X Il sito utilizza solo cookie tecnici. Tramite il sito sono installati cookie di terze parti (tecnici e profilanti). Chiudendo il banner, l'utente accetta l'utilizzo di tutti i cookie. Per maggiori informazioni, anche in ordine alla disattivazione, è possibile consultare l'informativa cookie completa.
<< | < Pagina 53 di 55 > | >>
21/03/2008

In una delle mie normali “botte di pazzia”, questa mattina ho accettato di tenere una presentazione pro bono agli studenti di un Liceo Milanese circa l’evoluzione dell’economia e le prospettive lavorative per i giovani. Un’esperienza elettrizzante, per vari motivi:


a) Ho incontrato in sala una resistenza NOTEVOLE ad accettare il fatto che l’economia sta cambiando e che la globalizzazione ha reso il sistema economico completamente diverso. Il guaio e' che non mi sono messo ad illustrare, come mio solito, teorie davvero strampalate e futuristiche, ma ho descritto gli eventi come sono oggi, insomma le cose che ormai chiunque lavori conosce bene: la Cina, l’India, la perdita di competitivita' dell’azienda Italia, i problemi del sistema pensionistico, la necessita' che il collaboratore d’azienda o dipendente si dia da fare per essere competitivo sul mercato del lavoro, ecc.


La cosa mi ha fatto capire qualcosa di molto importante: che il nostro sistema scolastico, seppur retto da persone spesso volenterose e dedicate, di fatto vive una grande distanza dalla scena economica generale. E’ mai possibile, mi chiedo, che mentre il governo inglese sta prendendo in considerazione l’idea di insegnare l’informazione sulla previdenza nelle scuole, noi si possa lasciare gli studenti di oggi a digiuno dei concetti fondamentali di economia? Non sono forse questi, quelli che determineranno, almeno in parte, il loro successo futuro? Non sto parlando di filosofia, ma dei fondamenti della sopravvivenza, delle leggi che regolano il denaro e come si fa a guadagnarlo, dell’importanza dell’eccellenza, dei rapporti umani come cardine del business e del fatto che molta della crisi che accade oggi non e' da attribuire solamente agli “imprenditori che sono dei demoni e che vogliono precarizzare il lavoro” ma dal fatto che, a meno che ognuno di noi faccia qualcosa, una parte del paese andra' verso il declino. 

Se non insegniamo e non trattiamo queste cose nelle scuole, al punto che i ragazzi di 18 anni sono ancora a digiuno di questi argomenti, mi viene da pensare, non e' che finiamo per creare “la prossima generazione di precari”? 

b) Nonostante le mie critiche di cui sopra, devo ammettere che esistono all’interno del sistema scolastico anche delle gran persone, spesso poco valorizzate ma che hanno fatto dell’insegnamento la loro bandiera. Uno per tutti: il Prof Christian Bonfanti, una persona che i valori non solo li insegna, ma li vive. Il sistema scolastico dovrebbe prevedere dei veri sistemi premianti, di modo che per gli insegnanti che eccellono lo svolgimento di questa professione non sia solo occasione di soddisfazione intangibile ma anche tangibile, sotto il piano economico. 

c) Degli studenti quello che ti colpisce e' vedere la loro purezza sotto il piano dei valori: sono persone non ancora “bollite” come molti di noi e che hanno quindi ancora il coraggio di perseguire con decisione i valori, posseggono la forza di porre delle domande del tipo “ma perche' le cose non potrebbero essere diverse, non e' giusto che siano cosi'…”. Che peccato che il nostro sistema non le prepari adeguatamente a cio' che incontreranno quando usciranno dalla scuola. Che peccato che la politica non si imponga di trasferir loro ANCHE i principi dell’economia, della professione. Non saranno forse queste le cose con le quali si troveranno a dover convivere per i successivi trent’anni? 

Quest'ultima, per quanto la cosa possa sembrare assurda, e' pero' anche una responsabilita' di noi imprenditori che dovremmo cercare di essere parte piu' attiva nel mondo scolastico. Lasciando perdere le questioni di ordine morale (sarebbe giusto farlo, sarebbe un modo di restituire alla societa' quello che abbiamo avuto, ecc, ecc) che non sono del tutto trascurabili, rimarrebbe comunque il fatto che le persone che sono oggi nella scuola, sono davvero il futuro della nostra societa'. Come possiamo pensare di competere, di eccellere, di innovare, se tralasciamo l’istruzione di chi dovra' darci una mano? 


d) Un ultimo nota per gli studenti. Io credo che sia possibile coniugare il successo economico con il perseguire i propri valori. I miei consigli personali: 

- Stabilisci delle mete importanti per la tua vita e perseguile. Anche se all’inizio tu dovessi incontrare delle difficolta' (le incontrerai, stai tranquillo) avere una meta ti dara' l’energia per andare avanti e continuare a provarci. Se non ti poni tu delle mete, sappi che saranno altri a farlo per te (la societa', le aziende, il sistema) e, non solo non riuscirai a sfondare a livello professionale, ma condurrai anche una vita meno appagante. 
- Sviluppa ottimi rapporti interpersonali. Ricordati che nel mondo del lavoro oggi si fanno strada le persone che hanno sia competenza tecnica che competenza relazionale. I lavori migliori, le occasioni migliori vengono attratte in modo magnetico dalle persone che sanno eccellere nei rapporti con gli altri. Sii empatico, disponibile, friendly. 

