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25/05/2018

10 CARATTERISTICHE CHE I MILIONARI RITENGONO ESSENZIALI

In occasione dell’edizione di Maggio della Scuola di Management MBS, sei imprenditori milionari hanno condiviso le azioni vincenti che li hanno portati a costruire il loro primo milione di euro. Tra gli interventi c’erano dei temi ricorrenti, dieci in particolar modo (non in ordine di importanza):


1) FAME, VOGLIA, DETERMINAZIONE, NON ARRENDERSI MAI
Le storie dei milionari vanno dalla persona che, non avendo il denaro per comprarsi la prima bici, ne trova una senza gomme in una discarica e al posto delle gomme mette una canna dell’acqua di plastica dura cosi’ da farla funzionare, alla persona che faceva il lavapiatti e andava a casa in autostop ma sapeva che varebbe ottenuto grandi risultati, a quello che afferma che non bisogna arrendersi MAI MAI MAI.


2) DESIDERIO DI ESSERE IL N.1 NEL PROPRIO SETTORE
“Cercare di diventare il numero 1 in qualsiasi cosa che fai”, “puntare a diventare il miglior service Ferrari nel mondo”, “Diventare la prima azienda in Italia, subito dopo i giganti, nella generazione di energia pulita”, qualunque sia il loro settore troverai che gli imprenditori che diventano milionari, hanno il desiderio di fare qualcosa di straordinario e che li faccia emergere vincenti da una competizione.


3) COLLABORARE (ANCHE GRATIS) CON SOCI DA CUI HO DA IMPARARE
La quasi totalità degli imprenditori che sono diventati milionari ha svolto un periodo di apprendistato di diversi mesi o di anni con i maestri migliori del mondo nei loro settori, sia che questo sia stato un periodo di lavoro gratis o l’aver costituito una società con loro. Se fai società con qualcuno cerca di farla con qualcuno da cui puoi imparare qualcosa. Sii disposto ad andare a imparare dai migliori del mondo nel tuo settore.


4) ATTORNIARSI DI PERSONE CAPACI CHE NON CRITICHINO E CHE CREDANO IN ME
Gli imprenditori che diventano milionari affermano che è essenziale attorniarsi delle persone giuste e fuggire velocemente da quelle sbagliate. Uno di loro afferma che “Quando sento che i miei soci non credono più in me, il business è concluso”. Tutti concordano che sia fondamentale attorniarsi di persone che credano in noi e di allontanarsi da persone che non credono in noi. Trovare i soci o i collaboratori giusti è importantissimo.


5) INNOVARE NON IL PRODOTTO MA IL MODELLO DI BUSINESS DEL PROPRIO SETTORE
Si va dal ristoratore che ha costruito una squadra di “camerieri venditori”, a chi ha costruito un business nel retail comprando ad un prezzo decisamente scontato gli avanzi di magazzino dei concorrenti, per rivenderli in altre parti del mondo, al venditore immobiliare che quando ha un lead si reca a casa dei clienti invece che aspettarli. Tutti i milionari rivoluzionano in qualche modo il processo principale di business del proprio settore. In alcuni casi capiscono anni prima dove andrà il loro mercato e si mettono a fare immediatamente qualcosa di rivoluzionario.

6) CONTROLLO DEI NUMERI MANIACALE
Ogni imprenditore che diventa milionario ha un controllo totale sui numeri della sua azienda. Conosce quali siano i costi di produzione del suo prodotto e il livello di fatturato necessario da raggiungere per poter guadagnare. Se gli aspetti finanziari o conoscere i margini non ti piace sarà difficile che tu riesca a diventare milionario.

7) SELF IMPROVEMENT – SENTIRSI INADEGUATO
Ogni imprenditore milionario afferma che il fatto di sentirsi sempre inadeguato, e quindi con necessità di apprendere informazioni nuove, non importa il successo che si è ottenuto, sia una caratteristica importantissima. Si va dall’imprenditore quotato in borsa che racconta che ai tempi in cui venne assunto come dirigente in una grande impresa, si recò a fare un concorso da dirigente in una società municipalizzata per assicurarsi di essere DAVVERO bravo per il ruolo, a quello che è appassionato di letture di management, a chi partecipa a innumerevoli corsi di formazione. C’è anche chi afferma che “serva molto anche rifare la stessa formazione che si è già fatto. Quello che è importante è continuare a imparare”. Se vuoi diventare milionario, diventa innanzi tutto un fan del self improvement.

8) AVERE UN CONIUGE CHE TI SOSTIENE
La quasi totalità degli imprenditori afferma come l’avere un rapporto eccezionale con un coniuge che ti sostiene abbia contribuito in modo molto importante al loro sviluppo e al loro successo.



9) FARE SCELTE CORAGGIOSE, NON AVERE PAURA
Secondo alcuni bisogna avere il coraggio di accettare una sfida, altri affermano che bisogna capire “il livello massimo di rischio che può correre la nostra azienda e portarla a quel livello”, altri che quando le cose non vanno bene con i propri soci, bisogna avere il coraggio di fare un cambiamento, altri ancora che serve anche coraggio, quando un’attività non stia andando bene, per decidere di tagliare il ramo secco e dedicarsi ad altro. Fatto sta che gli imprenditori milionari sono arrivati dove sono oggi perché hanno avuto la forza di prendere decisioni coraggiose.


10) AVERE FEDE, INTEGRITA’ O UN SISTEMA DI VALORI FORTI
Integrità, mantenere gli accordi a tutti i costi, avere dei valori forti che rispettiamo, un comportamento etico che scaturisca da una fede religiosa. Tutti gli imprenditori milionari affermano che questo li abbia aiutati in modo davvero importante.


Paolo Ruggeri



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19/03/2018

Oggi ho partecipato come relatore all'evento Azienda Milionaria a Torino.

Ho preso un sacco di appunti e ho passato una giornata davvero interessante: le idee di Condello sulla gestione dei collaboratori, le emozioni di Moreno Fossati sulla vendita, le grandi riflessioni spirituali di Anna Marras, mi hanno fornito degli spunti davvero utili.

Le slide della mia presentazione sono allegate.

Paolo Ruggeri

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05/03/2017

Un high net worth individual è qualcuno che possiede 1 milione di dollari in stato semiliquido, quindi pronti per essere investiti.

Il web brulica di corsi di formazione e di esperti e guru, ma quanti ne conosci che sono davvero milionari o high net worth individuals?

Io sono un forte sostenitore del ruolo sociale dell’impresa e del fatto che se la motivazione principale dell’imprenditore o del professionista è quella di accumulare danaro, spesso i suoi risultati saranno tutt’altro che soddisfacenti.

Ma ciò non toglie il fatto che un’impresa se è ben gestita deve generare utili e deve pagare un sostanzioso dividendo ai suoi soci. Perché, altrimenti, rinunciare a tanti progetti e fare così tanti sacrifici se non ci sarà mai un adeguato ritorno economico?

Alla MBS, la prima scuola di business per imprenditori, noi crediamo che siano gli imprenditori a dover insegnare agli imprenditori e, per affrontare questo argomento con successo, abbiamo deciso di coinvolgere quattro imprenditori che, pur partendo da risorse pari a zero, hanno costruito aziende milionarie e hanno accumulato fortune altrettanto grandi.

Il 21 e 22 Marzo, a Bologna, faremo sì che spieghino ai loro colleghi come hanno fatto a costruire il loro primo milione, il più difficile. Non lo faranno, però, sostenendo le ultime mode o teorie del management o ripetendo una teoria che hanno imparato dai libri di questo o quel guru (e che però non hanno mai applicato), ma lo faranno spiegandoti, nella pratica, che cosa devi fare tu per costruire IL TUO primo milione.

