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03/06/2012

Dove lo trovi un paese in cui, se l'impresa è in difficoltà e devi licenziare una persona che hai assunto devi pagarle da 17 a 24 mensilità? 

Dove lo trovi un paese in cui se l'azienda ha perso soldi, devi comunque pagare l'Irap in quanto questa tassa non tiene conto di tutti i costi che hai sostenuto? 

Dove lo trovi un paese in cui per dare 1000 euro netti ad un dipendente, devi pagarne 2400 come costo azienda? 

Dove lo trovi un paese che se ti metti a mandare 100 fax a potenziali clienti per fare un po' di pubblicità, c'è un garante strapagato dallo Stato che ti manda una diffida e devi prendere un avvocato per difenderti?

Dove lo trovi un paese che, se sei un professionista, non ti permette di scaricare le spese di viaggio, la benzina o l'auto ma ti tassa anche su tali spese considerandole degli utili? 

Dove lo trovi un paese che se intesti un automobile all'azienda ti permette di scaricarne solo il 40% perché considera che il 60% del tempo di fatto tu la usi per i tuoi fatti personali (come se tutti fossimo fancazzisti come quelli che lavorano in politica)?

Dove lo trovi un paese in cui, se c'è un terremoto, invece che mandarti gli aiuti per far ripartire l'impresa, vieni indagato dalla magistratura perché dieci anni fa quando hai commissionato il capannone non hai pensato ai criteri antisismici, mentre la tua è una regione che lo stesso governo ha definito essere a bassissimo rischio sismico?   

Dove lo trovi un paese dove una persona finisce l'università di economia e commercio e non ha partecipato a un solo corso di vendita, a un solo corso di customer satisfaction o a un solo corso che gli spieghi come dovrebbe gestire le sue finanze personali?

Dove lo trovi un paese in cui viene tassato il reddito che hai creato per l'impresa, poi viene tassato il dividendo che ti paghi e in più molte delle voci di costo della tua impresa non sono deducibili? 

Dove lo trovi un paese in cui una certa parte della politica insiste e insiste per definire gli imprenditori "profittatori", "evasori" e "gente di malaffare"? (il tutto per nascondere le loro di magagne o perché vorrebbero che noi tutti si tornasse a pagare tangenti come ai vecchi tempi del PCI e della DC)? 

Dove lo trovi un paese dove le banche se vuoi farti prestare 100.000 euro, devi mettergliene 100.000 in banca per comprare un'obbligazione? 

Dove lo trovi un paese che nel caso di contenzioso che la tua impresa ha con l'amministrazione tributaria, spesso la prova è invertita? 

Immagina anche che questo accada nel paese più bello del mondo, con la cultura, l'arte e la storia più avvincente del mondo, con l'inventiva e la creatività migliore del mondo e avresti un paese solo: l'Italia, il paese più difficile del mondo per chi fa impresa. Ora, se hai davvero le palle, l'impresa non vai a farla a New Dehli, a New York a Nizza o a Pechino. Lì è troppo facile. Se vuoi davvero crescere come imprenditore devi iscriverti al torneo più difficile del mondo: fare impresa nel nostro paese.

E' giusto quindi celebrare tutte le grandissime persone, siano esse italiane o extracomunitarie, imprenditori di grandi imprese o artigiani,  professionisti o soci di Spa, Accomandanti di Sas o soci di SNC, cooperatori o titolari di partita IVA che hanno il coraggio e l'ardore di continuare fare business in Italia, il paese più difficile del mondo per chi fa impresa. 

Sia che siate in utile o meno, sia che abbiate liquidità positiva o negativa, che assumiate o siate in recessione, per me e per molti altri SIETE DEGLI EROI, gente di coraggio e con le palle. Se la vostra impresa rimane in piedi sappiate che siete i migliori del mondo perché, come sapete bene anche voi, non esiste campionato più duro di questo. 

Gli imprenditori italiani = i più forti del mondo.

Paolo Ruggeri 

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03/06/2012

Ormai l’uscita dall’Euro è un circostanza più che verosimile ed è giusto provare a fare dei ragionamenti per comprendere quello che potrebbe succedere a noi e alle nostre imprese. Quello che segue è un articolo che ho scritto per me stesso, più per fare ordine nella mia mente e per diletto che per altro. Quindi consideratelo per quello che è: un tentativo, anche sbagliato, di far ordine nel mio cervello e cercare di capire.

In caso di spaccatura dell’Euro gli scenari più verosimili sarebbero due:

a) O la Germania esce “dall’alto” e ritorna al Marco Tedesco lasciando noi e gli altri PIIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna + Italia, i paesi con le finanze peggiori dell’unione) in un Euro di “serie B” (“Euro Piigs”) che, seppur svalutato, ci permetterebbe di stampare denaro per pagare i nostri debiti pubblici e tentare di rilasciare la crescita.

oppure

b) Noi usciamo “dal basso” e torniamo alla Lira con conseguente default e ristrutturazione del debito pubblico.

Gli effetti dello scenario A):

Inizialmente ci sarebbe un po’ di panico dovuto al desiderio di chi ha denari di portarli all’estero o di cambiarli in valute percepite forti (Dollari, Franchi o Marchi) e quindi dovrà esserci un qualche tipo di restrizione ai trasferimenti valutari messa in atto per qualche mese, fino a quando il cambio non si stabilizzi.

L’euro di serie B si svaluta nei confronti del Dollaro Usa, Marco Tedesco, Franco Svizzero, Renmibi e Yen e perde subito circa il 30% del suo valore e nel corso di un anno va in un rapporto di 1 a 2.