- Quando entrerai nel mondo del lavoro, ricordati che il metodo migliore per ottenere il lavoro dei sogni e fare dei passi avanti e' quello di eccedere le aspettative altrui. Cerca di fornir sempre un risultato migliore di quello che si aspettavano le persone che te lo hanno commissionato. Presto o tardi la tua professionalita', disponibilita' e fantasia verra' notata e premiata. Chi ti dice che non e' in questo modo, non ti sta raccontando la storia vera ma sta solamente cercando di giustificare i propri fallimenti e le proprie frustrazioni. 
- E, come ultima cosa, per favore rifletti sull’economia, indaga, cerca di capire come vanno le cose, che cosa differenzia la persona che riesce ad ottenere il lavoro dei sogni e condurre anche un’esistenza appagante e prospera da quelle che non ci riescono. Sarai sorpreso da quello che scoprirai. Avrai fatto un balzo in avanti non solo nella conoscenza del mondo del lavoro, ma verso la conoscenza del vero te stesso. 

Un ringraziamento a Nicola Pozzati e al comitato di autogestione per avermi dato la possibilità di intervenire.

Paolo Ruggeri



download slidesDownload delle slides
Condividi:
17/03/2008

L’altra sera a cena discorrevo con un altro imprenditore di tendenze future dei mercati. Oltre alle solite cose: fit, sexy, il lusso che cresce, ecc, ci siamo soffermati a riflettere sui cambiamenti che il prezzo in costante crescita dell’energia comportera' per le aziende. A parte le quotazioni molto elevate del greggio (spinte alla crescita dalla richiesta in costante incremento da parte dei paesi in via di sviluppo e da quella che io chiamo “l’economia di carta”, cioe' tutte le speculazioni che vengono fatte sui futures), c’e' da riflettere sul fatto che il petrolio e' una risorsa finita e prima o poi terminera'. La mia idea personale e' che il suo prezzo e' destinato ad aumentare ancora negli anni a venire. Che impatto avra' questo sulle nostre aziende e sul modo di fare business? 

Ovvio, la mia e' una domanda filosofica e, porsela, non ha alcun impatto sui fatturati di domattina. Ma, dopo che abbiamo gestito i fatturati di domani e di questa settimana, e' opportuno che dedichiamo anche qualche minuto per riflettere sulle implicazioni relative all’energia. Il prezzo in costante aumento dell’energia non portera' solo problemi, ma aprira' la porta anche a grandi opportunita': nell’edilizia, nella meccanica, nella logistica, insomma e' tutta una nuova sfida che si profila davanti a noi e, come sappiamo bene, quelli che raccolgono le sfide, di solito sono anche quelli che alcuni anni dopo, riscuotono dei grandi profitti. 

Mettila come vuoi, ma l’energia sara' una delle grandi sfide che la nostra generazione si trovera' ad affrontare.
 
Paolo Ruggeri
Condividi:
17/03/2008

Oggi sento alla radio che nonostante Alitalia fosse quotata a circa 50 centesimi ad azione, l’offerta di Air France per acquistarla era pari solamente a 10 centesimi ad azione. Cosa ne penso? Penso che viviamo in un’economia di carta e che prima lo capiamo, prima ritorniamo ai fondamenti: fare soldi creando valore e non speculando sulla carta. 

Alitalia, da quello che sapevo perde 1 milione di euro al giorno. Ma, come fa un’azienda del genere a valere qualcosa? E come faceva ad essere quotata a 50 centesimi ad azione? Ma questa, mi domando, e' solamente la scena di Alitalia? La mia paura, ma oramai e' quasi una certezza, e' che la maggior parte dei titoli finanziari oggi siano decisamente sopravvalutati, spinti in alto dalle speculazioni. E l’aspetto tragico e' che nelle speculazioni raramente sono i piccoli risparmiatori a guadagnarci. Nella maggior parte dei casi sono le banche, gli speculatori, i grandi fondi di investimento. 

Se vuoi fare soldi, non metterti a speculare. Compri Alitalia a 50 centesimi ad azione e poi “speri” che salga. Ci lascerai solamente le penne. I soldi si guadagnano dando un prodotto o un servizio eccezionale ai propri clienti o ai propri datori di lavoro. Non con le speculazioni. Investire saggiamente il proprio capitale: si', ma fai attenzione che quasi tutte le azioni di aziende quotate sono sopravvalutate. Possono si' salire spinte dalle speculazioni, ma ricordati che quello che stai comprando e' comunque carta, e una carta molto costosa. Il fatto che Alitalia fino all’altro giorno “valesse” 50 centesimi ad azione e tutti allegramente la compravano e la vendevano, dovrebbe farti riflettere. 

Per dirla come dice il mio amico Giuseppe Blunda, accorto imprenditore siciliano: “Ma tu pensi che se qualcuno ha un’idea eccezionale e che potrebbe fare un sacco di soldi, la viene a dividere con te quotando la sua azienda in borsa????” .

I mercati finanziari sono il grande inganno della societa' odierna. Compra valore e non carta. Non solo farai piu' soldi, ma sono convinto che vivrai anche piu' tranquillo. Credimi.

