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25/10/2008

Ultimamente sono tornato a tenere dei corsi di Public Speaking. In allegato troverete le slide di quello tenuto agli Agenti Generali del gruppo Kemon Spa. 

In questi momenti nei quali diventa importante per ogni impresa guadagnare maggiore efficienza, anche tenere riunioni ben fatte gioca la sua parte. Una riunione non è solamente un momento per trasferire informazioni alla propria rete vendita, dove proiettare fogli excel con i risultati e illustrare le nuove offerte. Una riunione deve essere costruita con messaggi chiari e deve ottenere non solo la soddisfazione dello speaker ("ah, ho detto quello che dovevo dire...") ma anche e soprattutto che i nostri messaggi "passino" e poi vengano eseguiti con grande entusiasmo.


E soprattutto una riunione, deve deve deve essere divertente e tonificante.


Paolo Ruggeri



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12/10/2008

Può darsi che la riunione del G8 e le relative decisioni risolvano (temporaneamente) la presente crisi finanziaria e causino un incremento degli indici di borsa. Non lo so. Ma, a prescindere da ciò che accadrà alle borse domani, alcune cose dobbiamo dircele: 


1) Il sistema bancario, così come è strutturato oggi, è l'istituzione meno "cliente-centrica" che esista. Anche la burocrazia statale (dove il cliente a volte viene visto come una grana) è più orientata ai bisogni di un cliente rispetto ad una banca (e non parlo di Lehman o delle banche d'affari americane, sto parlando delle banche italiane). Quando hai a che fare con l'amministrazione pubblica a volte, non sempre, hai a che fare con lungaggini, confusione, poco orientamento al servizio. Quando hai a che fare con il sistema bancario di oggi, hai invece a che fare con il "conflitto d'interessi fatto persona". Come descrivere in modo diverso il fatto che le banche hanno rifilato miliardi di euro in titoli spazzatura ai propri clienti solo per il fatto di percepire una commissione da quel fondo piuttosto che da quell'altro? Nella tua impresa, il cliente è considerato l'attore più importante, tutto il gruppo che dirigi è teso verso la creazione del massimo valore per la clientela. Potresti dire la stessa cosa della banca nella quale hai un rapporto di conto corrente? 


2) La maggior parte delle azioni scambiate in borsa sono SOPRAVVALUTATE rispetto al loro valore reale. Non so se saliranno o scenderanno, quello che so di certo è che valgono molto ma molto di più del valore reale delle aziende che rappresentano. Quando salgono lo fanno solo perché c'è la SPERANZA che qualcun altro le compri più care rispetto a quanto le paghi oggi. Ma è un valore effimero, qualcosa di molto instabile. Quando compri azioni quindi, nella maggior parte dei casi non compri valore, ma compri speranza. Quando possiedi azioni, anche se aumentano del 20% non possiedi più valore, ma possiedi unicamente "speranza che quel valore (o anche di più) in seguito possa materializzarsi". 

3) Il denaro (quello vero) è un indice del valore che dai al mercato. Se crei maggior valore, avrai maggior denaro. Questa è la strada più semplice e anche la meno traumatica per crearti una qualche prosperità. Se vuoi avere prosperità non correr dietro agli indici di borsa o alle notizie di recessione: rifletti su come puoi dare maggior valore al cliente e poi fallo. Così facendo le recessioni casomai ti causeranno qualche grattacapo ma ne uscirai sempre più forte di prima.

4) Anche se il sistema finanziario dovesse azzerarsi (una eventualità che personalmente spero non accada) il sottoscritto rimarrebbe ottimista (anche se ho una gran parte del mio capitale in obbligazioni): si aprirebbero grandi opportunità per tutte le persone e le imprese che davvero creano valore per il cliente e per il mercato. Tutta questa enorme liquidità che se ne sta uscendo dai mercati finanziari potrebbe riversarsi nelle imprese, quelle vere: le piccole e medie imprese che creano valore. Preferirei prestare 50.000 euro a un imprenditore di un'impresa sana  piuttosto che avere dei soldi in un fondo azionario... Se questa relazione potesse essere diretta, l'imprenditore avrebbe denaro ad un tasso d'interesse migliore e il risparmiatore avrebbe maggiore sicurezza del suo investimento (ed anche, penso, un ritorno migliore).