Per esempio:

Data di uscita dall’euro 1 Euro Piigs = 1 Marco Tedesco

L’indomani: 1 Euro Piigs = 0,70 Marchi Tedeschi

A 12 mesi: 1 Euro Piigs = 0,50 Marchi Tedeschi

La stessa cosa avverrebbe nei confronti di Usa, Svizzera, Giappone e Cina.

Conseguenze dello scenario A:

I prodotti tedeschi (auto, ecc) americani, e svizzeri costeranno molto di più e diventeranno improponibili per una parte importante della nostra popolazione. Le importazioni di tutti i prodotti made in Germany (Siemens, ecc) diventeranno molto più costosi.

Paradossalmente marche auto nazionali quali Fiat ne avrebbero un vantaggio così come tutte le imprese che sono concorrenti con le imprese di quei paesi. Le importazioni cinesi sarebbero meno competitive così come sarebbero più competitive le nostre esportazioni verso Germania, Svizzera e Usa.

Chi ha debiti in Dollari se li vedrebbe raddoppiati nel giro di un anno.

La benzina (che è generalmente prezzata in dollari) aumenterebbe in modo deciso rendendo l’auto proibitiva per la fascia diciamo "bassa" del mercato. 1 Litro di Benzina = 4 euro Piigs. La fascia bassa della popolazione userebbe meno l’auto. L’Energia aumenterebbe di molto.

L’aver prelevato denaro contante (Euro) dalle banche, prima della rottura della zona Euro, non metterà il correntista al sicuro dalla svalutazione. Sarà infatti la Germania a lasciarci e noi ci terremo gli Euro che diventeranno a tutti gli effetti “Euro Piigs”. Per stabilizzare il cambio non appena ci sia stato il cambiamento, è probabile che i conti correnti in valuta estera presso banche italiane siano convertiti d’ufficio in “Euro Piigs” al fine di evitare speculazioni e corse all’acquisto di valute estere.

Sarà chiaramente avvantaggiato chi avrà costituito depositi in valuta estera fuori dal paese (da qui la grande corsa da parte di tutti i grandi patrimoni verso l’estero di queste settimane).

Nonostante un primo crollo della borsa (come si fa a fare peggio di adesso?), poi la situazione si stabilizzerebbe e le cose pian piano inizierebbero a migliorare.

Gli effetti dello scenario B):

Il ritorno alla Lira italiana, dal mio punto di vista, sarebbe decisamente più drammatico, almeno nella sua fase iniziale. Infatti questo scenario potrebbe avvenire per una di queste due ragioni:

1) Caos, rivolte, ecc (vedi Argentina del 2000 o proteste di piazza della Grecia) con conseguente rifiuto del governo di continuare nelle misure di austerità imposte dalla Germania.

Nonostante questo non è lo scenario di oggi, è quello che inevitabilmente accadrà nel momento in cui continuassimo a lasciare peggiorare la presente situazione senza fare dei cambiamenti e seguendo quanto ci è imposto da Berlino. Le imprese chiudono, la gente soffre, finisce che la gente si incazza e la situazione va fuori controllo.

2) Assalto agli sportelli bancari dei correntisti che vogliono prelevare tutto il denaro, il che causa il congelamento dei conti correnti (il famoso “corrallito” argentino), il fallimento di alcune banche e il default dell’Italia. Questo scenario potrebbe anche venire generato da un “default a catena” degli istituti bancari europei (Fallisce la spagnola Bankia, che a sua volta fa fallire altre banche spagnole, che tirano dentro le tedesche, ecc)…

Se prendiamo a spunto ciò che successe in Argentina nel 2000, i primi passi di una situazione del genere sarebbero:

a) Il governo blocca tutti i prelievi di contante o i trasferimenti di denaro all’estero da qualche settimana prima del passaggio alla nuova moneta o li riduce decisamente. (Max prelievo 100 euro al giorno) così come i trasferimenti di valuta all’estero.

b) Il Governo annuncia il ritorno alla Lira. Tutti i depositi e titoli di debito vengono trasformati in lire. Tutti i mutui tornano in Lire. Qualsiasi deposito in valuta estera (Franchi, Dollari, ecc) presente in una banca italiana viene trasformato per decreto in lire italiane.

1 Lira = 1 Euro

c) La nuova Lira si svaluta immediatamente:

1 Lira = 0,70 Euro, subito
1 Lira = 0,50 Euro, entro un anno

d) Il governo fa default sul debito pubblico non avendo più euro e non potendo rifinanziarsi. Nessuno presta denaro a uno stato messo come il nostro. Ci saranno lunghe trattative sul debito pubblico e alla fine l’Italia rinegozierà un pagamento al 25% del valore facciale dei BTP.
e) Ne consegue un grande caos in quanto lo stato andrebbe in bancarotta non solo sul debito pubblico ma, nei primi mesi, avrebbe problemi a pagare pensioni, dipendenti pubblici, ecc. La benzina costerebbe 4 lire al litro, tutti i prodotti da importazione raddoppierebbero i prezzi, fallimenti a catena di tutte quelle aziende che non fanno con l’export una parte del proprio fatturato.
f) La cosa peggiore: scene di panico e possibili rivolte.

A breve probabilmente avremo un trailer di tutto questo film, quando la Grecia si troverà costretta, come sembra ormai ineluttabile, ad abbandonare la moneta unica.

Fermo restando che in una situazione del genere, molto dipenderebbe da come viene gestita da chi è alla guida del paese, una volta assestatosi, questo scenario potrebbe comportare:

Benzina a 4 nuove Lire (raddoppiata), alti prezzi dell’energia, alti costi delle materie prime da importare.

