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14/01/2008

Stamane su News Italia Press e' stata pubblicata un'intervista esaustiva ad Andrea Condello, amministratore delegato di Mind Consulting Italia.


Leggendola si puo' ricavare un punto di vista molto interessante circa la gestione del gruppo, la motivazione e gestione dei propri collaboratori ed alcune ricette vincenti per collaboratori ed imprenditori di Piccole e Medie Imprese.


Questo e' il link all'intervista: www.newsitaliapress.it/articolo.asp?id=4240&titolo=Il%20valore%20di%20un%E2%80%99emozione?%20%C3%88%20il%20domani%20dell%E2%80%99occidente


Paolo Ruggeri

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13/01/2008

Recentemente sto lavorando alla compilazione di un manuale approfondito circa il management e l'organizzazione d'azienda da mettere a disposizione di manager ed imprenditori di piccole e medie imprese. 

Analizzando vari casi di aziende, tutte sembrano far emergere questa tendenza: non e' la qualita' della tecnologia che possiedono a determinare l'eccellenza tecnica dell'impresa. Questa gioca sicuramente una parte importantissima, ma ancora piu' importante pare essere l'organizzazione stessa dell'azienda. In altre parole: se non organizzi bene l'impresa, se non assegni funzioni chiare alle persone, se non costruisci responsabili efficaci e che svolgano il proprio ruolo, se non stabilisci bene le procedure e le fai rispettare, potresti avere sviluppato anche la tecnologia o i servizi piu' innovativi al mondo, ma la qualità di ciò che vendi comunque non sarà eccellente. 

Se vuoi migliorare la soddisfazione e fidelizzazione del cliente, se punti alla leadership tecnica del tuo settore, lavora certamente sull'innovazione e sulla ricerca e sviluppo ma stai anche molto attento al fatto che l'azienda sia ben organizzata. Capita spesso che il leader di un settore abbia una tecnologia di livello inferiore rispetto a quella del numero 2 o del numero 3 ma sia organizzato molto meglio di loro.  

Paolo Ruggeri
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10/01/2008

E' quanto sostiene Massimo Villa, Responsabile Personale di Eurotubi Europa, azienda leader nella curvatura e lavorazione tubi. 

Villa, in un'intervista pubblicata oggi su News Italia Press www.newsitaliapress.it/articolo.asp?id=4149&titolo=Sui%20mercati%20esteri%20si%20vince%20con%20la%20creativita'  spiega che il fatto di aver creato incentivi economici per tutti gli operai dell'impresa, ha portato nel corso del 2007 ad un incremento del 20% nella produttivita'

Mentre i nostri "leader" e governanti discutono da mesi rispetto a cosa fare circa i salari troppo bassi, Villa ci dimostra che spesso, per risolvere i problemi ed aumentare ricchezza dei collaboratori e produttivita' dell'azienda in realta' basta poco: basta creare un gruppo unito, lavorare bene sull'incentivazione economica, motivare le persone. 

Sono convinto che in questo paese non abbiamo bisogno di piu' governo e di piu' decreti. Abbiamo bisogno di lasciar fare a persone come Villa. Allora si' che i problemi verrebbero risolti rapidamente. 

Comunque, a parte i miei soliti pipponi, ci tenevo a far notare come per creare maggior ricchezza e prosperita' per l'azienda e per i dipendenti in realta' basti poco. 

Ricorda comunque che l'incentivazione economica e' uno dei fattori per aumentare la produttivita' dei propri collaboratori, ma devi offrire loro anche elementi intangibili: l'apprezzamento per i loro sforzi, allacciare rapporti di "amicizia" e dar loro reali opportunita' di crescita personale e di miglioramento personale
Paolo Ruggeri
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10/01/2008

Stamane in un'intervista a Radio 24, Formigoni, Governatore della Lombardia, ha riportato questa informazione: 

Ogni 4 imprese che nascono oggi in Lombardia, una e' avviata da un imprenditore extracomunitario. 

Di primo acchito penso che l'informazione si riferisca al monte totale delle nuove partite IVA. Numerose delle imprese avviate da extracomunicatori sono piccole attivita': esercizi commerciali, aziende di pulizia, cooperative, piccole attivita' edili, ecc, ma l'informazione fa comunque pensare. Cosi' come e' gia' avvenuto in altri paesi (vedi gli USA dove gli immigrati Coreani gestiscono una buona parte del commercio nell'elettronica, almeno nella West Coast), anche nel nostro paese gli immigrati che si integrano sono in grado di mettere in campo determinazione, autodisciplina e un certo spirito imprenditoriale. 

Come cambiera' negli anni a venire lo scenario economico del nostro paese? 

Paolo Ruggeri
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10/01/2008

Il collega Fabrizio Cotza di Mind Consulting ha scrtto un libro che ho trovato molto interessante. 

Il testo descrive numerose delle azioni di successo dei manager delle piccole e medie imprese italiane che oggi crescono, hanno buona marginalita' ed incrementano le loro quote di mercato. Fornisce diverse linee guida cui una PMI dovrebbe attenersi per competere con successo oggi. 

Uno degli spunti che maggiormente ho apprezzato nel libro: la mancanza di accordo o una situazione di compromesso tra i manager al vertice dell'azienda uccide piu' aziende di quante non ne possa uccidere la concorrenza cinese, una rete vendite inefficace o la crisi di mercato. 

Allegata un'intervista dove Fabrizio, oltre a descrivere il testo, fornisce anche alcuni spunti molto interessanti per chi desideri ottenere grandi risultati oggi. 