In ultima analisi, da vero sovversivo, io penso che il sistema bancario di oggi sia qualcosa di cui dobbiamo liberarci al più presto: originariamente era nato per proteggere il denaro (per chi lo aveva) e per prestarlo a chi non lo aveva. Se guardi a cosa è diventato, ti rendi conto che la sua missione è stata completamente sovvertita: 

a) Il sistema bancario di oggi (tramite i suoi "fondi spazzatura" e le sue maldestre speculazioni) di fatto ha lavorato per disintegrare quel poco valore che le persone si erano costruite. "Spaccia" azioni e fondi sopravvalutati e, nei casi migliori, ti rifila unicamente della "speranza" che i tuoi soldi siano al sicuro o si apprezzeranno. Il panico di chi va in banca a prelevare i soldi dai conti correnti vuol dire unicamente questo: il sistema bancario ha fallito la sua prima missione, proteggere il denaro dei propri clienti. 

b) Tramite innumerevoli speculazioni il sistema bancario ha creato un enorme mostro virtuale che oggi affligge tutti quanti i clienti e gli attori che ci gravitavano intorno: correntisti incerti sui loro risparmi e debitori tirati pazzi nell'insicurezza. Mi domando: un sistema del genere oggi ci è ancora utile?????? 

Intendiamoci spero che non avvenga nessun crac, ma al contempo mi chiedo: abbiamo davvero bisogno di un sistema finanziario che da una parte disintegra il denaro di chi ce l'ha e dall'altra tira pazzo chi invece di quel denaro ha bisogno? Questi signori stanno lucrando sia sulla domanda che sull'offerta ma di fatto non danno un buon servizio a nessuna delle parti in gioco. 

Tirando le somme ritengo che le presenti difficoltà del sistema bancario sono da imputarsi al fatto che si è ammalato dello stesso cancro che per decenni ha cercato di trasmettere ai propri clienti. Così come quando fai lo spacciatore di droga e, alla fine diventa tossico un tuo famigliare, anche quando spacci fondi spazzatura e "speranze fasulle di ricchezza" alla fine è possibile che ad ammalarsi sia proprio tu stesso.      


Il denaro e la prosperità dipendono dalla nostra capacità di creare valore per gli altri. Il sistema bancario/finanziario nella sua presente forma è diventato un pericoloso cancro che affligge la nostra società. Non ci serve arrivare al crac per riformare completamente questo sistema. 

Se si fa eccezione per Mohammed Yunnus, c'è ancora da qualche parte qualche banchiere etico?

Paolo Ruggeri   

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09/10/2008

Alla Mind Business School di questa settimana ci sono state diverse presentazioni molto interessanti, la maggior parte delle quali ruotavano attorno al concetto di valore e di prosperità. Il motivo: penso che negli anni a venire ricorderemo questi tempi del 2008 come "la fine del valore fittizio", vale a dire di quell'apparente valore fatto di economia di carta, speculazioni, tentativi di fare il massimo dei soldi usando altri soldi e non innovando o producendo qualcosa di utile per la propria clientela e la società. 

Back to Basics era il titolo di un mio intervento a Novembre del 2007: incitavo a lasciar perdere tutte le mode e tendenze e ritornare ai fondamenti dell'economia e in particolare ai fondamenti della gestione d'impresa. In retrospettiva, come imprenditore, penso di essere stato davvero fortunato: è ormai un anno che sono ritornato ai fondamenti della gestione d'impresa: essere fit, concentrarsi su creare valore per il cliente, ottimizzare la gestione, affrontare le mie zone di comfort e quelle della mia impresa, lavorare sulla mia capacità di infondere entusiasmo, guardare i numeri e non giustificarli ecc. Mi rendo conto che le imprese che hanno iniziato questo processo un anno fa oggi sono molto più equipaggiate per affrontare la presente situazione ed anche il domani. 