Aumento delle esportazioni, aumento del turismo.

Aumento dell’imposizione fiscale sui patrimoni (di qualsiasi tipo e dimensione) e sui consumi (IVA) da parte di uno stato che avrà difficoltà a pagare i propri dipendenti. Riduzione della forza lavoro pubblica, riduzione del welfare (sistema sanitario, ecc) e delle pensioni da parte di uno stato senza soldi. Criticismo e attacco nei confronti della persona benestante che nell’immaginario collettivo verrà vista come un “profittatore”, un “evasore”, “qualcuno che ruba”.

Fallimenti o forte sofferenza di tutte quelle imprese che non fanno all’estero almeno una parte del proprio fatturato.

Contrazione del PIL di almeno una decina di punti percentuali.

I tribunali paralizzati dalle cause civili per fallimenti. Alcune banche verrebbero probabilmente nazionalizzate.

Qualche anno dopo questo scenario le cose migliorerebbero: le imprese aiutate dalla svalutazione della lira aumenterebbero le esportazioni, si tornerebbero ad abbassare le tasse, si sarà rinegoziato il debito pubblico, le imprese estere visto il basso costo del lavoro (e se il governo attuasse alcune modifiche sostanziali) potrebbero anche decidere di tornare a investire in Italia.

In uno scenario del genere sarà avvantaggiato chi ha prelevato gli euro dai conti correnti (potrà cambiarli in Lire in seguito guadagnandoci), chi avrà costituito riserve valutarie all’estero. I BTP italiani varranno come quelli Greci o Argentini (25% di quello che valgono ora). L’evoluzione del valore degli immobili è un rebus.

SEGNALI CHE POTREBBERO GUIDARCI

Prevedere il futuro è impossibile.

Però una cosa è certa:

a) L’Italia non è in grado di andare avanti all’infinito finanziandosi al 6%
b) Le presenti politiche fiscali dello stato e creditizie del mondo bancario stanno distruggendo l’economia e ci stanno portando sempre di più ad assomigliare alla Grecia. Questo è un danno per le imprese e per i cittadini ma diventa ben presto anche qualcosa di insostenibile anche per lo Stato che non solo incassa meno tasse e meno Iva ma deve farsi carico di tutti i costi delle mobilità e delle casse integrazioni… Per quanto ancora riuscirà ad andare avanti?

Ne consegue che ben presto, se non vuole fallire, lo Stato Italiano dovrà muovere: o convince la Germania a unificare il debito pubblico dei vari paesi o, se la Germania si ostina a non volerlo fare, dovrà scegliere uno dei due scenari di cui sopra. Questa mossa potrebbe essere rallentata da un ennesimo LTRO (la Bce presta denaro in modo illimitato alle Banche Europee perché comprino titoli di stato dei Piigs) possibile per fine Giugno/Inizio Luglio che potrebbe far guadagnare altri tre/quattro mesi, poi tutto torna come prima.

Lo scenario più verosimile, e più saggio, a mio avviso dovrebbe essere quello di una Germania che torna al Marco Tedesco ma la Germania ha grandi resistenze a farlo e preferisce rimanere “Regina in un paese di straccioni”. Difficilmente si farà forzare a farlo in quanto fino all’ultimo perseguirà il suo interesse piuttosto che l’interesse dell’Europa e quindi, più passa il tempo, più si torna allo scenario B: noi che usciamo “da sotto” e torniamo alla Lira.

Comunque vada, lo spartiacque a mio avviso sarà costituito dallo Stato Italiano che approva un qualche tipo di legge che blocca o rende più difficili i trasferimenti di valuta. Quando quella misura dovesse essere varata, sappi che il peggio sarà imminente e dovresti immediatamente muovere per metterti ai ripari.

I VINCITORI

Fermo restando che all’inizio ci sarà caos, confusione e anche qualche fallimento, in tutto questo cambiamento del nostro paese, secondo me, ci saranno dei vincitori :

a) Chi ha grossi capitali in valuta forte all’estero
b) Le aziende eccellenti del turismo e chi possiede attività sane in località turistiche
c) Le aziende agroalimentari italiane di eccellenza (inizialmente soffriranno ma poi saranno avvantaggiate in quanto esporteranno più facilmente e avranno meno concorrenza).
d) Chi esporta una parte importante del suo fatturato
e) Discount di qualità
f) Chi possiede terreni agricoli che vedranno il loro valore aumentare a causa del maggior valore dell’agroalimentare del nostro paese.
g) Chi possiede terreni e proprietà nei nuovi paesi in via di sviluppo (Vietnam, Indonesia, Messico, Pakistan, ecc).
h) Le aziende che producono energia alternativa o la sua componentistica (pannelli solari, ecc).
i) Le aziende come E-Bay che potrebbero tornare in auge (nell’ultimo anno E-Bay ha aumentato il suo valore del 70%).
j) Chi essendosi indebitato in Euro dovesse avere introiti in valuta estera ( i debiti in Euro tenderanno a perdere valore).