Paolo Ruggeri

Condividi:
14/03/2008

In un precedente articolo del blog sostenevo che quanto sta accadendo all’economia italiana non e' da interpretarsi come un periodo di crisi, ma va interpretato come l’onda lunga della globalizzazione e dell’economia della conoscenza che, un po’ alla volta, vanno ridefinendo lo scenario competitivo e le regole del business. Se pensi che e' un periodo di crisi, tendi a rassegnarti; se vedi che lo scenario e' sicuramente un po’ piu' vasto, ti rendi conto che esso non contiene unicamente delle minacce ma anche delle grandi opportunita'. Cito, per esempio, il caso della Manconi, www.newsitaliapress.it/articolo.asp?id=6330&titolo=L'obiettivo%20di%20Manconi%20&%20C.%20diventare%20leader%20mondiale%20nel%20settore%20delle%20macchine%20affettatrici una delle aziende leader in Europa nella produzione di macchine affettatrici o della Topoprogram, una PMI calabrese che compete con successo contro i giganti del software, www.newsitaliapress.it/articolo.asp?id=6657&titolo=Topoprogram,%20un'azienda%20a%20colori 


Lo ripeto ancora una volta: lo scenario delle piccole e medie imprese italiane e' spaccato in due. Una parte delle imprese che ha gia' cominciato ad attrezzarsi per competere con le nuove regole e nei nuovi scenari ha i fatturati in crescita, quelle che non si sono attrezzate invece, cedono quote di mercato alle altre. 

Cerca di posizionare la tua azienda nel primo gruppo e vedrai che ogni pensiero di crisi un po' alla volta se ne andrà.

Paolo Ruggeri

Condividi:
14/03/2008

Allego qui una presentazione tenuta ad un recente convegno circa come competere con successo nell'economia della conoscenza.


Paolo Ruggeri



download slidesDownload delle slides
Condividi:
08/03/2008

Allego a questo messaggio alcune slides (diapositive) tradotte in Italiano di una presentazione di Tom Peters cui ho partecipato nell'Ottobre del 2005. Alcune diapositive sono molto tecniche, da addetti ai lavori, ma molte altre sono piu' che mai applicabili allo scenario di oggi del nostro paese. Le diapositive vengono visualizzate meglio se fai il download del file sull'hard disk e lo visualizzi sul tuo pc. 

Paolo Ruggeri

download slidesDownload delle slides
Condividi:
08/03/2008

La scorsa settimana mentre parlavo ad un gruppo di direttori vendite, un caro amico ha fatto la seguente obiezione: “Ruggeri, certo che bisogna crescere pero' sarai d’accordo con me che sul mercato italiano in questo momento e' un periodo di stanca e stiamo vivendo una leggera crisi…”. Il che mi ha fatto capire che, preso da mille cose, ho smesso di reiterare un messaggio che ormai vado ripetendo dal Gennaio del 2005: quella che e' in atto nel nostro paese non e' una crisi passeggera dei consumi. Quella che stiamo sperimentando e' invece l’onda lunga della rivoluzione globale e dei cambiamenti causati dall’economia della conoscenza. Non voglio fare del terrorismo psicologico (in fin dei conti mi occupo di motivazione), ma sono convinto che, al fine di rimanere motivati, serva guardare in faccia la realta' anche e soprattutto, quando non e' proprio bella. 

Veniamo al nostro paese e alla sua economia. I fattori in gioco: 

1) Due miliardi tra cinesi e indiani sono entrati nella scena globale. Questo ha provocato da una parte l’esodo verso quei paesi dei lavori (e spesso anche delle aziende) a basso valore aggiunto e dall’altra, con la richiesta di uno stile di vita migliore e l’aumento dei consumi da parte delle loro popolazioni, un netto incremento del prezzo di tutte le materie prime: rame, acciaio, petrolio, grano, ecc, ecc. Quasi tutte le materie prime sono ai loro massimi storici. Quest’ultimo punto genera un’inflazione che non e' certo quella che ci viene riportata dagli istituti di ricerca statistica ma e', di fatto, molto piu' elevata. 

Quindi ci ritroviamo con il consumatore medio italiano che da una parte vive un’inflazione galoppante, dall’altra ha serie difficolta' a guadagnare di piu': ci sono infatti due miliardi di persone in piu', circa 1/3 della popolazione del mondo, che oggi compete per i lavori a basso valore aggiunto. I cinesi e gli indiani non rubano direttamente i lavori del consumatore italiano, ma sicuramente esercitano pressione competitiva sulle aziende che gli danno il lavoro in primo luogo, riducendo i margini, forzandole a tenere i costi sotto controllo, ecc. 

Sopravvive chi sa re-inventarsi, chi accetta la sfida globale, chi sale davvero la scala del valore aggiunto, chi capisce che la formazione continua non e' solo uno slogan inventato dai consulenti aziendali ma e' il nuovo stile di vita del lavoratore della knowledge economy. 

2) lo scenario delle imprese del nostro paese, mi riferisco in particolar modo alle PMI, e' spaccato in due: abbiamo imprese che hanno capito gia' da alcuni anni il tipo di sfida che si trovano a dover affrontare: un profondo ripensamento di se stesse e del modo di fare business, e quindi stanno comunque crescendo avvantaggiandosi del ritardo di tutti i loro concorrenti. Abbiamo poi imprese e imprenditori che continuano ad ignorare il problema pensando che si tratti solamente di una crisi passeggera e che gradualmente, ma in modo costante, perdono quote di mercato. 

Per le ragioni che ho spiegato al punto precedente, ci sono meno clienti potenziali e, per accaparrarceli, dobbiamo davvero ripensare noi stessi ed eccellere. Mai come in questa epoca il vincente prende tutto, mentre chi non ha ripensato la propria strategia  vede erodere le proprie quote di mercato. 


Kjell Nordstrom, uno dei piu' celebri economisti a livello Europeo, sostiene gia' da anni che oggi sopravvive sul mercato l’azienda che e' o FIT (cioe' adatta a competere, con un’organizzazione interna perfetta, senza sprechi, all’avanguardia nella tecnologia e che e' in grado di offrire elevate prestazioni ad un rapporto qualita' prezzo fuori dal comune: VALORE PER I TUOI SOLDI) o l’azienda SEXY (cioe' un’azienda che non solo e' FIT ma ha anche un appeal eccezionale per i propri clienti dal punto di vista del brand, delle esperienze che fa vivere, della popolarita' presso gli stakeholders: VALORE PER IL TUO CUORE O VALORE PER IL TUO EGO)

Tutto cio' che non e' ne' fit ne' sexy, secondo Nordstrom, e' destinato a scomparire. 

