che magari non ricordavo nemmeno fossero successi. Questo mi ha insegnato che bisogna affrontare le questioni con i propri collaboratori nel momento esatto in cui accadono. Più si aspetta, più aumentano le frustrazioni. A volte (spesso)affrontare certe situazioni ci crea disagio…ma se non vuoi arrivare ad un punto di rottura è meglio farlo subito. Just do it!


4) Non lasciar crescere in azienda i propri manager
Verrà un momento in cui qualcuno che lavora per voi sarà pronto per una promozione. La gente, soprattutto i giovani, vogliono fare carriera e ambire a nuovi ruoli di maggiore responsabilità. Il mondo sta cambiando, i giovani sono più smart, più flessibili, si adattano rapidamente alle nuove tecnologie e ai nuovi ambienti di lavoro il che li rende inclini a cambiare lavoro spesso se non li aiuterai ad ottenere risultati e promozioni in azienda.

5) Trattare male i dipendenti che se ne vanno
Ho lavorato per una società per alcuni anni. Ero felice del mio lavoro, ma mi si è presentata una grande opportunità e a malincuore ho deciso di dimettermi per seguire il mio sogno. Il mio capo dell’epoca era furioso e non mi ha nemmeno riconosciuto le ultime settimane di lavoro. Mi ha davvero lasciato con una sensazione orribile su di lui e la sua società. Secondo voi, con la nuova azienda, ho continuato a fare affari con lui? Ovviamente no! E qui si parlava di centinaia di migliaia di euro (allora erano lire). Ora, quando un collaboratore lascia la mia squadra (che per fortuna non accade spesso), cerco davvero di trattarlo al meglio. Forse tornerà un giorno. O almeno, parlerà bene della sua esperienza in azienda. Questo potrebbe anche aiutare ad attirare qualche nuovo candidato in sostituzione. Non farti mai dei nemici.

Ma soprattutto...

Fare lo st****o
Penso di poter dire di aver mantenuto una buona reputazione tra coloro che hanno lavorato per me in passato. Forse non tutti, ma la maggior parte di loro, ha mantenuto un ricordo positivo. La gente passa un sacco di tempo al lavoro. E’ una parte enorme della propria vita. Ecco perché bisogna trattare i propri collaboratori con rispetto. Devi diventare quella persona per cui “voler lavorare” e non “dover lavorare”. Perché un leader è una persona che gli altri seguono con orgoglio. Non per i soldi. Non perché sono obbligati. Ma perché sono fieri e credono in lui.

I tuoi collaboratori sono fieri di te?

Paolo

Ps. Se vuoi un aiuto per motivare i tuoi collaboratori clicca qui http://www.opensourcemanagement.it/sai-veramente-motivare-i-tuoi-collaboratori/

UCCIDERE IL CAPO

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25/07/2014

Hai presente lo spot di una nota marca di scommesse sportive? Quello che recita “Ti piace vincere facile?-Ponciponcipopopo”. Quella in cui la squadra del protagonista della pubblicità scende in campo schierando centinaia di giocatori?

Bene…pensa alla tua azienda come se fosse una squadra di calcio e al mercato come se fosse il campo da gioco. Durante il campionato dovrai affrontare tutte le aziende rivali. Qualcuno a fine anno sarà portato in trionfo qualcuno, purtroppo, sarà costretto a retrocedere.

Ora…tu sei il numero 10 della tua squadra, il fantasista, il capitano, il leader. I tuoi compagni sono invece i tuoi collaboratori. Ti piacerebbe vincere facile le partite che dovrai affrontare? Sarai d’accordo con me che per portarti a casa lo scudetto dovrai circondarti di campioni. Chi sono i campioni nella tua azienda? Sono quei personaggi chiave da cui dipendono la maggior parte dei risultati che ottiene la nostra impresa. Sono dei trascinatori. Sono quel 20% di persone che direttamente o indirettamente, citando la legge di Pareto, determina l’80% della produttività.

Ecco qualche altra caratteristica del campione, di quel numero 9 che quando ti troverai in difficoltà, lo sai, non mancherà  di buttarla dentro togliendoti dagli impicci:

Il campione è davvero coinvolto negli obiettivi aziendali. Vive l’azienda come una componente primaria della sua vita. Ha un grande orgoglio. Agli occhi dei clienti è l’azienda o comunque ne impersonifica i valori positivi. Il campione pensa in termini di risultati e non di teorie. La maggior parte delle sue azioni o iniziative si concretizzano in numeri per l’azienda.

A volte però i campioni rischiano di comportarsi da prime donne, vogliono ricevere tutte le attenzioni su di loro, non passano il pallone e allora nella partita decisiva la spunta la squadra composta dai gregari, che hanno un gruppo affiatato e si muovono all’unisono. Il campione infatti a volte potrebbe essere geloso della sua posizione. Il campione ha una grande dose di iniziativa e non ha bisogno di grossi ordini per agire. Per questo motivo egli si sente l’imprenditore del suo settore, sta ottenendo buoni risultati e non ama che qualcun altro si intrometta. Un vero campione vuole il pallone nelle azioni decisive della partita!

