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20/12/2012

Sono queste le risposte che mi danno la forza di continuare nella campagna per portare l'etica in politica:

"Gentile dott. Ruggeri, desidero ringraziarla per avermi fatto omaggio del suo libro -L'etica dell'eccellenza- che leggero' certo con interesse.

Da quando mi sono impegnata in politica cerco di trasferire in questo campo alcuni valori: il rispetto per le culture diverse,l'universalita', la ricchezza della persona.

Sono convinta che lavorando tutti con grande impegno, determinazione, intelligenza, volonta', ponendo sempre al centro di tutto il rispetto della persona umana, si possa fare molto per la societa' in cui viviamo e per il nostro Paese"

Paolo Ruggeri
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19/12/2012

Qui allegate le diapositive della presentazione a Project Room www.projectroom.biz di Cerea di ieri sera sponsorizzata da Matteo e Davide Bonfante della Aredia Srl. 

Si è parlato di come sia possibile battere la crisi e di ciò che fanno gli imprenditori che oggi sul mercato stanno vincendo. Mi sarebbe piaciuto potermi fermare di più a discutere con i numerosi imprenditori presenti, ma impegni pressanti con altri clienti mi hanno permesso di stare solo per la presentazione. 

Aredia sta costruendo una comunità ed una rete di alleanze intorno alla propria impresa, una scelta saggia che dovrebbe essere seguita da molte altre imprese.

E' la rete di alleanze infatti uno dei principali fattori di successo delle piccole e medie imprese che riescono a crescere anche nel mercato di oggi. Saranno i tuoi alleati che ti supporteranno nei momenti difficili, che ti aiuteranno a promuovere i tuoi prodotti, che saranno presenti nei periodi piu' neri.
Ricordati che non sei da solo:cercati degli alleati.

Paolo Ruggeri

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18/12/2012

Natale si sta avvicinando! Quest'anno non fare un regalo anonimo!

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15/12/2012

Nei Paesi anglosassoni sanno bene che l'individuo che ha uno scarso livello di etica personale non è in grado di amministrare bene la Cosa Pubblica. E' per questo motivo che troviamo casi come quelli di Petraeus, un ottimo generale, costretto a dare le dimissioni da Direttore della Cia non appena emersa una sua irregolarità relazionale o presunta tale. Negli USA sanno bene che, in assenza di etica personale, un amministratore non sarà mai in grado di gestire con successo la Cosa Pubblica. Una scarsa etica personale inficia la produttività e quindi Petraeus andava rimosso prima che, a causa del suo basso livello di etica, provocasse agli USA danni ancora più grandi.

Come dimostrano anche le recenti vicende, qui in Italia sfortunatamente questa consapevolezza non è ancora presente. I politici che non mantengano un comportamento etico a livello personale non dovrebbero essere rieletti e dovrebbero essere spinti dall'opinione pubblica a dare le dimissioni. Il mancato comportamente etico di un politico è qualcosa che influenza tutti noi. Solo persone di elevata caratura morale possono assumersi l'incarico di gestire il bene comune. Ignorare questo semplice principio ci ha portato ad una classe politica e a una burocrazia statale dove la mancanza di etica personale, il malaffare, la poca trasparenza, l'approfittarsi dei privilegi sono fattori imperanti. Ma c'è di più. 

Chi come me gestisce imprese sa bene che lo spreco e sperpero così come la stravaganza finanziaria (spendere regolarmente di più di quello che si incassa o mantenere uno stile di vita decisamente superiore rispetto ai propri mezzi), quando si manifestano in un'impresa, sono anche indice di una situazione etica decisamente deperita degli amministratori della stessa. Sotto quel comportamento apparentemente solo stravagante o inefficiente, spesso si scoprono situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica: appropriazione indebita, consumo di droghe, irregolarità relazioniali, malversazione con i fondi aziendali, per non parlare di cose ancora più gravi. 

La stravanganza finanziaria è sempre indice di situazioni davvero raccappriccianti sotto il piano dell'etica personale. 

Mentre scrivo questo articolo il nostro Paese ha superato i 2 mila miliardi di debito pubblico. Il nostro debito è perfino superiore al nostro fatturato. Questa è stravaganza finanziaria. Chi, osservando questa scena, pensasse che i nostri amministratori siano inefficienti o stravaganti sarebbe miope. Perché si ingeneri una tale situazione e un tale debito pubblico, sotto il pelo dell'acqua, devono esistere tante situazioni decisamente raccapriccianti sotto il piano dell'etica da parte di numerosi dei nostri amministratori. 