3) Sopravvivono, e prosperano, le imprese che hanno capito l’impatto dell’economia della conoscenza. Quali sono le parole d’ordine? 

FIT, SEXY, VALORE PER I TUOI SOLDI, INNOVAZIONE DELLE TECNOLOGIE DELL’AZIENDA, RE-INVENTARE SE STESSI, SALIRE LA SCALA DEL VALORE AGGIUNTO (vedi Tom Peters), PENSARE GLOBALE, FORMAZIONE CONTINUA (innanzi tutto per noi stessi), COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE NEL PROGETTO DELL’IMPRESA 

Quali sono le parole che uccidono: 
CONSERVATORISMO, LOGICA, GIUSTIFICAZIONI, OSTINAZIONE A PENSARE CHE E’ UNA CRISI CHE PRIMA O POI PASSERA’, RILUTTANZA A RE-INVENTARE NOI STESSI. 

Tornando alle “parole d’ordine” c’e' un ultimo punto che vorrei sollevare: serve un nuovo patto, un nuovo accordo tra imprenditore e forza lavoro. Nessuno di noi ce la potra' mai fare a vincere questa sfida se non coinvolge i propri collaboratori: “dipendente”, nel senso tradizionale del termine, e' un’altra delle parole che a lungo andare andra' svanendo dal nostro lessico. Sara' sostituita da un’altra parola: generatore di valore, co-imprenditore, membro del team, innovatore. Coinvolgi i tuoi collaboratori nel progetto dell’impresa. Oggi sono loro che controllano i mezzi di produzione che fanno salire la scala del valore aggiunto. 

--- 

Comunque tu veda le cose, tieni a mente questo punto: non stiamo vivendo una semplice crisi dei consumi o un periodo di stagnazione dell’economia. Stiamo vivendo l’onda lunga di un grande cambiamento. Fai si' che la tua impresa sia pronta per affrontarlo. Per l'appunto FIT o SEXY o, ancora meglio, entrambe le cose. 

Paolo Ruggeri

Condividi:
06/03/2008

Vedi altro messaggio che spiega nel dettaglio il corso. Il potenziale dei collaboratori delle nostre imprese e' davvero fenomenale! Allegate le mie diapositive che trattano le azioni che fanno i collaboratori e dipendenti italiani che crescono in azienda e guadagnano tanto.


Paolo Ruggeri



download slidesDownload delle slides
Condividi:
06/03/2008

Il 5 Marzo presso l’Assindustria di Ancona, assieme al collega Fulvio Zufolino, abbiamo tenuto il corso Collaboratori a Colori, teso ad illustrare a collaboratori e dipendenti le nuove regole per vincere ed affermarsi nel mondo del lavoro.


Il mondo del lavoro sta subendo una trasformazione enorme creata fondamentalmente da due fattori: da una parte 2 miliardi tra Cinesi ed Indiani che sono entrati nell’Economia Globale rubano lavori e aziende intere offrendo manodopera a basso costo (e quindi mettendo pressione competitiva sulle imprese del nostro paese, riducendo i loro margini spingendole a dover tenere sotto controllo i costi del personale), dall’altra gli stessi due miliardi di persone consumano sempre di piu' spingendo i prezzi delle materie prime alle stelle (rame, oro, petrolio, alluminio, ecc sono quasi tutti ai loro massimi storici a causa della crescente domanda da parte dei paesi in via di sviluppo). Quest’ultimo punto genera inflazione e conduce al risultato netto che il collaboratore o dipendente dell’impresa si trova con un potere d’acquisto via via calante. 


Durante questa giornata abbiamo illustrato che cosa fanno i collaboratori e dipendenti che guadagnano, quali sono le strategie che hanno messo in campo, cosa fanno di diverso dagli altri. Il corso si basa su un approccio completamente nuovo alla formazione del personale, un approccio basato a creare un nuovo patto tra datore di lavoro e collaboratori, un approccio basato sull’innovazione, sull’entusiasmo e sulla condivisione e distribuzione del maggior valore creato. Da qui il nome “Collaboratori a Colori”: uscire dall’approccio grigio e tradizionale, rendendosi conto che il sistema industriale del passato non funziona piu' e che servono nuovi paradigmi nel rapporto tra impresa e lavoratore. 

Devo dire che anche per me e' stata un’esperienza fenomenale. Vedere 120 collaboratori e dipendenti che scrivono progetti per aumentare il valore dell’impresa, operai che dicono “ho avuto un’idea per creare un nuovo prodotto che potrebbe ridurre i costi dell’impresa”, amministrativi che dicono “capo, guarda che se cambiamo questa procedura qui possiamo aumentare notevolmente la produttivita'”, ecc, il tutto con un grande entusiasmo e voglia di fare e' stato FENOMENALE. E vedere avvenire tutte queste cose in un ambiente che aveva anche numerosi lavoratori stranieri che partecipavano assieme agli italiani: serbocroati, bulgari, senegalesi, macedoni, pakistani, e' stato fantastico. C’e' molto di piu' nelle nostre imprese di quello che la stampa ci da' a vedere, un potenziale straordinario, uomini capaci, motivati, desiderosi di fare la differenza e di contribuire non appena li coinvolgi e chiedi loro di dare una mano. 
A questo messaggio allego le diapositive dell’intervento del Dott. Fulvio Zufolino dirette al cambiamento personale. Nel prossimo messaggio le diapositive del mio intervento. Grazie a tutti i partecipanti per il loro entusiasmo e agli imprenditori che hanno sostenuto questa iniziativa. Notevole. 

