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02/03/2015

Mentre ero in Brasile mi hanno chiesto di scrivere un articolo per una rivista locale. 

Ripubblico qui perché trovo l'argomento di interesse. 

LE 10 REGOLE DEL SUCCESSO: CREARE TEAM PRODUTTIVI E TANTO ALTRO ANCORA


1) Tutto parte da te: se il team che dirigi non decolla o non va bene, esiste probabilmente qualcosa in te che devi individuare e sistemare. Trova qualcuno che abbia già costruito dei team di successo che ti possa fare da mentore.


2) Abbi una meta grande nella quale tu possa coinvolgere anche i tuoi collaboratori. Senza una meta o un sogno grande che ti guidi, tu sarai il primo a non essere motivato ma non è sufficiente essere motivato tu. Devi coinvolgere anche i tuoi collaboratori: quale sarebbe la grande figata per loro se tu dovessi raggiungere il tuo sogno?


3) Lavora sui tuoi rapporti interpersonali. Per motivare un team la prima regola è “Non demotivare”. Se il manager è burbero, scontroso, mai soddisfatto, permaloso o gelido, non riesce ad accendere le persone, anzi molto spesso le demotiverà.


4) Cerca di fare qualcosa di figo e investi risorse sul marketing e sull’espansione: un’azienda che attira talenti è quella che ha piani di espansione. Dal sito web dell’azienda o dai suoi social network si riesce a capire che questa è un’impresa che, anche se piccola, farà strada?


5) Misura le prestazioni dell’azienda e delle persone: è difficile riuscire a incrementare qualcosa che non si misura. Le aziende che hanno produttività in incremento utilizzando statistiche per misurare le prestazioni dei collaboratori.


6) Elogia spesso i collaboratori o mettili in condizione di ricevere degli elogi. I coollaboratori delle aziende reagiscono molto positivamente a responsabili che vogliano davvero portarli al successo. Un buon capo dovrebbe “sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto” ed essere un allenatore dei suoi uomini.


7) Liberati delle persone che creano malumori nel gruppo, che generano o hanno spesso disaccordi o che richiedono una grande manutenzione emotiva. Per il benessere e la salute dell’azienda, l’armonia del gruppo è più importante della produttività dei singoli.


8) Lavora sui lati positivi delle persone, piuttosto che sui lati negativi. Funziona al contrario: lavorando sui lati negativi dei collaboratori, i lati positivi diminuiscono (nel senso che a lungo andare la persona si impegna meno). Il collaboratore è come una roccia nelle mani di uno scultore: alcuni vedono una pietra, altri riescono a vedere la statua al suo interno.


9) Negli affari un’idea diventa vincente solo quando è sostenuta da persone motivate e desiderose di fare la differenza. Per fare questo devi diventare bravo a selezionare le persone. Sviluppa un tuo sistema che ti permetta di inserire persone che facciano fare dei passi avanti all’azienda.


10) Fai bene attenzione quando sviluppi pensieri del tipo “Io non sono più adatto a gestire la mia azienda” o perdi fortemente interesse in quello che stai facendo. Quando hai pensieri di quel tipo è perché hai lasciato entrare una persona sbagliata nell’impresa di cui di devi liberare. Fatti seguire da un consulente HR capace che ti aiuti ad individuarla e a gestire la situazione.


Paolo Ruggeri 

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27/02/2015

Da pochi giorni è  online il nuovo ebook di Gianni Vacca e Simona Lodolo: CSI Corporate Special Investigation. Questo nuovo lavoro nasce dall’esperienza diretta dei due marketing detective autori nelle piccole e medie imprese che operano in Italia e all’estero.

L'ebook è facile e veloce da leggere ed è pensato e scritto per gli imprenditori che vogliono innovare le proprie aziende sotto diversi profili, da quello finanziario al marketing, dalla relazione con i clienti fino alla propria filosofia aziendale.


Attraverso le indagini di Mark e Ketty, il lettore scopre consigli pratici, facili da applicare immediatamente nella propria impresa, sia essa BtoB che BtoC.


In definitiva, queste poche pagine contengono tutto quello che può aiutare un'azienda a crescere. La lettura è particolarmente indicata per le Start Up, che possono, fin da subito, seguendo le raccomandazioni dei due investigatori speciali, partire con il piede giusto per avviare l'impresa con l'approccio più corretto. Ciò non toglie che, come consigliano i due autori, "pensare da Start Up" aiuta l'azienda a non vivere (e morire) di abitudini.


L’indagine parte da una serie di minacce inviate al titolare di un'impresa: sulla sua scrivania sono arrivate sei buste anonime, una silenziosa minaccia per l'azienda e al cui interno è presente un contenuto quanto mai insolito.
Buona lettura.

Lo trovate in vendita su iTunes al link:

https://itunes.apple.com/it/book/business-csi/id969735751?mt=11

su Amazon:

http://www.amazon.it/Business-CSI-Simona-Lodolo-ebook/dp/B00TUNBZ5W/ref=sr_1_20?ie=UTF8&qid=1425036407&sr=8-20&keywords=engage+editore

...e su altri 60 store online!


Buona lettura!

