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15/05/2013

La nostra campagna sociale per portare l’Etica nella Politica iniziata ad ottobre dell’anno scorso, sta continuando giorno dopo giorno. Le persone che ci stanno aiutando in questo progetto sono sempre di piu': da alcuni arrivano segnalazioni di politici che si comportano in modo etico e cercano il bene dei loro concittadini, da altri abbiamo ricevuto anche un aiuto economico per spedire a tutti i membri di un consiglio provinciale/regionale una copia del libro Etica dell’Eccellenza.
Ogni azione contribuisce a realizzare il nostro obiettivo per portare l’Etica nella politica.

Da oggi esiste anche un sito creato ad hoc quest’iniziativa:
www.eticanellapolitica.com

Nel sito troverai tutti gli articoli e le newsletter fatte per seguire il progetto dalla sua nascita ad oggi; potrai anche iscriverti alla newsletter e ricevere cosi' tutti gli aggiornamenti che invieremo dalle prossime settimane.

Visita il sito e collabora con noi per rendere REALE questo progetto!!

www.eticanellapolitica.com
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14/05/2013

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di Jose' Alberto Mujica Cordano, detto “Pepe”, ovvero del Presidente dell’Uruguay, piu' conosciuto con l’appellativo di “Presidente piu' povero del mondo” perche' dona il 90% dei suoi compensi ad associazioni umanitarie uruguayane per aiutare i suoi connazionali e vive in una modesta fattoria con il restante stipendio (molto vicino a quello di un operaio), lontano da sfarzi e ricchezze.

Oggi vorremmo invece puntare l’attenzione su un altro uomo politico alquanto atipico ed eccentrico, che e' invece conosciuto come “El loco” (il folle). Stiamo parlando di Antanas Mockus, matematico e filosofo, ex-docente e preside dell’Universita' Nazionale della Colombia, nonche' ex-sindaco della citta' di Bogota' in Colombia per due mandati e attuale leader del Partido Verde colombiano.

Nel 2010 Mockus si candido' anche alle Presidenziali ma venne battuto al ballottaggio dal suo rivale piu' conservatore Juan Manuel Santos, delfino dell’uscente Presidente Uribe. L’esito del voto segno' comunque un risultato esaltante ed inaspettato e venne interpretato dai colombiani come un segnale incoraggiante per il futuro politico del Paese.



Quest’uomo Antanas Mockus ha cambiato radicalmente le abitudini dei suoi concittadini e lo ha fatto in maniera molto bizzarra, da qui l’origine del suo soprannome “Il folle”. Quando, nel 1993, gli abitanti (quelli che esercitano il diritto di voto e che, di norma, non arrivano al 50 per cento del totale) lo elessero sindaco di Bogota', lo fecero sulla base d’una promessa che gia' era, allora, un’eco, cosi' sintetizzabile, della pazzia mockusiana: “per cambiare Bogota' bisogna cambiare i bogotani. E per cambiare, anzi, per “sensibilizzare” i bogotani – era andato ripetendo Mockus durante una campagna elettorale nel corso della quale i media lo avevano trattato come un’estemporanea curiosita' – occorre usare l’arte, l’humor e la creativita'”.

E cosi' fu!

Mockus, sorprendente vincitore, cambio' i bogotani. E, come profetizzato, i bogotani, a loro volta, cambiarono Bogota'. Lo dicono i bogotani medesimi (che, parlando col voto, rielessero trionfalmente “El Loco” cinque anni dopo). E lo dicono, anche, le statistiche.

Per convincere i suoi concittadini a non sprecare acqua per esempio, Antanas Mockus uso' se stesso in una pubblica dimostrazione del giusto modo di fare la doccia. E funziono': Il consumo d’acqua diminui', in citta', del 40 per cento.

Lo si poteva anche vedere per le strade vestito d eroe, Super Citizien, supereroe del senso civico.



Per affrontare il problema endemico della violenza, Mockus “follemente” punto' sulla pedagogica spinta della non-violenza, formando gruppi disarmati di vigilanza cittadina ed affidando a poliziotti donne il pattugliamento delle zone piu' a rischio della citta'. Risultato: il tasso di omicidi, uno dei piu' alti del mondo, diminui' del 70 per cento.

Bogota' era negli anni ’90, dal punto di vista del traffico, una citta' caotica, inquinata e mortifera. Mockus non aumento' ne' il numero dei vigili urbani, ne' il numero delle multe comminate. Semplicemente sguinzaglio' per le strade un piccolo esercito di mimi (di quelli con la faccia incipriata) con l’incarico di sbeffeggiare tutti coloro che, ai semafori o altrove, violavano il codice della strada.

I bogotani, cambiati dalla terapia Mockus, scoprirono, in quegli anni, che la loro citta' era bella. E che bello poteva diventare viverci. Per questo riempirono Bogota' di piste ciclabili e di nuovi giardini, seguendo l’esempio d’un sindaco che, in una citta' dove tutti i VIP circolavano in auto blindate, si recava quotidianamente al lavoro in bicicletta.

Ecco alcuni passaggi di una sua recente intervista che meglio spiegano la sua filosofia:

Quali erano i punti principali del suo programma nella corsa alle presidenziali?

Il nostro principale obiettivo e' il rispetto della vita e lo slogan statunitense “Yes we can” diventa da noi “Tu vida es sagrada”, la tua vita e' sacra. Il secondo punto importante sono le risorse pubbliche, che vanno considerate sacre come la vita. I soldi vanno spesi in modo trasparente ed efficiente, ottenendo il massimo beneficio da ogni peso che si investe. La spesa pubblica deve essere valutata tecnicamente: non importa che qualche passo in piu' nella gestione delle risorse rallenti l’attivita', perche' questo garantisce risultati piu' solidi.

Che idea ha della legalita'?

La legalita' democratica e' nel rispetto della legge. Essa si attua tramite la pedagogia e l’applicazione delle leggi stesse.

Lei e' un abile inventore di slogan molto popolari nel suo Paese. Quanto e' importante lo slogan nella politica?

Quando esso viene ideato per la pubblicita' solitamente ha successo pur essendo vuoto. Quando lo slogan nasce per i bisogni diventa invece pedagogico e ha una maggiore efficacia.

Lei e' stato sindaco di Bogota' per due mandati. Che soluzioni aveva adottato per rendere piu' vivibile la sua citta'?