In Italia, dal 2012 al 2015 il numero di High Net Worth Individuals (persone che hanno almeno 1 milione di dollari da investire) è passato da 176.000 a 226.000, cioè è aumentato di circa un 30%, segno che ANCHE OGGI è possibile costruire la propria fortuna economica facendo l’imprenditore. Ma, devi conoscere le nuove regole.

Abbiamo selezionato quattro imprenditori che hanno costruito le loro fortune qui in Italia negli anni recenti e abbiamo chiesto loro di condividere le loro azioni vincenti e quello che davvero ti mette in condizione di costruire la tua fortuna.

Il 21 e 22 Marzo, come parte del programma MBS, a Bologna avremo quindi quattro relatori:

Patrizio Cappella. Patrizio che gestiva una piccola società di trasporti ereditata dalla famiglia, nel 2008 si è trovato di fronte a un punto di svolta: a seguito della crisi finanziaria tutti i suoi clienti stabili gli avevano annunciato che avrebbero ridotto drasticamente i trasporti. Il baratro di fronte. Paradossalmente, quella situazione gli diede uno slancio incredibile. Pur privo di master, di istruzione universitaria o di diplomi specifici, Patrizio è stato in grado di trasformarla in un vero e proprio gioiello nel settore: un’attività prospera e con un alto grado di soddisfazione da parte del personale interno www.acbsrl.it . La sua attività è quindi cresciuta fino a rilevare la Ortelli Srl, www.ortelli.it  un’altra attività di trasporti del settore che ha riorganizzato e rilanciato. Oggi è un imprenditore a tutto tondo con investimenti in svariati settori.

Ma un dubbio rimane: che cosa accadde nel Dicembre del 2008, che gli permise di cambiare per sempre le sorti della sua impresa? Che cosa lo portò a costruire il suo primo milione?

Patrizio, oltre a illustrare la personale ricetta che lo ha portato al primo milione, spiegherà il carattere dell’imprenditore di successo.

Claudio Ongis, invece, è il Presidente e fondatore del gruppo CMO www.cmogroup.it  e incarna il modello dell’imprenditore metalmeccanico Italiano che ede avanti e, grazie alle grandi idee, alla genialità e all’etica del lavoro, partendo dalla cantina di casa riesce a costruire una delle aziende leader in Europa nella produzione di componenti in rame per i sistemi elettrici.

La storia di Claudio è quella dell’imprenditore che vede avanti 10 anni e che ha il coraggio di fare ripetutamente innovazioni radicali che spiazzano tutti i suoi concorrenti. Prima porta CMO al successo, poi tramite una rete di alleanze di grande spessore, si espande in tutti i settori attigui avviando aziende nell’engineering, nella componentistica pneumatica, nei servizi a terzi, nell’Hospitality, in Italia e in altri Paesi del mondo. Oggi la sua azienda sta facendo quegli investimenti che le garantiranno la leadership per i prossimi vent’anni con investimenti in robotica, risorse umane e grandi innovazioni.

Claudio è un imprenditore completo ma dal lato umano e con i piedi per terra. Ci spiegherà come si costruisce un gruppo leader.

Mario Tasso è un imprenditore seriale che è in grado di costruire e delegare aziende che funzionano anche senza di lui. Mario ha costruito aziende di grande successo nella metalmeccanica www.tasso.it, nelle costruzioni www.tassocandeloro.it  , nell’edilizia e, recentemente, si sta cimentando anche nei servizi. Ma la grandezza di Mario non sta nel suo successo ma sta nella sua esperienza e nel fatto che è il tipo di persona che si mette anche a raccontarti tutti i suoi errori e ti spiega, per filo e per segno, le cose che lo hanno portato fuori strada e che anche tu dovresti evitare nel tuo percorso verso la grandezza.

Mario in una avvincente lezione ci spiegherà in modo semplice e immediatamente fruibile tutti i sistemi che devi avere in funzione per fare utili, davvero, nella tua azienda. Quali sono i sistemi semplici e immediati che devi usare per controllare i flussi di denaro e generare liquidità, come fare a tagliare in modo efficace le spese improduttive, come creare avanzi di cassa in azienda. Partecipando alla sua lezione conoscerai un grande imprenditore ma, innanzi tutto, un grande uomo.

Paolo Ruggeri è il CEO di OSM International Group, www.osmconsultgroup.com la prima società di formazione Italiana ad aver esportato i suoi servizi di formazione, consulenza e analisi del personale nel mondo. Le aziende di Paolo, infatti, erogano servizi in Italia, negli USA, in Canada, in Brasile, in Russia, Bulgaria, Spagna, Romania e Inghilterra. Ma non è questa la vera forza di Paolo.

Paolo, infatti, sembra un uomo dalle nove vite. Una delle prime persone ad aver portato in Italia il management delle Risorse Umane all’inizio degli anni ’90, regolarmente viene dato per morto, ma costantemente rinasce con una nuova super impresa, una nuova rete in franchising, un nuovo concept per il training dei manager e degli imprenditori. Per non parlare poi della sua capacità di costruire alcuni dei migliori relatori, formatori e consulenti.

Paolo ritiene che l’entusiasmo di oggi si trasformi nel denaro di domani e, nel descrivere la sua personale ricetta per costruire il proprio primo milione di euro, Paolo ci parlerà della vita, di come avere entusiasmo ed energia sempre, di come animarsi, di come attirare persone dalle vibrazioni positive.
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Quattro milionari, quattro high net worth individuals, quattro imprenditori partiti dalla cantina che hanno costruito imprese solide e che fanno la differenza, in più di un settore.

Parleranno di carattere, di gestione delle finanze, di liquidità, di sogni, di come guardare avanti e fare innovazioni radicali, di risorse umane, di vibrazioni positive, di entusiasmo e di produttività.

Il tutto nell’ambiente stimolante della Mind Business School di OSM, la prima scuola Italiana dove sono gli imprenditori ad insegnare agli imprenditori. Ci sarà quindi anche studio personalizzato, possibilità di interagire, confrontarsi e ricevere coaching personalizzato dai relatori e dagli altri imprenditori e consulenti di OSM.

A disposizione degli studenti nel corso delle due giornate, infatti, oltre ai numerosi coach e consulenti di OSM ci saranno anche alcuni dei relatori della passata edizione della MBS Millionaire:

Tristano Ortolani di Eban www.ebansrl.com  che sarà a disposizione per coaching e confronti per gli imprenditori nel settore del design o che volessero costruire una rete vendita a livello nazionale.

Pierangelo Maren, di Novaltec www.novaltec.it  sarà invece a disposizione degli imprenditori che volessero rivoluzionare il loro approccio alla vendita e pensare in grande.

Giochi, studio, scambio idee, confronti, coaching, allenamento. La ricetta perfetta perché anche tu possa oggi mettere le basi che ti porteranno AL TUO prossimo milione di euro.

Bologna, 21 e 22 marzo MBS 1 MILLION

Per informazioni scrivi a info@osmanagement.it
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27/11/2016

Nel PDF allegato troverete dieci consigli che ho raccolto dagli interventi di sei milionari Italiani che hanno raccontato come hanno costruito, in Italia, il loro primo milione di euro. 

Per prenderlo cliccate su download delle slides. 

Perfavore aiutateci a diffonderlo. 

Paolo Ruggeri 

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04/10/2016

Quattro milionari spiegheranno “Come hanno costruito il loro PRIMO milione euro, il più difficile”


Come potranno confermarti i milionari che già conosci, la vera difficoltà nel costruire una grande ricchezza è accumulare IL TUO PRIMO milione.

