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21/05/2015

La resilienza è la capacità di un gruppo o di un individuo di riaccendersi. In un gruppo, quando si parla di resilienza, si parla solamente di una cosa: ENTUSIASMO. L’entusiasmo è la chiave. E’ necessario l’entusiasmo di tutti e, soprattutto, che non ci siano, all’interno di un gruppo, elementi che smorzano l’entusiasmo.

I gruppi che vanno bene non sono necessariamente composti da persone abili. Esiste un fattore più importante, rispetto alle abilità. Un gruppo prospera quando gli elementi che lo compongono provano ammirazione e stima gli uni nei confronti degli altri. L’abilità è un fattore che interviene in un secondo momento, ciò che fa la differenza è il feeling, la predisposizione ad andare d’accordo all’interno del gruppo.

Le persone che hanno maggior feeling sono quelle in grado di creare qualcosa dal niente. L’armonia di gruppo, se diretta verso fini comuni, è in grado di liberare un’energia straordinaria. Se l’armonia interna è anche accompagnata da abilità individuali, allora è possibile raggiungere qualsiasi risultato.
Al contrario, un’azienda non armonica, dove manca la fiducia e la comunicazione tra individui, tenderà ad implodere su sé stessa. Ci sono infatti delle situazioni in cui le cattive notizie vengono prese, a livello individuale, nel modo sbagliato.

Il singolo individuo che non ha resilienza, che non è in grado di gestire le difficoltà, può portare a delle difficoltà collettive del gruppo. Il singolo, per essere resiliente, deve essere indipendente, la sua felicità deve provenire da sé stesso, deve essere centrato. Se una persona non è indipendente non è in grado di inserirsi con successo in un gruppo, dove vi sono delle dinamiche di interdipendenza.

La qualità dei rapporti interpersonali deve partire dal leader, che deve saper trasmettere i valori e l’armonia all’interno del gruppo.

Gli ingredienti dell’armonia, all’interno dell’azienda, sono:
- Decisione: alla base di tutto ci devono essere valori, regole, funzioni e ruoli chiari. Deve esserci un organigramma e ognuno deve sapere cosa deve fare.
- Leader deciso: ci sono cose che devono essere fatte e cose che non devono essere fatte. Il leader decide cosa si può o non si può fare. Deve essere sicuro delle sue scelte e deve trasmettere questa sicurezza ai collaboratori.

Lo star bene con gli altri nasce dall’ammirazione e dalla stima verso gli altri. La tua ammirazione per gli altri individui e per le cose che ti circondano è l’energia che ti permette di vincere. La vera forza di un gruppo, la vera resilienza è l’affetto e l’ammirazione verso gli altri.

Paolo Ruggeri



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29/04/2015

Oggi, sono stato ospite di Marco Capobianco www.marcocapobianco.com e del fantastico team di OSM Sicilia. 

Ho tenuto una presentazione a Ragusa e una a Siracusa a gruppi di imprenditori motivati e carichi. 

Ringrazio Marco e OSM Sicilia per la fantastica organizzazione. 

Diapositive in PDF allegate (chi desideri il PPT, scriva a info@paoloruggeri.it

Paolo Ruggeri 

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24/04/2015

Spesso parliamo di come gestire al meglio la propria azienda, di come motivare i propri collaboratori, della capacità di creare alleanze e, in generale, di fare impresa.

Ma una volta che hai avviato un’azienda che funziona, ti sei mai chiesto cosa puoi fare per dare maggiore valore al denaro che sei riuscito a ricavare attraverso le tue capacità come imprenditore? Ti sei mai chiesto come puoi costruire e far fruttare un capitale? Perché oltre a far lavorare i tuoi collaboratori devi iniziare a far lavorare anche i soldi che ti guadagni tu! Non lasciarli oziare sul tuo conto corrente!

Io quest’anno ho fatto delle operazioni davvero importanti, che mi hanno permesso di accumulare grandi quantità di denaro in poco tempo e con “poco” sforzo. Ho investito in borsa, ho acquistato immobili negli Stati Uniti e ho fatto in modo che le aziende che gestisco aumentassero il fatturato. Non parlo per partito preso. Non voglio fare il financial coach. Ma ho letteralmente guadagnato centinaia di migliaia di euro con queste operazioni e voglio trasmetterti come!

Ciò che ho fatto io non è detto che sia il modo migliore per far fruttare il capitale. Però con me ha funzionato e quindi credo possa funzionare anche con te che stai leggendo.

