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07/07/2008

Preso come sono da mille cose, mi sono dimenticato di celebrare come si dovrebbe il 4 Luglio, il compleanno della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America.


Personalmente devo molto agli US, anzi moltissimo e ricordo sempre con grande emozione gli innumerevoli viaggi fatti in quella grande nazione.


Il 4 Luglio poi mi fa venire in mente la statura di uomini come Thomas Jefferson, Franklin e tutti gli altri che hanno contribuito alla Dichiarazione di Indipendenza. Ancora oggi, quando leggo quel testo e ripenso al coraggio di quelle persone, mi vengono i brividi.
 
Chapeau a dei grandi uomini, coraggiosi e guidati da grandissimi valori e ancora un grazie all'america per tutto l'aiuto che negli anni ha saputo offrirmi. Anche se le azioni del vostro ultimo presidente spesso non mi hanno trovato d'accordo, rimanete comunque una grandissima nazione, fatta di grandi persone, alla quale devo moltissimo.

Paolo Ruggeri  

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07/07/2008

Martedì 1 Luglio ho tenuto una presentazione agli imprenditori che partecipavano alla prima sessione dell'ETC/Mind Business School circa l'autodisciplina e le capacità organizzative

Più che una presentazione in senso classico si è trattato di una sorta di workshop di auto analisi usando l'HT Beta, il nuovo strumento di analisi che ho messo punto per misurare il potenziale di successo di manager e collaboratori. L'HT Beta è un'analisi di nuova generazione che, partendo dalle caratteristiche necessarie per avere successo oggi sul piano economico, permette ad un imprenditore o manager di sapere quali sono gli aspetti importanti che deve gestire che gli impediscono il pieno successo in azienda. Due dei 19 aspetti presi in considerazione dall'HT Beta hanno a che vedere con l'autodisciplina e le capacità organizzative, aspetti questi che spesso si intrecciano tra di loro per creare profili specifici sotto il piano delle performance manageriali. 

Le diapositive sono allegate, non tutti saranno in grado di utilizzarle, ma il sunto è che l'autodisciplina o coscienziosità è un fattore chiave nel determinare il successo o fallimento di un individuo e, ancor di più nel creare il successo del manager.

Messaggio: esci dalle tue zone di comfort, mettiti a costruire la tua impresa, fai il vero lavoro duro (quello che non ti piace, che ti spaventa o che preferiresti fossero altri a fare), è l'unica strada che ti porterà davvero da qualche parte. 

Paolo Ruggeri   



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28/06/2008

Oggi due episodi hanno catturato la mia attenzione. Il primo è un articolo a pagina 5 del Quotidiano Nazionale (Resto del Carlino, Giorno, Nazione), Draghi Preoccupato: Mercati in una fase critica. Cito un passo dell’articolo:

“Negli ultimi mesi c’è stata una grande immissione di capitale da parte delle banche, pari a 300 miliardi di dollari a fronte di 400 miliardi di svalutazioni annunciate dalle banche, ha detto Draghi al termine del seminario delle banche centrali dell’area asiatica e della zona euro”.

Questa frase mi ha fatto pensare al grande controsenso rappresentato da questa economia dove tutto è falsato, dove il prezzo del petrolio viene spinto in alto dalle speculazioni sui futures, dove i grandi investitori speculano sul grano, sul riso, sul mais alla borsa di Chicago, dove Alitalia che non vale un centesimo è ancora quotata alla Borsa ed ha ogni giorno scambi sul titolo e dove, come dice Draghi, le banche nel giro di un anno si trovano a svalutare assets che l’anno prima mettevano in bilancio per 400 miliardi di dollari…

Per contro questa sera, a casa di amici, mi sono trovato a discutere su una bottiglia di Lambrusco, comprata alla Coop, in promozione, per 1,5 euro… Coop, per metterla in promozione a 1,5 euro, l’avrà ritirata da Cantine Riunite, il produttore, a 0,75 euro. Ho allora pensato un attimo alla filiera e a chi quell’uva l’avrà materialmente prodotta. A quanto l’avrà venduta al chilo? 0,10-0,15 centesimi?

