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23/11/2013

Questa settimana mentre ero in Italia e lavoravo incontrando clienti e tenendo corsi di formazione ho valutato test attitudinali di persone che si erano candidate per aziende in North Carolina, Nebraska, Inghilterra, Texas, New Jersey, Georgia, Utah. 

Ho risolto un problema per un inquilino di un immobile che possiedo in Florida, un inquilino che non ho mai nemmeno visto in faccia e che però paga l'affitto regolarmente.

Ho depositato un assegno su una banca americana usando il loro sistema di banking degli assegni scannerizzandoli con l'i-phone.

Ho chiamato uno dei miei soci americani al suo numero di cellulare americano ma mi ha risposto dicendomi che si trovava in Italia.

Ho quasi terminato la selezione per una nuova assistente, una persona nata in Alaska che però risiede in Italia e che dovrebbe darmi una mano a seguire alcune delle attività che ho in Nord America.

Ho parlato con quasi tutti i miei collaboratori e mi sono aggiornato su ciò che stava succedendo con loro utilizzando principalmente il nostro gruppo privato di Facebook.

L'ultima volta che mi sono seduto per un'ora di fila alla mia scrivania in ufficio è stata mesi fa.  

Il nostro nuovo luogo di lavoro è diventato il cyberspazio.

Virtual me.

Paolo Ruggeri
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19/11/2013

Cosa vuol dire manager e cosa vuol dire leader? Il leader e' la mente ideativa: la vera guida, colui che “sogna” e progetta l’impresa, che ne stabilisce i valori e gli obiettivi. In Microsoft il leader e' Bill Gates, che ne e' il fondatore e il presidente. Steve Jobs lo era di Apple, in cui rivestiva il ruolo di amministratore delegato. Il leader intuisce quali sono i nuovi mercati da esplorare, i nuovi prodotti da lanciare, il futuro dell’azienda. Il leader accende le persone e indica la meta. Il top manager e' il braccio operativo: colui a cui fa capo la gestione giornaliera dell’impresa.

È colui che amministra le risorse
, che sorveglia l’andamento finanziario, che sceglie e coordina i manager che per i loro settori di specifica competenza eseguiranno le sue direttive. Forse la definizione piu' azzeccata della differenza che c’e' fra un leader e un manager e' contenuta in un libro di Warren Bennis, uno studioso statunitense: “Il manager ha il suo occhio sempre sulla linea di fondo, il leader ha il suo occhio verso l’orizzonte”. Anche se in molte PMI il titolare riassume in se' il ruolo di leader e di top-manager, dobbiamo renderci conto che affinche' un’azienda proceda per il meglio la sua azione deve risultare efficace in entrambi i livelli.

Se non ci fosse stato qualcuno come Jobs che avesse immaginato cio' che poteva diventare in un futuro, Apple non sarebbe quella che oggi e'. Ma il “sogno” di Jobs, a dispetto della sua grande creativita', non si sarebbe mai realizzato se alle sue spalle non ci fosse stato qualcuno a tener dietro ai conti o alla produzione e alla logistica. Dove sarebbe stato Jobs se non avesse avuto Jay Elliot, responsabile della pianificazione aziendale, o Jonathan Ive, il mago del design?

E tu chi sei? Un manager o un Leader? 

Paolo Ruggeri

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14/11/2013

Quando smetti di sognare e ti metti a "gestire" smetti di mettere in circolo la materia dei sogni e, in qualche modo, la tua azienda non sembra funzionare piu'.

Dove e' andato il valore oggi? Le nuove economie di oggi sono: L'economia delle emozioni. (Tutto cio' che crea emozioni, oggi ha un grande valore) e l'economia della conoscenza (le aziende che vanno oggi bene sono quelle che forniscono ai loro clienti il know how per il successo delle loro imprese)

Detto cio' posso darti 5 consigli per far crescere la tua azienda

1) Non farti assorbire dall'economia virtuale. L'economia virtuale è quell'economia fatta di notizie dei giornali economici, di trichet, delle strategie delle banche centrali, ecc. Non vuol dire che non devi informarti. Vuol dire solo che l'economia virtuale non puoi influenzarla. Devi rimanere concentrato sull'economia reale: i tuoi clienti, l'innovazione della tua azienda, ecc. 

2) Ama il tuo prodotto più di te stesso. Sii un talebano del prodotto della tua azienda. Crei ancora emozioni quando parli del prodotto o servizio che tratti? Ti emozioni? 

3) Crea un clima aziendale eccellente. E' impensabile ottenere grandi risultati o riuscire a fare le cose difficile senza aver prima creato un clima fertile all'interno dell'azienda. 