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20/02/2015

Ieri e oggi ho avuto due giornate molto piacevoli a Roma dove ho tenuto il Corso Leadership Base. 

Ringrazio Damiano Pisanu di I-Profile Lazio per la fantastica organizzazione. 

Le diapositive sono allegate.

Paolo Ruggeri 

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19/02/2015

La leadership può essere riassunta come la capacità di motivare ed accendere le persone. E’ necessario però contestualizzare la leadership in 5 passi:

1) Leadership. Fare sì che le persone facciano le cose con orgoglio. Questa è una capacità che dipende da due caratteristiche personali: tenacia smisurata e grande umiltà. Ferrero, ad esempio è stato un Leader di questo tipo. Il leader non ama apparire, non ci tiene ad andare in televisione. I grandi leader sono persone avvicinabili da tutti e che vogliono ottenere grandi risultati. Capisci quali sono le persone di questo tipo da come si comportano con chi non ha potere. Chi tratta bene tutti, indipendentemente dalla sua condizione sociale, è un grande leader.

2) Guarda i fatti brutali ma non perdere la fede. Devi guardare la realtà in modo oggettivo, se necessario devi osservarla in tutta la sua crudezza, ma non devi mai farti abbattere dalle cose negative. Bisogna vedere gli ostacoli della vita come una fonte di crescita personale. E’ necessario, per esempio, guardare la realtà dell’Italia di oggi, ma non bisogna mai perdere la fede in un futuro migliore.

3) Prima CHI, poi CHE COSA. L’importante è trovare le persone migliori, perché anche se hai l’idea migliore del mondo non potrai realizzarla con le persone sbagliate. Il successo si basa sulle persone, non sulle cose.

4) La strategia del porcospino. Si basa su tre fattori: Qual è l’attività nella quale puoi diventare il migliore del mondo? Cosa ti appassiona veramente? Cosa guida il tuo motore economico, ovvero per cosa gli altri sono disposti a darti dei soldi?

5) Esecuzione.Bisogna persistere, andare avanti e superare le difficoltà con determinazione.

Le caratteristiche dei LEADER

a) Leader è qualcuno che fa in modo che le persone vogliano collaborare con entusiasmo. La prima cosa che un seguace richiede ad un leader è che sia competente. Il leader sa quello che fa? Se vuoi essere leader devi continuare a formarti costantemente. Ad ogni processo di crescita d’azienda, infatti, è necessario sviluppare nuove competenze, perché quando cresci esci dalla zona di comfort. Se non esci dalla tua zona di competenza non puoi pensare di crescere.


b) E’ importante che chi dirige sappia come attirare l’attenzione, entusiasmare ed interessare le persone.

c) Il leader è interessato. Chi guida gli altri deve avere a cuore le persone che gestisce. Deve saper comunicare con loro e ascoltare con interesse.

d) L’abilità di dirigere può anche essere composta di forza e capacità di chiedere ai collaboratori. L’importante è credere in ciò che si fa. Se credi nel tuo progetto, se le azioni quotidiane dimostrano che credi nel tuo sogno, le persone riconosceranno in te la forza. Quando chiedi qualcosa alle persone, devi sempre accertarti che le eseguano. Se chiedi qualcosa e poi non hai la forza di pretendere ciò che hai chiesto, finisci con il perdere la leadership.

e) Tutti i grandi leader hanno uno scopo che perseguono con intensità elevatissima. Le persone ammirano chi decide di fare qualcosa di rivoluzionario. Dopo un po’ di tempo i leader diventano il simbolo del proprio obiettivo, della propria meta (Steve Jobs con Apple, ad esempio)

f) In presenza di Leadership la comunicazione è possibile. Il leader è un ascoltatore che rende possibile la comunicazione dal basso verso l’alto. Sii disponibile ad ascoltare le persone che guidi, sempre.

g) Competenza psicologica. Il leader è capace di cogliere i lati positivi e negativi delle persone.

h) Un leader deve provare affetto verso le persone che guida. Per chi sei disposto a fare il miglio in più? Se un collaboratore ha bisogno di aiuto, sei disposto a sacrificare qualcosa per aiutarlo?

i) Un leader deve essere in grado di suscitare nelle persone che guida un certo affetto per sé. Devi farti voler bene dalle persone.

Leader si nasce o si diventa? Gli studi dicono che il 30% del carattere dipende da fattori genetici, il restante 70% deriva dalle esperienze e dalla storia personale. Puoi aumentare la tua leadership seguendo dei corsi di formazione, studiando, sperimentando. E poi c’è un’altra strada, che ti consente di sviluppare la leadership in modo istantaneo.

La maggior Parte dei leader della storia erano persone ordinarie, fino a quando non hanno vissuto una specifica situazione, un’esperienza, che gli ha fatto dire “Questa cosa deve cambiare”. Quando decidi di cambiare qualcosa e ti assumi la responsabilità di questo cambiamento, allora la leadership si sviluppa immediatamente.

Paolo Ruggeri







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16/02/2015

Oggi, presso la Diego dalla Palma, ho tenuto una presentazione sul management dell'istituto e sulla gestione delle collaboratrici. 