Allora viviamo questo enorme controsenso dove la cosiddetta “economia di carta” muove cifre impressionanti, mentre la produzione vera e propria è costretta a tirare la cinghia e a sopravvivere con delle marginalità che dire piccole è poco. Non solo: il nostro agricoltore di Modena che produce l’uva per il lambrusco venduto in Coop ora si trova a fare i conti con il prezzo del gasolio alle stelle, grazie per l'appunto alla voracità di profitti di questa economia di carta, che spinge in su il prezzo del petrolio speculando sui futures.

Noi imprenditori siamo i primi ad avere un interesse nel fatto che questa economia fatta di carta, di futures, di derivati, di società quotate che raggiungono prezzi stratosferici (per poi puntualmente cadere tranne poche rare eccezioni) finisca.

Allontanarsi dall’economia reale, dall’economia della produzione e dalla VERA creazione di valore, da quello che io definisco VALORE PER IL DENARO DEL CLIENTE, alla lunga porta solamente sofferenza e miseria.

E, per inciso, gli agricoltori, così come gli allevatori, si facciano furbi: se vogliono sopravvivere devono consorziarsi ed entrare direttamente nella distribuzione. Meglio rischiare in quel senso che continuare a vedere la propria marginalità calare.

Dovunque tu sia nella filiera, rifuggi l’economia di carta. Basta. E’ ora di finirla con gli speculatori. 

Ritorniamo tutti a dare valore all’economia reale.

Paolo Ruggeri

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27/06/2008

In questi giorni sto lavorando come un pazzo a preparare un sacco di materiali nuovi. Sembra che il business per le società di consulenza stia esplodendo.

A parte la creazione di nuovi materiali sul marketing per i clienti dell’Executive Training Club, la business school di Mind Consulting, ho fatto un po’ di riflessioni su un punto che spesso viene ignorato quando si usa il principio della causatività a livello organizzativo.

Un manager, di fronte a scarsi risultati o ad avvenimenti spiacevoli (tipo la dipartita di un collaboratore bravo o un imprevisto su una linea di produzione) , non dovrebbe limitarsi a chiedere a se stesso “come ho fatto a determinare io una tale situazione?”, ma dovrebbe anche porsi la domanda: “In che cosa la mia organizzazione o azienda ha fallito? Dov’è che la devo correggere affinché questa situazione non si ripresenti più?”

Sembra scontato ma mi rendo conto che, presi come siamo da mille cose, spesso questa domanda non ce la poniamo e finiamo per limitarci a risolvere il problema che poi, ahimé, si ripresenterà, anzi tenderà a perpetuarsi all’interno dell’organizzazione.

Parte dello skill necessario per costruire un’azienda vincente, che cresce e si afferma sul mercato è proprio questo: di fronte ad un problema, non limitarti a risolverlo. Poniti anche la domanda: in che cosa devo correggere la mia organizzazione di modo che questo problema non si verifichi più?

A livello aziendale il problema è sempre nella matrice. C’è qualcosa in come la tua azienda è impostata, nei manager (te incluso) o nel loro stile di gestione che contribuisce attivamente a creare il problema. Se non lo identifichi il problema tenderà a perpetuarsi. 

Paolo Ruggeri

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21/06/2008

Alessandro Vella, Direttore Tecnico della Mind Consulting Lazio, mi ha fornito il work book che allego sull'impostazione della strategia in una piccola e media impresa

Sto lavorando assieme a Vella per perfezionarlo così da renderlo un vero e proprio manuale pratico per l'analisi ed il miglioramento della propria impresa. Intanto, siccome al suo interno ci sono numerosissime informazioni utili per l'imprenditore che volesse risanare la propria impresa o ristrutturarla, abbiamo deciso di pubblicarlo qui sul blog così da avere eventuali commenti o consigli.  

Un ringraziamento ad Alessandro per il gran lavoro che svolge ogni giorno e per il contributo che ci fornisce. Eventuali commenti sono i benvenuti.

Paolo Ruggeri  

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21/06/2008

Quest'articolo non mi rendera' certo piu' popolare ma lo scopo di questo blog è il fatto di condividere la conoscenza che viene dalle mie interazioni con manager ed imprenditori di Piccole e Medie Imprese e non necessariamente quello di accrescere la mia popolarità.


Negli anni ho trovato che nella PMI esiste una relazione impressionante tra il manager che commette irregolarità relazionali (tradisce il coniuge, ecc) e l'andamento dei fatturati dell'azienda. Questo fenomeno alcuni anni fa mi aveva colpito così tanto da addirittura scriverci un libro (l'Etica dell'Eccellenza). 


