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28/05/2013

Quello che segue e' un “mini test” che serve a determinare la vostra conoscenza dei valori ritenuti importanti dalle persone che gestite. Vengono riportate dieci motivazioni lavorative per il collaboratore di un’azienda. Provate a metterle in ordine da 1 a 10 considerando la 1 come la motivazione piu' importante, la 10 come la meno importante. Dopo aver fatto questo esercizio, confrontate le risposte che avete fornito con quelle riportate piu' avanti . Scoprirete cosi' quali sono le aree lacunose che dovreste cercare di correggere nel vostro stile di motivazione dei collaboratori.
Su una scala da 1 a 10, queste sono le motivazioni piu' importanti per chi dirigo:

A. Buone condizioni di lavoro ______________________________
B. Sentirsi coinvolti nei problemi del lavoro ________________
C. Una disciplina non opprimente _________________________
D. Pieno apprezzamento per il lavoro svolto ________________
E. Lealta' della direzione verso i lavoratori __________________
F. Buon livello salariale ___________________________________
G. Promozioni e crescita insieme all’azienda ________________
H. Comprensione e interesse per i problemi personali _______
I. Sicurezza del posto di lavoro ____________________________
J. Lavoro interessante ____________________________________

In base a un’indagine condotta su un campione piuttosto esteso, le motivazioni per il personale subordinato sono ordinate come segue:

1. Pieno apprezzamento per il lavoro svolto
2. Sentirsi coinvolti nei problemi del lavoro
3. Comprensione e interesse verso i problemi personali
4. Buon livello salariale
5. Sicurezza del posto di lavoro
6. Lavoro interessante
7. Promozioni e crescita insieme all’azienda
8. Lealta' della direzione verso i lavoratori
9. Buone condizioni di lavoro
10. Una disciplina non opprimente

Nonostante questa ricerca sia ormai conosciuta da molti manager e imprenditori, cio' che gli stessi sembrano non voler capire e' che e' una tendenza inesorabile quella che porta gli stessi, dopo un po’ di tempo, a pensare che in realta' siano altre le cose che motivano le persone che dirigono.

Quando, per esempio, faccio notare ad un imprenditore che un suo collaboratore e' demotivato, egli inesorabilmente, finisce per dirmi qualcosa del tipo: “Ma con quello che lo pago non si deve lamentare…” (“Buon Livello Salariale” al 4° posto per i dipendenti, al 1° per i manager); oppure: “Dovrebbe essermi grato perche' io comunque non sono ricorso alla cassa integrazione e lo sto aiutando a conservare il posto di lavoro…” (“Sicurezza del posto di lavoro” al 5° posto per i collaboratori,al 2° posto per i manager).

Chi voglia gestire il personale in modo efficace dovrebbe:

1) Manifestare al personale il pieno apprezzamento per il lavoro svolto: vale a dire sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto, elogiare frequentemente i collaboratori e dare spesso riconoscimenti pubblici, certificati e premi;
2) Far sentire alle persone che sono parte di una squadra coinvolgendole sollecitando spesso il loro contributo;
3) Interessarsi realmente alle persone che gestiamo, al loro futuro e alle loro difficolta'.

Tu, come tutti i manager, queste cose pensi di farle ma… ti sbagli. Il ruolo di responsabilita' che ricopri tende inesorabilmente ad allontanarti da queste attivita' e a farti pensare che le cose che dovrebbero motivare i tuoi collaboratori, in realta', siano altre.

Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile". Richiedilo subito su
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Paolo Ruggeri
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23/05/2013

Questo mese all' mbs a Bologna abbiamo parlato di come costruire una rete vendita

Esiste un'equazione fondamentale. Grandi vendite = leadership + uomini+ tecniche di vendite aziendali + tecniche di gestione

Da cosa bisogna partire? Da UN GRANDE LEADER: notate bene, non ho detto un grande direttore commerciale, responsabile vendite, ecc.; ho detto LEADER. Per rendere imbattibile una squadra dal grande POTENZIALE serve obbligatoriamente un grande allenatore, un grande leader; guardate il Barcellona dopo Guardiola, l’Inter prima e dopo Mourino…Se non mettete un grande leader alla guida della squadra vanificate lo sforzo fatto per costruirla.

Come si misura il successo di un direttore vendite? Dal successo dei suoi uomini.
Sono le persone a generare ricchezza.

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23/05/2013

Antonio Coeli di CGN all'mbs bologna ci ha spiegato come costruire una rete vendita alto vendente.

Come in Formula 1 un grande pilota non puo' esprimersi al meglio senza una grande macchina (e viceversa..) per costruire una rete vendita efficace servono alcuni prerequisiti: UN GRANDE PRODOTTO, UN GRANDE MARKETING, UN GRANDE LEADER.

Ecco gli altri punti fondamentali per Antonio

1) Il contratto
2) Scegliere BELLE persone
3) Formare le persone
4) Le statistiche
5) Il MENTORING
6) La CURA quotidiana delle PERSONE
7) Ambizione e appartenenza


1) Il contratto: È fondamentale un buon contratto con i venditori. Equo vuol dire che piu' fanno guadagnare all'azienda piu' devono guadagnare loro. Imponete un RISPETTO FERREO DELLE ZONE, cosi' otterrete una squadra coesa, altrimenti otterrete un gruppo di squali il cui obiettivo primario non sara' vendere ma fregare clienti al vicino di zona.

2) Scegliere BELLE persone: non cercare prioritariamente esperti di vendita, ma cerca “belle persone”. Una persona etica, con un bel carattere, causativa, con buone attitudini relazionali, ecc. si puo' imparare a vendere, mentre non si puo' cambiare il carattere a un bravo venditore. Costruire una rete vendite significa prima di tutto costruire una rete di belle persone

3) Formare le persone: Non buttare le persone allo sbaraglio, fate una buona formazione iniziale e poi periodicamente continuate ad approfondire la loro formazione tecnica e personale.

4) Le statistiche: le statistiche devono essere visibili a tutti, perche' dal CONFRONTO con i colleghi nascono gli spunti per migliorare. Nessun venditore ci sta ad arrivare secondo…Per i leader le statistiche, unite all’osservazione personale sul campo, sono indispensabili per capire dove ci sono problemi e per poter intervenire tempestivamente per risolverli.