Quando hai quello, da lì in poi la strada a farne due o anche di più è in discesa e questo è per svariati motivi: hai costruito una rete di alleanze che ti sostiene, hai imparato che cosa vogliono i clienti, hai costruito credibilità e rapporti finanziari, le persone si fidano di te, ecc, ecc.

Ma come si fa allora ad accumulare il tuo primo milione?

Con la motivazione? Certamente questa conta, ma da sola raramente ti porta all’obiettivo, come ti potranno confermare molti network marketer che sono sì motivati, ma non certo milionari.

Con il risparmio? Certamente un po’ di risparmio al momento giusto riveste una sua importanza al fine di avere un capitale da investire ma, come potrai notare studiando i tuoi genitori, spesso il risparmio non ha portato ad accumulare un milione di euro.

Con gli investimenti in borsa o sui mercati finanziari? Davvero conosci qualcuno che è diventato milionario investendo in borsa o nel Forex? Oppure quelli che hanno fatto i soldi in questi mercati erano GIA’ milionari?
Con l’istruzione? Riuscendo a studiare in un’università prestigiosa? Non dico che l’istruzione non sia importante ma sai che il 76% dei milionari nella società non è laureata e che molti di loro cominciano a lavorare il prima possibile?

Facendo carriera in una bella impresa? Quanti milionari conosci che lavorano per qualcun altro?
Ah, ci sono: si diventa milionari partecipando a tanti corsi motivazionali e di formazione. Se vado dal prossimo guru della legge di attrazione, sarà lui che… Fermo restando che nessuno vuole criticare i corsi di formazione o i guru della motivazione (tanto più che anche io ne insegno qualcuno) su mille persone che partecipano a un corso oceanico di un guru, quanti – davvero – accumulano una grande ricchezza?

Allora dobbiamo dirlo chiaro: non si diventa milionari per nessuna delle cause di cui sopra. O forse quasi tutte in parte centrano, ma solo in parte. Nessuna è il motivo scatenante.

E per questo che, come OPEN SOURCE MANAGEMENT, forti della nostra missione di far sì che siano gli imprenditori di successo, quelli che hanno già ottenuto i risultati, a condividere le loro azioni vincenti, abbiamo organizzato un evento speciale a Bologna in occasione della nostra Business School MBS del 22 e 23 Novembre QUATTRO MILIONARI, QUATTRO HIGH NET WORTH INDIVIDUALS (Individui che possiedono almeno 1 milione di dollari da investire) animeranno l’edizione di Novembre della MBS con 4 interventi speciali:


Roberto Gorini, www.robertogorini.it  imprenditore seriale, investitore immobiliare, blogger finanziario e autore parlerà di come ha costruito il suo primo milione: una storia cominciata in un garage con uno start-up, proseguita diventando imprenditore seriale in Italia e all’estero e sfociata, infine, negli investimenti immobiliari.

Pierangelo Maren, imprenditore di Novaltec Group, che da Venezia grazie alla Ricerca e Sviluppo e a un’efficace strategia commerciale ha costruito un’azienda che vende in tutto il mondo macchine industriale per la pulizia a vapore. Pierangelo è l’esempio di come, pur partendo da semplice venditore, è possibile arrivare a costruire un’attività di grande successo che produce in Italia ma che si fa valere in tutto il mondo. www.novaltecgroup.it  Pierangelo ci parlerà di come si pensa in grande, di come si costruiscono gli obiettivi che coinvolgono le persone e di come fa un imprenditore ad andare oltre i propri limiti.

Mr. X, che non vuole essere citato, imprenditore Italiano nel settore del lusso e degli oggetti preziosi che ci spiegherà come avendo il desiderio di emergere e avendo un progetto a lungo termine, in pochi anni è possibile accumulare un capitale di assoluta rilevanza e costruire un’impresa di grande valore. Mr X ci parlerà di come molti luoghi comuni sull’accumulazione della ricchezza in realtà siano incorretti o portino addirittura nella direzione sbagliata, dell’importanza della famiglia e di come si fa davvero a costruirsi un capitale. La semplicità di Mr X è disarmante ma ti colpisce al cuore.

Paolo Ruggeri, CEO di OSM International Group, www.osmconsultgroup.com venticinque anni fa guidava una Fiat Uno con 277.000 chilometri e faceva il venditore. Oggi è un imprenditore seriale che, tra le altre cose, dirige la più grande azienda di formazione a capitale Italiano nel mondo. Ti parlerà di quello che serve per avviare un’azienda e fare utili e di come trasformare le tue capacità in denaro.

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Il programma delle due giornate prevede anche la presenza di:

a) Un programma di studio personalizzato con consulenze speciali da parte di Paolo Ruggeri e degli altri top performer presenti. Ogni iscritto alla MBS proseguirà con il proprio percorso di crescita.
b) Testimonianze degli imprenditori che stanno incrementando i fatturati delle loro aziende: quali sono le loro azioni vincenti e che cosa li ha portati sulla strada della crescita.
c) Giochi, motivazione e tanto altro ancora.


Per informazioni, scrivi a info@paoloruggeri.it  o contatta il tuo consulente e, se sei un hgh net worth individual a tua volta e vuoi contribuire, entri gratis!


Paolo Ruggeri 

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16/05/2014

L’imprenditore di una PMI dovrebbe sempre trattare ogni voce di costo dell’impresa, come se fosse un investimento economico. I soldi che  spende DEVONO SEMPRE COMPRARE QUALCOSA. Devi entrare nell’ordine di idee che ogni soldo che viene speso dalla tua impresa dovrebbe comprare determinati risultati e dovresti sempre essere in grado di assegnare un valore a tali risultati.

Spesso si cade nell’errore di comprare con i soldi degli stipendi il tempo dei nostri uomini. Paghi 1900 euro lordi al mese a un impiegato perché venga a lavorare. Questo purtroppo è un ragionamento sbagliato. Un imprenditore deve acquistare infatti, non il tempo, ma i risultati che la persona produce in quel determinato lasso di tempo.

Quando si parla di gestione finanziaria, le finanze si comprendono meglio se paragoniamo i soldi che vengono spesi in azienda a dei fagioli:


“Un certo numero di fagioli vengono distribuiti a una attività e un numero maggiore di fagioli rientrano.I fagioli non si materializzano magicamente in più fagioli. Quello che fa rientrare più fagioli di quanti ne siano usciti è la PRODUZIONE e l'OPEROSITA' del personale dell'azienda e quanto saggiamente siano stati stanziati i fagioli dell'azienda.”


Se un imprenditore usa i suoi fagioli per comprare produzione, laboriosità e vendite, a un costo che richiede all'azienda di essere redditizia, lui recupera più fagioli di quanti ne ha spesi.


Il fatto che un imprenditore non imponga alla persona o ad un settore che riceve il denaro di produrre più “fagioli” rispetto a quelli investiti, è alla base dei bassi utili e delle crisi finanziarie. Per ogni spesa dell’azienda, l’imprenditore che vuole fare utili, guarda dove vanno a finire i fagioli e quali entrate di denaro stiano comprando. Nell’effettuare degli stanziamenti economici per una determinata area un imprenditore dovrebbe fare attenzione ad evitare le spese non redditizie, cioè gli esborsi di fagioli che non portino come ritorno maggiori fagioli.


Ma nel contempo dovresti pure prestare attenzione al fatturato perso o mai fatto. La differenza tra quanto l’azienda potrebbe fatturare e quanto effettivamente fattura porta alla tua azienda una perdita ben più grande di quanto mai sia possibile recuperare con qualunque economia. Se la tua azienda con un potenziale di fatturato di 100 mila euro alla settimana che ne sta facendo 40, stai perdendo ogni settimana 60 mila euro.


