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07/12/2015

Natale si sta avvicinando? Hai gia' pensato ai regali?

Quest'anno non regalare il solito panettone!

Regala ai tuoi collaboratori,amici e parenti un libro che li aiuti
a raggiungere il successo nella vita!


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25/11/2015

Questa sera oltre 100 imprenditori a Padova per comprendere cosa fare per battere la crisi. 

E' stata una presentazione piacevole con una platea eccezionale. 

Ricordo le date del Corso Leadership di Padova il 18 e 19 di Dicembre. Per qualsiasi informazione www.i-profilemc2.com 

Slide della presentazione allegate. 

Paolo Ruggeri 

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20/11/2015

Storicamente il modello economico dell’uomo ha attraversato quattro fasi di approccio alla creazione del valore. Siamo passati dall’economia della forza e del lavoro fisico all’economia dell’organizzazione fino all’economia dell’emozione e della motivazione.

Oggi stiamo entrando nell’era dell’economia spirituale che ha 4 leggi fondamentali:

1) Tu crei sempre:se esisti crei. Il semplice fatto che esisti e pensi, implica il fatto che crei qualcosa. Il problema è che spesso te ne dimentichi lasciandoti trasportare influenzato dal mondo esterno. Siamo così presi quello che vediamo intorno a noi e dai pensieri inconsapevoli che ci frullano in capo, che non ci rendiamo conto della realtà che stiamo creando, ipnotizzati da quello che ci circonda. Per essere dei creatori consapevoli è necessario essere sempre vigili e attenti a quello che succede dentro e fuori di noi. È necessario togliere il pilota automatico e mettersi deliberatamente alla guida della propria vita.

2) Il tempo non esiste: Il tempo è l’alterazione o il cambiamento delle particelle nello spazio. Il tempo, a livello filosofico, si può percepire solamente a livello materiale, ma non esiste come concetto. Il tempo non ha le qualità dell’universo materiale, non ha peso, non ha forma, non ha colore e non ha temperatura. Il tempo è un pensiero. Quando il tempo detta i tuoi ritmi significa che sei entrato in un universo materiale. Il tempo che ognuno di noi ha a disposizione dipende più che altro dai sogni che insegue e dalle illusioni che cerca di realizzare piuttosto che da qualsiasi altro fattore. Per un individuo che insegue grandi obiettivi, il tempo si dilata, lasciandogli molto più spazio per realizzare quanto lui ha in mente.“Non ho tempo” dovrebbe essere sostituito con “Non ho progetti” in quanto le due cose sono dei sinonimi.


3) L’ammirazione è l’energia che scioglie le cose: Tutto quello che non ammiri persiste. Se non ammiri i tuoi problemi e non ci trovi almeno un lato positivo, allora quei problemi ti affliggeranno. La stessa cosa vale per le persone. Per migliorare le persone che hai attorno devi valorizzare i loro lati positivi. Se inizi cercando di correggere i loro difetti non otterrai nulla.


4) Lo spirito è come un diapason e vibra in sintonia con quello di cui si circonda: Se riesci ad adattarti alla lunghezza d’onda delle altre persone allora si entra in sintonia. Lo spirito umano entra in sintonia con ciò che li circonda. Stai attento a chi o a cosa ti circonda. Fai in modo di avere intorno solo persone e cose belle, positive, che esaltano il tuo spirito. Se sei attorniato da persone ansiose come diventerai? Ansioso! Se hai vicino persone timorose come diventerai? Timoroso.

Su questo punto è importante conoscere i fattori che portano alla corruzione delle corrette frequenze d’onda. Stai lontano da:
- Le persone che non sposano i valori dell’automiglioramento
- Le persone che richiedono una grande manutenzione emotiva
- Le persone alle quali devi dimostrare che sei bravo
- Le persone che non si auto correggono
- Chi si crede un oggetto (è la sua auto, il suo orologio, il suo abito firmato…)
- Chi non ti stima

Entra nell’economia dello spirito

Paolo Ruggeri


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20/11/2015

Questa sera, a Milano, ho avuto modo di confrontarmi con un gruppo di imprenditori lombardi circa le strategie e le azioni vincenti delle imprese che prosperano sul mercato oggi. 

