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21/12/2013

Non faccio solamente il formatore o il consulente aziendale, ma come molti dei lettori di questo blog faccio l'imprenditore: gestisco e dirigo diverse aziende in giro per il mondo. 

Quest'anno è stato uno degli anni migliori sotto il punto di vista della creatività, dell'espansione, della crescita, dell'innovazione e anche i risultati economici mi trovano decisamente soddisfatto. Se pensi solamente al fatto che sono riuscito ad andare negli Stati Uniti a vendere i servizi e la nostra consulenza e formazione HR, comprendi quanto possa essere orgoglioso di quello che è accaduto quest'anno. 

Ci sono cinque + uno valori che ci hanno aiutato in questo anno davvero fantastico e li voglio elencare qui. 

I valori che quest'anno credo abbiano dato un'importante accelerata a tutte le attività della nostra azienda: 

1) Il Potenziale: bisogna essere in grado di capire per che cosa le persone sono davvero portate e farle vincere in quel settore. Ognuno dei nostri collaboratori ha almeno un'attività in cui potrebbe eccellere, non dico andare bene, dico ECCELLERE. Compito del boss è individuarla.

2) La Motivazione: la motivazione è più forte di tutto. Compito del leader è indicare ai propri collaboratori delle opportunità (per loro) da cogliere talmente brillanti che non potranno fare altrimenti che dedicarvisi con tutta la loro volontà. Chi per primo vince questa battaglia, vince la guerra.

3) L'Ingegno: non vince solo chi ha più volontà o più forza, ma vince anche chi trova le soluzioni più ingegnose. Bisogna avere persone forti nell'R&D, frequentare grandi menti e essere presenti sui mercati evoluti di modo da catturare nuove soluzioni ingegnose ed essere i primi a proporle. Questo sia nei servizi che nel marketing.

4) La Responsabilità: bisogna creare valore per i clienti e mai dimenticarsi che siamo noi che determiniamo ciò che accade attorno a noi. Noi siamo la causa, siamo i creatori di quello che ci succede: con i nostri stati d'animo, con la nostra capacità di gestire e motivare, con il nostro comportamento etico o meno e con la nostra attenzione alle cose del mondo spirituale. 

5) La Generosità che è figlia dell'Abbondanza: mai come oggi un proprietario d'azienda deve condividere con i suoi uomini la ricchezza e le opportunità che sono state create. Questo però non significa accettare le persone che "devono  avere per esserci". Se devi prima avere per esserci, non sei nel posto giusto. 

E da ultimo, il valore più importante:

6) La Pericolosità: siamo innanzi tutto un gruppo di pirati, dissacranti, irrispettosi di qualunque forma di status quo e capaci delle imprese più straordinarie se queste sono allineate ai nostri valori o alla nostra visione di giustizia del mondo. Come pirati aiutiamo i nostri amici, rispettiamo il valore dei nostri nemici e siamo una spina nel fianco per chiunque cerchi di ostacolarci. Siamo pericolosi e siamo orgogliosi di esserlo.

Questi sono i valori che ci hanno portato a risultati straordinari in questo anno di forte crisi. 

Paolo Ruggeri

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19/12/2013

0) Renditi conto che il giro sulle montagne russe è appena cominciato. Rimani sereno ma nel contempo agisci in modo deciso.


1) Management Finanziario: stai attento al break even. Mai come adesso devi prestare attenzione ai conti mensili dell'azienda. Se vedi che cominci a perdere soldi, riduci il break even. Tieni d'occhio i benedetti costi. E fallo su base mensile. Non puoi delegarlo al commercialista.


2) Marketing:


a) Sonda i clienti per capire che cosa vogliono o vorrebbero da te che ancora non stai fornendo. Cerca di capire i bisogni insoddisfatti. Cerca di trovare una Unique Value Proposition o avvicinarti il più possibile ad averne una. Per avere una Unique Value Proposition DEVI PARLARE CON I CLIENTI ED ASCOLTARLI. Non è sufficiente fare riunioni.


b) Migliora il customer care e l'immagine che dai al cliente. Proprio perché ci sono meno clienti o clienti potenziali è importante che l'immagine che dai sia di estremo orientamento al servizio. Curati di loro come persone. Conosco diversi casi di imprese metalmeccaniche che, quattro mesi fa, mandavano le loro offerte via mail ai clienti che chiedevano un prezzo o la possibilità di eseguire un lavoro. Una visita non gli sarebbe costata nulla. Ora piangono per quelle stesse commesse che hanno rifiutato (e in più hanno anche fatto incazzare il cliente potenziale).  


c) Torna a vendere e lavora sulla rete vendita perché impari ad essere più efficace. Tu stesso iscriviti ad un corso vendita. Per noi imprenditori di PMI la vendita è come il palleggio per i calciatori: non si finisce mai di imparare o di allenarla. Con meno clienti a disposizione tutti noi dovremo diventare più bravi come venditori. La vendita è un'arte. Assicurati di conoscerla bene e di insegnarla a tutti i tuoi uomini.


3) Idee. Conosco tanti imprenditori, anche grandi, che non soffrono la crisi o la soffrono meno degli altri. Ciò che li differenza dagli altri è che hanno un progetto in testa da perseguire. Dove sono le idee? Dov'è la nuova vision? Insomma anche in questo nuovo scenario economico che si sta prospettando ci saranno tanti settori che, volenti o nolenti, tireranno. Mi riferisco all'ambiente, al risparmio energetico, alla sicurezza del lavoro, ecc, ecc. La crisi è davvero una crisi se il calo di mercato ti coglie in un momento nel quale avevi tirato i remi in barca e non avevi più alcuna vision.