Stravaganza finanziaria (continuare a spendere di più di ciò che si incassa) = comportamenti criminali o decisamente poco onesti che noi non vediamo. 

Le indagini e gli scandali degli ultimi sei mesi non fanno che confermarlo: rimborsi spese gonfiati, falsi diplomi di laurea, utilizzo per fini personali dei fondi dello Stato, tangenti, assegnazione di poltrone o di posizioni nei ministeri in cambio di sesso, utilizzo personale dei fondi del partito, infiltrazioni della criminalità organizzata, insomma non c'è limite al fondo. 

Il costante incremento del debito pubblico non è figlio della crisi o della scarsa operosità di noi italiani, ma è figlio di crimini come questi o anche peggiori.

E' per questo motivo che ho dato inizio alla campagna Etica nella Politica: senza che la nostra classe politica, di qualunque colore essa sia, faccia propri i valori dell'etica, il nostro Paese non sarà mai in grado di andare da nessuna parte. Abbiamo bisogno dello stesso livello etico di Paesi evoluti come la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e tanti altri.

E' solo quando avremo un governo retto da persone di elevato livello morale che il nostro Paese ed i nostri figli avranno opportunità migliori di quelle che sono state riservate a noi .

Da quando ho inviato il libro Etica dell'Eccellenza a tutti i deputati e senatori del nostro Paese, sono numerosi i lettori che mi hanno scritto offrendomi il loro aiuto. Alcuni mi hanno offerto di partecipare alle spese per inviare il libro anche anche tutti i consiglieri regionali o provinciali del loro luogo di residenza. A parte quell'aiuto (decisamente apprezzato) ci sono tanti altri modi che non hanno alcun costo e che impatterebbero in modo importante su quanto stiamo facendo:

a) Alle prossime elezioni politiche NON VOTARE PER ALCUN PARTITO POLITICO CHE ABBIA AVUTO AL SUO INTERNO DEI CASI DI MALVERSAZIONE (utilizzo dei fondi pubblici per finalità o vantaggi personali) 

Non credere alla panzana "Era solo una mela marcia, il resto del partito è sano". In un ambiente etico o in un gruppo che ha alti valori etici quelle cose semplicemente non accadono. Se i miei collaboratori rubassero dei soldi, i casi sono tre: o io sono complice, o io lo so ma lo sto tollerando (il che la dice lunga sul tipo di persona che sono), oppure io sono talmente "sbinariato" che non vedo al di là del mio naso. Ma se anche fosse quest'ultimo il caso, vorremmo pagare 15.000 euro al mese a una persona del genere per fare le leggi che influenzeranno le nostre vite e quelle dei nostri figli? Non possiamo trovare qualcosa di meglio? 

Che partito politico potrà mai essere un partito che mantiene una persona del genere nel gruppo di quelle da mandare a Roma a rappresentarci? 

Ha visto giusto: un partito disorganizzato e composto da gente totalmente inefficiente, per non dire di peggio. Proprio loro dobbiamo mandare a governarci? 

Vota per un partito politico che non sia stato in alcun modo coinvolto nel malaffare. Questa volta scegli l'etica.  

b) Alle prossime elezioni politiche non votare per alcun partito politico che mantenga al proprio interno una o più persone inquisite. 

Il nostro Paese è pieno di leggi e regolamenti e mi rendo conto che a volte si potrebbe anche finire sotto l'occhio della magistratura per errore o per eccesso di zelo di qualche magistrato. 

Un individuo che dovesse essere incappato in questo errore non dovrebbe essere giudicato colpevole prima della sentenza definitiva. Ma non dovrebbe nemmeno candidarsi per un ruolo di amministratore pubblico prima di aver chiarito la sua posizione. 

Che tipo di valori morali potrebbero mai avere i suoi compagni che lo candidano? E vuoi che proprio quelli vadano a rappresentare te?

Capisco che i punti a) e b) lasceranno pochi partiti politici disponibili. Non importa se di destra o di sinistra, non importa se promettano di non tassarti o di darti maggiori benefici, ricordati che quando dai il tuo voto ad un partito che includa persone come quelle di cui sopra, tutti noi comunque pagheremo più avanti un prezzo molto più caro di qualunque beneficio tu possa riceverne. Per non parlare del prezzo che pagheranno i nostri figli.