5) Il Mentoring: I piu' bravi hanno la RESPONSABILITÀ di aiutare i meno bravi; fate fare degli affiancamenti.

6) La CURA quotidiana delle PERSONE: Cerchiamo di prenderci cura delle persone, non dei venditori: Preoccupiamo della loro crescita personale attraverso corsi, libri, ecc. Preoccupiamoci che non si sentano soli sul territorio. Otterrete di piu' migliorando la motivazione delle persone del 10% che migliorando la loro tecnica di vendita del 100%. Quindi il leader non deve essere un capo, ma una persona in grado di interessarsi al bene delle persone della sua squadra.

7) Ambizione: Un venditore poco ambizioso, che si ACCONTENTA, forse e' meglio non metterlo in squadra …Il senso di appartenenza e lo spirito di squadra sono elementi importantissimi perche' alzano ulteriormente la motivazione del singolo e hanno un effetto catalizzatore su tutta la squadra.

Antonio ha raccolto tutti i suoi segreti per costruire una grande rete vendita
nel DVD "Costruire una squadra vincente e motivata". Acquistalo subito all' indirizzo
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22/05/2013

Federica Broccoli, responsabile selezioni di OSM, ha tenuto uno strepitoso intervento sulla selezione dei venditori.

Innanzitutto...perche' e' importante scegliere con cura le persone? Hai mai pensato a quanto puo' costarti inserire una persona poco produttiva? Avrai speso soldi in formazione, potrebbe averti creato problemi con i clienti...senza contare che a questo punto dovrai trovare qualcun altro al suo posto.

In particolare mi hanno colpito i 5 errori nel selezionare venditori alto-vendenti


Reclutare adesso: Non devi cercare i tuoi venditori nel momento di emergenza, devi essere sempre in selezione, per non rischiare di rimanere scoperti.

Non avere una sfida

Avere una proposta normale: Devi offrire qualcosa di speciale, di innovativo al candidato. Cosa puo' offrire di grandioso la tua azienda. Piu' la proposta e' "anormale" piu' persone positive sarai in grado di attrarre.

Leggere il curriculum: si, e' importante, ma e' sempre meglio un incontro faccia a faccia, una simulazione di vendita...

Vendere e basta: ok, il compito dei tuoi venditori e' vendere ma non li mandare allo sbaraglio, l'affiancamento e la formazione sono altrettanto importanti.

RICORDA: QUELLO CHE C'E' DENTRO L'AZIENDA DETERMINA QUELLO CHE ARRIVA DA FUORI. I SIMILI ATTRAGGONO I SIMILI.
Un'azienda di persone brillanti ed entusiaste attirera' persone altrettanto positive.


Puoi scaricare la presentazione di Federica cliccando su "Download delle slides"

Se invece sei interessato ad attirare persone valide in aziende potresti trovare interessante il libro di Federica che trovi all' indirizzo
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20/05/2013

A volte anche dei meccanismi perfetti si inceppano. Figuriamoci quello che potrebbe accadere quando parliamo di un gruppo di persone. Tante sono le cose che potrebbero andare storte in un programma di miglioramento delle risorse umane. Troverai che quando le cose sembrano incasinarsi o non funzionare, ci sara' un motivo grande e bello in evidenza. Problema e' che, come l’elefante nel salotto, spesso tu sei l’unico che non se ne e' accorto. O meglio: inizialmente te n’eri anche accorto ma, preso da mille cose, hai finito per abituartici. E incominci ad incartarti…

QUANDO SEI INCARTATO E' PERCHE'...

Clicca su "download dellle slides" per leggere l'articolo tratto dal nuovo libro di Paolo Ruggeri "Il nuovo capitale" che puoi acquistare all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=60

Paolo Ruggeri


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17/05/2013

Vi presento in anteprima il primo capitolo del mio nuovo libro

Un’azienda e' composta di persone. In un mondo fatto di tante aziende simili che vendono prodotti e servizi simili e' il capitale umano a determinare il capitale economico. Se vuoi migliorare la tua azienda devi imparare a migliorare la qualita' delle persone.

Questo primo capitolo ti dara' il primo input per migliorare la qualita' delle tue risorse umane

Clicca su "Download delle slides" per visualizzarlo

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Paolo


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15/05/2013

La nostra campagna sociale per portare l’Etica nella Politica iniziata ad ottobre dell’anno scorso, sta continuando giorno dopo giorno. Le persone che ci stanno aiutando in questo progetto sono sempre di piu': da alcuni arrivano segnalazioni di politici che si comportano in modo etico e cercano il bene dei loro concittadini, da altri abbiamo ricevuto anche un aiuto economico per spedire a tutti i membri di un consiglio provinciale/regionale una copia del libro Etica dell’Eccellenza.
Ogni azione contribuisce a realizzare il nostro obiettivo per portare l’Etica nella politica.

Da oggi esiste anche un sito creato ad hoc quest’iniziativa:
www.eticanellapolitica.com

Nel sito troverai tutti gli articoli e le newsletter fatte per seguire il progetto dalla sua nascita ad oggi; potrai anche iscriverti alla newsletter e ricevere cosi' tutti gli aggiornamenti che invieremo dalle prossime settimane.

Visita il sito e collabora con noi per rendere REALE questo progetto!!

www.eticanellapolitica.com
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14/05/2013

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di Jose' Alberto Mujica Cordano, detto “Pepe”, ovvero del Presidente dell’Uruguay, piu' conosciuto con l’appellativo di “Presidente piu' povero del mondo” perche' dona il 90% dei suoi compensi ad associazioni umanitarie uruguayane per aiutare i suoi connazionali e vive in una modesta fattoria con il restante stipendio (molto vicino a quello di un operaio), lontano da sfarzi e ricchezze.

Oggi vorremmo invece puntare l’attenzione su un altro uomo politico alquanto atipico ed eccentrico, che e' invece conosciuto come “El loco” (il folle). Stiamo parlando di Antanas Mockus, matematico e filosofo, ex-docente e preside dell’Universita' Nazionale della Colombia, nonche' ex-sindaco della citta' di Bogota' in Colombia per due mandati e attuale leader del Partido Verde colombiano.

Nel 2010 Mockus si candido' anche alle Presidenziali ma venne battuto al ballottaggio dal suo rivale piu' conservatore Juan Manuel Santos, delfino dell’uscente Presidente Uribe. L’esito del voto segno' comunque un risultato esaltante ed inaspettato e venne interpretato dai colombiani come un segnale incoraggiante per il futuro politico del Paese.