In allegato le slide della mia presentazione. Ricordo a tutti il prossimo Corso Leadership a Milano il 10 e 11 di Dicembre, 2015. 

Per iscriversi info@paoloruggeri.it 

Paolo Ruggeri 

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17/11/2015

Invitato da www.iprofilebari.com e dall'amico Gianluca Fiano, oggi ho tenuto una presentazione a Bari circa sei strategie necessarie per la piccola e media impresa che desideri "uscire dal guscio" e cominciare a crescere. 

In questa presentazione nuova di zecca ho parlato di marketing, di internazionalizzazione, di cambiamento, e di vision dell'imprenditore. 

Ricordo a tutti i partecipanti, la sessione della nostra MBS a Chieti nei giorni 11 e 12 Dicembre e il Corso Web Marketing a bari, il giorno 23 Gennaio 2015. 

Slide della presentazione allegate. 

Paolo Ruggeri

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04/11/2015

Oggi, ho tenuto una presentazione all'Api di Lecco riguardo a come internazionalizzare la propria impresa. Ho descritto i dieci principi che, in base all'esperienza del sottoscritto, stanno alla base di un progetto internazionale di successo. 

Per chiunque volesse ricevere maggiori informazioni sui nostri servizi di internazionalizzazione o di ricerca del personale per Stati Uniti e Brasile, vi preghiamo di scrivere a info@k2usa.it o di visitare il sito www.k2usa.it 

Le diapositive della mia presentazione sono allegate. 

E ricorda: andare a competere sui mercati esteri cambierà per sempre il futuro della tua impresa. 

Paolo Ruggeri 




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23/10/2015

Un elemento ricorrente della vita di un imprenditore è l’agitazione. Questa non è necessariamente una componente negativa, anzi: può aiutare ad avere nuove idee e a trovare nuove opportunità. Chi è l’imprenditore? Qualcuno che desidera compiere qualcosa di grande. Ha una missione nel mondo e questa missione deve essere indirizzata a migliorare la vita delle persone.

Abbiamo vissuto fino ad ora in un’epoca economica in cui un individuo per costruire valore doveva fare fatica fisica. Si lavorava nei campi, in fabbrica…Il successo era direttamente proporzionale allo sforzo fisico profuso.

Poi è arrivata l’era della mente. Del marketing, dei processi, della lean production e dell’organizzazione d’impresa.

Oggi viviamo in un’altra era. In questa era l’organizzazione e il duro lavoro non bastano più. Oggi viviamo nell’era del cuore. Oggi servono relazioni solide, emozioni e coraggio.

Gli imprenditori oggi non hanno bisogno tanto di nuove idee, quanto del coraggio di mettere in pratica le idee che hanno già avuto. E’ quell’adrenalina, quell’entusiasmo che si percepisce quando ci si appresta ad avviare nuovi progetti, a costruire qualcosa di veramente grande.

Se non provi adrenalina o entusiasmo all’interno della tua impresa è perché c’è una decisione che dovresti prendere ma non hai ancora preso. Tu sai già qual è quella decisione che dovresti prendere. Il successo, in quest’ era economica, si basa sul coraggio di prendere quella decisione che tu hai già identificato.

Le persone spesso non sfruttano le loro idee perché non hanno il coraggio di metterle in pratica. Prendi quella decisione e cambia le cose perché le persone non parlano mai di cose che non sono cambiate. Le persone sono motivate in un’azienda in costante cambiamento, ciò che ristagna appassisce.

La ricchezza, per natura, non si distribuisce in modo equo tra la popolazione. Nel mercato statunitense il 19% della popolazione detiene l’85% della ricchezza. Una parte di queste persone, sicuramente, fa soldi perché possiede già un capitale. Chi possiede un capitale è enormemente avvantaggiato, senza dubbio. Però un altro elemento che permette di ottenere ricchezza è il ragionamento controintuitivo. Molte delle azioni che permettono di ottenere la prosperità a prima vista sono contrarie alla logica. Le persone che ottengono ricchezza ragionano e agiscono in modo diverso rispetto agli altri e questo modo di agire esce dalla logica ed è per questo innovativo.
Ad esempio per persuadere qualcuno lo devi ascoltare, non devi parlare tu. Questo è controintuitivo, eppure è una delle chiavi della vendita.

