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05/12/2014

Cosa può determinare la caduta di un leader? Compagni di viaggio non adeguati!

Che dire infatti delle persone che hai provato a gestire considerandoti causa, ragionando in modo win win, diventando una bella persona, ma che ancora non cambiano e che ti rendono la vita difficile?


Beh…la cosa funziona così…o tu riesci ad influenzare loro, oppure loro influenzeranno te. Non c’è alternativa. Devi però sapere anche che ci sono delle persone che non cambieranno mai. E se non sei in grado di riconoscerle, renderanno la tua vita miserabile.


Fai bene attenzione perché quanto ti sto per dire è della massima importanza.


Le persona nocive


Le persone nocive agiscono come quei grandi pini sotto i quali qualsiasi pianta ha difficoltà a crescere e, se anche ci riesce, cresce rachitica o con grandi stenti. L’associazione con questo tipo di persone comporta grandi difficoltà e sicuramente una grande quantità di stress. Ogni volta che ti associ a loro tendi a peggiorare. Tutte le volte in cui nella mia vita mi sono associato con persone del genere, dopo un po’ di tempo, inspiegabilmente, le cose iniziavano ad andarmi male. Io stesso facevo errori stupidi e, più passava il tempo, meno avevo fiducia in me stesso.


Le persone negative

Esistono persone che si concentrano primariamente sui lati negativi di coloro che hanno intorno. Hai mai avuto a che fare con qualcuno che, qualunque cosa tu facessi, ci trovava dei difetti? O che era sempre pronto a indicarti tutto quello che facevi male, senza essere altrettanto pronto a riconoscere tutto ciò che facevi bene? Spesso sono persone che vedono i propri simili come potenziali nemici, piuttosto che come amici. Questo atteggiamento a volte deriva da grandi fregature o sconfitte che hanno subito nel passato oppure dall’essere rimaste a loro volta associate per lungo tempo con una persona negativa. Avere a che fare per molto tempo con una persona del genere è frustrante, perché ti svuota, ti demotiva, ti rende incerto riguardo alle tue vere capacità.


Le persone con uno scarso senso etico


Queste sono persone che spesso o volentieri sono coinvolte in attività non etiche. Tradiscono o rubano o truffano. Le persone con uno scarso senso etico sono pessimi compagni di viaggio. Proprio perché tradiscono il coniuge o mentono, stai pur tranquillo che prima o poi mentiranno anche a te. Ma il fatto che mentiranno anche a te è il meno. Alla lunga, continuando a frequentarle, tu stesso sperimenterai un peggioramento del tuo senso etico e la tua vita comincerà ad ingarbugliarsi.


Le persone che non si mettono in discussione


Mettersi costantemente in discussione è una grande caratteristica della persona di successo. Con il mondo che cambia velocemente, con l’azienda che cresce, la capacità di correggere se stessi è fondamentale. Stai attento a chi non lo fa, perché prima o poi, avendo a che fare con loro, la loro riluttanza a mettersi in discussione ti farà pensare “che forse il problema sei tu”. E quando arrivi a pensare quello, ti devasteranno.


Le persone che non credono in te


Per avere successo devi avere vicino degli amici che credono in te. Le persone che non credono in te non sono buoni amici, perché metteranno in luce tutte le tue lacune e le amplificheranno. Circondati di persone capaci e che credano in te.


Quando hai a che fare con persone delle 5 tipologie che ti ho appena descritto, attiva l’anti virus e fai molta attenzione! Se dovessi avere persone nel tuo ambiente con le caratteristiche di cui sopra devi intraprendere rapidamente delle azioni correttive. Altrimenti, così come il computer che, infettato da un virus, inizia a mandare e-mail infette a tutta la lista di indirizzi, comincerai a tua volta a utilizzare quelle stesse caratteristiche con le persone che interagiscono con te.


Non aggredirle, non andarci in scontro, non elencare tutti i difetti che hanno, rimani una bella persona. Prova a metterti in discussione tu, prova a cambiare il tuo atteggiamento. Guarda sinceramente se c’è qualcosa che stai facendo tu che non è ottimale nei loro confronti. Poi prova a influenzarle facendo leva sui loro lati positivi. Se non le influenzi, sai già come andrà a finire, tu stesso regredirai e tornerai a commettere le stesse azioni negative che abbiamo gestito durante la quinta regola.


Dopo aver provato un certo numero di volte, se vedi che non c’è stato nessun miglioramento o nessun miglioramento apprezzabile, devi sapere che se continui a frequentarle assiduamente te ne tornerai nell’invisibilità, ma non solo.


Frequentando le persone nocive si arriva un po’ alla volta a credere che tutta l’umanità sia composta di persone simili. Non è vero. Là fuori ci sono anche tante persone positive che sono contente se hai successo, che vogliono aiutare gli altri e che cercano di mettere in luce il bello e il positivo, piuttosto che il tetro e il cupo.


I compagni che scegli determineranno il tuo destino. Se vuoi volare con le aquile, devi smetterla di frequentare i tacchini, e soprattutto… i cacciatori.


Associati con persone positive!!!


Paolo Ruggeri

Tratto da "Le 10 regole del successo". Se sei interessato puoi acquistare la tua copia direttamente all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=50


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17/11/2014

Nonostante il clima difficile per le imprese, esiste un 20% di aziende italiane che batte regolarmente la crisi e incrementa fatturati e utili. Queste imprese fanno cinque cose diverse rispetto a tutte le altre che soffrono:


1) Marketing Tridimensionale


Le imprese che soffrono la crisi praticano quello che io chiamo “Marketing Bidimensionale”. Nel Marketing Bidimensionale l’azienda si concentra su due dimensioni: l’azienda o il prodotto che tratta, e le attività promozionali che vengono svolte per raggiungere il maggior numero possibile di clienti o potenziali clienti.

Tali aziende cercano di veicolare i loro messaggi su più canali possibili (sito, mailing, promozioni, fiere, volantini, ecc). Pur essendo decisamente più efficaci di quelle che non comunicano affatto o che comunicano in modo saltuario queste imprese comunque soffrono in quanto praticano un marketing non più adeguato ai tempi moderni

Oltre ai sistemi classici di comunicazione, il Marketing Tridimensionale ingaggia i clienti e tutte le persone che gravitano attorno all’azienda come sponsor, ambasciatori o ritrasmettitori dei propri messaggi. Le aziende che lo praticano fanno grande uso di social network (che non vengono usati come l’ennesima vetrina ma cercano di ingaggiare attivamente clienti e potenziali clienti) quali Facebook, Youtube, Tripdadvisor, organizzano eventi su base regolare anche in co-branding con altre aziende, sviluppano alleanze, e sono decisamente forti nel forgiare forti relazioni e amicizie con tutti quelli che le circondano.

Nel Marketing Tridimensionale il cliente viene ingaggiato per promuovere l’azienda, condividere contenuto emozionante e interessante, ritrasmetterne i valori.

I clienti, i fornitori e i numerosi partner amano queste aziende e quello che fanno. E’ per questo motivo che le sponsorizzano, le promuovono e condividono i loro contenuti sui social network.

Promuovere attivamente prodotti e servizi non è più sufficiente. Serve di più. La terza dimensione del Marketing Tridimensionale è l’amore.

I tuoi clienti amano quello che fai e ciò che la tua azienda rappresenta?



2) Imprenditore concentrato sull’intangibile: spiritualità e valori.


Girando per le zone industriali del nostro Paese una ventina d’anni fa non era raro imbattersi in un titolare che veniva a riceverti in tuta da lavoro. Erano imprenditori, quelli, concentrati sul prodotto, cioè sul corpo dell’azienda. La produzione, lo stabilimento, i macchinari, erano le loro principali aree di attenzione.

L’attenzione dei titolari d’azienda del nostro Paese si è poi spostata su vendite, organizzazione e finanza, gli aspetti organizzativi e dell’efficienza, si lavorava sulla mente dell’impresa.

L’ultima generazione di imprenditori Italiani, quelli che battono la crisi con regolarità, è concentrata invece sugli aspetti intangibili, spiritualità e valori. Non si tratta di imprenditori che meditano ma di persone che sostengono il loro marketing tridimensionale perseguendo e promuovendo ideali un po’ più elevati, cercando di essere belle persone, contribuendo alla comunità, distribuendo gratuitamente conoscenza e know how, inseguendo una finalità un po’ più elevata per le loro imprese e per se stessi che non il mero profitto. Aziende come Gessi, Servizi CGN, Open Source Management non hanno solo costruito un modo diverso di promuoversi e di ingaggiare il proprio cliente. Sono diventate in quel modo perché chi sta alla loro cima ha sposato una visione diversa dell’impresa, basata su valori e fattori intangibili.

Questi imprenditori hanno capito che se vuoi cambiare l’outside, ciò che c’è intorno a te, devi prima di tutto lavorare sull’inside: te stesso.

L’imprenditore Italiano che batte la crisi è concentrato su spiritualità, valori e ideali.