Allora…come si gestisce un campione?

Il campione va gestito CONTINUANDO A MANTENERLO MOTIVATO E COINVOLTO VERSO LA META AZIENDALE. Non ha bisogno di ricevere ordini estremamente dettagliati, ma ha bisogno di conoscere la rotta che l’azienda ha deciso di intraprendere. Va elogiato e la sua produttività va riconosciuta anche di fronte al gruppo. Bisogna far sì che continui ad avere spazio in azienda per dimostrare la sua competenza. Riduzioni di zona o di ruolo, scavalcamenti non giustificati, così come ordini eccessivi o troppo minuziosi possono recare danno alla sua motivazione e quindi alla sua produttività. In generale andrebbe gestito in tutto e per tutto come un nostro partner interno all’azienda. In termini calcistici? Non puoi reprimere la fantasia di un campione, limitarlo nei suoi movimenti, adattarlo ad uno schema…lasciagli il campo libero!

Ovviamente un campione richiede un bello stipendio. Non puoi sperare di avere una superstar in squadra pagandola poco, altrimenti alla prima sessione di mercato passerà ad un avversario più facoltoso. Il tuo obiettivo deve essere farlo guadagnare tanto: per fare questo pagalo per i risultati che ottiene. La maggior parte del suo stipendio deve dipendere dai risultati che porta all’azienda: grandi risultati=grandi premi in busta paga. Quindi, in sintesi, devi pagarlo per i palloni che butta in rete e non per il semplice fatto che sia sceso in campo!

Ma oltre che per i soldi un campione potrebbe andarsene per un’altra ragione. La nostra leadership con il campione è principalmente basata sulla competenza e sul fatto che noi si continui a rappresentare ai suoi occhi il simbolo della meta aziendale che lui ha sposato. Se perdiamo di vista la nostra meta, ci distraiamo dal progetto aziendale o veniamo meno ai nostri “doveri di leader”, presto o tardi il campione perderà la fiducia in noi e, dopo un altro po’ di tempo, se ne andrà.

Allora…quanti campioni hai in azienda? E quest’anno a cosa punti? Scudetto o salvezza?

Paolo Ruggeri




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27/06/2014

Come si riconosce una persona di valore in azienda?
Una persona di valore è entusiasta, è in grado di creare un clima positivo intorno a sè ed influenzare gli altri, ha un atteggiamento no problem (“-E’ difficile?- Ci penso io!”) ma soprattutto ha un senso di inadeguatezza. Sembra un controsenso ma è così: le persone valide vivono spesso in una situazione di “disagio” e non si accontentano del risultato, seppur buono, che hanno ottenuto. Le persone di valore vogliono sempre ottenere il massimo.

Ma “Il tutto è più della somma delle singole parti”, non basta avere delle persone valide, bisogna saper amalgamare le loro qualità. Quali sono quindi gli elementi necessari per costruire un gruppo efficace?

1) Struttura l’azienda per far soldi sin dall’inizio
Non permetterti di pensare solo in un ottica di lungo periodo. Devi incominciare a guadagnare sin da subito altrimenti andrai in difficoltà finanziaria e dovrai entrare in un circolo vizioso in cui dipenderai da banche, finanziamenti da terzi e interessi da pagare. Incomincia l’attività mantenendo bassi i costi fissi. Piuttosto paga le persone per quello che producono. Inserisci un sistema incentivante in cui le persone possono guadagnare (e guadagnare tanto) se sono in grado di far guadagnare te. Non pagare le persone per le ore che passano in azienda, ma per i risultati che sono in grado di portarti.

2) Abbi una grande meta
Come fai a riconoscere se la tua è davvero una grande meta? Devi avere paura! “Paura” non intesa come “angoscia” ma nel senso di “fibrillazione”,”tensione positiva”. Se non sei in grado di trovare uno scopo davvero grande, una finalità davvero importante non sarai in grado di ispirare le persone. Prendi l’esempio di Space X, un’azienda statunitense fondata nel 2002 per rivoluzionare la tecnologia spaziale con la meta finale di permettere alle persone di vivere su altri pianeti. Una figata, no?! Space X cerca volontari per i suoi viaggi intergalattici. Garanzie di tornare sani e salvi? Nessuna. Volontari che si sono proposti? Milioni!

3) Organizza
Quali sono le attività che dovresti svolgere per portare la tua azienda al successo? Per ognuna deve ci deve essere in azienda una persona che si assume la responsabilità del buon andamento della cosa. Sentirsi davvero responsabili di qualcosa porta le persone a sposare l’azienda e migliorare le performance della propria area. Se non hai abbastanza persone parti con la “campagna acquisti”. I costi saliranno? Si! Ma se non hai i soldi per pagare persone di valore forse c’è qualcosa nel tuo sistema di fare impresa che non sta funzionando!