Come prima cosa è necessario porsi una domanda molto importante: Hai un capitale? Se non hai un capitale devi costruirlo. Un capitale lo costruisci con un’impresa o con una professione. Se non hai un capitale puoi ottenerlo se sfrutti le tue capacità professionali o imprenditoriali:

- Risolvi un problema: per costruire un capitale devi fare qualcosa, un prodotto o un servizio, che sia richiesto dal mercato. Guarda cosa serve alla gente e trova il modo di fornirglielo
- Scambia in abbondanza: Ciò che dai oggi, prima o poi ti ritorna moltiplicato. Tratta bene amici, clienti e costruisci reti solide di alleanze
- Eccitazione: Sii sempre curioso e motivato, sfrutta le emozioni a tuo favore
- Controlla i costi: Studia e comprendi a fondo come si fa ad attuare un controllo di gestione efficace, per la tua azienda ma anche per te stesso.
- Cash flow: Assicurati che le entrate siano sempre maggiori delle uscite.
Quando hai trovato un metodo che ti permette di fare soldi, quando hai creato qualcosa che genera capitale, devi duplicare quel sistema che ti ha consentito di ottenerlo.
Jim Rohn sostiene che ”I ricchi investono i loro soldi e spendono ciò che rimane. I poveri spendono i loro soldi e investono ciò che rimane.”
Una volta che hai un capitale, per farlo fruttare ci sono delle regole che dovresti seguire:
- Non comprare mai qualcosa per speculazione. Se lo fai puoi vincere o puoi perdere. Spesso ci perdi.
- Compra solo qualcosa che vorresti tenerti per sempre.
- L’istruzioneè il miglior investimento possibile per un individuo.

Sottolineo l’aspetto dell’istruzione. Il miglior rendimento che ho avuto nella mia vita è stato grazie al periodo che ho passato, sottopagato, negli USA. Non accumulavo denaro, ma accumulavo delle competenze che in seguito mi hanno permesso di guadagnare molti soldi.

Ora parliamo di cose serie: fai fruttare il tuo denaro

Partiamo da una cosa: far fruttare i soldi non significa metterli in un fondo pensione. Per carità. Mettere i soldi nel bidone e fare un falò sarebbe peggio. Però adesso ti spiego come funzionano le assicurazioni:




Ecco il piano pensione che mi hanno proposto:
«Se ci dai 100,000 euro e ce li lasci per vent’anni, tra vent’anni ti pagheremo 400 euro al mese finché campi» Che tradotto dal dizionario assicurazionese italiano: ««Se mi dai un cavallo, io lo uso per vent’anni, poi tra vent’anni te lo lascio usare quando ti serve e, quando muori, me lo riprendo».

Ok, partiamo con le cose serie...

OBBLIGAZIONI

Le obbligazioni sono un sistema per fare soldi. Un’obbligazione è un titolo di debito che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all'emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma. Non è un gioco, i soldi si perdono davvero. Se presti soldi a qualcuno che fallisce, perdi i soldi che hai investito, o almeno parte di essi.
Per questo tieni a mente questa regola fondamentale: usa i soldi che non ti servono per vivere. Non ti “giocare” i soldi per l’apparecchio di tuo figlio!”

Le obbligazioni possono essere titoli di stato o di aziende. Sui titoli di stato paghi tasse per il 12,5%, mentre sulle obbligazioni di aziende paghi il 20%. E’ un rischio? Certo, lo è. Nulla viene dato gratis. Ma, se per esempio compri delle obbligazioni di uno Stato, quanto puoi rischiare? Quanti Stati sono falliti dal 2008 ad oggi? Quante aziende non hanno ripagato le loro obbligazioni?

Io credo fortemente che i media dipingano un quadro molto più grave di quella che è la realtà delle cose. Devi entrare nel mercato nei momenti di bassa. Puoi diversificare il rischio, ovvero se compri obbligazioni di diversi paesi ad alto rendimento, è molto improbabile che falliscano tutti contemporaneamente. E anche quando falliscono, comunque non perdi tutti, perché mediamente gli stati rinegoziano il loro debito rimborsando mediamente il 30-35%.

Anche operando con valute differenti puoi guadagnare. Puoi operare in euro ma anche in dollari, sterline, o altra moneta. Il Franco svizzero e lo yen tendenzialmente non rendono nulla, la sterlina e il dollaro neozelandese tendono ad essere stabili. La lira turca (TRY) e il Rand sudafricano sono molto rischiosi, personalmente ti sconsiglio di puntare su queste ultime due valute, rischi di farti male. Cerca di comprare obbligazioni che sono deprezzate per qualche motivo o che comunque abbiano un buon rendimento. Compra solo quello che terresti

Esistono fonti di informazione per sapere quali obbligazioni comprare? Un consiglio: fai il contrario di quello che ti dice l’Economist (ogni articolo ha una motivazione economico-politica). Segui google news e cerca di capire le tendenze del mondo (attento che gli USA hanno tanta stampa che influenza l’opinione pubblica volontariamente). Il mondo un giorno fallirà ma ho sempre perso soldi scommettendo sul fallimento.

Ecco il mio protafoglio:



NASDAQ

Al Nasdaq puoi comprare azioni, cioè quote di proprietà, di aziende innovative, generalmente USA.
Compra solo le azioni di aziende che ti piacerebbe possedere. Vorresti essere un azionista, per quanto minoritario, di Google. C***, io si! E sono convinto che sarà una di quelle aziende che cambierà, se già non lo sta facendo, il mondo. Cerca di trovare aziende che ti piacciono cui recentemente le cose non siano proprio andate bene a livello di valore dell’azione. Se puoi capisci cosa ha determinato quel calo, quindi acquista e aspetta che le azioni salgano.