E' stata una giornata molto piacevole e mi sono confrontato con persone davvero positive e desiderose di migliorare. 

Diapositive della presentazione sono allegate. Un caloroso ringraziamento a Maria Teresa Antonucci per l'ottima organizzazione. 

Paolo Ruggeri 

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16/02/2015

Da un mese la nostra casa editrice Engage sta portando avanti un progetto sociale ambizioso ma molto importante per il nostro Paese e il futuro dei nostri figli: portare l’Etica nella Politica.
Ho inviato a tutti i membri del Consiglio Regionale del Veneto una copia del nostro libro “L’Etica dell’Eccellenza”, accompagnando il dono da una lettera che spiegava il perché di questo gesto.
Rispondendo al nostro appello, altri imprenditori hanno deciso di adottare i loro consigli comunali (mandare una copia del libro a tutti i membri del Consiglio Comunale accompagnato da una lettera) con l’obiettivo di cambiare le cose.
E in 20 giorni altri 19 NUOVI COMUNI hanno ricevuto il libro!


Clicca su "download delle slides" per scaricare la seconda newsletter e scoprire quali sono i i nuovi comuni adottati!

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15/02/2015

Venerdì e Sabato sono stato a Foggia a tenere un corso Leadership ai clienti dei nostri affiliati I-Profile Foggia e I-Profile Bari.

Oltre a passare due splendide giornate con alcune realtà imprenditoriali di grande qualità, mi sono emozionato nel veder rappresentate in aula ben 4 affiliati OSM: I-Profile Foggia, I-Profile Bari, I-Profile Pescara, I-Profile Teramo: la nostra azienda e la nostra influenza sul territorio sta crescendo. 

Diapositive allegate. Un caloroso ringraziamento a Paola Telese di I-Profile Foggia www.i-profilefoggia.it per l'organizzazione. 

Paolo Ruggeri 

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06/02/2015

Nell’immaginario collettivo quando si pensa ad un talento generalmente ci si riferisce ad una persona con qualità straordinarie, doti innate fuori dal comune e quindi a un individuo decisamente superiore alla media. Vengono in mente persone del calibro di W.A. Mozart, Leonardo da Vinci, Thomas Edison, Steve Jobs...


Anche nel mondo dell’impresa molto spesso il concetto di talento assume questo significato. Le aziende bramano e rincorrono persone dotate di caratteristiche straordinarie in termini di competenze o abilità individuali che, una volta assunte, rivoluzionino l’intera azienda portandola al successo. Sono convinte che trovare un paio di questi “elementi” (il campionissimo delle vendite, il mago della finanza o il genio dell’informatica) risolverebbe per sempre i loro problemi. Persone che, se anche esistessero, sarebbero comunque fuori dalla portata economica della maggior parte delle PMI.


Invece il concetto di talento per un’azienda dovrebbe avere una connotazione differente. Le imprese non dovrebbero puntare a cercare individui straordinari che cambino le sorti del business in una settimana. I veri talenti per le PMI sono semplicemente persone che condividono i valori dell’azienda, sono produttive e creano risultati, portano un valore aggiunto in termini di atteggiamento/ idee / competenze e creano un impatto positivo all’interno del gruppo.


Per un imprenditore il talento è la persona che condivide i suoi progetti e non ostacola la loro realizzazione, propone idee innovative, diffonde il buon umore, si integra rapidamente nel gruppo, non ha costantemente bisogno di direttive e infonde passione in ciò che fa.


Quali sono le caratteristiche che identificano il talento?


La prima è il SENSO DI INADEGUATEZZA. Il talento è colui che, pur ottenendo buoni risultati, non si sente mai arrivato. Non ne sa mai abbastanza. Si sente sempre “positivamente inadeguato” per il proprio ruolo e quindi è costantemente focalizzato sull’automiglioramento, continua ad aggiornarsi, è desideroso di imparare e di crescere, si confronta con i migliori e cerca di emularli.


La seconda è il SENSO DI URGENZA. Per un talento il momento giusto è sempre “adesso”. Scalpita dal desiderio di ottenere risultati, si attiva tempestivamente per realizzare le idee che ha pensato. Non ha tempo da perdere. Non vuole rimandare, aspettare, procrastinare. Vuole solo ottenere risultati, realizzare i suoi sogni. In fretta.


La terza è la DISPONIBILITÁ AL CAMBIAMENTO. Diffidate di chi resiste al cambiamento e alle innovazioni. Di chi dice che tutto va bene perché ha sempre funzionato così. Queste persone non vi porteranno nel futuro e non faranno espandere la vostra azienda. Il talento anticipa il cambiamento e lo cavalca; o perlomeno non lo frena. Spesso lo propone e vi partecipa attivamente.


La quarta è l’ORIENTAMENTO A FARE PRIMA DI AVERE. Il vero talento prima agisce e porta risultati, poi chiede qualcosa in cambio. Non ha bisogno del “gettone” per fare qualcosa. Coloro che dicono “Per vendere i nuovi prodotti mi serve la brochure”, oppure “Sì, partecipo a questo progetto; ma quanto ci guadagno?” sono collaboratori jukebox, nel senso che non funzionano se non inserisci il gettone; non sono veri talenti, per quanto possano avere capacità produttive o competenze tecniche specifiche. Il talento invece possiede intraprendenza e iniziativa, si mette all’opera senza necessariamente aspettarsi un ritorno economico o un riconoscimento immediato; spesso si attiva anche su progetti non strettamente legati al suo ruolo specifico, motivato dal desiderio di contribuire e aiutare.