4) Usa le statistiche
A ciascun responsabile dai delle statistiche per misurare le sue performance. Se non puoi misurare qualcosa metti in preventivo che andrà male. Non consentire alle persone di avere statistiche in decrescita. I numeri ti danno un dato oggettivo. I numeri non mentono. Non esistono giustificazioni. Se i numeri sono in calo (ci sarà la crisi, la concorrenza cinese e tutto quello che vuoi) ma non stai gestendo qualcosa nel modo corretto.

5) Automigliorati
L’azienda è lo specchio dell’imprenditore. I tuoi uomini ti prenderanno come esempio e andranno alla tua velocità. Studia e prendi spunto da chi è più bravo di te. Migliora come imprenditore e come persona. Devi avere un codice di valori: puoi essere un monaco oppure un samurai ma non potrai mai tradire il tuo codice etico. Devi essere sempre coerente! Sai quali sono i primi sinonimi di “coerenza” che trovi nel vocabolario? “Armonia” e “Connessione”. Devi essere un fondamentalista dei tuoi valori e rifiutare ogni ideologia in contrasto con questi. Quando è l’unico modo per farti seguire dai tuoi uomini.

Ma soprattutto… Punta all’ inutilità

Devi essere in grado di poter delegare qualsiasi attività che svogli in azienda. La tua azienda deve essere in grado di autogestirsi. Se domani decidessi di prenderti un mese di vacanze (ma ovviamente non lo farai!) la tua azienda sarebbe in grado di sopravvivere senza di te?


Paolo Ruggeri





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20/02/2014

Ieri all'MBS di Bologna Antonio Coeli, direttore commerciale di CGN  , una delle aziende più importanti del Friuli, ha tenuto un intervento strepitoso sulla gestione del personale.

La provocazione di Antonio: Vogliamo essere normali o vogliamo che la nostra impresa ci sia ancora nel futuro? Il 50% delle attività sparirà nei prossimi 10 anni… se sarai normale non basterà a salvarti, devi essere speciale. Per questo serve spingere le persone OLTRE i propri limiti. Porta al successo le tue persone per dare un futuro alla tua impresa.


Prodotto, customer care, prezzo, ecc. non bastano più … qualcuno pensa di salvarsi con il marketing o altre cose… La differenza la fanno le persone, con la loro motivazione, appartenenza, passione, determinazione... Il più grande prodotto con la migliore assistenza, il miglior marketing, gestito da persone demotivate, fragili, senza equilibrio personale non basterà a salvare l’azienda.


Tom Peters disse: «La strategia n°1, la più importante per competere e massimizzare i profitti nel lungo termine, è far crescere le persone. Questo è anche il dovere morale del leader. L’impresa al top è un luogo gioioso, emozionante, vitale, innovativo, creativo, che favorisce il massimo sviluppo delle persone per servire gli altri.»


Antonio ci ha spiegato che esistono 2 modi di vedere la cosa: il vecchio paradigma e il nuovo paradigma. La vecchia scuola sostiene che il fine dell'impresa sia il business e che i dipendenti servano a perseguire il profitto. La nuova scuola sostiene che business e persone sono sullo stesso piano. Fai crescere le persone e farai crescere il tuo business.


La ricetta per far crescere le persone:


Consapevolezza dell’imprenditore e della dirigenza:
a) è tutta colpa mia,
b) mi devo mettere in discussione per primo e devo cambiare per primo
c) la crescita personale è alla base del successo; il primo che deve andare a scuola sono io
d) il coraggio di decidere e di passare all’azione, costi quel che costi


Scegli un buon leader per la tua squadra e fai crescere lui/lei per primo/a (l’allenatore della squadra non può essere disallineato con il presidente…).
Scegli le persone giuste per la tua squadra (puoi far cambiare chiunque, ma se puoi partire da una buona base farai meno fatica…).Lascia stare il budget… interessati a migliorare le persone… persone migliori supereranno ogni budget.


L’ESEMPIO è la cosa migliore, da sempre… predicare bene e razzolare male non ha mai funzionato!
CONTAGIO: è un meccanismo potentissimo e funziona sia in positivo che in negativo, per cui attenzione a dare il buon esempio per non fare contagio negativo.


Noi scegliamo le persone 49% per le competenze e 51% per le attitudini, i valori, il carattere, ecc.
A una bella persona puoi insegnare qualunque mestiere, a un bravo a fare il suo lavoro ma con un brutto carattere farai fatica a cambiare il carattere.


«Compito del leader è creare le condizioni affinché le persone possano diventare più di quello che siano mai state, più di quello che sognavano di diventare. Il leader ha il dovere morale di far crescere le persone.»

Paolo Ruggeri







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