Fai un fondo di più azioni, così diversifichi il rischio. Investi anche in Europa su belle aziende sottovalutate. Le banche, personalmente, le evito. Non appena hai guadagnato un po’ di soldi, vendi e scappa, a meno che tu non creda che quell’azienda possa fare davvero il botto.

IPO

Le IPO sono aziende che sono entrate di recente nel mercato azionario. Si tratta di aziende emergenti che hanno deciso di collocare i suoi titoli azionari su un mercato regolamentato per aprire il suo capitale a nuovi azionisti. Spesso le IPO, dopo un periodo breve di stasi, aumentano di valore.
Prossime IPO interessanti, su cui io investirei:
- Pay Pal
- BurgerFi


REAL ESTATE

Compra solo ciò che ti piace. Devi chiederti, tu ci andresti a vivere? Un immobile ha valore se, affittandolo, rende almeno il 3-4% netto all’anno. Devi avere una rendita annuale di una certa consistenza altrimenti lascia perdere. Compra se è un posto che ti piace davvero e vedi che l’immobile ti arriva a prezzo basso. Se hai i soldi compra tutto quello che ti piace perché aumenterà in valore. In fin dei conti devi pensare che ciò che piace a te, molto probabilmente piacerà anche ad altri. La compreresti una casa a Miami? Io si, e ne ho prese parecchie. Mal che vada andrò a farci le ferie d’estate. Comprare la casa a Cologno Monzese sperando di specularci? Io personalmente non lo farei

Investire in immobili all’estero:
a) Ricordati le regole
b) Se puoi, non comprare da italiani a meno che tu non li conosca già
c) Se compri negli USA, utilizza Zillow.com che ti fornisce indicazioni preziose. Quello qui sotto è stato uno dei miei ultimi affari


In generale cerca di capire dove andrà il mondo tra tre o quattro anni e investi tenendo in considerazione quello scenario. Compra ciò che ti piace e non sbaglierai. Ora vai e incomincia a far lavorare i tuoi soldi!


Paolo Ruggeri


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24/04/2015

Ieri sera, di fronte a una platea bella e vivace, ho partecipato alla serata di lancio di I-Profile Chieti, www.i-profilech.it la nostra nuova sede finalizzata a dare servizio alle aziende del Centro Sud dell'Abruzzo e del Molise. 

I nostri partner locali, Angelina Castillenti e Mario Tasso, sono persone eccezionali, imprenditori e manager con decenni di esperienze di successo. 

Durante la mia presentazione ho parlato di come si cresce nonostante la crisi. 

Le diapositive dell'intervento (in PDF) sono allegate. Se necessitate il PPT, scrivete pure a info@paoloruggeri.it 

Paolo Ruggeri 

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19/04/2015

Venerdì e Sabato ho partecipato in un luogo incantevole alla Convention del Gruppo Tailorsan www.tailorsan.it una PMI Italiana che batte la crisi e sta crescendo in modo imponente. 

Parte del suo successo è dovuta alla guida di un bravissimo condottiero come Loris Talone. Anche l'avere uno staff marketing e commerciale di valore che sforna a ripetizione nuovi strumenti per l'espansione aiuta. 

Mi ha molto colpito il tono emotivo del gruppo. Un'azienda dove certamente si discute ma dove il criticismo è assente e si respira un clima straordinario. Bravi! 

In allegato le diapositive del mio intervento sulla crezione di un gruppo. 

Paolo Ruggeri 

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17/04/2015

250 persone. Una bellissima serata!
Allego le slide di presentazione

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23/03/2015

Maurizio Melfa è un imprenditore di 44 anni, con la sua azienda la Meic Services di Gela ha avviato in Sicilia la distribuzione di metano anche per autotrazione, gestisce una formazione di pallavolo che milita nel campionato nazionale di B1 e da oggi si candida, con una lista civica, a diventare sindaco della sua città.

Guidato da un forte senso dell’etica e della responsabilità, Melfa, vuole dare un contributo attivo al miglioramento della vita dei suoi colleghi imprenditori e di tutti i gelesi.

Signor Melfa, perché dedicarsi alla politica?
La ragione è molto semplice, io voglio riscattare questa città, voglio vedere i miei colleghi imprenditori e i miei concittadini che ritornano a sognare.


Perché? Oggi non sognano più?
No, sono abbattuti e prostrati da un sistema di politica locale che di fatto blocca lo sviluppo e, di conseguenza, il benessere delle persone. Gela sta rischiando di morire. Come imprenditore e cittadino sento il dovere di fare qualcosa, e penso che lo stesso dovrebbero fare anche gli altri imprenditori. Non è più il momento di dare mandato ai soliti politici. Abbiamo una società al collasso. Sono certo che siamo di fronte ad un’emergenza sociale, con famiglie sradicate dal loro territorio in cerca di occupazione. Gli attuali politici sono garanti del cosiddetto “voto scambista”. La città non cresce per colpa di questi individui capaci solo a bloccare ogni iniziativa imprenditoriale. Il politico chiede il consenso in cambio di un favore. E’ questo il vero male della nostra società. I nostri diritti sono sanciti dalla costituzione.