3) Da “struttura gerarchica” (anche piatta) a “inseguiamo un sogno”.


Peter Drucker, il celebre genio del management, sosteneva già svariati anni fa che il presente modello economico e organizzativo delle imprese era finito e che, presto, ci sarebbe stato il bisogno di sostituirlo con uno completamente nuovo.

Le aziende italiane che battono la crisi non sono per nulla gerarchiche ma hanno un grande sogno che perseguono assieme ai propri collaboratori che sono consapevoli che potranno goderne dei frutti.
Questi imprenditori creano attivamente opportunità e possibilità di crescita per chi fa parte del loro gruppo e così facendo attirano e tengono coinvolti i migliori talenti.
In tali aziende la parola “dipendente” è bandita così come molto del linguaggio sindacale relativo a determinato, indeterminato, articolo 18. In tali aziende si insegue un sogno, ci sono incentivi economici e opportunità di crescita e di sviluppo.

Il Capitale Umano che genera ricchezza nel XXI secolo non ha bisogno dei modelli sindacali che hanno caratterizzato il nostro Paese nel secolo scorso. E’ come cercare di approcciare internet utilizzando la logica della televisione, discutendo di canali e di frequenze.

Le aziende che battono la crisi hanno capito che il capitale umano che genera ricchezza nel XXI secolo non ama le gerarchie ma dà il massimo quando insegue i sogni.



4) Sforzi incessanti per abbassare l’età media dell’azienda.


Nel nostro Paese il 40% dei giovani sotto i trent’anni è senza lavoro. Chi scrive non sa capire se la colpa di questa situazione sia da attribuire alla crisi, alla legislazione del lavoro o alla scuola. Chi scrive sa solo che è provato che le innovazioni che cambiano un settore o lo rivoluzionano nella maggior parte dei casi vengono da persone che hanno meno di trent’anni.

Se non diamo lavoro a queste persone, che probabilità avremo mai di ri-inventare le nostre imprese? Che probabilità avremo di cogliere davvero le nuove rivoluzioni o essere adatti ai nuovi modelli di marketing?

Mentre valorizzano tutto il talento, le aziende che battono la crisi lavorano incessantemente per inserire persone che abbassino l’età media del personale dell’azienda.



5) Vocazione internazionale.

Un celebre spot della banca HSBC afferma che “nel futuro anche la più piccola delle aziende dovrà essere multinazionale”. In un mondo globale è impossibile continuare a competere non tenendo conto e non facendosi inquinare costantemente da un contesto internazionale.

Non si tratta qui di esportare e di guadagnare con il Made in Italy, si tratta di sviluppare quel patrimonio genetico e quella costituzione fisica che ti viene solo se provi a competere e ti confronti anche con i mercati internazionali.

Non importa se sei un’impresa del settore metalmeccanico o un ristorante che non potrà mai esportare. Se vuoi evolvere e sopravvivere devi cominciare a sviluppare una cultura globale anche se si trattasse solo di indirizzarti alla popolazione extracomunitaria del nostro Paese o provassi a fare dell’e-commerce internazionale.

Nel futuro anche la più piccola delle aziende dovrà essere una multinazionale.


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In Italia è tredici trimestri che il nostro Pil cala. C’è la crisi.

Nonostante questa crisi, un 20% di aziende cresce e fa utili.

Hanno capito prima delle altre che esiste un modello nuovo.

Più efficace, più divertente e sicuramente più premiante.

Non puoi cambiare l’outside se prima non cambi l’inside.


Paolo Ruggeri


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12/11/2014

“Il nemico non è il tempo, ma l’uso che ne facciamo.”Richard Koch

Per riuscire a ottenere buoni risultati in azienda il buon manager deve imparare a gestire il proprio tempo in modo differente e più efficace. Vi sono casi infatti, in cui, la presenza di tutta una serie di logiche aziendali ci porta ad “essere prigionieri della nostra azienda”, ci impedisce di essere creativi e di dedicarci a quelle attività che

a) faranno una grande differenza per il futuro della nostra azienda, e
b) che ci divertono e ci motivano.


Quante volte, nell’arco della giornata, pensiamo a cose che dovremmo fare, che sarebbe opportuno eseguire per rinforzare la nostra azienda, ma poi, seppur pieni di buoni propositi, ci ritroviamo assorbiti dalle emergenze? Quante volte abbiamo pensato che avremmo dovuto prestare maggiore attenzione ai nostri collaboratori, motivarli, formarli, ma poi pressati dalle crisi, abbiamo dovuto riconsiderare le nostre priorità?


Vi chiedo di porvi questa domanda: immaginate di avere tutto il tempo del mondo. Identificate quelle due attività cui vi dedichereste che farebbero una grande differenza per la vostra azienda. A cosa vi dedichereste? Avendo tutto il tempo del mondo, quali sarebbero le due attività alle quali dedichereste il vostro tempo? La maggior parte dei manager, quando pongo questa domanda, mi risponde che si dedicherebbe alla formazione e alla motivazione delle risorse umane. Altri ancora mi dicono che si dedicherebbero al marketing, alla ricerca e sviluppo, alla pianificazione.


Quando pongo questa domanda, ascoltando le risposte dei manager, mi rendo conto che molti di loro avrebbero anche idee brillanti. Quando mi parlano delle loro idee, i loro occhi si illuminano. Si rendono conto che, occupandosi di quelle attività che hanno identificato, sarebbero in grado di CAMBIARE VOLTO alle loro aziende. A questo punto chiedo ai manager CHE PERCENTUALE DEL LORO TEMPO dedichino in media alle attività che hanno identificato quando ho posto loro la domanda iniziale. La metà di loro mi risponde che oscilla tra lo 0 ed il 5%. Sembra un paradosso. Queste attività farebbero una GRANDE differenza per l’azienda. Ciò nonostante i manager confessano di dedicare loro una percentuale esigua del proprio tempo.


Queste attività possono fare la differenza fra vincere la guerra e perderla. Se non facciamo dei progressi strategici perderemo tutte le guerre. Una guerra non viene vinta da chi spara più pallottole. Analogamente la “guerra aziendale” non necessariamente viene vinta da chi lavora di più. Una guerra viene vinta da chi ha la pianificazione migliore, da chi per primo sviluppa le armi migliori, da chi ha i migliori ufficiali.


Il tempo del manager mediocre e assorbito principalmente dalle crisi. A furia di gestire crisi perde lucidità, inizia a ragionare a breve termine, e senza rendersene conto, finisce in uno stupido meccanismo in base al quale gestisce TUTTE le urgenze, a prescindere dalla loro importanza Arriva a sera che e talmente demotivato e frustrato, che si dedica ad attività non importanti e non urgenti.


I manager mediocri si focalizzano su attività che danno un’immediata gratificazione e tralasciano quelle attività che farebbero una grande differenza per il futuro. I grandi manager prendono decisioni e fanno sacrifici che potrebbero non ripagarli per anni, ma che nel lungo termine danno risultati strepitosi.


Il leader e quella persona che fa le cose veramente importanti per la sua azienda. Come potrà mai essere motivante quel manager che, non avendo fatto le cose veramente importanti, si ritrova a subire il cambiamento piuttosto che crearlo?


E soprattutto come potrà mai essere motivato lui stesso, se la sua visione dell’azienda e concentrata tutta sul breve termine, e non ha più spazio per creare il futuro?


Paolo Ruggeri

Tratto dal libro "I nuovi condottieri" disponibile all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=51


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30/10/2014

E’ uscito il nuovo libro OSM

Il NUOVO libro OSM di Antonio Coeli è un assoluto must!
Abbiamo letto i libri dei guru, abbiamo letto i libri dei consulenti, perché non leggere il libro di chi gestisce la rete vendita di una delle aziende che OGGI fa più utili in Italia?


Devi costruire una rete vendita e non sai da che parte cominciare? Non sai come aiutare i tuoi collaboratori del commerciale a fare di più e meglio? Hai questi e molti altri dubbi?


Questo e’ il libro che fa per te. Sfogliando le pagine scritte da Antonio Coeli, uno dei manager di maggiore successo in questo settore, troverai tutte le risposte a queste domande e a molte altre ancora. Poca teoria e molta pratica, perchè la vendita e’ proprio questo!


Acquista subito la tua copia all’indirizzo
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=88

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29/10/2014

Ecco la mia presentazione di questa sera all'Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche, ospite di Radio Linea. 

Le aziende che rimangono in crisi in Italia in questo momento non hanno capito che alcuni strumenti e paradigmi non sono più adatti ai tempi che sono. 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri 

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28/10/2014

" -O ti distingui o ti estingui- : mai come nel momento attuale e nel futuro questo motto è e sarà vero. Anche pensando ad un’azienda e al suo leader dobbiamo pensare di creare una cosa UNICA, di gestirla in modo DIVERSO dal tradizionale, diverso da come fanno tutti gli altri! Ecco perché non devo creare una squadra di persone brave e motivate (è NORMALOIDE, è banale), ma una squadra di persone super che siano così motivate da essere addirittura i primi TIFOSI della squadra a cui appartengono!