I PERDENTI

a) Se hai dei BTP sappi che è come se ti trovassi al tavolo del casinò pieno di fiches. Se continui a giocare potresti anche fare dei guadagni, ma sappi che rischi di essere spennato. Nel secondo scenario c’è che perdi il 75% del capitale...
b) Chiunque possieda titoli azionari: la maggior parte dei titoli azionari andranno ancora sotto il loro valore di oggi, a meno che non siano sostenuti da fondamentali forti, cioè sono aziende che fanno un sacco di utili.
c) Chi non possiede valuta estera.
d) Chi non è in grado di generare valore per il proprio cliente o datore di lavoro, un valore reale, concreto e tangibile, non un titolo di studio, non un concorso ma:

- Sono in grado di farti vendere di più
- Sono in grado di farti risparmiare
- Sono in grado di farti trovare nuovi clienti
- Sono in grado di fare delle innovazioni che avranno in grande valore

e) Le aziende dell’immobiliare o legate ad esso. Molte falliranno anche prima dei due scenari. Se nessuno dei due scenari legati alla rottura dell’Euro dovesse avvenire, il prezzo degli immobili nel nostro paese è destinato a calare di almeno un 20%. Consiglio per chi è nell’immobiliare: monetizza il magazzino finché sei in tempo.
f) Chi ha già una situazione finanziaria difficile, così come l’organismo deperito dalla malattia che si trovi costretto ad affrontare una prova fisica molto difficile, non riuscirà a sopravvivere.

ESSERE PRONTI COME IMPRESA

Fermi restando tutti i consigli di cui sopra, vediamo come devi essere tu come impresa per affrontare la presente situazione finanziaria:

a) Se c’è una certezza in questi due scenari è che per un bel po’ di tempo non vedremo credito concesso alle imprese. Quindi devi essere in grado di produrre da solo il cash che ti serve. Non entrare nella tormenta con il cash flow negativo (non ce la fai a star dietro alle spese correnti) ma ristruttura o ripensa l’impresa. Stai pronto all’urto.
b) Costruisciti delle riserve strategiche (e legali) al sicuro per poter far fronte ad eventuali mancanze di liquidità o a blocchi dell’operatività bancaria.
c) Immagina che cosa faresti nel caso in cui la tua azienda perdesse dalla sera alla mattina il 50% del suo fatturato. Abbi pronto un piano di contingenza che non preveda che arrivi un principe azzurro con qualche milione di euro a salvarti.
d) Se sei industria e produci fai un piano di contingenza per l’energia. Abbi un sistema per approvvigionarti a basso costo. Non dovesse succedere niente, migliorerai comunque l’efficienza.
e) Abbi un piano di contingenza per le forniture che acquisti all’estero.
f) Senza demotivare nessuno, preparati un piano per coinvolgere i tuoi uomini migliori in un nuovo progetto. Ragiona su nuovi inquadramenti, nuovi rapporti. Sappi che comunque si evolverà il mercato, anche nella crisi più nera, le risorse umane di qualità finiranno con il vincere sempre. Non lasciare che la crisi disperda le tue risorse umane di qualità.
g) Investi su te stesso: diventa un manager migliore. Fare impresa diventa sempre più difficile. Gli investimenti nella conoscenza e nelle abilità manageriali avranno sempre un grande valore.

IL FUTURO

Fermo restando che non sono un indovino e men che meno un economista, io spero che niente di quello che ho scritto in questo articolo accada e che arrivi un bel principe azzurro a salvare l’Europa, il governo, l’Euro, i BTP, il sistema di Welfare del nostro paese, e tutto si sistemi; che le banche riprendano a finanziare le imprese, che le case continuino ad aumentare il loro valore e che noi si possa continuare all’infinito a vivere bene, anzi a vivere al di sopra delle nostre possibilità.

A poter pagare stipendi dignitosi (4 volte quelli dei Cinesi) a neo-laureati che sanno molto meno dei loro colleghi asiatici e vogliono lavorare solo 40 ore la settimana, a poter avere un’amministrazione pubblica inefficiente, a poter garantire il lavoro per sempre ad una persona e a bastonare qualsiasi imprenditore che volesse ridurre il personale.

Ma so che tutte queste sono solo illusioni.

Se c’è una cosa di cui stare certo è che il cambiamento arriverà. 

E, come al solito, dopo la tempesta e lo scomforto, arriveranno anche momenti di grande prosperità.  

Fine delle farneticazioni

Paolo Ruggeri
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30/05/2012

C'è una costante presente nelle aziende che incontro e che oggi vivono difficoltà economiche: la maggior parte di loro, trovandosi sotto break even (incassano di meno di quello che spendono), puntano ad incrementare il fatturato per sanare la situazione. 

Questa potrebbe essere una strategia che funziona in momenti di espansione economica o quando hai un prodotto decisamente innovativo e che sei sicuro che spaccherà il mercato, altrimenti in questo periodo storico se ti trovi sotto break even (la tua azienda incassa di meno di quello che spende o ti trovi costretto ad espandere il tuo indebitamento con il sistema bancario): 

a) PRIMA riduci i costi e li porti sotto la media mensile di quello che incassi. 
b) POI punti ad incrementare il fatturato. 

Se fai il contrario oggi, nel 90% dei casi è la strada per un netto peggioramento della situazione finanziaria dell'azienda. 

Non sperare in un incremento del fatturato che verrà a salvare un'azienda che è diventata inefficiente. PRIMA mettila in sicurezza riducendo i costi, poi datti da fare come un matto per incrementare il fatturato. 

Paolo Ruggeri

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29/05/2012

Fai si' che il cliente senta qualcosa ad avrai la sua attenzione!


Estratto dal DVD "Far crescere l'impresa" di Paolo Ruggeri, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori". Consigli e azioni pratiche per ottenere ottimi risultati e guadagnare anche in tempi di crisi!
In vendita online su: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp

Admin
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29/05/2012

Come parte del nostro approccio non convenzionale monitoriamo ogni mese l'andamento dei fatturati delle aziende iscritte al programma MBS e premiamo le aziende che hanno avuto il maggior incremento percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Teniamo due classifiche:

a) La Junior League, che raggruppa tutte le aziende con un fatturato annuo inferiore ai 4,5 milioni di euro.
Ogni mese premiamo le dieci aziende con il miglior incremento. 

b) La Senior League, che raggruppa tutte le aziende con un fatturato annuo superiore ai 4,5 milioni di euro.
Ogni mese premiamo le dieci aziende con il miglior incremento.