4) Frequenta persone che ti possano aiutare ad avere una vision per il futuro.
Cerca di avere vicino a te delle persone che ti stimolino, che ti spingano fuori dalle tue zone di comfort, che ti esaltino, che ti aiutino ad inquadrare le cose da un punto di vista diverso. 

5) Attorniati di collaboratori capaci e coinvolgili con te nel nuovo, grandioso progetto aziendale. Sono dell'idea che uno dei grandi cambiamenti che questo nuovo scenario economico porterà sarà il fatto che sempre più l'imprenditore per sopravvivere e differenziarsi dovrà fare leva sull'inventiva e sulla capacità degli uomini che compongono il suo team. Da soli non ce la faremo. 

6) Prodotti: o produci il meno costoso o produci il più bello fantastico eccezionale prodotto che si possa concepire. Saranno questi i due prodotti che si venderanno anche domani. 

7) Ricordati che abbiamo le aziende anche per divertirci.  Sembra un consiglio banale ma è più profondo di quello che potrebbe sembrare. Se il nostro è diventato "un semplice lavoro" o "giusto un'attività economica", se non proviamo più la PASSIONE per vedere il volto stupefatto di un cliente di fronte alla nostra grande creazione, se tutta la nostra azienda è diventata un mero grandissimo foglio di excel o il grafico di una statistica, forse ci manca un ingrediente. Quello che fai ti deve piacere e ti deve piacere un sacco. Ricordati che anche se guadagnamo bene, abbiamo aperto un'azienda anche e soprattutto per divertirci e che quando questo divertimento finisce, finisce anche l'azienda.

Paolo Ruggeri 


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15/12/2013

Continua a crescere e a raccogliere adesioni I-Profile, il nuovo progetto OSM per aiutare imprenditori e professionisti ad avviare con successo la loro attivita' di consulenza.

Proprio negli ultimi giorni Paolo Valentini, titolare di I-Profile Venezia da poco piu' di due mesi, ha venduto 2 progetti aziendali per l'ammontare di 38'000 euro. Paolo lavora ancora part-time per questa attivita' e non ha, per il momento, collaboratori.

Ma questo e' solo uno dei casi di successo raccolti in questi mesi.

Abbiamo intervistato due imprenditrici che hanno aderito al progetto per sentire dalla loro viva voce le loro prime impressioni

Per leggere le loro testimonianze clicca su "Download delle slides"

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15/12/2013

Ieri ho tenuto una presentazione ad una forza vendita di persone agguerrite e che combattono con il cuore, la forza vendita della Quartiglia SpA di Roseto degli Abruzzi. 

Ho parlato della necessità che il venditore re-inventi se stesso e cominci a salire la scala del valore aggiunto passando da fornitore di prodotti a fornitore di soluzioni che rendono l'azienda cliente più competitiva. 

Ho molto apprezzato la grinta del Dott. Alessandro Quartiglia, un imprenditore che mette il cuore in ogni cosa che fa.  

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri



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15/12/2013

Il PIL del mondo continua a crescere al ritmo di 2/3 punti percentuali ogni anno...e noi?! L'unione europea e l'Italia annaspano...un ottimo alibi per le aziende italiane che arrancano... Ma cambiare e' possibile e far crescere i propri fatturati pure. Lo dimostrano le aziende che partecipano alla nostra community mbs, l'80% delle quali presenta numeri in crescita Quali sono state le azioni che le accomunano e che le hanno portate ad ottenere grandi risultati?

1) Associarsi con chi ti puo' fornire la tecnologia che ti fara' svoltare. Clienti, fornitori, collaboratori, consulenti... Devi creare una rete di alleanze con chi e' in grado di portarti al vertice.

2) Misurare la liquidita'. Le aziende non falliscono per mancanza di utili ma per mancanza di liquidita'. Quando incominci a dover chiedere soldi in giro e ad indebitarti pesantemente con le banche...bhe... non stai percorrendo la strada giusta.

3) Trovare una soluzione vera per i tuoi clienti. Qual e' l'affare che gli stai proponendo. Quale servizio davvero di valore gli stai offrendo? Quale problema gli stai risolvendo?

4) Potenziare drammaticamente il marketing. Il marketing e' lo strumento che permettera' al mondo di scoprire quanto si fantastico e unico il tuo prodotto. Utilizza tutti gli strumenti per rivelare al mondo cosa stai facendo. Focalizzati soprattutto sul futuro (e presente): internet e i social network. Non hai un sito? Segnati in agenda di realizzarlo nel 2014.

5) Imparare a competere sui mercati esteri. L'italia e' un piccolo puntino nel mondo e la nostra economia e' in calo. C'e' un mondo che ti aspetta. Questo non ti permettera' solo di espandere i tuoi orizzonti e trovare nuovi sbocchi ma diventare piu' competitivo anche qui. Pensa agli Stati Uniti, il mercato piu' concorrenziale del mondo, se puoi farcela li' in Italia sara' un gioco da ragazzi.

6) Comprare assets in giro per il mondo che producano cash flow. Investi e assicurati qualcosa che possa darti una rendita al di la' del tempo che puoi dedicare a questa attivita'.

Paolo Ruggeri



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06/12/2013

Ad un recente corso di formazione mi sono confrontato con alcuni imprenditori di PMI e mi sono accorto di alcune lacune che possono verificarsi nella gestione di una piccola e media impresa, che incidono fortemente sulla sua capacita' di generare degli utili:


1) Nonostante io sia un forte sostenitore del ruolo sociale dell’impresa, nondimeno va sottolineato che un’impresa va strutturata per FARE UTILI sin dal principio.