E se voglio una squadra di super-tifosi devo lavorare molto sulla loro autostima, che non è mai abbastanza alta, sulla loro ambizione, che non sempre è presente in tutti i componenti della squadra, su tutto ciò che li porta ad avere un grande senso di appartenenza fino a renderli TIFOSI, quindi entusiasti determinati e persistenti, e non semplici collaboratori motivati.

Però… c’è un però: tutto questo si può realizzare, ma deve esserci innanzitutto la capacità di andare oltre i nostri limiti, di non farci frenare da paure, insicurezze, dubbi o altro. Per avere successo, per realizzare i nostri obiettivi dovremmo tornare ad avere la mente di un bambino. Dovremmo essere capaci di pensare come loro, ossia dovremmo ripulire il nostro cervello da tutti quei limiti che ci siamo auto-imposti negli anni.

I bambini, in particolare i più piccoli, si sentono onnipotenti: pensano di potere fare tutto, anche quello che è impossibile fare. Impareranno, piano piano, a darsi dei limiti; impareranno che non tutto è possibile, che non tutto è realizzabile come loro credevano; le sconfitte inevitabili della vita, poi, intaccheranno quella che alla nascita era una fiducia illimitata in sé stessi e negli altri: cominceranno a pensare che “quella cosa lì non posso ottenerla, non posso farcela…”; capiranno, insomma, che non tutti i sogni che cullano potranno essere realizzati.

Il solo limite alla realizzazione dei nostri sogni siamo noi: è la nostra mente che ci sussurra “non ce la farai, è troppo difficile per te, non sei abbastanza bravo...”.

Lavora sulla tua AUTOSTIMA (e su quella dei membri della tua squadra): il primo passo per arrivare alla realizzazione di un obiettivo è individuare cosa ci sta bloccando, perché se si continua a pensare di non farcela, è inevitabile che non ce la si farà. L'insuccesso, così come il successo, è una profezia che si auto-avvera. Quindi siamo onesti con noi stessi e iniziamo a domandarci: di cosa abbiamo, profondamente, paura? Perché siamo convinti di non riuscire a realizzare il nostro sogno?

Il prerequisito fondamentale per costruire una rete vendita di successo (ma più in generale per ogni meta che ci poniamo) è affrontare in prima persona i propri blocchi e le proprie paure, guardarli bene e allenarsi quotidianamente a superarli. È un lavoro duro quello che attende chi decide di vincere sui propri limiti per costruire una vita realmente felice, non è un lavoro low cost: richiederà un investimento emotivo, prima ancora che economico, importante. Ma il risultato per chi avrà il coraggio e la determinazione necessari ad affrontarlo sarà il successo. Non c'è dubbio.

Lavora sulla tua AMBIZIONE (e su quella dei membri della tua squadra): ti accontenti di piccoli sogni, di piccoli obiettivi, o vuoi lasciare un segno? Vuoi costruire una rete vendita UNICA o una rete vendita qualunque?

Lavora sull’APPARTENENZA: una squadra non può essere unica, non può vincere tutto se i suoi membri non hanno un forte senso di appartenenza, non sono i primi TIFOSI della squadra di cui fanno parte; far parte della squadra non può essere solo un lavoro, deve essere molto di più!
Per costruire una squadra eccezionale la sola strada sicura è questa: partire da sé, dalla rinnovata capacità di pensare senza limiti, lavorare duro su autostima, ambizione e appartenenza. Il resto sarà inevitabile, perfetta, conseguenza. "

Antonio Coeli

Tratto da nuovo libro OSM by Antonio Coeli "A.A.A. venditori cercasi"  disponibile al'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=88

far crescere persone


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27/10/2014

E' con grande piacere che notiamo che anche questo mese siamo usciti sul Sole XXIV Ore che questa volta menziona la nostra casa editrice, Engage Editore www.engageeditore.com 

Paolo Ruggeri 
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24/10/2014

Come mai alcuni individui non riescono mai a cambiare mentre altri si?

La differenza tra queste due categorie di persone sta nel loro atteggiamento mentale. Da un lato c’è chi opta per un atteggiamento critico verso quello che lo circonda; dall’altro sta chi sceglie di affrontare la vita con un atteggiamento positivo e causativo.


Chi è critico sceglie di non agire, si mette all’angolo da solo, abbandonala il tavolo del gioco per auto-esclusione, in pratica decide di subire passivamente quanto gli accade attorno. Si concentra più sulle sue recriminazioni e sulle ingiustizie subite piuttosto che sulle azioni che servirebbero per affrontare efficacemente le difficoltà.


Chi è positivo, al contrario, ha dentro di sé un’immensa riserva di energia – data dai suoi sogni e passioni – che gli permette di superare mari e montagne con facilità sorprendente. Come una mongolfiera senza più zavorra potrà raggiungere risultati fino a quel momento considerati da tutti irraggiungibili. E’ questo il vero segreto del cambiamento.


Bisogna tenere sempre bene a mente che il successo è dato dalla combinazione di due elementi, la MOTIVAZIONE e la COMPETENZA.Il rapporto tra loro deve essere, per creare il cocktail giusto, una miscela dell’80% della prima con un 20% della seconda. Esatto, hai capito bene, la motivazione è l’elemento cardine sul quale deve poggiare la competenza.


Per generare grandi performance nel business è quindi assolutamente necessario un tono emotivo alto, positivo, coinvolgente, capace di entusiasmare noi stessi e gli altri.
Il problema è che negli anni noi tendiamo ad aumentare sempre di più le nostre competenze e specialità tecniche, a scapito della nostra motivazione, della nostra intraprendenza, dei nostri sogni.


Qual è la ricetta del fallimento?


1) Trova una persona competente ma critica o risentita e mettila a lavorare al tuo fianco.
2) Associati ad una persona competente che spesso parla in modo critico degli altri.


Qual è la ricetta del successo?

a. Pianifica il tuo futuro a lungo termine (parti da dieci anni).
b. Associati a persone e fai entrare nella tua squadra solo persone con tono emotivo alto.
c. Fai tuoi dei principi filosofici positivi e diffondi sempre di più i valori dell’etica.
d. Per prima cosa punta ad affermare alti valori morali, poi genererai automaticamente le possibilità di business.

Ricorda sempre che noi siamo causa della nostra vita, che dai il meglio di te quando sei carico e positivo e, soprattutto, ogni cosa che esiste al mondo è stata creata due volte e che la prima volta è stata nella nostra mente.


Sei pronto ad abbracciare il cambiamento e a raggiungere il successo?


Paolo Ruggeri




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16/10/2014

I-Profile e' il progetto di franchising promosso da OSM che ti aiuta a costruire la TUA azienda di consulenza.

Abbiamo messo a disposizione la nostra VENTENNALE ESPERIENZA DI SUCCESSO ad imprenditori e professionisti che vogliano avviare la propria azienda di consulenza sulla loro zona geografica in esclusiva sotto il marchio I-profile.


Gia' diversi imprenditori hanno aderito al nostro progetto. Se vuoi conoscere maggiori dettagli ci trovi alla fiera del franchising a Milano dal 7 al 10 novembre.

...oppure scrivimi alla mail info@paoloruggeri.it per ricevere un prospetto informativo.

Paolo Ruggeri

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14/10/2014

Quando a Muhammad Alì, uno delle icone sportive più importanti del secolo scorso, chiesero quanti addominali facesse al giorno lui rispose “Non conto mai gli addominali. Comincio a contarli solo quando incominciano a far male. Questo è quello che conta davvero. E’ questo che ti rende un campione”

E’ vero, chi fa impresa oggi deve sviluppare tante nuove abilità: saper vendere, fare marketing, imparare le regole della comunicazione…tutte capacità indispensabili per emergere ma potrei dirti che esiste una qualità più importante: il coraggio.

Quando ti manca il coraggio allora cerchi un surrogato: pensi che avendo maggiori informazioni sarai in grado di correre ai ripari e trovare la giusta strada per la tua impresa… Ma non è così che funziona. In assenza di coraggio e di carattere niente funzionerà in azienda. Se vuoi raggiungere il successo devi essere a tuo agio nelle situazioni che ti creano disagio. Puoi sperare di crescere solo quando farai un passo fuori dalla tua zona di comfort, ovvero da quell’insieme di azioni che non ti creano alcun disagio.


Tutte le informazioni che accumuli non faranno certo sì che un’azienda che non ti piace più tutt’a un tratto ricominci ad essere bella e ad entusiasmarti. Non saranno certo le informazioni a rendere più sopportabili dei compromessi che, sotto sotto, sai anche tu che non dovresti accettare e non sarà sicuramente maggiore conoscenza a permetterti di lanciare sul mercato un prodotto che emozionerà e farà innamorare i tuoi clienti.