Il testo di Cotza e' disponibile su: 
www.mindconsulting.it/per-fortuna-crisi.php 

Paolo Ruggeri



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06/01/2008

Settimana scorsa un lettore mi ha scritto questa mail:


"Caro Paolo Ruggeri, sei bravissimo a insegnare. Il tuo libro “i nuovi condottieri”: ogni volta che ho un problema sul lavoro leggo una pagina a caso e trovo sempre un modo migliore o positivo e soprattutto la carica e la positivita' per migliorare. Tu fai riferimento a Muccioli e Don Benzi, proprio questi sono i punti forti, quello che pensi dovresti indirizzarlo anche per le persone semplici, per la vita di tutti i giorni, per le crisi di coppia per i fallimenti coniugali, per i problemi coi figli. Non e' un aspetto manageriale riferito alle aziende e' un aspetto che riguarda il mondo intero. Scrivi un libro sostituendo al manager l’uomo di tutti i giorni. Ciao walter". 

Mi viene da pensare che anche se lottiamo tutti i giorni per aumentare i fatturati dele nostre aziende e progredire nelle nostre carriere, poi sono altre le cose cui davvero teniamo e che fanno la differenza per noi. 

Paolo Ruggeri  

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05/01/2008

Per cominciare bene l’anno diversi imprenditori, manager e consulenti hanno preso parte alle giornate di formazione dell’Executive Training Club del 3 e 4 Gennaio 2008. L’Executive Training Club non costituisce unicamente la scuola di formazione di Mind Consulting ma e' un polo che aggrega e unisce gli imprenditori e manager di alcune tra le piu' dinamiche PMI italiane.


Oltre al progresso di ognuno degli studenti sul proprio programma personalizzato mirato a sviluppare le piene capacita' manageriali, numerosi sono stati gli spunti forniti dai relatori di queste due speciali giornate di formazione e condivisione di ricette vincenti per la gestione della PMI.


Nel pomeriggio della prima giornata Emiliano Coppetta di Mind Consulting spiega come sia possibile incrementare le vendite in ogni territorio mettendo in campo a livello locale una politica tesa a sviluppare alleanze. Coppetta non si limita alla teoria ma illustra un caso pratico, quello di Mind Consulting Toscana che tramite alleanze con associazioni e clienti, e' riuscita a sviluppare un ottimo business anche in una provincia come quella di Grosseto, che per numero di imprese non e' certo una delle zone piu' sviluppate di Italia. Coppetta sottolinea quanto sia importante creare relazioni di qualita' con la clientela, non limitarsi a vender loro un prodotto o un servizio, ma coinvolgerle in un progetto; quanto sia importante aiutare le associazioni di categoria a rivitalizzarsi ed il ruolo vitale che gioca il fatto di aiutare i propri clienti a sviluppare business tra di loro.


In seguito Cesidio Verdecchia affronta il tema dell’entusiasmo. Verdecchia sottolinea che, per quanto sia importante trovare le strade e gli approcci manageriali giusti, nessuna di queste cose funzionera' se non e' supportata da un autentico entusiasmo, dal fatto che quanto stai facendo non e' unicamente un lavoro, ma qualcosa in piu' che svolgi con autentica passione.


Nella seconda giornata Paolo Ruggeri tiene un breve workshop con esercitazioni pratiche sui fattori che accendono la motivazione e l’entusiasmo dei collaboratori di un’azienda. Approfondisce anche tematiche quali l’attirare persone di valore nella propria azienda, le strategie e gli atteggiamenti che usano i dipendenti migliori per costruirsi una carriera di successo all’interno di un’impresa e i comportamenti motivanti e demotivanti del leader.


Interviene poi Giorgio Nicastro di Mind Consulting che spiega il meccanismo tramite il quale le persone finiscono con l’ottenere i risultati mediocri di sempre anche in situazioni diverse. “Dipende dal fatto che non applichi la causativita' – spiega Nicastro – cioe' non osservi veramente a come sei stato tu a determinare una data situazione e finisci quindi con il pensare che in una situazione diversa, otterrai risultati diversi. Il risultato netto e' che la tua vita e la tua carriera finiscono al palo…”. Nicastro quindi sprona ogni persona in aula a “scegliere la strada che li obblighi a diventare migliori, a sviluppare le proprie abilita'”.


Le due giornate dense di spunti ed esercitazioni si concludono con una riunione congiunta tra i consulenti Mind Consulting ed il personale e i clienti di Executive Training Club. In teleconferenza da Roma interviene il celebre conduttore e giornalista Maurizio Costanzo che illustra il progetto di comunicazione che assieme a Mind Consulting ha ideato per le piccole e medie imprese italiane. Durante la conferenza, Costanzo elogia i consulenti e i clienti del gruppo Mind Consulting per la passione, l’entusiasmo e fantasia che ha riscontrato in ognuno di loro. Intervista in diretta anche diversi consulenti e clienti, tra i quali Emanuele de Biasio di Eurobevande Spa e Moira Formenti della Formenti Trasporti stimolandoli a continuare a crescere e a prestare attenzione alla creativita' e fantasia nella comunicazione.


Non solo formazione e know how manageriale quindi, ma due giornate ricche di spunti, motivazione ed entusiasmo, un incontro tra diversi dei protagonisti che compongono il tessuto dinamico delle PMI italiane, tutte aziende che hanno incrementi a due cifre del fatturato e che, cio' nonostante non si rassegnano a sedersi, ma continuano a migliorare e a sviluppare le proprie imprese.


In allegato un breve sommario ed alcuni esercizi del workshop tenuto da Paolo Ruggeri nel corso della seconda giornata. Le prossime giornate di formazione dell’Executive Training Club si terranno a Bologna nei giorni 29 e 30 Gennaio 2008.



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05/01/2008

Alcuni amici mi hanno chiesto perche' nei prossimi mesi non sono molti i corsi pubblici che ho in programma. 

