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01/04/2009

In allegato le diapositive della presentazione tenuta ieri al focus group di Confcooperative Umbria "Trovare gli stimoli per reagire alla crisi".


Ho molto apprezzato la riunione in quanto a mio avviso era composta dal giusto cocktail di competenze ed informazioni. Un ringraziamento a Lorenzo Mariani per l'eccellente organizzazione e per l'invito.


Paolo Ruggeri  



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29/03/2009

Questo è uno dei periodi della mia vita in cui sto molto bene. Uno di quei periodi in cui senti una grande forza, hai grandi idee e le cose sembrano andare facilmente per il verso giusto...

Devo riconoscere che un grande contributo l'ho ricevuto io stesso stando nell'ambiente MBS. Insomma, quando ogni santo giorno ti confronti con imprenditori brillanti che hanno idee, che perseguono grandi obiettivi e che condividono le azioni vincenti in un'ottica di gruppo, un po' alla volta ti senti venire addosso una forza straordinaria. 

L'ultima sessione di formazione MBS è stata per me la migliore di sempre: tante aziende, bella gente, persone entusiaste che ottengono grandi risultati, progetti imprenditoriali condivisi, la fiera con numerose alleanze e partnership ma soprattutto lo spirito e le persone che stanno dietro a questa iniziativa. 

Dopo tre giorni come quelli passati assieme da Giovedì a Sabato dove trovi Follador e le sue colombe, Carrafiello con i suoi progetti imprenditoriali, Messali scatenato sulle vendite, Roberto Bonazzi con la sua serenità, Matera con i suoi piani di incentivi e Fiore che apre nuovi centri commerciali, solo per menzionarne alcuni, ma come fai dopo a pensare che c'è la crisi???

Insomma siete persone straordinarie. Grazie per tutto quello che state facendo. 

Paolo Ruggeri   

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29/03/2009

In allegato le slide dell'intervento di Giovedì di Cabrini: motivare il personale in tempi di crisi. 

Paolo Ruggeri



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29/03/2009

Venerdì alla MBS ho fatto un intervento dove ho ritirato fuori alcune vecchie slide sulla vision e su quelle che ritengo alcune delle leggi del successo. Un intervento bello carico ma il cui sunto di fatto è uno: se persegui davvero una vision e agisci in base alle leggi del successo (più informazioni nelle prossime presentazioni) tutte le difficoltà che incontrerai conterranno anche il seme di una grande opportunità (che forse non riuscirai a scoprire al momento ma che capirai molto più avanti).


Venendo al presente scenario economico, anche se sono consapevole che ci sono ancora molte sfide davanti a noi, forse per il fatto che sto bene, sono ritornato ad essere decisamente ottimista. Vedo molte aziende che hanno ripreso a ricevere ordini da clienti, diverse aziende nel settore immobiliare con i preliminari di vendita del 2009 superiori al 2008. Più che altro ritengo che oggi come oggi ci voglia coraggio e ci vogliano sogni. Anzi ti dirò di più: se oggi hai delle idee e un po' di entusiasmo il mercato presenta anche delle opportunità che sono irripetibili. 

Slide allegate.


Paolo Ruggeri  



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29/03/2009

Roberto Bonazzi e Mino Cesari sono i titolari di Platinum Group  http://www.platinumgroup.it/ azienda bolognese attiva nel portare ai propri clienti soluzioni per il risparmio energetico. Visti gli ottimi risultati ottenuti dall'azienda abbiamo chiesto a Roberto di tenere un intervento agli altri imprenditori che prendono parte alla MBS. 

Ho apprezzato l'intervento di Roberto in quanto non ha solamente sottolineato le classiche azioni di gestione d'impresa (miglioramento individuale, migliore gestione, gestire le aree scomode, ecc) ma ha rimarcato un punto che, negli anni a venire, acquisirà sempre maggiore importanza: le imprese che vanno bene oggi sanno eccellere nelle relazioni, non solo con i clienti ma con il tessuto imprenditoriale che gira loro intorno. Anche se Roberto ha sottolineato l'importanza che la collaborazione tra gli imprenditori MBS ha generato per Platinum, ci tengo a far notare che sempre di più la collaborazione trasversale tra imprese sarà uno dei fattori competitivi importanti negli anni a venire. Per usare le parole di Roberto: da solo, anche se sei bravo, non vai da nessuna parte. Oggi per eccellere hai bisogno della collaborazione di altri imprenditori. 