Il problema era soprattutto nelle difficolta' di migliorare le infrastrutture. Io per primo affermavo che Bogota' non era una bella citta', ma che poteva essere abbellita. Sono stati fatti grandi investimenti: aumentando delle tasse e vendendo alcune imprese energetiche siamo riusciti ad ottenere molte risorse economiche per la citta'. Siamo riusciti a finanziare lo sviluppo di parchi e di aree verdi per dare piu' spazio e sicurezza ai cittadini. Nel mio secondo mandato sono state anche incrementate le aree per il passaggio dei pedoni, considerato che le automobili circolavano indiscriminatamente ovunque. Prima di asfaltare una strada era prioritario creare lo spazio pedonale.

Come definirebbe il concetto di ecologia moderna?

La definizione piu' semplice che conosco e' responsabilita'. Ognuno deve essere responsabile di se stesso e riconoscere l’interdipendenza degli individui. Ecologia e' responsabilita' per l’interdipendenza. Duecento anni fa l’orgoglio del cittadino era mosso dal desiderio di indipendenza dalla societa' e dagli altri individui. Adesso noi dobbiamo abituarci ad una nuova idea, quella di interdipendenza.

Internet aiuta questo processo di interdipendenza?

Sicuro. Ci aiuta a comprenderlo meglio. Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.


Ora, non vogliamo incitare anche i nostri politici italiani a comportarsi come Antanas Mockus, vestendosi da supereroe o mostrandosi sotto la doccia per insegnarci a non sprecare l’acqua, pero' e' innegabile la grandezza di questo uomo che, anche se fuori da ogni canone, ha trovato il modo di parlare con i suoi concittadini per migliorare le condizioni della loro citta'!

In questo “El Loco” e' in realta' un esempio di uomo politico etico: una persona davvero al servizio della comunita', rispettoso della cosa pubblica e concentrato a creare prosperita' per se' ma soprattutto per il popolo.

La frase che vogliamo rimarcare dall’intervista sopraccitata e' poi questa:

Nessuno puo' piu' sfuggire alle proprie responsabilita'.

I politici hanno delle responsabilita' verso i cittadini ma anche i cittadini hanno delle responsabilita' gli uni verso gli altri. Solo cosi' si puo' cambiare davvero il presente.

E tu, hai deciso di essere RESPONSABILE per il futuro dell’Italia o aspetti che si faccia avanti qualcun altro al tuo posto?

Paolo Ruggeri
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13/05/2013

 Mentre in Italia abbiamo ben tre entità statali che si occupano di imposizione fiscale e recupero delle imposte (Il Ministero delle Entrate, La GDF e Equitalia) negli Stati Uniti esiste un ente che si chiama Small Business Administration www.sba.gov  , che è come un Ministero per la Piccola e Media Impresa. La SBA è un ente potentissimo che sostiene in maniera incredibile ogni PMI.

Estratto dal sito www.sba.gov :

“Dalla sua fondazione nel 1953 la Small Business Administration ha erogato milioni di prestiti, garanzie su prestiti, contratti, consulenze ed altre forme di assistenza alle piccole imprese americane. La SBA fa questo principalmente tramite 4 funzioni:

Finanziamento delle imprese: la SBA fornisce alle PMI una lunga serie di possibilità di finanziamenti dal microcredito fino a finanziamenti molto importanti oltre che venture capital.

Sviluppo Imprenditoriale (Istruzione, Informazione, Assistenza tecnica e Formazione): La SBA fornisce gratuitamente consulenza individuale e tramite internet alle piccole imprese e formazione a basso costo per gli imprenditori che decidono di aprire un’azienda. E lo fa in 1800 località negli Stati Uniti.

Reperimento di Contratti con il Governo: in base alla legge americana il 23% degli acquisti del governo devono essere fatti tramite le piccole imprese. La SBA fornisce alle PMI anche opportunità per entrare nei contratti come subappaltatori e formazione per poter lavorare con il governo.

Appoggio alle PMI: quest’ufficio studia le leggi emanate dal Congresso e interviene per fare l’interesse delle PMI. Fa una valutazione della burocrazia che viene imposta dal Governo sulle piccole imprese. Il Responsabile di quest’ufficio viene nominato dal Presidente degli Stati Uniti”.

Ora, in Italia mentre tutti parlano dell’importanza di aiutare le Piccole e Medie Imprese e gli Artigiani, nessuno ha mai neanche pensato di fare qualcosa del genere, eppure l’esempio americano è lì, in bella vista. Chiunque abbia a che fare con gli USA sa che questo ente esiste e… addirittura ti presta i soldi se vuoi aprire un’impresa…

Berlusconi, Letta, Alfano, Bersani (Epifani), Monti, Grillo, ne vogliamo parlare?????

Ministro Saccomanni ha davvero intenzione di rilanciare l’economia? Ci dia un segnale concreto: riduca il budget per il Garante della Privacy e metta dei soldi sulle piccole e medie imprese.

Aiutare le imprese e rilanciare l’economia è possibile se di decide davvero di farlo. 

Ministro Letta, segua l'esempio USA: crei il Ministero per le Piccole e Medie Imprese. Lo hanno creato nel 1953. Siamo in ritardo di soli 60 anni. Ce la possiamo fare.

Paolo Ruggeri
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11/05/2013

Questo video della HSBC mostra in maniera eccellente quello che molte imprese italiane di successo hanno già capito: sempre di più per rimanere sul mercato devi imparare a competere a livello internazionale. 

Operare a livello internazionale non solo ti aiuta a trovare clienti in Paesi che non soffrono la crisi economica, ma ti permette di avere accesso ad un know how mondiale, a talenti mondiali, ad idee mondiali. E quindi impari a competere meglio anche in Italia. 

La tua impresa è pronta?

Paolo Ruggeri
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11/05/2013

La ripresa economica si manifesterà anche in Italia ma molte persone e aziende non la sperimenteranno.

La ripresa ci sarà per chi avrà persone di valore pagate il giusto (che potrebbe anche essere molto, basta che producano ricchezza in abbondanza), per chi avrà creato prodotti o servizi ad altissimo tasso di innovazione e/o valore aggiunto, prodotti o servizi che il cliente non può fare a meno di avere.