Come sarebbe la sua ‘nuova politica’?
Innanzitutto io credo che la politica sia fondamentale e non possa più continuare a vivere secondo schemi che privilegiano gli interessi di pochi a scapito della vita di molti. Da imprenditore, abituato a lavorare per il benessere della mia azienda e dei miei dipendenti, mi impegnerei innanzitutto a guidare la città seguendo due criteri imprescindibile per il buon governo: efficienza e managerialità.


E questo, mi scusi, ma lo dicono un po’ tutti…
Può darsi, ma alla fine nessuno lo fa, e sa perché? Perché chi oggi ci amministra ha perduto di vista il valore fondamentale che deve, dovrebbe, guidare ogni uomo: l’etica. E’ proprio da qui che io invece voglio ripartire: da una solida etica e da un sistema valoriale giusto ed equo. La degenerazione della quale siamo stati spettatori non può continuare, l’iniquità, il privilegio, la malapolitica, per dirla con una parola, devono scomparire, e questo è il momento giusto per cambiare.


Lei parla di etica nella politica, ma come imprenditore lei può definirsi etico ed equo?
Da tempo io seguo questa strada, cioè mi impegno affinché nella mia azienda l’etica sia il primo valore. Ho lavorato innanzitutto per creare una famiglia in Meic Services. Una famiglia della quale tutti si sentissero responsabili. Se oggi posso pensare di dedicarmi alla politica lo devo proprio all’avere centrato questo obiettivo e avere accanto dei collaboratori fidati. Persone straordinarie che, a volte, sono costretto io a mandare a casa al termine dell’orario di lavoro. Sono così attenti e appassionati che verrebbero in ufficio anche la domenica! Anzi, con l’occasione, voglio ringraziarli pubblicamente per quello che fanno.


Lei, nell’annunciare la sua entrata in politica, ha inviato una lettera a 200 imprenditori, cosa ha scritto in quelle righe?
Li ho invitati a ripartire assieme a me, di unirsi a me per contrastare malaburocrazia e malapolitica e meglio interpretare le esigenze della nostra categoria che so essere capace di garantire una forza economica, sociale e culturale.


Lei ha scelto la strada della lista civica, perché?
Perché la ritengo il solo modo per indurre i cittadini ormai disamorati alla ‘politica tradizionale’ di venire a votare il 31 maggio e il primo giugno. Perché anche attraverso questa scelta di civismo voglio scuoterli dalla prostrazione che li ha tenuti lontani dalle urne. Questo è l’errore più grave che si possa fare: non andare a votare giustificandosi con il classico “Tanto non cambia niente”.
Questa volta invece qualcosa può cambiare, con l’etica al centro, tutto può cambiare

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19/03/2015

L’uomo è stato al comando della società per molti anni, perché per generare valore e per guadagnare denaro era necessaria la forza. Che tu fossi un guerriero, un agricoltore o un commerciante, dovevi essere forte, aggressivo e competitivo. Se non possedevi queste caratteristiche la tua sopravvivenza come individuo era in pericolo, o comunque non potevi ottenere una posizione di comando. Oggi la competizione si è spostata su altri ambiti umani. Da un contesto competitivo basato sulla forza, si arriva ad una società le cui dinamiche sono basate sulle idee e sulle alleanze.

Anche le dinamiche interne all’azienda sono cambiate: si è passati da uno scenario aggressivo e competitivo ad uno che premia la collaborazione e la capacità di motivare e generare entusiasmo.

Ma diamo qualche dato. Secondo una ricerca di Ernest & Young emerge che nelle imprese dove c’è almeno una donna nel consiglio di amministrazione si realizzano utili maggiori rispetto a quelle dove le donne sono assenti. Secondo un altro studio, condotto da McKinsey, le società con rappresentanza paritaria nel Consiglio di amministrazione godono di profitti superiori del 56% rispetto alle altre aziende.

Nella società è in atto una femminilizzazione dei valori. Quali sono i valori femminili? Cura, amore interesse, affetto, capacità di sviluppare relazioni interpersonali.

Per continuare a generare valore è necessario quindi cogliere i cambiamenti della società. Se ci pensiamo attentamente anche i simboli del potere cambiano. Ciò che fino a pochi anni fa veniva visto come simbolo di affermazione sociale, oggi non lo è più. L’automobile, ad esempio, non è più un simbolo di potere, non come un tempo perlomeno.

Non si tratta di capire se è più brava la donna o l’uomo, il punto fondamentale è comprendere che ci sono nuovi valori, sempre più determinanti, che appartengono maggiormente al mondo femminile.