Non votare per chi tollera il malaffare o la scarsa trasparenza.

c) Assieme ad alcuni amici abbiamo deciso di istituire un "117 della politica", cioè un sito internet dove chi conosce di malversazioni, furti o utilizzo improprio di fondi da parte della classe politica, possa fare delle segnalazioni in modo totalmente anonimo e noi ci faremo carico di pubblicarle (se corredate di prove) o di passarle alle testate giornalistiche investigative nel caso in cui non fossero corredate da prove. 

Investigano il barbiere che non fa lo scontrino mentre loro spendono 15.000 euro all'anno in pasticceria con i soldi del contribuente... E' ora di ribaltare il flusso ed essere noi quelli che investighiamo una classe politica corrotta.

Invito anche i tanti politici onesti che sono sicuro esistono, a prendere parte a questa iniziativa denunciando la scarsa trasparenza o le malversazioni di cui dovessero essere al corrente. L'onestà cessa di essere tale quando si fa finta di non vedere il comportamento disonesto degli altri.  Come puoi pretendere di essere una persona etica o dall'alta caratura morale quando sapevi e vedevi il malaffare e non hai fatto niente? Collabora con la magistratura o opponiti alle cattive abitudini dei colleghi.

--- 

Chi scrive questo articolo non ha la presunzione di essere perfetto. Io ammetto di essere una persona che ha fatto tanti errori nella sua vita. Però so anche di essere qualcuno che ha sempre cercato di rimediarli. 

Io non sono all'altezza di fare il politico, l'unica cosa cui aspiro con queste prese di posizione è che chi deciderà del futuro di mia figlia, abbia un'alta caratura morale e si comporti in modo onesto e trasparente. 

Per favore dammi una mano passando parola. 

I nostri figli hanno bisogno dell’aiuto di tutti.

Paolo Ruggeri

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13/12/2012

Questa sera, a Manfredonia, ho presentato il libro Piccole e Medie Imprese che Battono la Crisi davanti ad un gruppo di imprenditori determinati e tenaci. 

Ho passato un paio d'ore davvero piacevoli argomentando le varie possibilità che ognuno di noi ha a disposione per battere la crisi. 

Le diapositive dell'incontro sono allegate. Un caloroso ringraziamento alla Remark Srl per l'organizzazione dell'evento. 



Paolo Ruggeri



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10/12/2012

Gli imprenditori delle Piccole e Medie Imprese che battono la crisi hanno detto di questo "Piccole e Medie Imprese che battono la crisi":

“Sicuramente il libro ti fa pensare, ma il bello e' che subito dopo arriva il desiderio di passare all'azione
Pino Mangione - Topoprogram

“Lavorare su noi stessi e' tanto necessario quanto entusiasmante, ho trovato concetti fondamentali espressi in maniera semplice, abbiamo tutti delle grandi potenzialita' che spesso sono coperte dalle abitudini, questo libro mi ha aiutato a non abituarmi”
Matteo Bonfante - Aredia

“Questo libro ti fa riflettere, ti mette davanti allo specchio e ti fa dire – bene… ma io queste cose le sto facendo? - Da questo poi nascono decine di nuovi spunti e nuovi stimoli per innovare, cambiare, sostituire ...”
Roberto Pederiva – Surgel Company

“Questo libro fa poca filosofia e offre invece azioni pratiche da mettere in atto subito per ottenere miglioramenti certi. Un manuale pratico, un vademecum da tenere sul comodino e da rileggere frequentemente. Chi applica tutto quanto c’e' nel libro avra' inevitabilmente successo”
Antonio Coeli – CGN

“Un libro semplice ma pieno di contenuti importanti che se applicati sul campo ti aiuteranno ad ottenere risultati concreti e misurabili
Patrizio Cappella – Autotrasporti Cappella

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Paolo Ruggeri

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09/12/2012

Open Source Management e Agriusato hanno tenuto un evento ad Enna nel quale ci hanno svelato i segreti per battere la crisi.

Cosa deve fare e cosa non deve fare un imprenditore per costruire un azienda prospera in questo momento di difficolta' del mercato? Andrea Condello,socio fondatore di Osm, ci ha svelato la sua ricetta segreta.

Durante il suo intervento ci ha parlato di: - Come affrontare l’attuale scenario economico - Le strategie dell’imprenditore moderno - le migliori metodologie per la motivazione del personale - Cosa serve oggi per espandersi veramente Quando parliamo di scenario economico attuale sembra inevitabile pensare al termine “crisi”, un’associazione ormai automatica, che porta con se' non poche paure. Tuttavia, paradossalmente, c’e' anche un lato positivo della stessa medaglia: la crisi e' uno spartiacque che puo' accendere la scintilla del cambiamento.