Per questo motivo ho sviluppato una mia personale definizione di conoscenza: la conoscenza non sono dati o informazioni, la conoscenza è coraggio e determinazione. Se la nostra impresa ha smesso di andare bene noi non abbiamo bisogno di ulteriori informazioni, ma abbiamo bisogno di ritornare ad avere il coraggio di FARE le cose. Il carattere è l’arma segreta di ogni grande imprenditore. Capacità di sognare e di immaginare, determinazione, passione e un pizzico di follia vanno a braccetto con un altro degli aspetti caratteriali che accomuna gli imprenditori che battono le crisi: essi sono innanzi tutto persone coraggiose. Il coraggio non è assenza di paura ma è la consapevolezza delle tue forze, del valore delle tue idee e della grande persona che tu, in ultima analisi, sei.


Natale Consonni dirige il gruppo ICQ, uno dei più importanti istituti di certificazione della qualità e della sicurezza dei prodotti di consumo. Recentemente ad un convegno, parlando del coraggio dell’imprenditore, si è espresso come segue:


Era il 2008. A inizio anno mi accorsi che il mio socio cinese mi stava sfilando la società di Hong Kong. Fu un periodo davvero brutto anche perché lui, essendo del posto, poteva contare su alcuni agganci molto potenti. Il 25 novembre 2008 decisi di riacquistare tutte le sue quote ma, ahimé, mi trovai a dover pagare un prezzo davvero importante per ritornare in possesso di tutte le sue azioni. Era il periodo di piena crisi finanziaria, appena successivo al fallimento della Lehman Brothers. Proprio in quei giorni di crollo totale mi trovai a parlare con il direttore della banca che avrebbe dovuto finanziare l’operazione:


‘Ingegnere ma scusi, ma è proprio sicuro di andare avanti, di fare questo passo? Ma guardi che tutti stanno tirando i remi in barca, qui fra poco si sfascia tutto…’. – furono le parole del direttore.


Ebbi il coraggio di andare avanti. Grazie a quella scelta coraggiosa oggi a Hong Kong abbiamo un’azienda florida con tremila mq di uffici e cento dipendenti.

Anche a voi capiterà un giorno, nella vostra vita professionale, di vedere il vostro direttore di banca avvicinarsi per dirvi: ‘Ingegnere lei è pazzo. Tutti stanno tirando i remi in barca. Che cosa fa?’ Beh in quel caso veramente bisogna avere il coraggio, tanto coraggio, supportato dalla vostra visione per poter andare avanti…


Coraggio, visione, desiderio di rivalsa, la disponibilità ad essere il primo ad accettare una grande sfida, e un pizzico di follia, sono solo alcuni degli aspetti caratteriali che rendono le persone che guidano le PMI italiane non solo grandi manager ma innanzi tutto grandi uomini.


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.”- Ezra Pound


Mantenere alta la motivazione nonostante tutte le difficoltà richiede una forza d'animo straordinaria. In alcuni momenti non esiste più nemmeno l'entusiasmo ma l'unica certezza che ti rimane è compiere il prossimo passo. Devi incominciare a sfidare te stesso ogni giorno. E dopo un po' impari che i grandi progressi si possono fare solo seguendo quella strada: entrando nelle paure a barra a dritta e imparando a conviverci.

Veramente forte non è chi è' motivato ma è chi riesce a rimanerlo di fronte all'avversità, al fallimento, alla sfiducia, alla paura.

Questo è cio' che ci rende d'acciaio e indistruttibili. Io non ho paura. Questo è quello che conta.

Tu quando inizi a contare?

Paolo Ruggeri


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12/10/2014

OSM World Inc sarà la holding americana che controllerà tutte le aziende che il gruppo OSM/I-Profile/K2USA ha sparse per il mondo. 

Abbiamo deciso di distribuire gratuitamente il 35% delle azioni di questa società, che ha già un valore di svariati milioni di euro, a collaboratori, clienti e alleati dell'azienda (chi ci aiuterà a promuoverci e a crescere). 

Inoltre abbiamo anche riservato una serie di azioni per i numerosi investitori che ci hanno chiesto di poter possedere una quota della nostra società. 

Nella presentazione Power Point allegata troverete le informazioni generali riguardo alla opportunità e a come farne parte. 

Nel corso dei prossimi mesi distribuiremo gratuitamente azioni della nostra società per oltre 2,5 milioni di euro. Se quello che facciamo ti piace, hai un'occasione per essere parte di un progetto straordinario che avrà un impatto sul mondo.  

Scarica la presentazione PPT allegata e, se la cosa è di tuo interesse, scrivici a info@paoloruggeri.it 

PAOLO RUGGERI 



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07/10/2014

Qualche giorno fa mi è passata per le mani la locandina di una pellicola uscita nelle sale un paio di anni fa. “Come ammazzare il capo e vivere felici” è un film che racconta le vicende di tre impiegati impegnati con altrettanti, esasperanti, datori di lavoro.

Naturalmente mi è venuto da ripensare alla mia esperienza passata. Nella mia carriera sono stato piuttosto fortunato. Ho avuto alcuni grandi superiori, dei veri mentori che mi aiutano a crescere. Ma, come la maggior parte delle persone, ho anche avuto qualche capo dispotico.Fortunatamente, dopo queste esperienze, ho pensato bene di mettermi in proprio e scegliere di sedermi dalla parte giusta del tavolo ;)

Ma, quando mi guardo indietro e ripenso alle mie esperienze negative con queste persone, devo ammettere di aver imparato molto. Ad essere onesti, probabilmente, ho imparato più da queste persone che dalla altre. Perché sono stati loro ad insegnarmi cosa NON fare quando si tratta di gestire i propri collaboratori. A volte, sapere cosa non fare ha quasi lo stesso valore di sapere cosa fare.

Quindi, ecco la mia lista di errori comuni:

1) Sentirsi minacciati
E' bello avere persone di talento nella tua squadra. E’ la cosa migliore che ti potrebbe capitare. Ma può capitare a volte, quando si ha per le mani un gruppo di rockstar emergenti, di sentirsi un po’ insicuri, un po’ minacciati. Come se queste persone potessero oscurarti. Ma questo non deve spaventarti. Avere affianco persone veramente capaci è il segno che ti stai muovendo nella direzione giusta. Devi dare ai tuoi collaboratori di talento l'opportunità di brillare.

Agli inizi degli anni ’90, prima di diventare a mia volta un imprenditore, lavoravo per un’ azienda in rapida espansione in Italia. In particolare, grazie a me e ad altri due giovani venditori rampanti, l’azienda stava facendo dei numeri da paura. Ci facemmo avanti e chiedemmo che parte del nostro stipendio venisse pagato in quote della società, davvero una minima percentuale che sarebbe stata scalata dal nostro stipendio fisso. In fondo questo ci avrebbe ulteriormente motivato, avremmo sentito la società più NOSTRA e saremmo stati stimolati anche dai dividendi. Ma i nostri titolari erano troppo spaventati che potessimo prendere il sopravvento su di loro e si rifiutarono. Bene, io e quei due ragazzi abbiamo deciso che non avremmo più potuto lavorare per chi non credeva in noi. Abbiamo fondato la nostra azienda e…beh…nel giro di pochi anni il nostro fatturato era 10 volte superiore al loro.

2) Non “Dare a Cesare quel che è di Cesare”
Alle persone piace che sia riconosciuto il loro valore quando fanno un buon lavoro. Ogni volta che ne hai la possibilità fai sapere a tutti quanto sono bravi. Fallo sapere ai loro coetanei, fallo sapere ai loro colleghi, ai tuoi clienti. “Vantati” di loro. Metti loro sotto i riflettori e non te stesso. Tu non ne hai bisogno. Questo si chiama “Pieno apprezzamento per il lavoro svolto”ed è la cosa che motiva di più le persone, più del denaro. E’ questo il grande errore degli imprenditori. Pensare che il denaro compri i risultati. Questo non vuol dire che non devi pagare bene i tuoi uomini. Il tuo compito è dividere con loro la ricchezza che ti fanno guadagnare. Ma sappi che ci sono altri fattori molto più motivanti. Non lo dico io. Lo dicono gli studi. Vatti a documentare!

3) Lasciare che i problemi si accumulino
Ho avuto un capo che aveva dei problemi con me. Ma aveva deciso di non affrontarmi mai direttamente. Lasciava passare del tempo e poi scatenava tutto d’un tratto la frustrazione accumulata. E rivangava dei fatti avvenuti mesi prima. Fatti che magari non ricordavo nemmeno fossero successi. Questo mi ha insegnato che bisogna affrontare le questioni con i propri collaboratori nel momento esatto in cui accadono. Più si aspetta, più aumentano le frustrazioni. A volte (spesso)affrontare certe situazioni ci crea disagio…ma se non vuoi arrivare ad un punto di rottura è meglio farlo subito. Just do it!


