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03/07/2013

In allegato le slide della mia presentazione di Vicenza circa il Nuovo Capitale: le capacità, la motivazione e l'energia delle persone. 

I miei 4 consigli agli imprenditori: 

a) Riappropriati della causatività: non lasciare che siano gli altri a determinare le tue priorità o quello che fai. 

b) Punta sul capitale umano e sui collaboratori giusti. Ricordati che se senti di non essere più all'altezza di dirigere l'azienda che hai fondato, probabilmente vicino a te hai alcune persone davvero sbagliate, almeno una. 

c) Studia: i nostri limiti diventano i limiti dell'azienda. 

d) Non costruire un'azienda senz'anima. Fatti guidare dai valori. 

Paolo Ruggeri

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29/06/2013

Dopo due anni di ricerche di mercato, di erogazione e messa a punto dei servizi, marketing e promozione, siamo pronti a partire ufficialmente con il progetto K2USA.

Stiamo per costituire una società di consulenza che servirà sia il mercato americano che aiuterà le imprese italiane che vogliano investire a sbarcare con successo negli Stati Uniti d’America.

Abbiamo già tradotto quasi tutti i materiali essenziali, abbiamo clienti attivi con contratti, contatti e opportunità di business.

Per sfruttare a fondo il business e partire con la giusta velocità, però, ricerchiamo investitori che vogliano condividere con noi questo sogno.

Investimento minimo richiesto 20.000 euro.

Ritorni:

Primo anno = 0

Secondo anno = 6% del capitale investito

Terzo anno = 34,5% del capitale investito

Quarto anno = 44,2% del capitale investito

Ritorno totale in quattro anni = 84,7%, vale a dire oltre il 21% all’anno.

Oltre ai numerosi vantaggi del possedere una società negli Stati Uniti d’America.

Sei stanco dell’Italia?

Apriti una finestra sul mondo. L’investimento è minimo ma ti può portare a fare tantissima strada.

Per info scrivi a info@paoloruggeri.net  

Paolo Ruggeri
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25/06/2013

Quando sei di fronte a un potenziale cliente, inizia una parte fondamentale del tuo lavoro: la costruzione del vostro rapporto.

Tutti noi, a prescindere dalla nostra professione, siamo infatti dei venditori. Se anche non vendiamo prodotti o servizi, vendiamo idee, punti di vista, vendiamo noi stessi, i nostri consigli, la nostra bravura.

La verita' e' che vivere richiede una grande capacita' di vendita!

La vendita non e' un’attivita' razionale. L’acquisto e' sempre un’attivita' irrazionale o emotiva. Se ci pensi bene, ognuno di noi quando fa un acquisto, avrebbe sempre la possibilita' di trovare quanto sta per comprare anche da altre parti a prezzi e condizioni migliori.

Quando fai un acquisto non pensi troppo; pensi un po’, ma poi hai dentro di te un guizzo emotivo che ti spinge a dire di si' al venditore che hai di fronte in quel momento. Si sviluppa un’emozione e da li' si scatena l’azione. Un grande venditore e' in grado di scatenare nel potenziale cliente delle emozioni positive. Saranno queste emozioni che spingeranno poi il cliente all’acquisto.

La logica fa pensare, sono le emozioni che fanno agire.

Un venditore che durante la trattativa si mette a descrivere per ore i vantaggi del suo prodotto, adduce numerose ragioni logiche in base alle quali il suo cliente dovrebbe comprare. Quello che otterra' e' un cliente logico che gli fara' l’obiezione “ci devo pensare”.

Operando nella logica si ottiene un cliente che vuole riflettere e che probabilmente non comprera'.

Ricorda: nella vita puoi sempre scegliere: la strada difficile, che richiede applicazione, impegno, costanza, per diventare un buon venditore, oppure la strada piu' facile, che ti portera' ad essere un buon compratore (di idee di altri), ma in questo caso spesso la vita stessa ti portera' dove vogliono le altre persone e non dove desideri davvero tu. Riflettici e decidi in quale direzione vuoi andare.