La quinta è l’ATTEGGIAMENTO “NO PROBLEM”. Il talento è focalizzato sui risultati e pensa che qualsiasi barriera possa essere abbattuta e qualsiasi difficoltà risolta. È più concentrato sulle soluzioni che sui problemi e sa che può contribuire a migliorare l’azienda in cui lavora risolvendo personalmente le difficoltà che incontra, evitando che queste arrivino ai suoi superiori. Affronta ogni situazione dicendo al suo capo “Non preoccuparti. Me ne occupo io”. Quanto vale per un imprenditore arrivare alla mattina in azienda e trovare qualcuno che con un sorriso gli porta delle soluzioni ai problemi? Questo non ha prezzo.


Riassumendo… come riconoscete un talento?
Spinta costante al miglioramento personale. Velocità nell’ottenere risultati. Predisposizione all’innovazione. Iniziativa senza pretese. Capacità di risolvere i problemi.


Il talento per le PMI è un individuo prezioso perché fa sorridere l’imprenditore. E un imprenditore sereno è la migliore notizia per tutta l’azienda.

Tratto da "Scegli chi ti aiuta" di Flavio Cabrini e Federica Broccoli. Richiedi la tua copia su http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=6


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02/02/2015

I nuovi condottieri tradotto in portoghese è al primo posto nelle classifiche iTunes Brasile!
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27/01/2015

La campagna “Etica nella Politica” è davvero ripartita alla grande!

Ben 17 comuni sono già stati adottati e voglio ringraziare i nostri clienti e consulenti che mi hanno prontamente sostenuto:

Fulvio Bonacini, titolare del ristorante Arcimboldo di Sirmione che ha adottato il comune di Sirmione


Paolo Valentini, titolare dell'azienda I-Profile Venezia che ha adottato i comuni di Lendinara, Badia Polesine, Fratta Polesine e Adria


Massimo De Marco, titolare Ottica De Marco a Cordenons che ha adottato i comuni di Cordenons e Fiume Veneto


Igor Toffoli titolare di Toffoli Serramenti a Varmo, ha adottato i comuni di Varmo, Codroipo, Rivignano, Bertiolo, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Caorle, Pordenone, Udine e Gorizia.




Grazie per il supporto e continuiamo a portare l'etica della politica!

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22/01/2015

Bella sorpresa oggi, il Sole24ore parla del nostro progetto, qui trovate l'articolo completo!
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14/01/2015

Dopo un periodo di pausa riprendo in mano il progetto Etica nella politica, per chi non sapesse di cosa parlo rimando al link da cui tutto era iniziato: 
http://www.paoloruggeri.it/blog_articolo.asp?idp=908#.U1EniFV_vj4.

Come primo passo per ricominciare alla grande ho inviato a tutti i consiglieri della regione Veneto una copia del mio libro "Etica dell'Eccellenza", ma il lavoro è appena iniziato!

Clicca su "download delle slides" per scaricare la prima di una serie di newsletter in cui spiego da dove nasce il progetto e a che punto siamo.

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12/01/2015

Calendario affollato da qui a Marzo: ho previsto 3 corsi leadership e 2 corsi public speaking in giro per l'Italia. Sto chiudendo le iscrizioni e per il momento non ho in previsione altre date per quest'anno: se vuoi partecipare è meglio affrettarsi!

Guarda il calendario dei corsi all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/corsi.asp

Per info e prenotazioni scrivimi a info@paoloruggeri.it
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24/12/2014

I miei auguri per gli amici: 




Paolo Ruggeri 
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05/12/2014

Cosa può determinare la caduta di un leader? Compagni di viaggio non adeguati!

Che dire infatti delle persone che hai provato a gestire considerandoti causa, ragionando in modo win win, diventando una bella persona, ma che ancora non cambiano e che ti rendono la vita difficile?


Beh…la cosa funziona così…o tu riesci ad influenzare loro, oppure loro influenzeranno te. Non c’è alternativa. Devi però sapere anche che ci sono delle persone che non cambieranno mai. E se non sei in grado di riconoscerle, renderanno la tua vita miserabile.


Fai bene attenzione perché quanto ti sto per dire è della massima importanza.


Le persona nocive


Le persone nocive agiscono come quei grandi pini sotto i quali qualsiasi pianta ha difficoltà a crescere e, se anche ci riesce, cresce rachitica o con grandi stenti. L’associazione con questo tipo di persone comporta grandi difficoltà e sicuramente una grande quantità di stress. Ogni volta che ti associ a loro tendi a peggiorare. Tutte le volte in cui nella mia vita mi sono associato con persone del genere, dopo un po’ di tempo, inspiegabilmente, le cose iniziavano ad andarmi male. Io stesso facevo errori stupidi e, più passava il tempo, meno avevo fiducia in me stesso.