4) Non lasciar crescere in azienda i propri manager
Verrà un momento in cui qualcuno che lavora per voi sarà pronto per una promozione. La gente, soprattutto i giovani, vogliono fare carriera e ambire a nuovi ruoli di maggiore responsabilità. Il mondo sta cambiando, i giovani sono più smart, più flessibili, si adattano rapidamente alle nuove tecnologie e ai nuovi ambienti di lavoro il che li rende inclini a cambiare lavoro spesso se non li aiuterai ad ottenere risultati e promozioni in azienda.

5) Trattare male i dipendenti che se ne vanno
Ho lavorato per una società per alcuni anni. Ero felice del mio lavoro, ma mi si è presentata una grande opportunità e a malincuore ho deciso di dimettermi per seguire il mio sogno. Il mio capo dell’epoca era furioso e non mi ha nemmeno riconosciuto le ultime settimane di lavoro. Mi ha davvero lasciato con una sensazione orribile su di lui e la sua società. Secondo voi, con la nuova azienda, ho continuato a fare affari con lui? Ovviamente no! E qui si parlava di centinaia di migliaia di euro (allora erano lire). Ora, quando un collaboratore lascia la mia squadra (che per fortuna non accade spesso), cerco davvero di trattarlo al meglio. Forse tornerà un giorno. O almeno, parlerà bene della sua esperienza in azienda. Questo potrebbe anche aiutare ad attirare qualche nuovo candidato in sostituzione. Non farti mai dei nemici.

Ma soprattutto...

Fare lo st****o
Penso di poter dire di aver mantenuto una buona reputazione tra coloro che hanno lavorato per me in passato. Forse non tutti, ma la maggior parte di loro, ha mantenuto un ricordo positivo. La gente passa un sacco di tempo al lavoro. E’ una parte enorme della propria vita. Ecco perché bisogna trattare i propri collaboratori con rispetto. Devi diventare quella persona per cui “voler lavorare” e non “dover lavorare”. Perché un leader è una persona che gli altri seguono con orgoglio. Non per i soldi. Non perché sono obbligati. Ma perché sono fieri e credono in lui.

I tuoi collaboratori sono fieri di te?

Paolo

Ps. Se vuoi un aiuto per motivare i tuoi collaboratori clicca qui http://www.opensourcemanagement.it/sai-veramente-motivare-i-tuoi-collaboratori/

UCCIDERE IL CAPO

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02/10/2014

Chi, da bambino, non ha mai sognato di poter diventare un supereroe? Poter sfrecciare nel cielo come Superman, arrampicarsi sui muri come l’uomo ragno o “semplicemente” diventare un geniale miliardario-sciupafemmine-di bell’aspetto-genio della fisica- come Ironman?

Anche se non potrai mai sviluppare queste abilità sovrumane, anche tu hai un superpotere, un elemento che ti rende unico e che, se coltivate, può condurti a risultati straordinari. E magari un tempo eri anche consapevole di possederlo questo superpotere, ma poi hai dato ascolto a chi dice che “c’è la crisi”, o che “non sei abbastanza bravo”, o che “è impossibile” e hai pensato di essere uno dei tanti.

Ogni azienda si basa su un fattore: l’unicità dell’imprenditore. Il vero imprenditore non può scegliere la via più comoda, quella che percorrono tutti gli altri. Se lo facesse sarebbe solo uno dei tanti, anonimi, sul mercato. Ma tu sei un supereroe (o un superimprenditore) e un supereroe ha una serie di caratteristiche distintive:

1)Conosce la sua missione e il suo scopo. Tutti i supereroi hanno le idee chiare, sono ispirati da una meta e sanno bene dove stanno andando. Un imprenditore non è un perdente, crede in qualcosa, ha un progetto che lo affascina e lo entusiasma. Chi non ha una meta chiara e non sa dove sta andando è destinato a non arrivare da nessuna parte.

2)Ha un marchio distintivo. Hai presente la esse di Superman? Identificativo vero? Prova a pensare ad alcune grandi aziende: Nike, McDonald, Coca Cola…il loro simbolo è riconosciuto in tutto il mondo! Hai un brand che si distingue?

3)Conosce il suo ambiente. Hai mai visto Batman chiedere indicazioni stradali agli abitanti di Gotham. O Spiderman a fermare un passante a New York per lo stesso motivo? No, perché conoscono la loro città come le loro tasche! Sai come funziona il tuo mercato? Hai mai fatto un sondaggio sui tuoi clienti? Sai veramente cosa vogliono o presumi soltanto di saperlo? Se conosci le richieste del mercato saprai quali prodotti promuovere e come farlo, “vestendo” la comunicazione nel modo giusto.

4)Fà squadra. Come i fantastici 4 o The Avengers anche i supereroi hanno bisogno di associarsi. Puoi avere il miglior prodotto, l'azienda piu' innovativa, i collaboratori più bravi ma se non sai farti amare delle persone e interessarti veramente a loro non otterrai mai il successo che cerchi. Sono le alleanze che creano i fatturati e il successo sta nelle persone con cui riesci a condividere grandi progetti.

5)Non si abbatte. Nel business, come nella vita, non esistono strade prive di buche e di rischi. Come Wolverine, che è in grado di rigenerarsi e combattere anche dopo aver subito ferite gravissime un imprenditore di successo comprende che è possibile cadere, purchè ci si rialzi subito.

6)E’ innovativo. Come Ironman. Non tutti i supereroi nascono tali. Quello che da sempre ha aiutato Tony Stark era avere i migliori "gadget" nel suo arsenale. Essere aperti alle ultime tendenze tecnologiche non è un'opzione, ma una necessità nel mondo del lavoro moderno.

Ma soprattutto

7)E’ una bella persona. Conosci la storia del tallone di Achille e di Superman che soffre la Kryptonite: in ogni storia che si rispetti, l’eroe ha un punto debole. La vera morale di tutte queste metafore sui talloni d’Achille è che le forze del bene hanno sempre un punto debole e questo è il fatto che puoi riuscire ad essere un super eroe solo se sei anche una bella persona.

Se sei una bella persona, sei molto più vulnerabile non sei come le persone demotivanti, quelli che insinuano il dubbio e con loro non giochi mai ad armi pari. Tu giochi pulito mentre loro giocano sporco. Tu ti metti in discussione, loro ti criticano e basta. Tu dai più del dovuto, loro prendono più che possono. Tu ti sforzi di vedere i loro lati positivi, loro guardano quelli negativi…

Al che, a volte, ti viene da pensare che dovresti diventare come loro, ma qui sta la trappola: nel momento in cui ti muovi in quella direzione, tutto quello che hai costruito se ne va a ramengo. LA VERA DIFFERENZA tra te e loro, l’ingrediente segreto, ciò che alla fine ti rende davvero un super eroe, è proprio quello che loro reputano un grande punto di debolezza: il fatto, cioè, che sei una bella persona.

Tu sei una bella persona e non accetti di giocare sporco. È per questo motivo che alla fine vincerai.
Perché ti rifiuti di diventare come loro.

Qual è il tuo superpotere?

Paolo Ruggeri



imprenditore supereroe
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26/09/2014

In allegato la mia presentazione sull'Internazionalizzazione dell'Impresa: come portare la propria azienda o attività all'estero con successo. 

Per maggiori info: www.k2usa.it 

Paolo Ruggeri



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25/09/2014

Cosa rende veramente prospera la tua azienda? Ci sono cinque elementi che dovresti tenere in considerazione:


1) TU: quanto sei contento e appassionato di quello che fai? Stai bene?
2) VISION: hai già individuato la vena d’oro del tuo settore? Quella che ti porterà a capitalizzare risultati importanti?
3) CAPACITA’ DI REALIZZAZIONE DI UN’IDEA: hai tu, o è presente nelle persone intorno a te, le capacità di programmazione, progettazione e organizzazione per realizzare la tua vision?
4) PERSONE: ti sei circondato di persone giuste e altamente motivate che ti supporteranno nella tua impresa?
5) ENERGIA: stai sempre attento a tenere alta l’energia all’interno della tua azienda e della tua vita?


Come imprenditore ti sei mai trovato in uno stato di grazia dove tutto andava bene, dove ogni tuo progetto risultava vincente, ogni tua azione era produttiva?


Prova a tornare indietro a quel attimo, cerca d’individuare uno stato della mente di benessere dove riesci a riconnetterti con quei momenti. Ritrova quell’energia.


Ritrova l’entusiasmo. Questa parola dariva dal greco enthousiasmos: letteralmente traducibile con "con Dio dentro di sé", o "invasamento divino". Una commozione intensa dell'animo che si esprime in vive manifestazioni di gioia, di eccitazione, di ammirazione. Ricerca l’enthousiasmos, quell’attimo nel quale per gli antichi greci gli dei “entravano” dentro i grandi uomini, permettendo loro di compiere gesta straordinarie. Questo stato mentale ho provato a ridefinirlo con il termine “ONLINE”. Uno stato in cui siamo connessi a tutte le nostre potenzialità e a tutte le persone intorno a noi.


Quando si è ONLINE ci si ritrova in un mainstream positivo dove veniamo travolti da un flusso ininterrotto di idee e di azioni vincenti. E’ un momento dove ci è più facile avere intuizioni geniali, quelle “follie” che poi si tramutano nel vero successo.