Non mi sto riferendo al vecchio buon senso imprenditoriale che dice qualcosa del tipo "cerca di non avere storie in ufficio, perché poi ti si ritorcono contro", sto parlando del manager o imprenditore/imprenditrice che tradisce il proprio coniuge o avvia "storie parallele".


Quando lo fai CALA IL FATTURATO o comunque l'impresa (o l'area che gestisci) inizia ad avere un casino dopo l'altro. E' impressionante ma, nella PMI, è davvero così nel 90% dei casi. Tecnicamente le spiegazioni di perché questo avviene sono numerose (le descrivo a fondo nell'Etica dell'Eccellenza) ma posso provare a riassumerle in un singolo concetto: quando tradisci, dopo la "botta di vita iniziale" smetti di essere te stesso e, un po' alla volta, cominci a diventare un'altra persona, meno efficiente, con meno autostima, meno empatico e la tua efficienza si riduce. Non sono certo il primo a dirlo. Se uno legge la ricerca di Napoleon Hill o di Stephen Covey troverà numerose conferme o accenni all'argomento. 

Con questo articolo non voglio certo essere moralista, bigotto o importi il mio punto di vista. Fai come vuoi, ma sappi che se vuoi gestire una piccola e media impresa vincente e che cresce in modo stabile, le irregolarità relazionali sono davvero una pessima idea: una botta di vita che però ti viene ad un costo decisamente proibitivo. 

Paolo Ruggeri

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21/06/2008

In un contesto sempre più globale sono numerose le PMI italiane che si internazionalizzano e ci chiedono aiuto per mettere a disposizione delle loro filiali estere lo stesso know how sulla gestione e motivazione del personale che le ha tanto aiutate a crescere in Italia.
 
E' per questa ragione che ho messo on line il sito paoloruggeri.net in inglese e ho lanciato un progetto per la traduzione dei nostri materiali nelle principali lingue, a cominciare da I Nuovi Condottieri. 

Man mano che i materiali verranno tradotti li pubblicherò su www.paoloruggeri.net. Intanto allego a questo messaggio la traduzione in francese del primo capitolo de I Nuovi Condottieri. Le traduzioni in inglese, francese e spagnolo sono già avviate e presto avremo anche i primi materiali in cinese.

Un sentito ringraziamento a Davide Baldi di Mind Consulting Lombardia per l'aiuto nella traduzione. 

Chiunque desiderasse materiali tradotti può scriverci o cercare tra le diapositive che man mano metto on line su www.paoloruggeri.net.

Paolo Ruggeri   

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14/06/2008

Allego le diapositive dell'intervento di Federico Coppola al corso Collaboratori a Colori.


Per scaricare le diapositive, tasto destro del mouse su "Apri Allegato". Mi sono accorto che le diapositive sono in pptx (la nuova versione di power point per Windows Vista). Nel caso tu non riuscissi ad aprirle, vai all'articolo dell' 11 Maggio 2008 dove ho pubblicato una presentazione simile di Federico, questa volta in ppt.

Paolo Ruggeri  



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14/06/2008

Allego a questo messaggio le diapositive del mio intervento al corso Collaboratori a Colori di ieri. Ho avuto il piacere di interagire con una platea di persone in gamba che, tra le altre cose, hanno stilato dei progetti davvero interessanti per generare valore all'interno delle proprie imprese. 

Per scaricare le diapositive clicca col tasto destro del mouse su "Apri Allegato".


Paolo Ruggeri



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05/06/2008

Molti rivenditori, in svariati settori, oggi si trovano a passare da una situazione diciamo di comodo ad una situazione dove la concorrenza si fa sentire molto di piu': tante aziende simili che vendono prodotti e servizi simili. Ho assistito ad una presentazione un paio di settimane fa che mostrava alcune delle azioni del rivenditore evoluto (non solo negozi, ma anche agenzie viaggi, ecc, ecc): 

- Esce dal negozio 
- Esplora il mercato per trovare delle opportunità che non sta sfruttando (vedi gioiellieri che hanno trovato un modo di fare business comprando oro usato e rivendendolo alle fonderie, non parlo degli sciacalli ma delle persone che l'hanno fatto in modo etico).  
- Si specializza in una nicchia (vedi, per esempio nell'abbigliamento che si e' specializzato nelle taglie forti, ecc) 
- Cerca aziende partner che non siano solo interessate a fornirgli dei prodotti ma lo aiutino anche a mettere in piedi una politica di sell out. 
- Combatte la concorrenza andando di persona dai clienti più importanti  
- Lavora in sinergia con le aziende fornitrici più evolute per elaborare strategie per rimanere sul mercato. 