Riassumendo: Pretendendo che ogni fagiolo investito porti di ritorno maggiori fagioli per l’azienda o maggior valore, un imprenditore ottiene il risultato di diffondere all’interno della sua azienda e tra i suoi manager la cultura della produttività.

Come tratti i fagioli della tua azienda?

Paolo Ruggeri




FAGIOLI AZIENDA


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19/03/2014

Le opportunità della nostra controllata americana www.k2usa.it per chi volesse investire in società con noi sul mercato americano 




Per maggiori informazioni sulle opportunità che potrebbero esserci sul mercato USA, scrivi a info@k2usa.it 


Paolo Ruggeri 


 
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06/12/2013

Ad un recente corso di formazione mi sono confrontato con alcuni imprenditori di PMI e mi sono accorto di alcune lacune che possono verificarsi nella gestione di una piccola e media impresa, che incidono fortemente sulla sua capacita' di generare degli utili:


1) Nonostante io sia un forte sostenitore del ruolo sociale dell’impresa, nondimeno va sottolineato che un’impresa va strutturata per FARE UTILI sin dal principio.


Troppo spesso incontro imprenditori che fanno milioni di euro di fatturato ma le cui imprese non fanno utile che mi dicono che, aumentando il fatturato, arriveranno a fare un utile. Niente di piu' sbagliato: una volta che una PMI fattura intorno ai 5-700.000 euro, se non fa un utile e' difficile che aumentando il fatturato gli utili ci siano, anzi. Aumentando i fatturati la marginalita' tende naturalmente a decrescere. Se non fai utili con il poco, difficilmente li farai con il tanto.


Infatti un’impresa va progettata sin dal principio per generare utili. Sembrera' strano ma il fatto di fare utili e' QUALCOSA CHE VA INSERITO NELL’ARCHITETTURA STESSA DELL’IMPRESA. Se la tua impresa e' gia' oltre i 700.000 euro di fatturato e' non fai un utile, il problema non e' che fatturi troppo poco, e' invece il fatto che NON HAI INSERITO IL FARE UTILI NELL’ARCHITETTURA DI IMPRESA. Figuriamoci poi se il tuo fatturato fosse 6 o 8 milioni di euro…


2) Ho trovato che tutti gli imprenditori che fanno utili misurano MENSILMENTE il volume di utile generato.


Alcuni lo fanno con un bilancino mensile, altri lo fanno con dei conti fatti “per cassa”, ma tutti hanno questa cosa in comune, a prescindere dal loro livello di fatturato.


Misura l’utile che genera la tua azienda ogni mese. Se non c’e' stato utile quel mese, invece che giustificare la cosa con spiegazioni assurde del tipo “non siamo ancora a break even, il nostro mercato e' in calo, ecc, fai una riunione con i tuoi soci ed i principali manager con i dati dei costi alla mano e stabilisci con loro le azioni da fare nel mese successivo per ottenere degli utili. Poi dopo un mese controlla, stabilisci ulteriori azioni, ecc. Ma il fatto primario e' MISURARE GLI UTILI SU BASE MENSILE.


Se sei un imprenditore corri dei rischi importanti sia sul piano economico che sul piano personale (devi spesso tralasciare le relazioni familiari, lavori tante ore, ecc). Devi assicurarti di avere un ritorno economico adeguato.


Buon lavoro e buoni utili


Paolo A Ruggeri


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26/09/2013

Cos'e' il denaro? Il denaro non e' altro che un simbolo di cio' che abbiamo fornito in passato al mercato. Se abbiamo tanti soldi abbiamo dato un grande valore in passato ai nostri clienti/fornitori/collaboratori Il denaro non deve essere un fine, ma un mezzo attraverso il quale realizzare i nostri obiettivi Come puoi raggiungere i tuoi obiettivi? .

Chiarisciti le tue mete: qual e' il grande progetto della tua vita? .Stabilisci quali sono i valori in cui credi e a cui non rinunceresti mai .Occupati prima delle cose importanti, poi delle cose urgenti .Organizza e pianifica con cura (per la legge di Pareto il 20% delle azioni determina l'80% dei risultati, bisogna quindi concentrarsi su queste) .Motiva i collaboratori Come dovresti gestire il denaro? "Al denaro non piacciono gli stupidi, trova sempre un modo di allontanarsi da loro" dice un famoso detto. Non gestire i tuoi soldi da solo ma affidati ad un professionista con una cultura finanziaria migliore della nostra. Inoltre l'emotivita' puo' causare brutti scherzi quindi e' sempre meglio lasciare ad una persona esterna la gestione del proprio denaro.

Come riconoscere un bravo consulente? Informati da quanti anni svolge questo lavoro, quanti clienti segue (meno ne segue maggiore sara' il supporto che puo' offrirti), quanto patrimonio gestisce (piu' e' alto meglio e'), quanti promotori ha la sua banca (meno promotori ha meglio e' per te, il promotore tendera' a fare i tuoi interessi piuttosto che quelli della banca) e quante volte visita il cliente (dovresti vederlo almeno 3-4 volte all'anno) Vuoi far crescere il tuo conto in banca? Offri qualcosa di valore al mercato 

Paolo Ruggeri



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04/06/2013

Dalla fine del 2008 e' diventato un obbligo avere i costi aziendali sotto controllo. Non solo. Serve avere la capacita' di capire e di realizzare una struttura snella che si adatta velocemente ai cambiamenti e in grado di offrire delle prestazioni di elevata qualita'. Insomma, la sfida e' sempre piu' difficile e pressante. L’abilita' economico finanziaria oggi richiesta ad un imprenditore della PMI e' di livello superiore. È proprio finita l’epoca nella quale era sufficiente “l’occhio del padrone per ingrassare la bestia”. È terminata quella fase in cui la semplice occhiata del “padrone” permetteva di capire al volo come girassero le cose e se si guadagnava o si perdeva.

Oggi la chiamano “financial expertise” quella disciplina di interpretare il cruscotto aziendale dei costi, ricarichi, margini e via discorrendo che sono indispensabili al buon controllo di gestione. I commercialisti sono passati dall’essere principalmente dei fiscalisti, a diventare esperti della buona gestione d’azienda altrimenti corrono il rischio di non essere piu' veramente di aiuto agli imprenditori. Ridurre i costi fissi, ridurre i costi diretti e indiretti, ridurre i costi del personale, ridurre i costi di vendita, di produzione. Una costante riduzione che, ed e' questo il mio messaggio forte, non deve tradursi in una riduzione di idee e di progetti e di qualita' delle persone.


TROPPO FREQUENTEMENTE LE AZIENDE ABBASSANO I PROPRI OBBIETTIVI ALLA QUALITÁ DEI COLLABORATORI PRESENTI IN AZIENDA. I POCHI CHE CRESCONO FANNO L’INVERSO. CERCANO COLLABORATORI DALLA QUALITÁ SUPERIORE PER REALIZZARE OBBIETTIVI AMBIZIOSI

In periodi economici duri e difficili serve tanta iniziativa e tanto coraggio. È fin troppo semplice appiattirsi sullo standard della media e ritirarsi diventando specialisti della “riduzione”. Ma chi fa impresa sa molto bene che limitarsi a ridurre aiuta ma non e' utile a realizzare obbiettivi importanti.

Se si sposa solamente la politica della riduzione si smette di essere imprenditori e si comincia a diventare ragionieri o commercialisti. Figure sicuramente nobili ma che mancano di quella intraprendenza e di quella sana pazzia necessaria a chi vuole essere il creatore di qualcosa che ancora non c’e'. Il DNA dell’imprenditore e' un composto di coraggio, creativita', follia, determinazione, disciplina ed entusiasmo sognante. Servira' sicuramente un buon brain storming (tempesta di cervelli) per individuare e capire come ottimizzare risorse e costi, ma serve ancora di piu' un “heart storming” (tempesta di cuori) per far emergere quella straordinaria vitalita' che e' indispensabile in momenti come questi.