Queste le classifiche relative ai fatturati di Aprile 2012:

JUNIOR LEAGUE APRILE 2012

1) UNION GAS METANO, Settore Gas + 209,41%
2) MB STUDIO, Settore Immobiliare + 104,73%
3) GRUPPO GUCCIONE, Settore Edile e Assistenza Centri Comm.ali + 100,51%
4) CI.ELLE, Settore Zootecnico + 95,98%
5) TRIVENETA IMPIANTI, Prodotti per la Sicurezza + 75,76%
6) G&CO, Settore Comunicazione e Immagine + 67,56%
7) LIS - LIGNUM ITALIA SYSTEM, Settore Produzione Infissi + 54,44%
8) SPIGA D’ORO, Settore Alimentare + 32,32%
9) EDILIZIACROBATICA, Settore Edile + 30,21%
10) ARTIGIANCAVI, Settore Cavi + 24,23%

SENIOR LEAGUE APRILE 2012

1) KALORFIAMMA, Settore Gas + 85,97%
2) AREDIA, Settore Arredamento + 50,02%
3) MARMOLUX, Settore Marmi e Graniti + 36,39%
4) IMPRESIT COSTRUZIONI, Settore Edile + 22,35%
5) ITALIAN FOOD TRADING, Settore Alimentare + 18,10%

Questi sono solo alcuni degli imprenditori delle Pmi italiane che battono la crisi. Crescere e' possibile!

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27/05/2012

Io faccio l'imprenditore perché mi piace. Ho risolto le mie necessità economiche già da tempo applicando su me stesso quello che ho poi scritto nelle 10 Regole del Successo. Ritengo che un'impresa oggi debba dare un prodotto eccellente, contribuire alla comunità e alle persone che ne fanno parte, perseguire un ideale nobile e... FARE ANCHE TANTI UTILI. 

Io faccio l'imprenditore perché mi piace ma pretendo che le aziende che gestisco facciano anche dei begli utili e paghino dividendi importanti agli azionisti, altrimenti qual è il senso del fare impresa? 

Sono troppe le imprese che incontro che non generano utili o non pagano il dividendo agli azionisti. Ma come è possibile? Vero che c'è la crisi e che oggi è tutto più difficile, ma secondo me (e secondo tanti dei miei amici imprenditori) è anche un problema di pigrizia e di "poverite" (la povertà nella testa). Devi progettare un'impresa sin dall'inizio perché faccia tanti utili. Per farlo ci sono tanti ingredienti ma soprattutto devi sapere che lo devi fare e non devi trovarti un milione di giustificazioni. 

Un'impresa prospera fa anche un sacco di utili: chiedilo a Apple, a Google, a Facebook e a centinaia di piccole e medie imprese del nostro paese che, nonostante lo scenario economico, continuano a fare utili e a pagare i dividendi agli azionisti. 

Se la tua azienda non genera utili e non paga i dividendi da qualche anno, c'è qualcosa di terribilmente sbagliato in come la gestisci e, credimi, non è il Governo Monti e non è la Merkel. 

Ne parlerò a Bologna il 22 e 23 Giugno nel nuovo corso FARE SOLDI COME IMPRENDITORE che terremo in concomitanza con la MBS di Bologna. 

Impresa = prodotto eccellente + finalità sociale + utili per gli azionisti e quelli che mettono capitale di rischio. 

Onlus = prodotto eccellente + finalità sociale. 

Completo disastro = perdite.  

Paolo Ruggeri  
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26/05/2012

In allegato la presentazione tenuta da Stefano Zampieri di Casta Diva http://www.castadiva-parrucchieriverona.it alla MBS di Bologna circa l’importanza degli aspetti intangibili per aumentare i ritorni economici dell’azienda.

Stefano dirige un grande salone di acconciature a Verona e nel corso degli ultimi mesi è stato protagonista di una importante crescita. Durante la sua presentazione ci ha spiegato che oggi “saper fare bene il proprio lavoro” è dato per scontato e non porta necessariamente alla crescita. Per crescere, invece, serve avere forti mete, coinvolgere il team e soprattutto lavorare sugli atteggiamenti dei collaboratori di modo che contagino costantemente il cliente tramite il loro entusiasmo e la loro passione.

Il segreto alla fine è “interessarsi sinceramente alle persone” siano questi collaboratori o clienti.

Paolo Ruggeri 



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26/05/2012

Martedì scorso il Dott. Carrafiello ha tenuto una presentazione alla MBS di Bologna circa le azioni da mettere in pratica oggi per fare tanti utili. 

Il punto centrale del suo messaggio: per fare tanti utili oggi devi imparare a fare tante cose velocemente. Per esempio devi essere più veloce e la rapidità del tuo pensiero e delle tue decisioni è uno dei fattori da prendere in considerazione. 

Inoltre non basta che tu sia il più bravo, ma la gente lo deve anche sapere. "Vengono da me - dice Carrafiello - non perché sono il più bravo ma perché SANNO che sono il più bravo".

Le slide dell'intervento sono allegate. 