4) Costruisciti un brand inimitabile. O ti distingui o ti estingui.

5) Studia mentre lavori. Oggi come oggi è impensabile vincere nell'economia se il vertice aziendale non si dedica a formarsi e a formare le persone. 

Paolo Ruggeri
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12/11/2013

 
Ci sono tre valori che ritengo ci possano aiutare a navigare questi momenti di difficoltà dell’economia del nostro paese:

Disobbedienza: significa aprire gli occhi e non credere più a nulla che ci viene propinato dal nostro governo e dalla presente classe politica. Hanno ampiamente dimostrato che il loro unico interesse è la conservazione dei loro privilegi e la loro auto-preservazione. Disobbedienza significa capire che ogni loro richiesta è parziale ed interessata e quindi, nei limiti della legge, bisognerebbe fare il contrario. Se richiedono di fare sacrifici capire che tali sacrifici sono solamente il preludio a mettercela in quel posto. Se ci richiedono di comprare i BTP, vendere quelli che hai in portafoglio (ti stanno per rifilare un pacco), non credere più a una singola parola che viene da loro.

Se il presente governo volesse davvero aiutare le imprese ed il popolo italiano avrebbe tanti facili modi per recuperare qualche miliardo: cancellare il finanziamento pubblico ai partiti (quando la gente muore a causa dell’economia, che senso ha parlare del finanziamento ai partiti?), richiamare i nostri soldati dall’estero (la vera emergenza oggi è nel nostro paese e l’esercito dovrebbe proteggere innanzi tutto i nostri cittadini), ridurre le pensioni dei politici e le loro spese. Detto fatto ecco alcuni miliardi che potrebbero essere usati come sgravi per i dipendenti o per le imprese e che farebbero ripartire l’economia.

Ma sappiamo già che non faranno nulla. Il loro interesse non è il bene del nostro paese ma è l’autoconservazione della classe politica. Quindi, disobbedisci.

Produttività: a prescindere dalle notizie negative e degli eventi che potrebbero demotivarci o farci cadere le braccia, cerchiamo di rimanere concentrati sul business e mantenere un’adeguata produttività. Significa non usare la crisi per giustificare le manchevolezze della nostra azienda o la sua mancanza di innovazione, significa credere che fare business sia comunque possibile, fare marketing, ricercare clienti, dare un bel prodotto e servizio, pianificare con passione oltre la crisi. Come dimostrano le centinaia di storie di imprese in questo blog, fare un prodotto eccellente e vincere è possibile anche in questo periodo di crisi. Cerca di essere anche tu un esempio da seguire per gli altri.

Per chi non avesse un lavoro, produttività significa partecipare a corsi, studiare, leggere libri, offrirsi di fare del volontariato, tentare di vendere un prodotto o un servizio su internet. Spesso attività di ripiego come queste, nonostante non siano una panacea, costituiscono un valido mezzo per entrare in contatto con una buona opportunità lavorativa.

Solidarietà: mai come oggi dobbiamo essere, come classe creativa e classe produttiva, solidali tra noi. Solidarietà vuol dire non fare business ignorando che l’impresa vicina è in difficoltà ma aiutarla a riprendersi, vuol dire condividere il know how, sostenere il proprio cliente o il proprio fornitore o perlomeno fornirgli conforto, appoggio ed idee. Se da una parte il mercato ci forza ad essere drastici nella gestione dei costi, dall’altra dobbiamo sempre ricordarci di avere a che fare con esseri umani e sapere che è rendendoci conto dell’umanità di chi ci sta attorno che vinceremo questa grande battaglia, piuttosto che diventando degli spietati tagliatori di tutto. L’austerità che non tiene conto dell’essere umano è la strada verso il fallimento come finirà per imparare anche questo governo. Sii solidale e orientato all’aiuto nei confronti degli imprenditori che gravitano attorno alla tua impresa. Sono esseri umani come te che spesso hanno famiglie e figli come i tuoi. Mai come oggi un piccolo gesto potrebbe avere un grande valore.

Disubbidisci ad un governo che non fa più l’interesse dei suoi cittadini, sii produttivo e lucido nella gestione della tua impresa e ricordati sempre che non importa quanto grave ti sembri la tua situazione, c’è sempre qualcuno che sta un po’ peggio di te. A volte aiutare lui, potrebbe far venire qualche buona idea anche a te.

Paolo Ruggeri


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07/11/2013

Questi mesi invernali, in qualche modo, mi fanno sempre riflettere sulle grandi soddisfazioni insite nell'essere un imprenditore. Io penso che se ne parli troppo poco. La maggior parte dei discorsi che si fanno sull'economia e sul lavoro vertono su argomenti quali "il potere d'acquisto che cala, la crisi della quarta settimana, il destino dei precari", ecc. Intendiamoci: sono tutti argomenti importanti e che vanno trattati.