Troppo spesso incontro imprenditori che fanno milioni di euro di fatturato ma le cui imprese non fanno utile che mi dicono che, aumentando il fatturato, arriveranno a fare un utile. Niente di piu' sbagliato: una volta che una PMI fattura intorno ai 5-700.000 euro, se non fa un utile e' difficile che aumentando il fatturato gli utili ci siano, anzi. Aumentando i fatturati la marginalita' tende naturalmente a decrescere. Se non fai utili con il poco, difficilmente li farai con il tanto.


Infatti un’impresa va progettata sin dal principio per generare utili. Sembrera' strano ma il fatto di fare utili e' QUALCOSA CHE VA INSERITO NELL’ARCHITETTURA STESSA DELL’IMPRESA. Se la tua impresa e' gia' oltre i 700.000 euro di fatturato e' non fai un utile, il problema non e' che fatturi troppo poco, e' invece il fatto che NON HAI INSERITO IL FARE UTILI NELL’ARCHITETTURA DI IMPRESA. Figuriamoci poi se il tuo fatturato fosse 6 o 8 milioni di euro…


2) Ho trovato che tutti gli imprenditori che fanno utili misurano MENSILMENTE il volume di utile generato.


Alcuni lo fanno con un bilancino mensile, altri lo fanno con dei conti fatti “per cassa”, ma tutti hanno questa cosa in comune, a prescindere dal loro livello di fatturato.


Misura l’utile che genera la tua azienda ogni mese. Se non c’e' stato utile quel mese, invece che giustificare la cosa con spiegazioni assurde del tipo “non siamo ancora a break even, il nostro mercato e' in calo, ecc, fai una riunione con i tuoi soci ed i principali manager con i dati dei costi alla mano e stabilisci con loro le azioni da fare nel mese successivo per ottenere degli utili. Poi dopo un mese controlla, stabilisci ulteriori azioni, ecc. Ma il fatto primario e' MISURARE GLI UTILI SU BASE MENSILE.


Se sei un imprenditore corri dei rischi importanti sia sul piano economico che sul piano personale (devi spesso tralasciare le relazioni familiari, lavori tante ore, ecc). Devi assicurarti di avere un ritorno economico adeguato.


Buon lavoro e buoni utili


Paolo A Ruggeri


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03/12/2013

Sono state settimane, queste, di intenso confronto con imprenditori: presentazioni, consulenze, corsi di formazione, alla faccia di chi dice che c'e' la crisi... Piu' vado avanti, piu' mi rendo conto che gli imprenditori si bloccano o non riescono piu' a venire a capo della gestione della loro impresa perche' viene a mancare loro l'aspetto intangibile: si perde l'entusiasmo, si perde la motivazione, si perde quella "polverina magica" che gettata addosso alle cose le rende belle, promettenti, gestibili. Si diventa scontrosi, ansiosi, logici e, con il cambiamento del nostro stato d'animo, cambiano anche i risultati che otteniamo.  


In altre parole: non è l'azienda o il mercato che cambia. Nella maggior parte dei casi, siamo noi che cambiamo, che non riusciamo più ad entrare nello spirito delle cose, abbiamo meno mordente, siamo più reattivi, ecc.


Le tecniche sono importanti (soprattutto quando si comincia a parlare diorganizzazione di impresa o di controllo di gestione) ma, quando manca l'entusiasmo o l'energia positiva, poi tutto, in qualche modo, si arresta.


Non era forse così all'inizio delle nostre imprese? Tecnica zero ma entusiasmo e motivazione mille. E, armati di quell'entusiasmo, riuscivamo a superare qualsiasi difficoltà o qualsiasi concorrente. Per contro oggi abbiamo una grande esperienza, un grande bagaglio tecnico, ma manchiamo dell'entusiasmo.  


Una delle riflessioni che mi trovavo a fare con alcuni imprenditori ad un recente convegno aveva a che fare con la gestione positiva dei collaboratori: ti trovi a gestire un gruppo di lavoro che non sta performando in modo adeguato. La tentazione forte è quella di intervenire in modo lamentoso o secco facendo loro presente che le loro prestazioni o i loro comportamenti non vanno. Ebbene, nonostante questa irrefrenabile tentazione, nella maggior parte dei casi, ti sbagli: se non approcci la cosa ed i collaboratori in modo positivo, ti sentirai meglio a breve, ma poi nel medio termine, avrai dei collaboratori ancora meno produttivi. Perché non riesci ad affrontare la cosa in modo positivo? Perché nella maggior parte dei casi sei cambiato tu. E' successo qualcosa che ti ha spento, che ti ha fatto perdere entusiasmo, hai perso la visione della meta, hai qualche situazione o persona che ti preoccupa fortemente, non hai più l'energia positiva che ti serve per fare la differenza.


L'intangibile è tutto. Le tecniche senza l'aspetto intangibile non funzionano.


Paolo Ruggeri



imgg
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29/11/2013

Tre giorni fa un collaboratore di un'azienda cliente mi ha folgorato con questa domanda: "Ruggeri, noi come azienda che cosa rappresentiamo per voi sul piano del fatturato?". Voleva sapere se noi li reputavamo un buon cliente.