La ripresa ci sarà per chi se ne frega delle notizie sulla crisi tanto lui ci mette il cuore in quello che fa e già il fatto di poterlo fare potrebbe essere una remunerazione sufficiente.
La ripresa ci sarà per tutte le aziende che hanno una vocazione e una cultura internazionale.

La ripresa ci sarà per tutte le aziende ed i professionisti che hanno una vocazione olistica e puntano ad aiutare contemporaneamente mente, corpo, spirito e ambiente.

Persone di valore che creano molta più ricchezza rispetto al loro costo.
Prodotti e servizi di cui il cliente non può fare a meno.
Amare quello che fai.
Una cultura internazionale.
Vocazione olistica.

Per queste aziende ci sarà la ripresa. Anzi probabilmente la stanno già sperimentando. 

Le altre, invece, continueranno a lottare per sopravvivere.  

Paolo Ruggeri


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10/05/2013

Uno studio condotto diversi anni fa alla Hewlett Packard ha mostrato che scoprire e sostituire subito un fusibile non funzionante costava due centesimi di dollaro. Se l’errore veniva scoperto solamente quando il computer era gia' nelle mani del cliente, sarebbe costato centinaia di dollari. I costi derivanti da un difetto non isolato e risolto, aumentano in modo ESPONENZIALE col passare del tempo. Siccome le imprese sono composte da persone, e siccome sono le persone che si prendono cura dell’esecuzione della maggior parte delle attivita' aziendali, e' facile capire che il Costo della Non Qualita' per quanto riguarda il personale potrebbe arrivare ad essere molto elevato. Spesso basta una persona sbagliata in una funzione chiave per rallentare il lavoro di decine di altre persone, per rendere il budget irraggiungibile, per demotivare clienti e collaboratori e per danneggiare il brand. I costi di un “fusibile umano” non funzionante arrivano ad essere elevatissimi, in alcuni casi fino a cento o mille volte piu' grandi della retribuzione diretta. Vediamo quanto potrebbe costare ad un’azienda assumere o non correggere un Responsabile Commerciale che non abbia le caratteristiche necessarie per riuscire nella funzione che gli e' stata assegnata. Al momento della selezione, valutare la persona, utilizzando un questionario come l’HTA di OSM o un altro questionario ttitudinale cosi' da identificare le sue lacune, sarebbe potuto costare qualche centinaia di euro. Anche dopo il suo inserimento, non appena si fossero iniziati a manifestare i primi dubbi riguardo alle sue capacita', la persona avrebbe potuto essere analizzata cosi' da avere consigli sul da farsi, per piu' o meno la stessa cifra. Ma ammettiamo ora che, nella “speranza” che le cose migliorino, si lasciasse che la persona continuasse ad operare. Provate a calcolare quanto una tale persona non adatta potrebbe costare all’azienda in termini di: retribuzione pagatale direttamente, investimenti pubblicitari che non vengono fatti fruttare come dovrebbero, perdita di validi collaboratori commerciali che vengono demotivati e spinti ad andarsene… Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile". Per acquistarlo clicca su http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=60 Se invece vuoi ricevere maggiori informazioni su HTA di OSM scrivi una mail a info@paoloruggeri.it Paolo Ruggeri
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09/05/2013

Settimana scorsa abbiamo inviato a tutti i nostri clienti OSM e a tutti gli iscritti al sito ww.paoloruggeri.it una newsletter titolata: “Il volto etico della politica” dove abbiamo iniziato quella che speriamo sia una serie infinita di esempi di politici che fanno bene il loro lavoro e che rappresentano quindi il nostro politico ideale, competente, onesto ed etico.. quello insomma che vogliamo sostenere con la nostra campagna “Portare l’Etica nella Politica”.

Oggi, a distanza di pochi giorni, ecco altri esempi di Politici onesti che svolgono il loro lavoro mettendo davvero al primo posto le esigenze dei cittadini e non cercano un tornaconto personale dalla loro posizione.

Il primo uomo che vogliamo prendere a modello e' Pepe Mujica ed e' il Presidente dell’Uruguay. È stato eletto deputato, poi senatore. Ha ricoperto la carica di ministro “de Ganadería, Agricultura y Pesca”; leader della corrente del Movimento di Partecipazione Popolare e dal 30 novembre 2009 Presidente della Repubblica Uruguayana. Mujica viene anche chiamato “Il Presidente piu' povero del mondo” perche' riceve dallo stato uruguaiano un appannaggio di 12.000 dollari al mese per il suo lavoro alla guida del paese ma dona circa il 90% ad organizzazioni non governative ed a persone bisognose.

La sua automobile e' un Maggiolino Volkswagen degli anni ’70. Vive in una piccola fattoria nella periferia di Montevideo, dove conduce vita morigerata, mantenendosi col resto del suo stipendio, circa 1.500 dollari (un migliaio di euro) e svolgendo il proprio lavoro. In una recente intervista il presidente ha dichiarato: “Questi soldi mi devono bastare perche' ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno!”.

Altro esempio di persona etica, e' Chris Christie, Governatore del New Jersey. Etico perche' sebbene spesso critico nei confronti di Obama e aperto sostenitore del suo sfidante alla Casa Bianca, Mitt Romney, ha saputo riconoscere i meriti del Presidente degli USA, nel gestire la situazione di crisi nel New Jersey per il ciclone post-tropicale Sandy. Il New Jersey e' stato uno tra gli Stati piu' colpiti dalla perturbazione. E lo ha elogiato sebbene appartenga alla fazione politica opposta alla sua: il bene del Paese e il sapersi mettere a servizio dei cittadini va elogiato a prescindere dalle idee politiche che ha la persona che lo compie. "Il Presidente e' stato eccellente.– ha affermato Christie - È stato molto bello lavorare con il presidente e la sua amministrazione”.

Solo qualche settimana prima, alla convention repubblicana, Christie aveva definito Obama un presidente assente. Ora, in un momento di crisi (e con lo stato del New Jersey a cui rispondere, ben piu' che al suo partito), Christie ringrazia Obama estesamente e senza riserve.

Un politico che va contro il suo partito a una settimana dalle elezioni, per ringraziare chi ha operato per il bene del suo Paese non e' cosa che si vede tanto spesso.

Ma anche in Italia ci sono persone cosi', che sanno mettersi al servizio dei cittadini e aiutano il Paese a prosperare.

