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13/06/2013

Un po' di spunti del collega e amico Roberto Gorini, impegnato a spiegarci come funziona l'economia al volante della sua macchina

"Iniziamo con il comprendere da dove arriva la crisi economica e il perche' ci sono dei cicli di espansione economica e dei cicli di recessione economica. Perche' a molti tutto questo sembra "naturale"?Quali sono le soluzioni per uscire da questa crisi? Cosa si dovrebbe fare a livello statale?"

Trovi tutti i video di Roberto sul sito www.robertogorini.it

Paolo Ruggeri
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12/06/2013

Nei miei libri parlo di quella che io chiamo "una bella persona". Oggi ne ho conosciuta una, Loris Cosmo della Autocarrozzeria Castellana di Castelfranco Veneto, http://www.autocarrozzeriacastellana.it/ 

Ho tenuto a suoi amici e clienti una presentazione sulle attività che accomunano le piccole e medie imprese italiane che vincontro contro la crisi e fanno buoni fatturati ed utili anche in questo periodo economico. 

Le loro azioni in essenza vertono sul triangolo IMPRENDITORE - MARKETING - RISORSE UMANE. 

IMPRENDITORE: Significa essere in forma, appassionato e pronto a praticare lo Scomfort 

MARKETING: Significa capire che cosa vogliono davvero i propri clienti ed essere disposti ad alzare il volume della comunicazione. 

RISORSE UMANE: Vuol dire che se non hai le persone giuste ed appassionate, difficilmente riuscirai ad andare lontano. 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri  

 



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11/06/2013

Ecco i segreti:

1 Molto tempo dedicato al lavoro e niente guadagno,

2 Molto tempo dedicato al lavoro con inizio di guadagno,

3 Meno tempo dedicato al lavoro con un buon guadagno. Qual e' il compito di un imprenditore? Lavorare duro ed investire anche quando i guadagni non sono dietro all’angolo. Qualcuno di voi potrebbe pensare di non sapere cosa fare nella situazione difficile di oggi.

4 elementi hanno del successo:

MENTALITÀ VINCENTE la cosa piu' difficile nella realizzazione di un sogno e' convincersi di poterlo realizzare davvero. Tutto dipende dalle tue scelte. La crisi non esiste. Se qualcuno riesce a guadagnare in questo momento posso farlo anche io.

LA FORZA DEL TEAM Bisogna lavorare sulle persone perche' le aziende non sono piu' le nostre ma dei nostri collaboratori .Se il collaboratore viene a lavorare solo per i soldi abbiamo un problema.

L'IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE l'istruzione scolastica non basta piu', quanto spendiamo in formazione oggi? L'azienda chiude quando l'imprenditore esaurisce la sua creativita'. Bisogna lavorare sulla nostra crescita e acquisire tutte le competenze necessarie per guidare un’azienda (amministrazione, marketing…)

USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT Stai facendo una scelta coraggiosa? Altrimenti sei nell'area di comfort. QUANDO C'È CRISI LA COSA PIU' FACILE È LASCIARSI PRENDERE DALLA PAURA O DAL PESSIMISMO QUINDI CONCENTRIAMOCI SULLE IMPRESE VINCENTI E FACCIAMO UNA SCELTA CORAGGIOSA. NO SCELTA CORAGGIOSA NO RISULTATO.

Questi fattori valgono anche per la tua azienda…e' il momento di metterli in pratica! 

Paolo Ruggeri



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08/06/2013

Mercoledi' 3 luglio saro' a Mazzarone (CT) per presentare il mio nuovo libro

"Oggi e' il capitale umano a determinare il capitale economico" Ti forniro' ottimi spunti
per migliorare la produttivita' dei tuoi uomini e aumentare il fatturato della tua azienda
grazie a loro.

Usufruirai inoltre di un servizio gratuito del valore di 1000€

DALLE 16,30 ALLE 19,30
Casale dei Consoli
Contrada Sciri Sotto
95040 Mazzarrone (CT)

I posti sono limitati! Riserva subito il tuo posto gratuito scrivendo a info@paoloruggeri.it

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07/06/2013

In allegato le diapositive della mia presentazione di questa sera a Lucca che verteva sulle azioni messe in campo dalle aziende che oggi riescono ad acquisire tanti clienti nuovi. Di base: 

1) Guarda alle cause interne.
2) Esci dalle zone di comfort. 
3) Abbraccia il marketing. 
4) Ritorna a lavorare su te stesso. Non è il mondo a cambiare troppo in fretta, sei tu che vai fuori focus. 

Un ringraziamento a Sandra Goracci e Luca di Guglielmo di OSM per la grande organizzazione. 

Paolo Ruggeri  

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04/06/2013

Dalla fine del 2008 e' diventato un obbligo avere i costi aziendali sotto controllo. Non solo. Serve avere la capacita' di capire e di realizzare una struttura snella che si adatta velocemente ai cambiamenti e in grado di offrire delle prestazioni di elevata qualita'. Insomma, la sfida e' sempre piu' difficile e pressante. L’abilita' economico finanziaria oggi richiesta ad un imprenditore della PMI e' di livello superiore. È proprio finita l’epoca nella quale era sufficiente “l’occhio del padrone per ingrassare la bestia”. È terminata quella fase in cui la semplice occhiata del “padrone” permetteva di capire al volo come girassero le cose e se si guadagnava o si perdeva.