Hai un’idea di business che sembra bellissima? Tutti sono d’accordo che sia una grande idea? Allora lascia perdere e non farla. Le idee migliori sono quelle per cui gran parte delle persone dicono che sia una follia. La differenza è che tu, quando porti avanti un’idea folle, stai mettendo tutto te stesso, la tua passione. Ci stai mettendo il cuore. Non servono tanto le idee, serve più di tutto l’individuo.

I principi controintuitivi sono ciò che va contro la logica e che va contro il modo di pensare comune.

- Scambio in abbondanza: dai al cliente di più di quello che si aspetta, anche se ti costa di più e sembra che tu ci stia perdendo. Lo scambio in abbondanza genera passaparola e ti permette di espandere il tuo business e acquisire nuovi clienti.

- Per persuadere devi ascoltare: Devi ascoltare le persone e capire quali sono i loro bisogni e come tu puoi aiutarli.

- Le persone comprano i venditori e non il prodotto o servizio: Le persone comprano prima di tutto la qualità dei tuoi rapporti interpersonali.

- La competenza tecnica è meno importante della competenza relazionale: La qualità relazionale è sinonimo di ricchezza. La scuola si concentra sulla competenza tecnica, la competenza relazionale non te la insegna nessuno.

- Avvantaggiarti violando l’etica in realtà ti costa di più dei vantaggi che hai acquisito. Se cerchi di fregare un cliente, se fai il furbo, se…prima o poi ti torna indietro!

- La storia è più importante del prodotto: se abbiamo un diamante e una bottiglia d’acqua, qual è più essenziale per la tua esistenza? Eppure per quale dei prodotti saresti disposto a spendere di più?

- Per correggere i lati negativi di un collaboratore devi lavorare sui suoi lati positivi.

- Chi ha come unica motivazione il denaro, avrà sempre problemi di soldi. Il denaro sono solo il risultato finale della bella persona che sei e del bel lavoro che hai fatto. Se parti col pensiero dei soldi sei fregato!

- Se vuoi che le cose cambino, come prima cosa devi cambiare tu. Logico.

- Se vuoi fare clienti, devi poterli sprecare. Se ti attacchi ai tuoi pochi clienti questi si approfitteranno di te. Ti imporranno loro cosa, come, quanto e a che prezzi compreranno. Perchè se li perdi rimani fregato. Elimina questi clienti, o comunque non permettergli di fare questo giochino.

- Per essere un grande leader e ottenere le cose fatte dagli altri, devi servire i tuoi uomini.

- Se vuoi avere più tempo, devi fissarti in agenda del tempo riservato a fare le cose davvero importanti.

- La realtà è un’illusione, mentre l’illusione è la vera realtà.

Devi credere nelle tue percezioni perché sono sempre vere. Tu a volte sai ma preferisci non sapere. Non servono nuove idee, serve un po’ di più di te stesso.

Paolo Ruggeri


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20/10/2015

Questa sera, in occasione della presentazione del nostro nuovo concessionario per la Lombardia, ho avuto il piacere di ritornare a tenere una presentazione aperta al pubblico nella zona di Milano. Ho ri-incontrato un sacco di vecchi amici e ho avuto modo di notare come anche qui, nonostante i grandi investimenti per Expo 2014, rimangano numerose difficoltà per le imprese del territorio. 

Ho condiviso le azioni vincenti delle imprese che stanno crescendo ed ho avuto modo di interagire con numerosi imprenditori davvero interessati. 

Il nostro nuovo concessionario per la Lombardia è I-Profile Monza https://www.facebook.com/mbeosiprofile 

Slide dell'intervento allegate. 

Paolo Ruggeri 

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17/10/2015

Ieri e oggi ho avuto modo di conoscere diversi manager del gruppo Zucchetti. 

Grandi persone e grande azienda. 

In allegato le slide del corso. 

Paolo Ruggeri 

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15/10/2015

Ecco le mie slides della presentazione tenuta a Cesenatico circa le prospettive per le PMI Italiane. 

E' stata sicuramente una serata molto interessante dove ho avuto modo di conoscere tante belle imprese. 