Paolo Ruggeri

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15/12/2012

Nei Paesi anglosassoni sanno bene che l'individuo che ha uno scarso livello di etica personale non è in grado di amministrare bene la Cosa Pubblica. E' per questo motivo che troviamo casi come quelli di Petraeus, un ottimo generale, costretto a dare le dimissioni da Direttore della Cia non appena emersa una sua irregolarità relazionale o presunta tale. Negli USA sanno bene che, in assenza di etica personale, un amministratore non sarà mai in grado di gestire con successo la Cosa Pubblica. Una scarsa etica personale inficia la produttività e quindi Petraeus andava rimosso prima che, a causa del suo basso livello di etica, provocasse agli USA danni ancora più grandi.

Come dimostrano anche le recenti vicende, qui in Italia sfortunatamente questa consapevolezza non è ancora presente. I politici che non mantengano un comportamento etico a livello personale non dovrebbero essere rieletti e dovrebbero essere spinti dall'opinione pubblica a dare le dimissioni. Il mancato comportamente etico di un politico è qualcosa che influenza tutti noi. Solo persone di elevata caratura morale possono assumersi l'incarico di gestire il bene comune. Ignorare questo semplice principio ci ha portato ad una classe politica e a una burocrazia statale dove la mancanza di etica personale, il malaffare, la poca trasparenza, l'approfittarsi dei privilegi sono fattori imperanti. Ma c'è di più. 

Chi come me gestisce imprese sa bene che lo spreco e sperpero così come la stravaganza finanziaria (spendere regolarmente di più di quello che si incassa o mantenere uno stile di vita decisamente superiore rispetto ai propri mezzi), quando si manifestano in un'impresa, sono anche indice di una situazione etica decisamente deperita degli amministratori della stessa. Sotto quel comportamento apparentemente solo stravagante o inefficiente, spesso si scoprono situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica: appropriazione indebita, consumo di droghe, irregolarità relazioniali, malversazione con i fondi aziendali, per non parlare di cose ancora più gravi. 

La stravanganza finanziaria è sempre indice di situazioni davvero raccappriccianti sotto il piano dell'etica personale. 

Mentre scrivo questo articolo il nostro Paese ha superato i 2 mila miliardi di debito pubblico. Il nostro debito è perfino superiore al nostro fatturato. Questa è stravaganza finanziaria. Chi, osservando questa scena, pensasse che i nostri amministratori siano inefficienti o stravaganti sarebbe miope. Perché si ingeneri una tale situazione e un tale debito pubblico, sotto il pelo dell'acqua, devono esistere tante situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica da parte di numerosi dei nostri amministratori. 

Stravaganza finanziaria (continuare a spendere di più di ciò che si incassa) = comportamenti criminali o decisamente poco onesti che noi non vediamo. 

Le indagini e gli scandali degli ultimi sei mesi non fanno che confermarlo: rimborsi spese gonfiati, falsi diplomi di laurea, utilizzo per fini personali dei fondi dello Stato, tangenti, assegnazione di poltrone o di posizioni nei ministeri in cambio di sesso, utilizzo personale dei fondi del partito, infiltrazioni della criminalità organizzata, insomma non c'è limite al fondo. 

Il costante incremento del debito pubblico non è figlio della crisi o della scarsa operosità di noi italiani, ma è figlio di crimini come questi o anche peggiori.

E' per questo motivo che ho dato inizio alla campagna Etica nella Politica: senza che la nostra classe politica, di qualunque colore essa sia, faccia propri i valori dell'etica, il nostro Paese non sarà mai in grado di andare da nessuna parte. Abbiamo bisogno dello stesso livello etico di Paesi evoluti come la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e tanti altri.

E' solo quando avremo un governo retto da persone di elevato livello morale che il nostro Paese ed i nostri figli avranno opportunità migliori di quelle che sono state riservate a noi .

Da quando ho inviato il libro Etica dell'Eccellenza a tutti i deputati e senatori del nostro Paese, sono numerosi i lettori che mi hanno scritto offrendomi il loro aiuto. Alcuni mi hanno offerto di partecipare alle spese per inviare il libro anche anche tutti i consiglieri regionali o provinciali del loro luogo di residenza. A parte quell'aiuto (decisamente apprezzato) ci sono tanti altri modi che non hanno alcun costo e che impatterebbero in modo importante su quanto stiamo facendo:

a) Alle prossime elezioni politiche NON VOTARE PER ALCUN PARTITO POLITICO CHE ABBIA AVUTO AL SUO INTERNO DEI CASI DI MALVERSAZIONE (utilizzo dei fondi pubblici per finalità o vantaggi personali) 

Non credere alla panzana "Era solo una mela marcia, il resto del partito è sano". In un ambiente etico o in un gruppo che ha alti valori etici quelle cose semplicemente non accadono. Se i miei collaboratori rubassero dei soldi, i casi sono tre: o io sono complice, o io lo so ma lo sto tollerando (il che la dice lunga sul tipo di persona che sono), oppure io sono talmente "sbinariato" che non vedo al di là del mio naso. Ma se anche fosse quest'ultimo il caso, vorremmo pagare 15.000 euro al mese a una persona del genere per fare le leggi che influenzeranno le nostre vite e quelle dei nostri figli? Non possiamo trovare qualcosa di meglio? 

Che partito politico potrà mai essere un partito che mantiene una persona del genere nel gruppo di quelle da mandare a Roma a rappresentarci? 

Ha visto giusto: un partito disorganizzato e composto da gente totalmente inefficiente, per non dire di peggio. Proprio loro dobbiamo mandare a governarci? 

Vota per un partito politico che non sia stato in alcun modo coinvolto nel malaffare. Questa volta scegli l'etica.  

b) Alle prossime elezioni politiche non votare per alcun partito politico che mantenga al proprio interno una o più persone inquisite. 

Il nostro Paese è pieno di leggi e regolamenti e mi rendo conto che a volte si potrebbe anche finire sotto l'occhio della magistratura per errore o per eccesso di zelo di qualche magistrato. 

Un individuo che dovesse essere incappato in questo errore non dovrebbe essere giudicato colpevole prima della sentenza definitiva. Ma non dovrebbe nemmeno candidarsi per un ruolo di amministratore pubblico prima di aver chiarito la sua posizione. 

Che tipo di valori morali potrebbero mai avere i suoi compagni che lo candidano? E vuoi che proprio quelli vadano a rappresentare te?

Capisco che i punti a) e b) lasceranno pochi partiti politici disponibili. Non importa se di destra o di sinistra, non importa se promettano di non tassarti o di darti maggiori benefici, ricordati che quando dai il tuo voto ad un partito che includa persone come quelle di cui sopra, tutti noi comunque pagheremo più avanti un prezzo molto più caro di qualunque beneficio tu possa riceverne. Per non parlare del prezzo che pagheranno i nostri figli.

Non votare per chi tollera il malaffare o la scarsa trasparenza.

c) Assieme ad alcuni amici abbiamo deciso di istituire un "117 della politica", cioè un sito internet dove chi conosce di malversazioni, furti o utilizzo improprio di fondi da parte della classe politica, possa fare delle segnalazioni in modo totalmente anonimo e noi ci faremo carico di pubblicarle (se corredate di prove) o di passarle alle testate giornalistiche investigative nel caso in cui non fossero corredate da prove. 

Investigano il barbiere che non fa lo scontrino mentre loro spendono 15.000 euro all'anno in pasticceria con i soldi del contribuente... E' ora di ribaltare il flusso ed essere noi quelli che investighiamo una classe politica corrotta.