Quest’uomo Antanas Mockus ha cambiato radicalmente le abitudini dei suoi concittadini e lo ha fatto in maniera molto bizzarra, da qui l’origine del suo soprannome “Il folle”. Quando, nel 1993, gli abitanti (quelli che esercitano il diritto di voto e che, di norma, non arrivano al 50 per cento del totale) lo elessero sindaco di Bogota', lo fecero sulla base d’una promessa che gia' era, allora, un’eco, cosi' sintetizzabile, della pazzia mockusiana: “per cambiare Bogota' bisogna cambiare i bogotani. E per cambiare, anzi, per “sensibilizzare” i bogotani – era andato ripetendo Mockus durante una campagna elettorale nel corso della quale i media lo avevano trattato come un’estemporanea curiosita' – occorre usare l’arte, l’humor e la creativita'”.

E cosi' fu!

Mockus, sorprendente vincitore, cambio' i bogotani. E, come profetizzato, i bogotani, a loro volta, cambiarono Bogota'. Lo dicono i bogotani medesimi (che, parlando col voto, rielessero trionfalmente “El Loco” cinque anni dopo). E lo dicono, anche, le statistiche.

Per convincere i suoi concittadini a non sprecare acqua per esempio, Antanas Mockus uso' se stesso in una pubblica dimostrazione del giusto modo di fare la doccia. E funziono': Il consumo d’acqua diminui', in citta', del 40 per cento.

Lo si poteva anche vedere per le strade vestito d eroe, Super Citizien, supereroe del senso civico.



Per affrontare il problema endemico della violenza, Mockus “follemente” punto' sulla pedagogica spinta della non-violenza, formando gruppi disarmati di vigilanza cittadina ed affidando a poliziotti donne il pattugliamento delle zone piu' a rischio della citta'. Risultato: il tasso di omicidi, uno dei piu' alti del mondo, diminui' del 70 per cento.

Bogota' era negli anni ’90, dal punto di vista del traffico, una citta' caotica, inquinata e mortifera. Mockus non aumento' ne' il numero dei vigili urbani, ne' il numero delle multe comminate. Semplicemente sguinzaglio' per le strade un piccolo esercito di mimi (di quelli con la faccia incipriata) con l’incarico di sbeffeggiare tutti coloro che, ai semafori o altrove, violavano il codice della strada.

I bogotani, cambiati dalla terapia Mockus, scoprirono, in quegli anni, che la loro citta' era bella. E che bello poteva diventare viverci. Per questo riempirono Bogota' di piste ciclabili e di nuovi giardini, seguendo l’esempio d’un sindaco che, in una citta' dove tutti i VIP circolavano in auto blindate, si recava quotidianamente al lavoro in bicicletta.

Ecco alcuni passaggi di una sua recente intervista che meglio spiegano la sua filosofia:

Quali erano i punti principali del suo programma nella corsa alle presidenziali?

Il nostro principale obiettivo e' il rispetto della vita e lo slogan statunitense “Yes we can” diventa da noi “Tu vida es sagrada”, la tua vita e' sacra. Il secondo punto importante sono le risorse pubbliche, che vanno considerate sacre come la vita. I soldi vanno spesi in modo trasparente ed efficiente, ottenendo il massimo beneficio da ogni peso che si investe. La spesa pubblica deve essere valutata tecnicamente: non importa che qualche passo in piu' nella gestione delle risorse rallenti l’attivita', perche' questo garantisce risultati piu' solidi.

Che idea ha della legalita'?

La legalita' democratica e' nel rispetto della legge. Essa si attua tramite la pedagogia e l’applicazione delle leggi stesse.

Lei e' un abile inventore di slogan molto popolari nel suo Paese. Quanto e' importante lo slogan nella politica?

Quando esso viene ideato per la pubblicita' solitamente ha successo pur essendo vuoto. Quando lo slogan nasce per i bisogni diventa invece pedagogico e ha una maggiore efficacia.

Lei e' stato sindaco di Bogota' per due mandati. Che soluzioni aveva adottato per rendere piu' vivibile la sua citta'?

Il problema era soprattutto nelle difficolta' di migliorare le infrastrutture. Io per primo affermavo che Bogota' non era una bella citta', ma che poteva essere abbellita. Sono stati fatti grandi investimenti: aumentando delle tasse e vendendo alcune imprese energetiche siamo riusciti ad ottenere molte risorse economiche per la citta'. Siamo riusciti a finanziare lo sviluppo di parchi e di aree verdi per dare piu' spazio e sicurezza ai cittadini. Nel mio secondo mandato sono state anche incrementate le aree per il passaggio dei pedoni, considerato che le automobili circolavano indiscriminatamente ovunque. Prima di asfaltare una strada era prioritario creare lo spazio pedonale.

Come definirebbe il concetto di ecologia moderna?

La definizione piu' semplice che conosco e' responsabilita'. Ognuno deve essere responsabile di se stesso e riconoscere l’interdipendenza degli individui. Ecologia e' responsabilita' per l’interdipendenza. Duecento anni fa l’orgoglio del cittadino era mosso dal desiderio di indipendenza dalla societa' e dagli altri individui. Adesso noi dobbiamo abituarci ad una nuova idea, quella di interdipendenza.

Internet aiuta questo processo di interdipendenza?

Sicuro. Ci aiuta a comprenderlo meglio. Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.


Ora, non vogliamo incitare anche i nostri politici italiani a comportarsi come Antanas Mockus, vestendosi da supereroe o mostrandosi sotto la doccia per insegnarci a non sprecare l’acqua, pero' e' innegabile la grandezza di questo uomo che, anche se fuori da ogni canone, ha trovato il modo di parlare con i suoi concittadini per migliorare le condizioni della loro citta'!

In questo “El Loco” e' in realta' un esempio di uomo politico etico: una persona davvero al servizio della comunita', rispettoso della cosa pubblica e concentrato a creare prosperita' per se' ma soprattutto per il popolo.

La frase che vogliamo rimarcare dall’intervista sopraccitata e' poi questa:

Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.

I politici hanno delle responsabilita' verso i cittadini ma anche i cittadini hanno delle responsabilita' gli uni verso gli altri. Solo cosi' si puo' cambiare davvero il presente.