Paolo Ruggeri

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14/10/2015

Mentre il mondo tende a lamentarsi di come va il nostro Paese, noi oltre che continuare ad essere un’impresa che assolve uno scopo e soddisfa un bisogno, abbiamo un progetto a lungo termine per cambiare il nostro Paese. E’ la nostra personale Utopia. Non la sbandieriamo ai quattro venti. Siamo persone umili, non vogliamo fare la figura di quelli che dichiarano le cose e poi non le fanno. Però in modo silenzioso lavoriamo alacremente per creare un cambiamento nel nostro Paese a lungo termine.

Per farlo, abbiamo identificato quattro obiettivi che dobbiamo raggiungere nei prossimi anni. Sono queste aree, secondo noi, che se gestite, determinerebbero una rinascita economica e creativa nel nostro Paese:

1) Valorizzare e sostenere gli imprenditori. Lo facciamo tramite la nostra scuola MBS, la casa editrice, ecc

2) Far attecchire valori etici tra tutti gli amministratori pubblici. In assenza di amministratori etici gli sforzi dei pochi di creare valore, incontrano forti resistenze.

3) Far attecchire i valori spirituali nella società: gli individui sono molto più creativi, produttivi e anche, perché no, felici quando si rendono conto degli aspetti immateriali

4) Inoculare le nuove generazioni con le verità circa prosperità, successo e etica nel senso che gli stessi principi che creano prosperità nelle aziende, se insegnati ai bambini, adattandoli al loro punto di vista e alle loro necessità, possono aiutarli a crescere bene e diventare adulti felici e prosperi domani.

E di questa ultima iniziativa voglio parlarti oggi nella newsletter del mese...
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04/10/2015

Sono un imprenditore seriale e come tale gestisco contemporaneamente più aziende. Ieri ho posto il seguente dilemma sul mio profilo personale di Facebook:

IL MIO DILEMMA DI OGGI

Incassare un profitto da 160,000 dollari vendendo una start up e togliersi un sacco di mal di testa o continuare?

Voi cosa fareste? Che parametri usereste per decidere?

Ho ricevuto moltissime risposte, tutte molto interessanti, e ho quindi pensato di consolidarle in un unico articolo.


Sembra che quando decidere se portare avanti o meno una start-up, i seguenti siano i fattori da tenere in considerazione:

In primo luogo mi sento di dire che i mal di testa sono parte di qualsiasi start up, anzi sono quella cosa che devi attraversare per arrivare al successo. Uno dei motivi maggiori per il quale la maggior parte delle persone nella società versa in cattive condizioni economiche è che tende ad abbandonare lavori e progetti non appena compaiono i primi mal di testa. Tanti mal di testa = tanti soldi o sarebbe meglio dire: "Se vuoi un business o una professione senza mal di testa, rimarrai povero"

Vediamo i parametri che mi sono stati consigliati e che ho trovato molto interessanti:


TI PIACE/TI DIVERTE? Ti piace e ti appassiona ancora?

POTREBBE AVERE PIU' VALORE DOMANI? Qual è il valore a lungo termine del business? E’ possibile che, nonostante ti stia dando tanti mal di testa, nel futuro il suo valore si apprezzerà ancora?

SEI IN RISERVA COME ENERGIA EMOZIONALE? Hai ancora energia a livello personale da dedicare a questo progetto?

FA UTILI E CASH FLOW POSITIVO?  Sta marginando? Marginerà ancora e per quanto tempo?

DELEGABILITA' E’ delegabile? (cioè qualcun altro se ne può prendere cura e tu ti dedichi ad altro)?

E infine: 

Cosa dice il tuo istinto?

A tutti questi io mi sento di aggiungerne un altro, secondo me, molto importante:

RISORSE UMANE GIUSTE Hai le risorse umane giuste (o è realistico riuscire a recuperarle) che ti servono per portare questo progetto al di là della zona dei mal di testa? Se la risposta a questa domanda è “no”, secondo me si deve vendere subito.

Devo dire che questo esercizio mi ha aiutato a capire che uno dei fattori che io prendevo in considerazione spesso, era invece un fattore ingannevole ed era il seguente:

“Se abbandoni deluderesti qualcuno?”