La ragione e' che recentemente ho iniziato a concentrare molti dei miei sforzi ed attività su un progetto nuovo, quello di raccogliere e rendere disponibile tutta la conoscenza pratica nella gestione di una PMI, non tanto quella sviluppata nei centri del sapere tradizionali, quanto quella sudata sul campo da migliaia di imprenditori e collaboratori di successo nelle piccole e medie imprese. 

Ritengo che ancora oggi molti, troppi, imprenditori che gestiscono una piccola e media impresa, si trovino a dover “re-inventare la ruota”, cioe' a dover riscoprire quello che gia' altri loro colleghi sanno, da come si imposta un buon controllo di gestione in una PMI, a come si costruisce una rete vendita, ai sistemi di organizzazione ed incentivazione migliori, ecc, ecc..  

Esistono certamente numerosi testi e manuali al riguardo, ma da quello che ho potuto sperimentare come imprenditore di successo, uno deve cercarsi le risposte un po’ qui e un po’ la', senza che esista un luogo che contenga o metta a disposizione la maggior parte delle stesse… 

Spinto un po’ anche dal “richiamo della foresta”, cioe' il desiderio che ogni imprenditore di successo ha di cimentarsi in nuovi progetti e nuove sfide, mi sono preso carico dell’Executive Training Club, la scuola di formazione interna Mind Consulting ed ho cambiato la sua missione per renderla un luogo che raccolga e metta a disposizione di ogni imprenditore e manager tutto il meglio delle azioni vincenti nella gestione di una PMI.  

Il mio sogno e' rendere disponibile a tutti, ad un costo accessibile, la tecnologia che porta un individuo o un’azienda alla prosperità. La cosa fantastica che sto sperimentando all’interno dell’Executive Training Club e' che se unisci gli imprenditori delle PMI e li coinvolgi in un progetto, queste persone profondono un’energia ed un entusiasmo fuori dal comune. Inoltre chi gia' ha costruito un’impresa di successo spesso e' il miglior formatore possibile.  

Perche' continuare ad affrontare il mercato da soli – mi chiedo – quando l’alleanza tra noi imprenditori di Piccole e Medie Imprese, potrebbe davvero creare un sapere ed una forza che rivoluziona il mercato? 

Il progetto, anche se ha Mind Consulting come uno degli sponsor di riferimento, e' aperto a tutti gli imprenditori e collaboratori di impresa che ne condividano i valori: l’etica, il valore dell’intangibile, le emozioni, lo scambio in eccesso, la cura e l’attenzione per il cliente, la motivazione, il desiderio di restituire alla societa' una parte di tutto quello che abbiamo ottenuto. Anche se stiamo lavorando alacremente, abbiamo ancora bisogno di molte cose: di formatori, di know how aggiuntivo, di collaboratori e di imprenditori che ci aiutino a impostare il progetto in ogni regione. 

Come ogni progetto istituito dal nostro gruppo prevede la distribuzione di quote azionarie a titolo gratuito alle persone che condividono la missione e ci aiutano ad ottenere risultati.
 

Insomma, faccio meno corsi pubblici perche' mi sono innamorato, di un progetto speciale, di qualcosa che mi fa battere il cuore e fa sì che abbia desiderio di lavorare sempre e, paradossalmente, riesca anche a trovare tanto tempo per la mia famiglia. E’ proprio vero che quando ti innamori sembra che il tempo si dilati e riesci a fare molte piu' cose. 

In allegato troverai alcune informazioni sui servizi che l'Executive Training Club mette a disposizione dei propri clienti. Nel caso, invece, ti interessasse far parte della squadra perché anche tu sei uno che si innamora di grandi progetti, parliamone. C’e' tanto lavoro da fare. 

Paolo A. Ruggeri



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29/12/2007

Se volete comprendere un po' meglio quali saranno le evoluzioni che caratterizzeranno i mercati e la societa' domani, leggete MICROTRENDS di Mark J. Penn, sondaggista e consulente americano che ha aiutato Bill Clinton a vincere due elezioni presidenziali. Nel libro Penn analizza 29 micro tendenze, cioe' nuove abitudini, stili di vita e comportamenti, che stanno influenzando la societa' americana, fornendo anche utili consigli di marketing. Per esperienza diretta i cambiamenti che avvengono in america oggi, nel giro di un decennio tendono ad affermarsi anche nel nostro paese. Il libro, in inglese, e' edito dalla casa editrice Twelve (www.twelvebooks.com). Paolo Ruggeri
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29/12/2007

Sul Giorno del 22 Dicembre 2007, e' apparsa un'intervista a Andrea Castronovo, presidente di BMW Italia. Parlando del brand BMW, Castronovo dice: 

"A noi interessa mantenere volumi da marca premium (il segmento delle auto di lusso), garantire ai concessionari la giusta redditivita' e ai clienti le soddisfazioni dell'acquisto. Sono tre condizioni per mantenere elevato il valore del brand". - Andrea Castronovo, BMW Italia 

Quando si parla di aumentare il valore del brand, la maggior parte delle imprese pensa a come migliorare l'esperienza per i clienti, a migliorare il prodotto, a nuove tecniche o campagne di comunicazione. BMW invece ci stupisce con una strategia la cui semplicita' e' disarmante: clienti e prodotto si', ma se vuoi costruire un brand di valore, devi far guadagnare bene la rete vendita. Alla fine piu' che la campagne televisive o l'immagine del nostro sito internet, sono le persone che sono a contatto con il cliente che ti aiutano a costruire un brand di valore. 
Incentivazione economica e opportunita' di crescita personale motiveranno alla grande i tuoi collaboratori
Paolo Ruggeri 
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17/12/2007

Abbiamo condotto un'analisi approfondita sulle abitudini dei knowledge workers italiani, cioe' di quei collaboratori a piu' alto valore aggiunto, che crescono, che innovano, che creano valore e fidelizzano i clienti. 