La domanda mi ha folgorato perche', a esser sinceri, NON NE AVEVO LA MINIMA IDEA... Io ero in quell'azienda perche' per me loro erano innanzi tutto dei grandi amici. Non fossero stati degli amici, delle persone a cui volevo bene e che sentivo me ne volevano altrettanto, non avrei fatto affari con loro, non importa il fatturato che avrebbero potuto sviluppare per me o per la mia azienda. 

La domanda di questo collaboratore mi ha fatto capire un grande cambiamento introdotto dall'avvento dell'economia della conoscenza: non e' piu' un legame commerciale che tiene uniti oggi clienti e fornitori, il legame oggi e' un legame emozionale, un legame d'affetto, una vera e propria relazione. 


Ci ho riflettuto un poco, ho fatto un'analisi di tutti i miei clienti ed ho capito la piu' grande tecnica di vendita (si fa per dire) che uso: SONO DAVVERO AMICO DELLA PERSONA CHE HO DI FRONTE. Straordinario. Altro che piramidi, schemi, approcci, small talk, ecc che dir si voglia. 
Essere amici vuol dire proprio quello: dentro di te tieni immensamente a quella persona, sei contento se vince, conosci i suoi figli, lo aiuti a gratis se serve, provi per lui ammirazione e affetto. Essere amici vuol dire rendersi conto che davanti a te non hai un cliente, davanti a te hai un altro essere umano. 

Provalo e vedrai che i risultati ti stupiranno. 

Paolo Ruggeri



imgg
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26/11/2013

Natale si sta avvicinando? Hai gia' pensato ai regali?
Quest'anno non regalare il solito panettone!

Regala ai tuoi collaboratori,amici e parenti un libro che li aiuti
a raggiungere il successo nella vita!

Telefonaci allo 051 8490411 o scrivici a info@paoloruggeri.it per creare il tuo pacchetto personalizzato

Puoi trovare il catalogo dei nostri libri e acquistarli direttamente all'indirizzo
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26/11/2013

...COME PRIMA COSA DEVI CAMBIARE TU!

L’ho gia' detto tante volte ma, alla fine, cosi' come nella vendita se non si vende il problema e' quasi sempre una difficolta' del venditore ad instaurare un buon rapporto interpersonale,
anche nella gestione manageriale dell’impresa ci sono dei fondamenti che vengono prima di tutto e quando le cose non vanno alla grande, li' si va a parare…

Se l’azienda non va bene e' perche' tu hai smesso di essere in forma. Hai perso il contatto con la persona che eri. Ti e' accaduto perche' un po’ per volta hai lasciato passare alcune cose o situazioni che sai non avresti dovuto accettare. Tendi a pensare che il problema sia il mercato, l’azienda o le persone al suo interno ma dentro di te lo sai che non e' questo
il problema. Il problema e' che tu sei cambiato e fino a che non ritorni te stesso, il vero te stesso, l’azienda non si riprendera'.

Esci dall’economia virtuale. Smetti di dar retta alla televisione, ai giornali e alle giustificazioni dei tuoi colleghi sottoperformanti. Tu sei fatto di una pasta diversa. Occupati delle cause interne. Giustificare e' da perdenti e tu non sei uno di loro.

Paolo Ruggeri

Tratto dal mio libro "PMI che battono la crisi". Richiedilo subito all'indirizzo
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=49

imgg
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25/11/2013

In allegato le diapositive della mia presentazione di questa sera a Verona circa la corretta strategia da adottare e le opportunità e proposte by K2USA LLC, la nostra società americana, per iniziare un business negli Stati Uniti.
 
Andrea di Giuseppe ha fornito la sua testimonianza di come in meno di dieci anni è riuscito a passare da 0 a circa 50 milioni di euro di fatturato negli Stati Uniti. 

La presentazione allegata contiene anche un sunto delle proposte commerciali di K2USA. Per maggiori informazioni www.k2usa.it o scrivete a info@k2usa.it 

Paolo Ruggeri



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25/11/2013

All' mbs della scorsa settimana abbiamo parlato di internazionalizzazione d'azienda e abbiamo spiegato perche' anche la tua azienda dovrebbe affacciarsi su nuovi mercati, in particolare questo statunitense Quali sono le opportunita' che il mercato americano offre? Il Sud della Florida e, in particolar modo tutta la zona di Miami, stanno avendo un boom impressionante. Negli anni 2009-2011 avevano sofferto non poco, con il prezzo degli immobili che era calato sensibilmente. Ora non solo gli immobili sono tornati a crescere, ci sono tantissime altre iniziative e tantissimi altri investimenti che stanno venendo effettuati nella zona, andiamo a vedere piu' nel dettaglio perche' "Conviene investire negli Usa e quali e dove sono le maggiori opportunita'" Immobili a Miami Beach: + 13% su base annua, dopo essere saliti del 50% negli ultimi due anni. Ma e' solo l’inizio. Ci sono tantissime altre iniziative che stanno venendo messe in campo: Il rilancio del Convention Center di Miami Beach: un miliardo di dollari di investimento. Costruzione dei tunnel per dirottare il traffico commerciale che va al Porto di Miami, un altro progetto da 1 miliardo di dollari. Oltre al progetto di costruire a Miami il piu' grande casino' del mondo, progetto in via di approvazione. A Miami inoltre stanno arrivando in massa i soldi di molti dei nuovi ricchi del Sud America; Brasiliani, Argentini, Venezuelani ma non solo: sono tantissimi gli Europei (Italiani, Russi e Francesi in testa) che hanno deciso di spostare qui molte delle loro ricchezze. Il risultato di tutto questo: Miami fino ad almeno il 2020 fara' il boom. Nei prossimi cinque anni e' lecito aspettarsi un’espansione grandissima. Le opportunita' sono molte: dal commercio, all’immobiliare (Miami Beach e' piena di gru) ai beni di lusso, c’e' possibilita' di fare grandi affari a Miami. Il Centro Commerciale di Aventura (Nord di Miami Beach) e' un centro commerciale concentrato sul lusso e sull’alta gamma. Fa 40 milioni di visitatori all’anno. Il centro commerciale di Sawgrass Mills a Fort Lauderdale (Nord di Miami) ne fa altrettanti, se non di piu'. In questa zona del mondo si sta concentrando una delle piu' grandi ricchezze del pianeta. Questo e' il motivo per cui dovresti investire negli USA, nelle slides in allegato invece troverai una serie di consigli utili per avviare al meglio la tua attivita' sul posto Se volessi una consulenza specializzata per sbarcare negli stati uniti K2USA, societa' del gruppo OSM, ti puo' dare una mano. Scrivi a info@k2usa.it