Non è che dica che questo punto sia totalmente da trascurare però nel confrontarmi con voi mi sono reso conto che nel passato l’avere una grande attenzione a questo punto ha costituito uno dei punti di mia debolezza come imprenditore ma anche come persona. Anzi, spesso le persone che ho cercato di non deludere, sono state quelle che poi mi hanno lasciato nei guai. Molto meglio usare i parametri di cui sopra.

Farò un paio di riflessioni e sicuramente vi terrò aggiornati sulla mia decisione.

Grazie a tutti per il prezioso aiuto, molto open source.

Paolo Ruggeri 


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24/09/2015

Il problema dell’internazionalizzazione e anche, in generale, del fare business in Italia è quello di riuscire a causare un effetto sul mercato. Le persone che si lamentano non riescono a causare un effetto reale.

Gli imprenditori realmente coraggiosi invece non si lamentano, non lasciano i progetti nel cassetto, ma si muovono per perseguire i propri sogni. Chi causa un effetto sul mercato compie azioni concrete.

Il risultato si ottiene facendo sacrifici, tentando più e più volte, fino a quando non si realizza qualcosa di concreto. La differenza la fa la determinazione, la fermezza che ti consente di provare e riprovare, superando le difficoltà e le frustrazioni che ti assalgono quando vedi che i risultati non arrivano subito. E’ proprio quella la linea che separa chi riesce da chi non riesce: provare una volta ancora, nonostante le difficoltà. Se provi una o due volte e poi lasci che i tuoi sogni si spengano a causa dell’insuccesso, non p otrai riuscire a causare un effetto sul mercato e finirai tra le fila di imprenditori che si lamentano.

Anche la più piccola delle aziende del futuro dovrà avere una vocazione internazionale. Gli italiani nel mondo sono 60 milioni, cioè quasi quanto la popolazione del nostro paese. Le nazioni intese come una volta non esistono più.

E’ necessario guardare oltre i confini nazionali. E per riuscire ad avere successo all’estero devi uscire da una condizione in cui ti senti effetto di cause esterne ed entrare nella logica del sentirsi la causa del proprio successo o insuccesso. Se non hai i collaboratori giusti, la causa sei tu. Se non riesci a guadagnare abbastanza, la causa sei tu e non il mercato. Se ti senti effetto, invece, darai la responsabilità di tutto a cause esterne e perderai la possibilità di controllare il tuo futuro da imprenditore.

Il business si divide in due grandi categorie: chi fa le cose e chi aspetta che le cose accadano. Prova a indovinare chi ottiene il successo.

Ci sono nove passaggi da cui devi partire per internazionalizzare la propria impresa:

1) Fai un sito internet per il paese in cui intendi operare: A chi mi chiede di andare negli Stati Uniti e avviare un’attività, la prima cosa che consiglio è fare un website in inglese. Già da qui si nota chi vuole fare e chi invece non desidera realmente causare un effetto sul mercato. Quelli che temporeggiano e non fanno il sito internet non riusciranno mai ad internazionalizzare la propria azienda. Come fa un’azienda americana a fidarsi di te se non hai neanche un sito in inglese? Una volta il direttore del personale di una delle mie aziende mi disse “Dai ad un collaboratore in difficoltà un compito semplice. Se non riesce a fare neanche quello allora è il momento di eliminarlo!”. Parti da una cosa semplice: fai il sito!

2) Recati fisicamente nel luogo e studialo:A volte andando nel posto in cui desideri avviare l’attività ti rendi conto che le cose in realtà non sono esattamente come le avevi immaginate. Se non studi bene di persona il posto in cui desideri operare rischi di commettere errori davvero madornali, che spesso sconfinano in situazioni che sfiorano il ridicolo. Vuoi aprire una catena di ristoranti nel New Jersey? Sappi che lì piacciono gli spaghetti col ketchup…terribili? Si, ma se loro vogliono quello…quello gli devi dare!

3) Trova risorse locali: Parla con aziende italiane del tuo settore che ci sono già state o con altre aziende di settori attigui. Gli italiani, in particolare, creano comunità e si aiutano a vicenda in operazioni di business internazionali. Cerca dei partners, quali consulenti locali, contatta la camera di commercio, cerca dei soci in loco. Se potessi de localizzare acquisendo come clienti aziende italiane sarebbe una buona partenza.