Paolo Ruggeri

ps. Se vuoi qualche delucidazione in piu' sulle vendite questo pacchetto potrebbe fare al caso tuo www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=59
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22/06/2013

Non costruire un’azienda senz'anima. Un'azienda senz'anima è un'impresa nella quale l'imprenditore è diventato talmente "effetto" del mercato e dei suoi dipendenti che si concentra unicamente sugli indicatori numerici, sul taglio dei costi, sulle marginalità, sul fatturato, sulle richieste dei dipendenti, su quello che io chiamo "il corpo dell'azienda" e non si rende conto che così facendo diventa sempre più prigioniero...

In un’azienda senz’anima non sei tu a decidere che cosa fare ma è sempre qualcun altro: il mercato, un dipendente, la banca, un cliente…

In un’azienda senz’anima non sei felice, ma senti che sono gli altri a decidere le tue priorità o quello che devi fare.

Le aziende senz'anima prima o poi finisce che chiudono ma prima di farlo tirano a terra completamente l’imprenditore. E’ contro-intuitivo ma più segui il mercato, i giornali, le crisi, più finirai per sentirti schiacciato e svuotato.

Non accettare di costruire un’azienda senz’anima.

L’anima dell’azienda sono i tuoi sogni, la tua persona, i tuoi valori, la tua passione e la tua individualità. Quando perdi quella da lì in poi continui a perdere.

Tu vali molto di più. 

Paolo Ruggeri


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22/06/2013

Ieri, grazie all'invito di Pierantonio Assolari di Sage Sistemi www.sagesistemi.it , ho avuto modo di presentare il libro IL NUOVO CAPITALE ad una platea di 50 imprenditori della provincia di Bergamo.

Abbiamo voluto creare un momento nel quale si è parlato di crisi e di opportunità in un modo allegro e divertente, molto mirato a mettersi in gioco e a cogliere le prospettive piuttosto che a piangersi addosso. Questo, tra l'altro, è anche lo stile della Zucchetti e dei suoi partners, uno stile che si rivela vincente da molti anni.

Nel finale ho sottolineato l'importanza di non costruire aziende senz'anima. Un'azienda senz'anima è un'impresa nella quale l'imprenditore è diventato talmente "effetto" del mercato e dei suoi dipendenti che si concentra unicamente sugli indicatori numerici, sul taglio dei costi, sulle marginalità, sul fatturato, su quello che io chiamo "il corpo dell'azienda" e non si rende conto che così facendo diventa sempre più prigioniero...

Le aziende senz'anima prima o poi chiudono.

Un sentito ringraziamento a Sage Sistemi e a Paolo Susani della Zucchetti SpA.

Slide allegate.

Paolo Ruggeri



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21/06/2013

Ieri sera, in collaborazione con OSM Swiss, ho tenuto una presentazione a Lugano circa le azioni che un manager dovrebbe intraprendere al fine di ottenere un miglioramento delle proprie risorse umane.

Oltre a parlare di cambiamento, di motivazione e di selezioni ho parlato delle tante "aziende senz'anima" che cercano di competere guardando solamente agli indici finanziari e perdendo di vista le persone.

E' stata una piacevole serata.

Diapositive allegate.

Paolo Ruggeri

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20/06/2013

All'mbs di Bologna di ieri il Dott. Giuseppe Massaiu, titolare dello studio Massaiu, ha parlato dei segreti per avere uno studio dentistico sempre pieno.

In breve qual e' la ricetta del successo di Giuseppe? "Uno studio vincente e' fatto di 1/3 professionalita', 1/3 organizzazione e 1/3 cuore" Puoi fare un corso marketing per dentisti, fare un corso di management per dentisti oppure un corso di comunicazione per dentisti. Seppur buoni, però, devi comprendere che ci sono fattori interiori che devi sviluppare e per tirarli fuori devi avere coraggio e passione.

Cos'altro ci ha spiegato? La media e' finita. Essere medi non porta piu' i benefici di una volta. Per avere successo oggi bisogna essere unici ed esclusivi.Offri qualcosa di valore ai tuoi clienti. Qualcosa che sei in grado di offrire solo tu.