Vista la loro importanza per la costruzione di un’impresa di successo, riteniamo che sia molto importante sapere quali sono le loro abitudini quando cercano un nuovo lavoro, che cosa li attrae in un annuncio di ricerca personale, che cosa guardano durante un colloquio di selezione per decidere se andare a lavorare in un’azienda piuttosto che in un’altra, ecc. 

La prima domanda che abbiamo posto a queste persone e' stata la seguente: 

“Fai per un attimo mente locale: quando guardi ad annunci di ricerca personale che cosa cattura maggiormente la tua attenzione?” 

Al primo posto:


UNA VERA OPPORTUNITA’ DI CRESCITA PERSONALE ED ECONOMICA (26,3%) 

Risposte che compongono questa voce includono “se e' specificato che si ha la possibilita' di crescere e di realizzare i propri sogni”, “che non cerchi solamente dei collaboratori ma qualcuno che voglia diventare parte dell’azienda”, “il fatto che prometta la crescita del personale e la sua affermazione”, ecc, ecc. 

I collaboratori piu' promettenti, inoltre, ci fanno notare che offrire una vera opportunita' di crescita personale ed economica non si limita a inserire nell’annuncio qualcosa del tipo: “offresi formazione ed affiancamento” o “ti insegneremo un mestiere”. Da sola, infatti, questa voce di “offresi formazione” emerge come irrilevante per le persone che hanno risposto al sondaggio, non stimola cioe' le persone migliori a rispondere ad un annuncio. 

Le persone piu' promettenti e produttive cercano un’azienda che offra davvero un’opportunita' e, se ci pensi un attimo, emerge un filo conduttore: la PMI dei tempi moderni deve evolversi e passare da “azienda che offre un posto di lavoro” ad “azienda che offre un’opportunita' di autorealizzazione personale ed economica”. E’ solo in questo modo, infatti, che potra' attirare a se' i migliori collaboratori e quindi competere con successo in un’economia ad alto valore aggiunto. Continuando ad offrire solamente posti di lavoro, per quanto questi vengano esaltati nel testo dell’annuncio, l’azienda si ritrovera' ad attirare, appunto, dei semplici collaboratori quando, per competere oggi, avrebbe bisogno di persone votate alla crescita. 

Ci auspichiamo quindi che sulle testate giornalistiche italiane e nei numerosi portali di domanda ed offerta di lavoro compaiano sempre piu' spesso annunci del tipo: “azienda settore bla bla ricerca collaboratori promettenti da rendere soci…” o “cercasi venditore cui in seguito affidare la gestione della nostra piu' grande filiale…”, insomma vere opportunita' di crescita che possano attirare in azienda persone di valore. 

Al secondo posto: 

UN’AZIENDA SOLIDA (AFFERMATA) E VOTATA ALLA CRESCITA (23,6%) 

La solidita' dell’azienda mantiene un certo appeal, ma si fa notare che, da sola, la voce “un’azienda solida ed affermata” riscuote solamente il 13% dei consensi. I candidati piu' promettenti, pur prestando una certa attenzione alla solidita' dell’azienda e alla sua posizione competitiva nel settore in cui opera, sembrano essere particolarmente motivati dagli annunci di un’azienda solida ed affermata solamente quando questa evidenzi che sta perseguendo dei progetti nuovi, che e' desiderosa di crescere, di lanciarsi in nuove sfide, ecc, ecc. 

In sintesi, il mercato del lavoro e' cambiato: non e' piu' sufficiente offrire un posto di lavoro in un’azienda affermata per attirare a se' i candidati migliori. Serve che l’azienda affermata dimostri anche di avere dei progetti bellicosi ed innovativi. E’ solo in questo modo che i candidati migliori hanno la percezione che ci sara' spazio anche per la loro di affermazione. 

In base alle risposte fornite a questa domanda, la scala di attrattivita' di un annuncio per un candidato di valore e' la seguente (da quello che attrae di piu' a quello che attrae di meno): 

a) Il mix migliore per un annuncio sarebbe un’azienda solida, affermata e votata alla crescita che offre anche una vera opportunita' di crescita personale ed economica. 
b) Al secondo posto ci sarebbe un’azienda, anche sconosciuta, che offre una vera opportunita' di crescita personale ed economica. 
c) Al terzo posto ci sarebbe un’azienda solida ed affermata e votata alla crescita, che riscuoterebbe risposte anche se non offrisse opportunita' di crescita particolari. 
d) Al quarto posto ci sarebbe un’azienda solida ed affermata che cerca personale senza offrire opportunita' di rilievo. 

Dopo queste due voci, le cose che maggiormente attraggono in un annuncio di ricerca personale sono: 
- La posizione ricercata, il tipo di lavoro da fare (13,1%) 
- Le caratteristiche professionali e umane richieste (13 %) 
- Lo stile e la grafica della comunicazione (13%) 
- La ricerca di una figura professionale nuova o di una posizione speciale (8%) 
- Altro (2,6%) 

La grafica dell’annuncio, come e' scritto il testo, come viene chiamata la posizione che si sta ricercando, sono tutte voci di fatto IRRILEVANTI per i candidati migliori: non attirano la loro attenzione o lo fanno in minima parte. 

Piuttosto che far scrivere il tuo annuncio alla Armando Testa, lavora su quello che la tua azienda offre davvero e vedrai che i talenti cominceranno a presentarsi. 

Paolo Ruggeri

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17/12/2007

Per ottenere i risultati di questa sezione abbiamo chiesto ai “top performer” all’interno delle piccole e medie imprese italiane uali fossero le loro ricette vincenti per crescere in azienda.


Riteniamo i dati emersi molto interessanti. Infatti forniscono gli elementi che, a nostro avviso, dovrebbero costituire la spina dorsale di qualsiasi buon programma di formazione e miglioramento aziendale. Utilizzando i risultati che seguono, qualsiasi imprenditore potrebbe tenere giornate di formazione ai propri collaboratori ottenendo risultati piu' che soddisfacenti in termini di crescita delle persone e del gruppo di lavoro.