Paolo Ruggeri  

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26/05/2012

 Nel corso della mia ultima presentazione alla MBS ho parlato di tre aspetti relativi alla gestione della crisi:

1) Per crescere bisogna guardare in faccia la bruta realtà e questa è costituita dai costi fissi aggiornati dell’azienda. Sei sopra o sotto break even? Sappi che se stai viaggiando sotto al break even non devi sperare in un’impennata del fatturato che verrà in tuo aiuto ma devi prima ridurre i costi per portarli sotto al presente livello di fatturato.
2) Secondo aspetto per crescere oggi è quella che viene chiamata la “strategia del porcospino”: le opportunità per te e la tua azienda si trovano al centro di tre fattori: - ciò che ti appassiona, - ciò in cui puoi diventare il numero uno al mondo e – ciò che il mercato è disposto a pagarti. Perseguire una strategia che non tenga conto di questi tre fattori, non ti porterà molto lontano.
3) Da ultimo è molto importante lo stato emotivo con cui affronti questa crisi:

a) Sei afflitto (cioè ti lamenti costantemente per qualcosa che è stato fatto a te e alla tua azienda)?
b) Sei ostile (cioè senti che c’è qualcosa che sta venendo fatto attorno a te con cui sei profondamente in disaccordo)?
c) Sei profondamente appassionato in un progetto che cattura molta della tua attenzione?

I casi a) e b) subiranno la crisi ancora più pesantemente perché l’atteggiamento che mettono in campo complica le cose invece che risolverle.

Slide allegate

Paolo Ruggeri



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19/05/2012

L'economia di oggi sta uccidendo la gente.

Non mi riferisco a chi si impicca, brutta storia di per sé. Mi riferisco invece al fatto che l’economia di oggi sta uccidendo i rapporti tra di noi.

L’economia crea prosperità quando si basa su grandi rapporti tra le persone. L’economia cresce quando c’è fiducia, complicità, relazioni, attenzione e coinvolgimento. L’economia di successo, le imprese di successo si basano su grandi rapporti umani e sulla costruzione di comunità che interagiscono in modo profittevole tra di loro.

Guarda invece a cosa sta facendo l’economia di oggi. Quando guardiamo ai clienti, siamo spinti a catalogarli in “quelli che pagano” o “quelli che non pagano” o “quelli che potrebbero non pagare”. I dipendenti sono “costi che devi ridurre o tenere sotto controllo” o le cui attività le potresti far fare da un’altra parte a prezzi molto più bassi, i fornitori diventano persone cui bisogna tirare il collo, altrimenti la liquidità soffre… I venditori diventano “vincenti” o “perdenti che devono essere sostituiti altrimenti si rimane indietro”. Insomma dovunque sta nascendo diffidenza, distacco, sospetto, antagonismo, sfiducia.

Da dovunque tu la guardi, vedrai che l’economia di oggi, spinge ognuno di noi a rendere più aridi i propri rapporti umani, a fare muro contro muro, a soffocare i propri sentimenti, a mettere in campo un po’ di “spietatezza”.

Ma questo è un modello che ci piace? E’ questo, dico io, il mondo che vogliamo costruire per i nostri figli? In un mondo basato sul taglio dei costi, anche i nostri figli prima o poi diventeranno il prossimo costo da abbattere... E poi, questo modello funziona? Se ognuno di noi diventa uno spietato tagliatore di costi o aggiustatore di bilanci, finiremo per essere tutti più ricchi?

Un’economia che inaridisce i rapporti umani, in realtà, rende tutti noi più poveri. Certamente devi tenere sotto controllo i costi e i pagamenti ma rifiutati di asservirti a questo pazzo modello. Il nostro lavoro come imprenditori è la creazione di una grande ricchezza che può essere condivisa con chi ruota attorno alla nostra azienda: clienti, fornitori, dipendenti, comunità. E per creare ricchezza serve coinvolgere le persone e serve mettere in campo un sacco di umanità. Se tutti ci trasformiamo in aridi gestori, alla fine che cosa rimarrà?

Ricordati che quando ti avrà spinto ad uccidere o soffocare tutte le tue relazioni come “anti-economiche”, l’economia poi ucciderà anche te. 

L’economia così a me non piace più. Io non vendo l'anima a Goldman Sachs.

Paolo Ruggeri

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17/05/2012

Le cose che ci circondano sono fatte di sogni: scrivere le 10-15 mete che vi ponete nei prossimi anni!


Estratto dal DVD "Far crescere l'impresa" di Paolo Ruggeri, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori". Consigli e azioni pratiche per ottenere ottimi risultati e guadagnare anche in tempi di crisi!
In vendita online su: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp
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13/05/2012

Venerdì sono intervenuto alla riunione della forza vendite della Paterlini Srl di Castel del Rio (RE). E' stato un ritorno in un settore, quello legato al mondo agricolo, che mi piace molto. 

La cosa che più mi ha colpito della riunione: ho trovato un'azienda che ascolta la rete commerciale. Sembra un paradosso, ma la maggior parte delle aziende quando fa le riunioni vendita ha già tutto pronto e il commerciale può solamente approvare. 

In allegato le slide del mio intervento che ha parlato dell'agente di commercio e delle sue prospettive. 

Paolo Ruggeri  

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13/05/2012

Estratto del nuovissimo Audiolibro tratto dal libro di Paolo Ruggeri "Le 10 Regole del Successo".