Paolo A. Ruggeri

PS: nota per i collaboratori che hanno partecipato al corso: nell'allegato di un altro articolo del blog, pubblicato il 4 Marzo, troverete numerosi dei progetti che ci sono stati sottoposti come parte del contest 2007.



download slidesDownload delle slides
Condividi:
04/03/2008

Siccome sono sempre di piu' le richieste di partecipazione al Contest Mind Consulting 2008 (Tramite questa iniziativa di fatto Mind Consulting seleziona e premia i progetti eseguiti da collaboratori d'impresa o dipendenti che si dimostrano piu' innovativi o che creano maggior valore per la loro azienda) e stiamo ricevendo numerose richieste da parte di collaboratori desiderosi di prendere parte all'iniziativa, posto qui le slide con i progetti che sono stati selezionati durante il contest 2007.


Guardando queste slide il dipendente o collaboratore potrebbe avere qualche idea in piu' circa come creare valore aggiunto per la propria impresa e quindi, perche' no, anche guadagnarci due lire... 


Aziende che volessero iscriversi al Contest Talenti 2008, possono contattare la Mind Consulting Italia www.mindconsulting.it  


Paolo Ruggeri



download slidesDownload delle slides
Condividi:
02/03/2008

Questo mese ho tenuto un paio di presentazioni durante la Mind Consulting Business School (Executive Training Club) circa uno studio del Prof Thomas Stanley sulle caratteristiche che le persone che hanno accumulato capitali liquidi di oltre un milione di dollari avevano in comune, uno studio condotto su circa 3600 milionari sparsi per il mondo. Nel corso della presentazione ho anche affrontato il tema della gestione d'impresa e più specificatamente quali sono i fattori che possono limitare l'efficienza del manager. Le diapositive dell’intervento, come al solito, sono allegate. 

Paolo Ruggeri

download slidesDownload delle slides
Condividi:
02/03/2008

Giovedi' 26 Febbraio, durante le sessioni formative dell’Executive Training Club, Francesco Pugnetti, Direttore Generale di Roditor & Philadelphia www.roditor-rph.com ha tenuto una presentazione circa alcune semplici azioni che una PMI puo' mettere in campo per internazionalizzarsi e cominciare a vendere sui mercati esteri. Pugnetti ha sottolineato l’importanza delle fiere, dell’innovazione tecnica se vuoi vendere nei mercati maturi e, soprattutto del fatto che al fine di vendere un prodotto tecnico industriale all’estero e' necessario creare rapporti eccellenti con gli uomini di produzione delle aziende clienti. Le relazioni con questi ultimi spesso si rivelano molto piu' importanti per acquisire un cliente rispetto a quelle che crei con gli uomini dell’ufficio acquisti. 

Altri consigli forniti nel corso della presentazione: a) fai pagare almeno parzialmente le prove, b) quando partecipi ad una fiera internazionale tieniti sempre qualche giorno in piu' per andare subito a visitare i clienti del luogo (questa singola azione ti fa guadagnare un sacco di punti e di credibilita' nei loro confronti), c) non avere paura ma lanciati nel mercato. Fenomenale la sua storia di come ha acquisito dei clienti in Siria: li ha chiamati dall’Italia ed e' semplicemente andato a visitarli senza alcuna paura portando a casa un ordine ragguardevole… 

Perche' andare a vendere all’estero secondo Francesco: perché è solo confrontandoti sui mercati esteri che riesci a rendere la tua azienda davvero competitiva anche in Italia. Confrontarti con l’estero ti permette di arricchire la tua azienda e renderla davvero forte. Le diapositive dell'intervento sono allegate. 

Paolo Ruggeri

download slidesDownload delle slides
Condividi:
02/03/2008

Durante le giornate di Febbraio dell’Executive Training Club, la business school di Mind Consulting, ho avuto il piacere di partecipare ad una presentazione sulla gestione del tempo di Giuseppe Mangione, titolare della Topoprogram Srl, azienda leader in Italia nella creazione di software per professionisti e topografi www.topoprogram.it.

Alcuni spunti che mi sono rimasti impressi: 

1) Fai la lista di tutte le cose che hai da fare, quelle che Giuseppe chiama i “cicli aperti”. Assicurati di non limitare la lista alle sole faccende aziendali ma includi anche tutte le cose personali che hai da sbrigare. Questi “cicli aperti” consumano "la tua ram" e ti rendono meno efficiente in quanto causano preoccupazioni inutili. Il semplice fatto di farne una lista completa, ti fornisce grande lucidita'. Per dirla con le parole di Pino “la ragione per cui pensiamo ripetutamente a una cosa e' il fatto che non abbiamo definito con precisione cio' che vorremmo ottenere e non abbiamo deciso quale sara' il prossimo passo concreto in proposito”. Compilare una lista completa ti aiuta non poco. Se non ci credi, prova a farlo. 

“Pensare piu' volte a una cosa in cui non si fa alcun progresso e' una perdita di tempo e di energia, e finisce solo con l’alimentare l’ansia legata alla sensazione che non state facendo quello che dovreste fare”. – Giuseppe Mangione, Topoprogram 

2) Fai SUBITO qualsiasi cosa della lista che richieda meno di due minuti di tempo per essere eseguita. Non rimandarla. Se lo fai ti ritroverai con tantissimo tempo a disposizione. 