In primo luogo abbiamo analizzato le caratteristiche personali dei collaboratori che crescevano in azienda. (Nota Bene: tutte le domande di questa sezione sono state poste a collaboratori che erano cresciuti in azienda e stavano occupando posizioni di responsabilita'):


Quali sono le caratteristiche personali che un collaboratore d’azienda deve avere al fine di crescere e di avere opportunita' nell’azienda dove lavora? 

Al primo posto: 

DESIDERIO DI CRESCERE COME PERSONA, DI IMPARARE E DI CAMBIARE PERSONALMENTE (21,3%) 

Il collaboratore che cresce nella PMI italiana ha innanzi tutto il desiderio di migliorarsi personalmente, ha voglia di crescere, di imparare, ha curiosita' ed apertura nei confronti delle idee nuove. 
Considera l’azienda non come un luogo di lavoro, ma come un momento di crescita personale. Nel momento in cui perdi il desiderio di migliorarti come persona, di imparare cose nuove, di diventare piu' capace, smetti di crescere all’interno dell’impresa dove lavori e ti sembra di non avere piu' opportunita' o sbocchi. Il che e' come dire: il miglioramento personale costante e' alla base della crescita economica in azienda. Nel momento in cui smetti di essere appassionato dal miglioramento e consideri di essere arrivato, la tua carriera all’interno dell’impresa si insabbia. 

Cio' e' da attribuire, almeno in parte, ad una delle sfaccettature dell’individuo davvero motivato: la motivazione personale avviene quando abbiamo l’idea che da li' a poco impareremo tante cose nuove ed importanti. Quando invece sviluppiamo l’idea che non ci sono piu' cose importanti da sapere e da conoscere o che non c’e' possibilita' di imparare tante cose nuove e fantastiche a breve, il nostro livello di motivazione cala. 

Al secondo posto, i collaboratori vincenti indicano: 

LA DISPONIBILITA’ AD ASSUMERSI DELLE RESPONSABILITA’ ED A FARE SACRIFICI PERSONALI (14,6%) 

In azienda crescono quei collaboratori che sono disposti ad assumersi delle responsabilita', a dire al proprio responsabile: “Capo, lascia stare. Di questa cosa da oggi in poi voglio occuparmene io”. Queste persone permettono all’imprenditore di delegare e di potersi quindi dedicare alle attivita' veramente importanti per lo sviluppo dell’azienda. Diventano quindi le colonne cui l’imprenditore gioco forza e' costretto a delegare potere ed opportunita' economiche. 

Un’altra cosa che i collaboratori vincenti sottolineano all’interno di questa risposta e' il fatto che l’assunzione di responsabilita' non puo' davvero avvenire se non c’e' una disponibilita' a fare sacrifici sul piano personale. Infatti numerosi sono i collaboratori che in risposta a questa domanda forniscono cose quali: “perseguire gli obiettivi aziendali, sacrificando a volte quelli personali”, “disponibilita'”, “disposto a sacrificarsi oggi per un futuro migliore”, “predisposizione al duro lavoro”, ecc. 

Al terzo posto: 

AVERE AMBIZIONE, SOGNI, OBIETTIVI (13,6%) 

Fondamentale per la crescita del collaboratore non pare essere una meta di largo respiro (anch’essa importante, ma piu' per la vita, e non necessariamente per la crescita individuale all’interno di un’impresa). Le mete che i collaboratori migliori si pongono, infatti, sono generalmente obiettivi ambiziosi di crescita da qui ai prossimi dodici mesi. Essi profondono verso tali obiettivi e mete una notevole quantita' di impegno, ambizione, determinazione unita ad una grande disponibilita' a fare sacrifici nella loro vita personale. 

Questo punto e' rinforzato dal fatto che, quando viene chiesto loro quali sono le loro principali regole del successo, la risposta in assoluto piu' fornita e' “un vero desiderio di crescere affermarsi e vincere” (16%), seguito a ruota dalla “disponibilita' a fare sacrifici” (11%). Vediamo dunque che il nostro manager dopo aver creato un ambiente adatto alla crescita (imprenditore come modello, coinvolgimento nel sogno o progetto aziendale, buone relazioni con i collaboratori ed incentivazione economica), dovrebbe stimolare i propri uomini a stabilire obiettivi ambiziosi da raggiungere nel breve-medio termine e far si' che questi si impegnino per realizzarli. 

Al quarto posto: 

CREDERE NELL’AZIENDA E NEL TITOLARE: SPOSARE IL SOGNO ED I VALORI (12,3%) 

Questa voce si compone di risposte quali “avere lo stesso obiettivo del titolare”, “sposare e condividere i valori dell’azienda”, “credere nell’azienda e nei sogni della direzione”, ecc. E’ evidente che questa convinzione o fiducia nell’azienda potrebbe vacillare in momenti nei quali la direzione non dia prova di grandi performance o, peggio ancora, mostri essa stessa di essere in confusione per quel che riguarda valori ed obiettivi. Situazioni queste che, per quanto l’azienda possa essere ben gestita, comunque di tanto in tanto avvengono. 

Ebbene, i collaboratori che piu' riescono a crescere in un’impresa, sono quelli che, a dispetto di tutto quello che e' avvenuto, riescono a mantenere o ripristinare rapidamente la loro fiducia nel leader o negli obiettivi dell’impresa. Per contro, quelli che rimangono in azienda pur non avendo piu' questa fiducia, da li' in poi non riescono piu' a crescere. 

Condizione essenziale per crescere in ogni impresa ed avere quindi opportunita' economiche è il fatto di essere davvero un membro del gruppo, far proprie le mete ed i valori dell’impresa e non limitarsi ad essere un semplice prestatore d’opera. 