Nel corso del suo intervento Andrea ha fornito suggerimenti pratici ed esempi concreti sull’ argomento. Per crescere e' importante sapersi mettere in discussione e decidere di cambiare. L’imprenditore moderno ha il compito di rendersi unico ed offrire un valore che lo contraddistingue sul mercato.

Fondamentale risulta il coinvolgimento e la motivazione del personalenei progetti aziendali. Soprattutto nei momenti di difficolta', e' possibile generare cambiamenti produttivi e duraturi: decidere di farlo e' il primo grande passo. Si parlava prima di "crisi", una parola che spesso ci fa cascare nel catastrofismo e nell' autocommiserazione.

Quando ci accorgiamo di essere in una delle due condizioni o in entrambe contemporaneamente dobbiamo uscirne fuori al piu' presto ed innescare invece un processo per individuare strategie e soluzioni che ci facciano andare avanti. In poche parole essere causa. Sentirsi responsabili di poter condizionare cio' che ci sta attorno. Molto probabilmente la situazione di sconforto ha origini molto lontane e trova spiegazione nella “zona di confort” in cui ci troviamo da troppi anni e che non ci ha fatto osservare il cambiamento in atto perche' troppo occupati a restare confortevolmente radicati in abitudini decennali.

Cos'e' la “zona di comfort”? Qualcosa di comodo, in cui si sta bene, in cui si vorrebbe restare finche' possibile. E quando si esce dalla “zona di comfort”? Che cosa c’e'? Fatica, impegno, stanchezza, problemi, delusioni, stress, scelte difficili. Ora… Chi vorrebbe mai uscire dalla zona di comfort sapendo che fuori c’e' tutto questo? Lasciare la “zona confort” puo' sembrarci impossibile ma se vogliamo stare meglio abbiamo l’obbligo, verso noi stessi e verso chi lavora nella nostra azienda, di rimetterci in gioco. Se scegliamo noi di cambiare gestiremo il cambiamento dandogli la direzione desiderata, altrimenti sara' il cambiamento e gestire noi.

Paolo Ruggeri



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07/12/2012

Ecco la risposta di un senatore a cui ho inviato il libro "L'Etica dell' eccellenza"
(non pubblichero' il nome per motivi di privacy)

Gentile dott. Ruggeri,
ho ricevuto il Suo libro "L'etica dell'eccellenza" e desidero ringraziarLa per due buoni motivi.
Il primo e' che l'argomento mi interessa molto e quindi leggero' volentieri le Sue riflessioni.
Il secondo e' che il fatto che Lei abbia deciso di inviare ai Senatori il libro significa che nutre ancora la speranza che questa classe politica sia ancora, almeno in parte, recuperabile. E con i tempi che corrono, per chi come me ci crede, e' un notevole incoraggiamento.
Grazie ancora dunque e con l'occasione voglia gradire i miei migliori auguri di Buone Feste.

Sen xxx
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05/12/2012

Un ringraziamento speciale all'amico,cliente e da poco collega, Patrizio Cappella della Autotrasporti Cappella per avere appoggiato l' iniziativa dell' invio de "L'etica dell'eccellenza" a tutti i politici. Grazie alla sua donazione, Patrizio ha " adottato" la provincia di Bergamo. A breve l'invio ai consiglieri bergamaschi
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01/12/2012

Chi lavora a cavallo tra i due continenti mi aveva già spiegato questo fenomeno: quando cominci a lavorare con le HR (Human Resource, le Risorse Umane) americane, dopo un po' di tempo inizi ad avere qualche difficoltà ad interagire con le HR italiane. Non ci credevo, ma il fenomeno accade davvero. Questo non vuol dire che non si debba utilizzare la causatività, dedicarsi a far crescere le persone, ecc.

Tra i tanti motivi per i quali gli USA ci sono superiori sotto il piano economico, uno sicuramente risiede nelle risorse umane. Tre sono le caratteristiche nelle quali le Risorse Umane USA eccellono:

A) ESECUZIONE: Questa è la caratteristica a mio avviso più importante. Negli USA basta un incontro con un responsabile per indicare una nuova strada e lui parte, in completa autonomia. Se non conosce il lavoro, si va a cercare le informazioni. Dici una cosa ed è già fatta anche se richiede un drastico cambiamento di rotta. Sorprendente. Una volta che ha accettato il piano, il responsabile parte e lo fa davvero. Si trova le da solo persone che gli servono, indice riunioni con i suoi...insomma, va come un missile.