Oggi la chiamano “financial expertise” quella disciplina di interpretare il cruscotto aziendale dei costi, ricarichi, margini e via discorrendo che sono indispensabili al buon controllo di gestione. I commercialisti sono passati dall’essere principalmente dei fiscalisti, a diventare esperti della buona gestione d’azienda altrimenti corrono il rischio di non essere piu' veramente di aiuto agli imprenditori. Ridurre i costi fissi, ridurre i costi diretti e indiretti, ridurre i costi del personale, ridurre i costi di vendita, di produzione. Una costante riduzione che, ed e' questo il mio messaggio forte, non deve tradursi in una riduzione di idee e di progetti e di qualita' delle persone.


TROPPO FREQUENTEMENTE LE AZIENDE ABBASSANO I PROPRI OBBIETTIVI ALLA QUALITÁ DEI COLLABORATORI PRESENTI IN AZIENDA. I POCHI CHE CRESCONO FANNO L’INVERSO. CERCANO COLLABORATORI DALLA QUALITÁ SUPERIORE PER REALIZZARE OBBIETTIVI AMBIZIOSI

In periodi economici duri e difficili serve tanta iniziativa e tanto coraggio. È fin troppo semplice appiattirsi sullo standard della media e ritirarsi diventando specialisti della “riduzione”. Ma chi fa impresa sa molto bene che limitarsi a ridurre aiuta ma non e' utile a realizzare obbiettivi importanti.

Se si sposa solamente la politica della riduzione si smette di essere imprenditori e si comincia a diventare ragionieri o commercialisti. Figure sicuramente nobili ma che mancano di quella intraprendenza e di quella sana pazzia necessaria a chi vuole essere il creatore di qualcosa che ancora non c’e'. Il DNA dell’imprenditore e' un composto di coraggio, creativita', follia, determinazione, disciplina ed entusiasmo sognante. Servira' sicuramente un buon brain storming (tempesta di cervelli) per individuare e capire come ottimizzare risorse e costi, ma serve ancora di piu' un “heart storming” (tempesta di cuori) per far emergere quella straordinaria vitalita' che e' indispensabile in momenti come questi.

Paolo Ruggeri

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30/05/2013

L'Islanda e' un'isola di sole di 320.000 persone – il paese europeo meno popolato– privo di esercito. Ma 15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi piu' ricchi del mondo.

Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostro Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.

Cosi', se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci penso' la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona (moneta islandese) sull'euro – che perse in breve l'85 per cento del suo potere d’acquisto – non fece altro che decuplicare l'entita' del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.




Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordo' all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici.

Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano. A gennaio 2009, un presidio prolungato davanti al parlamento porto' alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perche' fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo: vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che gia' si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.

Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra e cedette da subito alle richieste della comunita' economica internazionale: con una apposita “manovra di salvataggio” venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento (circa 100 euro a persona). Ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni questa cifra; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati.

Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo. Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiusto'. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entita' sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un gruppo ristretto di banchieri e finanzieri. Si riaggiusto' d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.



Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuto' di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.

La comunita' internazionale aumento' allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verra' impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivo' a dichiarare che avrebbe provveduto al congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi.

A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelo' immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermo'. Nel frattempo, infatti, il governo si era mosso per indagare le responsabilita' civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.

In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini, scelti, tramite regolari elezioni.

Ma la vera novita' e' stato il modo in cui e' stata redatta la nuova Costituzione: attraverso internet!! Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming on line e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte.

Ed eccoci cosi' arrivati ai giorni nostri.

Nel 2013 l’Islanda sta ormai uscendo dalla crisi ma sta anche capitando qualcosa di apparentemente inspiegabile: i creditori esteri delle tre grandi banche nazionalizzate, Kaupthing, Landsbanki e Glitnir, finora non hanno ancora ricevuto indietro i loro soldi. Sigfússon, Ministro delle Finanze, garantisce che in futuro tutto verra' risarcito.

Sigfússon in un’intervista del gennaio 2013 rimarca inoltre come i debiti di due banche, Kaupthing e Glitnir, saranno rimborsati parzialmente, mentre i depositi degli olandesi e dei britannici di Icesave saranno invece ripagati completamente.

..E ad Aprile 2013 il centro-sinistra PERDE LE ELEZIONI…

L'Islanda al voto ha riportato al Governo i due partiti di centro-destra che hanno guidato l'isola per 13 anni, durante i quali sono stati sparsi i semi della pesantissima crisi creditizia ed economica scoppiata nel 2007. Non mancano pero' le incertezze e la necessita' di alleanze che permettano ai partiti neo eletti di governare.

Su cosa ha fatto gioco forza la destra per tornare al potere? Sui mutui immobiliari. Gli islandesi non riescono a pagarli. La crisi ha fatto crollare la corona del 50% circa e spinto in alto i prezzi mentre i salari reali e le quotazioni degli immobili cadevano e le tasse aumentavano vertiginosamente (anche per rimborsare gli aiuti dell'Fmi). Gli islandesi con un potere d'acquisto calato del 30-40% devono affrontare mutui per un totale di 8,7 miliardi di euro, poco oltre il 100% del Pil, legati all'inflazione e piu' elevati del valore delle case. Il rischio di insolvenze e' altissimo.

Il Governo di centro-sinistra non e' rimasto a guardare. Ha posto per i mutui un tetto del 110% del valore della casa acquistata; ma non e' bastato. I due partiti di centro-destra hanno allora fatto intravvedere altri tagli dei mutui, fino al 20%, finanziati con i crediti esteri delle banche ormai pubbliche, collassate per scarsa liquidita' e non per cattivi investimenti. Il centro destra ha inoltre promesso un nuovo boom economico che ha convinto gli islandesi.

L’altra “mossa azzardata” del centro sinistra e' stata quella di promettere l’entrata nell’Unione Europea (mentre il 58% degli Islandesi e' contrario a questa decisione), proprio quando alcuni Paesi come la Grecia iniziavano a trovarsi in difficolta'.