Slide in PDF allegate. 

Paolo Ruggeri

  



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29/03/2009

Penso che le giornate di MBS della scorsa settimana siano state tra le più belle di sempre. La fiera con lo scambio business tra le aziende clienti, gli interventi, l'entusiasmo, il divertimento...


Tra le altre cose abbiamo avuto un intervento di Max Calore sull'autodisciplina e la sua importanza per la gestione d'azienda che è stato davvero notevole.


In allegato le slide in pdf. 

Paolo Ruggeri


 



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15/03/2009

Dopo un paio di settimane un po' convulse e confuse sul fronte dell'economia, inizia ad essere presente anche qualche segnale incoraggiante. 

Gli incentivi statali alla vendita auto in Germania hanno portato a un sostanziale incremento delle vendite (Vendite auto in Germania Febbraio 2009: + 21,5% su Febbraio 2008  http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5iqwGvW1zmTNklwPclriTRhFMTTVg ). C'è da sperare che le misure di incentivo introdotte anche nel nostro paese portino agli stessi risultati per l'industria dell'auto e per tutto l'indotto. 

Nel mentre Giappone, USA e GB hanno deciso di aumentare ancora l'ammontare del denaro pubblico iniettato nel sistema come stimolo all'economia. C'è solo da sperare che i nostri governanti riescano a far ritornare il genio nella lampada... 

Sul fronte delle banche, a parte le difficoltà delle banche ucraine, non ci sono sostanziali novità. Qualcuno mi ha chiesto come è stato possibile che anche giganti come Citigroup o UBS abbiano avuto il bisogno di interventi statali per evitare il fallimento. La spiegazione tecnica è piuttosto semplice: le banche, sulla base della loro capitalizzazione, utilizzano la "leva finanziaria" sia per gli impieghi (prestiti, mutui, ecc) sia per attività di conto proprio (investimenti diretti). Quando il valore delle loro stesse azioni era molto elevato (e anche il valore degli investimenti in titoli che detenevano) si sono esposte utilizzando la leva. Con il crollo dei mercati finanziari si sono trovate a dover rientrare nei parametri ed è ovvio che ad ogni ulteriore discesa del valore delle borse (e quindi ad ogni successivo calo della propria capitalizzazione) si trovano di nuovo fuori dai parametri.

A parte tutte queste novità c'è un pensiero che mi assilla da qualche giorno a questa parte: certo l'economia è in difficoltà ma non è forse vero che è in momenti come questi che tutte le grandi fortune imprenditoriali del passato sono state create? E' in momenti come questi che imprenditori coraggiosi hanno avuto la forza di mettere le basi per tutte le imprese che ancora oggi sono un grande successo. Non tutto della crisi è male. O perlomeno non lo è se hai una vision chiara e non hai paura.

Paolo Ruggeri  

 

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15/03/2009

Di ritorno dai Paesi dell'Est, mentre sto aspettando la coincidenza a Monaco, incontro una delegazione di imprenditori italiani di ritorno dall'Ucraina. Le banche ucraine, in difficoltà di liquidità, hanno congelato i depositi e non lasciano più ritirare i soldi dai conti correnti. Gli imprenditori sono ritornati a tenere i soldi sotto al materasso...

Sempre secondo lo stesso gruppo di imprenditori, la scena economica ucraina è difficoltosa ma rimane comunque un certo ottimismo. 

Maggiori informazioni sulle difficoltà delle banche ucraine, possono essere trovate qui. 

http://www.rferl.org/content/Ukraine_Is_Used_To_Life_On_The_Edge_Is_This_The_Year_It_Slips_Over/1510354.html  

Paolo Ruggeri

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04/03/2009

Stamane dalle 09:00 sto cercando di effettuare un acquisto da 50.000 euro. 

Prima telefonata ad azienda di Arezzo. Avevo già mandato una mail una settimana fa chiedendo informazioni e mi avevano risposto di telefonare ad una certa signora Patrizia... Ritelefono alla Patrizia, fredda come il ghiaccio, nemmeno un sorriso. Capisco che per lei sono una perdita di tempo. Chiedo i dettagli dell'acquisto. Sarei davvero interessato a concludere. Mi dice che per effettuare l'acquisto servirebbe un bonifico del 10%, gli chiedo se mi possono mandare una mail con i dati bancari, mi risponde che li trovo sul sito... Agghiacciante. 