Mentre spiegava le azioni vincenti del suo studio, ha spiegato che in ogni settore, dai giorni dedicati alla formazione ed alla esercitazioni si puo' dedurre il livello di successo di un individuo: piu' lavori su te stesso e sulle tue competenze maggiori saranno le tue conquiste 

In allegato trovi un estratto della presentazione, puoi richiedere le slides complete scrivendo a info@odontoiatriabiologica.it
Paolo Ruggeri

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20/06/2013

Spesso bisogna pensare in modo controintuitivo...

Hai pochi clienti? Devi avere il coraggio di "sprecare" anche quei pochi che hai. Ai miei venditori faccio fare questo esercizio una volta a settimana...sprecare un cliente. Se hai il bisogno di non perdere un cliente e ti aggrappi a lui diventerai succube di quel cliente e dovrai sottostare al suo volere. Se in testa hai la "scarsita'" non potrai generare ricchezza per te e per la tua azienda.

Se hai la possibilita' di "sprecare" allora in testa hai l'abbondanza. Vedi...esistono due universi, uno mentale e uno materiale. Tutte le cose vengono create 2 volte, una volta nella nostra testa, la seconda nella realta'. Perche' una cosa si materializzi nell' universo materiale e' necessario che sia ben chiara nel tuo universo mentale.

Le comunicazioni dell'ambiente non devono influenzare il nostro universo mentale. La crisi esiste? si, ma se ci facciamo condizionare dalle cattive notizie sui giornali come possiamo sperare di far crescere la nostra impresa? Il mondo si basa sul due: trova una persona al tuo livello con cui cospirare.

Trova una persona che sia in grado di trasmetterti la stessa energia che tu sei in grado di fornire a lui. Altrimenti sarai solo tu a dare energia e non riceverai nulla in cambio... 

Paolo Ruggeri



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20/06/2013

La nostra societa' di consulenza aziendale monitora mensilmente il fatturato delle aziende clienti e per gli iscritti alla scuola di formazione MBS ha istituito un gioco che premia le aziende con maggiore incremento di fatturato

Ogni mese premieremo le 5 migliori aziende, ovvero quelle con maggior incremento di fatturato rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. A queste aziende verranno assegnati dei punti come nel moto GP (5 punti al primo, 4 al secondo, 3 al terzo, e cosi' via).

Ecco la classifica di Giugno dell'mbs di Bologna:

1. Ediliziacrobatica, settore edile, 138,37%
2. Saluti Impianti, settore impiantistica, +109,38%
3. Studio Capanni, studio dentistico, +60,47%
4. Studio Rizzato, studio dentistico, +40,61%
5. Incrementha, consulenza per centri estetici, +21,18%

....come vedi battere la crisi e' possibile
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13/06/2013

Un po' di spunti del collega e amico Roberto Gorini, impegnato a spiegarci come funziona l'economia al volante della sua macchina

"Iniziamo con il comprendere da dove arriva la crisi economica e il perche' ci sono dei cicli di espansione economica e dei cicli di recessione economica. Perche' a molti tutto questo sembra "naturale"?Quali sono le soluzioni per uscire da questa crisi? Cosa si dovrebbe fare a livello statale?"

Trovi tutti i video di Roberto sul sito www.robertogorini.it

Paolo Ruggeri
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12/06/2013

Nei miei libri parlo di quella che io chiamo "una bella persona". Oggi ne ho conosciuta una, Loris Cosmo della Autocarrozzeria Castellana di Castelfranco Veneto, http://www.autocarrozzeriacastellana.it/ 

Ho tenuto a suoi amici e clienti una presentazione sulle attività che accomunano le piccole e medie imprese italiane che vincontro contro la crisi e fanno buoni fatturati ed utili anche in questo periodo economico. 

Le loro azioni in essenza vertono sul triangolo IMPRENDITORE - MARKETING - RISORSE UMANE. 