Le persone negative

Esistono persone che si concentrano primariamente sui lati negativi di coloro che hanno intorno. Hai mai avuto a che fare con qualcuno che, qualunque cosa tu facessi, ci trovava dei difetti? O che era sempre pronto a indicarti tutto quello che facevi male, senza essere altrettanto pronto a riconoscere tutto ciò che facevi bene? Spesso sono persone che vedono i propri simili come potenziali nemici, piuttosto che come amici. Questo atteggiamento a volte deriva da grandi fregature o sconfitte che hanno subito nel passato oppure dall’essere rimaste a loro volta associate per lungo tempo con una persona negativa. Avere a che fare per molto tempo con una persona del genere è frustrante, perché ti svuota, ti demotiva, ti rende incerto riguardo alle tue vere capacità.


Le persone con uno scarso senso etico


Queste sono persone che spesso o volentieri sono coinvolte in attività non etiche. Tradiscono o rubano o truffano. Le persone con uno scarso senso etico sono pessimi compagni di viaggio. Proprio perché tradiscono il coniuge o mentono, stai pur tranquillo che prima o poi mentiranno anche a te. Ma il fatto che mentiranno anche a te è il meno. Alla lunga, continuando a frequentarle, tu stesso sperimenterai un peggioramento del tuo senso etico e la tua vita comincerà ad ingarbugliarsi.


Le persone che non si mettono in discussione


Mettersi costantemente in discussione è una grande caratteristica della persona di successo. Con il mondo che cambia velocemente, con l’azienda che cresce, la capacità di correggere se stessi è fondamentale. Stai attento a chi non lo fa, perché prima o poi, avendo a che fare con loro, la loro riluttanza a mettersi in discussione ti farà pensare “che forse il problema sei tu”. E quando arrivi a pensare quello, ti devasteranno.


Le persone che non credono in te


Per avere successo devi avere vicino degli amici che credono in te. Le persone che non credono in te non sono buoni amici, perché metteranno in luce tutte le tue lacune e le amplificheranno. Circondati di persone capaci e che credano in te.


Quando hai a che fare con persone delle 5 tipologie che ti ho appena descritto, attiva l’anti virus e fai molta attenzione! Se dovessi avere persone nel tuo ambiente con le caratteristiche di cui sopra devi intraprendere rapidamente delle azioni correttive. Altrimenti, così come il computer che, infettato da un virus, inizia a mandare e-mail infette a tutta la lista di indirizzi, comincerai a tua volta a utilizzare quelle stesse caratteristiche con le persone che interagiscono con te.


Non aggredirle, non andarci in scontro, non elencare tutti i difetti che hanno, rimani una bella persona. Prova a metterti in discussione tu, prova a cambiare il tuo atteggiamento. Guarda sinceramente se c’è qualcosa che stai facendo tu che non è ottimale nei loro confronti. Poi prova a influenzarle facendo leva sui loro lati positivi. Se non le influenzi, sai già come andrà a finire, tu stesso regredirai e tornerai a commettere le stesse azioni negative che abbiamo gestito durante la quinta regola.


Dopo aver provato un certo numero di volte, se vedi che non c’è stato nessun miglioramento o nessun miglioramento apprezzabile, devi sapere che se continui a frequentarle assiduamente te ne tornerai nell’invisibilità, ma non solo.


Frequentando le persone nocive si arriva un po’ alla volta a credere che tutta l’umanità sia composta di persone simili. Non è vero. Là fuori ci sono anche tante persone positive che sono contente se hai successo, che vogliono aiutare gli altri e che cercano di mettere in luce il bello e il positivo, piuttosto che il tetro e il cupo.


I compagni che scegli determineranno il tuo destino. Se vuoi volare con le aquile, devi smetterla di frequentare i tacchini, e soprattutto… i cacciatori.


Associati con persone positive!!!


Paolo Ruggeri

Tratto da "Le 10 regole del successo". Se sei interessato puoi acquistare la tua copia direttamente all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=50


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17/11/2014

Nonostante il clima difficile per le imprese, esiste un 20% di aziende italiane che batte regolarmente la crisi e incrementa fatturati e utili. Queste imprese fanno cinque cose diverse rispetto a tutte le altre che soffrono:


1) Marketing Tridimensionale


Le imprese che soffrono la crisi praticano quello che io chiamo “Marketing Bidimensionale”. Nel Marketing Bidimensionale l’azienda si concentra su due dimensioni: l’azienda o il prodotto che tratta, e le attività promozionali che vengono svolte per raggiungere il maggior numero possibile di clienti o potenziali clienti.

Tali aziende cercano di veicolare i loro messaggi su più canali possibili (sito, mailing, promozioni, fiere, volantini, ecc). Pur essendo decisamente più efficaci di quelle che non comunicano affatto o che comunicano in modo saltuario queste imprese comunque soffrono in quanto praticano un marketing non più adeguato ai tempi moderni

Oltre ai sistemi classici di comunicazione, il Marketing Tridimensionale ingaggia i clienti e tutte le persone che gravitano attorno all’azienda come sponsor, ambasciatori o ritrasmettitori dei propri messaggi. Le aziende che lo praticano fanno grande uso di social network (che non vengono usati come l’ennesima vetrina ma cercano di ingaggiare attivamente clienti e potenziali clienti) quali Facebook, Youtube, Tripdadvisor, organizzano eventi su base regolare anche in co-branding con altre aziende, sviluppano alleanze, e sono decisamente forti nel forgiare forti relazioni e amicizie con tutti quelli che le circondano.