B) ORGANIZZAZIONE: Questa caratteristica già la conoscevo dai miei precedenti trascorsi USA. Tutto negli Stati Uniti è secondo procedure e protocolli. Non esiste l'improvvisazione. Questo per noi Italiani a volte è frustrante. Non capiamo perché a volte i nostri colleghi USA non siano disponibili ad "usare buon senso per gestire l'eccezione". Loro invece sanno bene che se costruisci un business attorno alle eccezioni tutto diventa più lento ed inefficace. Spesso sono stato sorpreso da collaboratori di aziende americane che mi dicevano: "Sì Paolo, ho capito tutto, ma perché non mi hai ancora dato la mia job description?". La creatività è importantissima, ma senza organizzazione, senza protocolli un'azienda non cresce.

C) CULTURA D'IMPRESA. Quando parlo con gli americani che sono stati al college (non ad Harvard, ma all'Università del Montana...) e raffronto quello che sanno loro managerialmente parlando con quello che sanno i laureati italiani, mi chiedo che cosa mai si insegni nelle nostre università... Non capisco perché nelle università italiane non insegnamo come negli Stati Uniti il lavoro, cioè: il customer service, la finanza, l'economia, la gestione delle risorse umane, le vendite, il marketing, l'innovazione. Perché? Perché tenere gli studenti per degli anni a scuola, se poi queste cose non gliele insegni??? L'ho scritto anche in tanti altri articoli: l'università italiana prepara le persone per un mondo che non esiste più.

---

Con questo articolo non voglio assolutamente sminuire le HR italiane che sono eccezionali nella creatività, nella passione, nei rapporti umani e nell'interesse veritiero per la persona e meno che meno le persone che lavorano con me che in molti casi sono dei veri e propri talenti. 

Passione, creatività, interesse per il cliente sono cose eccezionali ma oggi per competere a livello globale non bastano più. A queste vanno affiancate:

a) Maggiore cultura dell'esecuzione
b) Manager che diventino più bravi nell'organizzazione e nelle procedure
c) Una Università che, tranne rare eccezioni, va ricostruita da zero

Uno dei problemi del nostro Paese è sicuramente quello che mentre soffriamo economicamente, continuiamo a preparare le nuove generazioni per un mondo che non esiste più. 

Le cose devono cambiare.  

Paolo Ruggeri


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01/12/2012

Natale si sta avvicinando? Hai gia' pensato ai regali?
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29/11/2012

Patrizio Cappella, grande amico e titolare della Autotrasporti Cappella Bruno, ha tenuto un intervento durante un convegno, di seguito riporto uno spezzone del suo discorso.

Patrizio racconta come sia possibile superare e battere la crisi economica se ci si mette in discussione e cambiando le proprie idee. Patrizio lancia anche un messaggio importante: “Non permettete alla crisi di gestire le vostre aziende, cambiate le vostre idee fate azioni diverse per ottenere risultati diversi”.

Paolo Ruggeri
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29/11/2012

Oggi è venuto a mancare Zig Ziglar, un grande maestro.

Non ho mai avuto il piacere di incontrarlo di persona ma la sua frase “La logica fa pensare, sono le emozioni che fanno agire” ha impattato moltissimo la mia vita e, tramite me, quella di migliaia di altre persone.

Può un concetto fare la differenza per la vita di una persona? Nel mio caso, la risposta è decisamente sì.

Zig, io voglio ringraziarti dal profondo del mio cuore per quel semplice quanto potente concetto che sei riuscito a sviluppare ed insegnarmi.

Possa tu riposare in pace, sapendo che il tuo passaggio su questa terra ha cambiato in meglio non solo la mia vita, ma quella di tante altre persone cui ho cercato di trasferire questo tuo importante insegnamento.

Noi venditori di questo mondo, ti ringraziamo per tutto quello che sei stato capace di trasferirci. 

Paolo Ruggeri
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28/11/2012

Un imprenditore deve sapere che se in momenti di calo di fatturato si mette ad economizzare sul marketing e sulla pubblicita', la sua impresa finira' per ridurre ancor di piu' la sua sfera di influenza e, come conseguenza, anche i fatturati avranno un ulteriore calo.

Qual e' la ricetta per incrementare gli utili e vendere di piu' al giorno d'oggi?