Ma perché non cominciamo a smetterla di parlare alle persone solo di "come fare a limitare la miseria" e non cominciamo anche a parlar loro di come creare davvero ricchezza e prosperità? Se vuoi creare davvero ricchezza, la risposta è una sola: devi fare l'imprenditore.


Essere un imprenditore è una sfida, ci vuole coraggio, concentrazione, passione per i prodotti o servizi che tratti, intelligenza manageriale. All'inizio molte di queste cose ti mancano e hai solamente la paura, poi via via le sviluppi o capisci come si fanno a fare. Allora la paura scompare e ti rimane l'eccitazione.  


Essere un imprenditore ti permette di smetterla di lamentarti per le cose che non vanno bene, dell'essere sottopagati, del non essere valorizzati, del tuo capo che non ti capisce, ecc e ti permette di fare qualcosa al riguardo: apri la tua azienda e mostra tu come si fa. 


Essere un imprenditore, se sei bravo, vale a dire se davvero hai PASSIONE per quello che fai, ti permette di avere delle soddisfazioni economiche che nemmeno ti saresti mai sognato (vero soprattutto in questi mesi dell'anno in cui si pagano i dividendi...).


Essere un imprenditore ti dà la soddisfazione di veder i tuoi collaboratori crescere, comprarsi una casa, diventare uomini, farsi una famiglia, essere realizzati.


Essere un imprenditore ti permette di crescere tantissimo: fare l'imprenditore non è solo questione di andare ad aprire la partita iva o passare dal notaio a fondare la tua SRL, e non è certo prendere parte all'ennesima bufala di network marketing. Essere imprenditore è qualcosa di più. E' APPLICAZIONE, DECISIONE, IMPEGNO, PREDIZIONE. Io sommo il tutto in una singola parola: CONCENTRAZIONE. Essere imprenditore è una routine che ti richiede sempre una grandissima concentrazione e, via via che la fai, ti rendi conto che non solo cambia il tuo grado di prosperità, ma tu diventi sempre più efficace e scopri sempre risorse nuove che nemmeno ti immaginavi di avere.


Alla fine essere imprenditore ti cambia la vita. Se non lo hai mai fatto un giorno o l'altro dovresti provarlo.

Basta con tutti questi discorsi sulla miseria, sulla crisi della quarta settimana, sul fatto che non ci sono soldi. Anche se li capisco e cerco sempre di aiutare, tutti questi discorsi mi hanno stancato. Il mondo pullula di opportunità, oggi più che mai. E quando non lo capisci, sappi che non è il mondo ad essere sbagliato, ma è molto più probabile che sia tu che stia guardando alla cosa con un atteggiamento che non è proprio quello adeguato. 

Il mondo non può cambiare. Tu forse sì.
 
Paolo Ruggeri  


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05/11/2013

Si puo' capire molto della capacita' di un individuo di creare intorno a se emozioni positive, osservando il modo in cui ritrasmette cio' che vede o che sente. Ognuno di noi puo' sperimentare diversi stati d’animo in un determinato arco di tempo, a volte in una sola giornata o in pochi minuti possiamo passare dall’essere allegri a prendercela con qualcuno per un fatto negativo.

A volte le persone diventano colleriche oppure tristi e preoccupate quando gli accade qualcosa che non riescono a gestire. Qualcuno vede gli altri con diffidenza o addirittura con sospetto. Questi sono solo alcuni degli stati d’animo che le persone sperimentano ogni giorno. Lo stato d’animo influenza fortemente il modo in cui le persone raccontano cio' che vedono o che sentono da altri.

Per esempio una persona molto contenta e entusiasta per cio' che fa, quando deve raccontare un fatto a qualcun altro, sicuramente lo arricchisce di spunti creativi e positivi evitando di riportare aspetti negativi, se presenti. I razionali solitamente trasferiscono dei messaggi in modo cauto smorzando un po’ l’eventuale positivita'. Gli annoiati fanno perdere alle notizie il loro appeal trasformandole in comunicazioni poco significanti. Non parliamo poi delle persone arrabbiate che sono attratte dagli aspetti negativi dei messaggi che ricevono e che ritrasmettono.

Nel farlo li esaltano distorcendo la comunicazione. Anche gli individui ansiosi hanno un loro modo per gestire la comunicazione, la bloccano impedendole di arrivare ad altri. La tua capacita' di creare emozione dipende anche dall’energia positiva che metti nella comunicazione di cio' che vedi e che senti.