Quella che era una crisi economica si e' trasformata velocemente in un’emergenza sociale e ha determinato il fallimento di un'intera classe dirigente.

Noi vorremmo pero' aggiungere una terza causa di questo fallimento del centro sinistra, non per caldeggiare l’una o l’altra corrente politica, ma perche' siamo convinti che il successo di un individuo e di un gruppo dipendano dalla loro condotta etica.

Non hanno saputo mantenere una promessa, un accordo:

- Con i debitori esteri

- Con gli islandesi che avevano dato loro fiducia

Se non rimani etico e non mantieni fede alle promesse che fai, anche se momentaneamente puoi avere successo, non riuscirai a prosperare nel medio-lungo termine.

Questa legge, anche se mistica, e' reale e funziona per tutti: anche nella politica!
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28/05/2013

Quello che segue e' un “mini test” che serve a determinare la vostra conoscenza dei valori ritenuti importanti dalle persone che gestite. Vengono riportate dieci motivazioni lavorative per il collaboratore di un’azienda. Provate a metterle in ordine da 1 a 10 considerando la 1 come la motivazione piu' importante, la 10 come la meno importante. Dopo aver fatto questo esercizio, confrontate le risposte che avete fornito con quelle riportate piu' avanti . Scoprirete cosi' quali sono le aree lacunose che dovreste cercare di correggere nel vostro stile di motivazione dei collaboratori.
Su una scala da 1 a 10, queste sono le motivazioni piu' importanti per chi dirigo:

A. Buone condizioni di lavoro ______________________________
B. Sentirsi coinvolti nei problemi del lavoro ________________
C. Una disciplina non opprimente _________________________
D. Pieno apprezzamento per il lavoro svolto ________________
E. Lealta' della direzione verso i lavoratori __________________
F. Buon livello salariale ___________________________________
G. Promozioni e crescita insieme all’azienda ________________
H. Comprensione e interesse per i problemi personali _______
I. Sicurezza del posto di lavoro ____________________________
J. Lavoro interessante ____________________________________

In base a un’indagine condotta su un campione piuttosto esteso, le motivazioni per il personale subordinato sono ordinate come segue:

1. Pieno apprezzamento per il lavoro svolto
2. Sentirsi coinvolti nei problemi del lavoro
3. Comprensione e interesse verso i problemi personali
4. Buon livello salariale
5. Sicurezza del posto di lavoro
6. Lavoro interessante
7. Promozioni e crescita insieme all’azienda
8. Lealta' della direzione verso i lavoratori
9. Buone condizioni di lavoro
10. Una disciplina non opprimente

Nonostante questa ricerca sia ormai conosciuta da molti manager e imprenditori, cio' che gli stessi sembrano non voler capire e' che e' una tendenza inesorabile quella che porta gli stessi, dopo un po’ di tempo, a pensare che in realta' siano altre le cose che motivano le persone che dirigono.

Quando, per esempio, faccio notare ad un imprenditore che un suo collaboratore e' demotivato, egli inesorabilmente, finisce per dirmi qualcosa del tipo: “Ma con quello che lo pago non si deve lamentare…” (“Buon Livello Salariale” al 4° posto per i dipendenti, al 1° per i manager); oppure: “Dovrebbe essermi grato perche' io comunque non sono ricorso alla cassa integrazione e lo sto aiutando a conservare il posto di lavoro…” (“Sicurezza del posto di lavoro” al 5° posto per i collaboratori,al 2° posto per i manager).

Chi voglia gestire il personale in modo efficace dovrebbe:

1) Manifestare al personale il pieno apprezzamento per il lavoro svolto: vale a dire sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto, elogiare frequentemente i collaboratori e dare spesso riconoscimenti pubblici, certificati e premi;
2) Far sentire alle persone che sono parte di una squadra coinvolgendole sollecitando spesso il loro contributo;
3) Interessarsi realmente alle persone che gestiamo, al loro futuro e alle loro difficolta'.

Tu, come tutti i manager, queste cose pensi di farle ma… ti sbagli. Il ruolo di responsabilita' che ricopri tende inesorabilmente ad allontanarti da queste attivita' e a farti pensare che le cose che dovrebbero motivare i tuoi collaboratori, in realta', siano altre.

Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile". Richiedilo subito su
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Paolo Ruggeri
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23/05/2013

Questo mese all' mbs a Bologna abbiamo parlato di come costruire una rete vendita

Esiste un'equazione fondamentale. Grandi vendite = leadership + uomini+ tecniche di vendite aziendali + tecniche di gestione

Da cosa bisogna partire? Da UN GRANDE LEADER: notate bene, non ho detto un grande direttore commerciale, responsabile vendite, ecc.; ho detto LEADER. Per rendere imbattibile una squadra dal grande POTENZIALE serve obbligatoriamente un grande allenatore, un grande leader; guardate il Barcellona dopo Guardiola, l’Inter prima e dopo Mourino…Se non mettete un grande leader alla guida della squadra vanificate lo sforzo fatto per costruirla.

Come si misura il successo di un direttore vendite? Dal successo dei suoi uomini.
Sono le persone a generare ricchezza.

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23/05/2013

Antonio Coeli di CGN all'mbs bologna ci ha spiegato come costruire una rete vendita alto vendente.

Come in Formula 1 un grande pilota non puo' esprimersi al meglio senza una grande macchina (e viceversa..) per costruire una rete vendita efficace servono alcuni prerequisiti: UN GRANDE PRODOTTO, UN GRANDE MARKETING, UN GRANDE LEADER.