Bottom line: se vuoi sopravvivere come impresa nel domani devi uscire dalle tue zone di comfort e ritornare a fare le cose sensate e che funzionano. La prima cosa che ti consiglio di smettere di fare è: se la tua impresa sta soffrendo smettila di giustificare e comincia a sistemare ciò che non funziona ALL'INTERNO della tua impresa. Parti da te, poi analizza il prodotto o servizio e vedi che cosa devi fare per renderlo davvero di valore e utile per il cliente, poi comincia ad affrontare eventuali manager "bolliti" e rimettili in sesto. Rendi l'azienda snella, efficiente e torna a dare valore al mercato. Se dai un valore vero, non c'è crisi che tenga, la tua impresa andrà bene. 

Fare le cose di cui sopra non è solamente saggio dal punto di vista economico, ma ti ritornerà anche un grande entusiamo. Dapprima sarà un po' difficoltoso, poi vedrai che man mano che proseguirai le cose andranno sempre meglio. 

Basta con le mode manageriali, basta con la speculazione: ritorna a gestire la tua impresa come SAI fare. 

In allegato le slide del mio intervento. 

Paolo Ruggeri

  



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29/09/2008

In allegato le slide dell'intervento di Flavio Cabrini di Mind Consulting alla sessione MBS di settimana scorsa. 

Nel suo intervento Cabrini ha parlato della spedizione di Shackelton all ricerca del Polo Sud magnetico, un'impresa costellata da innumerevoli difficoltà ma che nondimeno ha messo in risalto la caratura di Shackelton come leader, al punto che alcuni anni più tardi Winston Churchil disse di lui: "Per una spedizione scientifico geografica datemi Scott. Per un viaggio in inverno Wilson. Per un salto al Polo e nient'altro Amudsen.Ma se invece mi trovo nella tana dell'inferno e voglio uscirne, datemi sempre e comunque Shackelton".

Alcuni spunti tra quelli forniti da Cabrini:


 a) Non importa l'autorità che ti viene dalla tua posizione in azienda, se vuoi essere un leader devi far sì che questa tua autorità sia ratificata nel cuore e nelle menti degli uomini che dirigi.


b) Un buon leader, quando inserisce delle persone in azienda, cerca il carattere piuttosto che la competenza tecnica.


c) Vero interesse verso le persone che guida è forse la caratteristica più importante della leadership.  

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri



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29/09/2008

Valentino Rossi non è una sorpresa, conosciamo tutti le sue grandi qualità. 

Una delle cose che più mi ha colpito nelle interviste rilasciate da Valentino dopo la vittoria, è stato il fatto che in più di una intervista ha rimarcato l'importanza che la serenità personale e la concentrazione "fuori dalla gara" abbiano avuto nel determinare il suo ritorno al successo. 

Qui sotto un video (in inglese) dove tra le componenti importanti rimarca anche questo punto (vedi parte che comincia intorno al secondo 28). Non è un caso che, a differenza degli anni scorsi, Valentino quest'anno non sia quasi mai apparso in nessun giornale a sfondo di gossip.

Un po' lo stesso che vado rimarcando da mesi in questo blog: componenti essenziali del successo imprenditoriale oggi, richiedono lo star bene non solo a livello professionale ma anche e soprattutto a livello personale. La capacità di concentrarsi su ciò che si sta facendo senza distrazioni e/o senza impegolarsi in situazioni personali che possano turbare la propria serenità. 

E' vero: il business non è il motociclismo dove anche lo scarto di un quarto di secondo fa un'enorme differenza. Ma se vogliamo sopravvivere nell'ambiente iper competitivo di oggi non possiamo proprio permetterci alcuna sbavatura. 

Serenità e concentrazione sul business: essenziali per il successo oggi. Non solo nel motociclismo ma anche in azienda.

Paolo Ruggeri




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29/09/2008

Venerdì scorso ho tenuto un intervento alla Mind Business School riutilizzando e facendo alcune modifiche ad un intervento tenuto il mese precedente. 

Il sunto dell'intervento: l'entusiasmo e la carica positiva, essenziali per il successo in azienda, non ti vengono dal "pensare positivo", ma dal fare vere e proprie azioni che creino un cambiamento concreto in azienda: uscire dalla zona di comfort, costruire uomini, delegare, fare davvero marketing e far conoscere la tua impresa, non giustificare le performance mediocri, ecc ecc (vedi slide). 

Insomma se vuoi avere uno stato d'animo positivo, entusiasmo e tutte quelle belle cose lì, basta che ti fai una semplice domanda: sto facendo le cose giuste in azienda? Sto facendo delle cose che causeranno dei cambiamenti (e risultati) concreti?  