IMPRENDITORE: Significa essere in forma, appassionato e pronto a praticare lo Scomfort 

MARKETING: Significa capire che cosa vogliono davvero i propri clienti ed essere disposti ad alzare il volume della comunicazione. 

RISORSE UMANE: Vuol dire che se non hai le persone giuste ed appassionate, difficilmente riuscirai ad andare lontano. 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri  

 



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11/06/2013

Ecco i segreti:

1 Molto tempo dedicato al lavoro e niente guadagno,

2 Molto tempo dedicato al lavoro con inizio di guadagno,

3 Meno tempo dedicato al lavoro con un buon guadagno. Qual e' il compito di un imprenditore? Lavorare duro ed investire anche quando i guadagni non sono dietro all’angolo. Qualcuno di voi potrebbe pensare di non sapere cosa fare nella situazione difficile di oggi.

4 elementi hanno del successo:

MENTALITÀ VINCENTE la cosa piu' difficile nella realizzazione di un sogno e' convincersi di poterlo realizzare davvero. Tutto dipende dalle tue scelte. La crisi non esiste. Se qualcuno riesce a guadagnare in questo momento posso farlo anche io.

LA FORZA DEL TEAM Bisogna lavorare sulle persone perche' le aziende non sono piu' le nostre ma dei nostri collaboratori .Se il collaboratore viene a lavorare solo per i soldi abbiamo un problema.

L'IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE l'istruzione scolastica non basta piu', quanto spendiamo in formazione oggi? L'azienda chiude quando l'imprenditore esaurisce la sua creativita'. Bisogna lavorare sulla nostra crescita e acquisire tutte le competenze necessarie per guidare un’azienda (amministrazione, marketing…)

USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT Stai facendo una scelta coraggiosa? Altrimenti sei nell'area di comfort. QUANDO C'È CRISI LA COSA PIU' FACILE È LASCIARSI PRENDERE DALLA PAURA O DAL PESSIMISMO QUINDI CONCENTRIAMOCI SULLE IMPRESE VINCENTI E FACCIAMO UNA SCELTA CORAGGIOSA. NO SCELTA CORAGGIOSA NO RISULTATO.

Questi fattori valgono anche per la tua azienda…e' il momento di metterli in pratica! 

Paolo Ruggeri



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08/06/2013

Mercoledi' 3 luglio saro' a Mazzarone (CT) per presentare il mio nuovo libro

"Oggi e' il capitale umano a determinare il capitale economico" Ti forniro' ottimi spunti
per migliorare la produttivita' dei tuoi uomini e aumentare il fatturato della tua azienda
grazie a loro.

Usufruirai inoltre di un servizio gratuito del valore di 1000€

DALLE 16,30 ALLE 19,30
Casale dei Consoli
Contrada Sciri Sotto
95040 Mazzarrone (CT)

I posti sono limitati! Riserva subito il tuo posto gratuito scrivendo a info@paoloruggeri.it

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07/06/2013

In allegato le diapositive della mia presentazione di questa sera a Lucca che verteva sulle azioni messe in campo dalle aziende che oggi riescono ad acquisire tanti clienti nuovi. Di base: 

1) Guarda alle cause interne.
2) Esci dalle zone di comfort. 
3) Abbraccia il marketing. 
4) Ritorna a lavorare su te stesso. Non è il mondo a cambiare troppo in fretta, sei tu che vai fuori focus. 

Un ringraziamento a Sandra Goracci e Luca di Guglielmo di OSM per la grande organizzazione. 

Paolo Ruggeri  

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04/06/2013

Dalla fine del 2008 e' diventato un obbligo avere i costi aziendali sotto controllo. Non solo. Serve avere la capacita' di capire e di realizzare una struttura snella che si adatta velocemente ai cambiamenti e in grado di offrire delle prestazioni di elevata qualita'. Insomma, la sfida e' sempre piu' difficile e pressante. L’abilita' economico finanziaria oggi richiesta ad un imprenditore della PMI e' di livello superiore. È proprio finita l’epoca nella quale era sufficiente “l’occhio del padrone per ingrassare la bestia”. È terminata quella fase in cui la semplice occhiata del “padrone” permetteva di capire al volo come girassero le cose e se si guadagnava o si perdeva.