- Dall’ autorità siamo giunti a collaborazione e motivazione: la leadership una volta si basava sul modello autoritario, oggi invece il fattore critico di successo dipende dalla capacità di motivare le persone e di sviluppare sinergie.
- La crescita delle emozioni: vi sono diverse scale emotive, chi sa riconoscere le diverse sfumature è avvantaggiato nelle relazioni.
- Networking: Oggi le alleanze costituiscono un vantaggio competitivo eccezionale
- Cura per le altre persone: Il customer care è cruciale per il corretto andamento dell’azienda.
- Capacità di abbattere i muri: Spesso le donne devono lottare per qualcosa, perché i luoghi comuni non permettono loro di fare altro. Devono essere determinate a superare quei muri che a volte vengono imposti da certi luoghi comuni.

In un mercato fortemente caratterizzato dai tratti tipici del mondo maschile, quali attenzione ai dettagli e orientamento verso i risultati economici, la sensibilità tipica del mondo femminile, la capacità di ascoltare e comprendere le esigenze di chi ti sta attorno possono fare davvero la differenza. Le donne sono fondamentali perché possiedono competenze naturali che si integrano perfettamente con quelle dei colleghi uomini.

Questi sono i principali motivi per cui le aziende che hanno nel loro management delle donne riescono ad ottenere risultati economici eccellenti.

Devi essere consapevole di questa traslazione dei valori verso il mondo femminile e adattare le strategie e le dinamiche della tua azienda di conseguenza.

Paolo Ruggeri


 

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02/03/2015

Mentre ero in Brasile mi hanno chiesto di scrivere un articolo per una rivista locale. 

Ripubblico qui perché trovo l'argomento di interesse. 

LE 10 REGOLE DEL SUCCESSO: CREARE TEAM PRODUTTIVI E TANTO ALTRO ANCORA


1) Tutto parte da te: se il team che dirigi non decolla o non va bene, esiste probabilmente qualcosa in te che devi individuare e sistemare. Trova qualcuno che abbia già costruito dei team di successo che ti possa fare da mentore.


2) Abbi una meta grande nella quale tu possa coinvolgere anche i tuoi collaboratori. Senza una meta o un sogno grande che ti guidi, tu sarai il primo a non essere motivato ma non è sufficiente essere motivato tu. Devi coinvolgere anche i tuoi collaboratori: quale sarebbe la grande figata per loro se tu dovessi raggiungere il tuo sogno?


3) Lavora sui tuoi rapporti interpersonali. Per motivare un team la prima regola è “Non demotivare”. Se il manager è burbero, scontroso, mai soddisfatto, permaloso o gelido, non riesce ad accendere le persone, anzi molto spesso le demotiverà.


4) Cerca di fare qualcosa di figo e investi risorse sul marketing e sull’espansione: un’azienda che attira talenti è quella che ha piani di espansione. Dal sito web dell’azienda o dai suoi social network si riesce a capire che questa è un’impresa che, anche se piccola, farà strada?


5) Misura le prestazioni dell’azienda e delle persone: è difficile riuscire a incrementare qualcosa che non si misura. Le aziende che hanno produttività in incremento utilizzando statistiche per misurare le prestazioni dei collaboratori.


6) Elogia spesso i collaboratori o mettili in condizione di ricevere degli elogi. I coollaboratori delle aziende reagiscono molto positivamente a responsabili che vogliano davvero portarli al successo. Un buon capo dovrebbe “sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto” ed essere un allenatore dei suoi uomini.


7) Liberati delle persone che creano malumori nel gruppo, che generano o hanno spesso disaccordi o che richiedono una grande manutenzione emotiva. Per il benessere e la salute dell’azienda, l’armonia del gruppo è più importante della produttività dei singoli.


8) Lavora sui lati positivi delle persone, piuttosto che sui lati negativi. Funziona al contrario: lavorando sui lati negativi dei collaboratori, i lati positivi diminuiscono (nel senso che a lungo andare la persona si impegna meno). Il collaboratore è come una roccia nelle mani di uno scultore: alcuni vedono una pietra, altri riescono a vedere la statua al suo interno.


9) Negli affari un’idea diventa vincente solo quando è sostenuta da persone motivate e desiderose di fare la differenza. Per fare questo devi diventare bravo a selezionare le persone. Sviluppa un tuo sistema che ti permetta di inserire persone che facciano fare dei passi avanti all’azienda.


10) Fai bene attenzione quando sviluppi pensieri del tipo “Io non sono più adatto a gestire la mia azienda” o perdi fortemente interesse in quello che stai facendo. Quando hai pensieri di quel tipo è perché hai lasciato entrare una persona sbagliata nell’impresa di cui di devi liberare. Fatti seguire da un consulente HR capace che ti aiuti ad individuarla e a gestire la situazione.


Paolo Ruggeri 

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27/02/2015

Da pochi giorni è  online il nuovo ebook di Gianni Vacca e Simona Lodolo: CSI Corporate Special Investigation. Questo nuovo lavoro nasce dall’esperienza diretta dei due marketing detective autori nelle piccole e medie imprese che operano in Italia e all’estero.