Altre risposte fornite alla domanda, in ordine di importanza: 

-Avere un atteggiamento allegro, positivo e che mette gli altri a proprio agio (12,3%) 
-La capacita' di proporre se stessi e lanciarsi nelle opportunita' (9%) 
-Amare quello che si fa (7,8%) 
-Sincerita' ed onesta' (3,4%) 
-Altre risposte miscellanee (10,1%) 

Una riflessione piu' approfondita su tutte le risposte fornite a questa domanda ci fa comprendere che un collaboratore d’impresa potrebbe essere una bravissima persona (sincerita' ed onesta'), amare il lavoro che fa ed avere anche un atteggiamento allegro, positivo e disponibile con i colleghi, ma cio', per quanto estremamente positivo, comunque non lo portera' a crescere e ad avere opportunita' economiche in azienda. 

Egli crescera' in azienda solamente nel momento in cui mettera' in gioco se stesso per cambiare e migliorare, si assumera' delle responsabilita' rischiando anche di fare brutte figure e diventando un punto di riferimento per gli altri a costo di qualsiasi sacrificio personale. Il tutto mettendo in campo una notevole quantita' di ambizione. 


La domanda “Elenca quelle che, secondo te, sono le cinque regole fondamentali per avere successo in azienda” sostanzialmente conferma i risultati di cui sopra. Si ha successo come collaboratore quando “ci si pone una meta e ci si impegna davvero per realizzarla” guidati da “un vero desiderio di crescere, di affermarsi e vincere” e dalla “disponibilita' a fare sacrifici”. Si cresce quando si diventa davvero un membro del gruppo facendo propri gli obiettivi dell’azienda, sposando le idee aziendali, avendo fiducia nel proprio boss e nel gruppo di cui si fa parte. 

Paolo Ruggeri

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16/12/2007

Nei mesi passati abbiamo condotto un'indagine su quello che motiva i collaboratori delle Piccole e Medie Imprese italiane, che cosa accende la loro passione, che tipo di stile di leadership aumenta la loro produttivita', ecc. Per ora posto i risultati in allegato a questo messaggio. Nei prossimi giorni approfondiro' ogni sezione del report che e' allegato in PDF. I risultati sono molto interessanti in quanto forniscono chiare linee di indirizzo per la gestione delle risorse umane della propria impresa. 

Paolo A Ruggeri

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14/12/2007

Nel corso del 2007, la Mind Consulting Italia in collaborazione con un centinaio di aziende clienti ha lanciato un gioco incentivante per tutti i collaboratori delle PMI Italiane. Il progetto richiedeva ad ogni collaboratore desideroso di partecipare di elaborare un progetto per creare valore all’interno della propria impresa di appartenenza; I 40 collaboratori italiani che fossero stati selezionati come i migliori produttori di valore a livello nazionale sarebbero stati premiati con premi in denaro variabili da 1.000 a 3.000 euro lordi. Inoltre i due “campioni nazionali” sarebbero stati premiati con ulteriori 5.000 euro di premio cadauno. 

Il monte incentivi totale, sponsorizzato per meta' da Mind Consulting Italia e per meta' dalle aziende clienti era di euro 75.600. 

Le premiazioni sono avvenute durante l’evento Mind Consulting Imprenditori a Colori dell’8 e 9 Novembre 2007, alla presenza di Maurizio Costanzo, Tom Peters, e di oltre 1.000 tra imprenditori e manager di PMI Italiane. 

L’iniziativa ha riscosso un grande successo sia dal punto di vista dei collaboratori attivati (diverse centinaia di loro hanno elaborato ed eseguito progetti), sia sotto il punto di vista del valore creato per le imprese: a spanne si potrebbe dire che i 75.600 euro investiti hanno creato un valore che raggiunge quasi i 20.000.000 di euro. Il primo dato inconfutabile che emerge dall’iniziativa e' che il collaboratore italiano risponde in maniera molto favorevole a progetti di incentivazione economica e che spesso il ritorno sul valore investito supera i 200X (per ogni euro investito in un buon sistema di incentivazione economica, l’imprenditore spesso ne ottiene 200 in ritorno, un rendimento che batte anche quelli che danno i mercati asiatici nei momenti di loro maggior rendimento). 

Se vuoi fare soldi come imprenditore, invece che comprarti le azioni della nuova matricola di borsa, investi sulla tua di azienda: lancia un piano di incentivazione economica per i tuoi collaboratori. 

Se lo fai bene ti posso assicurare che i rendimenti che ne avrai supereranno qualsiasi altro investimento economico che tu possa fare. 

Ricorda comunque che un piano di incentivazione del personale di carattere economico non e' sufficiente: esistono altri fattori motivanti: l'opportunita' di crescere come manager, ricevere apprezzamenti per il lavoro svolto... Paolo Ruggeri
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11/12/2007

Ho deciso di raggruppare in quest’articolo le domande che mi vengono poste da neo imprenditori che si stanno lanciando, per la prima volta, nell’apertura di un’impresa. Per quanto nella maggior parte dei casi, i clienti con i quali interagisco siano aziende che gia' esistono, non nascondo che provo sempre un certo fascino per le vicende di quelle persone coraggiose che hanno deciso di aprire una loro impresa. Forse per me rappresentano una sorta di “richiamo della foresta”, mi ricordano 15 anni fa quando ero alle prese con l’avvio di Mind Consulting ma non solo… spesso riflettere e dar loro consigli aiuta anche me a chiarirmi le idee, a capire quali sono alcune cose che facevo e che poi, ahime', in alcuni casi ho disimparato o ho dimenticato. 