Punto fermo: se sei un rivenditore e stai avendo difficoltà, ESCI DAL NEGOZIO!!!!

Paolo Ruggeri  
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04/06/2008

In allegato le diapositive del mio intervento di oggi alla Confcooperative – Fedagri di Brescia agli amministratori di alcune cooperative del settore lattiero caseario. Premetto che mi è piaciuto molto interagire con loro: persone schiette e pratiche che producono ed esportano nel mondo alcune delle eccellenze del Made in Italy.

Un sunto dei miei consigli per loro:

1) Il Cambiamento è ineluttabile. Se chi in numero minore persevera, verrà fatto prigioniero. La marginalità calante deve stimolare ognuno di noi a intraprendere dei cambiamenti, senza però minare le fondamenta del business esistente.
2) Punta all’UNICITA’ che è la base della marginalità di modo da uscire dalla costante battaglia del “più per meno”. Ancora una volta, senza minare le fondamenta dell’attività, cerca di lanciare dei prodotti/servizi che siano unici e che ti consentano di avere un monopolio temporaneo.
3) Se decidi di non puntare all’unicità, ragiona sul concetto di MASSA CRITICA. C’è una ragione per la quale le cooperative alimentari del Nord Europa hanno dimensioni molto più grandi di quelle italiane: le dimensioni piccole, se competi su un prodotto che non è più di nicchia, diventano un problema. Per fare un altro raffronto nel settore alimentare, Heineken per esempio non solo possiede la produzione ma ha comprato anche numerosi dei distributori (vedi sua controllata Partesa) Devi puntare a possedere degli sbocchi distributivi, altrimenti verrai schiacciato tra i produttori ed i grossisti.
4) Ricordati che l’entusiasmo e il vero duro lavoro (quello che ti spinge ad affrontare ciò che ti fa paura, che ti causa tensione e/o eccitazione) sono davvero la commodity più importante oggi: prenditi cura di te stesso, studia, migliora. Ricordati anche che creare il cambiamento richiede un progetto e persistenza nello stesso.  

Devo dire che ho notato con piacere che diverse imprese hanno già cominciato a differenziarsi e ne raccolgono i primi frutti. Due esempi solo per citarne alcuni: Fattoria Serenissima, produce e commercializza gelato fatto con il latte di mucca appena munto, un’offerta sicuramente diversa e che sta riscuotendo successo sul mercato a livello locale. http://www.fattoriaserenissima.com/?page=profilo  

Rossi di Alpe del Garda http://www.alpedelgarda.it/oldsite/index-1.htm  negli anni è stato in grado di costruire un’offerta unica, fatta di storie locali, di ricette, di agriturismo che gli ha fornito un monopolio temporaneo a livello locale.

In allegato le diapositive del mio intervento. Grazie a Gianfranco Carruba di Confcooperative e alla Confcooperative di Brescia per l’invito ad intervenire.

Paolo Ruggeri



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03/06/2008

Allego le diapositive della presentazione tenuta alla riunione Mind Consulting del 31 Maggio 2008. Causa altri interventi prima del mio ho dovuto limare e limare la presentazione e non ho potuto coprire tutti gli argomenti che avrei voluto. L'idea della presentazione era quella di coprire i principali motivi che avevo riscontrato tra gli imprenditori che stavano soffrendo a livello di fatturato e i rimedi che avevano funzionato per riportare in crescita i fatturati delle loro aziende. Allego le slide che, da sole non sono poi molto chiare, ma cmq danno un'idea. Per quel che riguarda la parte "Sotto Scacco" che è sicuramente un argomento molto interessante, la sviscererò più a fondo in un prossimo intervento.  