Per esempio, Marco Gagliardi, sindaco di Casacalenda, in provincia di Campobasso. La citta' di Casacalenda e' stata interessata in maniera importante dal terremoto di San Giuliano di Puglia nel 2002. Il sindaco Gagliardi, eletto nel 2009, ha preso le redini di questa amministrazione proprio nel momento della ricostruzione, occupandosi della restituzione delle case agli sfollati e della ricostruzione dei luoghi di interesse della citta', come le scuole, la chiesa, il convento, il Palazzo Comunale, collaborando anche con i comuni limitrofi per restituire ai cittadini i servizi di primaria necessita'.

O ancora Rodolfo Lena, sindaco di Palestrina, in provincia di Roma, e consigliere regionale del Lazio e Presidente della commissione Sanita'. Nei suoi dieci anni da sindaco di Palestrina, Lena ha portato molto in alto il nome dell'antica citta' prenestina, cuore turistico della provincia di Roma, con circa 3000 anni di storia. Oltre che dal punto di vista turistico e culturale il sindaco si e' impegnato moltissimo nel sociale per la sua citta', fino ad arrivare, nel 2010 all'inaugurazione di un nuovo ospedale per la citta', una struttura modernac che si e' saputa distinguere come fiore all'occhiello del territorio. Lena si e' sempre battuto per il diritto alla sanita' e per fare in modo che i suoi concittadini non dovessero andare a Roma per ricevere le cure migliori. Una risposta concreta per la citta' e per un territorio.

Infine ecco l’esempio di Antonio Sebastianelli, giovanissimo Assessore del Comune di San Giorgio di Pesaro Marche, in provincia di Pesaro e Urbino, che sta portando avanti un progetto ambientale di tutto interesse per la citta': “Negli appezzamenti di terreno di proprieta' comunale a San Giorgio di Pesaro - spiega l'assessore - verranno installati piccoli impianti fotovoltaici con la possibilita', per le famiglie che si associano, di poter contare su un finanziamento e ottenere un ricavo dalla vendita di energia elettrica che puo' aggirarsi sui 600 euro annui. Una prospettiva che puo' avere un certo sviluppo e che rappresenta una possibilita' da non sottovalutare a sfondo sociale. "Potature del verde pubblico e privato saranno utilizzate per ricavare pellet in sede locale – aggiunge Sebastianelli –vogliamo dimostrare che anche nel piccolo una sana politica ambientale puo' essere gestita con cognizione di causa e obiettivi precisi. Unico nelle Marche il Comune di San Giorgio di Pesaro Marche si va distinguendo all'insegna delle scelte pratiche ed efficaci. L'assemblea pubblica sulle energie rinnovabili – termina infine l’assessore - e' servita per illustrare come insieme all'ente pubblico anche i cittadini possano diventare gli autori di una rivoluzione democratica della produzione e dell'uso della rete e dell'energia elettrica prodotta".

Come gia' detto, le persone che sanno fare bene il loro lavoro ci sono. Il nostro compito e' trovarle, evidenziarne i meriti e soprattutto….CONTINUARE A PARLARNE, sempre! Soprattutto quando i mass-media vogliono invece farci credere che TUTTO sta andando a rotoli, NESSUNO e' all’altezza del suo ruolo e…il peggio deve ancora venire.

Se anche tu la pensi come noi, SOSTIENICI: segnalaci nomi di politici etici che ricoprono onestamente la loro carica a servizio del cittadino, oppure visita la nostra sezione: etica nella politica e finanzia con qualche centinaia di euro il nostro progetto per far recapitare ad ogni consiliere provinciale/regionale della citta' che tu ci indicherai, una copia del libro “L’Etica dell’Eccellenza”. Con questo gesto vogliamo aiutare tutti i nostri politici a diventare Etici.

Concludiamo prendendo a prestito il Codice Etico del Politico, scritto da Gigliola Ibba, Presidente dell’Associazione Eticasempre. I nostri progetti sono partiti in periodi diversi e non si sono mai incrociati fino ad oggi ma abbiamo lo stesso obbiettivo: rendere etica la nostra classe politica e, aggiungerei, la consapevolezza che solo unendo le forze di tutti i cittadini che come noi sposeranno questa meta, riusciremo a raggiungerla

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Paolo Ruggeri

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06/05/2013

La presenza o la mancanza di Etica nella classe politica influenza anche la nostra vita, perche' chi ha dei grandi valori riesce a far prosperare il proprio Paese mentre chi non li possiede preferisce pensare al proprio tornaconto personale anziche' occuparsi del bene dei cittadini.

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Paolo Ruggeri
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05/05/2013

Nell'immagine allegata un sito che descrive la Laurea Statunitense in Sales and Marketing Management, letteralmente Gestione delle Vendite e del Marketing.

Oltre ai corsi canonici: contabilità, economia, marketing, contratti internazionali, comportamenti d'acquisto del cliente, ecc, ecco alcuni dei corsi pratici cui la persona dovrà partecipare:

Sales management - Gestione delle Vendite
Techniques of selling - Tecniche di Vendita
Business sales - Vendere ad aziende
Sales strategies - Strategie di Vendita

Non ci potevo credere. Un Università che insegna il mestiere più importante del mondo (la vendita)?
Una scuola che ci insegna a vendere di piu'?
Quando qualcosa del genere anche in Italia? Sig. Ministro della Pubblica Istruzione: perché non copiare da chi è più ricco di noi?

Paolo Ruggeri
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04/05/2013

Mi stavo studiando un po' di regolamenti e leggi USA per quel che riguarda il lavoro di HR (Risorse Umane) e mi sono reso conto di quanto le riforme del lavoro nel nostro Paese siano indietro e puntino sempre all'obiettivo sbagliato. Il vero obiettivo non è combattere la precarietà con i decreti (come si è fatto finora nel nostro Paese). Il vero obiettivo è CREARE POSTI DI LAVORO e far sì che nessuno ne rimanga tagliato fuori.

Questo mantiene tanti posti di lavoro in quanto i datori di lavoro sono incentivati ad assumere e ad investire. Come conseguenza essendoci una grande richiesta di personale, in modo automatico gli stipendi e i benefit offerti ai dipendenti aumentano (altrimenti non riesci ad assumere/trattenere nessuno). Quindi la precarietà scompare.