E' molto più semplice di quello che sembra. 

Buon lavoro a tutti 

Paolo Ruggeri



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19/09/2008

Il nostro ufficio marketing mi ha appena fornito la nuova brochure del nostro progetto preferito di questi mesi: la Mind Business School. Siccome stiamo ancora finalizzando i testi prima di andare in stampa e mi hanno chiesto un parere, la cosa migliore che ho pensato di fare è quella di pubblicarla. Se piace le persone si iscriveranno, se non piace la modificheremo.


A parte gli scherzi, ritengo che MBS sia davvero un grande balzo in avanti nel campo della formazione manageriale. Il concept è molto buono e i risultati per le aziende anche. Poi quando vedi gli imprenditori che si trasformano a loro volta in docenti e condividono il know how, assisti proprio a qualcosa di spettacolare. Preferisci farti spiegare il controllo di gestione da un consulente o da un imprenditore che ha proprietà immobiliari in tutta Italia?


Paolo Ruggeri



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18/09/2008

Si fa un gran parlare dei disastri borsistici (anche se gia' da un po' in questo blog si consiglia di evitare di impegolarsi nell' "economia di carta", vedi articolo di qualche mese fa circa i mercati finanziari).


Il problema più grande dietro il fallimento di Lehman Brothers (e nel fallimento evitato per un soffio di AIG) non è il fallimento in se stesso, quanto i rating che fino a qualche giorno prima del fallimento venivano attribuiti a Lehman (o a AIG) dai vari Moody, Fitsch, etc.


Lehman Brothers è fallita con circa 600 miliardi di debiti. Ebbene 15 giorni fa aveva un rating di "A". Lo stesso si può dire di AIG.


"A" ,in base ai glossari di finanza significa, "solida capacità di pagare i debiti, che può essere influenzata da fattori esterni". Ma dov'è la solidità se dopo 15 giorni fallisce con 600 miliardi di debiti????

Al che mi chiedo, ma queste agenzie di rating li guardano i bilanci o no? E se Lehman (e AIG) avevano un rating di "A" fino a pochi giorni prima del fallimento, che cosa potremmo pensare dei rating delle altre aziende? Insomma dobbiamo ancora guardare i rating oppure quando decidiamo di acquistare un'obbligazione di un'azienda dobbiamo usare il fai da te e farci mandare i bilanci????

E se i rating che vengono attribuiti alle aziende non corrispondono alla realtà, qualcuno lo sta spiegando agli obbligazionisti del nostro paese???

Robe da matti. 

Paolo Ruggeri

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18/09/2008

In allegato le slide del corso Public Speaking che ho tenuto a Verona nei giorni 16 e 17 Settembre. 

Era un po' di tempo che non tenevo questo corso anche se devo dire che è uno dei corsi che mi piace di più: un sacco di attenzione alle emozioni, al coinvolgimento e un sacco di spunti pratici. Ho passato due giornate favolose con delle persone eccezionali, non solo imprenditori e imprenditrici ma innanzi tutto persone di valore. 

Anche se ormai sono sempre più lanciato nelle attività della MBS che sono ingegnerizzate verso l'ottenimento rapido di incrementi dei fatturati delle aziende clienti, devo dire che un tuffo nelle emozioni, nel coinvolgimento e nelle azioni che servono per ispirare se stessi e gli altri, è sempre un gran bella esperienza. 

Questo è davvero un gran corso. 

Paolo Ruggeri



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13/09/2008

Aziende dove esista una vera leadership, orientata cioè a far coincidere il successo del collaboratore con il successo dell’azienda, si muovono su una “sottile linea rossa” che va compresa bene al fine di non fare errori:

Nel momento in cui il manager ha tra i suoi paradigmi anche il successo del collaboratore, diventa qualcuno che aiuta e sostiene le persone che gestisce. Può darsi che spesso intervenga per affiancare e sostenere i collaboratori in difficoltà.