Paolo Ruggeri



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30/05/2008

Durante le riunioni Executive Training Club del 27 e 28 Maggio 2008 è intervenuto Giampiero Stabile della Stabile Spa www.stabile.it , azienda leader in Italia nella fumisteria (produzione di canne fumarie) per relazionare circa le azioni vincenti della sua azienda, che lo hanno portato ad un costante incremento dei fatturati e della marginalità nel corso degli ultimi anni con un incremento del fatturato del 68% nel solo mese di Aprile 2008.

Giampiero ha riassunto le azioni che lo hanno portato a sperimentare una crescita incessante dei fatturati negli ultimi tre anni:

1) Circondati delle persone giuste, le persone che condividono e credono nel sogno imprenditoriale che stai perseguendo, persone che si attivano e che riflettano la motivazione che anche tu gli trasferisci.
2) Allontana a qualsiasi costo le “persone sbagliate” che dovessero far parte del tuo team.

Stabile ha spiegato come, a volte, l’imprenditore tenda ad assuefarsi ad una squadra mediocre, si rassegni a gestire un gruppo che non gli piace più e come questo abbia degli effetti nefasti sulle prestazioni aziendali e sulla motivazione stessa dell’imprenditore. “In quei momenti – spiega Stabile – tendi a pensare che è tutto difficile e che anche cambiare o migliorare la squadra sarà impossibile. Niente di più falso”. Ha continuato spiegando come sia riuscito a ricostruire la squadra da zero in soli 18 mesi con numerosi nuovi innesti migliorativi e come questo, non solo non abbia intaccato i livelli di fatturato, ma anzi li abbia ulteriormente incrementati.

3) Non permettete a nessuno di interrompere i tuoi sogni come imprenditore. Questi, secondo Giampiero, sono la cosa più importante che devi preservare.
4) Ricordati sempre il motivo che ti ha spinto a diventare imprenditore. “Non devi dimenticarlo mai – sostiene Giampiero – è questa la cosa che ti farà andare avanti e vincere le numerose sfide che ti troverai ad affrontare".
5) Circondati di “amicizie motivanti”, persone cioè che ti lascino la libertà di sognare, persone che ti diano l’idea “che si può fare”.

“Si può fare – ha concluso Stabile – circondati delle persone giuste, ritorna a pensare a ciò che ti ha fatto scegliere di diventare imprenditore e poi … non aver più paura di niente”.  I suoi fatturati in costante incremento lo dimostrano.

In allegato, in PDF, le slide della sua presentazione

Paolo Ruggeri



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30/05/2008

Mercoledì 28 Maggio Barbara Cattani ha tenuto una presentazione agli imprenditori che prendono parte all’ETC riguardo a come attrarre nuovi clienti.

Barbara ha illustrato i 4 ingredienti di un’azione di marketing volta ad attrarre nuovi clienti: a) Un budget di spesa, b) La creazione di una lista di nominativi di potenziali clienti, c) L’identificazione di mezzi di comunicazione utilizzabili, 4) l’identificazione di un obiettivo della marketing strategy.

Nel corso della presentazione ha anche accennato all’importanza dell’identificare un’offerta accattivante, cioè un’offerta che sia diversa dalle altre, che susciti curiosità nel destinatario e all’importanza della persistenza. Troppo spesso, secondo Barbara, le attività di marketing vengono abbandonate senza portarle davvero a termine o persistere. Barbara ha spiegato che, fatta salva la qualità della marketing strategy, è proprio la persistenza dell'azione che spesso fa la differenza.

Allegate le diapositive della presentazione che includono anche i 10 principi per avere una redemption migliore nelle proprie campagne di marketing.

Barbara Cattani assiste gli imprenditori che prendono parte all’Executive Training Club (la Mind Consulting Business School) per aiutarli a conquistare nuove quote di mercato.

Paolo Ruggeri



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30/05/2008

Questo mese il top performer, a livello di incremento di fatturati, tra i clienti dell’Executive Training Club è stato il team della Oto Mills Spa, composto da Enrico Giuliani e Corrado Chezzi. Oto Mills infatti, ha ottenuto un incremento del fatturato del 298% nel mese di Aprile 2008.