Oggi la chiamano “financial expertise” quella disciplina di interpretare il cruscotto aziendale dei costi, ricarichi, margini e via discorrendo che sono indispensabili al buon controllo di gestione. I commercialisti sono passati dall’essere principalmente dei fiscalisti, a diventare esperti della buona gestione d’azienda altrimenti corrono il rischio di non essere piu' veramente di aiuto agli imprenditori. Ridurre i costi fissi, ridurre i costi diretti e indiretti, ridurre i costi del personale, ridurre i costi di vendita, di produzione. Una costante riduzione che, ed e' questo il mio messaggio forte, non deve tradursi in una riduzione di idee e di progetti e di qualita' delle persone.


TROPPO FREQUENTEMENTE LE AZIENDE ABBASSANO I PROPRI OBBIETTIVI ALLA QUALITÁ DEI COLLABORATORI PRESENTI IN AZIENDA. I POCHI CHE CRESCONO FANNO L’INVERSO. CERCANO COLLABORATORI DALLA QUALITÁ SUPERIORE PER REALIZZARE OBBIETTIVI AMBIZIOSI

In periodi economici duri e difficili serve tanta iniziativa e tanto coraggio. È fin troppo semplice appiattirsi sullo standard della media e ritirarsi diventando specialisti della “riduzione”. Ma chi fa impresa sa molto bene che limitarsi a ridurre aiuta ma non e' utile a realizzare obbiettivi importanti.

Se si sposa solamente la politica della riduzione si smette di essere imprenditori e si comincia a diventare ragionieri o commercialisti. Figure sicuramente nobili ma che mancano di quella intraprendenza e di quella sana pazzia necessaria a chi vuole essere il creatore di qualcosa che ancora non c’e'. Il DNA dell’imprenditore e' un composto di coraggio, creativita', follia, determinazione, disciplina ed entusiasmo sognante. Servira' sicuramente un buon brain storming (tempesta di cervelli) per individuare e capire come ottimizzare risorse e costi, ma serve ancora di piu' un “heart storming” (tempesta di cuori) per far emergere quella straordinaria vitalita' che e' indispensabile in momenti come questi.

Paolo Ruggeri

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30/05/2013

L'Islanda e' un'isola di sole di 320.000 persone – il paese europeo meno popolato– privo di esercito. Ma 15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi piu' ricchi del mondo.

Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostro Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.

Cosi', se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci penso' la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona (moneta islandese) sull'euro – che perse in breve l'85 per cento del suo potere d’acquisto – non fece altro che decuplicare l'entita' del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.




Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordo' all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici.

Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano. A gennaio 2009, un presidio prolungato davanti al parlamento porto' alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perche' fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo: vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che gia' si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.

Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra e cedette da subito alle richieste della comunita' economica internazionale: con una apposita “manovra di salvataggio” venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento (circa 100 euro a persona). Ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni questa cifra; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati.

Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo. Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiusto'. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entita' sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un gruppo ristretto di banchieri e finanzieri. Si riaggiusto' d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.



Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuto' di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.

La comunita' internazionale aumento' allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verra' impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivo' a dichiarare che avrebbe provveduto al congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi.

A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelo' immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermo'. Nel frattempo, infatti, il governo si era mosso per indagare le responsabilita' civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.

In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini, scelti, tramite regolari elezioni.

Ma la vera novita' e' stato il modo in cui e' stata redatta la nuova Costituzione: attraverso internet!! Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming on line e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte.

Ed eccoci cosi' arrivati ai giorni nostri.

Nel 2013 l’Islanda sta ormai uscendo dalla crisi ma sta anche capitando qualcosa di apparentemente inspiegabile: i creditori esteri delle tre grandi banche nazionalizzate, Kaupthing, Landsbanki e Glitnir, finora non hanno ancora ricevuto indietro i loro soldi. Sigfússon, Ministro delle Finanze, garantisce che in futuro tutto verra' risarcito.