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24/11/2013

Invitato da Mauro Entradi, oggi ho tenuto una presentazione alla rete commerciale di Cateringross. 

Ho molto apprezzato gli interventi di Mauro Entradi, Alessandro Piazza, Alberto Caranza e del Presidente De Marinis. Ho incontrato tante belle persone, decise a migliorarsi e far crescere le aziende associate ed i clienti. 

Durante il mio intervento ho elencato quelle che secondo me sono quattro attività cui un agente (un imprenditore) deve dedicarsi al fine di avere successo in quella che io chiamo "La Nuova Normalità": 

a) Uscire dalle Zone di Comfort. Affrontare la paura è il primo ingrediente dell'entusiasmo (e anche della ricchezza).

b) Adottare una gestione Causativa: non sono i pubblici esercizi che devono cambiare, siamo noi che possiamo e dobbiamo gestirli in modo diverso. 

c)  Salire la Scala del Valore Aggiunto: per diventare unico come agente di commercio devi trasformarti da venditore a consulente del punto vendita. 

d) Ritornare a Studiare: le nostre aziende (e spesso anche i nostri clienti) sono lo specchio di come siamo noi. 

Diapositive allegate. 

Un caloroso ringraziamento a Mauro Entradi per l'invito. 

Paolo Ruggeri



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23/11/2013

Questa settimana mentre ero in Italia e lavoravo incontrando clienti e tenendo corsi di formazione ho valutato questionari attitudinali di persone che si erano candidate per aziende in North Carolina, Nebraska, Inghilterra, Texas, New Jersey, Georgia, Utah. 

Ho risolto un problema per un inquilino di un immobile che possiedo in Florida, un inquilino che non ho mai nemmeno visto in faccia e che però paga l'affitto regolarmente.

Ho depositato un assegno su una banca americana usando il loro sistema di banking degli assegni scannerizzandoli con l'i-phone.

Ho chiamato uno dei miei soci americani al suo numero di cellulare americano ma mi ha risposto dicendomi che si trovava in Italia.

Ho quasi terminato la selezione per una nuova assistente, una persona nata in Alaska che però risiede in Italia e che dovrebbe darmi una mano a seguire alcune delle attività che ho in Nord America.

Ho parlato con quasi tutti i miei collaboratori e mi sono aggiornato su ciò che stava succedendo con loro utilizzando principalmente il nostro gruppo privato di Facebook.

L'ultima volta che mi sono seduto per un'ora di fila alla mia scrivania in ufficio è stata mesi fa.  

Il nostro nuovo luogo di lavoro è diventato il cyberspazio.

Virtual me.

Paolo Ruggeri
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19/11/2013

Cosa vuol dire manager e cosa vuol dire leader? Il leader e' la mente ideativa: la vera guida, colui che “sogna” e progetta l’impresa, che ne stabilisce i valori e gli obiettivi. In Microsoft il leader e' Bill Gates, che ne e' il fondatore e il presidente. Steve Jobs lo era di Apple, in cui rivestiva il ruolo di amministratore delegato. Il leader intuisce quali sono i nuovi mercati da esplorare, i nuovi prodotti da lanciare, il futuro dell’azienda. Il leader accende le persone e indica la meta. Il top manager e' il braccio operativo: colui a cui fa capo la gestione giornaliera dell’impresa.

È colui che amministra le risorse
, che sorveglia l’andamento finanziario, che sceglie e coordina i manager che per i loro settori di specifica competenza eseguiranno le sue direttive. Forse la definizione piu' azzeccata della differenza che c’e' fra un leader e un manager e' contenuta in un libro di Warren Bennis, uno studioso statunitense: “Il manager ha il suo occhio sempre sulla linea di fondo, il leader ha il suo occhio verso l’orizzonte”. Anche se in molte PMI il titolare riassume in se' il ruolo di leader e di top-manager, dobbiamo renderci conto che affinche' un’azienda proceda per il meglio la sua azione deve risultare efficace in entrambi i livelli.

Se non ci fosse stato qualcuno come Jobs che avesse immaginato cio' che poteva diventare in un futuro, Apple non sarebbe quella che oggi e'. Ma il “sogno” di Jobs, a dispetto della sua grande creativita', non si sarebbe mai realizzato se alle sue spalle non ci fosse stato qualcuno a tener dietro ai conti o alla produzione e alla logistica. Dove sarebbe stato Jobs se non avesse avuto Jay Elliot, responsabile della pianificazione aziendale, o Jonathan Ive, il mago del design?