Giuliani è intervenuto spiegando che alla base della crescita che la sua azienda sta mettendo a segno anche nel 2008 sta l’essersi rifocalizzati su alcuni fondamenti di una buona gestione:

a) Avere un forte accordo al vertice tra il team direttivo
b) Considerarsi “la causa” delle prestazioni dei propri collaboratori anche quando queste non fossero eccelse. “Un fondamento del genere – spiega Giuliani – troppo spesso viene trascurato o dato per scontato. In realtà tutto comincia da te”.
c) Fare tanto, anzi “troppo Marketing”!!!. Giuliani, per esempio, ha spiegato come la rivista che periodicamente Oto Mills invia ai suoi clienti, sia diventata il giornale di riferimento dell’intero settore.
d) Lavorare assiduamente per alzare la promessa del brand: insistere per fornire sempre di più ai propri clienti e coinvolgere nel processo tutti i propri collaboratori. 

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Si è concluso un mese eccezionale per gli imprenditori che prendono parte all'Executive Training Club, con fatturati in forte incremento nella maggior parte delle aziende partecipanti al programma a riprova del fatto che nel nostro paese esistono numerosi piccoli e medi imprenditori di grande levatura. Complimenti speciali a Giuliani e Chezzi e a tutta l'Oto Mills Spa.  

Paolo Ruggeri

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30/05/2008

L’utilizzo dei corretti indicatori statistici può fare la differenza tra una rete vendita ben gestita e una rete vendita che stenta sul mercato.

“Non puoi ottenere ciò che non misuri” ha spiegato Alessandro Valente della Valente Pali SpA, leader europeo nella produzione di pali in cemento per vigneti e frutteti www.valentepali.com . La Valente ha sperimentato una crescita impetuosa nei fatturati nel corso dell’ultimo anno (+ 44% il solo Aprile 2008) e molta di questa crescita è dovuta all’efficacia della rete vendite.

Alessandro, nel corso della presentazione tenuta agli imprenditori che prendono parte all’Executive Training Club, ha illustrato i principi di una buona gestione degli agenti. In sintesi:

a) Non limitarti a misurare il risultato finale (il fatturato, il valore degli ordini acquisiti dagli agenti o gli scostamenti rispetto al budget)
b) Misura anche i semi lavorati che porteranno al risultato finale: il numero delle visite, il valore dei preventivi presentati e gli altri indicatori che potranno darti un’idea dell’evoluzione futura del fatturato del singolo agente. Questa azione è particolarmente importante. “Spesso – spiega Valente – se usi questi strumenti ti renderai conto che anche l’idea di stagionalità perde di importanza: facendo un lavoro adeguato sugli step intermedi (visite, appuntamenti, ecc) si può vendere praticamente sempre”.
c) Ricordati che la misurazione delle performance dei singoli agenti ha bisogno di alcune basi di appoggio per fornire dei risultati ancora migliori e queste sono:

- Il fatto che il vertice dell’azienda persegua una meta chiara e ci sia condivisione della stessa
- Avere il CHI GIUSTO: non rassegnarti se non hai le persone giuste nell’organico, cerca sempre di attirare in azienda le persone migliori.
- Avere chiaro il CHE COSA, cioè mansioni e procedure chiare e far sì che le varie funzioni aziendali conoscano qual è il risultato che dovrebbero ottenere.

d) Gli agenti sono disponibili a far sì che il loro lavoro venga misurato se gli fai capire come questa, in realtà non sia unicamente un’attività di controllo, ma li aiuta anche a vincere e a guadagnare più soldi.

I fatturati della Valente Pali dimostrano che forse ognuna delle nostre reti vendita potrebbe, con una gestione accurata, ottenere risultati ancora migliori. Le slide dell’intervento di Alessandro sono allegate (le note nel power point aiutano a capire ancora meglio i concetti).

Paolo Ruggeri



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25/05/2008

A inizio Maggio l'Unione Europea ha annunciato che la Slovacchia, un piccolo paese dell'Europa Centrale, potra' adottare l'Euro nel 2009. 

Le ragioni del miracolo economico della Slovacchia (PIL dell'anno scorso +10,4%), possono essere riassunte nel fatto che il governo slovacco negli anni scorsi ha ridotto drasticamente la spesa pubblica ed anche, in una certa misura, la cosidetta "spesa sociale". Questi risparmi gli hanno consentito di avere sufficienti fondi per ridurre le tasse ed introdurre una "Flat Tax" (Tassa Fissa)al 17%: 17% e' l'IVA, 17% e' la tassa sui redditi personali e 17% e' la tassa sugli utili delle imprese. 