4) Sii committed (impegnato ma anche “compromesso”): A volte le persone non sono efficaci perché non hanno problemi abbastanza grandi da risolvere. Affronta le difficoltà. Quando lo spagnolo Cortes sbarcò in Messico per conquistare il sudamerica si accorse che i suoi uomini avevano posizionato le navi con la prua verso il mare per essere pronti a fuggire nel caso le cose si fossero messe male. Cortes fece bruciare tutte le navi e alle lamentele dei suoi soldati rispose “Vinceremo e torneremo a casa con le navi del nemico!”


5) Stanzia un budget sensato: Alcune persone vogliono internazionalizzare perché sono in difficoltà in Italia. Quello che succede, in questi casi, è che quei pochi soldi che sono rimasti vengono spesi senza profitto e senza risultati. L’80% delle aziende italiane che vanno negli USA non resistono più di due anni. La mancanza di budget sensato è la causa di questo risultato. Niente è gratis e niente si costruisce senza risorse.


6) Sii pronto a recartici spesso (anche una volta al mese): Devi essere disposto seguire clienti, formare persone, gestire la situazione


7) Costruisci una struttura semi autonoma in Italia: Devi avere delle solide basi di partenza in Italia. Se è necessario che tu sia presente in Italia per il corretto funzionamento delle attività nel paese di origine, allora non potrai concentrarti adeguatamente sullo sviluppo di attività all’estero


8) Assumi gente del posto: Le persone del posto ti possono consigliare su alcune regole che tu, non conoscendo a fondo la cultura del posto, potresti ignorare. Si tratta di conoscere la cultura e le usanze del posto che ti permettono di evitare errori grossolani dovuti alla mancanza di conoscenze della società e delle convenzioni sociali.
«Anche se parlano lingue simili e vestono più o meno allo stesso modo, le persone di altri Paesi sono profondamente diverse da noi» Guarda questo prodotto dell’ikea! Secondo te uno statunitense si metterebbe in casa un oggetto con un nome del genere? (se non conosci l’inglese “full” sta per “pieno” e “fart” per “puzzetta”…ops!)


9) Non pensare che quello che vendi in Italia lo potrai vendere pari pari: I gusti delle persone in altri paesi sono diversi, ci sono altre esigenze, altre necessità. Devi sapere ciò che piace e ciò che non piace. Per sapere cosa piace devi fare sondaggi e ricerche di mercato. Ricordi gli spaghetti?


10) Non arrenderti mai: Internazionalizzare rende la tua azienda più forte anche in Italia perché acquisisci nuove competenze e ti verrà naturale alzare l’asticella degli obiettivi da raggiungere.

Come diceva un noto spot della HSBC: «crediamo che nel futuro anche la più piccola delle aziende dovrà essere una multinazionale»

Paolo Ruggeri



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27/08/2015

Ci sono tanti modi attraverso i quali un individuo può prosperare. Le aziende si dividono in due categorie: chi si muove per sopravvivere e chi si muove per prosperare. La tua azienda, ovviamente, dovrebbe cercare la strada verso la prosperità.

Ma cosa distingue chi prospera da chi sopravvive?

Chi sopravvive è concentrato sulle tattiche. Si occupa di controllare i costi, di organizzare, si concentra sul presente. Chi prospera invece ha una visione chiara del futuro, anticipa le necessità, capisce dove sta andando il mondo e si inserisce sulla scia del cambiamento per ottenere il successo.