Nel nostro Paese invece si fa al contrario: si mettono tantissimi paletti e si combatte la precarietà. Risultato nessuno assume (o molto pochi) in quanto ci sono disincentivi. Di conseguenza si crea sovrabbondanza dell’offerta (di candidati) e… magicamente ora c’è sempre più precarietà e gli stipendi si bloccano. Ogni volta che l’offerta supera la domanda i prezzi scendono ed è quello che accade anche nel nostro Paese.

Gli USA invece le regole ed i paletti li mettono sulle cose importanti: Non assillano l'imprenditore con decine di obblighi: assumi o licenzi e paghi come vuoi tu ma NESSUNO DEVE ESSERE TAGLIATO FUORI. Discriminare un candidato sulla base della sua età, per esempio, è vietato e se un candidato ha l’idea che tu non l’hai assunto o non l’hai preso in considerazione perché è 50enne, ti fa causa e vince. Erano queste le riforme che avrebbe dovuto fare la Fornero piuttosto che quelle sui contratti a termine. Oggi in Italia se hai più di 45 anni e ti trovi senza lavoro, è un dramma farsi chiamare anche a colloquio...

L’obiettivo non sono quei brutti e cattivi imprenditori che sfruttano le persone e bisogna quindi far sì che tirino fuori le palanche dalle tasche e bisogna fare delle regole perché non sfruttino le persone… L’obiettivo è creare tanto lavoro, incentivare la gente ad assumere, togliere i paletti e combattere con grande forza affinché nessuno ne sia tagliato fuori.  

Se punti al lavoro e a creare posti di lavoro, ottieni prosperità. Se combatti la precarietà ottieni proprio quello: precarietà e povertà. 

Paolo Ruggeri
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02/05/2013

Con il termine “strategia” intendiamo un comportamento di lungo termine, una direzione verso cui si cerca di focalizzare tutte le azioni che si mettono in campo. La strategia dell’imprenditore moderno per quel che concerne le risorse umane deve comporsi di due passi ben definiti:

GESTIRE AL MEGLIO LE RISORSE UMANE ESISTENTI MENTRE SI INSERISCONO NEL GRUPPO PERSONE DAL POTENZIALE PIÙ ELEVATO

“Gestire al meglio le risorse umane esistenti” significa che dobbiamo imparare a metterci in discussione, a guardare maggiormente i lati positivi dei collaboratori che gestiamo, a coinvolgere e motivare le persone.
Significa anche imparare a fare coaching, organizzare dei corsi di formazione per i collaboratori, creare piani di crescita e di incentivazione economica. Tutte queste azioni ti faranno ottenere miglioramenti della produttivita' delle persone che gia' hai in azienda.
“Mentre si inseriscono nel gruppo persone dal potenziale piu' elevato”, detta in modo brutale significa che, se ti limiti solamente a cercare di gestire meglio e far crescere quelli che hai oggi in azienda, fallirai. Per quanto possa sembrare controintuitivo, cioe' contrario alla logica, un’azienda che abbia zero turnover di personale (e quindi zero innesti di nuove persone) tende ad invecchiare, a stagnare e, dopo un po’ di questa stagnazione comincia a perdere colpi. Zero turnover in azienda = presto ci sara' contrazione.
Quindi dopo che hai sposato la causativita', dopo che hai cominciato a sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto, dopo che hai lanciato le riunioni e il coinvolgimento, devi anche mettere in moto delle attivita' di ricerca ed inserimento di nuove persone, persone dal potenziale piu' elevato di quelle che hai ora.

INVERTIRE LA STRATEGIA

Alcuni imprenditori, quando si rendono conto di avere una scena delle risorse interne piuttosto deperita, mi propongono qualcosa del tipo: “Ok Ruggeri, facciamo cosi': Lei cominci a procurarci delle persone migliori. Non appena abbiamo qualcuno di qualita' un po’ piu' elevata le prometto che inizieremo a impegnarci per gestire meglio anche quelli che abbiamo gia'…”. Non funziona in questo modo.
Non e' possibile invertire la strategia. Le persone migliori se ne stanno alla larga da aziende o imprenditori che non si impegnano per gestire bene il personale che gia' hanno. Dopo che avra' portato diverse delle risorse esistenti ad una migliore produttivita' grazie alla causativita', alla motivazione e a un miglior lavoro di programmazione, l’imprenditore sara' pronto a innestare la marcia successiva: inserire risorse umane di qualita' piu' elevata.

“OK RUGGERI, MA HO I COSTI DEL PERSONALE GIÀ TROPPO ELEVATI. NON POSSO INSERIRE NESSUN ALTRO ADESSO……”

Ma se l’azienda non sta andando come speri potranno mai cambiare le cose se continui a persistere con le stesse persone?
Inserire persone nuove ringiovanisce l’azienda, rivitalizza l’imprenditore e mette in moto in azienda quello che noi chiamiamo l’effetto centrifuga. Si innesca in maniera spontanea una sorta di selezione naturale: i piu' abili, produttivi e reattivi al cambiamento sopravvivono, gli altri non riescono o non vogliono adattarsi al cambiamento e di conseguenza frequentemente lasciano l’azienda. Questo meccanismo e' particolarmente potente perche' e' il gruppo stesso che lo attiva, senza l’intervento diretto dell’imprenditore. Cio' avviene perche' le persone positive e volenterose che lavorano in azienda cominciano a diventare insofferenti nei confronti di chi rallenta il ritmo, “mette i bastoni tra le ruote” o in qualche modo frena le iniziative, portando problemi, diffondendo malumore e criticismo, adottando la linea del “e' difficile, non si puo' fare”.
Grazie alla nostra esperienza di consulenza in azienda, abbiamo osservato questo meccanismo all’opera in decine di casi. Il miglioramento progressivo della qualita' dei membri del gruppo genera un “auto esilio” dei collaboratori meno produttivi o piu' problematici.

Tratto dal mio nuovo libro "Il nuovo capitale: Intellettuale, intangibile, indispensabile" acquistabile al link
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Paolo Ruggeri

30/04/2013

“Il nuovo capitale: intellettuale, intangibile, indispensabile” e' il libro semplice e veloce da leggere che ti aiuta a costruire una squadra di veri campioni!