Come ti connetti al tuo vero io?


1) Viaggia da solo, senza i condizionamenti delle persone e delle cose che, nel bene o nel male, ci costringono ad allontanarci dalla nostra natura genuina e più profonda;

2) Stai attento a chi o a cosa ti circonda. Fai in modo di avere intorno solo persone e cose belle, positive, che esaltano il tuo spirito. Ricordati che tu vibri in armonia con ciò che ti circonda. Se sei attorniato da persone ansiose come diventerai? Ansioso! Se hai vicino persone timorose come diventerai? Timoroso. Proprio come i diapason: la vibrazione si trasmette tra due diapason uguali. Invece se i due diapason sono diversi la vibrazione non passa.

3) Tieni lontano da te tutto quello che spezza la tua armonia. Persone che non vogliono migliorarsi, chi richiede una grande manutenzione emotiva, chi ti chiede sempre di dimostrare che sei bravo per accettarti, chi non è capace di correggere i propri errori e chi non si stima, chi ha corrotto i propri valori.


Tutti noi siamo collegati a quanto ci circonda. Un’energia anima il tutto e per attingere ad essa bisogna sempre ricercare l’armonia. Perciò fai tuoi degli alti valori e associati a persone, oggetti e ambienti di profilo e spessore elevato.

In questo modo non potrai che mantenere alta la tua motivazione e realizzare i sogni e i progetti più ambiziosi.

Paolo Ruggeri




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15/09/2014

Egregio Presidente, dopo diversi mesi di lavoro si ritrova con l’Italia di nuovo in recessione.

E’ mai possibile che il nostro Paese pur essendo il popolo con la classe imprenditoriale più creativa al mondo e con il più grande patrimonio culturale della storia, non riesca proprio a risollevarsi?

Pur essendo di idee politiche diverse dalle Sue, credo nella Sua buona fede e per questo Le scrivo questa lettera.

Qualsiasi buon imprenditore o qualsiasi persona che ne capisca di economia perché abbia costruito da sé un’attività che funzioni, Le confermerà che molte delle azioni necessarie per rilanciare la nostra economia e le imprese del nostro Paese in realtà sono semplici, non richiedono grandi investimenti e nemmeno enormi riforme.

Se vuole davvero rilanciare l’economia e il PIL del nostro Paese:

a) Detassi immediatamente per cinque anni tutte le nuove assunzioni. Questo significa che l’azienda paga lo stipendio + TFR + 13° e 14°. Niente contributi e niente Irpef versata. Se non rilanciamo l’economia sa bene che il sistema previdenziale non reggerà comunque. E inoltre che cosa dire della posizione pensionistica di tutte le nuove generazioni che al lavoro non ci stanno andando perché le imprese non riescono ad assumere?

Il costo di un dipendente in Italia già oggi è più elevato che negli Stati Uniti.


b) Porti SUBITO al 100% la detraibilità dei costi per le imprese e per i professionisti. Questo significa poter scaricare auto, telefono, carburante e tutte le altre spese inerenti all’attività al 100%. Proprio come negli altri Paesi avanzati.


c) Renda scaricabili dalle tasse con un credito fiscale personale tutti gli investimenti economici che vengono fatti nelle aziende siano questi i soldi investiti per lo start up di una società o iniezioni di nuovo capitale in società esistenti.


d) Detassi con un credito d’imposta gli utili che vengono re-investiti.


e) Ribalti l’onere della prova nel contenzioso fiscale: non sarà più il cittadino a dover dimostrare di essere in regola, ma sarà l’amministrazione pubblica a dover dimostrare l’infrazione.


f) Ritorni a creare una zona franca in alcune delle regioni del Sud e permetta a chiunque apra una nuova azienda in tale territorio di non pagare contributi sulle assunzioni per dieci anni o goda comunque di un credito d’imposta su tutti gli utili generati.


g) Volevo aprire una delle nuove aziende a 1 Euro ma il costo tra tasse di registro è in realtà superiore ai 700 eur. Faccia costare l’apertura di una nuova società 1 euro, proprio come è stato promesso.


h) Incentivi economicamente gli amministratori pubblici locali sul numero di nuove aziende o partite iva aperte nel loro territorio di modo che sostengano in ogni modo chi vuole aprire un’impresa.

i) Faccia un passo che mostri che l’Italia sostiene senza alcuna ombra di dubbio le sue Forze dell’Ordine. Come potremmo mai attirare investitori stranieri seri se non dimostriamo che abbiamo delle leggi che facciamo rispettare?


j) Ogni giorno si alzi la mattina pensando: come posso rendere questo Paese più amichevole verso le imprese ed i professionisti?


Tutti questi passi (tranne forse il passo F) non richiedono bicamerali, non richiedono referendum, richiedono solamente il desiderio di emettere un decreto e poi farlo ratificare. Si possono fare in qualche settimana.

Burocrati attempati, tecnici bancari ed “esperti” di finanza internazionale le diranno senza alcun ombra di dubbio che i sistemi di cui sopra non potranno mai funzionare e che finirebbero per portare lo Stato alla rovina. Abbiamo provato le loro ricette per oltre trent’anni e il risultato è che, a meno che non scoppi una guerra che riduca a zero il debito pubblico, l’Italia si avvia celermente verso la strada della Grecia.

Vuole davvero far crollare tutto?

Invertire la tendenza è possibile. In fin dei conti ha a che fare con uno dei popoli più industriosi e creativi del mondo.

Ha provato le ricette degli altri. Perché non provare a fare qualcosa di diverso? In fin dei conti ci eravamo detti che Lei avrebbe dovuto "rottamare"...

In bocca al lupo!


Paolo Ruggeri

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10/09/2014

“Nella vita puoi avere quello che vuoi, se solo aiuti abbastanza altre persone ad avere quello che vogliono” Zig Ziglar


Il tuo successo è determinato dal successo delle persone che ti stanno attorno. È questo il segno distintivo di ogni leader. È questo il segno distintivo di ogni grande uomo che abbia mai vissuto su questo pianeta.


Esiste un effetto che si viene a verificare ogni volta in cui aiuti qualcuno a vincere. Ogni volta che aiuti qualcuno a sviluppare le sue abilità e a diventare un vincente, le sue abilità entrano a far parte di te. Più persone aiuti, più diventi forte.


Non ci credi? Guarda Gandhi. Guarda Madre Teresa, forse il più grande esempio di leadership del XX secolo: non possedeva niente, ma in realtà possedeva tutto, gestiva e controllava ricchezze enormi, guidava un esercito di migliaia di collaboratori senza averli assunti. Tutto solamente per il fatto di averli aiutati. Usando questa regola, dal niente, da una banda di poveracci e di moribondi, ha creato forse la più grande congrega che la chiesa cattolica sia mai riuscita a creare negli ultimi secoli, un esercito straordinario.


Ogni volta che aiuti qualcuno, diventi più forte.


Sicuramente la frase di cui sopra è vera, perché la persona che hai aiutato ora entrerà a far parte della tua rete di alleanze e come tale “cospirerà” con te per aiutarti ad avere successo. Vedendola solo in questo modo però saremmo riduttivi.
Esiste anche un effetto psicologico. Pensa all’ultima volta che hai davvero aiutato qualcuno. Come ti sei sentito dopo? Carico, contento, ispirato. In realtà, quando aiuti qualcuno a riuscire in un’attività, a tua volta con una sorta di transfer diventi più abile in quella stessa attività nella quale lui è riuscito. Non è un gioco di parole. Se insegni a un idraulico apprendista i segreti del mestiere, anche tu diventi un idraulico migliore.


Ogni volta che tengo un corso a imprenditori dove, per esempio, tratto il concetto dell’etica, se sono efficace nel corso avviene in me qualcosa di straordinario: successivamente mi sento a mia volta migliorato in quell’aspetto. È affascinante: dando a qualcuno, in realtà dai a te stesso.


La strada verso il successo

Il mondo si basa su un equilibrio di dare e avere
. Non puoi mai tirare fuori dal mondo più di quello che a tua volta metti al suo interno. Se vuoi avere qualcosa, devi a tua volta dare qualcosa. Se vuoi avere successo, devi dare successo. Se vuoi guadagnare denaro, devi far guadagnare denaro, se vuoi amore, devi amare.


Ti sembrerà pazzesco, ma se riesci a far ottenere il successo a qualcuno, anche tu otterrai successo. Hai problemi di soldi? Ingegnati per far guadagnare soldi ai tuoi collaboratori e ai tuoi clienti e vedrai che, quasi magicamente, ora anche tu guadagnerai tanti soldi. Ogni volta che stupisci qualcuno con un servizio eccellente, nella tua personalità avviene una trasformazione minuscola ma portentosa: tu diventi più forte.