Invito anche i tanti politici onesti che sono sicuro esistono, a prendere parte a questa iniziativa denunciando la scarsa trasparenza o le malversazioni di cui dovessero essere al corrente. L'onestà cessa di essere tale quando si fa finta di non vedere il comportamento disonesto degli altri.  Come puoi pretendere di essere una persona etica o dall'alta caratura morale quando sapevi e vedevi il malaffare e non hai fatto niente? Collabora con la magistratura o opponiti alle cattive abitudini dei colleghi.

--- 

Chi scrive questo articolo non ha la presunzione di essere perfetto. Io ammetto di essere una persona che ha fatto tanti errori nella sua vita. Però so anche di essere qualcuno che ha sempre cercato di rimediarli. 

Io non sono all'altezza di fare il politico, l'unica cosa cui aspiro con queste prese di posizione è che chi deciderà del futuro di mia figlia, abbia un'alta caratura morale e si comporti in modo onesto e trasparente. 

Per favore dammi una mano passando parola. 

I nostri figli hanno bisogno dell’aiuto di tutti.

Paolo Ruggeri

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30/09/2012

Ray Elliot è stato con Steve Jobs sin dall'inizio e c'è rimasto per 25 anni. Nella Apple è stato vicepresidente e responsabile operativo. Queste le sue parole (estratte dal Quotidiano Nazionale di oggi, pag 29): 

"Steve Jobs non aveva mai denaro con sé e neppure carte di credito. Semplicemente non gli interessava, non ci pensava. Il nostro obiettivo non era il denaro, ma cambiare il mondo". 

"Molte aziende fondamentalmente pensano a guadagnare nel breve termine o a come vanno le azioni sul mercato. Facciamo un esempio: Kodak era la prima nel mondo per le macchine fotografiche. Oggi è in bancarotta. Non avevano una visione a lungo termine sull'uso delle macchine fotografiche. Hanno cambiato tanti manager, ma non hanno preso nessuno che avesse una visione. Eppoi devi essere concentrato sul prodotto e non sulla finanza". 

Se la tua azienda non sta guadagnando o versa in cattive acque, poniti questa domanda: ce l'hai un progetto per cambiare il mondo??

Ti assicuro che quella singola cosa farà una grandissima differenza. 

Paolo Ruggeri


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27/08/2012

In allegato troverete la newsletter del mese di agosto tratta dal 5' capitolo di "Piccole e medie imprese che battono la crisi", il nuovo libro di Paolo Ruggeri. Nell'articolo verranno analizzati i 5 punti fondamentali per la gestione finanziaria della tua azienda

1) Misura gli aspetti finanziari e non giustificarli.
2) Tratta tutti i costi come se fossero un investimento e pretendi un ritorno economico da ogni spesa.
3) Lotta contro l’inesorabile crescita dei costi fissi dell’azienda.
4) Accantona con regolarita' una parte del denaro che la tua azienda incassa.
5) Il denaro va gestito da una singola persona e non da un gruppo di soci o manager.

Chi fosse interessato ai nostri testi di management puo' trovarli all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp
Per ulteriori informazioni potete contattarci inviando una mail a info@paoloruggeri.it
o telefonando al numero 051 8490411

Buona Lettura

Paolo
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27/07/2012

E' online la newsletter "Uscita dall'euro: cosa cambierebbe per le imprese del nostro paese?"

Quali sono le prospettive economiche per il prossimo futuro: usciremo dall'euro? Sara' la Germani a prendere le distanze?

Non sono un economista ma ho provato ad analizzare due possibili scenari. Cosa cambierebbe a questo punto per le nostre imprese? Per le PMI italiane? Quali sono le azioni che possiamo mettere in atto per battere la crisi?

Per visualizzare la newsletter clicca su "Download delle slides"

Paolo



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26/07/2012

Il sistema finanziario-economico gioca con la regola del cash flow, bisogna giocare come imprenditori alle stesse regole del sistema!

Estratto dal DVD "Uscire dall'indebitamento creando cash flow" di Roberto Gorini, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori". Consigli e azioni pratiche per ottenere ottimi risultati e guadagnare anche in tempi di crisi!
In vendita online su: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp

Admin
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25/07/2012

Oggi alla MBS di Bologna ho presentato il libro PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE BATTONO LA CRISI, un testo che descrive che cosa fanno le imprese e gli imprenditori che oggi continuano a fare buoni utili nonostante il momento di difficolta' del mercato.

In allegato le slide del mio intervento di presentazione. 


Paolo Ruggeri

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10/07/2012

Noi crediamo fortemente nella tecnologia.Il nuovo libro di Paolo Ruggeri "Piccole e Medie imprese che battono la crisi" diventa un e-book e sbarca su I-tunes Store. Potete scaricarlo e leggerlo sul vostro Iphone, Ipad o Ipod Touch e sul vostro computer con iTunes. E' possibile scaricarlo all'indirizzo http://itunes.apple.com/it/book/piccole-e-medie-imprese-che/id543399397?mt=11

Paolo
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03/06/2012

In quanto imprenditore alle volte devi prendere delle decisioni che ti fanno venire la pelle d'oca!


Estratto dal DVD "Fare utili" di Mario Tasso, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori". Consigli e azioni pratiche per ottenere ottimi risultati e guadagnare anche in tempi di crisi!
In vendita online su: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp

Admin
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03/06/2012

Ormai l’uscita dall’Euro è un circostanza più che verosimile ed è giusto provare a fare dei ragionamenti per comprendere quello che potrebbe succedere a noi e alle nostre imprese. Quello che segue è un articolo che ho scritto per me stesso, più per fare ordine nella mia mente e per diletto che per altro. Quindi consideratelo per quello che è: un tentativo, anche sbagliato, di far ordine nel mio cervello e cercare di capire.

In caso di spaccatura dell’Euro gli scenari più verosimili sarebbero due:

a) O la Germania esce “dall’alto” e ritorna al Marco Tedesco lasciando noi e gli altri PIIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna + Italia, i paesi con le finanze peggiori dell’unione) in un Euro di “serie B” (“Euro Piigs”) che, seppur svalutato, ci permetterebbe di stampare denaro per pagare i nostri debiti pubblici e tentare di rilasciare la crescita.

oppure

b) Noi usciamo “dal basso” e torniamo alla Lira con conseguente default e ristrutturazione del debito pubblico.

Gli effetti dello scenario A):

Inizialmente ci sarebbe un po’ di panico dovuto al desiderio di chi ha denari di portarli all’estero o di cambiarli in valute percepite forti (Dollari, Franchi o Marchi) e quindi dovrà esserci un qualche tipo di restrizione ai trasferimenti valutari messa in atto per qualche mese, fino a quando il cambio non si stabilizzi.

L’euro di serie B si svaluta nei confronti del Dollaro Usa, Marco Tedesco, Franco Svizzero, Renmibi e Yen e perde subito circa il 30% del suo valore e nel corso di un anno va in un rapporto di 1 a 2.

Per esempio:

Data di uscita dall’euro 1 Euro Piigs = 1 Marco Tedesco

L’indomani: 1 Euro Piigs = 0,70 Marchi Tedeschi

A 12 mesi: 1 Euro Piigs = 0,50 Marchi Tedeschi

La stessa cosa avverrebbe nei confronti di Usa, Svizzera, Giappone e Cina.

Conseguenze dello scenario A:

I prodotti tedeschi (auto, ecc) americani, e svizzeri costeranno molto di più e diventeranno improponibili per una parte importante della nostra popolazione. Le importazioni di tutti i prodotti made in Germany (Siemens, ecc) diventeranno molto più costosi.