In questo libro troverai ottimi spunti per:

.Motivare e formare il personale
.Selezionare e attirare persone di valore
.Gestire e scongiurare il costo della non qualita'
.Individuare i campioni, i mediocri e gli scollaboratori dell’azienda
.Incentivare i collaboratori
.Gestire i momenti difficili che caratterizzano la storia di ogni imprenditore

Richiedi subito la tua copia!
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29/04/2013

Quello che mi sorprende e' la “facilita'” con cui le persone sembrano parlare di quello che i politici NON DEVONO FARE piuttosto che di quello che i politici DEVONO FARE. Fai una prova: cerca qualche notizia in internet, alla TV, nei giornali… e' davvero difficile che tu riesca a trovare testimonianze di atteggiamenti costruttivi. Ma allora viene da chiedersi: e' solo questo il volto della politica? Etica e Politica non potranno mai incontrarsi? A mio avviso la risposta e' NO, NON ESISTONO SOLO POLITICI E AMMINISTRATORI CORROTTI E POCO ETICI.

Allora abbiamo iniziato a cercare SE CI FOSSERO e CHI FOSSERO i politici etici. Abbiamo raccolto alcuni esempi...



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24/04/2013

“C’e' crisi!!!” Questa e' la frase piu' ricorrente che sento leggendo i giornali, guardando la televisione, ascoltando le parole delle persone nei supermercati, per la strada…

Sembra quasi una sorta di formula magica, di spiegazione a tutto quello che non va in Italia. La parola “crisi” sta condizionando il modo di pensare e di vivere di molte persone e, di conseguenza, anche quello degli imprenditori delle piccole e medie imprese che sono il MOTORE DELL’ECONOMIA ITALIANA : “bisogna risparmiare perche' c’e' crisi”, “non possiamo investire in nuovi macchinari perche' c’e' crisi”, “con questa crisi e' gia' un ottimo risultato se non si chiude”.

A volte verrebbe quasi voglia di tapparsi le orecchie per non sentire questo continuo ritornello…se anche tu hai provato almeno una volta questo desiderio, voglio darti un consiglio: FALLO!

Si perche' sai cosa succede altrimenti? Che ogni volta che senti dire che NON SI PUO’, che E’ TROPPO RISCHIOSO, che E’DA PAZZI…fai morire lentamente i tuoi sogni.

E’ innegabile che in questi ultimi anni il nostro Paese stia attraversando un momento molto difficile: sono cambiate le “regole del gioco”. Il mercato non e' piu' quello di 10 anni fa, i clienti non si mettono piu' in fila davanti alla tua porta ma…ci sono ancora grosse opportunita' e per poterle cogliere devi avere GLI OCCHI APERTI ma soprattutto LA MENTE LIBERA DALLE PAURE.

E anche di questi tempi, dove anche dalla politica sembrano arrivare piu' notizie negative che esempi positivi da seguire, in realta' ci sono uomini e donne politiche che si sono messi al servizio del cittadino.

Voglio farti alcuni esempi per farti capire meglio cosa intendo dire.

Ecco il primo esempio .Questo e' uno stralcio della prima pagina presa dal sito www.marsala.it del 4 aprile 2013:

In Sicilia interi settori produttivi rischiano di scomparire,come conferma il dato sulla caduta libera del Pil, che
riporta l’isola indietro di dieci anni e con previsioni ancora negative per il 2013. Qualche segnale positivo arriva invece dall’agricoltura. Malgrado il clima avverso, caratterizzato da un lungo periodo di siccita', la produzione ha risentito degli effetti positivi della riduzione della vendemmia verde e dell’entrata in produzione dei nuovi impianti, realizzando un risultato che si aggira intorno ai 6 milioni di ettolitri di vino, a fronte dei 4,8 milioni della vendemmia precedente (+29%).”

Se leggessi questo articolo e fossi un giovane che cerca lavoro in Sicilia, abituato a sentimi dire che “c’e' la crisi”, probabilmente non mi sentirei molto sereno e comincerei a pensare che farei meglio a trasferirmi altrove...

Stessa regione, citta' di Marsala: il sindaco, l’On. Giulia Maria Adamo, ha appena annunciato che: “Marsala e' stata dichiarata “Capitale europea del vino 2013”. Questo premio e' stato assegnato alla citta' a seguito della sua partecipazione ad un progetto, volto alla sperimentazione di metodi innovativi di pianificazione e finalizzato a sostenere lo sviluppo sostenibile nelle aree urbane o periurbane, caratterizzate dalla presenza di attivita' agricole e valori naturalistici minacciati dalla crescita degli insediamenti. Il piano consentira' di avviare il progetto di creazione di una rete di micro parchi di quartiere con funzioni ecologiche, sociali ed educative (sul modello degli orti e delle vigne urbane)previsto dal Piano Strategico per la crescita della Citta'. E’ un risultato ed un riconoscimento importante perche' per la prima volta Marsala entra a far parte di una rete partenariale europea all’interno dei programmi comunitari. Commenta il Sindaco Adamo - Al di la' degli obiettivi specifici progettuali e' importante che Marsala, anche attraverso queste iniziative sia inserita all’interno di una dimensione europea di reti di relazioni e di visibilita'”.

Molto probabilmente il Sindaco di Marsala non ha letto il primo articolo che ho riportato e soprattutto non si e' limitata a subire la notizia, altrimenti non avrebbe visto prospettive di sviluppo per il proprio territorio. Si e' invece “rimboccata le maniche” e ha saputo sfruttare tutte le potenzialita' che il paese offriva. Grazie ai fondi ottenuti con questo riconoscimento e il conseguente inserimento di Marsala in un progetto strategico di crescita, si otterranno molteplici vantaggi,in settori diversi: piu' opportunita' di lavoro, turismo, sostegno alle imprese locali, maggiore tutela e valorizzazione del paesaggio.

Ed ecco il secondo esempio: Valmontone. Fino ad un decennio fa il nome di questa localita' diceva poco o niente.
Ma da qualche anno e' sinonimo di divertimento: Valmontone = Parco di divertimenti Rainbow Magicland ( per chi ha una figlia….a MagicLand trovi le Winx!!).