La capacita' di un individuo di utilizzare sempre una comunicazione positiva e ricca di nuovi spunti fa la differenza nella creazione di emozioni. Quando il nostro stato d’animo e' positivo, magicamente diventiamo una calamita per le persone piu' allegre e positive e riusciamo a creare emozione nel nostro ambiente e negli altri. Ci sono persone che quando ti parlano ti fanno sentire meglio, piu' carico, piu' allegro. In altri casi invece parli con persone che ti tolgono energia. E tu, come ritrasmetti oggi la comunicazione che ricevi ?

Paolo Ruggeri


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30/10/2013

Non importa quanto la tua azienda o la tua vita si sia incasinata, un percorso per riprendersi e tornare in forma esiste anche se in questo preciso istante ti e' difficile vederlo. Ci sono tanti imprenditori tonici che si stanno ingegnando per trovare soluzioni invece che farsi sconfiggere dal pessimismo. Ci sono alcune azioni comuni che stanno mettendo in campo:

1) Guardare le cause interne Di fronte a risultati aziendali non ottimali “Guardare le cause esterne” significa attribuire tali risultati alla crisi, all’andamento dell’economia .Oggi per un imprenditore e' molto facile trovare delle “cause esterne” che giustifichino gli andamenti non proprio fantastici della sua impresa. Basta accendere la TV o leggere qualsiasi giornale ed eccole li', in bella vista, decine di giustificazioni per l’andamento non ottimale delle nostre aziende. Guardare le cause interne obbliga ognuno di noi a guardare e sistemare cio' che non funziona all’interno delle nostre aziende. Sono questi fattori interni piu' che le crisi e le difficolta' dei clienti e del mercato a determinare i risultati non eccellenti delle nostre imprese.


2) Uscire dalla zona di comfort Cos'e' la “zona di comfort”? Qualcosa di comodo, in cui stai bene, in cui vorresti restare per sempre. E fuori dalla “zona di comfort” cosa c’e'? Fatica, impegno, stanchezza, delusioni, stress, scelte difficili... Ora…Chi vorrebbe mai uscire dalla zona di comfort sapendo che fuori c’e' tutto questo? Lasciare la “zona confort” puo' sembrarci impossibile ma e' fuori da questa zona che noi creiamo valore per noi stessi e per la nostra impresa.


3) Abbracciare il marketing In un mercato come quello di oggi dove c’e' sovrabbondanza dell’offerta e dove c’e' meno denaro circolante e quindi anche meno clienti, le Pmi italiane non possono sottovalutare la promozione. Se “troppo poco marketing” e' stata fino ad oggi una costante di molte delle imprese del nostro paese, in questi nuovi scenari economici la parola d’ordine delle piccole e medie imprese che crescono e che fanno buoni utili e' certamente “tanto marketing” nel senso che queste imprese destinano alla comunicazione e al farsi conoscere una parte importante delle loro energie e risorse.


4) Occuparsi degli aspetti finanziari Devi costruirti un cruscotto aziendale che ti permetta di tenere monitorati mensilmente fatturato, utili e liquidita'. Se non conosci quanti utili hai fatto nel mese appena passato, come potrai mai correre ai ripari? Se la tua azienda sta perdendo soldi lo devi sapere in tempo quasi reale cosi' da poter intervenire e rimediare a cio' che non funziona. Non puoi saperlo sei mesi dopo o al momento del bilancio. Non puoi nemmeno delegare la cosa al commercialista. Sei tu che devi saperlo. Gli imprenditori che fanno buoni utili dedicano circa il 15% del loro tempo alla gestione finanziaria dell’impresa e a studiare e migliorare l’andamento di fatturato, utili e liquidita'. La mancanza di misurazioni nel breve, l’andare “spannometrici” per quel che riguarda gli aspetti finanziari e' uno dei problemi principali che affligge le imprese del nostro paese


5) Costruire un’azienda di belle persone Il valore di un’idea imprenditoriale e' direttamente proporzionale alla qualita' delle persone alle quali riesci a farla sposare. Quand’anche tu avessi avuto un’idea geniale e davvero innovativa e la facessi sposare a persone di qualita' medio-bassa, quell’idea non si affermera' sul mercato. Le aziende che arrivano ad eccellere sul mercato prima si assicurano di attirare nel gruppo i migliori talenti disponibili, le persone piu' capaci e produttive che possono permettersi e POI decidono dove andare, mentre le aziende che soffrono sul mercato prima stabiliscono il CHE COSA (cioe' quali sono gli obiettivi che vorrebbero realizzare) e poi cercano di farsi aiutare a realizzarli dalle persone che hanno.