La riduzione delle tasse ha scatenato una forte crescita economica, attirando anche investimenti stranieri importanti. Ma non solo: ha permesso a tutto il paese di diventare piu' ricco, anche a chi inizialmente, con il taglio della spesa pubblica, apparentemente aveva sofferto. 

Quando i nostri governanti comincieranno a capire che questa e' la strada anche per lo sviluppo delle aree del nostro paese che stentano a decollare? A quando una flat tax al 20% per tutto il Sud Italia?

Paolo Ruggeri

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25/05/2008

Da Newsweek di questa settimana:


Bottega Veneta (vende sandali da 1350 dollari e borse di pelle da 18400 dollari Usa), vendite mondiali del primo trimestre 2008: +31,5% (dopo essere gia' cresciute del 49% nel 2007...)


Prada: ha riportato il miglior risultato di sempre con utili per l'anno precedente in crescita del 66%.
 
Hermes, vendite del primo trimestre 2008: +13% e, sentite questa, vendite primo trimestre negli USA (che apparentemente sono in crisi nera): +23%.
 
Sexy (cioè che mira a soddisfare le esigenze intangibili dei consumatori) o Fit (cioè dare al cliente un grande valore per il suo denaro, low cost o adatto a competere). Queste due aree continuano a crescere. Tutto il resto si contrae. 

Paolo Ruggeri

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24/05/2008

Dovendo tenere una presentazione per la Mapei Hungary a Budapest (vedi altro articolo sul mio sito in inglese www.paoloruggeri.net ), mi sono dovuto documentare un poco sul gruppo Mapei. Sono rimasto sbalordito.


Alcuni fatti su Mapei come gruppo:


a) 540 dipendenti lavorano a tempo pieno sulla ricerca e sviluppo, oltre 50 milioni di Euro all’anno investiti nell’R&D (il 5% del fatturato).


b) Corsi di formazione tenuti regolarmente per rivenditori e tecnici per insegnar loro ad avere successo.


Con dei numeri del genere, non e' un caso che Mapei, un’azienda italiana, si riveli un successo mondiale. Alcuni potrebbero sostenere che e' piu' facile investire in R&D quando sei un’azienda grande come la Mapei, il mio punto di vista e' l’opposto: Mapei e' un’azienda grande e di successo proprio perche' negli anni ha saputo continuare a investire pesantemente nella ricerca, anche quando era una piccola realta'.

E i ragazzi della Mapei Hungary di certo non sono da meno: persone motivate e davvero legate all'azienda (Mapei Hungary è stata eletta miglior datore di lavoro dell'Ungheria nel 2006)


Paolo Ruggeri


PS: Slide della mia presentazione alla Mapei Hungary, disponibili su www.paoloruggeri.net

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19/05/2008

Nei giorni 26 e 27 Giugno 2008, a Verona, terro' un corso di due giornate sulla gestione di una piccola e media impresa oggi.


Il corso e' una sorta di "best of Paolo Ruggeri" riguardo alle varie aree aziendali: il progetto aziendale, come fare utili, come impostare un'organizzazione che ti assista e ti aiuti a crescere, le cinque lezioni che ho imparato riguardo alla leadership, come fare per creare e mantenere carica emotiva, il marketing oggi, la delega efficace, l'incentivazione, ecc. Piu' che un semplice corso di formazione e' un tour accurato nel come gestisco io un'azienda, come faccio a generare e mantenere elevato l'entusiasmo, e cosa faccio per continuare a sfornare progetti vincenti. 

Durante le due giornate del corso mi fermerò anche con ogni  partecipante per fornirgli dei consigli di ordine pratico relativamente alla gestione della sua azienda, cose che lui puo' fare immediatamente per migliorare la scena dell'impresa, insomma come ogni mio corso mi dedichero' con attenzione e cura alle persone che vi prendono parte.

Tengo molto a questo corso perché ci ho messo diversi mesi a prepararlo e rifinirlo e l'ultima versione che ho tenuto mi è piaciuta parecchio. Il corso insegna: come fare a vincere contro i giganti.

Per maggiori informazioni, compila il modulo di richiesta maggiori informazioni disponibile qui: http://www.paoloruggeri.it/pagine.asp?idp=97 

Paolo Ruggeri

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