Non perdere quest'occasione per ascoltare o riascoltare le regole che stanno alla base del tuo successo personale e professionale. Capirai come passare dall'abbastanza all'abbondanza. Troverai molti spunti interessanti per il TUO MIGLIORAMENTO PERSONALE. Tutti coloro che continuano a lamentarsi perche' non raggiungono i traguardi a cui aspirano nel lavoro - perche' lo stipendio non li soddisfa o perche' ritengono di non essere apprezzati come meriterebbero - dovrebbero leggere questo piccolo libro che offre consigli pratici per tramutare la propria esistenza in una vita ricca di soddisfazioni." "La cultura dell'abbastanza ormai si sta radicando cosi' tanto nella societa' da toglierci anche una cosa che da sempre ci appartiene: i nostri sogni. In questo libro non esprimero' delle ricette per rendere piu' sopportabile l'abbastanza ma parlero' dell'abbondanza e di come fare per costruire la vita che hai sempre sognato".

Si puo' acquistare online: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp

Admin
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03/05/2012

Le persone grandi, le persone capaci, le persone che sanno fare la differenza per gli altri devono imparare ad essere forti. Non basta essere capace, essere un professionista, essere uno/a che fa la differenza. Uno deve anche imparare ad essere forte.

Quando stai costruendo qualcosa di grande per la tua vita o per quella delle persone intorno a te, ti si presenteranno sempre davanti degli ostacoli insormontabili, cose che ti faranno davvero paura. Alle volte le risolverai e allora, subito dopo un periodo di pace e serenità, ti si presenterà davanti un nuovo ostacolo, spesso ancora più grande.

E' la vita: inseguendo grandi obiettivi davanti a te avrai anche grandi ostacoli. Inseguendo grandi obiettivi ci saranno sempre anche minacce che si stagliano all'orizzonte.

E allora uno si rende conto che vivere vuole anche dire imparare a convivere e a non farsi smontare dalle paure, vuol dire riuscire a trovare attimi di serenità e divertimento anche mentre intorno a te infuria la battaglia.

Perché la battaglia e le minacce non possono andare via. Le persone grandi hanno imparato questo segreto: convivere con serenità anche con grandi preoccupazioni. Non sono solo persone capaci, ma sono diventate persone forti.

Hanno capito che la paura, gli ostacoli, le difficoltà, le minacce sono una parte integrante del vivere grandi sogni, grandi obiettivi e grandi momenti.

Il mio augurio quindi, è che tu sia una persona forte: una persona che ha imparato a mantenersi allegra, a mantenersi carica, a vivere attimi di grande gioia anche in mezzo alle forti preoccupazioni che contraddistinguono il vivere con grande intensità.

Che la forza sia con ognuno di noi. 

Paolo Ruggeri

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03/05/2012

Anche se la situazione è quella che è, ci sono anche tante aziende che continuano a fare utili... E' giusto raccontare anche la loro storia. 

Quest'ultimo libro è il sunto di 4 anni di stretta interazione con le piccole e medie imprese italiane che battono la crisi.

In libreria prima dell'estate.

Paolo Ruggeri
 
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30/04/2012

 
Ci sono tre valori che ritengo ci possano aiutare a navigare questi momenti di difficoltà dell’economia del nostro paese:

Disobbedienza: significa aprire gli occhi e non credere più a nulla che ci viene propinato dal nostro governo e dalla presente classe politica. Hanno ampiamente dimostrato che il loro unico interesse è la conservazione dei loro privilegi e la loro auto-preservazione. Disobbedienza significa capire che ogni loro richiesta è parziale ed interessata e quindi, nei limiti della legge, bisognerebbe fare il contrario. Se richiedono di fare sacrifici capire che tali sacrifici sono solamente il preludio a mettercela in quel posto. Se ci richiedono di comprare i BTP, vendere quelli che hai in portafoglio (ti stanno per rifilare un pacco), non credere più a una singola parola che viene da loro.

Se il presente governo volesse davvero aiutare le imprese ed il popolo italiano avrebbe tanti facili modi per recuperare qualche miliardo: cancellare il finanziamento pubblico ai partiti (quando la gente muore a causa dell’economia, che senso ha parlare del finanziamento ai partiti?), richiamare i nostri soldati dall’estero (la vera emergenza oggi è nel nostro paese e l’esercito dovrebbe proteggere innanzi tutto i nostri cittadini), ridurre le pensioni dei politici e le loro spese. Detto fatto ecco alcuni miliardi che potrebbero essere usati come sgravi per i dipendenti o per le imprese e che farebbero ripartire l’economia.

Ma sappiamo già che non faranno nulla. Il loro interesse non è il bene del nostro paese ma è l’autoconservazione della classe politica. Quindi, disobbedisci.

Produttività: a prescindere dalle notizie negative e degli eventi che potrebbero demotivarci o farci cadere le braccia, cerchiamo di rimanere concentrati sul business e mantenere un’adeguata produttività. Significa non usare la crisi per giustificare le manchevolezze della nostra azienda o la sua mancanza di innovazione, significa credere che fare business sia comunque possibile, fare marketing, ricercare clienti, dare un bel prodotto e servizio, pianificare con passione oltre la crisi. Come dimostrano le centinaia di storie di imprese in questo blog, fare un prodotto eccellente e vincere è possibile anche in questo periodo di crisi. Cerca di essere anche tu un esempio da seguire per gli altri.

Per chi non avesse un lavoro, produttività significa partecipare a corsi, studiare, leggere libri, offrirsi di fare del volontariato, tentare di vendere un prodotto o un servizio su internet. Spesso attività di ripiego come queste, nonostante non siano una panacea, costituiscono un valido mezzo per entrare in contatto con una buona opportunità lavorativa.