L'ebook è facile e veloce da leggere ed è pensato e scritto per gli imprenditori che vogliono innovare le proprie aziende sotto diversi profili, da quello finanziario al marketing, dalla relazione con i clienti fino alla propria filosofia aziendale.


Attraverso le indagini di Mark e Ketty, il lettore scopre consigli pratici, facili da applicare immediatamente nella propria impresa, sia essa BtoB che BtoC.


In definitiva, queste poche pagine contengono tutto quello che può aiutare un'azienda a crescere. La lettura è particolarmente indicata per le Start Up, che possono, fin da subito, seguendo le raccomandazioni dei due investigatori speciali, partire con il piede giusto per avviare l'impresa con l'approccio più corretto. Ciò non toglie che, come consigliano i due autori, "pensare da Start Up" aiuta l'azienda a non vivere (e morire) di abitudini.


L’indagine parte da una serie di minacce inviate al titolare di un'impresa: sulla sua scrivania sono arrivate sei buste anonime, una silenziosa minaccia per l'azienda e al cui interno è presente un contenuto quanto mai insolito.
Buona lettura.

Lo trovate in vendita su iTunes al link:

https://itunes.apple.com/it/book/business-csi/id969735751?mt=11

su Amazon:

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...e su altri 60 store online!


Buona lettura!

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20/02/2015

Ieri e oggi ho avuto due giornate molto piacevoli a Roma dove ho tenuto il Corso Leadership Base. 

Ringrazio Damiano Pisanu di I-Profile Lazio per la fantastica organizzazione. 

Le diapositive sono allegate.

Paolo Ruggeri 

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19/02/2015

La leadership può essere riassunta come la capacità di motivare ed accendere le persone. E’ necessario però contestualizzare la leadership in 5 passi:

1) Leadership. Fare sì che le persone facciano le cose con orgoglio. Questa è una capacità che dipende da due caratteristiche personali: tenacia smisurata e grande umiltà. Ferrero, ad esempio è stato un Leader di questo tipo. Il leader non ama apparire, non ci tiene ad andare in televisione. I grandi leader sono persone avvicinabili da tutti e che vogliono ottenere grandi risultati. Capisci quali sono le persone di questo tipo da come si comportano con chi non ha potere. Chi tratta bene tutti, indipendentemente dalla sua condizione sociale, è un grande leader.

2) Guarda i fatti brutali ma non perdere la fede. Devi guardare la realtà in modo oggettivo, se necessario devi osservarla in tutta la sua crudezza, ma non devi mai farti abbattere dalle cose negative. Bisogna vedere gli ostacoli della vita come una fonte di crescita personale. E’ necessario, per esempio, guardare la realtà dell’Italia di oggi, ma non bisogna mai perdere la fede in un futuro migliore.

3) Prima CHI, poi CHE COSA. L’importante è trovare le persone migliori, perché anche se hai l’idea migliore del mondo non potrai realizzarla con le persone sbagliate. Il successo si basa sulle persone, non sulle cose.

4) La strategia del porcospino. Si basa su tre fattori: Qual è l’attività nella quale puoi diventare il migliore del mondo? Cosa ti appassiona veramente? Cosa guida il tuo motore economico, ovvero per cosa gli altri sono disposti a darti dei soldi?

5) Esecuzione.Bisogna persistere, andare avanti e superare le difficoltà con determinazione.

Le caratteristiche dei LEADER

a) Leader è qualcuno che fa in modo che le persone vogliano collaborare con entusiasmo. La prima cosa che un seguace richiede ad un leader è che sia competente. Il leader sa quello che fa? Se vuoi essere leader devi continuare a formarti costantemente. Ad ogni processo di crescita d’azienda, infatti, è necessario sviluppare nuove competenze, perché quando cresci esci dalla zona di comfort. Se non esci dalla tua zona di competenza non puoi pensare di crescere.


b) E’ importante che chi dirige sappia come attirare l’attenzione, entusiasmare ed interessare le persone.

c) Il leader è interessato. Chi guida gli altri deve avere a cuore le persone che gestisce. Deve saper comunicare con loro e ascoltare con interesse.

d) L’abilità di dirigere può anche essere composta di forza e capacità di chiedere ai collaboratori. L’importante è credere in ciò che si fa. Se credi nel tuo progetto, se le azioni quotidiane dimostrano che credi nel tuo sogno, le persone riconosceranno in te la forza. Quando chiedi qualcosa alle persone, devi sempre accertarti che le eseguano. Se chiedi qualcosa e poi non hai la forza di pretendere ciò che hai chiesto, finisci con il perdere la leadership.

e) Tutti i grandi leader hanno uno scopo che perseguono con intensità elevatissima. Le persone ammirano chi decide di fare qualcosa di rivoluzionario. Dopo un po’ di tempo i leader diventano il simbolo del proprio obiettivo, della propria meta (Steve Jobs con Apple, ad esempio)

f) In presenza di Leadership la comunicazione è possibile. Il leader è un ascoltatore che rende possibile la comunicazione dal basso verso l’alto. Sii disponibile ad ascoltare le persone che guidi, sempre.

g) Competenza psicologica. Il leader è capace di cogliere i lati positivi e negativi delle persone.

h) Un leader deve provare affetto verso le persone che guida. Per chi sei disposto a fare il miglio in più? Se un collaboratore ha bisogno di aiuto, sei disposto a sacrificare qualcosa per aiutarlo?

i) Un leader deve essere in grado di suscitare nelle persone che guida un certo affetto per sé. Devi farti voler bene dalle persone.