Nel Marketing Tridimensionale il cliente viene ingaggiato per promuovere l’azienda, condividere contenuto emozionante e interessante, ritrasmetterne i valori.

I clienti, i fornitori e i numerosi partner amano queste aziende e quello che fanno. E’ per questo motivo che le sponsorizzano, le promuovono e condividono i loro contenuti sui social network.

Promuovere attivamente prodotti e servizi non è più sufficiente. Serve di più. La terza dimensione del Marketing Tridimensionale è l’amore.

I tuoi clienti amano quello che fai e ciò che la tua azienda rappresenta?



2) Imprenditore concentrato sull’intangibile: spiritualità e valori.


Girando per le zone industriali del nostro Paese una ventina d’anni fa non era raro imbattersi in un titolare che veniva a riceverti in tuta da lavoro. Erano imprenditori, quelli, concentrati sul prodotto, cioè sul corpo dell’azienda. La produzione, lo stabilimento, i macchinari, erano le loro principali aree di attenzione.

L’attenzione dei titolari d’azienda del nostro Paese si è poi spostata su vendite, organizzazione e finanza, gli aspetti organizzativi e dell’efficienza, si lavorava sulla mente dell’impresa.

L’ultima generazione di imprenditori Italiani, quelli che battono la crisi con regolarità, è concentrata invece sugli aspetti intangibili, spiritualità e valori. Non si tratta di imprenditori che meditano ma di persone che sostengono il loro marketing tridimensionale perseguendo e promuovendo ideali un po’ più elevati, cercando di essere belle persone, contribuendo alla comunità, distribuendo gratuitamente conoscenza e know how, inseguendo una finalità un po’ più elevata per le loro imprese e per se stessi che non il mero profitto. Aziende come Gessi, Servizi CGN, Open Source Management non hanno solo costruito un modo diverso di promuoversi e di ingaggiare il proprio cliente. Sono diventate in quel modo perché chi sta alla loro cima ha sposato una visione diversa dell’impresa, basata su valori e fattori intangibili.

Questi imprenditori hanno capito che se vuoi cambiare l’outside, ciò che c’è intorno a te, devi prima di tutto lavorare sull’inside: te stesso.

L’imprenditore Italiano che batte la crisi è concentrato su spiritualità, valori e ideali.



3) Da “struttura gerarchica” (anche piatta) a “inseguiamo un sogno”.


Peter Drucker, il celebre genio del management, sosteneva già svariati anni fa che il presente modello economico e organizzativo delle imprese era finito e che, presto, ci sarebbe stato il bisogno di sostituirlo con uno completamente nuovo.

Le aziende italiane che battono la crisi non sono per nulla gerarchiche ma hanno un grande sogno che perseguono assieme ai propri collaboratori che sono consapevoli che potranno goderne dei frutti.
Questi imprenditori creano attivamente opportunità e possibilità di crescita per chi fa parte del loro gruppo e così facendo attirano e tengono coinvolti i migliori talenti.
In tali aziende la parola “dipendente” è bandita così come molto del linguaggio sindacale relativo a determinato, indeterminato, articolo 18. In tali aziende si insegue un sogno, ci sono incentivi economici e opportunità di crescita e di sviluppo.

Il Capitale Umano che genera ricchezza nel XXI secolo non ha bisogno dei modelli sindacali che hanno caratterizzato il nostro Paese nel secolo scorso. E’ come cercare di approcciare internet utilizzando la logica della televisione, discutendo di canali e di frequenze.

Le aziende che battono la crisi hanno capito che il capitale umano che genera ricchezza nel XXI secolo non ama le gerarchie ma dà il massimo quando insegue i sogni.



4) Sforzi incessanti per abbassare l’età media dell’azienda.


Nel nostro Paese il 40% dei giovani sotto i trent’anni è senza lavoro. Chi scrive non sa capire se la colpa di questa situazione sia da attribuire alla crisi, alla legislazione del lavoro o alla scuola. Chi scrive sa solo che è provato che le innovazioni che cambiano un settore o lo rivoluzionano nella maggior parte dei casi vengono da persone che hanno meno di trent’anni.

Se non diamo lavoro a queste persone, che probabilità avremo mai di ri-inventare le nostre imprese? Che probabilità avremo di cogliere davvero le nuove rivoluzioni o essere adatti ai nuovi modelli di marketing?

Mentre valorizzano tutto il talento, le aziende che battono la crisi lavorano incessantemente per inserire persone che abbassino l’età media del personale dell’azienda.



5) Vocazione internazionale.

Un celebre spot della banca HSBC afferma che “nel futuro anche la più piccola delle aziende dovrà essere multinazionale”. In un mondo globale è impossibile continuare a competere non tenendo conto e non facendosi inquinare costantemente da un contesto internazionale.