Ecco gli altri punti fondamentali per Antonio

1) Il contratto
2) Scegliere BELLE persone
3) Formare le persone
4) Le statistiche
5) Il MENTORING
6) La CURA quotidiana delle PERSONE
7) Ambizione e appartenenza


1) Il contratto: È fondamentale un buon contratto con i venditori. Equo vuol dire che piu' fanno guadagnare all'azienda piu' devono guadagnare loro. Imponete un RISPETTO FERREO DELLE ZONE, cosi' otterrete una squadra coesa, altrimenti otterrete un gruppo di squali il cui obiettivo primario non sara' vendere ma fregare clienti al vicino di zona.

2) Scegliere BELLE persone: non cercare prioritariamente esperti di vendita, ma cerca “belle persone”. Una persona etica, con un bel carattere, causativa, con buone attitudini relazionali, ecc. si puo' imparare a vendere, mentre non si puo' cambiare il carattere a un bravo venditore. Costruire una rete vendite significa prima di tutto costruire una rete di belle persone

3) Formare le persone: Non buttare le persone allo sbaraglio, fate una buona formazione iniziale e poi periodicamente continuate ad approfondire la loro formazione tecnica e personale.

4) Le statistiche: le statistiche devono essere visibili a tutti, perche' dal CONFRONTO con i colleghi nascono gli spunti per migliorare. Nessun venditore ci sta ad arrivare secondo…Per i leader le statistiche, unite all’osservazione personale sul campo, sono indispensabili per capire dove ci sono problemi e per poter intervenire tempestivamente per risolverli.

5) Il Mentoring: I piu' bravi hanno la RESPONSABILITÀ di aiutare i meno bravi; fate fare degli affiancamenti.

6) La CURA quotidiana delle PERSONE: Cerchiamo di prenderci cura delle persone, non dei venditori: Preoccupiamo della loro crescita personale attraverso corsi, libri, ecc. Preoccupiamoci che non si sentano soli sul territorio. Otterrete di piu' migliorando la motivazione delle persone del 10% che migliorando la loro tecnica di vendita del 100%. Quindi il leader non deve essere un capo, ma una persona in grado di interessarsi al bene delle persone della sua squadra.

7) Ambizione: Un venditore poco ambizioso, che si ACCONTENTA, forse e' meglio non metterlo in squadra …Il senso di appartenenza e lo spirito di squadra sono elementi importantissimi perche' alzano ulteriormente la motivazione del singolo e hanno un effetto catalizzatore su tutta la squadra.

Antonio ha raccolto tutti i suoi segreti per costruire una grande rete vendita
nel DVD "Costruire una squadra vincente e motivata". Acquistalo subito all' indirizzo
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22/05/2013

Federica Broccoli, responsabile selezioni di OSM, ha tenuto uno strepitoso intervento sulla selezione dei venditori.

Innanzitutto...perche' e' importante scegliere con cura le persone? Hai mai pensato a quanto puo' costarti inserire una persona poco produttiva? Avrai speso soldi in formazione, potrebbe averti creato problemi con i clienti...senza contare che a questo punto dovrai trovare qualcun altro al suo posto.

In particolare mi hanno colpito i 5 errori nel selezionare venditori alto-vendenti


Reclutare adesso: Non devi cercare i tuoi venditori nel momento di emergenza, devi essere sempre in selezione, per non rischiare di rimanere scoperti.

Non avere una sfida

Avere una proposta normale: Devi offrire qualcosa di speciale, di innovativo al candidato. Cosa puo' offrire di grandioso la tua azienda. Piu' la proposta e' "anormale" piu' persone positive sarai in grado di attrarre.

Leggere il curriculum: si, e' importante, ma e' sempre meglio un incontro faccia a faccia, una simulazione di vendita...

Vendere e basta: ok, il compito dei tuoi venditori e' vendere ma non li mandare allo sbaraglio, l'affiancamento e la formazione sono altrettanto importanti.

RICORDA: QUELLO CHE C'E' DENTRO L'AZIENDA DETERMINA QUELLO CHE ARRIVA DA FUORI. I SIMILI ATTRAGGONO I SIMILI.
Un'azienda di persone brillanti ed entusiaste attirera' persone altrettanto positive.


Puoi scaricare la presentazione di Federica cliccando su "Download delle slides"

Se invece sei interessato ad attirare persone valide in aziende potresti trovare interessante il libro di Federica che trovi all' indirizzo
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=6

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20/05/2013

A volte anche dei meccanismi perfetti si inceppano. Figuriamoci quello che potrebbe accadere quando parliamo di un gruppo di persone. Tante sono le cose che potrebbero andare storte in un programma di miglioramento delle risorse umane. Troverai che quando le cose sembrano incasinarsi o non funzionare, ci sara' un motivo grande e bello in evidenza. Problema e' che, come l’elefante nel salotto, spesso tu sei l’unico che non se ne e' accorto. O meglio: inizialmente te n’eri anche accorto ma, preso da mille cose, hai finito per abituartici. E incominci ad incartarti…

QUANDO SEI INCARTATO E' PERCHE'...

Clicca su "download dellle slides" per leggere l'articolo tratto dal nuovo libro di Paolo Ruggeri "Il nuovo capitale" che puoi acquistare all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=60

Paolo Ruggeri


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17/05/2013

Vi presento in anteprima il primo capitolo del mio nuovo libro

Un’azienda e' composta di persone. In un mondo fatto di tante aziende simili che vendono prodotti e servizi simili e' il capitale umano a determinare il capitale economico. Se vuoi migliorare la tua azienda devi imparare a migliorare la qualita' delle persone.