E tu, hai deciso di essere RESPONSABILE per il futuro dell’Italia o aspetti che si faccia avanti qualcun altro al tuo posto?

Paolo Ruggeri
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13/05/2013

 Mentre in Italia abbiamo ben tre entità statali che si occupano di imposizione fiscale e recupero delle imposte (Il Ministero delle Entrate, La GDF e Equitalia) negli Stati Uniti esiste un ente che si chiama Small Business Administration www.sba.gov  , che è come un Ministero per la Piccola e Media Impresa. La SBA è un ente potentissimo che sostiene in maniera incredibile ogni PMI.

Estratto dal sito www.sba.gov :

“Dalla sua fondazione nel 1953 la Small Business Administration ha erogato milioni di prestiti, garanzie su prestiti, contratti, consulenze ed altre forme di assistenza alle piccole imprese americane. La SBA fa questo principalmente tramite 4 funzioni:

Finanziamento delle imprese: la SBA fornisce alle PMI una lunga serie di possibilità di finanziamenti dal microcredito fino a finanziamenti molto importanti oltre che venture capital.

Sviluppo Imprenditoriale (Istruzione, Informazione, Assistenza tecnica e Formazione): La SBA fornisce gratuitamente consulenza individuale e tramite internet alle piccole imprese e formazione a basso costo per gli imprenditori che decidono di aprire un’azienda. E lo fa in 1800 località negli Stati Uniti.

Reperimento di Contratti con il Governo: in base alla legge americana il 23% degli acquisti del governo devono essere fatti tramite le piccole imprese. La SBA fornisce alle PMI anche opportunità per entrare nei contratti come subappaltatori e formazione per poter lavorare con il governo.

Appoggio alle PMI: quest’ufficio studia le leggi emanate dal Congresso e interviene per fare l’interesse delle PMI. Fa una valutazione della burocrazia che viene imposta dal Governo sulle piccole imprese. Il Responsabile di quest’ufficio viene nominato dal Presidente degli Stati Uniti”.

Ora, in Italia mentre tutti parlano dell’importanza di aiutare le Piccole e Medie Imprese e gli Artigiani, nessuno ha mai neanche pensato di fare qualcosa del genere, eppure l’esempio americano è lì, in bella vista. Chiunque abbia a che fare con gli USA sa che questo ente esiste e… addirittura ti presta i soldi se vuoi aprire un’impresa…

Berlusconi, Letta, Alfano, Bersani (Epifani), Monti, Grillo, ne vogliamo parlare?????

Ministro Saccomanni ha davvero intenzione di rilanciare l’economia? Ci dia un segnale concreto: riduca il budget per il Garante della Privacy e metta dei soldi sulle piccole e medie imprese.

Aiutare le imprese e rilanciare l’economia è possibile se di decide davvero di farlo. 

Ministro Letta, segua l'esempio USA: crei il Ministero per le Piccole e Medie Imprese. Lo hanno creato nel 1953. Siamo in ritardo di soli 60 anni. Ce la possiamo fare.

Paolo Ruggeri
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11/05/2013

La ripresa economica si manifesterà anche in Italia ma molte persone e aziende non la sperimenteranno.

La ripresa ci sarà per chi avrà persone di valore pagate il giusto (che potrebbe anche essere molto, basta che producano ricchezza in abbondanza), per chi avrà creato prodotti o servizi ad altissimo tasso di innovazione e/o valore aggiunto, prodotti o servizi che il cliente non può fare a meno di avere.

La ripresa ci sarà per chi se ne frega delle notizie sulla crisi tanto lui ci mette il cuore in quello che fa e già il fatto di poterlo fare potrebbe essere una remunerazione sufficiente.
La ripresa ci sarà per tutte le aziende che hanno una vocazione e una cultura internazionale.

La ripresa ci sarà per tutte le aziende ed i professionisti che hanno una vocazione olistica e puntano ad aiutare contemporaneamente mente, corpo, spirito e ambiente.

Persone di valore che creano molta più ricchezza rispetto al loro costo.
Prodotti e servizi di cui il cliente non può fare a meno.
Amare quello che fai.
Una cultura internazionale.
Vocazione olistica.

Per queste aziende ci sarà la ripresa. Anzi probabilmente la stanno già sperimentando. 

Le altre, invece, continueranno a lottare per sopravvivere.  

Paolo Ruggeri


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11/05/2013

Questo video della HSBC mostra in maniera eccellente quello che molte imprese italiane di successo hanno già capito: sempre di più per rimanere sul mercato devi imparare a competere a livello internazionale. 

Operare a livello internazionale non solo ti aiuta a trovare clienti in Paesi che non soffrono la crisi economica, ma ti permette di avere accesso ad un know how mondiale, a talenti mondiali, ad idee mondiali. E quindi impari a competere meglio anche in Italia. 

La tua impresa è pronta?

Paolo Ruggeri
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10/05/2013

Uno studio condotto diversi anni fa alla Hewlett Packard ha mostrato che scoprire e sostituire subito un fusibile non funzionante costava due centesimi di dollaro. Se l’errore veniva scoperto solamente quando il computer era gia' nelle mani del cliente, sarebbe costato centinaia di dollari. I costi derivanti da un difetto non isolato e risolto, aumentano in modo ESPONENZIALE col passare del tempo.

Siccome le imprese sono composte da persone, e siccome sono le persone che si prendono cura dell’esecuzione della maggior parte delle attivita' aziendali, e' facile capire che il Costo della Non Qualita' per quanto riguarda il personale potrebbe arrivare ad essere molto elevato.

Spesso basta una persona sbagliata in una funzione chiave per rallentare il lavoro di decine di altre persone, per rendere il budget irraggiungibile, per demotivare clienti e collaboratori e per danneggiare il brand. I costi di un “fusibile umano” non funzionante arrivano ad essere elevatissimi, in alcuni casi fino a cento o mille volte piu' grandi della retribuzione diretta.

Vediamo quanto potrebbe costare ad un’azienda assumere o non correggere un Responsabile Commerciale che non abbia le caratteristiche necessarie per riuscire nella funzione che gli e' stata assegnata.
Al momento della selezione, valutare la persona, utilizzando un’analisi come l’HTA di OSM o un altro test attitudinale cosi' da identificare le sue lacune, sarebbe potuto costare qualche centinaia di euro. Anche dopo il suo inserimento, non appena si fossero iniziati a manifestare i primi dubbi riguardo alle sue capacita', la persona avrebbe potuto essere analizzata cosi' da avere consigli sul da farsi, per piu' o meno la stessa cifra.