Solidarietà: mai come oggi dobbiamo essere, come classe creativa e classe produttiva, solidali tra noi. Solidarietà vuol dire non fare business ignorando che l’impresa vicina è in difficoltà ma aiutarla a riprendersi, vuol dire condividere il know how, sostenere il proprio cliente o il proprio fornitore o perlomeno fornirgli conforto, appoggio ed idee. Se da una parte il mercato ci forza ad essere drastici nella gestione dei costi, dall’altra dobbiamo sempre ricordarci di avere a che fare con esseri umani e sapere che è rendendoci conto dell’umanità di chi ci sta attorno che vinceremo questa grande battaglia, piuttosto che diventando degli spietati tagliatori di tutto. L’austerità che non tiene conto dell’essere umano è la strada verso il fallimento come finirà per imparare anche questo governo. Sii solidale e orientato all’aiuto nei confronti degli imprenditori che gravitano attorno alla tua impresa. Sono esseri umani come te che spesso hanno famiglie e figli come i tuoi. Mai come oggi un piccolo gesto potrebbe avere un grande valore.

Disubbidisci ad un governo che non fa più l’interesse dei suoi cittadini, sii produttivo e lucido nella gestione della tua impresa e ricordati sempre che non importa quanto grave ti sembri la tua situazione, c’è sempre qualcuno che sta un po’ peggio di te. A volte aiutare lui, potrebbe far venire qualche buona idea anche a te.

Paolo Ruggeri

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30/04/2012

Team 2.0. Il concetto di gruppo per il nuovo sistema economico: un micro sistema affettivo, culturale, locale.


Estratto dal DVD "Emozionare il team" di Flavio Cabrini, della collana "Top of the Year.Gli imprenditori parlano agli imprenditori".
In vendita online su: http://www.paoloruggeri.it/libri-paolo-ruggeri.asp

Admin
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29/04/2012

Fare impresa nel nostro paese sta diventando sempre di più un lavoro da eroi. A prescindere dai risultati ottenuti, ammiro tantissimo tutti gli imprenditori e i professionisti che persistono e lottano per far progredire le loro imprese in questo periodo storico. 

Le difficoltà che incontriamo però non devono distogliere la nostra attenzione dal fatto che esistono anche numerose aziende che, facendo le azioni giuste, riescono ad ottenere risultati straordinari, anche in settori come quello immobiliare ed edile. Il collega Gianni Vacca mi ha sottoposto la storia di Stefano Moretti della Ediltecno Service di Sondrio http://www.giannivacca.it/2012/04/29/da-dove-iniziare-a-vendere-le-case-un-esempio-reale/ 

Se davvero lo si desidera è possibile vendere case e trovare clienti per lavori edili. 

Paolo Ruggeri  
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25/04/2012

Ho ricevuto questo messaggio da un amico che ha ascoltato l'audio libro de I Nuovi Condottieri: 

"Ciao Paolo, anche questa volta sei stato illuminante… Ho divorato il tuo audio libro (tra l’altro validissima idea consigliata anche ad un amico che a breve pubblicherà a breve un libro) riscoprendo che anche io per tante cose ero entrato in una zona di comfort. Il tutto si è amplificato anche x il pochissimo tempo dedicato ultimamente a quello che fa la differenza nel proprio lavoro: auto-formazione. Ma… nulla è perso ritorniamo ad allenarci per riprendere il gioco in mano. Ancora complimenti e grazie per la tua amicizia. M.G." 

Paolo Ruggeri
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21/04/2012

Come parte del nostro approccio non convenzionale monitoriamo ogni mese l'andamento dei fatturati delle aziende iscritte al programma MBS e premiamo le aziende che hanno avuto il maggior incremento percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Teniamo due classifiche:

a) La Junior League, che raggruppa tutte le aziende con un fatturato annuo inferiore ai 4,5 milioni di euro.
Ogni mese premiamo le dieci aziende con il miglior incremento.

b) La Senior League, che raggruppa tutte le aziende con un fatturato annuo superiore ai 4,5 milioni di euro.
Ogni mese premiamo le dieci aziende con il miglior incremento.

Queste le classifiche relative ai fatturati di Marzo 2012:

JUNIOR LEAGUE MARZO 2012

1) G&CO, Settore Immobiliare + 103,24%
2) UNION GAS METANO, Settore Gas + 98,53%
3) GUCCIONE, Settore Edile e Assistenza Centri Comm.ali + 64,14%
4) DIAMAN SIM, Settore Consulenza Finanziaria + 60,32%
5) STUDIO PENNINO, Settore Dottori Commercialisti + 52,27%
6) EURODENT, Settore Dentistico + 49,56%
7) CARRAFIELLO, Settore Dentistico + 45,92%
8) GIB ITALIA, Settore Recupero Crediti + 41,36%
9) ARTIGIANCAVI, Settore Cavi in Acciaio + 40,74%
10) YOURBIZ, Settore Settore Informatico e Creazione Siti Professionali + 39,66%

SENIOR LEAGUE MARZO 2012

1) AREDIA, Settore Arredamento + 176,36%
2) IMPRESIT COSTRUZIONI, Settore Edile + 109,63%
3) SCISCIANI&FRASCARELLI, Settore Edile + 46,82%
4) ADICOMP, Settore Aria Compressa 22,97%
5) TASSO & CANDELORO, Settore Immobiliare + 20,79%
6) SO.GE.SA, Settore Case di Cura Private + 19,15%
7) ITALIAN FOOD TRADING, Settore Alimentare + 9,00%
8) LEM MARKET, Settore Supermercati + 8,34%
9) MARMOLUX, Settore Marmi e Graniti + 3,62%
10) SURGEL COMPANY, Settore Surgelati + 2,36%


ADMIN

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