Tutte queste domande meriterebbero a mio avviso una risposta piu' ampia di quello che i miei tempi mi permettono. Le posto qui per ricordarmi che, prima o poi, dovro' dedicarci del tempo e scrivere una vera e propria dispensa per la cosa. Se intanto anche tu vorrai contribuire con la tua, sono sicuro che molti neo imprenditori apprezzeranno i consigli che un veterano come te vorra' dare. Se ci pensi, sono moltissime le cose che noi imprenditori gia' affermati conosciamo e che avremmo pagato oro per conoscere sin dall’inizio. Comincero' postando due domande, poi via via ne aggiungero' altre: 

1) COME FA UN IMPRENDITORE CHE HA APPENA COMINCIATO LA SUA IMPRESA A COSTRUIRSI UNA RETE VENDITA? 

La risposta che ho fornito: Prima di cominciare a mettere annunci, ecc. devi assicurarti che almeno uno dei soci dell’azienda (meglio sarebbe che fossi tu) sia bravo a vendere il prodotto o servizio che tratti, altrimenti, a meno che tu non abbia un colpo di fortuna (decisamente improbabile), anche mettendo annunci non riuscirai ad inserire e far vincere nessuno come venditore. Uno dei soci dell’azienda (o in mancanza di altri soci, lo devi fare tu) si deve specializzare nella vendita e riuscire lui a vendere con successo il tuo prodotto/servizio. Fagli fare esperienza, fagli frequentare corsi di vendita. Quando questa persona ha raggiunto almeno dei discreti risultati di vendita, allora potrai riuscire ad inserire dei venditori in quanto sarai in grado di fornir loro un sistema di lavoro che HA GIA’ FUNZIONATO. In mancanza di questo risultato, sperare che mettendo annunci si materializzi qualcuno che viene da te a salvare il commerciale della tua azienda per un 10, un 15 o un 25% di provvigione, e' davvero speranzoso, ma difficilmente realizzabile nella pratica. Sporcati le mani tu, poi quando riesci tu ad ottenere risultati, cerca altri cui, a questo punto, offri un’opportunita' vera e propria: seguendo il sistema di lavoro che per te ha gia' funzionato anche loro potranno ambire ad elevati guadagni. 

Un’altra opzione che potresti avere in questa situazione e' quella di cercarti un socio che sia gia' un bravo venditore. Qualche tuo amico che fa il venditore CON SUCCESSO o con discreto successo potrebbe essere tentato dall’avventura imprenditoriale. Molti neo imprenditori seguono questa seconda strada, ma se dovessi percorrerla, fai attenzione a non prendere semplicemente qualcuno che gia' fa il venditore. Prendi qualcuno che fa il venditore CON SUCCESSO. 

2) COME FA IL NEO IMPRENDITORE A PAGARE SE STESSO ALL’INIZIO DELLA SUA AZIENDA? 

Si paga un compenso fisso o uno stipendio? Va avanti con le spese personali ridotte all’osso mentre aspetta che in azienda si materializzino degli utili? 

Le strade possono essere diverse. Comunque, in ogni azienda che ho avviato e gestito, ho sempre preteso che l’azienda pagasse l’imprenditore, anche se poco, ma un ritorno ci deve essere. Alcuni scelgono di pagarsi un compenso fisso (tipo 1,000 euro al mese o di piu', ma non troppo perche' in un vero start up spesso i soldi mancano…), io ho sempre preferito l’idea di una percentuale sul fatturato, tipo il 3, il 5, il 10% dell’incassato va all’imprenditore che la gestisce o la avvia. In questo modo a) anche quando l’azienda dovesse avere tante spese, tu comunque qualcosa dall’azienda la tiri fuori (sei a tutti gli effetti come un fornitore o un commerciale), b) sei motivato a vendere, produrre ed incassare soldi perche' sai che quando i soldi arriveranno, anche tu inizierai subito a guadagnare. Se scegli questa via di destinare una percentuale dell’incassato al tuo compenso come neo imprenditore, sappi che il fatto che tu non paghi questa percentuale “perche' questo mese ci sono state troppe spese” non va bene, va bene semmai che tu la abbassi (del tipo: l’azienda adesso e' cresciuta e ha molte piu' spese e quindi e' giusto che io “limi” le mie percentuali) , ma ANCHE UNO START UP DEVE PRODURRE DENARO PER L’IMPRENDITORE. Non e' una questione di avarizia (all’inizio non e' che girino poi tanti soldi), e' invece una questione che LO START UP SENZA L’IMPRENDITORE MUORE. Se ti rendi conto che stai lavorando per niente, anche i migliori propositi o sogni, prima o poi svaniranno e cosi' anche l’azienda. Prenditi cura di te stesso. 

Un’altra cosa che potresti fare con tutti i soci dello start up e con te stesso e' pagare a te stesso le provvigioni di vendita. Del tipo: “Cari soci, chi tra noi fa un contratto con un cliente, si becca la provvigione del x%, come se fosse un venditore”. In questo modo motivi i soci e anche te stesso a produrre e guadagnare. Con l’espansione e la crescita dell’azienda, i sistemi di compenso dei manager o imprenditori diventano un pochettino piu' strutturati, ma intanto un’azienda ce l’hai e da li', sinceramente e' tutto piu' facile (o piu' difficile, a seconda dei punti di vista…). 

Queste sono le mie risposte, buttate giu' in fretta e furia e che sicuramente mi riprometto di approfondire meglio in futuro. Casomai alcuni neo imprenditori potrebbero voler conoscere anche le vostre. Man mano che mi vengono poste altre domande, le elenchero' qui sotto. Poi un giorno, con un po’ piu' di tempo, tornero' su ognuna di esse cosi' da approfondirla. E le vostre risposte a queste domande? Paolo
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06/12/2007

Come saprete, abbiamo fatto compilare a tutti i vincitori del contest dei sondaggi molto approfonditi e sto dedicandomi a tabulare le risposte cosi' da avere maggiori spunti circa il comportamento dei knowledge worker e dei collaboratori che creano valore. 