Ma ammettiamo ora che, nella “speranza” che le cose migliorino, si lasciasse che la persona continuasse ad operare.
Provate a calcolare quanto una tale persona non adatta potrebbe costare all’azienda in termini di: retribuzione pagatale direttamente, investimenti pubblicitari che non vengono fatti fruttare come dovrebbero, perdita di validi collaboratori commerciali che vengono demotivati e spinti ad andarsene…

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Paolo Ruggeri
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09/05/2013

Settimana scorsa abbiamo inviato a tutti i nostri clienti OSM e a tutti gli iscritti al sito ww.paoloruggeri.it una newsletter titolata: “Il volto etico della politica” dove abbiamo iniziato quella che speriamo sia una serie infinita di esempi di politici che fanno bene il loro lavoro e che rappresentano quindi il nostro politico ideale, competente, onesto ed etico.. quello insomma che vogliamo sostenere con la nostra campagna “Portare l’Etica nella Politica”.

Oggi, a distanza di pochi giorni, ecco altri esempi di Politici onesti che svolgono il loro lavoro mettendo davvero al primo posto le esigenze dei cittadini e non cercano un tornaconto personale dalla loro posizione.

Il primo uomo che vogliamo prendere a modello e' Pepe Mujica ed e' il Presidente dell’Uruguay. È stato eletto deputato, poi senatore. Ha ricoperto la carica di ministro “de Ganadería, Agricultura y Pesca”; leader della corrente del Movimento di Partecipazione Popolare e dal 30 novembre 2009 Presidente della Repubblica Uruguayana. Mujica viene anche chiamato “Il Presidente piu' povero del mondo” perche' riceve dallo stato uruguaiano un appannaggio di 12.000 dollari al mese per il suo lavoro alla guida del paese ma dona circa il 90% ad organizzazioni non governative ed a persone bisognose.

La sua automobile e' un Maggiolino Volkswagen degli anni ’70. Vive in una piccola fattoria nella periferia di Montevideo, dove conduce vita morigerata, mantenendosi col resto del suo stipendio, circa 1.500 dollari (un migliaio di euro) e svolgendo il proprio lavoro. In una recente intervista il presidente ha dichiarato: “Questi soldi mi devono bastare perche' ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno!”.

Altro esempio di persona etica, e' Chris Christie, Governatore del New Jersey. Etico perche' sebbene spesso critico nei confronti di Obama e aperto sostenitore del suo sfidante alla Casa Bianca, Mitt Romney, ha saputo riconoscere i meriti del Presidente degli USA, nel gestire la situazione di crisi nel New Jersey per il ciclone post-tropicale Sandy. Il New Jersey e' stato uno tra gli Stati piu' colpiti dalla perturbazione. E lo ha elogiato sebbene appartenga alla fazione politica opposta alla sua: il bene del Paese e il sapersi mettere a servizio dei cittadini va elogiato a prescindere dalle idee politiche che ha la persona che lo compie. "Il Presidente e' stato eccellente.– ha affermato Christie - È stato molto bello lavorare con il presidente e la sua amministrazione”.

Solo qualche settimana prima, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben piu' che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve.

Un politico che va contro il suo partito a una settimana dalle elezioni, per ringraziare chi ha operato per il bene del suo Paese non e' cosa che si vede tanto spesso.

Ma anche in Italia ci sono persone cosi', che sanno mettersi al servizio dei cittadini e aiutano il Paese a prosperare.

Per esempio, Marco Gagliardi, sindaco di Casacalenda, in provincia di Campobasso. La citta' di Casacalenda e' stata interessata in maniera importante dal terremoto di San Giuliano di Puglia nel 2002. Il sindaco Gagliardi, eletto nel 2009, ha preso le redini di questa amministrazione proprio nel momento della ricostruzione, occupandosi della restituzione delle case agli sfollati e della ricostruzione dei luoghi di interesse della citta', come le scuole, la chiesa, il convento, il Palazzo Comunale, collaborando anche con i comuni limitrofi per restituire ai cittadini i servizi di primaria necessita'.

O ancora Rodolfo Lena, sindaco di Palestrina, in provincia di Roma, e consigliere regionale del Lazio e Presidente della commissione Sanita'. Nei suoi dieci anni da sindaco di Palestrina, Lena ha portato molto in alto il nome dell'antica citta' prenestina, cuore turistico della provincia di Roma, con circa 3000 anni di storia. Oltre che dal punto di vista turistico e culturale il sindaco si e' impegnato moltissimo nel sociale per la sua citta', fino ad arrivare, nel 2010 all'inaugurazione di un nuovo ospedale per la citta', una struttura modernac che si e' saputa distinguere come fiore all'occhiello del territorio. Lena si e' sempre battuto per il diritto alla sanita' e per fare in modo che i suoi concittadini non dovessero andare a Roma per ricevere le cure migliori. Una risposta concreta per la citta' e per un territorio.

Infine ecco l’esempio di Antonio Sebastianelli, giovanissimo Assessore del Comune di San Giorgio di Pesaro Marche, in provincia di Pesaro e Urbino, che sta portando avanti un progetto ambientale di tutto interesse per la citta': “Negli appezzamenti di terreno di proprieta' comunale a San Giorgio di Pesaro - spiega l'assessore - verranno installati piccoli impianti fotovoltaici con la possibilita', per le famiglie che si associano, di poter contare su un finanziamento e ottenere un ricavo dalla vendita di energia elettrica che puo' aggirarsi sui 600 euro annui. Una prospettiva che puo' avere un certo sviluppo e che rappresenta una possibilita' da non sottovalutare a sfondo sociale. "Potature del verde pubblico e privato saranno utilizzate per ricavare pellet in sede locale – aggiunge Sebastianelli –vogliamo dimostrare che anche nel piccolo una sana politica ambientale puo' essere gestita con cognizione di causa e obiettivi precisi. Unico nelle Marche il Comune di San Giorgio di Pesaro Marche si va distinguendo all'insegna delle scelte pratiche ed efficaci. L'assemblea pubblica sulle energie rinnovabili – termina infine l’assessore - e' servita per illustrare come insieme all'ente pubblico anche i cittadini possano diventare gli autori di una rivoluzione democratica della produzione e dell'uso della rete e dell'energia elettrica prodotta".