3) Quando programmi il tuo tempo usando l’agenda ed il “sistema dei quattro quadranti” (vedi diapositive allegate), tieni conto anche degli imprevisti. 

4) E per finire, ricordati che le cose non si bloccano perche' non abbiamo tempo ma perche' spesso e volentieri non le abbiamo ben definite. 

Giuseppe Mangione non solo gestisce un’azienda che ottiene grandi risultati nel suo mercato ma e' anche un formatore eccezionale. Le diapositive dell’intervento sono allegate. 

Paolo Ruggeri

download slidesDownload delle slides
Condividi:
22/02/2008

L'amico Roberto Gorini di New Media SpA di www.newmediaonline.it , dopo aver lanciato con successo i Pokemon, stringe un accordo con la Disney e lancia la nuova linea "Wizard of Mickey". Giochi, fantasy, colori, divertimento, il fatturato in costante incremento di New Media mostra che la vendita di un'esperienza continua a "tirare" nonostante tutte le idee di recessione, crisi, stagnazione. 


Tra le altre cose, se conoscete Gorini, sembra davvero un personaggio preso da Topolino: un imprenditore creativo ed entusiasta che non solo fa grandi fatturati ma innanzi tutto si diverte nella gestione della sua impresa. 

Rendi il tuo prodotto/servizio innanzi tutto una bella esperienza. I fatturati arriveranno. 

Paolo Ruggeri

Condividi:
22/02/2008

In allegato le diapositive dell'intervento tenuto il 21 Febbraio 2008 ai responsabili e manager Kemon Spa circa l'efficienza nell'organizzazione di impresa. 

Paolo Ruggeri

download slidesDownload delle slides
Condividi:
15/02/2008

Allego le diapositive di un intervento del Dott. Daniele Beretta di Clinica del Sorriso. Beretta tramite un approccio imprenditoriale alla gestione di uno studio dentistico ha quasi raddoppiato il fatturato 2006. Beretta sostiene che anche un dentista o un professionista puo' avere un deciso miglioramento dei risultati economici facendo si' che la propria attivita' salga la scala del valore aggiunto lavorando su innovazione del prodotto, esperienze per i clienti e soluzioni chiavi in mano. 


Paolo Ruggeri



download slidesDownload delle slides
Condividi:
06/02/2008

Italsoft (www.italsoft.net ) e' un'azienda che si occupa di software per l'edilizia. Andando sul loro sito ti aspetteresti di vedere un sito pieno di fogli excel, goniometri, calcolatrici e invece... guardate qui: www.topcantiere.it  

Ogni software è stato rappresentato con un nanetto, del tipo "Scontolo" è il nome del programma software che l'impresa edile acquista per fare i preventivi e il controllo di gestione, "Sgocciolo" è il nome del programma software che l'impresa edile acquista per la gestione termotecnica, ecc, ecc... 

Finalmente, anche nel marketing del settore edile (abituato a far vedere solo che dei vetri, dei mattoni, degli schemi elettrici e un sacco di tecnica ) un po' di colore, di creativita' e di fantasia. E sono convinto che anche i clienti apprezzano sviluppando maggior legame al brand

Forse il fatto che è bello da vedere e che è pieno di colori, non è una delle cose che ha fatto sì che noi preferissimo Google a Yahoo? 

Già Walt Disney ce lo insegnava. Tra i libri di Ruggeri ed un bel Topolino da leggere, io preferisco ancora Topolino.

Complimenti a Giorgio Brigo ed al team di Italsoft Srl. 

Paolo Ruggeri
Condividi:
06/02/2008

In uno degli articoli di questo blog ho pubblicato due domande che secondo me necessitavano di una risposta piu' ampia: a) qual e' il sistema che un neo imprenditore in fase di start up dovrebbe usare per pagare se stesso e b) come fa un neo imprenditore a costruirsi una rete vendita.


Ho riflettuto un poco sulla seconda domanda, analizzando come ho fatto io nel passato e sono giunto a questa conclusione (lo sto anche facendo nella pratica con un nuovo start up a cui mi sto dedicando, quindi la cosa mi sembra funzionare). Se fossi un imprenditore desideroso di costruirsi una rete vendita, mi muoverei come segue:


1) Cercherei di dare un servizio superlativo ai clienti che gia' ho. Anche se questo punto sembra non centri niente con le vendite, e' invece importantissimo. Il primo passo per espandersi e radicarsi sul territorio e' quello di non perdere quello che gia' hai. Grandi risultati ottenuti dai clienti creano nei neo venditori la convinzione nell’azienda, importantissima quando devi fare clienti nuovi. Genera inoltre passa parola e simpatia e rafforza anche la tua di convinzione (ti servira' quando cercherai di convincere i neo venditori a partire a lavorare con te).


Non metterti a costruire una rete vendita se ancora non sei davvero forte a dare un gran servizio/ prodotto che stupisca il cliente. Il prodotto o servizio che vendi fa davvero la differenza per il cliente?


2) Una volta che il punto di cui sopra e' a posto cercherei di mettermi a vendere io direttamente o usando qualche persona che gia' ho che e' in qualche modo portata per l’attivita' di vendita. Non deve per forza essere un super campione in questa fase.