Ma non demordo: ho un altro nominativo di un venditore che è passato nella nostra azienda e mi ha lasciato una brochure. Chiamo il cellulare. Mi risponde ma cade la linea. Riprovo: telefono spento. Riprovo ancora: telefono spento. Ti immagineresti che vedendo la "caller id" è il venditore che ti richiama, perlomeno per metterti un po' a tuo agio. Niente. Ma questo vuole vendere o è lì solo per perder tempo?  

Ma non mi arrendo: voglio comprare. Chiamo il numero dell'azienda del venditore, a Milano. Mi risponde una segretaria. Gli espongo il mio problema e la mia intenzione di acquistare. Mi dice: "guardi adesso sono occupata, mi potrebbe richiamare tra 5 minuti che le spiego tutto?"... Non prende il nome, non mi dice che mi avrebbe richiamato subito, niente. "Richiami tra cinque minuti".

Agghiacciante. Agghiacciante. Agghiacciante. Queste aziende non hanno bisogno di aiuti statali, di formazione del personale, di consulenza aziendale. Queste aziende meritano solo di andare al cimitero. 

Altro che crisi. 

Paolo Ruggeri  

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03/03/2009

Stasera, guardando Ballarò, ascoltavo i nostri politici snocciolare le loro ricette per la ripresa economica, per il sostegno ai precari che perdono il lavoro, ecc e mi sono detto che se i politici fanno questi discorsi vuol dire che ancora non abbiamo capito che cosa sta succedendo o forse, peggio ancora, non ce lo vogliono fare capire. 

L'economia prima della crisi finanziaria di Ottobre 2008 era come un gigantesco cappuccino con tantissima schiuma (= valore fittizio) ma con pochissimo latte (= il vero valore generato). Il valore fittizio era composto dal credito facile ed infinito (per es. mutui casa al 110% del valore dell'immobile dati a persone che di fatto non qualificavano, ecc), dalla supervalutazione delle azioni in borsa (aziende decotte che producevano poco o nessun utile o, addirittura, perdite che valevano miliardi di euro in capitalizzazione), governi inefficienti o società intere, come gli stati uniti d'america che, vivendo al di sopra delle loro possibilità, di fatto si indebitavano sempre di più per "far tirare l'economia", ecc, ecc. Ottobre 2008 ha segnato in modo traumatico la fine della schiuma del cappuccino. 

Al che si è andati a cercare il latte e ce n'era davvero poco... nel senso che il valore effettivo prodotto dalle aziende o dagli individui ( = produttività per capita) era davvero molto basso. Dico molto basso perché la globalizzazione porta come condizione inevitabile che la ricchezza dei paesi che non innovano venga redistribuita con i paesi emergenti. Gli indiani, i cinesi, i vietnamiti stanno semplicemente prendendo una parte della nostra ricchezza e, se non innoviamo, sempre più di questa ricchezza verrà redistribuita, o meglio, divisa con loro. Loro diventeranno un pochettino più ricchi e noi un pochettino più poveri. 

Allora, finché c'è la schiuma del cappuccino tutto questo non si vede (l'economia tira, gli americani comprano sempre di più, i mutui facili fanno comunque vendere le abitazioni, ecc) ma non appena tutto questo valore fittizio scompare ci si ritrova a fare i conti con i fatti reali. I fatti reali sono che di fatto negli ultimi dieci anni l'Italia ha investito in Ricerca ed Innovazione l'1.1% del PIL mentre i paesi avanzati come il nostro di media hanno investito il 3%. Come sparisce l'economia fittizia, come la schiuma del cappuccino svanisce, ci troviamo inevitabilmente di fronte ai fatti brutali: non siamo più competitivi degli altri e sono in molti a competere per una parte della nostra ricchezza.

Quella che ti sembra una normale crisi economica, allora, in realtà è un gigantesco scomvolgimento che cambierà il mondo, riporterà l'economia alle sue basi reali (hai denaro nella misura in cui sei più bravo degli altri a produrre valore) e forse cambierà anche il modo in cui concepiamo il concetto stesso di lavoro. 