Aumenta la quantita' e la qualita' delle comunicazioni. Chiedi al mercato cosa vuole. Molte Piccole e Medie Imprese presumono di sapere cosa vuole il loro cliente. Pensano di sapere quali sono le ragioni per cui sono stati scelti come fornitori o per le quali i clienti continuano a dare loro attenzione e denaro ma in realta' tutte queste cose spesso non le sanno, o pensano di saperle, ma poi non e' cosi'.

Perche' una campagna di comunicazione abbia veramente successo e' fondamentale sapere cosa dire. Troppe aziende commettono il grande errore di scommettere. Ma senza sapere se cio' che comunichiamo interessa davvero il nostro cliente qualsiasi investimento rischia di essere vano e di non portare ai risultati atteso.

Tratto da "Piccole e medie imprese che battono la crisi"

Paolo Ruggeri
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26/11/2012

Prosegue il viaggio insieme a Roberto Gorini tra etica ed affari.

In questa puntata ci chiediamo: qual e' la soluzione per battere la crisi?

Su cosa dovremmo investire? Sul mattone? Sull'oro? Sui bund tedeschi?

No. Ricorda che la soluzione e' sempre dentro di te e che la crescita di un' azienda passa dalla crescita personale delle persone al suo interno e del leader in primis. Se hai dei soldi da parte investili sulla tua formazione. Prenditi un anno e vai ad Harvard. E' provato che un investimento in formazione da ritorni economici molto piu' elevati di qualsiasi obbligazione o titolo di stato...

SE VUOI CHE LE COSE CAMBINO PER PRIMA COSA DEVI CAMBIARE TU!

Esci dalla tua zona di comfort e occupati delle aree in cui solo tu puoi fare la differenza, per te stesso e per la tua attivita' economica. Non ti far distrarre dalla comunicazione di massa. Dalle notizie negative dei telegiornali. La crisi esiste e il mercato e' in calo ma non lasciare che sia il mercato a guidare la tua azienda. Tu hai il potere di cambiare le cose.

E se vuoi cambiare il mondo prenditi l'impegno di aiutare le persone al tuo fianco e creare intorno a loro un ambiente migliore. Puoi girare dei video di economia per sensibilizzare le persone e spiegare le dinamiche della finanza oppure puoi spedire un libro ai politici per illustrare l'importanza dell'etica ( CLICCA QUI PER SAPERE DI PIU' SULLA MIA INIZIATIVA ).

Nel tuo piccolo fai qualcosa di grande. Qualcosa che possa cambiare il mondo.

Paolo Ruggeri
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24/11/2012

Come promesso...dopo i senatori, inviata "l'etica dell'eccellenza anche a tutti i deputati

Ma il progetto non finisce qui...perche' dopo senatori e deputati sara' il turno dei consiglieri regionali e di quelli provinciali.

Anche tu puoi aiutarmi in questa iniziativa “adottando” una provincia o una regione (invieremo a tutti i politici della provincia/regione una lettera a tuo nome con una copia de L’Etica dell’Eccellenza) oppure aiutandoci a sensibilizzare gli amministratori pubblici che conosci riguardo alla campagna.

Solo una nazione amministrata da politici con un alto livello etico personale puo' sperare in un futuro brillante per i propri figli.

Sostienimi in questo grande progetto. Scrivi a info@paoloruggeri.it per scoprire come.

Paolo Ruggeri
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23/11/2012

Continua il viaggio tra etica ed affari insieme all' amico Roberto Gorini, amministratore delegato di Open Source Management

Di cosa parliamo in questa puntata?

Non giocare con le regole del banco ! Il sistema ha bisogno di comportamenti conformisti, invece la prosperita' richiede innovazione. Per battere la crisi e per vincere non devi adeguarti al sistema ma giocare con le tue regole, sempre in un ambito etico.

Se giochi con il campione del mondo di scacchi seguendo le regole tradizionali perderai sempre. Fai muovere l'alfiere come la torre. Cambia le regole. Sara' la tua mossa vincente.
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21/11/2012

Ieri all'MBS di Bologna Antonio Coeli, direttore commerciale di CGN http://www.cgn.it , il 5'CAF in Italia, ha tenuto un intervento strepitoso sulla gestione del personale Trovi ogni mattina delle persone demotivate in azienda?