Questo primo capitolo ti dara' il primo input per migliorare la qualita' delle tue risorse umane

Clicca su "Download delle slides" per visualizzarlo

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Paolo


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15/05/2013

La nostra campagna sociale per portare l’Etica nella Politica iniziata ad ottobre dell’anno scorso, sta continuando giorno dopo giorno. Le persone che ci stanno aiutando in questo progetto sono sempre di piu': da alcuni arrivano segnalazioni di politici che si comportano in modo etico e cercano il bene dei loro concittadini, da altri abbiamo ricevuto anche un aiuto economico per spedire a tutti i membri di un consiglio provinciale/regionale una copia del libro Etica dell’Eccellenza.
Ogni azione contribuisce a realizzare il nostro obiettivo per portare l’Etica nella politica.

Da oggi esiste anche un sito creato ad hoc quest’iniziativa:
www.eticanellapolitica.com

Nel sito troverai tutti gli articoli e le newsletter fatte per seguire il progetto dalla sua nascita ad oggi; potrai anche iscriverti alla newsletter e ricevere cosi' tutti gli aggiornamenti che invieremo dalle prossime settimane.

Visita il sito e collabora con noi per rendere REALE questo progetto!!

www.eticanellapolitica.com
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14/05/2013

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di Jose' Alberto Mujica Cordano, detto “Pepe”, ovvero del Presidente dell’Uruguay, piu' conosciuto con l’appellativo di “Presidente piu' povero del mondo” perche' dona il 90% dei suoi compensi ad associazioni umanitarie uruguayane per aiutare i suoi connazionali e vive in una modesta fattoria con il restante stipendio (molto vicino a quello di un operaio), lontano da sfarzi e ricchezze.

Oggi vorremmo invece puntare l’attenzione su un altro uomo politico alquanto atipico ed eccentrico, che e' invece conosciuto come “El loco” (il folle). Stiamo parlando di Antanas Mockus, matematico e filosofo, ex-docente e preside dell’Universita' Nazionale della Colombia, nonche' ex-sindaco della citta' di Bogota' in Colombia per due mandati e attuale leader del Partido Verde colombiano.

Nel 2010 Mockus si candido' anche alle Presidenziali ma venne battuto al ballottaggio dal suo rivale piu' conservatore Juan Manuel Santos, delfino dell’uscente Presidente Uribe. L’esito del voto segno' comunque un risultato esaltante ed inaspettato e venne interpretato dai colombiani come un segnale incoraggiante per il futuro politico del Paese.



Quest’uomo Antanas Mockus ha cambiato radicalmente le abitudini dei suoi concittadini e lo ha fatto in maniera molto bizzarra, da qui l’origine del suo soprannome “Il folle”. Quando, nel 1993, gli abitanti (quelli che esercitano il diritto di voto e che, di norma, non arrivano al 50 per cento del totale) lo elessero sindaco di Bogota', lo fecero sulla base d’una promessa che gia' era, allora, un’eco, cosi' sintetizzabile, della pazzia mockusiana: “per cambiare Bogota' bisogna cambiare i bogotani. E per cambiare, anzi, per “sensibilizzare” i bogotani – era andato ripetendo Mockus durante una campagna elettorale nel corso della quale i media lo avevano trattato come un’estemporanea curiosita' – occorre usare l’arte, l’humor e la creativita'”.

E cosi' fu!

Mockus, sorprendente vincitore, cambio' i bogotani. E, come profetizzato, i bogotani, a loro volta, cambiarono Bogota'. Lo dicono i bogotani medesimi (che, parlando col voto, rielessero trionfalmente “El Loco” cinque anni dopo). E lo dicono, anche, le statistiche.

Per convincere i suoi concittadini a non sprecare acqua per esempio, Antanas Mockus uso' se stesso in una pubblica dimostrazione del giusto modo di fare la doccia. E funziono': Il consumo d’acqua diminui', in citta', del 40 per cento.

Lo si poteva anche vedere per le strade vestito d eroe, Super Citizien, supereroe del senso civico.



Per affrontare il problema endemico della violenza, Mockus “follemente” punto' sulla pedagogica spinta della non-violenza, formando gruppi disarmati di vigilanza cittadina ed affidando a poliziotti donne il pattugliamento delle zone piu' a rischio della citta'. Risultato: il tasso di omicidi, uno dei piu' alti del mondo, diminui' del 70 per cento.

Bogota' era negli anni ’90, dal punto di vista del traffico, una citta' caotica, inquinata e mortifera. Mockus non aumento' ne' il numero dei vigili urbani, ne' il numero delle multe comminate. Semplicemente sguinzaglio' per le strade un piccolo esercito di mimi (di quelli con la faccia incipriata) con l’incarico di sbeffeggiare tutti coloro che, ai semafori o altrove, violavano il codice della strada.

I bogotani, cambiati dalla terapia Mockus, scoprirono, in quegli anni, che la loro citta' era bella. E che bello poteva diventare viverci. Per questo riempirono Bogota' di piste ciclabili e di nuovi giardini, seguendo l’esempio d’un sindaco che, in una citta' dove tutti i VIP circolavano in auto blindate, si recava quotidianamente al lavoro in bicicletta.

Ecco alcuni passaggi di una sua recente intervista che meglio spiegano la sua filosofia:

Quali erano i punti principali del suo programma nella corsa alle presidenziali?

Il nostro principale obiettivo e' il rispetto della vita e lo slogan statunitense “Yes we can” diventa da noi “Tu vida es sagrada”, la tua vita e' sacra. Il secondo punto importante sono le risorse pubbliche, che vanno considerate sacre come la vita. I soldi vanno spesi in modo trasparente ed efficiente, ottenendo il massimo beneficio da ogni peso che si investe. La spesa pubblica deve essere valutata tecnicamente: non importa che qualche passo in piu' nella gestione delle risorse rallenti l’attivita', perche' questo garantisce risultati piu' solidi.

Che idea ha della legalita'?