Come gia' detto, le persone che sanno fare bene il loro lavoro ci sono. Il nostro compito e' trovarle, evidenziarne i meriti e soprattutto….CONTINUARE A PARLARNE, sempre! Soprattutto quando i mass-media vogliono invece farci credere che TUTTO sta andando a rotoli, NESSUNO e' all’altezza del suo ruolo e…il peggio deve ancora venire.

Se anche tu la pensi come noi, SOSTIENICI: segnalaci nomi di politici etici che ricoprono onestamente la loro carica a servizio del cittadino, oppure visita la nostra sezione: etica nella politica e finanzia con qualche centinaia di euro il nostro progetto per far recapitare ad ogni consiliere provinciale/regionale della citta' che tu ci indicherai, una copia del libro “L’Etica dell’Eccellenza”. Con questo gesto vogliamo aiutare tutti i nostri politici a diventare Etici.

Concludiamo prendendo a prestito il Codice Etico del Politico, scritto da Gigliola Ibba, Presidente dell’Associazione Eticasempre. I nostri progetti sono partiti in periodi diversi e non si sono mai incrociati fino ad oggi ma abbiamo lo stesso obbiettivo: rendere etica la nostra classe politica e, aggiungerei, la consapevolezza che solo unendo le forze di tutti i cittadini che come noi sposeranno questa meta, riusciremo a raggiungerla

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Paolo Ruggeri

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06/05/2013

La presenza o la mancanza di Etica nella classe politica influenza anche la nostra vita, perche' chi ha dei grandi valori riesce a far prosperare il proprio Paese mentre chi non li possiede preferisce pensare al proprio tornaconto personale anziche' occuparsi del bene dei cittadini.

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Paolo Ruggeri
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05/05/2013

Nell'immagine allegata un sito che descrive la Laurea Statunitense in Sales and Marketing Management, letteralmente Gestione delle Vendite e del Marketing.

Oltre ai corsi canonici: contabilità, economia, marketing, contratti internazionali, comportamenti d'acquisto del cliente, ecc, ecco alcuni dei corsi pratici cui la persona dovrà partecipare:

Sales management - Gestione delle Vendite
Techniques of selling - Tecniche di Vendita
Business sales - Vendere ad aziende
Sales strategies - Strategie di Vendita

Non ci potevo credere. Un Università che insegna il mestiere più importante del mondo (la vendita)?
Una scuola che ci insegna a vendere di piu'?
Quando qualcosa del genere anche in Italia? Sig. Ministro della Pubblica Istruzione: perché non copiare da chi è più ricco di noi?

Paolo Ruggeri
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04/05/2013

Mi stavo studiando un po' di regolamenti e leggi USA per quel che riguarda il lavoro di HR (Risorse Umane) e mi sono reso conto di quanto le riforme del lavoro nel nostro Paese siano indietro e puntino sempre all'obiettivo sbagliato. Il vero obiettivo non è combattere la precarietà con i decreti (come si è fatto finora nel nostro Paese). Il vero obiettivo è CREARE POSTI DI LAVORO e far sì che nessuno ne rimanga tagliato fuori.

Questo mantiene tanti posti di lavoro in quanto i datori di lavoro sono incentivati ad assumere e ad investire. Come conseguenza essendoci una grande richiesta di personale, in modo automatico gli stipendi e i benefit offerti ai dipendenti aumentano (altrimenti non riesci ad assumere/trattenere nessuno). Quindi la precarietà scompare.

Nel nostro Paese invece si fa al contrario: si mettono tantissimi paletti e si combatte la precarietà. Risultato nessuno assume (o molto pochi) in quanto ci sono disincentivi. Di conseguenza si crea sovrabbondanza dell’offerta (di candidati) e… magicamente ora c’è sempre più precarietà e gli stipendi si bloccano. Ogni volta che l’offerta supera la domanda i prezzi scendono ed è quello che accade anche nel nostro Paese.

Gli USA invece le regole ed i paletti li mettono sulle cose importanti: Non assillano l'imprenditore con decine di obblighi: assumi o licenzi e paghi come vuoi tu ma NESSUNO DEVE ESSERE TAGLIATO FUORI. Discriminare un candidato sulla base della sua età, per esempio, è vietato e se un candidato ha l’idea che tu non l’hai assunto o non l’hai preso in considerazione perché è 50enne, ti fa causa e vince. Erano queste le riforme che avrebbe dovuto fare la Fornero piuttosto che quelle sui contratti a termine. Oggi in Italia se hai più di 45 anni e ti trovi senza lavoro, è un dramma farsi chiamare anche a colloquio...

L’obiettivo non sono quei brutti e cattivi imprenditori che sfruttano le persone e bisogna quindi far sì che tirino fuori le palanche dalle tasche e bisogna fare delle regole perché non sfruttino le persone… L’obiettivo è creare tanto lavoro, incentivare la gente ad assumere, togliere i paletti e combattere con grande forza affinché nessuno ne sia tagliato fuori.  

Se punti al lavoro e a creare posti di lavoro, ottieni prosperità. Se combatti la precarietà ottieni proprio quello: precarietà e povertà. 

Paolo Ruggeri
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02/05/2013

Con il termine “strategia” intendiamo un comportamento di lungo termine, una direzione verso cui si cerca di focalizzare tutte le azioni che si mettono in campo. La strategia dell’imprenditore moderno per quel che concerne le risorse umane deve comporsi di due passi ben definiti:

GESTIRE AL MEGLIO LE RISORSE UMANE ESISTENTI MENTRE SI INSERISCONO NEL GRUPPO PERSONE DAL POTENZIALE PIÙ ELEVATO

“Gestire al meglio le risorse umane esistenti” significa che dobbiamo imparare a metterci in discussione, a guardare maggiormente i lati positivi dei collaboratori che gestiamo, a coinvolgere e motivare le persone.
Significa anche imparare a fare coaching, organizzare dei corsi di formazione per i collaboratori, creare piani di crescita e di incentivazione economica. Tutte queste azioni ti faranno ottenere miglioramenti della produttivita' delle persone che gia' hai in azienda.
“Mentre si inseriscono nel gruppo persone dal potenziale piu' elevato”, detta in modo brutale significa che, se ti limiti solamente a cercare di gestire meglio e far crescere quelli che hai oggi in azienda, fallirai. Per quanto possa sembrare controintuitivo, cioe' contrario alla logica, un’azienda che abbia zero turnover di personale (e quindi zero innesti di nuove persone) tende ad invecchiare, a stagnare e, dopo un po’ di questa stagnazione comincia a perdere colpi. Zero turnover in azienda = presto ci sara' contrazione.
Quindi dopo che hai sposato la causativita', dopo che hai cominciato a sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto, dopo che hai lanciato le riunioni e il coinvolgimento, devi anche mettere in moto delle attivita' di ricerca ed inserimento di nuove persone, persone dal potenziale piu' elevato di quelle che hai ora.