Sigfússon in un’intervista del gennaio 2013 rimarca inoltre come i debiti di due banche, Kaupthing e Glitnir, saranno rimborsati parzialmente, mentre i depositi degli olandesi e dei britannici di Icesave saranno invece ripagati completamente.

..E ad Aprile 2013 il centro-sinistra PERDE LE ELEZIONI…

L'Islanda al voto ha riportato al Governo i due partiti di centro-destra che hanno guidato l'isola per 13 anni, durante i quali sono stati sparsi i semi della pesantissima crisi creditizia ed economica scoppiata nel 2007. Non mancano pero' le incertezze e la necessita' di alleanze che permettano ai partiti neo eletti di governare.

Su cosa ha fatto gioco forza la destra per tornare al potere? Sui mutui immobiliari. Gli islandesi non riescono a pagarli. La crisi ha fatto crollare la corona del 50% circa e spinto in alto i prezzi mentre i salari reali e le quotazioni degli immobili cadevano e le tasse aumentavano vertiginosamente (anche per rimborsare gli aiuti dell'Fmi). Gli islandesi con un potere d'acquisto calato del 30-40% devono affrontare mutui per un totale di 8,7 miliardi di euro, poco oltre il 100% del Pil, legati all'inflazione e piu' elevati del valore delle case. Il rischio di insolvenze e' altissimo.

Il Governo di centro-sinistra non e' rimasto a guardare. Ha posto per i mutui un tetto del 110% del valore della casa acquistata; ma non e' bastato. I due partiti di centro-destra hanno allora fatto intravvedere altri tagli dei mutui, fino al 20%, finanziati con i crediti esteri delle banche ormai pubbliche, collassate per scarsa liquidita' e non per cattivi investimenti. Il centro destra ha inoltre promesso un nuovo boom economico che ha convinto gli islandesi.

L’altra “mossa azzardata” del centro sinistra e' stata quella di promettere l’entrata nell’Unione Europea (mentre il 58% degli Islandesi e' contrario a questa decisione), proprio quando alcuni Paesi come la Grecia iniziavano a trovarsi in difficolta'.

Quella che era una crisi economica si e' trasformata velocemente in un’emergenza sociale e ha determinato il fallimento di un'intera classe dirigente.

Noi vorremmo pero' aggiungere una terza causa di questo fallimento del centro sinistra, non per caldeggiare l’una o l’altra corrente politica, ma perche' siamo convinti che il successo di un individuo e di un gruppo dipendano dalla loro condotta etica.

Non hanno saputo mantenere una promessa, un accordo:

- Con i debitori esteri

- Con gli islandesi che avevano dato loro fiducia

Se non rimani etico e non mantieni fede alle promesse che fai, anche se momentaneamente puoi avere successo, non riuscirai a prosperare nel medio-lungo termine.

Questa legge, anche se mistica, e' reale e funziona per tutti: anche nella politica!
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28/05/2013

Quello che segue e' un “mini test” che serve a determinare la vostra conoscenza dei valori ritenuti importanti dalle persone che gestite. Vengono riportate dieci motivazioni lavorative per il collaboratore di un’azienda. Provate a metterle in ordine da 1 a 10 considerando la 1 come la motivazione piu' importante, la 10 come la meno importante. Dopo aver fatto questo esercizio, confrontate le risposte che avete fornito con quelle riportate piu' avanti . Scoprirete cosi' quali sono le aree lacunose che dovreste cercare di correggere nel vostro stile di motivazione dei collaboratori.
Su una scala da 1 a 10, queste sono le motivazioni piu' importanti per chi dirigo:

A. Buone condizioni di lavoro ______________________________
B. Sentirsi coinvolti nei problemi del lavoro ________________
C. Una disciplina non opprimente _________________________
D. Pieno apprezzamento per il lavoro svolto ________________
E. Lealta' della direzione verso i lavoratori __________________
F. Buon livello salariale ___________________________________
G. Promozioni e crescita insieme all’azienda ________________
H. Comprensione e interesse per i problemi personali _______
I. Sicurezza del posto di lavoro ____________________________
J. Lavoro interessante ____________________________________