Vedo tutti i giorni imprenditori o manager che hanno costruito aziende formate da persone impaurite o deboli. Vedo tutti i giorni individui che, pur avendo ottenuto il successo economico personale, intorno a sé hanno persone deboli o poco prospere. E più le osservo, pur da accanito sostenitore delle regole del libero mercato e dell’iniziativa capitalista, più mi rendo conto che il loro “successo” a me non andrebbe bene. Non andrebbe bene perché prescinde da quella che è forse la regola più importante: il vero successo è il successo delle persone che ti stanno attorno. Questo non vuol dire che dobbiamo ripiegare su una mentalità socialista o creare una grande cooperativa di stato. È stato già provato e non ha funzionato.


Dobbiamo invece renderci conto della grande missione che è stata affidata ad ognuno di noi. Ognuno di noi ha una sua parte da dare a questo mondo. Ognuno di noi deve contribuire con la sua tessera del puzzle alla costruzione di un mondo nuovo, utopico forse, ma sicuramente migliore. E per farlo, dobbiamo per un attimo dimenticarci di quelle che sono LE NOSTRE necessità e guardare un po’ di più a quelle del nostro vicino.


Adesso il mondo aspetta la tua tessera.


Paolo

Tratto dal libro "Le 10 regole del successo". Puoi acquistare la tua copia su http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=50

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04/09/2014

Quando ho iniziato la mia attività, ho capito quanto fossi spaventato da un sacco di cose. Promuovere me stesso, chiedere soldi, parlare in pubblico… Mi spaventava tutto... perché non l’avevo mai fatto prima e perché avevo paura che avrei potuto fallire.

La paura di fallire. La paura di sbagliare. La paura di perdere tutto. Nel mondo degli affari, così come nella vita, la lista delle paure potrebbe essere davvero molto lunga. La paura viene sempre vista come qualcosa di negativo, come qualcosa da evitare a tutti i costi. Eppure, tutto ciò che vogliamo esiste al di là delle paure. “No pain, no gain” dicono gli Americani – “niente dolore, niente ricompensa”- Pensaci: non esiste sogno che non richieda una grande impresa, un grande sforzo, un grande sacrificio. Dobbiamo affrontare le nostre paure a testa alta, perché questo è esattamente il modo di emergere: migliori, più forti, più audaci…

Come quando da bambini avevamo paura di scendere nel seminterrato. Buio. Nero come la pece. Eravamo sicuri che ad attenderci ci sarebbero stati mostri terribili,vampiri, lupi mannari . Ed è la stessa cosa adesso quando prospettiamo all’orizzonte clienti insoddisfatti, concorrenza sleale, insoluti… Quello che dobbiamo capire è che quegli occhi, quella creature nel buio siamo in realtà noi. Sono i nostri pensieri auto-limitanti. Come professionisti, spesso, siamo i più grandi critici di noi stessi, implacabili e spietati nella valutazione dei nostri fallimenti. Come gli occhi nel buio quei pensieri ci seguono ovunque perché sono nella nostra testa, non possiamo sfuggire. 



Uno dei sintomi più comuni di questa mancanza di auto-perdono ed eccesso di autocritica è la voglia di bloccare i propri affari. Sì, avete sentito bene. Ho incontrato frotte di imprenditori e manager aziendali che avevano così tanta “paura del buio”, così tanto timore di quello che sarebbe potuto succedere, così tanta angoscia di poter sbagliare, da rimanere immobili.

Il timore in realtà è buon segnale, ci fa capire che siamo sulla strada giusta. La paura si manifesta sotto forma di ansia e apprensione e spesso ci impedisce di agire. Procrastiniamo e rimandiamo le cose importanti da fare perché la paura ci paralizza. Ma è solo quando rimanere fermi diventa troppo doloroso che scatta qualcosa. La soglia del dolore è troppo alta e siamo spinti a muoverci. Ma prima di questo punto di non ritorno stavamo aspettando che arrivasse il momento giusto. Quel momento non è mai arrivato. Ma abbiamo provato paura e ci siamo spinti oltre quel limite. Abbiamo dovuto agire nonostante non fossimo pronti.

“Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura”.Mark Twain


Alcuni anni fa ho partecipato al discorso del CEO di una grande società. Parlando in una stanza piena di investitori ci disse che anche lui si svegliava nel pieno della notte. Paura? Timore? O forse meglio dire eccitazione. Nonostante fosse a capo di una multinazionale con sedi in tutto il mondo aveva ancora paura. Tutti hanno paura. Anche chi il successo l’ha già ampiamente raggiunto.
La paura non è una brutta cosa. La paura ci mantiene affamati e, al contempo, umili. La paura è uno stimolo costante per dare il meglio di noi. La paura ci ricorda che siamo mortali, che nulla è garantito e che la compiacenza e l’ego, negli affari come nella vita, possono essere un peccato mortale.

La paura può paralizzare o motivare, iniettarci adrenalina o portarci alla letargia. Ma secondo me la paura è un passo necessario per muoversi e prendere rischi. La paura spinge ad affrontare quello che c'è dall'altra parte. Affrontare la paura può portare grandi vantaggi. Dobbiamo invertire la nostra percezione della paura tutti insieme e muoverci proprio in questa direzione. Dobbiamo affrontare la paura come se fosse un amico; un amico che possiamo vedere solo di sfuggita, solo per un caffè. Un amico che ci permette di sapere se siamo sulla buona strada e che ci rassicuri sul fatto che stiamo camminando nella direzione giusta offrendoci orientamento e prospettiva.

Superare la paura è un processo graduale. Man mano che ci avviciniamo al nostro “amico” sentiamo degli effetti a livello viscerale. E’ inevitabile. Ma man mano che incominciamo ad affrontare le cose a testa alta ci accorgiamo di aver sovrastimato le nostre paure e che forse, tutto sommato, non sono tanto male come ce le eravamo immaginate. E allora la paura diventa sopportabile, perde il suo valore e incomincia a far strada ad altre sensazioni.

Dietro ogni paura che hai c'è la persona che vuoi diventare. La paura nasce da noi. Non esiste. Tu l'hai creata. Tu puoi distruggerla ed essere ciò che vuoi diventare.

Essere un imprenditore è una sfida, ci vuole coraggio, passione, attenzione, capacità manageriale. All'inizio molte di queste cose ti mancano e hai solamente la paura, poi via via le sviluppi e capisci come funzionano. Allora la paura scompare e ti rimane solo l'eccitazione.

“Limits like fears are often just an illusion” –I limiti, così come le paure, spesso sono solo un illusione- disse un grande sportivo un giorno.

Paolo Ruggeri




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28/08/2014

Viviamo in un mondo pieno di opportunità. Penso a tutti quelli che si occupano di internet e di App. Tutto si muove in questa direzione. Penso a tutti quelli che lavorano nel campo della salute e della bellezza. La consapevolezza di voler vivere meglio ormai si sta diffondendo davvero a macchia d’olio. Penso a tutti coloro che lavorano con i paesi in via di sviluppo. Lì c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Peccato che la maggior parte delle persone finisca per parlare di crisi, si lamenti di Renzi, di Equitalia, del proprio lavoro… Il fatto è che le persone soffrono e si lamentano perché sono riluttanti a cambiare. Ma purtroppo per loro il mondo è proprio cambiato. Il ciclo di vita di un’azienda è più breve, il business è più veloce e più corto. Se ti arriva una richiesta di informazioni oggi hai tempo 1 giorno per rispondere. Se tardi a farlo il potenziale cliente sarà svanito, si sarà scordato di averti mandato la mail o avrà chiesto aiuto al tuo concorrente.

Chi capisce in che direzione si muovono i soldi sarà destinato ad arricchirsi. E’ stato stimato che in Europa tra 10 anni il 70% della ricchezza sarà detenuta da chi ha più di 55 anni. Sono loro i tuoi prossimi clienti. Quale potrebbe essere il mio consiglio? Investire nelle aziende che producono le protesi, ad esempio. Perché la vita è sempre più lunga e il fisico inesorabilmente si logora, ma tutti siamo disposti a spendere quando si tratta della nostra salute fisica.

Esistono due modi di vedere le cose. In Italia ci lamentiamo e la gente scende in piazza perché nell’edilizia sono stati persi 250'000 posti di lavoro. A Miami alcuni imprenditori ebraici hanno acquistato tutti i capannoni dismessi di Wynwood, un quartiere povero della città. Hanno trasformato i capannoni in gallerie d’arte ridipingendo le facciate degli edifici, rendendo loro stessi delle opere d’arte. Wynwood adesso è una zona Inn. Dal 2010 il prezzo delle case del quartiere è cresciuto a dismisura e sale con una media del 30% ogni anno.