6) Fare impresa con coraggio Capacita' di sognare e di immaginare, determinazione, passione e un pizzico di follia vanno a braccetto con un altro degli aspetti caratteriali che accomuna gli imprenditori che battono le crisi: essi sono innanzi tutto persone coraggiose. Il coraggio non e' assenza di paura ma e' la consapevolezza delle tue forze, del valore delle tue idee e della grande persona che tu, in ultima analisi, sei. Coraggio, visione, desiderio di rivalsa, la disponibilita' ad essere il primo ad accettare una grande sfide e un pizzico di follia, sono solo alcuni degli aspetti caratteriali che rendono le persone che guidano le PMI italiane non solo grandi manager ma innanzi tutto grandi uomini. Accetta una sfida per portare piu' valore ai tuoi clienti e ricordati che, come diceva Erasmo, le idee migliori non vengono dalla ragione ma da una lucida e visionaria follia. Il carattere e' l’arma segreta di ogni grande imprenditore.

Tutti si incartano prima o poi. È quello che ci rende umani. Ora pero' vai a scartarti e riporta la tua azienda a crescere. Paolo Ruggeri Tratto dal libro di Paolo Ruggeri “Piccole e Medie imprese che battono la crisi” disponibile all’indirizzo www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=49
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27/10/2013

Assieme ai colleghi di I-Profile Roma www.i-profile.it ieri ho tenuto una presentazione al Rainbow Magic Land circa le azioni da mettere in campo per battere la crisi. 

L'evento non voleva essere un semplice seminario di management ma aveva anche lo scopo di sancire l'avvio della nostra accademia manageriale nel Lazio.

"Questa è la nuova normalità - è stato il mio esordio - e gli imprenditori devono imparare a competere in questo scenario". Come? 

Guardando le cause interne, prendendo decisioni coraggiose e rendendosi conto che la paura è il primo ingrediente chimico dell'entusiasmo. Se non prendi decisioni che ti fanno paura non potrai mai provare l'entusiasmo. 

Diapositive allegate. 

Un caloroso ringraziamento a tutti gli ospiti intervenuti e al Parco Rainbow per la messa a disposizione della logistica e della sala. 


Paolo Ruggeri



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25/10/2013

Invitato da Sparkasse e Libera Artigiani ho presentato nel salone del Museo di Crema il mio libro Piccole e Medie Imprese che Battono la Crisi.

Durante la serata ho avuto modo di incontrare numerosi imprenditori che stavano già battendo la crisi: nel settore edile, nel settore farmaceutico, nel settore agroalimentare, della serramentistica... insomma ho trovato una platea motivata e davvero piacevole. Non ultimo ho avuto modo di incontrare dei rappresentanti della politica come il Consigliere Malvezzi che, invece che stare chiusi in una torre d'avorio a lanciare slogan, ogni settimana vanno a visitare 5 o 6 aziende per capire come la Regione può essere utile... Bravi imprenditori, gente mossa dai valori, belle persone.

C'è speranza per battere la crisi.

Un sentito ringraziamento a Sparkasse e alla Libera Artigiani.

Le diapositive del mio intervento sono allegate.

Paolo Ruggeri 


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23/10/2013

Antonio Saluti, titolare della Saluti Impianti Tecnlogici, impresa di Ascoli che collabora con grandi realta' (Barilla su tutte), ha tenuto un'intervento sulle sue azioni vincenti per far crescere l'azienda creando alleanze.

Secondo Antonio puoi avere il miglior prodotto, l'azienda piu' innovativa, i collaboratori piu' bravi ma se non sai farti amare delle persone e interessarti veramente a loro non otterrai mai il successo che cerchi.

Sono le alleanze che creano i fatturati e il successo sta nelle persone con cui riesci a condividere grandi progetti.

Quando sei in grado di eccedere le aspettative della persona che hai davanti e offrirle qualcosa davvero di valore prima o poi verrai premiata. Da lei o dal mercato (non sottovalutare la forza del passaparola positivo).

Antonio ci ha raccontato di quando ha svolto gratuitamente un lavoro per una persona apparentemente "insignificante", che a pochi mesi di distanza si e' ricordata di lui, e gli ha commissionato un lavoro per 150'000 euro.

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...ma questo e' solo uno degli aneddoti che ci ha raccontato.

I segreti del successo di Antonio?
. Interesse e attenzione per le persone
. Gentilezza e disponibilita'
. Curiosita'
. Cogliere le opportunita' e le cose buone dalle persone

In allegato le slide della sua presentazione

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20/10/2013

L'ultimo libro pubblicato da Engage Editore (la nostra casa editrice) raggiunge il primo posto nell'I-Tunes store categoria Affari e Finanze Personali e il sesto posto nella classifica generale dei libri più venduti. 