Nel fare quanto sopra deve prestare attenzione anche a promuovere costantemente il concetto di responsabilità per le attività del proprio ruolo. Deve cercare costantemente di trasferire qualcosa del tipo: “Anche se ti aiuto, di questa cosa alla fine ti devi occupare tu. Devi diventare autonomo e cominciare a correre con le tue gambe”. Nel farlo non deve sminuire il collaboratore o criticarlo (non serve a nulla) ma deve incoraggiare la persona a gestire in autonomia la propria funzione.

Se non c’è una promozione di questo valore, ma solamente un generico orientamento all’aiuto, il rischio che si corre è quello di deresponsabilizzare il collaboratore e finire sempre di più con impegolarsi nella gestione operativa delle attività delle persone che supervisioniamo.

Promuovere in azienda la cultura della responsabilità è parte integrante di una buona organizzazione d’impresa.

Paolo Ruggeri



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13/09/2008

L’altro giorno un cliente mi chiedeva di ripercorrere le tappe della crescita della mia azienda. Guardavamo assieme l’evoluzione dei fatturati nel corso degli anni e, nel farlo, mi sono accorto di una cosa: ogni volta che ho raddoppiato i fatturati appena prima avevo avuto il coraggio di fare un inserimento di un elemento decisamente forte nella struttura. Un po’ come la squadra provinciale che acquista Messi, Ibraimovic o Cristiano Ronaldo e poi finisce a lottare per il campionato.

Il sunto: se punti al raddoppio sappi che è fattibile ma devi fare un acquisto importante, non un responsabile da 3000 euro al mese, ma qualcuno che porti nella tua azienda qualcosa che anche tu non sai fare.

Devi avere il coraggio di fare un inserimento in azienda che ti spaventi tanto è l’impegno economico che ti comporta. Poi puoi ridurre l’investimento pagando il nuovo talento una parte in denaro e una in quote dell’azienda (ottenibili al raggiungimento di un determinato obiettivo). Per quanto questo approccio possa sembrare non convenzionale, nella mia esperienza in 4 casi su 5 ottieni un ritorno enorme. E se anche hai dato via delle quote della tua impresa e non la possiedi più al 100%, quello che ti rimane vale molto ma molto più di prima.

Chi è “il Messi del tuo settore”?

Paolo Ruggeri

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11/09/2008

Massimiliano e Raffaello Massardi della Massardi Pittori di Brescia  http://www.massardipittori.it/home.html  hanno tenuto una presentazione molto interessante alla MBS di questa settimana circa le azioni pratiche che hanno permesso loro di passare in pochi anni da attività artigianale ad azienda leader ed innovatrice nel loro settore. 

Più che sulla presentazione, che allego a questo articolo (e che ha trattato le azioni vincenti messe in campo per crescere e per gestire il passaggio generazionale), vorrei soffermarmi sulla qualità e creatività di Raffaello e Massimiliano che hanno saputo trasformare una passione per l'arte e per il bello in un'azienda che cresce ed offre opportunità.

E' difficile spiegare la passione con delle parole, ma se incontri Massimiliano e gli chiedi di parlarti del "calore che emana un colore", davvero, ti si aprirebbe un mondo. 

Paolo Ruggeri  



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11/09/2008

Da ormai inizio anno lavoro a stretto contatto con gli imprenditori che prendono parte alla Mind Business School, il cui impegno è quello di non fornire unicamente un risultato formativo o motivazionale ma anche di incidere nella pratica, portando ad un incremento dei fatturati delle aziende clienti. Se ci pensi, la sfida non è da poco: un conto è tenere un corso di formazione spiegando al meglio ciò che conosci e che sai che funziona. Tutt'altro discorso quando invece, non solo devi tenere un corso come sopra, ma devi accertarti che quanto insegni si tramuti in un risultato concreto da lì a POCHE settimane. Insomma molte sono le cose a cui devi prestare attenzione: "Ok sono contenti ma...metteranno in pratica?", "Questo imprenditore è davvero convinto?", "C'è, casomai, qualcos'altro che devo trattare con lui singolarmente che potrebbe impedire l'ottenimento immediato di risultati?", ecc. Insomma è stata davvero una bella sfida. 