Ma ora usciamo per un attimo dalle discussioni di macroeconomia e scendiamo nella vita di tutti i giorni. Perché le banche continuano a cadere in borsa? Cadono in borsa perché la loro attività era principalmente basata sul creare schiuma del cappuccino e rivenderla ai loro clienti. Finché si guardava alla schiuma e c'era qualcuno disposto a comprarla, allora le cose andavano, ma ora che la schiuma non c'è più e si cerca il latte vero (il valore reale) ci si rende conto che anche le banche valgono poco o niente. 

Perché le banche riducono il credito? Perché il loro capitale (cioè i soldi veri che possiedono) rispetto ai loro impieghi (cioè soldi che hanno prestato o investito) è decisamente insufficiente. E quindi devono correre ai ripari riducendo i rischi e gli impieghi. Ma non lo fanno perché sono cattive. Lo devono fare per non fallire. Come mai ad alcuni politici, anche del nostro paese, è scappato di bocca che "forse nazionalizzeremo le banche?". Perché per quanta aria fritta ci raccontino, anche loro sanno che la situazione è preoccupante. 

Ci dicono che si faranno garanti per coprire eventuali insolvenze o fallimenti del mondo bancario ma, mentre dichiarano di essere disponibili ad entrare nelle banche con denaro fresco, di fatto un'inchiesa di Der Spiegel citata qui http://www.upi.com/Business_News/2009/02/20/Germany_suggests_international_bailout/UPI-65431235165547/  ci dice che il Ministro delle Finanze tedesco sta prendendo in considerazione di intervenire per aiutare i paesi della zona Euro che dovessero fare default sul debito sovrano (cioè non avere più soldi per pagare gli interessi del debito pubblico). Il che è come dire: i soldi per riparare a tutto questo casino non ce li hanno tutti. I paesi straindebitati potrebbero non averceli proprio.

Ora io mi auguro che tutti questi siano discorsi di fanta economia, ma nel farlo mi rendo conto che ci sono troppi indicatori che ci dicono che si sta creando una situazione di forte cambiamento per tutto il mondo economico e che questa situazione non durerà giusto alcuni mesi, ma potrebbe andare avanti almeno per un paio d'anni.  

Con che cosa ci lasciano tutti questi discorsi? Con il fatto che quella che stiamo vedendo oggi non è la crisi. Ma è solo l'inizio di un processo che davvero non sappiamo dove ci porterà. E la parola d'ordine per uscirne indenni o meno bruciacchiati , sia per i dipendenti che per gli imprenditori, sta in queste semplici parole: creazione di valore, competitività, innovazione per creare valore. 

Ogni giorno che mi alzo e penso a questa situazione, spero con tutto me stesso di sbagliarmi, che non sia così pesante come l'ho immaginata, che di fatto davvero i politici abbiano le cose sotto controllo come dicono. Ma poi guardo alla mia impresa e mi rendo conto che qualsiasi cosa io abbia mai ottenuto, non l'ho ottenuta grazie alle abilità dei politici o del sistema. L'ho ottenuta grazie al duro lavoro, all'innovazione, al volermi mettere in discussione, alla relazione che ho saputo creare con i clienti, alla passione che avevo per ogni cosa che facevo, al valore che ho creato.  

Lo stesso io penso valga per te. Questi non sono più tempi nei quali "tamponare" o mettere una pezza qua e là. Bisogna davvero mettere mano all'innovazione, ai processi produttivi, alle necessità dei clienti, insomma bisogna DARCI DENTRO e farlo DAVVERO, altrimenti presto non avremo più alcuna azienda.

Leggendo questo articolo potresti pensare che io sia un pessimista. Non è così. Io credo che in tutto questo bailamme si nascondano anche delle grandi opportunità. Ma non sarà un'opportunità se prima non impari a guardare anche i fatti brutali della presente situazione. Il mondo sta cambiando e ci sta venendo presentato il conto di tutto questo valore fittizio con il quale abbiamo vissuto e prosperato fino ad oggi. 

Dopo aver lanciato il sasso nello stagno, nei prossimi giorni tornerò a parlare di quello che fanno le piccole e medie imprese italiane che continuano a crescere sul mercato. Vediamo che cosa SI PUO' FARE e come farlo. 

Ma una cosa devi comprenderla: non puoi semplicemente aspettare. Ciò che ci aspetta nei prossimi mesi sarà adrenalina pura.