Vuoi capire come motivarle e renderle piu' produttive? Antonio ci ha spiegato le chiavi del suo successo:

1) migliora la tua leadership e ricorda che tutto parte dal tuo miglioramento personale

2) circondati di belle persone

3) affina i metodi di incentivazione del personale

4) lavora sulla tua autostima e su quella dei tuoi uomini

quindi:

1) L'azienda deve lavorare come una squadra e il leader, oltre che un capo, deve essere soprattutto un motivatore. Puoi essere un capo in versione autoritaria: i tuoi uomini ti obbediranno finche' dovranno, ma appena potranno, quelli bravi se ne andranno. Oppure puoi essere un capo in versione amicone: ti seguiranno finche' ne avranno voglia, ma se dovrai indirizzarli dove non vogliono non ci riuscirai. Oppure diventa un LEADER, un ALLENATORE: e' la versione piu' difficile, perche' se vuoi diventare un bravo leader devi studiare, studiare, studiare; devi metterti in discussione, devi cambiare tu per primo, devi fare fatica tutti i giorni (ma che soddisfazione quando i risultati ti ripagheranno!). La crescita dell'imprese parte dunque dalla crescita e dal miglioramento personale del leader

2) Altro passo importante e' quello di circondarsi di belle persone, persone propositive che si accendano quando nasce un nuovo progetto e che sposino i valori aziendali. Quello che rende un insieme di persone una squadra, infatti, e' proprio il perseguire e lottare insieme per un fine comune

3) Incentivazione del personale: resisti alla tentazione di sgridare i tuoi uomini, e di' loro “BRAVO” anche per quell’ unica cosa positiva che hanno fatto tra 10 negative. Rendili partecipi della vita aziendale, informali sulle strategie, sugli obiettivi di medio lungo termine, sui fatti salienti della vita aziendale. Fai percepire loro un sincero interesse per la persona e non solo per il lavoratore. Solo se ti interessi sinceramente a loro, se arrivi quasi a volergli bene, allora farai di tutto per fare avere loro successo.

4) Tra le tante cose che ha detto Antonio una in particolare mi e' rimasta in mente. Spesso il nostro cervello ci tradisce e ci auto-limitiamo. Quando pensiamo troppo razionalmente tendiamo a sottostimare le nostre capacita'. Quindi fai le cose col cuore e lavora sulla tua autostima, altrimenti alla prima difficolta' rinuncerai a realizzare i tuoi sogni. Un leader deve lavorare anche sull' autostima dei suoi collaboratori. Un esercizio interessante che Antonio ci ha proposto e': ogni settimana fai scrivere ai tuoi uomini 10 motivi per i quali si meriterebbero un "Bravo" Aumenta la tua autostima e sarai in grado di superare i tuoi limiti Oltre alla presentazione di Antonio allego un video che ti fara' capire bene quest' ultimo concetto

Paolo Ruggeri

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20/11/2012

Speculazione, privilegi e profitto, chi sono i briganti dei tempi moderni e perche' quando non c'e' un'etica di fondo le idee politiche ed economiche giuste non possono essere applicate.

Questo il tema della 1' delle 3 puntate di "economia di strada"

Ringrazio Roberto Gorini www.robertogorini.it per avermi ospitato

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19/11/2012

Le puntate precedenti sono qui puntate precedenti

Ci eravamo lasciati nello studio legale di Bill dove un team di esperti (due avvocati, un venditore, e un consulente sui mutui), stavano cercando di impostare una strategia di vendita con me che fondamentalmente ero già chiuso ed ero andato a quell’incontro per vedere se era possibile farsi finanziare degli acquisti… Invece che far parlare il consulente dei mutui, la conversazione era stata monopolizzata da Bill, il capo dello studio legale, che cercava di “essere interessante”…

Bill mi stava spiegando tutto quello che io avrei dovuto fare per possedere ed affittare degli immobili negli Stati Uniti. Mi aveva spiegato che se morivo, i miei familiari avrebbero dovuto pagare la tassa di successione… Poi mi aveva accennato se volevo possedere degli immobili negli USA, sarebbe stato meglio che acquistassi ulteriore copertura assicurativa… Tutto questo mi stava annoiando in quanto non era il motivo per cui ero andato a quell’incontro. Inoltre costituiva un’offerta scentrata rispetto alla mia esigenza. Ma il meglio doveva ancora venire…