Questo progetto si deve all’allora sindaco di Valmontone, l’On Angelo Miele. La storia sembra nascere quasi per caso dall’interesse di alcuni imprenditori bresciani che volevano investire in un polo turistico e chiedono a lui se ci fossero degli spazi a disposizione a Valmontone. Miele li accompagno' in un'immensa distesa agricola di piu' di mille ettari, a due passi dal casello autostradale e dalla linea ferroviaria Roma-Napoli. Un punto di incontro tra il nord e il sud a 30 km da Roma.
Per gli investitori si apri' un mondo e nel giro di dieci anni Valmontone si e' completamente trasformata. Sono stati creati l’outlet prima, nel 2003 e, dopo otto anni Rainbow Magic Land.
Valmontone e' diventata nel giro di un decennio punto di riferimento del turismo legato alla Capitale proprio grazie a persone che in quel momento altri avrebbero additati come matti. E questo ha portato tantissime opportunita' in diversi settori: posti di lavoro che sono venuti a crearsi laddove non c’era niente. In un territorio che assisteva
immobile alla chiusura delle industrie, adesso si parlava di occupazione. Turismo, miglioramento delle infrastrutture per permettere a Valmontone di essere facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia.

Per fortuna anche in questo caso come a Marsala: SI E’ SCELTA UNA POLITICA ETICA, AL SERVIZIO DEL CITTADINO.

Il terzo ed ultimo esempio che ti voglio proporre e' la Polonia. Questo per dimostrarti che anche fuori dai confini “la crisi” ha mietuto le sue vittime ma , per fortuna, c’e' chi ha trovato un antidoto per combatterla.
La Polonia sta continuando a crescere da 20 anni. E non c'entra molto il fatto che non abbia l'euro. Molto piu' il fatto che abbia fatto le riforme a tempo debito, cioe', all’inizio degli anni ‘90. Il merito e' dell’Economista Leszek Balcerowicz,all'epoca Ministro dell'Economia e nei primi anni 2000 governatore della Banca Centrale polacca.
Grazie a lui la Polonia ha adottato da una parte una rigorosa politica monetaria per contenere l'inflazione e, dall’altra,ha mantenuto una tassazione che, per quanto non molto bassa, non e' mai sfuggita di mano.

Spero che anche a te, leggendo questi esempi, siano venuti in mente altri nomi esempi di POLITICA CHE ABBRACCIA L’ETICA.

Sono queste le storie che devi avere in mente se vuoi anche tu VACCINARTI dal VIRUS della CRISI. I tuoi sogni sono troppo preziosi perche' tu te li faccia portare via!

E, sono queste le storie che COME CITTADINO, DEVI PRETENDERE DI SENTIRE RACCONTARE OGNI GIORNO. La nostra campagna per portare l’Etica nella Politica e' mirata a questo: far si che ogni vicenda politica del nostro Paese sia basata sull’Etica.

Solo in questo modo il nostro Paese puo' prosperare e noi con Lui!!

Paolo Ruggeri

ps. Puoi aiutarci sostenendo il nostro progetto. Con poche centinaia di euro puoi adottare anche tu una provincia! Invieremo a tutti i politici di quella zona una lettera a tuo nome con una copia del libro. Scrivi a info@paoloruggeri.it

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22/04/2013

Simona Lodolo, consulente marketing di OSM, ci ha spiegato come si deve sviluppare l'attivita' di promozione in una PMI. Il primo mito e' da sfatare e' che per fare marketing servono grandi investimenti. Non importa quanto piccola sia la tua impresa, hai bisogno di farti conoscere. Puoi avere il miglior prodotto del mondo ma...se non lo sa nessuno... Esistono 4 regole nel marketing:

1) Quando promuovi la tua azienda basati sui sondaggi, sulla realta' dei clienti. Non dare nulla per scontato. Non sempre (anzi spesso) quello che pensa il cliente e' lo stesso che pensi tu. Se hai bisogno di conoscere le loro necessita' effettua dei sondaggi.

2) Sii originale, nei messaggi e nei mezzi che utilizzi. Mail, SMS, volantini, eventi ... non mettere un limite alla tua creativita'!

3) Non mollare alle prime difficolta'...persevera e insisti fino a quando non ottieni il risultato. Ricorda che devi ripetere il messaggio ancora e ancora prima che venga assimilato.

4) Misura regolarmente i risultati. In questo modo potrai verificare quali sono i mezzi piu' efficaci ed investire maggiormente su quelli. ...e come sempre...divertiti! Le slides sono allegate

Paolo Ruggeri



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20/04/2013

Facebook, Twitter, Pinterest... giochi per ragazzini?

Gianni Vacca, consulente marketing di Open Source ci ha illustrato le enormi potenzialita' che ci offrono i social network al giorno d'oggi.

Siamo partiti dalla diffusione di questi social e dalla loro portata. Nel mondo circa 1,7 miliardi di persone hanno un profilo facebook mentre in Italia quasi una persona su 2.

Gianni ci ha ricordato che i social network non possono e non potranno mai rappresentare l'unico canale da utilizzare per una campagna marketing efficace ma sono uno strumento importante che integra gli altri.

Un social come Facebook va utilizzato per creare una comunicazione con i propri clienti, questo e' il suo fine. La vendita del proprio prodotto/servizio deve essere una conseguenza.

Come dicono i Supremes "L'amore e' un gioco di dare e avere, non puoi mettergli fretta, devi sapere aspettare"

Paolo Ruggeri
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18/04/2013

"Upside down" ovvero "al contrario"...si perche' spesso e' cosi' che dobbiamo pensare se vogliamo creare prosperita' intorno a noi. Spesso bisogna pensare in modo controintuitivo... Hai pochi clienti? Devi avere il coraggio di "sprecare" anche quei pochi che hai.

Ai miei venditori faccio fare questo esercizio una volta a settimana...sprecare un cliente. Se hai il bisogno di non perdere un cliente e ti aggrappi a lui diventerai succube di quel cliente e dovrai sottostare al suo volere. Se in testa hai la "scarsita'" non potrai generare ricchezza per te e per la tua azienda. Se hai la possibilita' di "sprecare" allora in testa hai l'abbondanza. Vedi...esistono due universi, uno mentale e uno materiale.

Tutte le cose vengono create 2 volte, una volta nella nostra testa, la seconda nella realta'. Perche' una cosa si materializzi nell' universo materiale e' necessario che sia ben chiara nel tuo universo mentale. Le comunicazioni dell'ambiente non devono influenzare il nostro universo mentale.