I risultati ottenuti (ma soprattutto i primi fallimenti) mi hanno portato via via a tagliare le cose che, pur essendo interessanti, poi di fatto non si tramutavano in un risultato concreto e a ingnegnerizzare i percorsi formativi sempre meglio. Inoltre mi hanno fornito una lista di azioni od attività cui bisogna prestare attenzione durante l'erogazione dei servizi formativi (nel durante o tra una giornata di formazione e l'altra o nel cosidetto follow-up). Ho fatto un sunto di tali azioni nella presentazione di ieri alla Mind Business School. Mi rendo conto che in alcuni passaggi è un po' criptica, ma sicuramente ritengo che costituisca un'interessante analisi dei punti cui ognuno di noi dovrebbe prestare attenzione nelle sue attività, se vuole ottenere dei fatturati in incremento. 


Nelle slide c'è un solo punto che è mancante: se l'imprenditore ha distrazioni sul piano personale che lo allontanano dall'azienda. Per il resto c'è quasi tutto. Per ora vi fornisco le diapositive un po' criptiche (non sono molto descrittive) ma il mio impegno nei prossimi mesi è quello di sviscerare ognuno dei concetti.


Un grazie a tutti gli imprenditori che prendono parte alla MBS per il loro sostegno e per il loro grande ed appassionato desiderio di crescere. Siete davvero persone speciali.


Paolo Ruggeri   



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03/09/2008

Pubblico qui le slide dell'intervento di Stefano Micarelli di Mind Consulting alla sessione MBS di settimana scorsa. Stefano ci ha intrattenuti parlandoci di come la dedizione sia una componente importante per il successo nell'attività di vendita. Ho particolarmente apprezzato tutta la parte sulla "paura del no", un fondamento che in qualche modo tutti noi venditori esperti già conosciamo ma che certamente fa bene ogni tanto rivedere. Poi rivederlo con Stefano che è un grande venditore, è ancora meglio.


Paolo Ruggeri  



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02/09/2008

Lungi da me il voler generalizzare, è stupido farlo in particolar modo quando si ha a che vedere con il personale e ancor di più quando si parla di una nazione grande come la Cina. Ma recentemente ho visionato varie analisi di personale cinese di aziende italiane in Cina e una caratteristica che è emersa ricorrente è il fatto che quasi tutti erano permalosi, cioè persone che, quando vanno corrette, vanno affrontate con molto tatto. 

Sembra quasi più una nota di gossip, ma in realtà sono un accanito sostenitore del fatto che in ogni paese del mondo in cui fai business, devi anche renderti conto della realtà e cultura del luogo in cui operi. 

Il messaggio: se operi in Cina e stai cercando di costruirti una struttura in quella parte del mondo, quando correggi le persone cerca di usare molto tatto e, oltre all'errore, cerca anche di evidenziare i lati positivi della persona. Troverai che in questo modo è molto più facile ed ottieni molta più collaborazione. Se poi deciderai di farlo anche in Italia, tutto di guadagnato. ;-) 

Paolo Ruggeri
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01/09/2008

ANSA - L'occhio della mente distorce quello che si vede. Infatti l'immaginazione e' in grado di cambiare la realta' che abbiamo di fronte ai nostri occhi. E' quanto dimostrato in uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology da Joel Pearson dell'Universita' di Vanderbilt a Nashville

Quando immaginiamo qualcosa l'effetto dell'immaginazione si ripercuote su cio' che vediamo nel mondo esterno, le nostre percezioni sono molto influenzate dall'immaginazione al punto da modificare la realta' intorno a noi. Gli esperti se ne sono accorti chiedendo a un gruppo di volontari di immaginare delle linee orizzontali e verticali. Poi gli esperti hanno mostrato loro un video delle griglie fatte di linee colorate e chiesto ai volontari di dire cosa vedevano. Con gran sorpresa l'immaginazione ha confuso gli individui che tendevano a vedere in video cio' che avevano immaginato, cioe' semplici linee. L'esperimento e' stato ripetuto piu' volte con diverse immagini e il risultato e' stato sempre lo stesso: l' immaginazione influenza la percezione della realta' ed ha un effetto memoria sul cervello per cui quest'influenza perdura per un certo periodo anche dopo che abbiamo smesso di lavorare di immaginazione

"Abbiamo scoperto che l'immaginazione crea una traccia che rimane in memoria e che puo' influenzare percezioni future - ha detto Pearson - questo e' il primo studio a dimostrare che immaginare qualcosa modifica la realta' che vediamo sia mentre siamo presi dall'immaginare sia dopo". "L'effetto dell'immaginazione sulla percezione della realta' - ha concluso Pearson - e' presente in tutti gli individui ma in alcuni potrebbe essere piu' spiccato e da questo studio potremmo arrivare a un metodo per misurare il potere immaginativo della mente e come questo possa influenzare la realta' di ciascuno"

Fonte: ANSA.IT

a) Non puoi ottenere ciò che non riesci ad immaginare.
b) Il tuo futuro altro non sarà che la materializzazione dei pensieri dominanti che hai oggi. 