E tu chi sei? Un manager o un Leader? 

Paolo Ruggeri

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14/11/2013

Quando smetti di sognare e ti metti a "gestire" smetti di mettere in circolo la materia dei sogni e, in qualche modo, la tua azienda non sembra funzionare piu'.

Dove e' andato il valore oggi? Le nuove economie di oggi sono: L'economia delle emozioni. (Tutto cio' che crea emozioni, oggi ha un grande valore) e l'economia della conoscenza (le aziende che vanno oggi bene sono quelle che forniscono ai loro clienti il know how per il successo delle loro imprese)

Detto cio' posso darti 5 consigli per far crescere la tua azienda

1) Non farti assorbire dall'economia virtuale. L'economia virtuale è quell'economia fatta di notizie dei giornali economici, di trichet, delle strategie delle banche centrali, ecc. Non vuol dire che non devi informarti. Vuol dire solo che l'economia virtuale non puoi influenzarla. Devi rimanere concentrato sull'economia reale: i tuoi clienti, l'innovazione della tua azienda, ecc. 

2) Ama il tuo prodotto più di te stesso. Sii un talebano del prodotto della tua azienda. Crei ancora emozioni quando parli del prodotto o servizio che tratti? Ti emozioni? 

3) Crea un clima aziendale eccellente. E' impensabile ottenere grandi risultati o riuscire a fare le cose difficile senza aver prima creato un clima fertile all'interno dell'azienda. 

4) Costruisciti un brand inimitabile. O ti distingui o ti estingui.

5) Studia mentre lavori. Oggi come oggi è impensabile vincere nell'economia se il vertice aziendale non si dedica a formarsi e a formare le persone. 

Paolo Ruggeri
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12/11/2013

 
Ci sono tre valori che ritengo ci possano aiutare a navigare questi momenti di difficoltà dell’economia del nostro paese:

Disobbedienza: significa aprire gli occhi e non credere più a nulla che ci viene propinato dal nostro governo e dalla presente classe politica. Hanno ampiamente dimostrato che il loro unico interesse è la conservazione dei loro privilegi e la loro auto-preservazione. Disobbedienza significa capire che ogni loro richiesta è parziale ed interessata e quindi, nei limiti della legge, bisognerebbe fare il contrario. Se richiedono di fare sacrifici capire che tali sacrifici sono solamente il preludio a mettercela in quel posto. Se ci richiedono di comprare i BTP, vendere quelli che hai in portafoglio (ti stanno per rifilare un pacco), non credere più a una singola parola che viene da loro.

Se il presente governo volesse davvero aiutare le imprese ed il popolo italiano avrebbe tanti facili modi per recuperare qualche miliardo: cancellare il finanziamento pubblico ai partiti (quando la gente muore a causa dell’economia, che senso ha parlare del finanziamento ai partiti?), richiamare i nostri soldati dall’estero (la vera emergenza oggi è nel nostro paese e l’esercito dovrebbe proteggere innanzi tutto i nostri cittadini), ridurre le pensioni dei politici e le loro spese. Detto fatto ecco alcuni miliardi che potrebbero essere usati come sgravi per i dipendenti o per le imprese e che farebbero ripartire l’economia.

Ma sappiamo già che non faranno nulla. Il loro interesse non è il bene del nostro paese ma è l’autoconservazione della classe politica. Quindi, disobbedisci.

Produttività: a prescindere dalle notizie negative e degli eventi che potrebbero demotivarci o farci cadere le braccia, cerchiamo di rimanere concentrati sul business e mantenere un’adeguata produttività. Significa non usare la crisi per giustificare le manchevolezze della nostra azienda o la sua mancanza di innovazione, significa credere che fare business sia comunque possibile, fare marketing, ricercare clienti, dare un bel prodotto e servizio, pianificare con passione oltre la crisi. Come dimostrano le centinaia di storie di imprese in questo blog, fare un prodotto eccellente e vincere è possibile anche in questo periodo di crisi. Cerca di essere anche tu un esempio da seguire per gli altri.

Per chi non avesse un lavoro, produttività significa partecipare a corsi, studiare, leggere libri, offrirsi di fare del volontariato, tentare di vendere un prodotto o un servizio su internet. Spesso attività di ripiego come queste, nonostante non siano una panacea, costituiscono un valido mezzo per entrare in contatto con una buona opportunità lavorativa.

Solidarietà: mai come oggi dobbiamo essere, come classe creativa e classe produttiva, solidali tra noi. Solidarietà vuol dire non fare business ignorando che l’impresa vicina è in difficoltà ma aiutarla a riprendersi, vuol dire condividere il know how, sostenere il proprio cliente o il proprio fornitore o perlomeno fornirgli conforto, appoggio ed idee. Se da una parte il mercato ci forza ad essere drastici nella gestione dei costi, dall’altra dobbiamo sempre ricordarci di avere a che fare con esseri umani e sapere che è rendendoci conto dell’umanità di chi ci sta attorno che vinceremo questa grande battaglia, piuttosto che diventando degli spietati tagliatori di tutto. L’austerità che non tiene conto dell’essere umano è la strada verso il fallimento come finirà per imparare anche questo governo. Sii solidale e orientato all’aiuto nei confronti degli imprenditori che gravitano attorno alla tua impresa. Sono esseri umani come te che spesso hanno famiglie e figli come i tuoi. Mai come oggi un piccolo gesto potrebbe avere un grande valore.