Non si tratta qui di esportare e di guadagnare con il Made in Italy, si tratta di sviluppare quel patrimonio genetico e quella costituzione fisica che ti viene solo se provi a competere e ti confronti anche con i mercati internazionali.

Non importa se sei un’impresa del settore metalmeccanico o un ristorante che non potrà mai esportare. Se vuoi evolvere e sopravvivere devi cominciare a sviluppare una cultura globale anche se si trattasse solo di indirizzarti alla popolazione extracomunitaria del nostro Paese o provassi a fare dell’e-commerce internazionale.

Nel futuro anche la più piccola delle aziende dovrà essere una multinazionale.


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In Italia è tredici trimestri che il nostro Pil cala. C’è la crisi.

Nonostante questa crisi, un 20% di aziende cresce e fa utili.

Hanno capito prima delle altre che esiste un modello nuovo.

Più efficace, più divertente e sicuramente più premiante.

Non puoi cambiare l’outside se prima non cambi l’inside.


Paolo Ruggeri


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12/11/2014

“Il nemico non è il tempo, ma l’uso che ne facciamo.”Richard Koch

Per riuscire a ottenere buoni risultati in azienda il buon manager deve imparare a gestire il proprio tempo in modo differente e più efficace. Vi sono casi infatti, in cui, la presenza di tutta una serie di logiche aziendali ci porta ad “essere prigionieri della nostra azienda”, ci impedisce di essere creativi e di dedicarci a quelle attività che

a) faranno una grande differenza per il futuro della nostra azienda, e
b) che ci divertono e ci motivano.


Quante volte, nell’arco della giornata, pensiamo a cose che dovremmo fare, che sarebbe opportuno eseguire per rinforzare la nostra azienda, ma poi, seppur pieni di buoni propositi, ci ritroviamo assorbiti dalle emergenze? Quante volte abbiamo pensato che avremmo dovuto prestare maggiore attenzione ai nostri collaboratori, motivarli, formarli, ma poi pressati dalle crisi, abbiamo dovuto riconsiderare le nostre priorità?


Vi chiedo di porvi questa domanda: immaginate di avere tutto il tempo del mondo. Identificate quelle due attività cui vi dedichereste che farebbero una grande differenza per la vostra azienda. A cosa vi dedichereste? Avendo tutto il tempo del mondo, quali sarebbero le due attività alle quali dedichereste il vostro tempo? La maggior parte dei manager, quando pongo questa domanda, mi risponde che si dedicherebbe alla formazione e alla motivazione delle risorse umane. Altri ancora mi dicono che si dedicherebbero al marketing, alla ricerca e sviluppo, alla pianificazione.


Quando pongo questa domanda, ascoltando le risposte dei manager, mi rendo conto che molti di loro avrebbero anche idee brillanti. Quando mi parlano delle loro idee, i loro occhi si illuminano. Si rendono conto che, occupandosi di quelle attività che hanno identificato, sarebbero in grado di CAMBIARE VOLTO alle loro aziende. A questo punto chiedo ai manager CHE PERCENTUALE DEL LORO TEMPO dedichino in media alle attività che hanno identificato quando ho posto loro la domanda iniziale. La metà di loro mi risponde che oscilla tra lo 0 ed il 5%. Sembra un paradosso. Queste attività farebbero una GRANDE differenza per l’azienda. Ciò nonostante i manager confessano di dedicare loro una percentuale esigua del proprio tempo.


Queste attività possono fare la differenza fra vincere la guerra e perderla. Se non facciamo dei progressi strategici perderemo tutte le guerre. Una guerra non viene vinta da chi spara più pallottole. Analogamente la “guerra aziendale” non necessariamente viene vinta da chi lavora di più. Una guerra viene vinta da chi ha la pianificazione migliore, da chi per primo sviluppa le armi migliori, da chi ha i migliori ufficiali.


Il tempo del manager mediocre e assorbito principalmente dalle crisi. A furia di gestire crisi perde lucidità, inizia a ragionare a breve termine, e senza rendersene conto, finisce in uno stupido meccanismo in base al quale gestisce TUTTE le urgenze, a prescindere dalla loro importanza Arriva a sera che e talmente demotivato e frustrato, che si dedica ad attività non importanti e non urgenti.


I manager mediocri si focalizzano su attività che danno un’immediata gratificazione e tralasciano quelle attività che farebbero una grande differenza per il futuro. I grandi manager prendono decisioni e fanno sacrifici che potrebbero non ripagarli per anni, ma che nel lungo termine danno risultati strepitosi.


Il leader e quella persona che fa le cose veramente importanti per la sua azienda. Come potrà mai essere motivante quel manager che, non avendo fatto le cose veramente importanti, si ritrova a subire il cambiamento piuttosto che crearlo?


E soprattutto come potrà mai essere motivato lui stesso, se la sua visione dell’azienda e concentrata tutta sul breve termine, e non ha più spazio per creare il futuro?


Paolo Ruggeri

Tratto dal libro "I nuovi condottieri" disponibile all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=51


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30/10/2014

E’ uscito il nuovo libro OSM

Il NUOVO libro OSM di Antonio Coeli è un assoluto must!
Abbiamo letto i libri dei guru, abbiamo letto i libri dei consulenti, perché non leggere il libro di chi gestisce la rete vendita di una delle aziende che OGGI fa più utili in Italia?