Il libro è Raddoppia le Tue Vendite, autore Marco Postiglione

Un altro successo editoriale di Engage Editore, la prima casa editrice che dà risalto agli imprenditori italiani che ce la stanno facendo.  

Paolo Ruggeri

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18/10/2013

“Gli ottimisti moriranno tutti." Ammiraglio Jim Stockdale

L’Ammiraglio Stockdale e' stato il prigioniero americano piu' alto in grado durante la guerra del Vietnam. Nel corso della sua prigionia fu sottoposto a torture molto pesanti e, tramite il suo coraggio, contribui' a salvare la vita a numerosi dei commilitoni prigionieri. Pluridecorato dopo la guerra, per molti ha rappresentato l’esempio di chi, grazie alla forza d’animo, riesce a sopravvivere nelle situazioni piu' estreme.

A un giornalista che gli chiedeva che cosa servisse per sopravvivere tanti anni in un campo di prigionia, Stockdale rispose: “Non devi mai perdere fede nel fatto che la storia avra' un lieto fine. Non ho mai messo in dubbio che non solo ce l’avrei fatta a tornare a casa, ma anche che alla fine sarei riuscito a trasformare quell’esperienza in un momento che avrebbe definito in modo positivo me e la mia vita, in qualcosa che, potendo ritornare indietro, non avrei cambiato con niente al mondo. ”

Il giornalista, colpito da una risposta tanto profonda, si fermo' per qualche istante a riflettere e poi chiese: “E invece chi sono quelli che non ce l’hanno fatta? Chi sono quelli che non riescono a sopravvivere a una tale esperienza?”. “Gli ottimisti, – rispose prontamente Stockdale – sono questi che non ce la fanno.” Il giornalista, notando una contraddizione con quanto appena detto, chiese ulteriori lumi. L’Ammiraglio Stockdale gli rispose: “Gli ottimisti erano quelli che dicevano ‘entro Natale saremo a casa’. Poi arrivava il Natale e loro erano ancora li'. Allora dicevano ‘Saremo a casa per Pasqua’. Poi arrivava la Pasqua e loro erano ancora li'. Allora il Natale successivo e poi di nuovo la Pasqua… Non guardavano in faccia la bruta realta' della loro condizione e, alla fine, una delusione dopo l’altra, sono sprofondati nell’apatia e si sono semplicemente lasciati morire.”

“Questa e' una lezione molto importante: non dovresti mai confondere la fede nel fatto che alla fine saprai prevalere – cosa che non puoi permetterti di perdere – con la disciplina necessaria a guardare in faccia la bruta realta' della tua condizione, qualunque essa sia.” Jim Stockdale

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La realta' e' che il mondo e' cambiato e che questa che vediamo oggi e' la nuova normalita' economica del nostro paese e sara' cosi' ancora per diversi anni. Le imprese che hanno avuto il coraggio di guardare a questa verita' sono anche le imprese che hanno saputo reinventarsi e oggi sono tornate a crescere e a fare utili. Quelle che invece hanno continuato a essere “ottimiste”, sperando che le banche avrebbero ripreso a concedere i finanziamenti e che la crisi presto sarebbe terminata, oggi versano in condizioni difficili. Non puoi prendere una serie di decisioni corrette e sensate (e soprattutto remunerative) se prima non hai il coraggio di guardare in faccia la realta' della tua situazione.

La prima cosa che hanno capito le piccole e medie imprese che battono la crisi e' che la situazione economica di oggi non e' una crisi ma e' la nuova normalita'. È inutile lamentarsi,
bisogna invece cercare delle soluzioni.

Tratto dal mio libro "PMI che battono la crisi". Richiedilo subito all'indirizzo
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=49
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16/10/2013

"I nuovi condottieri" e' stato il mio primo libro e il mio titolo di maggior successo con piu' di 50'000 copie vendute, il libro che ha permesso alla mia azienda di fare il salto di qualita'. Il libro, con contenuti ed esempi aggiornati, e' arrivato alla nona ristampa.

La spinta motivazionale che mi ha portato a scrivere il mio primo libro «I nuovi condottieri» e' scaturita dall’ esigenza di capire le dinamiche di un gruppo e quindi riuscire a gestirlo: migliorare gli altri e soprattutto aiutarli a vivere una vita migliore, piu' soddisfacente e «causativa». Dopotutto, il successo di una persona si misura dal successo di chi la circonda.”

Questo libro e' il frutto di dieci anni di ricerca riguardo la gestione ed il miglioramento del personale; una descrizione analitica delle soluzioni di successo di manager e imprenditori che sono riusciti a creare gruppi di persone estremamente motivate e produttive.