Ad un certo punto mi dice che dovrò pagare le tasse negli USA per gli affitti e io dico che proprio l’indomani avrei preso appuntamento con un contabile di una nota catena di commercialisti per farmi aiutare sulla cosa. Bill, ma lo stesso fa Giuseppe (l’agente immobiliare che stava cercando di vendermi delle case), si inalbera e mi dice che quel contabile non è la persona giusta, assolutamente no… E qui ormai penso che Giuseppe abbia deciso di farla finita con la sua vendita. Non solo non aveva capito che ero pronto a comprare e che doveva solo farmi vedere gli immobili giusti, non solo ha cercato di fare l’interessante invece che l’interessato mostrandomi “con quanti e quali bravi professionisti stia lavorando…” ma ora sta iniziando anche a criticare i miei fornitori…

Criticare i fornitori pre esistenti del cliente è una questione delicata in quanto a) non si sa come è il rapporto che il cliente ha con loro e, b) per certi versi si sta dicendo al cliente che lui non capisce niente e che si fa infinocchiare…

Capisco che Giuseppe sia mosso (o almeno lo spero) da un genuino desiderio di aiutarmi e quindi non vuole che io vada da un contabile inadeguato ma secondo me lo dovrebbe fare DOPO che mi ha acquisito come cliente e non prendere una posizione contraria alla mia, tra l’altro su un fattore secondario e a quel punto ininfluente, PRIMA che io fossi diventato un cliente. Inoltre, ancora una volta, Giuseppe si dimentica che io non sono a quell’incontro perché ho problemi con il contabile o con le tasse, ma che sono a quell’incontro perché voglio il finanziamento e una lista di immobili papabili per l’acquisto.

Ma non finisce qui. Giuseppe non capisce che la situazione gli sta sfuggendo di mano. Infatti Bill, l’avvocato, pensando di fare cosa gradita, si alza e va in un altro ufficio e si presenta con chi? Con un contabile suo amico... L’apoteosi dell’offerta scentrata!!! Sono andato per capire se mi potevano finanziare e per vedere quali immobili avevano per le mani che avrei potuto acquistare e mi ritrovo a sorbirmi la presentazione di vendita di uno studio di avvocati e ora anche di un contabile…

Nonostante io scambi il biglietto da visita con il contabile mi sento profondamente a disagio. Questo contabile, penso, che ha gli uffici in centro a Miami Beach, che mi è stato descritto come il più esperto del mondo, come la persona che segue anche le campagne dei politici, chissà quanto mi verrà a costare? E inizio a pensare questo anche degli avvocati che mi ha presentato Giuseppe:

“Accidenti – penso – qui ci sono un sacco di spese che non avevo preventivato: il contabile, l’assicurazione ombrello, le società cui intestare gli immobili, la consulenza degli avvocati… Ma non è che forse è sbagliato che io investa negli Stati Uniti?”.

Senza volerlo e mossi a fin di bene, Giuseppe e il suo team stanno demotivando all’acquisto un cliente che di base era già chiuso e avrebbe potuto comprare.

Sul finire, finalmente, il broker dei mutui mi fornisce la lista di tutte le cose che gli devo far avere per istruire una pratica di mutuo negli USA. Mi dice che finanzieremo le due proprietà che possiedo già al fine di farci dare il denaro per acquistarne una terza e una quarta. Grande strategia, allineata a quello che voglio e alla mia esigenza. Bene che si procede.

Esco, contento per la possibilità di mutuo, ma anche pensando che forse sono un coglione ad aver investito negli USA. Ci sarà poi tutto questo ritorno?

Giuseppe e il team avvocati-contabili hanno fatto un’offerta scentrata e quindi hanno fatto un passo indietro nella vendita demotivando l’acquirente che di base aveva già comprato. Se non è andata proprio malissimo è solo perché, sul finire, il broker dei mutui ha recuperato ma ora la trattativa sta uscendo di strada.

La morale di questa puntata:

a) Non dar mai torto al cliente e non parlar mai male della concorrenza. Questi sono errori da novellini, sfortunatamente sono proprio gli errori che fanno alcuni dei più bravi professionisti di Miami. Sicuri che non lo facciano anche i nostri uomini?
b) Quando in una trattativa parli troppo e ignori il cliente, finisci per fare un’offerta scentrata e, senza rendertene conto, fai il lavoro di stimolazione che porterà il cliente dalla concorrenza. Dopo l’incontro con Bill, infatti, non comprerò i servizi di Bill ma, come vedrete, il giorno dopo mi verrà l’idea di andare da un suo concorrente ad approfondire la questione…

La prossima puntata: Tanto rapporto e ogni tanto qualche vendita. 

Paolo Ruggeri

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