INVERTIRE LA STRATEGIA

Alcuni imprenditori, quando si rendono conto di avere una scena delle risorse interne piuttosto deperita, mi propongono qualcosa del tipo: “Ok Ruggeri, facciamo cosi': Lei cominci a procurarci delle persone migliori. Non appena abbiamo qualcuno di qualita' un po’ piu' elevata le prometto che inizieremo a impegnarci per gestire meglio anche quelli che abbiamo gia'…”. Non funziona in questo modo.
Non e' possibile invertire la strategia. Le persone migliori se ne stanno alla larga da aziende o imprenditori che non si impegnano per gestire bene il personale che gia' hanno. Dopo che avra' portato diverse delle risorse esistenti ad una migliore produttivita' grazie alla causativita', alla motivazione e a un miglior lavoro di programmazione, l’imprenditore sara' pronto a innestare la marcia successiva: inserire risorse umane di qualita' piu' elevata.

“OK RUGGERI, MA HO I COSTI DEL PERSONALE GIÀ TROPPO ELEVATI. NON POSSO INSERIRE NESSUN ALTRO ADESSO……”

Ma se l’azienda non sta andando come speri potranno mai cambiare le cose se continui a persistere con le stesse persone?
Inserire persone nuove ringiovanisce l’azienda, rivitalizza l’imprenditore e mette in moto in azienda quello che noi chiamiamo l’effetto centrifuga. Si innesca in maniera spontanea una sorta di selezione naturale: i piu' abili, produttivi e reattivi al cambiamento sopravvivono, gli altri non riescono o non vogliono adattarsi al cambiamento e di conseguenza frequentemente lasciano l’azienda. Questo meccanismo e' particolarmente potente perche' e' il gruppo stesso che lo attiva, senza l’intervento diretto dell’imprenditore. Cio' avviene perche' le persone positive e volenterose che lavorano in azienda cominciano a diventare insofferenti nei confronti di chi rallenta il ritmo, “mette i bastoni tra le ruote” o in qualche modo frena le iniziative, portando problemi, diffondendo malumore e criticismo, adottando la linea del “e' difficile, non si puo' fare”.
Grazie alla nostra esperienza di consulenza in azienda, abbiamo osservato questo meccanismo all’opera in decine di casi. Il miglioramento progressivo della qualita' dei membri del gruppo genera un “auto esilio” dei collaboratori meno produttivi o piu' problematici.

Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile" acquistabile al link
http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=60


Paolo Ruggeri

30/04/2013

“Il nuovo capitale: intellettuale, intangibile, indispensabile” e' il libro semplice e veloce da leggere che ti aiuta a costruire una squadra di veri campioni!

In questo libro troverai ottimi spunti per:

.Motivare e formare il personale
.Selezionare e attirare persone di valore
.Gestire e scongiurare il costo della non qualita'
.Individuare i campioni, i mediocri e gli scollaboratori dell’azienda
.Incentivare i collaboratori
.Gestire i momenti difficili che caratterizzano la storia di ogni imprenditore

Richiedi subito la tua copia!
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29/04/2013

Quello che mi sorprende e' la “facilita'” con cui le persone sembrano parlare di quello che i politici NON DEVONO FARE piuttosto che di quello che i politici DEVONO FARE. Fai una prova: cerca qualche notizia in internet, alla TV, nei giornali… e' davvero difficile che tu riesca a trovare testimonianze di atteggiamenti costruttivi. Ma allora viene da chiedersi: e' solo questo il volto della politica? Etica e Politica non potranno mai incontrarsi? A mio avviso la risposta e' NO, NON ESISTONO SOLO POLITICI E AMMINISTRATORI CORROTTI E POCO ETICI.

Allora abbiamo iniziato a cercare SE CI FOSSERO e CHI FOSSERO i politici etici. Abbiamo raccolto alcuni esempi...



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24/04/2013

“C’e' crisi!!!” Questa e' la frase piu' ricorrente che sento leggendo i giornali, guardando la televisione, ascoltando le parole delle persone nei supermercati, per la strada…

Sembra quasi una sorta di formula magica, di spiegazione a tutto quello che non va in Italia. La parola “crisi” sta condizionando il modo di pensare e di vivere di molte persone e, di conseguenza, anche quello degli imprenditori delle piccole e medie imprese che sono il MOTORE DELL’ECONOMIA ITALIANA : “bisogna risparmiare perche' c’e' crisi”, “non possiamo investire in nuovi macchinari perche' c’e' crisi”, “con questa crisi e' gia' un ottimo risultato se non si chiude”.

A volte verrebbe quasi voglia di tapparsi le orecchie per non sentire questo continuo ritornello…se anche tu hai provato almeno una volta questo desiderio, voglio darti un consiglio: FALLO!

Si perche' sai cosa succede altrimenti? Che ogni volta che senti dire che NON SI PUO’, che E’ TROPPO RISCHIOSO, che E’DA PAZZI…fai morire lentamente i tuoi sogni.

E’ innegabile che in questi ultimi anni il nostro Paese stia attraversando un momento molto difficile: sono cambiate le “regole del gioco”. Il mercato non e' piu' quello di 10 anni fa, i clienti non si mettono piu' in fila davanti alla tua porta ma…ci sono ancora grosse opportunita' e per poterle cogliere devi avere GLI OCCHI APERTI ma soprattutto LA MENTE LIBERA DALLE PAURE.

E anche di questi tempi, dove anche dalla politica sembrano arrivare piu' notizie negative che esempi positivi da seguire, in realta' ci sono uomini e donne politiche che si sono messi al servizio del cittadino.

Voglio farti alcuni esempi per farti capire meglio cosa intendo dire.