Include case history di aziende che hanno risolto con successo i problemi relativi la gestione del personale: numerosi esempi pratici che ogni imprenditore o manager puo' mettere subito in atto per migliorare la produttivita' dei suoi collaboratori.

Per acquistare il libro clicca su http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=51
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16/10/2013

La ricetta che consiglio a chiunque si senta in crisi:

a) Smetti di ascoltare i telegiornali o a leggere i giornali, in particolare quelli italiani. Dicono solo cazzate e ti avvelenano la mente.

b) Smetti di pensare che il governo (o le banche) deve/devono fare qualcosa per te o per la tua azienda. Sono i giornali che spacciano questa mentalita' da effetto, da "qualcun altro deve risolvere i tuoi problemi per te". Sei tu che crei la tua vita e non il governo. Non farti gabbare.

c) Contribuisci ai sogni di qualcun altro. Ogni giorno. Contribuire ai sogni di qualcun altro non devi farti sentire debole. Per contribuire ai sogni di qualcuno da umile servitore, devi essere un grande e avere una grande autostima. Cerco di farlo tutti i giorni e sono orgoglioso di servire. Mi piace la gioia negli occhi delle persone quando vedono che tu li puoi aiutare. Servitore = ottimo Leader = not so good.

d) Renditi conto che se vuoi liberare davvero il tuo potenziale devi approfondire il lato spirituale della vita. Il lato spirituale della vita, in essenza, e' questo: tu crei tutto quello della tua vita che ti piace e che non ti piace. Invece che lamentarti non e' forse ora di capire come mai lo crei e quali sono gli esatti meccanismi? Se fai le quattro cose di cui sopra cominciando dal sentirti utile per i progetti di qualcun altro senza voler nulla in cambio, in breve le cose cominceranno a volgere in tuo favore. Ce la puoi fare.

Paolo Ruggeri



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13/10/2013

Recentemente ho dedicato un po' del mio tempo ed energia al mercato statunitense dove in un paio d'anni ho sviluppato un po' di clienti americani, ho avviato un'impresa immobiliare oltre che lanciare K2USA LLC, una società di consulenza aziendale che ha due divisioni: una che vende alle società americane i nostri servizi di HR (che sono decisamente apprezzati) e un'altra che aiuta le imprese italiane ad aprire con successo il mercato USA.

Negli ultimi mesi mi sono trovato ad avere a che fare con numerosi imprenditori italiani che avevano aperto societa' o business in Nord America, alcuni avevano avuto grande successo, altri stavano incontrando grandi difficoltà. Da tutte queste esperienze ho preparato un manualetto che ho chiamato I DIECI PECCATI CAPITALI DELL'AZIENDA ITALIANA CHE VA NEGLI USA di modo che gli imprenditori possano evitarli. 

Commettendo uno di questi errori l'approccio americano si complica, e non di poco. Ho allegato il manualetto a questo articolo.

K2USA www.k2usa.it  ha sede a Miami, ha personale americano oltre che essere supervisionata da imprenditori di successo italiani.

Il mercato americano è in grado di riservare grandi soddisfazioni ad un imprenditore. Se viene approcciato nel modo giusto.

Paolo Ruggeri 




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11/10/2013

Hai alle spalle una solida esperienza commerciale e cerchi un lavoro…..con sbocchi Oltreoceano?? Vuoi aiutare le PMI italiane ad aprirsi un mercato negli USA??? Ecco la nostra Business Opportunity… OPEN SOURCE MANAGEMENT SRL per conto di K2USA LLC, nuova societa' facente parte del gruppo, con sede americana a Miami (Florida) negli USA e base operativa italiana a Bologna, che ha l’obiettivo di assistere le imprese e gli imprenditori italiani che vogliono aprire una filiale o un mercato negli USA, ricerca: ITALY KEY ACCOUNT MANAGER

Leggi l'annuncio cliccando su "download delle slides" e invia il tuo curriculum a k.pavasini@osmanagement.it
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09/10/2013

Quando sei di fronte a un potenziale cliente, inizia una parte fondamentale del tuo lavoro da venditore: la costruzione del rapporto. Generalmente una persona che non ha mai venduto, quando le viene detto che una parte del suo lavoro ha a che fare con la vendita, si spaventa a morte o pensa che questo lavoro sia difficilissimo o insormontabile. In realta' e' cosi' solamente se non si conoscono alcuni fondamenti della comunicazione e dell’attivita' di vendita. In primo luogo, tutti noi, a prescindere dalla nostra professione, siamo dei venditori. Infatti, anche se non vendiamo prodotti o servizi, vendiamo comunque ogni volta che interagiamo con qualcuno: vendiamo le nostre idee, vendiamo punti di vista, vendiamo noi stessi quando vogliamo invitare a cena una persona che ci piace...