Disubbidisci ad un governo che non fa più l’interesse dei suoi cittadini, sii produttivo e lucido nella gestione della tua impresa e ricordati sempre che non importa quanto grave ti sembri la tua situazione, c’è sempre qualcuno che sta un po’ peggio di te. A volte aiutare lui, potrebbe far venire qualche buona idea anche a te.

Paolo Ruggeri


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07/11/2013

Questi mesi invernali, in qualche modo, mi fanno sempre riflettere sulle grandi soddisfazioni insite nell'essere un imprenditore. Io penso che se ne parli troppo poco. La maggior parte dei discorsi che si fanno sull'economia e sul lavoro vertono su argomenti quali "il potere d'acquisto che cala, la crisi della quarta settimana, il destino dei precari", ecc. Intendiamoci: sono tutti argomenti importanti e che vanno trattati.


Ma perché non cominciamo a smetterla di parlare alle persone solo di "come fare a limitare la miseria" e non cominciamo anche a parlar loro di come creare davvero ricchezza e prosperità? Se vuoi creare davvero ricchezza, la risposta è una sola: devi fare l'imprenditore.


Essere un imprenditore è una sfida, ci vuole coraggio, concentrazione, passione per i prodotti o servizi che tratti, intelligenza manageriale. All'inizio molte di queste cose ti mancano e hai solamente la paura, poi via via le sviluppi o capisci come si fanno a fare. Allora la paura scompare e ti rimane l'eccitazione.  


Essere un imprenditore ti permette di smetterla di lamentarti per le cose che non vanno bene, dell'essere sottopagati, del non essere valorizzati, del tuo capo che non ti capisce, ecc e ti permette di fare qualcosa al riguardo: apri la tua azienda e mostra tu come si fa. 


Essere un imprenditore, se sei bravo, vale a dire se davvero hai PASSIONE per quello che fai, ti permette di avere delle soddisfazioni economiche che nemmeno ti saresti mai sognato (vero soprattutto in questi mesi dell'anno in cui si pagano i dividendi...).


Essere un imprenditore ti dà la soddisfazione di veder i tuoi collaboratori crescere, comprarsi una casa, diventare uomini, farsi una famiglia, essere realizzati.


Essere un imprenditore ti permette di crescere tantissimo: fare l'imprenditore non è solo questione di andare ad aprire la partita iva o passare dal notaio a fondare la tua SRL, e non è certo prendere parte all'ennesima bufala di network marketing. Essere imprenditore è qualcosa di più. E' APPLICAZIONE, DECISIONE, IMPEGNO, PREDIZIONE. Io sommo il tutto in una singola parola: CONCENTRAZIONE. Essere imprenditore è una routine che ti richiede sempre una grandissima concentrazione e, via via che la fai, ti rendi conto che non solo cambia il tuo grado di prosperità, ma tu diventi sempre più efficace e scopri sempre risorse nuove che nemmeno ti immaginavi di avere.


Alla fine essere imprenditore ti cambia la vita. Se non lo hai mai fatto un giorno o l'altro dovresti provarlo.

Basta con tutti questi discorsi sulla miseria, sulla crisi della quarta settimana, sul fatto che non ci sono soldi. Anche se li capisco e cerco sempre di aiutare, tutti questi discorsi mi hanno stancato. Il mondo pullula di opportunità, oggi più che mai. E quando non lo capisci, sappi che non è il mondo ad essere sbagliato, ma è molto più probabile che sia tu che stia guardando alla cosa con un atteggiamento che non è proprio quello adeguato. 

Il mondo non può cambiare. Tu forse sì.
 
Paolo Ruggeri  


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05/11/2013

Si puo' capire molto della capacita' di un individuo di creare intorno a se emozioni positive, osservando il modo in cui ritrasmette cio' che vede o che sente. Ognuno di noi puo' sperimentare diversi stati d’animo in un determinato arco di tempo, a volte in una sola giornata o in pochi minuti possiamo passare dall’essere allegri a prendercela con qualcuno per un fatto negativo.

A volte le persone diventano colleriche oppure tristi e preoccupate quando gli accade qualcosa che non riescono a gestire. Qualcuno vede gli altri con diffidenza o addirittura con sospetto. Questi sono solo alcuni degli stati d’animo che le persone sperimentano ogni giorno. Lo stato d’animo influenza fortemente il modo in cui le persone raccontano cio' che vedono o che sentono da altri.

Per esempio una persona molto contenta e entusiasta per cio' che fa, quando deve raccontare un fatto a qualcun altro, sicuramente lo arricchisce di spunti creativi e positivi evitando di riportare aspetti negativi, se presenti. I razionali solitamente trasferiscono dei messaggi in modo cauto smorzando un po’ l’eventuale positivita'. Gli annoiati fanno perdere alle notizie il loro appeal trasformandole in comunicazioni poco significanti. Non parliamo poi delle persone arrabbiate che sono attratte dagli aspetti negativi dei messaggi che ricevono e che ritrasmettono.

Nel farlo li esaltano distorcendo la comunicazione. Anche gli individui ansiosi hanno un loro modo per gestire la comunicazione, la bloccano impedendole di arrivare ad altri. La tua capacita' di creare emozione dipende anche dall’energia positiva che metti nella comunicazione di cio' che vedi e che senti.

La capacita' di un individuo di utilizzare sempre una comunicazione positiva e ricca di nuovi spunti fa la differenza nella creazione di emozioni. Quando il nostro stato d’animo e' positivo, magicamente diventiamo una calamita per le persone piu' allegre e positive e riusciamo a creare emozione nel nostro ambiente e negli altri. Ci sono persone che quando ti parlano ti fanno sentire meglio, piu' carico, piu' allegro. In altri casi invece parli con persone che ti tolgono energia. E tu, come ritrasmetti oggi la comunicazione che ricevi ?