Ecco il primo esempio .Questo e' uno stralcio della prima pagina presa dal sito www.marsala.it del 4 aprile 2013:

In Sicilia interi settori produttivi rischiano di scomparire,come conferma il dato sulla caduta libera del Pil, che
riporta l’isola indietro di dieci anni e con previsioni ancora negative per il 2013. Qualche segnale positivo arriva invece dall’agricoltura. Malgrado il clima avverso, caratterizzato da un lungo periodo di siccita', la produzione ha risentito degli effetti positivi della riduzione della vendemmia verde e dell’entrata in produzione dei nuovi impianti, realizzando un risultato che si aggira intorno ai 6 milioni di ettolitri di vino, a fronte dei 4,8 milioni della vendemmia precedente (+29%).”

Se leggessi questo articolo e fossi un giovane che cerca lavoro in Sicilia, abituato a sentimi dire che “c’e' la crisi”, probabilmente non mi sentirei molto sereno e comincerei a pensare che farei meglio a trasferirmi altrove...

Stessa regione, citta' di Marsala: il sindaco, l’On. Giulia Maria Adamo, ha appena annunciato che: “Marsala e' stata dichiarata “Capitale europea del vino 2013”. Questo premio e' stato assegnato alla citta' a seguito della sua partecipazione ad un progetto, volto alla sperimentazione di metodi innovativi di pianificazione e finalizzato a sostenere lo sviluppo sostenibile nelle aree urbane o periurbane, caratterizzate dalla presenza di attivita' agricole e valori naturalistici minacciati dalla crescita degli insediamenti. Il piano consentira' di avviare il progetto di creazione di una rete di micro parchi di quartiere con funzioni ecologiche, sociali ed educative (sul modello degli orti e delle vigne urbane)previsto dal Piano Strategico per la crescita della Citta'. E’ un risultato ed un riconoscimento importante perche' per la prima volta Marsala entra a far parte di una rete partenariale europea all’interno dei programmi comunitari. Commenta il Sindaco Adamo - Al di la' degli obiettivi specifici progettuali e' importante che Marsala, anche attraverso queste iniziative sia inserita all’interno di una dimensione europea di reti di relazioni e di visibilita'”.

Molto probabilmente il Sindaco di Marsala non ha letto il primo articolo che ho riportato e soprattutto non si e' limitata a subire la notizia, altrimenti non avrebbe visto prospettive di sviluppo per il proprio territorio. Si e' invece “rimboccata le maniche” e ha saputo sfruttare tutte le potenzialita' che il paese offriva. Grazie ai fondi ottenuti con questo riconoscimento e il conseguente inserimento di Marsala in un progetto strategico di crescita, si otterranno molteplici vantaggi,in settori diversi: piu' opportunita' di lavoro, turismo, sostegno alle imprese locali, maggiore tutela e valorizzazione del paesaggio.

Ed ecco il secondo esempio: Valmontone. Fino ad un decennio fa il nome di questa localita' diceva poco o niente.
Ma da qualche anno e' sinonimo di divertimento: Valmontone = Parco di divertimenti Rainbow Magicland ( per chi ha una figlia….a MagicLand trovi le Winx!!).

Questo progetto si deve all’allora sindaco di Valmontone, l’On Angelo Miele. La storia sembra nascere quasi per caso dall’interesse di alcuni imprenditori bresciani che volevano investire in un polo turistico e chiedono a lui se ci fossero degli spazi a disposizione a Valmontone. Miele li accompagno' in un'immensa distesa agricola di piu' di mille ettari, a due passi dal casello autostradale e dalla linea ferroviaria Roma-Napoli. Un punto di incontro tra il nord e il sud a 30 km da Roma.
Per gli investitori si apri' un mondo e nel giro di dieci anni Valmontone si e' completamente trasformata. Sono stati creati l’outlet prima, nel 2003 e, dopo otto anni Rainbow Magic Land.
Valmontone e' diventata nel giro di un decennio punto di riferimento del turismo legato alla Capitale proprio grazie a persone che in quel momento altri avrebbero additati come matti. E questo ha portato tantissime opportunita' in diversi settori: posti di lavoro che sono venuti a crearsi laddove non c’era niente. In un territorio che assisteva
immobile alla chiusura delle industrie, adesso si parlava di occupazione. Turismo, miglioramento delle infrastrutture per permettere a Valmontone di essere facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia.

Per fortuna anche in questo caso come a Marsala: SI E’ SCELTA UNA POLITICA ETICA, AL SERVIZIO DEL CITTADINO.

Il terzo ed ultimo esempio che ti voglio proporre e' la Polonia. Questo per dimostrarti che anche fuori dai confini “la crisi” ha mietuto le sue vittime ma , per fortuna, c’e' chi ha trovato un antidoto per combatterla.
La Polonia sta continuando a crescere da 20 anni. E non c'entra molto il fatto che non abbia l'euro. Molto piu' il fatto che abbia fatto le riforme a tempo debito, cioe', all’inizio degli anni ‘90. Il merito e' dell’Economista Leszek Balcerowicz,all'epoca Ministro dell'Economia e nei primi anni 2000 governatore della Banca Centrale polacca.
Grazie a lui la Polonia ha adottato da una parte una rigorosa politica monetaria per contenere l'inflazione e, dall’altra,ha mantenuto una tassazione che, per quanto non molto bassa, non e' mai sfuggita di mano.

Spero che anche a te, leggendo questi esempi, siano venuti in mente altri nomi esempi di POLITICA CHE ABBRACCIA L’ETICA.

Sono queste le storie che devi avere in mente se vuoi anche tu VACCINARTI dal VIRUS della CRISI. I tuoi sogni sono troppo preziosi perche' tu te li faccia portare via!

E, sono queste le storie che COME CITTADINO, DEVI PRETENDERE DI SENTIRE RACCONTARE OGNI GIORNO. La nostra campagna per portare l’Etica nella Politica e' mirata a questo: far si che ogni vicenda politica del nostro Paese sia basata sull’Etica.

Solo in questo modo il nostro Paese puo' prosperare e noi con Lui!!

Paolo Ruggeri

ps. Puoi aiutarci sostenendo il nostro progetto. Con poche centinaia di euro puoi adottare anche tu una provincia! Invieremo a tutti i politici di quella zona una lettera a tuo nome con una copia del libro. Scrivi a info@paoloruggeri.it

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