Per sapere come scatenare il tuo potenziale leggi questo estratto de "I nuovi condottieri" CLICCA QUI

Paolo Ruggeri  
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01/09/2008

Sto facendo delle prove per inserire dei piccoli video sul sito. Questa è la prima prova. Non spaventatevi per la mia forma fisica (ai tempi del video ero un po' "smagrito" a causa di una terapia che poi ho terminato con successo. Cose che capitano e che ti fanno capire il valore di avere dei veri amici che lavorano con te). :-)


I concetti del video, comunque, sono decisamente attuali e si applicano a tutti noi imprenditori. 


Paolo Ruggeri  


 



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27/08/2008

Pubblico qui la newsletter del sito di Agosto 2008 contenente un riassunto dei punti salienti di questi ultimi mesi. Per scaricarla o leggerla clicca su "download slides"

Paolo Ruggeri

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24/08/2008

Molto è stato scritto circa la crescita economica della Cina.

Mentre mi trovavo in vacanza quest’estate dalle parti di Shenzhen/Canton, diverse volte mi è capitato di leggere il China Daily, il giornale nazionale cinese in lingua inglese.

Mi ha colpito la grande differenza tra quello che pubblicano i loro giornali, da quello che dicono i loro politici e quello che i giornali e i politici dicono dalle nostre parti. A tal proposito ho tradotto in italiano un articolo del China Daily e l’ho allegato a questo messaggio. Prova a leggerlo.

Poi dimmi quanti dei nostri politici locali parlano di incremento di PIL della loro regione, quanti hanno anche solo una strategia economica di sviluppo. Paragona un attimo quello che scrivono i loro giornali a quello che scrivono i nostri. Quanti, tra i nostri amministratori pubblici, dicono cose quali “l’amministrazione deve smettere di amministrare ed entrare nell’ottica di fare da servitore delle imprese che operano ed investono sul territorio…”, quanti dicono “il nostro PIL ora è questo e questa è la nostra strategia per aumentarlo del 10% in tre anni…”.

Pensa a ciò di cui parlano i nostri politici e i nostri giornali: “la riforma della giustizia, la riforma della scuola, i dico, le coppie di fatto, il caldo delle vacanze, ecc, ecc,”. Intendiamoci, tutte cose giuste e sacrosante, fino a un certo punto. Ma chi è che deve occuparsi dell’economia? Dove sono i piani, dove sono gli obiettivi ambiziosi? Forse Formigoni in Lombardia è l’unico amministratore che in parte pensa a cose di quel genere.

Sono un italiano e mai penserei a trasferirmi in pianta stabile in Cina. Penso che il nostro Paese, pur con tutti i suoi acciacchi abbia una qualità della vita decisamente superiore. Ma, devo ammettere, che sicuramente sotto il piano economico manchiamo in maniera decisiva di una leadership vera e che ci possa aiutare ad esprimere il vero potenziale di questo paese.

A quando un politico italiano locale che inizi a guardare le statistiche del PIL della sua regione????

Dai ragazzi diamoci una mossa che il mondo attorno a noi sta correndo.

Paolo Ruggeri



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23/08/2008

OK, tornati. Vacanze impegnative con un sacco di arei e un giro in mezzo a tifoni (in Cina), isole, barche, barchette, mare. Ho visitato assieme alla famiglia Singapore, Hong Kong, la Cina e il Vietnam. Ho molto su cui relazionare. Mentre ero in Cina ho avuto modo anche di incontrare qualche cliente e fare il punto sull'economia laggiu'. Pubblichero' molti spunti interessanti nei giorni a venire. 

Per ora, bentornati a tutti. 

Paolo Ruggeri
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