Devi costruire una rete vendita e non sai da che parte cominciare? Non sai come aiutare i tuoi collaboratori del commerciale a fare di più e meglio? Hai questi e molti altri dubbi?


Questo e’ il libro che fa per te. Sfogliando le pagine scritte da Antonio Coeli, uno dei manager di maggiore successo in questo settore, troverai tutte le risposte a queste domande e a molte altre ancora. Poca teoria e molta pratica, perchè la vendita e’ proprio questo!


Acquista subito la tua copia all’indirizzo
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=88

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29/10/2014

Ecco la mia presentazione di questa sera all'Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche, ospite di Radio Linea. 

Le aziende che rimangono in crisi in Italia in questo momento non hanno capito che alcuni strumenti e paradigmi non sono più adatti ai tempi che sono. 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri 

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28/10/2014

" -O ti distingui o ti estingui- : mai come nel momento attuale e nel futuro questo motto è e sarà vero. Anche pensando ad un’azienda e al suo leader dobbiamo pensare di creare una cosa UNICA, di gestirla in modo DIVERSO dal tradizionale, diverso da come fanno tutti gli altri! Ecco perché non devo creare una squadra di persone brave e motivate (è NORMALOIDE, è banale), ma una squadra di persone super che siano così motivate da essere addirittura i primi TIFOSI della squadra a cui appartengono!

E se voglio una squadra di super-tifosi devo lavorare molto sulla loro autostima, che non è mai abbastanza alta, sulla loro ambizione, che non sempre è presente in tutti i componenti della squadra, su tutto ciò che li porta ad avere un grande senso di appartenenza fino a renderli TIFOSI, quindi entusiasti determinati e persistenti, e non semplici collaboratori motivati.

Però… c’è un però: tutto questo si può realizzare, ma deve esserci innanzitutto la capacità di andare oltre i nostri limiti, di non farci frenare da paure, insicurezze, dubbi o altro. Per avere successo, per realizzare i nostri obiettivi dovremmo tornare ad avere la mente di un bambino. Dovremmo essere capaci di pensare come loro, ossia dovremmo ripulire il nostro cervello da tutti quei limiti che ci siamo auto-imposti negli anni.

I bambini, in particolare i più piccoli, si sentono onnipotenti: pensano di potere fare tutto, anche quello che è impossibile fare. Impareranno, piano piano, a darsi dei limiti; impareranno che non tutto è possibile, che non tutto è realizzabile come loro credevano; le sconfitte inevitabili della vita, poi, intaccheranno quella che alla nascita era una fiducia illimitata in sé stessi e negli altri: cominceranno a pensare che “quella cosa lì non posso ottenerla, non posso farcela…”; capiranno, insomma, che non tutti i sogni che cullano potranno essere realizzati.

Il solo limite alla realizzazione dei nostri sogni siamo noi: è la nostra mente che ci sussurra “non ce la farai, è troppo difficile per te, non sei abbastanza bravo...”.

Lavora sulla tua AUTOSTIMA (e su quella dei membri della tua squadra): il primo passo per arrivare alla realizzazione di un obiettivo è individuare cosa ci sta bloccando, perché se si continua a pensare di non farcela, è inevitabile che non ce la si farà. L'insuccesso, così come il successo, è una profezia che si auto-avvera. Quindi siamo onesti con noi stessi e iniziamo a domandarci: di cosa abbiamo, profondamente, paura? Perché siamo convinti di non riuscire a realizzare il nostro sogno?

Il prerequisito fondamentale per costruire una rete vendita di successo (ma più in generale per ogni meta che ci poniamo) è affrontare in prima persona i propri blocchi e le proprie paure, guardarli bene e allenarsi quotidianamente a superarli. È un lavoro duro quello che attende chi decide di vincere sui propri limiti per costruire una vita realmente felice, non è un lavoro low cost: richiederà un investimento emotivo, prima ancora che economico, importante. Ma il risultato per chi avrà il coraggio e la determinazione necessari ad affrontarlo sarà il successo. Non c'è dubbio.

Lavora sulla tua AMBIZIONE (e su quella dei membri della tua squadra): ti accontenti di piccoli sogni, di piccoli obiettivi, o vuoi lasciare un segno? Vuoi costruire una rete vendita UNICA o una rete vendita qualunque?

Lavora sull’APPARTENENZA: una squadra non può essere unica, non può vincere tutto se i suoi membri non hanno un forte senso di appartenenza, non sono i primi TIFOSI della squadra di cui fanno parte; far parte della squadra non può essere solo un lavoro, deve essere molto di più!
Per costruire una squadra eccezionale la sola strada sicura è questa: partire da sé, dalla rinnovata capacità di pensare senza limiti, lavorare duro su autostima, ambizione e appartenenza. Il resto sarà inevitabile, perfetta, conseguenza. "

Antonio Coeli

Tratto da nuovo libro OSM by Antonio Coeli "A.A.A. venditori cercasi"  disponibile al'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=88

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