La legalita' democratica e' nel rispetto della legge. Essa si attua tramite la pedagogia e l’applicazione delle leggi stesse.

Lei e' un abile inventore di slogan molto popolari nel suo Paese. Quanto e' importante lo slogan nella politica?

Quando esso viene ideato per la pubblicita' solitamente ha successo pur essendo vuoto. Quando lo slogan nasce per i bisogni diventa invece pedagogico e ha una maggiore efficacia.

Lei e' stato sindaco di Bogota' per due mandati. Che soluzioni aveva adottato per rendere piu' vivibile la sua citta'?

Il problema era soprattutto nelle difficolta' di migliorare le infrastrutture. Io per primo affermavo che Bogota' non era una bella citta', ma che poteva essere abbellita. Sono stati fatti grandi investimenti: aumentando delle tasse e vendendo alcune imprese energetiche siamo riusciti ad ottenere molte risorse economiche per la citta'. Siamo riusciti a finanziare lo sviluppo di parchi e di aree verdi per dare piu' spazio e sicurezza ai cittadini. Nel mio secondo mandato sono state anche incrementate le aree per il passaggio dei pedoni, considerato che le automobili circolavano indiscriminatamente ovunque. Prima di asfaltare una strada era prioritario creare lo spazio pedonale.

Come definirebbe il concetto di ecologia moderna?

La definizione piu' semplice che conosco e' responsabilita'. Ognuno deve essere responsabile di se stesso e riconoscere l’interdipendenza degli individui. Ecologia e' responsabilita' per l’interdipendenza. Duecento anni fa l’orgoglio del cittadino era mosso dal desiderio di indipendenza dalla societa' e dagli altri individui. Adesso noi dobbiamo abituarci ad una nuova idea, quella di interdipendenza.

Internet aiuta questo processo di interdipendenza?

Sicuro. Ci aiuta a comprenderlo meglio. Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.


Ora, non vogliamo incitare anche i nostri politici italiani a comportarsi come Antanas Mockus, vestendosi da supereroe o mostrandosi sotto la doccia per insegnarci a non sprecare l’acqua, pero' e' innegabile la grandezza di questo uomo che, anche se fuori da ogni canone, ha trovato il modo di parlare con i suoi concittadini per migliorare le condizioni della loro citta'!

In questo “El Loco” e' in realta' un esempio di uomo politico etico: una persona davvero al servizio della comunita', rispettoso della cosa pubblica e concentrato a creare prosperita' per se' ma soprattutto per il popolo.

La frase che vogliamo rimarcare dall’intervista sopraccitata e' poi questa:

Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.

I politici hanno delle responsabilita' verso i cittadini ma anche i cittadini hanno delle responsabilita' gli uni verso gli altri. Solo cosi' si puo' cambiare davvero il presente.

E tu, hai deciso di essere RESPONSABILE per il futuro dell’Italia o aspetti che si faccia avanti qualcun altro al tuo posto?

Paolo Ruggeri
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13/05/2013

 Mentre in Italia abbiamo ben tre entità statali che si occupano di imposizione fiscale e recupero delle imposte (Il Ministero delle Entrate, La GDF e Equitalia) negli Stati Uniti esiste un ente che si chiama Small Business Administration www.sba.gov  , che è come un Ministero per la Piccola e Media Impresa. La SBA è un ente potentissimo che sostiene in maniera incredibile ogni PMI.

Estratto dal sito www.sba.gov :

“Dalla sua fondazione nel 1953 la Small Business Administration ha erogato milioni di prestiti, garanzie su prestiti, contratti, consulenze ed altre forme di assistenza alle piccole imprese americane. La SBA fa questo principalmente tramite 4 funzioni:

Finanziamento delle imprese: la SBA fornisce alle PMI una lunga serie di possibilità di finanziamenti dal microcredito fino a finanziamenti molto importanti oltre che venture capital.

Sviluppo Imprenditoriale (Istruzione, Informazione, Assistenza tecnica e Formazione): La SBA fornisce gratuitamente consulenza individuale e tramite internet alle piccole imprese e formazione a basso costo per gli imprenditori che decidono di aprire un’azienda. E lo fa in 1800 località negli Stati Uniti.

Reperimento di Contratti con il Governo: in base alla legge americana il 23% degli acquisti del governo devono essere fatti tramite le piccole imprese. La SBA fornisce alle PMI anche opportunità per entrare nei contratti come subappaltatori e formazione per poter lavorare con il governo.

Appoggio alle PMI: quest’ufficio studia le leggi emanate dal Congresso e interviene per fare l’interesse delle PMI. Fa una valutazione della burocrazia che viene imposta dal Governo sulle piccole imprese. Il Responsabile di quest’ufficio viene nominato dal Presidente degli Stati Uniti”.

Ora, in Italia mentre tutti parlano dell’importanza di aiutare le Piccole e Medie Imprese e gli Artigiani, nessuno ha mai neanche pensato di fare qualcosa del genere, eppure l’esempio americano è lì, in bella vista. Chiunque abbia a che fare con gli USA sa che questo ente esiste e… addirittura ti presta i soldi se vuoi aprire un’impresa…

Berlusconi, Letta, Alfano, Bersani (Epifani), Monti, Grillo, ne vogliamo parlare?????

Ministro Saccomanni ha davvero intenzione di rilanciare l’economia? Ci dia un segnale concreto: riduca il budget per il Garante della Privacy e metta dei soldi sulle piccole e medie imprese.

Aiutare le imprese e rilanciare l’economia è possibile se di decide davvero di farlo. 

Ministro Letta, segua l'esempio USA: crei il Ministero per le Piccole e Medie Imprese. Lo hanno creato nel 1953. Siamo in ritardo di soli 60 anni. Ce la possiamo fare.