Paolo Ruggeri 

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01/03/2009

Mercoledì alla Mind Business School Roberto Gorini ha tenuto un intervento circa gli strumenti da mettere in campo per avere una migliore gestione finanziaria all'interno delle piccole e medie imprese. 

Nella seconda parte della presentazione ha poi illustrato i suoi personali consigli per gli imprenditori le cui aziende dovessero particolarmente soffrire il periodo di crisi. 

Come già accennato in altri articoli Roberto terrà la prima edizione del corso Rich Strategy a Bologna il 7 e 8 Aprile 2009. Per maggiori informazioni sul corso, potete scrivere a mbs@mindconsulting.it

Paolo Ruggeri



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01/03/2009

In allegato le diapositive dell'intervento tenuto settimana scorsa alla Mind Business School da Corrado Zambonelli dell'Hotel il Cappello d'Oro di Bergamo, catena Best Western. 

Gli ingredienti di un buon Customer Care secondoCorrado: 

a) Cura del cliente. Per farlo serve avere persone sensibili ai bisogni altrui.  
b) Conoscere i clienti ed ascoltarli (profilarli, conoscere le loro esigenze personali).
c) Sorprendere il cliente. 
d) Misurare la sensazione del cliente.
e) Trasformare il cliente in qualcuno che ti aiuta e ti dà consigli. 
f) Essere un Lovemark: entrare nel cuore della gente. 

Mi ha molto colpito tutta la parte circa il fatto di "arruolare il cliente nel proprio customer care". 
Paolo Ruggeri



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21/02/2009

Ho avuto il piacere di intervenire alla riunione vendite Pietravera www.pietravera.com un'azienda giovane ma che già presenta, come dimostrano i suoi fatturati, numerose delle caratteristiche del leader. Un'altra dimostrazione del fatto che quando si mette un bel prodotto sul mercato e si ha qualcosa di nuovo e di interessante da dire ai clienti, le vendite non soffrono, anche nella presente situazione di mercato.


Le slide sono allegate e vertono su alcune delle ricette che a mio avviso devono seguire i venditori oggi per salire la scala del valore aggiunto e fare la differenza sul mercato.


Paolo Ruggeri



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10/02/2009

Durante i miei incontri con cooperative o piccole medie imprese italiane del settore agroalimentare trovo sempre più di queste aziende che commercializzano una parte della propria distribuzione direttamente, tramite i G.A.S (gruppi di acquisto di famiglie che si consorziano tra di loro www.retegas.org) o tramite punti vendita diretti. 

Altri esempi sono i tentativi di confcooperative emilia romagna, per esempio, di allestire una mappa dei punti vendita cooperativi http://www.confcooperative-er.it/Sezione.jsp?idSezione=1181

Secondo uno studio del Sole XXIV Ore di Gennaio 2008, le stime per il giro d'affari dei GAS erano di 30 milioni di euro nel 2007, mentre ci si aspettava di raggiungere nel 2008 i 50 milioni di euro. 

Insomma, ferme restando le ricette per le aziende di questo settore (vedi slide allegata con i consigli, che condivido in pieno, di Serge Guegan per le PMI del settore agroalimentare), mi sembra che qui e là stia nascendo nelle imprese del settore agroalimentare una rinnovata consapevolezza del loro ruolo non solo di produttori ma innanzi tutto di imprenditori che devono pensare non solamente alla produzione ma, anche e soprattutto al marketing ed alla commercializzazione. 

Non so esprimermi sul fenomeno, penso solo che sia interessante, per ora, notarlo e tenerlo in considerazione. 

Paolo Ruggeri



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10/02/2009

Oggi ho avuto il piacere di intervenire ad un seminario della Fedagri, Cambiamenti e prospettive per le cooperative del settore oleario.


Nel complesso devo dire di aver passato una giornata davvero stimolante e di aver potuto interagire con alcune persone straordinarie che tengono davvero al successo del settore agroalimentare italiano. Che dire infatti di persone quali Santo Ingrosso, Giovanni Rizzo, il Direttore Perna, Gianfranco Carrubba?

Il messaggio della mia presentazione in poche parole: distinto o estinto, abbraccia il marketing (metà del valore oggi è determinato da ciò che sta intorno al prodotto), ritorna a fare le cose che ti "spaventano" o ti eccitano

Molto interessante anche la presentazione di Antonello Ciambriello circa le attività del Consorzio Opera www.operaconsortium.it 

Le diapositive dell'intervento sono allegate. 