Paradossalmente marche auto nazionali quali Fiat ne avrebbero un vantaggio così come tutte le imprese che sono concorrenti con le imprese di quei paesi. Le importazioni cinesi sarebbero meno competitive così come sarebbero più competitive le nostre esportazioni verso Germania, Svizzera e Usa.

Chi ha debiti in Dollari se li vedrebbe raddoppiati nel giro di un anno.

La benzina (che è generalmente prezzata in dollari) aumenterebbe in modo deciso rendendo l’auto proibitiva per la fascia diciamo "bassa" del mercato. 1 Litro di Benzina = 4 euro Piigs. La fascia bassa della popolazione userebbe meno l’auto. L’Energia aumenterebbe di molto.

L’aver prelevato denaro contante (Euro) dalle banche, prima della rottura della zona Euro, non metterà il correntista al sicuro dalla svalutazione. Sarà infatti la Germania a lasciarci e noi ci terremo gli Euro che diventeranno a tutti gli effetti “Euro Piigs”. Per stabilizzare il cambio non appena ci sia stato il cambiamento, è probabile che i conti correnti in valuta estera presso banche italiane siano convertiti d’ufficio in “Euro Piigs” al fine di evitare speculazioni e corse all’acquisto di valute estere.

Sarà chiaramente avvantaggiato chi avrà costituito depositi in valuta estera fuori dal paese (da qui la grande corsa da parte di tutti i grandi patrimoni verso l’estero di queste settimane).

Nonostante un primo crollo della borsa (come si fa a fare peggio di adesso?), poi la situazione si stabilizzerebbe e le cose pian piano inizierebbero a migliorare.

Gli effetti dello scenario B):

Il ritorno alla Lira italiana, dal mio punto di vista, sarebbe decisamente più drammatico, almeno nella sua fase iniziale. Infatti questo scenario potrebbe avvenire per una di queste due ragioni:

1) Caos, rivolte, ecc (vedi Argentina del 2000 o proteste di piazza della Grecia) con conseguente rifiuto del governo di continuare nelle misure di austerità imposte dalla Germania.

Nonostante questo non è lo scenario di oggi, è quello che inevitabilmente accadrà nel momento in cui continuassimo a lasciare peggiorare la presente situazione senza fare dei cambiamenti e seguendo quanto ci è imposto da Berlino. Le imprese chiudono, la gente soffre, finisce che la gente si incazza e la situazione va fuori controllo.

2) Assalto agli sportelli bancari dei correntisti che vogliono prelevare tutto il denaro, il che causa il congelamento dei conti correnti (il famoso “corrallito” argentino), il fallimento di alcune banche e il default dell’Italia. Questo scenario potrebbe anche venire generato da un “default a catena” degli istituti bancari europei (Fallisce la spagnola Bankia, che a sua volta fa fallire altre banche spagnole, che tirano dentro le tedesche, ecc)…

Se prendiamo a spunto ciò che successe in Argentina nel 2000, i primi passi di una situazione del genere sarebbero:

a) Il governo blocca tutti i prelievi di contante o i trasferimenti di denaro all’estero da qualche settimana prima del passaggio alla nuova moneta o li riduce decisamente. (Max prelievo 100 euro al giorno) così come i trasferimenti di valuta all’estero.

b) Il Governo annuncia il ritorno alla Lira. Tutti i depositi e titoli di debito vengono trasformati in lire. Tutti i mutui tornano in Lire. Qualsiasi deposito in valuta estera (Franchi, Dollari, ecc) presente in una banca italiana viene trasformato per decreto in lire italiane.

1 Lira = 1 Euro

c) La nuova Lira si svaluta immediatamente:

1 Lira = 0,70 Euro, subito
1 Lira = 0,50 Euro, entro un anno

d) Il governo fa default sul debito pubblico non avendo più euro e non potendo rifinanziarsi. Nessuno presta denaro a uno stato messo come il nostro. Ci saranno lunghe trattative sul debito pubblico e alla fine l’Italia rinegozierà un pagamento al 25% del valore facciale dei BTP.
e) Ne consegue un grande caos in quanto lo stato andrebbe in bancarotta non solo sul debito pubblico ma, nei primi mesi, avrebbe problemi a pagare pensioni, dipendenti pubblici, ecc. La benzina costerebbe 4 lire al litro, tutti i prodotti da importazione raddoppierebbero i prezzi, fallimenti a catena di tutte quelle aziende che non fanno con l’export una parte del proprio fatturato.
f) La cosa peggiore: scene di panico e possibili rivolte.

A breve probabilmente avremo un trailer di tutto questo film, quando la Grecia si troverà costretta, come sembra ormai ineluttabile, ad abbandonare la moneta unica.

Fermo restando che in una situazione del genere, molto dipenderebbe da come viene gestita da chi è alla guida del paese, una volta assestatosi, questo scenario potrebbe comportare:

Benzina a 4 nuove Lire (raddoppiata), alti prezzi dell’energia, alti costi delle materie prime da importare.

Aumento delle esportazioni, aumento del turismo.

Aumento dell’imposizione fiscale sui patrimoni (di qualsiasi tipo e dimensione) e sui consumi (IVA) da parte di uno stato che avrà difficoltà a pagare i propri dipendenti. Riduzione della forza lavoro pubblica, riduzione del welfare (sistema sanitario, ecc) e delle pensioni da parte di uno stato senza soldi. Criticismo e attacco nei confronti della persona benestante che nell’immaginario collettivo verrà vista come un “profittatore”, un “evasore”, “qualcuno che ruba”.

Fallimenti o forte sofferenza di tutte quelle imprese che non fanno all’estero almeno una parte del proprio fatturato.

Contrazione del PIL di almeno una decina di punti percentuali.

I tribunali paralizzati dalle cause civili per fallimenti. Alcune banche verrebbero probabilmente nazionalizzate.

Qualche anno dopo questo scenario le cose migliorerebbero: le imprese aiutate dalla svalutazione della lira aumenterebbero le esportazioni, si tornerebbero ad abbassare le tasse, si sarà rinegoziato il debito pubblico, le imprese estere visto il basso costo del lavoro (e se il governo attuasse alcune modifiche sostanziali) potrebbero anche decidere di tornare a investire in Italia.

In uno scenario del genere sarà avvantaggiato chi ha prelevato gli euro dai conti correnti (potrà cambiarli in Lire in seguito guadagnandoci), chi avrà costituito riserve valutarie all’estero. I BTP italiani varranno come quelli Greci o Argentini (25% di quello che valgono ora). L’evoluzione del valore degli immobili è un rebus.

SEGNALI CHE POTREBBERO GUIDARCI

Prevedere il futuro è impossibile.

Però una cosa è certa:

a) L’Italia non è in grado di andare avanti all’infinito finanziandosi al 6%
b) Le presenti politiche fiscali dello stato e creditizie del mondo bancario stanno distruggendo l’economia e ci stanno portando sempre di più ad assomigliare alla Grecia. Questo è un danno per le imprese e per i cittadini ma diventa ben presto anche qualcosa di insostenibile anche per lo Stato che non solo incassa meno tasse e meno Iva ma deve farsi carico di tutti i costi delle mobilità e delle casse integrazioni… Per quanto ancora riuscirà ad andare avanti?

Ne consegue che ben presto, se non vuole fallire, lo Stato Italiano dovrà muovere: o convince la Germania a unificare il debito pubblico dei vari paesi o, se la Germania si ostina a non volerlo fare, dovrà scegliere uno dei due scenari di cui sopra. Questa mossa potrebbe essere rallentata da un ennesimo LTRO (la Bce presta denaro in modo illimitato alle Banche Europee perché comprino titoli di stato dei Piigs) possibile per fine Giugno/Inizio Luglio che potrebbe far guadagnare altri tre/quattro mesi, poi tutto torna come prima.