Paolo Ruggeri
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11/05/2013

La ripresa economica si manifesterà anche in Italia ma molte persone e aziende non la sperimenteranno.

La ripresa ci sarà per chi avrà persone di valore pagate il giusto (che potrebbe anche essere molto, basta che producano ricchezza in abbondanza), per chi avrà creato prodotti o servizi ad altissimo tasso di innovazione e/o valore aggiunto, prodotti o servizi che il cliente non può fare a meno di avere.

La ripresa ci sarà per chi se ne frega delle notizie sulla crisi tanto lui ci mette il cuore in quello che fa e già il fatto di poterlo fare potrebbe essere una remunerazione sufficiente.
La ripresa ci sarà per tutte le aziende che hanno una vocazione e una cultura internazionale.

La ripresa ci sarà per tutte le aziende ed i professionisti che hanno una vocazione olistica e puntano ad aiutare contemporaneamente mente, corpo, spirito e ambiente.

Persone di valore che creano molta più ricchezza rispetto al loro costo.
Prodotti e servizi di cui il cliente non può fare a meno.
Amare quello che fai.
Una cultura internazionale.
Vocazione olistica.

Per queste aziende ci sarà la ripresa. Anzi probabilmente la stanno già sperimentando. 

Le altre, invece, continueranno a lottare per sopravvivere.  

Paolo Ruggeri


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11/05/2013

Questo video della HSBC mostra in maniera eccellente quello che molte imprese italiane di successo hanno già capito: sempre di più per rimanere sul mercato devi imparare a competere a livello internazionale. 

Operare a livello internazionale non solo ti aiuta a trovare clienti in Paesi che non soffrono la crisi economica, ma ti permette di avere accesso ad un know how mondiale, a talenti mondiali, ad idee mondiali. E quindi impari a competere meglio anche in Italia. 

La tua impresa è pronta?

Paolo Ruggeri
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10/05/2013

Uno studio condotto diversi anni fa alla Hewlett Packard ha mostrato che scoprire e sostituire subito un fusibile non funzionante costava due centesimi di dollaro. Se l’errore veniva scoperto solamente quando il computer era gia' nelle mani del cliente, sarebbe costato centinaia di dollari. I costi derivanti da un difetto non isolato e risolto, aumentano in modo ESPONENZIALE col passare del tempo.

Siccome le imprese sono composte da persone, e siccome sono le persone che si prendono cura dell’esecuzione della maggior parte delle attivita' aziendali, e' facile capire che il Costo della Non Qualita' per quanto riguarda il personale potrebbe arrivare ad essere molto elevato.

Spesso basta una persona sbagliata in una funzione chiave per rallentare il lavoro di decine di altre persone, per rendere il budget irraggiungibile, per demotivare clienti e collaboratori e per danneggiare il brand. I costi di un “fusibile umano” non funzionante arrivano ad essere elevatissimi, in alcuni casi fino a cento o mille volte piu' grandi della retribuzione diretta.

Vediamo quanto potrebbe costare ad un’azienda assumere o non correggere un Responsabile Commerciale che non abbia le caratteristiche necessarie per riuscire nella funzione che gli e' stata assegnata.
Al momento della selezione, valutare la persona, utilizzando un’analisi come l’HTA di OSM o un altro test attitudinale cosi' da identificare le sue lacune, sarebbe potuto costare qualche centinaia di euro. Anche dopo il suo inserimento, non appena si fossero iniziati a manifestare i primi dubbi riguardo alle sue capacita', la persona avrebbe potuto essere analizzata cosi' da avere consigli sul da farsi, per piu' o meno la stessa cifra.

Ma ammettiamo ora che, nella “speranza” che le cose migliorino, si lasciasse che la persona continuasse ad operare.
Provate a calcolare quanto una tale persona non adatta potrebbe costare all’azienda in termini di: retribuzione pagatale direttamente, investimenti pubblicitari che non vengono fatti fruttare come dovrebbero, perdita di validi collaboratori commerciali che vengono demotivati e spinti ad andarsene…

Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile". Per acquistarlo clicca su
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=60


Se invece vuoi ricevere maggiori informazioni sul test HTA di OSM scrivi una mail a info@paoloruggeri.it


Paolo Ruggeri
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09/05/2013

Settimana scorsa abbiamo inviato a tutti i nostri clienti OSM e a tutti gli iscritti al sito ww.paoloruggeri.it una newsletter titolata: “Il volto etico della politica” dove abbiamo iniziato quella che speriamo sia una serie infinita di esempi di politici che fanno bene il loro lavoro e che rappresentano quindi il nostro politico ideale, competente, onesto ed etico.. quello insomma che vogliamo sostenere con la nostra campagna “Portare l’Etica nella Politica”.

Oggi, a distanza di pochi giorni, ecco altri esempi di Politici onesti che svolgono il loro lavoro mettendo davvero al primo posto le esigenze dei cittadini e non cercano un tornaconto personale dalla loro posizione.

Il primo uomo che vogliamo prendere a modello e' Pepe Mujica ed e' il Presidente dell’Uruguay. È stato eletto deputato, poi senatore. Ha ricoperto la carica di ministro “de Ganadería, Agricultura y Pesca”; leader della corrente del Movimento di Partecipazione Popolare e dal 30 novembre 2009 Presidente della Repubblica Uruguayana. Mujica viene anche chiamato “Il Presidente piu' povero del mondo” perche' riceve dallo stato uruguaiano un appannaggio di 12.000 dollari al mese per il suo lavoro alla guida del paese ma dona circa il 90% ad organizzazioni non governative ed a persone bisognose.