La crisi esiste? si, ma se ci facciamo condizionare dalle cattive notizie sui giornali come possiamo sperare di far crescere la nostra impresa? Ho da poco avviato un' attivita' in America. Sono sicuro che andra' alla grande. Nel mio universo mentale questa idea si e' affermata. E' solida.

Forse non succedera' oggi e neanche domani. Anzi. domani molto probabilmente avro' le rotture di scatole, le tasse da pagare, l'avvocato che chiama... ma prima o poi questa "idea" si affermera' anche nell'universo materiale.

Paolo Ruggeri



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18/04/2013

Stefano Zampieri e' il titolare di un salone di parrucchieri a Verona. All'Mbs di questo mese a Bologna ci ha mostrato quali sono state le sue azioni vincenti per portare tanti clienti nella sua boutique. Ogni azione di marketing richiede che vengano rispettati 3 punti: .

Porsi un obiettivo .

Stabilire le azioni da fare per raggiungerlo .

Verificare i risultati

Secondo Stefano bisogno tenersi sempre in contatto con i clienti. Dopo aver raccolto le loro mail in negozio Stefano invia loro una mail il giorno del loro compleanno con gli auguri e per aggiornarli su eventuali eventi o promozioni. Un altro strumento utilizzato da Stefano sono stati gli SMS, che offrono un ritorno altissimo, anche 100 volte piu' efficace di un semplice mailing. Stefano ha sottolineato l'importanza dei social network e di un sito. Entrambi devono essere sempre aggiornati, altrimenti meglio non averli.

Un sito datato da l'impressione di incuranza. Sito e facebook vanno arricchiti con contenuti virali, foto o messaggi che possono diffondersi sul web promuovendo il nome dell'azienda. Altra azione vincente di Stefano e' stata quella di creare una rete di relazioni realizzando eventi nel suo salone in collaborazione con altri partner. Ma soprattutto il segreto per un marketing di successo e' divertirsi. Divertendoti sarai molto piu' creativo e appassionato.

Chi si diverte ha tanti clienti!

Paolo Ruggeri

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09/04/2013

Alcuni giorni fa ho sentito una storiella interessante sul cambiare le abitudini.

Cosa dice questa storia? Se voi buttate una rana in un pentolone di acqua bollente, la rana spicchera' un balzo rapidissimo per scappare. Provate invece a metterla in una pentola con acqua a temperatura ambiente. Mettete la pentola sul fuoco aspettando che l’acqua si scaldi piano piano.

La rana non scappera' via. Anzi, sguazzera' beatamente nell’acqua sempre piu' gradevolmente tiepida. Adesso pero' la temperatura continua a salire, l’acqua e' un po’ piu' calda di quanto la rana non apprezzi. Nonostante questo la rana non si spaventa. Ma L’acqua adesso e' davvero troppo calda.

La rana e' a disagio, ma si e' indebolita e non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana muore, letteralmente bollita. Qual e' la morale? Spesso ci abituiamo a quello che ci sta intorno e non riusciamo piu' a reagire, perdiamo efficacia. Ascoltiamo le notizie negative alla televisione e ci convinciamo che un’ impresa non puo' prosperare di questi tempi. La nostra azienda e' in cattive acque ma “…d’altronde c’e' la crisi”.

Ricorda: il cambiamento parte da te! Appena senti che l’acqua incomincia a scaldarsi reagisci!

Paolo Ruggeri

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05/04/2013

Di cosa ha bisogno un'azienda in questo momento del mercato?

Far crescere la tua impresa vuol dire seguire alcune semplici regole:

+ Piu' Flessibilita' Molte aziende hanno “troppa massa” da gestire: troppe persone, troppe strutture e soprattutto troppa gerarchia al loro interno. Destrutturare, avere un magazzino piu' snello, diminuire regole e procedure sono alcune delle cose applicabili subito da tutti per migliorare la propria flessibilita'. sii flessibile: quando un progetto non funziona abbandonalo. Non importa quanto tempo e denaro hai investito. Devi imparare ad adattarti piu' velocemente di tutti alle nuove condizioni del mercato.

- Meno Pianificazione Il mercato cambia velocemente , perdersi in piani dettagliati significa ipotizzare a tavolino possibilita' che possono non verificarsi mai. E’ piu' utile essere flessibili per cogliere ogni opportunita'. Progettare in ogni dettaglio limita l’immaginazione e la creazione di nuove idee, specialmente se i tuoi dipendenti non possono “improvvisare” e devono limitarsi a seguire un elenco di ordini precisi non riuscendo ad esprimersi e a sentirsi coinvolti.

+ Piu' decisioni Ogni azienda, piccola o grande che sia, evolve grazie alle azioni concrete. Evitiamo il “pensiamoci su” e sostituiamolo con “decidiamo subito”. Stare troppo tempo ad arrovellarsi il cervello su qualcosa porta alla demotivazione. In ogni caso qualora facessi un errore, correggerti e' sempre possibile e ricorda che “e' meglio sbagliare piuttosto che non decidere mai”. Piuttosto che pianificare, agisci!

+ Piu' collaboratori Circondati di persone autonome che svolgono il proprio lavoro e cerca di evitare i “dipendenti”, quelli che dipendono da te e si aspettano programmi dettagliatissimi per ogni compito che affidi loro. Manda il collaboratore “allo sbaraglio”, cioe' senza istruzioni troppo precise spiegando il minimo indispensabile, potrebbe sorprenderti la capacita' delle persone di trovare soluzioni migliori di quelle che tu avevi gia' pronte. P

er ottenere dipendenti che collaborino dovrai pero' lavorare sul loro miglioramento personale - Meno incentivi economici Evita la premiazione in termine di soldi ai tuoi collaboratori, meno denaro usi per motivarli e piu' a lungo riuscirai a mantenere la loro motivazione intrinseca, il loro amore per quello che fanno. Non appena verranno pagati di piu' per fare qualcosa questo si trasforma in mero obbligo. Ricorda inoltre che il denaro crea dipendenza e, come una droga, necessita sempre di dosi piu' elevate…

Vuoi battere la crisi? Incomincia ad applicare queste semplici regole!

Paolo Ruggeri

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