Leader si nasce o si diventa? Gli studi dicono che il 30% del carattere dipende da fattori genetici, il restante 70% deriva dalle esperienze e dalla storia personale. Puoi aumentare la tua leadership seguendo dei corsi di formazione, studiando, sperimentando. E poi c’è un’altra strada, che ti consente di sviluppare la leadership in modo istantaneo.

La maggior Parte dei leader della storia erano persone ordinarie, fino a quando non hanno vissuto una specifica situazione, un’esperienza, che gli ha fatto dire “Questa cosa deve cambiare”. Quando decidi di cambiare qualcosa e ti assumi la responsabilità di questo cambiamento, allora la leadership si sviluppa immediatamente.

Paolo Ruggeri







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16/02/2015

Da un mese la nostra casa editrice Engage sta portando avanti un progetto sociale ambizioso ma molto importante per il nostro Paese e il futuro dei nostri figli: portare l’Etica nella Politica.
Ho inviato a tutti i membri del Consiglio Regionale del Veneto una copia del nostro libro “L’Etica dell’Eccellenza”, accompagnando il dono da una lettera che spiegava il perché di questo gesto.
Rispondendo al nostro appello, altri imprenditori hanno deciso di adottare i loro consigli comunali (mandare una copia del libro a tutti i membri del Consiglio Comunale accompagnato da una lettera) con l’obiettivo di cambiare le cose.
E in 20 giorni altri 19 NUOVI COMUNI hanno ricevuto il libro!


Clicca su "download delle slides" per scaricare la seconda newsletter e scoprire quali sono i i nuovi comuni adottati!

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16/02/2015

Oggi, presso la Diego dalla Palma, ho tenuto una presentazione sul management dell'istituto e sulla gestione delle collaboratrici. 

E' stata una giornata molto piacevole e mi sono confrontato con persone davvero positive e desiderose di migliorare. 

Diapositive della presentazione sono allegate. Un caloroso ringraziamento a Maria Teresa Antonucci per l'ottima organizzazione. 

Paolo Ruggeri 

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15/02/2015

Venerdì e Sabato sono stato a Foggia a tenere un corso Leadership ai clienti dei nostri affiliati I-Profile Foggia e I-Profile Bari.

Oltre a passare due splendide giornate con alcune realtà imprenditoriali di grande qualità, mi sono emozionato nel veder rappresentate in aula ben 4 affiliati OSM: I-Profile Foggia, I-Profile Bari, I-Profile Pescara, I-Profile Teramo: la nostra azienda e la nostra influenza sul territorio sta crescendo. 

Diapositive allegate. Un caloroso ringraziamento a Paola Telese di I-Profile Foggia www.i-profilefoggia.it per l'organizzazione. 

Paolo Ruggeri 

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06/02/2015

Nell’immaginario collettivo quando si pensa ad un talento generalmente ci si riferisce ad una persona con qualità straordinarie, doti innate fuori dal comune e quindi a un individuo decisamente superiore alla media. Vengono in mente persone del calibro di W.A. Mozart, Leonardo da Vinci, Thomas Edison, Steve Jobs...


Anche nel mondo dell’impresa molto spesso il concetto di talento assume questo significato. Le aziende bramano e rincorrono persone dotate di caratteristiche straordinarie in termini di competenze o abilità individuali che, una volta assunte, rivoluzionino l’intera azienda portandola al successo. Sono convinte che trovare un paio di questi “elementi” (il campionissimo delle vendite, il mago della finanza o il genio dell’informatica) risolverebbe per sempre i loro problemi. Persone che, se anche esistessero, sarebbero comunque fuori dalla portata economica della maggior parte delle PMI.


Invece il concetto di talento per un’azienda dovrebbe avere una connotazione differente. Le imprese non dovrebbero puntare a cercare individui straordinari che cambino le sorti del business in una settimana. I veri talenti per le PMI sono semplicemente persone che condividono i valori dell’azienda, sono produttive e creano risultati, portano un valore aggiunto in termini di atteggiamento/ idee / competenze e creano un impatto positivo all’interno del gruppo.


Per un imprenditore il talento è la persona che condivide i suoi progetti e non ostacola la loro realizzazione, propone idee innovative, diffonde il buon umore, si integra rapidamente nel gruppo, non ha costantemente bisogno di direttive e infonde passione in ciò che fa.


Quali sono le caratteristiche che identificano il talento?