La verita' e' che vivere richiede una grande capacita' di vendita. La vendita in primo luogo non e' un’attivita' razionale. L’acquisto e' sempre un’attivita' irrazionale ed emotiva. Se ci pensi bene, ognuno di noi, quando fa un acquisto, avrebbe sempre la possibilita' di trovare quanto sta per comprare anche da altre parti a prezzi o condizioni migliori. Zig Ziglar, il famoso ricercatore americano sulla vendita, sostiene che la logica fa pensare, le emozioni che fanno agire.

Quando fai un acquisto che non valuti essere troppo impegnativo come puo' essere una casa, non e' che pensi, pensi, pensi. Pensi per un poco, ascolti ma a un certo punto hai dentro di te come un guizzo emotivo che ti fa dire: “Ma via, proviamo, facciamolo” e firmi il contratto o dici si' al venditore. Per capirlo ancora piu' a fondo, prendi in considerazione il primo bacio con una ragazza o un ragazzo. Negli attimi che precedono il bacio se guardi bene non e' che ci siano dei grandi discorsi logici, anzi spesso le persone sono in silenzio e si respira un’atmosfera piena di emozione.

Non ci sono dei grandi discorsi logici, non e' che sei li' e stai mostrando alla donna che vorresti conquistare il tuo 740 o le stai facendo dei grandi discorsi sulla tua bravura. Si sviluppa un’emozione e da li' si scatena l’azione. Funziona allo stesso modo nella vendita di prodotti o servizi: il venditore superstar e' un maestro nel comunicare scatenando nel potenziale cliente delle emozioni positive. Queste emozioni spingeranno il cliente a prendere la decisione di acquisto. La logica invece fa pensare. Il venditore che, in una trattativa si metta a descrivere per ore i vantaggi del suo prodotto o servizio, sta adducendo numerose ragioni logiche in base alle quali il suo cliente dovrebbe comprare. Quello che otterra' e' un cliente logico che gli fara' l’obiezione “ci devo pensare”. Operando nella logica, quello che si ottiene e' proprio quello: un cliente che vuole riflettere e che probabilmente non comprera'.

Paolo Ruggeri

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02/10/2013

L’imprenditore oggi si trova sempre piu' spesso a dover risolvere in prima persona i problemi che dovrebbero essere gestiti dai propri collaboratori. Sono tante le ragioni che portano a questo fenomeno che pero' di fatto se non risolto inchiodera' chi sta al vertice in produzione a controllare una commessa, al telefono ad incassare un insoluto o a dover parlare con il trasportatore che non si e' capito con il magazziniere. E’ una questione di presa di responsabilita' del proprio ruolo e motivazione al raggiungimento degli obiettivi personali e aziendali. Non fornire soluzioni al tuo collaboratore, ma fai in modo che venga da te con delle proposte valide e prendete insieme le decisioni giuste.

Come te imprenditore, anche i tuoi collaboratori miglioreranno le loro performance nella misura in cui si formano e studiano. I tuoi collaboratori hanno veramente chiaro qual e' il risultato che devono ottenere? Sanno come vanno gestiti i sottoposti? Sono allineati con i tuoi progetti e i tuoi sogni?

Ti tolgono le castagne dal fuoco? Per incrementare il fatturato e gli utili, l’imprenditore oggi deve necessariamente guardare questi aspetti, altrimenti rischia di diventare un bravissimo risolutore di problemi altrui, con le banche pero' che gli stanno alle calcagna. Fai in modo che i tuoi collaboratori crescano insieme a te, fornisci loro gli strumenti per farlo concretamente, attraverso un metodo di studio improntato all’aumento della coscienza del proprio ruolo e alla responsabilita' sui propri risultati.

Paolo Ruggeri

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30/09/2013

La crisi morde ma esistono delle azioni vincenti che accomunano le aziende che stanno crescendo in questo momento particolare del mercato?

Le affronteranno insieme Andrea Condello, socio fondatore di OSM e la collega Anna Marras, direttore Tecnico di Edac I-Profile

Per prenotare il tuo posto gratuito compila e invia il modulo allegato

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27/09/2013

Ieri sera ho tenuto una presentazione al Marketing Open Day Radio Delta 1 e, assieme a Enzo Galante e Sabrina Filippini, ho spiegato come a mio avviso si possono creare relazioni ed alleanze tra imprese. 

E' stata una sera davvero piacevole. Radio Delta 1 è una grande azienda. 

Il filmato di Simon Sinek, si può trovare qui: 



Slide allegate. 

Paolo Ruggeri
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