Paolo Ruggeri


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30/10/2013

Non importa quanto la tua azienda o la tua vita si sia incasinata, un percorso per riprendersi e tornare in forma esiste anche se in questo preciso istante ti e' difficile vederlo. Ci sono tanti imprenditori tonici che si stanno ingegnando per trovare soluzioni invece che farsi sconfiggere dal pessimismo. Ci sono alcune azioni comuni che stanno mettendo in campo:

1) Guardare le cause interne Di fronte a risultati aziendali non ottimali “Guardare le cause esterne” significa attribuire tali risultati alla crisi, all’andamento dell’economia .Oggi per un imprenditore e' molto facile trovare delle “cause esterne” che giustifichino gli andamenti non proprio fantastici della sua impresa. Basta accendere la TV o leggere qualsiasi giornale ed eccole li', in bella vista, decine di giustificazioni per l’andamento non ottimale delle nostre aziende. Guardare le cause interne obbliga ognuno di noi a guardare e sistemare cio' che non funziona all’interno delle nostre aziende. Sono questi fattori interni piu' che le crisi e le difficolta' dei clienti e del mercato a determinare i risultati non eccellenti delle nostre imprese.


2) Uscire dalla zona di comfort Cos'e' la “zona di comfort”? Qualcosa di comodo, in cui stai bene, in cui vorresti restare per sempre. E fuori dalla “zona di comfort” cosa c’e'? Fatica, impegno, stanchezza, delusioni, stress, scelte difficili... Ora…Chi vorrebbe mai uscire dalla zona di comfort sapendo che fuori c’e' tutto questo? Lasciare la “zona confort” puo' sembrarci impossibile ma e' fuori da questa zona che noi creiamo valore per noi stessi e per la nostra impresa.


3) Abbracciare il marketing In un mercato come quello di oggi dove c’e' sovrabbondanza dell’offerta e dove c’e' meno denaro circolante e quindi anche meno clienti, le Pmi italiane non possono sottovalutare la promozione. Se “troppo poco marketing” e' stata fino ad oggi una costante di molte delle imprese del nostro paese, in questi nuovi scenari economici la parola d’ordine delle piccole e medie imprese che crescono e che fanno buoni utili e' certamente “tanto marketing” nel senso che queste imprese destinano alla comunicazione e al farsi conoscere una parte importante delle loro energie e risorse.


4) Occuparsi degli aspetti finanziari Devi costruirti un cruscotto aziendale che ti permetta di tenere monitorati mensilmente fatturato, utili e liquidita'. Se non conosci quanti utili hai fatto nel mese appena passato, come potrai mai correre ai ripari? Se la tua azienda sta perdendo soldi lo devi sapere in tempo quasi reale cosi' da poter intervenire e rimediare a cio' che non funziona. Non puoi saperlo sei mesi dopo o al momento del bilancio. Non puoi nemmeno delegare la cosa al commercialista. Sei tu che devi saperlo. Gli imprenditori che fanno buoni utili dedicano circa il 15% del loro tempo alla gestione finanziaria dell’impresa e a studiare e migliorare l’andamento di fatturato, utili e liquidita'. La mancanza di misurazioni nel breve, l’andare “spannometrici” per quel che riguarda gli aspetti finanziari e' uno dei problemi principali che affligge le imprese del nostro paese


5) Costruire un’azienda di belle persone Il valore di un’idea imprenditoriale e' direttamente proporzionale alla qualita' delle persone alle quali riesci a farla sposare. Quand’anche tu avessi avuto un’idea geniale e davvero innovativa e la facessi sposare a persone di qualita' medio-bassa, quell’idea non si affermera' sul mercato. Le aziende che arrivano ad eccellere sul mercato prima si assicurano di attirare nel gruppo i migliori talenti disponibili, le persone piu' capaci e produttive che possono permettersi e POI decidono dove andare, mentre le aziende che soffrono sul mercato prima stabiliscono il CHE COSA (cioe' quali sono gli obiettivi che vorrebbero realizzare) e poi cercano di farsi aiutare a realizzarli dalle persone che hanno.


6) Fare impresa con coraggio Capacita' di sognare e di immaginare, determinazione, passione e un pizzico di follia vanno a braccetto con un altro degli aspetti caratteriali che accomuna gli imprenditori che battono le crisi: essi sono innanzi tutto persone coraggiose. Il coraggio non e' assenza di paura ma e' la consapevolezza delle tue forze, del valore delle tue idee e della grande persona che tu, in ultima analisi, sei. Coraggio, visione, desiderio di rivalsa, la disponibilita' ad essere il primo ad accettare una grande sfide e un pizzico di follia, sono solo alcuni degli aspetti caratteriali che rendono le persone che guidano le PMI italiane non solo grandi manager ma innanzi tutto grandi uomini. Accetta una sfida per portare piu' valore ai tuoi clienti e ricordati che, come diceva Erasmo, le idee migliori non vengono dalla ragione ma da una lucida e visionaria follia. Il carattere e' l’arma segreta di ogni grande imprenditore.

Tutti si incartano prima o poi. È quello che ci rende umani. Ora pero' vai a scartarti e riporta la tua azienda a crescere. Paolo Ruggeri Tratto dal libro di Paolo Ruggeri “Piccole e Medie imprese che battono la crisi” disponibile all’indirizzo www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=49
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