Dove sta andando il mondo? Cosa cercano oggi le persone?
- Vite più lunghe e salutari
- Organizzazione che abbiano uno scopo
- Impegno per aiutare la comunità
- High Tech con High Humanity
- Trasparenza e onestà
- Organizzazione di vita flessibile
- Apprezzamento della bellezza della natura
- Cultura, codici e norme universali. apertura verso il mondo, mentalità cosmopolita

Trends:

- Efficienza e semplificazione: cosa fai per semplificare la vita ai tuoi clienti? Un esempio? Le piattaforme online dove poter ordinare direttamente online cibo da asporto da tutti i ristoranti presenti in zona.
- Brand di fascia alta o che abbiano una valenza internazionale: che promessa fai ai tuoi clienti? Cosa rappresenta il tuo marchio? Quali valori vengono associati ad esso?
- Marketing tridimensionale: i clienti devono amare ciò che fai, in modo che siano essi stessi a promuovere la tua azienda. Non è più un rapporto tra te e il cliente, ma è un rapporto tra te, il cliente e gli altri clienti. Quando vado in giro con il mio i-phone 5 incontro in giro un sacco di persone che mi chiedono “Ma perché non ti compri il 6?”
- La crescita dell’intangibile: La maggiore crescita non deriva più da prodotti fisici, ma da ciò che è intangibile. Uber è la più grande compagnia di taxi al mondo, ma non ha nemmeno un’auto di proprietà. Il più grande negozio al mondo non ha un magazzino (Alibaba), il più grande centro di alloggi non possiede immobili (booking.com), i più famosi proprietari di contenuti media non creano contenuti (facebook, youtube)

La direzione verso cui sta andando il mondo è l’intangibile. Della tua azienda, qual è il fattore intangibile più importante? Qual è la visione, lo scopo della tua impresa? Se perdi la tua visione perdi l’intangibile ed entri in una condizione di sopravvivenza.

Qual è il tuo scopo? Il tuo lavoro e il tuo scopo personale dovrebbero essere allineati. Non puoi pensare di occupare la maggior parte del tuo tempo su qualcosa in cui non credi, che non desideri. I milionari diventano tali facendo qualcosa che piace loro.

Ma se tu raggiungessi tutti i tuoi scopi, cosa succederebbe? Hai mai pensato allo scenario che si potrebbe delineare nel mondo, se tu riuscissi a trasformare il tuo sogno imprenditoriale in realtà?
Identificando la tua meta, si dovrebbe accendere una scintilla. Se metti a fuoco il tuo vero obiettivo ultimo, si sprigiona una grande carica motivazionale.

Se invece ci si sente bloccati o in una condizione di assenza di progressi si dovrebbero esaminare gli scopi originali che probabilmente sono stati abbandonati.

Se ti circondi di persone di valore, che sono allineate alla meta finale che desideri raggiungere, riesci a ottenere una grande crescita, tanto che, alla fine, riuscirai a realizzare la tua visione, ciò per cui hai deciso di fondare la tua azienda.

Siamo tutti nati per realizzare grandi obiettivi, sii fedele alla tua missione.

Paolo Ruggeri


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28/07/2015

Vorresti avere uno strumento in grado di misurare, con un errore prossimo allo 0, la capacità che ha una persona di produrre valore per la tua azienda? Quanto sarebbe utile per capire il potenziale dei tuoi collaboratori o dei candidati che stai per assumere?

Ora puoi...e anche Il sole 24 Ore parla di noi!

CLICCA SUL LINK QUI SOTTO PER LEGGERE L'ARTICOLO DIRETTAMENTE DAL SITO DEL SOLE 24 ORE:

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-07-24/quanto-sei-manager-test-made-italy-venduto-americani-165132.shtml?uuid=ACGsy6W
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09/07/2015

Esistono degli eroi moderni. Sono gli imprenditori delle piccole e medie imprese italiane che battono la crisi. Mentre tutti si lamentano della situazione economica loro investono, innovano, promuovono, commercializzano e portano a casa i risultati.


Sono in pochi a riconoscere il loro vero valore. Personalità miopi e politici ignoranti arrivano a definirli evasori, approfittatori, violatori di regole, persone che si arricchiscono a spese altrui ma la verità è che se il nostro paese cresce ed ha ricchezza è proprio grazie agli investimenti e agli sforzi di queste persone e non certo grazie alle manovre finanziarie di questo o quel governo.


Nessuno li ringrazia, ma la maggior parte dei posti di lavoro che vengono creati non dipendono dall’ultimo decreto o legge del parlamento in materia di occupazione (che anzi spesso complica le cose), ma dagli sforzi e dagli investimenti economici di questi individui.