La prima è il SENSO DI INADEGUATEZZA. Il talento è colui che, pur ottenendo buoni risultati, non si sente mai arrivato. Non ne sa mai abbastanza. Si sente sempre “positivamente inadeguato” per il proprio ruolo e quindi è costantemente focalizzato sull’automiglioramento, continua ad aggiornarsi, è desideroso di imparare e di crescere, si confronta con i migliori e cerca di emularli.


La seconda è il SENSO DI URGENZA. Per un talento il momento giusto è sempre “adesso”. Scalpita dal desiderio di ottenere risultati, si attiva tempestivamente per realizzare le idee che ha pensato. Non ha tempo da perdere. Non vuole rimandare, aspettare, procrastinare. Vuole solo ottenere risultati, realizzare i suoi sogni. In fretta.


La terza è la DISPONIBILITÁ AL CAMBIAMENTO. Diffidate di chi resiste al cambiamento e alle innovazioni. Di chi dice che tutto va bene perché ha sempre funzionato così. Queste persone non vi porteranno nel futuro e non faranno espandere la vostra azienda. Il talento anticipa il cambiamento e lo cavalca; o perlomeno non lo frena. Spesso lo propone e vi partecipa attivamente.


La quarta è l’ORIENTAMENTO A FARE PRIMA DI AVERE. Il vero talento prima agisce e porta risultati, poi chiede qualcosa in cambio. Non ha bisogno del “gettone” per fare qualcosa. Coloro che dicono “Per vendere i nuovi prodotti mi serve la brochure”, oppure “Sì, partecipo a questo progetto; ma quanto ci guadagno?” sono collaboratori jukebox, nel senso che non funzionano se non inserisci il gettone; non sono veri talenti, per quanto possano avere capacità produttive o competenze tecniche specifiche. Il talento invece possiede intraprendenza e iniziativa, si mette all’opera senza necessariamente aspettarsi un ritorno economico o un riconoscimento immediato; spesso si attiva anche su progetti non strettamente legati al suo ruolo specifico, motivato dal desiderio di contribuire e aiutare.


La quinta è l’ATTEGGIAMENTO “NO PROBLEM”. Il talento è focalizzato sui risultati e pensa che qualsiasi barriera possa essere abbattuta e qualsiasi difficoltà risolta. È più concentrato sulle soluzioni che sui problemi e sa che può contribuire a migliorare l’azienda in cui lavora risolvendo personalmente le difficoltà che incontra, evitando che queste arrivino ai suoi superiori. Affronta ogni situazione dicendo al suo capo “Non preoccuparti. Me ne occupo io”. Quanto vale per un imprenditore arrivare alla mattina in azienda e trovare qualcuno che con un sorriso gli porta delle soluzioni ai problemi? Questo non ha prezzo.


Riassumendo… come riconoscete un talento?
Spinta costante al miglioramento personale. Velocità nell’ottenere risultati. Predisposizione all’innovazione. Iniziativa senza pretese. Capacità di risolvere i problemi.


Il talento per le PMI è un individuo prezioso perché fa sorridere l’imprenditore. E un imprenditore sereno è la migliore notizia per tutta l’azienda.

Tratto da "Scegli chi ti aiuta" di Flavio Cabrini e Federica Broccoli. Richiedi la tua copia su http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=6


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02/02/2015

I nuovi condottieri tradotto in portoghese è al primo posto nelle classifiche iTunes Brasile!
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27/01/2015

La campagna “Etica nella Politica” è davvero ripartita alla grande!

Ben 17 comuni sono già stati adottati e voglio ringraziare i nostri clienti e consulenti che mi hanno prontamente sostenuto:

Fulvio Bonacini, titolare del ristorante Arcimboldo di Sirmione che ha adottato il comune di Sirmione


Paolo Valentini, titolare dell'azienda I-Profile Venezia che ha adottato i comuni di Lendinara, Badia Polesine, Fratta Polesine e Adria


Massimo De Marco, titolare Ottica De Marco a Cordenons che ha adottato i comuni di Cordenons e Fiume Veneto


Igor Toffoli titolare di Toffoli Serramenti a Varmo, ha adottato i comuni di Varmo, Codroipo, Rivignano, Bertiolo, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Caorle, Pordenone, Udine e Gorizia.




Grazie per il supporto e continuiamo a portare l'etica della politica!

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22/01/2015

Bella sorpresa oggi, il Sole24ore parla del nostro progetto, qui trovate l'articolo completo!
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14/01/2015

Dopo un periodo di pausa riprendo in mano il progetto Etica nella politica, per chi non sapesse di cosa parlo rimando al link da cui tutto era iniziato: 
http://www.paoloruggeri.it/blog_articolo.asp?idp=908#.U1EniFV_vj4.

Come primo passo per ricominciare alla grande ho inviato a tutti i consiglieri della regione Veneto una copia del mio libro "Etica dell'Eccellenza", ma il lavoro è appena iniziato!

Clicca su "download delle slides" per scaricare la prima di una serie di newsletter in cui spiego da dove nasce il progetto e a che punto siamo.

download slidesDownload delle slides
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