In base a un’indagine condotta su un campione piuttosto esteso, le motivazioni per il personale subordinato sono ordinate come segue:

1. Pieno apprezzamento per il lavoro svolto
2. Sentirsi coinvolti nei problemi del lavoro
3. Comprensione e interesse verso i problemi personali
4. Buon livello salariale
5. Sicurezza del posto di lavoro
6. Lavoro interessante
7. Promozioni e crescita insieme all’azienda
8. Lealta' della direzione verso i lavoratori
9. Buone condizioni di lavoro
10. Una disciplina non opprimente

Nonostante questa ricerca sia ormai conosciuta da molti manager e imprenditori, cio' che gli stessi sembrano non voler capire e' che e' una tendenza inesorabile quella che porta gli stessi, dopo un po’ di tempo, a pensare che in realta' siano altre le cose che motivano le persone che dirigono.

Quando, per esempio, faccio notare ad un imprenditore che un suo collaboratore e' demotivato, egli inesorabilmente, finisce per dirmi qualcosa del tipo: “Ma con quello che lo pago non si deve lamentare…” (“Buon Livello Salariale” al 4° posto per i dipendenti, al 1° per i manager); oppure: “Dovrebbe essermi grato perche' io comunque non sono ricorso alla cassa integrazione e lo sto aiutando a conservare il posto di lavoro…” (“Sicurezza del posto di lavoro” al 5° posto per i collaboratori,al 2° posto per i manager).

Chi voglia gestire il personale in modo efficace dovrebbe:

1) Manifestare al personale il pieno apprezzamento per il lavoro svolto: vale a dire sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto, elogiare frequentemente i collaboratori e dare spesso riconoscimenti pubblici, certificati e premi;
2) Far sentire alle persone che sono parte di una squadra coinvolgendole sollecitando spesso il loro contributo;
3) Interessarsi realmente alle persone che gestiamo, al loro futuro e alle loro difficolta'.

Tu, come tutti i manager, queste cose pensi di farle ma… ti sbagli. Il ruolo di responsabilita' che ricopri tende inesorabilmente ad allontanarti da queste attivita' e a farti pensare che le cose che dovrebbero motivare i tuoi collaboratori, in realta', siano altre.

Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile". Richiedilo subito su
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=60

Paolo Ruggeri
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23/05/2013

Antonio Coeli di CGN all'mbs bologna ci ha spiegato come costruire una rete vendita alto vendente.

Come in Formula 1 un grande pilota non puo' esprimersi al meglio senza una grande macchina (e viceversa..) per costruire una rete vendita efficace servono alcuni prerequisiti: UN GRANDE PRODOTTO, UN GRANDE MARKETING, UN GRANDE LEADER.

Ecco gli altri punti fondamentali per Antonio

1) Il contratto
2) Scegliere BELLE persone
3) Formare le persone
4) Le statistiche
5) Il MENTORING
6) La CURA quotidiana delle PERSONE
7) Ambizione e appartenenza


1) Il contratto: È fondamentale un buon contratto con i venditori. Equo vuol dire che piu' fanno guadagnare all'azienda piu' devono guadagnare loro. Imponete un RISPETTO FERREO DELLE ZONE, cosi' otterrete una squadra coesa, altrimenti otterrete un gruppo di squali il cui obiettivo primario non sara' vendere ma fregare clienti al vicino di zona.

2) Scegliere BELLE persone: non cercare prioritariamente esperti di vendita, ma cerca “belle persone”. Una persona etica, con un bel carattere, causativa, con buone attitudini relazionali, ecc. si puo' imparare a vendere, mentre non si puo' cambiare il carattere a un bravo venditore. Costruire una rete vendite significa prima di tutto costruire una rete di belle persone

3) Formare le persone: Non buttare le persone allo sbaraglio, fate una buona formazione iniziale e poi periodicamente continuate ad approfondire la loro formazione tecnica e personale.