Cio' che ti serve e' cominciare ad accumulare esperienza, in particolar modo sui seguenti punti:


a) Da dove prende le liste di potenziali clienti da contattare?


b) Come dovrebbe fare per contattarli (Gli telefona? Gli manda una lettera e poi gli telefona? Si mandano brochures a liste di potenziali clienti e si inserisce in questa brochure una richiesta di maggiori informazioni? Va a visitarli “a freddo”?). Insomma, mentre la quasi totalita' dei corsi di tecniche di vendita si concentrano su come condurre una trattativa, riscontro che spesso il venditore nuovo fallisce perche' non ha un sistema organizzato per prendere contatti con potenziali clienti. Il sistema di contatto che, fondamentalmente, mette il neo venditore in grado di avere dei clienti da visitare deve essere stato elaborato, testato ed essere strutturato, PRIMA di buttarti a costruire la rete. Infatti quando inserisci un neo venditore dovresti fornirgli formazione tecnica sul prodotto ma anche formazione sul sistema di contatto che rappresenta un vero e proprio capitale intangibile dell’azienda.


Quando il prodotto o servizio da' buoni se non ottimi risultati (meglio ottimi) e hai il sistema di contatto del potenziale cliente strutturato ed elaborato e, in qualche modo, vincente, puoi cominciare ad inserire persone.


3) Per inserire venditori devi elaborare un sistema provvigionale che e' davvero incentivante.


Insomma, soprattutto se sei uno start up, chi viene da te deve avere la possibilita' di guadagnare un casino. Altrimenti non attirerai nessuno. La maggior parte degli imprenditori che vorrebbero strutturare una rete vendita e non ce l’hanno, quando chiedo loro quanto danno ai venditori, mi dicono qualcosa del tipo: “Il 10%”. TROPPO POCO! Costruirai una rete vendita rachitica e non andrai da nessuna parte. I sondaggi che ho pubblicato su un altro articolo del blog dicono che i bravi venditori accettano anche di lavorare in un’azienda sconosciuta e non affermata A PATTO CHE questa fornisca loro UNA VERA OPPORTUNITA’ DI CRESCITA PERSONALE ED ECONOMICA.


Alcuni imprenditori riconoscono ai neo venditori che inseriscono un fisso o un rimborso spese (tipo 1000 euro al mese). Questo aiuta, ma spesso si rivela piu' un’operazione di welfare che non una vera operazione commerciale. Attenzione: se hai le finanze per garantirgli un fisso all’inizio mentre si costruisce la sua base di clienti, e' meglio. Ma ricordati che il fisso non serve a niente se con le provvigioni lui non riesce ad arrivare a guadagnare tanto.


Quanto dovrebbe poter guadagnare un neo venditore che viene a lavorare con te? In uno start up che punta a costruirsi una rete vendita (per un’azienda gia' strutturata con, per esempio, 18 venditori, la gestione sarebbe diversa) il neo venditore facendo un mese mediocre o medio basso deve poter guadagnare provvigioni per 3-4.000 euro. Facendo un mese buono (4 o 5 chiusure importanti) intorno ai 6.000. Con un gran mese tra gli 8 e i 10.000. Se hai un sistema del genere, avrai la fila di gente tosta che vuole lavorare con te.


Ora, se tu non sei in grado di fare un’offerta del genere ad un neo venditore perche' mi dici che non hai i margini, ecc, ecc, sappi che e' perche' hai fallito nel punto 1) di cui sopra (non hai lavorato bene sulla creazione di un prodotto o servizio davvero eccezionale e che stupisca il cliente). Avere marginalita' per pagare la rete vendita e farla guadagnare bene e' uno dei compiti piu' importanti di un imprenditore. Insomma, viviamo nell’economia dell’intangibile dove diciamo in tutte le salse che uno dei capitali piu' importanti sono le relazioni che si riescono a costruire con i clienti e non abbiamo i soldi per far guadagnare bene la rete vendita??? Ma dove vogliamo andare?


Quindi, quando costruisci il prodotto o servizio dell’azienda, devi tener conto di questo fattore: devi ingegnerizzare il prodotto o servizio che vendi di modo che dia un risultato della miseria al cliente, di modo che il cliente ti paghi abbastanza per poterti permettere di far guadagnare bene la rete. E questo e' cio' che sperimenti e metti a punto durante i passi 1 e 2 di cui sopra. So che potrebbe sembrare un po’ complesso, ma nondimeno e' cosi'. Te lo dice uno che di reti ne ha costruite parecchie e anche con alcune centinaia di uomini.


4) Quando hai i punti 1-3 in funzione, puoi partire ad inserire venditori.


C’e' poi il discorso della formazione, del loro avviamento al lavoro e di come vanno seguiti. Ma quella e' la prossima puntata e stamattina vado di fretta, quindi non riesco ad approfondirla. Se avete domande, scrivetele pure come commento.


Buon lavoro e buone vendite!


Paolo Ruggeri

Condividi:
04/02/2008

Anche quest’anno, in collaborazione con numerose aziende clienti, Mind Consulting selezionera' e premiera' con premi in denaro i 40 collaboratori o dipendenti di aziende italiane che avranno creato il maggior valore aggiunto per le aziende nelle quali collaborano.


Il contest Mind Consulting vuole incentivare la creazione di valore aggiunto e l’imprenditorialita' dei collaboratori delle imprese italiane. L’edizione del Contest Mind Consulting 2007 ha distribuito circa 75.000 euro in incentivi economici a dipendenti e collaboratori di imprese italiane.