La sua automobile e' un Maggiolino Volkswagen degli anni ’70. Vive in una piccola fattoria nella periferia di Montevideo, dove conduce vita morigerata, mantenendosi col resto del suo stipendio, circa 1.500 dollari (un migliaio di euro) e svolgendo il proprio lavoro. In una recente intervista il presidente ha dichiarato: “Questi soldi mi devono bastare perche' ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno!”.

Altro esempio di persona etica, e' Chris Christie, Governatore del New Jersey. Etico perche' sebbene spesso critico nei confronti di Obama e aperto sostenitore del suo sfidante alla Casa Bianca, Mitt Romney, ha saputo riconoscere i meriti del Presidente degli USA, nel gestire la situazione di crisi nel New Jersey per il ciclone post-tropicale Sandy. Il New Jersey e' stato uno tra gli Stati piu' colpiti dalla perturbazione. E lo ha elogiato sebbene appartenga alla fazione politica opposta alla sua: il bene del Paese e il sapersi mettere a servizio dei cittadini va elogiato a prescindere dalle idee politiche che ha la persona che lo compie. "Il Presidente e' stato eccellente.– ha affermato Christie - È stato molto bello lavorare con il presidente e la sua amministrazione”.

Solo qualche settimana prima, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben piu' che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve.

Un politico che va contro il suo partito a una settimana dalle elezioni, per ringraziare chi ha operato per il bene del suo Paese non e' cosa che si vede tanto spesso.

Ma anche in Italia ci sono persone cosi', che sanno mettersi al servizio dei cittadini e aiutano il Paese a prosperare.

Per esempio, Marco Gagliardi, sindaco di Casacalenda, in provincia di Campobasso. La citta' di Casacalenda e' stata interessata in maniera importante dal terremoto di San Giuliano di Puglia nel 2002. Il sindaco Gagliardi, eletto nel 2009, ha preso le redini di questa amministrazione proprio nel momento della ricostruzione, occupandosi della restituzione delle case agli sfollati e della ricostruzione dei luoghi di interesse della citta', come le scuole, la chiesa, il convento, il Palazzo Comunale, collaborando anche con i comuni limitrofi per restituire ai cittadini i servizi di primaria necessita'.

O ancora Rodolfo Lena, sindaco di Palestrina, in provincia di Roma, e consigliere regionale del Lazio e Presidente della commissione Sanita'. Nei suoi dieci anni da sindaco di Palestrina, Lena ha portato molto in alto il nome dell'antica citta' prenestina, cuore turistico della provincia di Roma, con circa 3000 anni di storia. Oltre che dal punto di vista turistico e culturale il sindaco si e' impegnato moltissimo nel sociale per la sua citta', fino ad arrivare, nel 2010 all'inaugurazione di un nuovo ospedale per la citta', una struttura modernac che si e' saputa distinguere come fiore all'occhiello del territorio. Lena si e' sempre battuto per il diritto alla sanita' e per fare in modo che i suoi concittadini non dovessero andare a Roma per ricevere le cure migliori. Una risposta concreta per la citta' e per un territorio.

Infine ecco l’esempio di Antonio Sebastianelli, giovanissimo Assessore del Comune di San Giorgio di Pesaro Marche, in provincia di Pesaro e Urbino, che sta portando avanti un progetto ambientale di tutto interesse per la citta': “Negli appezzamenti di terreno di proprieta' comunale a San Giorgio di Pesaro - spiega l'assessore - verranno installati piccoli impianti fotovoltaici con la possibilita', per le famiglie che si associano, di poter contare su un finanziamento e ottenere un ricavo dalla vendita di energia elettrica che puo' aggirarsi sui 600 euro annui. Una prospettiva che puo' avere un certo sviluppo e che rappresenta una possibilita' da non sottovalutare a sfondo sociale. "Potature del verde pubblico e privato saranno utilizzate per ricavare pellet in sede locale – aggiunge Sebastianelli –vogliamo dimostrare che anche nel piccolo una sana politica ambientale puo' essere gestita con cognizione di causa e obiettivi precisi. Unico nelle Marche il Comune di San Giorgio di Pesaro Marche si va distinguendo all'insegna delle scelte pratiche ed efficaci. L'assemblea pubblica sulle energie rinnovabili – termina infine l’assessore - e' servita per illustrare come insieme all'ente pubblico anche i cittadini possano diventare gli autori di una rivoluzione democratica della produzione e dell'uso della rete e dell'energia elettrica prodotta".

Come gia' detto, le persone che sanno fare bene il loro lavoro ci sono. Il nostro compito e' trovarle, evidenziarne i meriti e soprattutto….CONTINUARE A PARLARNE, sempre! Soprattutto quando i mass-media vogliono invece farci credere che TUTTO sta andando a rotoli, NESSUNO e' all’altezza del suo ruolo e…il peggio deve ancora venire.

Se anche tu la pensi come noi, SOSTIENICI: segnalaci nomi di politici etici che ricoprono onestamente la loro carica a servizio del cittadino, oppure visita la nostra sezione: etica nella politica e finanzia con qualche centinaia di euro il nostro progetto per far recapitare ad ogni consiliere provinciale/regionale della citta' che tu ci indicherai, una copia del libro “L’Etica dell’Eccellenza”. Con questo gesto vogliamo aiutare tutti i nostri politici a diventare Etici.

Concludiamo prendendo a prestito il Codice Etico del Politico, scritto da Gigliola Ibba, Presidente dell’Associazione Eticasempre. I nostri progetti sono partiti in periodi diversi e non si sono mai incrociati fino ad oggi ma abbiamo lo stesso obbiettivo: rendere etica la nostra classe politica e, aggiungerei, la consapevolezza che solo unendo le forze di tutti i cittadini che come noi sposeranno questa meta, riusciremo a raggiungerla

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Paolo Ruggeri

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