4) Le statistiche: le statistiche devono essere visibili a tutti, perche' dal CONFRONTO con i colleghi nascono gli spunti per migliorare. Nessun venditore ci sta ad arrivare secondo…Per i leader le statistiche, unite all’osservazione personale sul campo, sono indispensabili per capire dove ci sono problemi e per poter intervenire tempestivamente per risolverli.

5) Il Mentoring: I piu' bravi hanno la RESPONSABILITÀ di aiutare i meno bravi; fate fare degli affiancamenti.

6) La CURA quotidiana delle PERSONE: Cerchiamo di prenderci cura delle persone, non dei venditori: Preoccupiamo della loro crescita personale attraverso corsi, libri, ecc. Preoccupiamoci che non si sentano soli sul territorio. Otterrete di piu' migliorando la motivazione delle persone del 10% che migliorando la loro tecnica di vendita del 100%. Quindi il leader non deve essere un capo, ma una persona in grado di interessarsi al bene delle persone della sua squadra.

7) Ambizione: Un venditore poco ambizioso, che si ACCONTENTA, forse e' meglio non metterlo in squadra …Il senso di appartenenza e lo spirito di squadra sono elementi importantissimi perche' alzano ulteriormente la motivazione del singolo e hanno un effetto catalizzatore su tutta la squadra.

Antonio ha raccolto tutti i suoi segreti per costruire una grande rete vendita
nel DVD "Costruire una squadra vincente e motivata". Acquistalo subito all' indirizzo
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23/05/2013

Questo mese all' mbs a Bologna abbiamo parlato di come costruire una rete vendita

Esiste un'equazione fondamentale. Grandi vendite = leadership + uomini+ tecniche di vendite aziendali + tecniche di gestione

Da cosa bisogna partire? Da UN GRANDE LEADER: notate bene, non ho detto un grande direttore commerciale, responsabile vendite, ecc.; ho detto LEADER. Per rendere imbattibile una squadra dal grande POTENZIALE serve obbligatoriamente un grande allenatore, un grande leader; guardate il Barcellona dopo Guardiola, l’Inter prima e dopo Mourino…Se non mettete un grande leader alla guida della squadra vanificate lo sforzo fatto per costruirla.

Come si misura il successo di un direttore vendite? Dal successo dei suoi uomini.
Sono le persone a generare ricchezza.

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22/05/2013

Federica Broccoli, responsabile selezioni di OSM, ha tenuto uno strepitoso intervento sulla selezione dei venditori.

Innanzitutto...perche' e' importante scegliere con cura le persone? Hai mai pensato a quanto puo' costarti inserire una persona poco produttiva? Avrai speso soldi in formazione, potrebbe averti creato problemi con i clienti...senza contare che a questo punto dovrai trovare qualcun altro al suo posto.

In particolare mi hanno colpito i 5 errori nel selezionare venditori alto-vendenti


Reclutare adesso: Non devi cercare i tuoi venditori nel momento di emergenza, devi essere sempre in selezione, per non rischiare di rimanere scoperti.

Non avere una sfida

Avere una proposta normale: Devi offrire qualcosa di speciale, di innovativo al candidato. Cosa puo' offrire di grandioso la tua azienda. Piu' la proposta e' "anormale" piu' persone positive sarai in grado di attrarre.

Leggere il curriculum: si, e' importante, ma e' sempre meglio un incontro faccia a faccia, una simulazione di vendita...

Vendere e basta: ok, il compito dei tuoi venditori e' vendere ma non li mandare allo sbaraglio, l'affiancamento e la formazione sono altrettanto importanti.

RICORDA: QUELLO CHE C'E' DENTRO L'AZIENDA DETERMINA QUELLO CHE ARRIVA DA FUORI. I SIMILI ATTRAGGONO I SIMILI.
Un'azienda di persone brillanti ed entusiaste attirera' persone altrettanto positive.


Puoi scaricare la presentazione di Federica cliccando su "Download delle slides"

Se invece sei interessato ad attirare persone valide in aziende potresti trovare interessante il libro di Federica che trovi all' indirizzo
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