Lo scenario più verosimile, e più saggio, a mio avviso dovrebbe essere quello di una Germania che torna al Marco Tedesco ma la Germania ha grandi resistenze a farlo e preferisce rimanere “Regina in un paese di straccioni”. Difficilmente si farà forzare a farlo in quanto fino all’ultimo perseguirà il suo interesse piuttosto che l’interesse dell’Europa e quindi, più passa il tempo, più si torna allo scenario B: noi che usciamo “da sotto” e torniamo alla Lira.

Comunque vada, lo spartiacque a mio avviso sarà costituito dallo Stato Italiano che approva un qualche tipo di legge che blocca o rende più difficili i trasferimenti di valuta. Quando quella misura dovesse essere varata, sappi che il peggio sarà imminente e dovresti immediatamente muovere per metterti ai ripari.

I VINCITORI

Fermo restando che all’inizio ci sarà caos, confusione e anche qualche fallimento, in tutto questo cambiamento del nostro paese, secondo me, ci saranno dei vincitori :

a) Chi ha grossi capitali in valuta forte all’estero
b) Le aziende eccellenti del turismo e chi possiede attività sane in località turistiche
c) Le aziende agroalimentari italiane di eccellenza (inizialmente soffriranno ma poi saranno avvantaggiate in quanto esporteranno più facilmente e avranno meno concorrenza).
d) Chi esporta una parte importante del suo fatturato
e) Discount di qualità
f) Chi possiede terreni agricoli che vedranno il loro valore aumentare a causa del maggior valore dell’agroalimentare del nostro paese.
g) Chi possiede terreni e proprietà nei nuovi paesi in via di sviluppo (Vietnam, Indonesia, Messico, Pakistan, ecc).
h) Le aziende che producono energia alternativa o la sua componentistica (pannelli solari, ecc).
i) Le aziende come E-Bay che potrebbero tornare in auge (nell’ultimo anno E-Bay ha aumentato il suo valore del 70%).
j) Chi essendosi indebitato in Euro dovesse avere introiti in valuta estera ( i debiti in Euro tenderanno a perdere valore).

I PERDENTI

a) Se hai dei BTP sappi che è come se ti trovassi al tavolo del casinò pieno di fiches. Se continui a giocare potresti anche fare dei guadagni, ma sappi che rischi di essere spennato. Nel secondo scenario c’è che perdi il 75% del capitale...
b) Chiunque possieda titoli azionari: la maggior parte dei titoli azionari andranno ancora sotto il loro valore di oggi, a meno che non siano sostenuti da fondamentali forti, cioè sono aziende che fanno un sacco di utili.
c) Chi non possiede valuta estera.
d) Chi non è in grado di generare valore per il proprio cliente o datore di lavoro, un valore reale, concreto e tangibile, non un titolo di studio, non un concorso ma:

- Sono in grado di farti vendere di più
- Sono in grado di farti risparmiare
- Sono in grado di farti trovare nuovi clienti
- Sono in grado di fare delle innovazioni che avranno in grande valore

e) Le aziende dell’immobiliare o legate ad esso. Molte falliranno anche prima dei due scenari. Se nessuno dei due scenari legati alla rottura dell’Euro dovesse avvenire, il prezzo degli immobili nel nostro paese è destinato a calare di almeno un 20%. Consiglio per chi è nell’immobiliare: monetizza il magazzino finché sei in tempo.
f) Chi ha già una situazione finanziaria difficile, così come l’organismo deperito dalla malattia che si trovi costretto ad affrontare una prova fisica molto difficile, non riuscirà a sopravvivere.

ESSERE PRONTI COME IMPRESA

Fermi restando tutti i consigli di cui sopra, vediamo come devi essere tu come impresa per affrontare la presente situazione finanziaria:

a) Se c’è una certezza in questi due scenari è che per un bel po’ di tempo non vedremo credito concesso alle imprese. Quindi devi essere in grado di produrre da solo il cash che ti serve. Non entrare nella tormenta con il cash flow negativo (non ce la fai a star dietro alle spese correnti) ma ristruttura o ripensa l’impresa. Stai pronto all’urto.
b) Costruisciti delle riserve strategiche (e legali) al sicuro per poter far fronte ad eventuali mancanze di liquidità o a blocchi dell’operatività bancaria.
c) Immagina che cosa faresti nel caso in cui la tua azienda perdesse dalla sera alla mattina il 50% del suo fatturato. Abbi pronto un piano di contingenza che non preveda che arrivi un principe azzurro con qualche milione di euro a salvarti.
d) Se sei industria e produci fai un piano di contingenza per l’energia. Abbi un sistema per approvvigionarti a basso costo. Non dovesse succedere niente, migliorerai comunque l’efficienza.
e) Abbi un piano di contingenza per le forniture che acquisti all’estero.
f) Senza demotivare nessuno, preparati un piano per coinvolgere i tuoi uomini migliori in un nuovo progetto. Ragiona su nuovi inquadramenti, nuovi rapporti. Sappi che comunque si evolverà il mercato, anche nella crisi più nera, le risorse umane di qualità finiranno con il vincere sempre. Non lasciare che la crisi disperda le tue risorse umane di qualità.
g) Investi su te stesso: diventa un manager migliore. Fare impresa diventa sempre più difficile. Gli investimenti nella conoscenza e nelle abilità manageriali avranno sempre un grande valore.

IL FUTURO

Fermo restando che non sono un indovino e men che meno un economista, io spero che niente di quello che ho scritto in questo articolo accada e che arrivi un bel principe azzurro a salvare l’Europa, il governo, l’Euro, i BTP, il sistema di Welfare del nostro paese, e tutto si sistemi; che le banche riprendano a finanziare le imprese, che le case continuino ad aumentare il loro valore e che noi si possa continuare all’infinito a vivere bene, anzi a vivere al di sopra delle nostre possibilità.

A poter pagare stipendi dignitosi (4 volte quelli dei Cinesi) a neo-laureati che sanno molto meno dei loro colleghi asiatici e vogliono lavorare solo 40 ore la settimana, a poter avere un’amministrazione pubblica inefficiente, a poter garantire il lavoro per sempre ad una persona e a bastonare qualsiasi imprenditore che volesse ridurre il personale.

Ma so che tutte queste sono solo illusioni.

Se c’è una cosa di cui stare certo è che il cambiamento arriverà. 

E, come al solito, dopo la tempesta e lo scomforto, arriveranno anche momenti di grande prosperità.  

Fine delle farneticazioni

Paolo Ruggeri
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30/05/2012

C'è una costante presente nelle aziende che incontro e che oggi vivono difficoltà economiche: la maggior parte di loro, trovandosi sotto break even (incassano di meno di quello che spendono), puntano ad incrementare il fatturato per sanare la situazione. 

Questa potrebbe essere una strategia che funziona in momenti di espansione economica o quando hai un prodotto decisamente innovativo e che sei sicuro che spaccherà il mercato, altrimenti in questo periodo storico se ti trovi sotto break even (la tua azienda incassa di meno di quello che spende o ti trovi costretto ad espandere il tuo indebitamento con il sistema bancario): 

a) PRIMA riduci i costi e li porti sotto la media mensile di quello che incassi. 
b) POI punti ad incrementare il fatturato. 

Se fai il contrario oggi, nel 90% dei casi è la strada per un netto peggioramento della situazione finanziaria dell'azienda. 

Non sperare in un incremento del fatturato che verrà a salvare un'azienda che è diventata inefficiente. PRIMA mettila in sicurezza riducendo i costi, poi datti da fare come un matto per incrementare il fatturato. 

Paolo Ruggeri

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