Come parte della ricerca, abbiamo chiesto loro che cosa li colpiva o che cosa guardavano in un annuncio di ricerca personale e anche che cosa cercavano in un'azienda, in fase di colloquio, per decidere se quella fosse o meno una buona azienda nella quale lavorare.  In estrema sintesi: 

A) UN ANNUNCIO LI COLPISCE QUANDO CONTIENE UNA VERA OPPORTUNITA' DI CRESCITA PERSONALE ED ECONOMICA
 

Attenti che non e' sufficiente parlare del fatto che offri formazione (da sola questa voce, infatti, e' irrilevante per i candidati), vogliono invece una realistica opportunita' di crescita economica. 

Al secondo posto, combinando due dati si puo' mettere UN'AZIENDA SOLIDA E VOTATA ALLA CRESCITA Il resto: cioe' il lavoro da fare, il fatto che sia offerta una posizione nuova, lo stile e la grafica della comunicazione, sono tutte secondarie per avere una risposta da candidati di valore. 

B) LE PERSONE, in fase di colloquio, SCELGONO DI ACCETTARE IL LAVORO IN UN'AZIENDA QUANDO PERCEPISCONO CHE IN QUELLA AZIENDA ESISTA DAVVERO LO SPAZIO PER CRESCERE ECONOMICAMENTE E COME PROFESSIONISTA. 

Ancora una volta la formazione da sola, non motiva anche se potrebbe avere appeal su alcuni. Nota che e' importante che, in fase di colloquio, il candidato percepisca che in quell'azienda ci sia LO SPAZIO per crescere e per guadagnare di piu'. 

Al secondo posto mettono UN'AZIENDA CHE ABBIA DEI SOGNI, DELLE SFIDE, DEI PROGETTI (fattore questo, comunque rilevante). 

Al terzo UN AMBIENTE NEL QUALE UMANAMENTE MI SENTA BENE (rilevante anch'esso) 
-- 

In conclusione: per assumere gente tosta, BISOGNA FARE UN'EFFETTIVA PROPOSTA DI CRESCITA ( intesa come miglioramento personale e come crescita professionale) O, come dice Andrea Condello, CREARE L'OPPORTUNITA' VERA E PROPRIA: mettere sul campo un'effettiva proposta imprenditoriale, ecc, ecc. Spero che i dati di cui sopra vi siano utili. Nei prossimi giorni, vi forniro' anche tutti gli altri che, vi assicuro, sono interessantissimi. 

Un saluto Paolo

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05/12/2007

Mi sono riguardato tutti i miei appunti dell'evento Mind Consulting imprenditori a colori del 8 e 9 Novembre 2007 e ho cercato di mettere ordine nelle idee, al fine di cogliere i messaggi piu' importanti lanciati durante l'evento, da Tom Peters, a Maurizio Costanzo, a quello che hanno detto i vincitori del contest, ecc, ecc. 

La miglior definizione che riesco a dare della cosa e': uno sguardo alla PMI del futuro. 

Allego il file PDF con le mie riflessioni e diversi degli spunti che sono stato in grado di cogliere. 

Paolo Ruggeri  

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02/12/2007

In allegato troverete le diapositive relative alla presentazione tenuta presso l'executive training club di Bologna Martedi' 27 Novembre.

In tali diapositive fornisco alcuni spunti circa quello che i dipendenti e collaboratori delle aziende richiedono dai propri capi al fine di fare la differenza e raggiungere grandi risultati.


Nei giorni 27 e 28 degne di nota anche le presentazioni di Pierangelo Maren della Novaltec circa l'incentivazione economica di collaboratori e dipendenti: come il giusto processo di incentivazione economica puo' contribuire a creare un vero gruppo; e la presentazione della Valente Pali: come risanare e ri impostare una media azienda per rilanciarla e portarla all'utile. Entrambi interventi notevoli e sui quali ho a mia volta preso molti appunti.


Ricorda:motiva i tuoi collaboratori, coinvolgili, segui il loro percorso di crescita, fai crescere nuovi leader in azienda, e' dal loro successo che dipendera' il tuo

Paolo Ruggeri

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24/11/2007

Alcuni mesi fa ho svolto un lavoro per un'azienda cliente che mi ha chiesto di formare dei responsabili di nuova nomina che non avevano mai gestito persone prima di allora.

Ho quindi preparato una dispensa piuttosto esaustiva sul ruolo di responsabile che allego a questo articolo.

L'utilizzo migliore che abbia trovato per la dispensa e':
a) Farla studiare alla persona
b) Far si' che la persona lavori un paio di settimane(si sporchi le mani)
c) Ristudiare la dispensa assieme alla persona, chiarendo con lei le cose che potrebbe non aver capito o che ancora non sta facendo.
d) Far lavorare la persona ancora per un paio di settimane
e) Vedere con la persona che cosa ancora non riesce a fare.

Operando cosi' sono riuscito in abbastanza poco tempo a costruire un'operativita' dei responsabili tutto sommato buona.

La dispensa e' comunque piacevole da leggere e piuttosto semplice. Commenti e suggerimenti, come al solito, sono benvenuti.

Ovvio che se, dopo che hai fatto studiare la dispensa alla persone, poi le fai fare anche il Corso Leadership Base di Mind Consulting, otterresti un buon risultato.

Buon Lavoro

Paolo Ruggeri

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24/11/2007

In allegato a questo file troverete le diapositive del mio intervento all'Evento Mind Consulting Imprenditori a Colori dell' 8 e 9 Novembre 2007.

L'intervento si basa sul fatto che, proprio perchè viviamo in un mondo soggetto a grandi cambiamenti, non dobbiamo dimenticarci dei fondamenti della gestione di impresa.

Paolo

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