Allego a questo articolo alcune slide che mi ha fornito il collega Alessandro Vella di Roma. Per maggiori informazioni circa il regolamento del contest 2008, consulta le slide allegate, vai su www.mindconsulting.it/ufficio_stampa/contest-talenti/contest-talenti-2008.html  oppure scrivi a info@mindconsulting.it  


Paolo Ruggeri



download slidesDownload delle slides
Condividi:
04/02/2008

Durante le giornate di formazione Mind Consulting ed Executive Training Club del 1 Febbraio 2008 ho avuto il piacere di partecipare ad una presentazione di Enrico Giuliani e Corrado Chezzi dirigenti di Oto Mills Spa, azienda del gruppo Marcegaglia con un fatturato di circa 60 milioni di Euro. (www.otomills.com/IT/azienda_chi-siamo.asp). 

Nel corso di tale presentazione (le cui diapositive sono allegate al presente messaggio) Chezzi e Giuliani hanno spiegato le azioni vincenti messe in campo che, nel giro di tre anni hanno portato l’azienda a incrementare il proprio fatturato di oltre il 50% e a quintuplicare il valore dell’utile lordo. Tra le loro azioni vincenti:
 
PIENO ACCORDO AL VERTICE: e' difficile far prosperare un’impresa a meno che non ci sia pieno accordo ed armonia al vertice tra i principali dirigenti dell’azienda. Come abbiamo piu' volte sottolineato in questo blog: la mancanza di armonia al vertice dell’impresa fa piu' vittime della concorrenza cinese. 

ESSERE UN UOMO DEL QUADRANTE 2. Con il concetto di Quadrante II si fa riferimento alla gestione ottimale del tempo da parte del manager (vedi Stephen Covey Le sette Regole del Successo e Paolo A Ruggeri I Nuovi Condottieri): secondo Giuliani e Chezzi il manager di un’azienda dovrebbe concentrarsi principalmente sulle attivita' che fatte oggi faranno una grande differenza per l’azienda domani: formare, organizzare, programmare, innovare, creare un clima positivo, piuttosto che limitarsi a gestire crisi o problemi urgenti.


DEFINIRE GLI ALLEATI: Identificare nella propria impresa sei o sette persone stabili sulle quali concentrarsi per creare il cambiamento. Motivarle, formarle, costruire con loro una vera e propria alleanza.


FARE LE AZIONI DIFFICILI : SOSTITUIRE I COLLABORATORI CHE SI OSTININO A NON SPOSARE IL CAMBIAMENTO. Non e' possibile creare un vero cambiamento in azienda, sostengono Giuliani e Chezzi, a meno che il manager che ha avviato il processo di miglioramento non prenda la decisione di sostituire eventuali collaboratori che continuino ad agire con i vecchi sistemi nonostante tutti i tentativi di persuasione. Questa, chiaramente, deve essere una decisione presa come ultima risorsa dopo che il manager ha tentato in tutti i modi di coinvolgere la persona interessata nel processo di crescita aziendale. Richiede coraggio e buon senso ma, a volte, non ci sara' altra strada.


ESSERE D'ESEMPIO PER I PROPRI COLLABORATORI: Parte essenziale della Leadership secondo Enrico Giuliani e' il fatto che il manager sia d’esempio per tutti i propri collaboratori: che arrivi prima degli altri, che innovi piu' degli altri, che comunichi bene e sia costantemente affidabile. Oggi piu' che mai la leadership dipende dall’essere un modello cui gli altri vorrebbero assomigliare.


LA FORMAZIONE CONTINUA: La formazione in azienda deve essere un’attivita' costante e continua, in particolar modo per tutte le figure in ruoli manageriali e di responsabilita'. I benefici di una tale attivita' non sono solamente produttivi ma incidono anche sul clima aziendale che, a sua volta, portera' ulteriori benefici sotto il profilo della produttivita'.


INDICATORI, BUDGET E RISULTATI FINALI DI VALORE: Non puoi migliorare cio' che non puoi misurare. Giuliani e Chezzi sottolineano questo punto piu' e piu' volte. Le persone, dal loro punto di vista, vogliono essere misurate e vogliono ricevere dei feedback costanti circa il loro operato. Enrico Giuliani accenna anche ai sistemi di misurazione in uso alla Oto Mills e spiega che l’azienda tende a misurare i propri manager sia dal punto di vista tangibile (competenza e risultati) sia dal punto di vista dell’intangibile (relazioni con colleghi e collaboratori, responsabilita' personale, ecc). Ogni manager ha un sistema premiante legato al raggiungimento di certi obiettivi sia sotto il profilo tangibile che intangibile. Nel corso del 2007 l’azienda ha distribuito varie centinaia di migliaia di euro in incentivi economici ai collaboratori. 

LA TUA ROSELLINA (CURARSI DEI COLLABORATORI IN QUANTO PERSONE): con quest’ultimo punto Giuliani e Chezzi fanno riferimento al fatto che il loro compito come manager non si limita a far si' che le persone ottengano grandi risultati nei rispettivi ruoli. Loro compito principale come leader e' anche quello di prendersi cura del benessere generale dei propri collaboratori, interessarsi a loro come persone, far sentire che l’azienda non e' unicamente interessata a dei risultati produttivi ma anche al loro successo e a quello delle loro famiglie. 

Azioni come quelle di cui sopra hanno portato l'azienda a quintuplicare l'utile in tre anni e ad aumentare il fatturato di oltre il 50%.

Un grato riconoscimento a Giuliani e Chezzi per la presentazione ricca di spunti e uno anche a Elisa Ghelfi di Mind Consulting Emilia Romagna per il lavoro svolto in collaborazione con Oto Mills Spa. 

Paolo Ruggeri



download slidesDownload delle slides
Condividi:
<< | < Pagina 53 di 55 > | >>Vai a pagina: 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25-26-27-28-29-30-31-32-33-34-35-36-37-38-39-40-41-42-43-44-45-46-47-48-49-50-51-52-53-54-55

ARTICOLI