Il denaro si muove in questa direzione. Se non vuoi rischiare di andare dall'altra e ritorvarti in un vicolo cieco dovrai lavorare su 5 fattori. Eccoli qui:

1) Il tuo livello di tono
Per avere un alto livello di tono devi lavorare su 3 aspetti. Mente corpo e spirito. Ricorda che chi odia o serba rancore è destinato a finire in macere. “Odiare è come bere del veleno e aspettare che l’altro muoia”. L’armonia e l’amore sono le forze che guidano il mondo e portano alla prosperità. Questa è una verità ripetuta da tutti i grandi (nella Bibbia, nel Buddismo…Gandhi…). Guarda a chi serba rancore oggi e vedrai il povero di domani.
Sappi che tu non sei il tuo denaro, non sei le tue proprietà. Tu sei i tuoi progetti, i tuoi sogni. Le persone che si lamentano della crisi, o dello stato, spesso sono proprio quelle che non riescono ad arrivare al successo. Si sentono toccati nei soldi, nei loro avere. Ma non hanno capito che loro non sono fatti di quello e sono turbati dalle vicissitudini che li circondano. Vivi sempre nel futuro. Non nel presente. Ovvio, se oggi hai problemi di soldi ti devi dare da fare, alza il telefono, chiama i fornitori, stimola i venditori, ma non rimanere troppo ancorato al presente.

2) Le tue Earning abilities
Qual è il tuo secondo bene più importante? (Il primo, a mio avviso, è la tua energia vitale). Il tuo secondo bene è la tua capacità di guadagnare denaro. Devi porti la domanda: perché la gente mi paga? Pensando al mio caso specifico potrei dire perché sono bravo a selezionare le persone per le aziende e a motivarle. Ma un tempo queste cose non le sapevo fare. Non sapevo parlare in pubblico, ma poi l’ho imparato e sono finito ad insegnarlo ai miei clienti. Non conoscevo il mercato statunitense, poi sono stato là e adesso aiuto le aziende italiane a sbarcare con successo sul mercato USA. Quando è stata l’ultima volta che hai imparato qualcosa di nuovo? Le persone che hanno soldi continuano ad aggiungere abilità a quello che già sanno fare. Se ad esempio hai 50 anni, perdi il lavoro e non sai usare il computer bhe….sarà dura!


GUADAGNARE SOLDI


3) La legge di causa effetto
Per ogni effetto esiste una causa. E quella causa sei tu. Se in Italia il 10% delle persone detiene il 45% della ricchezza un motivo ci sarà. Se vuoi guadagnare di più vai da chi guadagna il doppio di te e poi fai esattamente quello che ti dice. A volte incontro gente che non ha soldi e vuole insegnare a me come guadagnare…oppure consulenti che vogliono indicare agli imprenditori a fare i soldi e poi girano con la macchina scassata…come possono pretendere di insegnare qualcosa?! È’ mai successo anche a te di conoscere queste persone?


4) La legge del 3
Fai una lista di tutte le attività che hai svolto nel mese di luglio. Segna tutto. Ecco… se di quelle attività potessi sceglierne solo una quale di quelle contribuirebbe di più ai tuoi guadagni? Ok…adesso scegli nell’ordine la seconda, poi la terza. Sono sicuro che il 90% delle tue entrate derivano da queste 3 attività.


5) Il Focus: la tua capacità di decidere quello che vuoi fare
Negli Stati Uniti hanno fatto un esperimento. Hanno selezionato 2 tipologie di persone: persone facoltose e persone indigenti. Hanno incominciato a telefonare loro giorno e notte chiedendo cosa stessero pensando in quel momento. La maggior parte delle persone più abbienti ha risposto che stava pensando a come raggiungere i propri obiettivi. Quelle meno prospere invece stavano rimuginando sui loro problemi, sulle loro difficoltà, sulle loro sfighe.
Se hai chiaro cosa vuoi diventi una potente calamita, anzi, meglio, sei tu ad essere calamitato verso quella cosa. Quindi SCRIVI le tue mete e gli obiettivi che ti poni.


Devi sapere che il nostro cervello non ci permette di vedere tutto. O meglio, lui percepisce tutto ma archivia la maggior parte delle informazioni e lascia passare solo quelle più rilevanti per non mandarti in sovraccarico. Pensaci: hai deciso di comprare l’auto e stai andando dal concessionario. Cosa vedrai sulla strada? Esatto! Tutte le auto di quel modello. Le vedevi anche prima, è vero, ma il tuo cervello non si focalizzava su di loro. Quindi SCRIVI le tue mete e scrivile in modo che anche un bambino di 6 anni potrebbe capire se le hai raggiunte o meno. Mi raccomando: devi fare una fotografica analitica del tuo futuro (“ho una villa di 3 piani con la piscina”, “ho un’azienda composta da 50 persone”).


Adesso hai capito in che direzione si stanno muovendo i soldi? Hai chiaro come raggiungerli?


Paolo Ruggeri




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05/08/2014

Non mi è mai stata diagnosticata, ma ogni tanto penso di soffrire di Workaholism, l’ossessione per il lavoro come la definiscono in America.

“L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai” diceva Steve Jobs. E penso di essere una di quelle poche persone davvero fortunate perché hanno trovato il lavoro dei loro sogni. Per chi ama davvero la sua attività a volte è veramente dura prendere le distanze. Spesso mi provocano dicendo “Ruggeri, ma tu non stacchi mai dal lavoro?” .Il fatto è che per me non è un LAVORO, per me è un DIVERTIMENTO!”. Ma come ogni anno all’arrivo dell’estate sorge la fatidica domanda “vacanze si o vacanze no?”.

Bhe…ti risponderò in questo modo: un uomo deve prendersi cura di varie aree: il lavoro, la famiglia, gli amici, la sua salute. Queste aree non funzionano a compartimenti stagni. Se trascuri una di queste sfere prima o poi le conseguenze si ripercuoteranno sulle altre. Se non ti prendi cura del tuo corpo, se non ti tieni in forma, se sei fisicamente stanco pensi che le tue prestazioni possano essere ottimali sul lavoro? Se trascuri la tua famiglia o hai dei malumori a casa come saranno le tue performance in azienda? Eccezionali? Io non penso proprio... e ee la tua risposta è “…Si, ma io separo la sfera professionale da quella privata” sappi che stai mentendo a te stesso.

Concentrarsi troppo sul lavoro può avere conseguenze deleterie sulla tua vita personale e la tua salute. Le ferie sono un modo per staccare, ricaricarsi e stare con i propri cari.

Ricordati: tu non sei la tua azienda. L’azienda è un mezzo che hai costruito per raggiungere determinati scopi. E’ un gioco che hai deciso di giocare per divertertirti, guadagnare, sviluppare le tue capacità e condividere quello che fai con altre persone. Non devi diventare il tuttofare dell’azienda. Quindi ti do un consiglio, probabilmente per quest’anno sarà tardi ma incomincia a lavorare in questa direzione per gli anni prossimi: costruisci un’azienda che funzioni anche senza di te.

Bene…dicevamo…vacanze!
Prima regola, la più importante: non scusarti. Non scusarti per esserti preso il tempo per rilassarsi, goderti la famiglia e divertirti. Una pausa dà la possibilità alla tua mente e al tuo corpo di ricaricarti e ritrovare il focus. Potrai tornare a settembre con una nuova prospettiva, pronto ad affrontare nuove sfide ed essere più efficiente di prima.

Rilassati: prendiamo la vita troppo sul serio e ci stressiamo per nulla. Poi andiamo in vacanza e ci accorgiamo che i nostri problemi non sono così grandi come sembrano. L'estate è il momento adatto per prendersi una pausa, ma anche il momento più adatto per essere colpiti dall’ ispirazione. Non passare le tue vacanze guardando lo smartphone ogni cinque minuti. Metti gli affari in un angolino della tua mente ma non eliminarli del tutto. Il momento “Eureka” potrebbe essere dietro l’angolo.

Rimettiti in forma: fisica e mentale. E’ probabile che durante l’anno tu abbia un po’ trascurato questi aspetti. Fai esercizio ma soprattutto nutri la mente! In aereo, in spiaggia sotto l’ombrellone oppure in una baita in montagna quest’estate è il momento giusto per leggere e goderti alcuni libri davvero ricchi di intuizioni ed ispirazione. Ho 3 letture da consigliarti che potrebbero darti grandi spunti:

1) "Rework" di Jason Fried e David Heinemeier Hansson . Non importa ciò che fai, questa lettura veloce cambierà l’approccio al tuo lavoro. E’ scritto in maniera molto semplice eppure contiene dei consigli estremamente utili per essere più produttivi senza diventare dei maniaci del lavoro o rinunciare a nulla. Bellissimo.

2) "Switch" di Chip e Dan Heath. “ Switch”, letteralmente "interrutore", è davvero un gran libro che ci spiega perché il cambiamento a volte è così difficile. La nostra parte razionale contro quella irrazionale. Fantastico.

3) "Good to Great: Why Some Companies Make the Leap...And Others Don't" di Jim Collins. Collins è uno studioso di grandi aziende e questo è il suo miglior lavoro pieno zeppo di casi di studio e dei principi semplici ma profondi. Questo testo è un must-read per chi vuole costruire qualcosa di grande e duraturo.

Infine un consiglio: goditi questi momenti, perché come imprenditore te li sei meritati

Paolo Ruggeri





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