Un ringraziamento a Confcooperative/Fedagri per l'invito.


Paolo Ruggeri  



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07/02/2009

Ieri ho avuto il piacere di tornare a parlre di un argomento che coglie sempre il mio interesse: la vendita ed i processi che portano un cliente a prendere la decisione di acquisto.  


Devo ammettere che anche il contesto mi ha aiutato: gli agenti e i tecnici commerciali della Comazoo sono davvero belle persone e dotate anche di un grande sense of humour (per sopportarmi...).


80% delle vendite, è il mio parere, si concludono (in senso positivo o negativo) prima ancora che il venditore inizi a parlare del suo prodotto o servizio. Anche se sembra un'informazione un po' "spinta", prova a guardare gli studi di Friedman sull'Affective Communication o quelli di Zaltman oppure, ancora meglio, prova a fare degli approcci migliori con i clienti lavorando sulla prima parte della tua trattativa.  

Vendere è imperativo per ogni imprenditore, ancor di più oggi. Con la carenza di potenziali clienti è ancor più importante lavorare perché la propria rete vendita sia costituita da veri commerciali (e anche un po' di innovazione sul prodotto non guasterebbe...). 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri



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02/02/2009

Stamane, nel preparare una presentazione, ho trovato questo articolo che è interessante in quanto elenca alcune professioni che hanno ancora spazio di crescita nel mercato del lavoro: 

http://www.ifgonline.it/pub/142/show.jsp?id=4084&iso=1&is=142 

A queste vorrei aggiungere quella dell'igienista negli studi dentistici. Con la grande ristrutturazione che sta accadendo in questo particolare comparto della medicina, i dentisti dovranno gioco forza, per rimanere sul mercato, assumere un approccio imprenditoriale ed avere un'igienista all'interno dello studio è fondamentale per la fidelizzazione della clientela. I corsi di laurea per igienista hanno molti meno partecipanti rispetto alla richiesta da parte degli studi dentistici. 

Paolo Ruggeri  

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31/01/2009

In allegato le diapositive dell'intervento alla forza vendita Comazoo circa l'evoluzione del ruolo del venditore o agente di commercio, prima parte.  

Paolo Ruggeri



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25/01/2009

Un lettore recentemente mi ha chiesto quando avessi intenzione di pubblicare il prossimo libro. Sono ormai passati quasi quattro anni dalla pubblicazione de L'Etica dell'Eccellenza ed è lecito porsi questa domanda. 

C'è da dire che, mentre scrivo libri, tengo presentazioni e faccio consulenze, di fatto voglio continuare a fare l'imprenditore e come tale sono assorbito da un progetto dopo l'altro. 

Probabilmente il 2008 è stato uno degli anni più prolifici di intuizioni e di materiali di sempre. Ho postato su questo blog numerose diapositive, spunti, riflessioni, manuali. Molti sono giusto spunti che andrebbero approfonditi (e lo faccio nel corso dei seminari e delle presentazioni che tengo in giro per l'Italia) ma il materiale che è stato sviluppato fino ad ora in questo anno e mezzo è già notevole. Il percorso intrapreso assieme agli imprenditori che prendono parte alla MBS è sicuramente uno dei momenti migliori e più esaltanti della mia carriera e ha generato tantissime nuove informazioni. 

Il prossimo libro che pubblicherò avrà a che fare con la gestione della piccola e media impresa. Mi sono incaponito sul voler rendere disponibili a tutti ed in modo semplice e comprensibile i passi che portano un imprenditore a costruire dal niente un'impresa prospera e di successo. Ma se ne parlerà a fine 2010. Per ora sono ancora troppo esaltato dall'interagire direttamente con le imprese. 

Paolo Ruggeri
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25/01/2009

Dopo i due interventi che ha tenuto nel corso delle giornate MBS riguardo alla Rich Strategy, abbiamo ricevuto numerose richieste da parte di imprenditori desiderosi di approfondire ulteriormente l'argomento. Abbiamo quindi chiesto a Roberto Gorini, amministratore unico di New Media SpA di preparare un vero e proprio corso sull'argomento. La prima edizione del corso si terrà a Bologna il 30 Marzo e 1 Aprile 2009. 

Il programma del corso è nel PDF allegato. 

Paolo Ruggeri  



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