Tranne rare eccezioni, le associazioni di categoria non li tutelano in quanto preferiscono sostenere la grande impresa, ma loro fanno fronte anche da soli: d’altronde per loro è normale, hanno sempre dovuto contare solamente sulle loro forze.


I telegiornali e i mezzi di informazione parlano raramente di loro a meno che non siano stati coinvolti in qualcosa di losco o drammatico. Sono una maggioranza silenziosa cui non piace apparire: allo studio televisivo o al “salotto buono” loro preferiscono il laboratorio, la fiera o la sala mostra. Anche se l’80% dei posti di lavoro nella tua città è molto probabile che sia stato creato proprio da loro, raramente li vedrai partecipare a qualche trasmissione di carattere economico. È raro, infatti, che qualcuno chieda loro un parere su cosa servirebbe per far andare meglio le cose.


Sono tutti pronti ad accusarli, a chiedere, a pretendere, a rivendicare. Pochi invece capiscono la grande importanza che hanno per la nostra società e per le nostre vite. Infatti, se si fa eccezione per quelle che vivono di politica, probabilmente non esiste famiglia nel nostro paese che non debba almeno una parte della sua stabilità economica al rapporto con una delle loro aziende.


Fare il piccolo imprenditore nel nostro paese non è facile. Per farlo si devono superare una miriade di ostacoli, la maggior parte dei quali inutili in quanto creati da chi, a onor del vero, dovrebbe agevolarli e dar loro una mano: una burocrazia e un governo che impongono regolamenti assurdi, un’alta imposizione fiscale e servizi non sempre all’altezza della situazione. Se a questo si aggiunge un sistema educativo che tende ad instillare nelle giovani leve una sorta di diffidenza verso tutto ciò che è privato e legato all’iniziativa imprenditoriale, ci rendiamo conto di quali siano le resistenze, anche culturali, che queste persone si trovano ad affrontare tutti i giorni.


Ciò nonostante continuano ad investire, a ricercare, a tentare di innovare, ad assumere e a progettare il futuro delle loro aziende. Per farlo superano difficoltà inimmaginabili, dalla mancanza di soldi, agli orari spaventosi, al fatto di dover spesso e volentieri trascurare le proprie famiglie.


Io penso che noi non celebriamo a sufficienza questa persone. Indubbiamente sono un asset importante del nostro paese, ciò nonostante è raro che qualcuno li ringrazi. È per questo motivo che voglio celebrarli.


Queste sono persone che non si ritirano davanti a niente, che hanno coraggio da vendere e per le quali nutro una profonda e sincera ammirazione.


A loro devo molto. Sono delle persone speciali.


Paolo Ruggeri

Tratto dall'introduzione del libro "Piccole e Medie Imprese che battono la crisi". Richiedi subito la tua copia all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=49



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09/07/2015

Ieri sono stato invitato come relatore alla sessione di Alessandria/Torino della Business School MBS I Profile. 

Il mio compito era parlare dei componenti della resilienza individuale e di gruppo. 

Ho trovato un gruppo di imprenditori appassionati e tanto desiderio di crescere e di fare la differenza. 

Un grazie a Anna Marras per l'invito. 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri 

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25/06/2015

Perché in azienda è necessario parlare all’anima delle persone? Il motivo è che se non parli muovendo le emozioni i messaggi non arrivano agli altri o arrivano solamente in parte.

Le persone a volte non sono ricettive, commettono errori e non operano nel modo corretto. Il motivo di questa inefficacia è la paura. Le persone hanno paura di fare delle scelte sbagliate.

Il fatto è che per stare bene bisogna avere coraggio ed essere pericolosi. Pericolosi nel senso buono del termine. Pericolosi perché valiamo, perché le nostre decisioni possono cambiare davvero le cose.
Ma come posso parlare all’anima delle persone? Come si può parlare ad un’entità immateriale che non esiste? L’anima comprende solamente il linguaggio delle anime. Non bisogna comunicare con gli altri attraverso il linguaggio delle cose da fare o del fatturato. Per entrare davvero in comunicazione con gli altri bisogna parlare all’anima utilizzando il suo stesso linguaggio.

1) Eleva il messaggio: secondo Platone l’anima è per sua natura simbolo di purezza e spiritualità, in quanto affine alle idee. Devi parlare con purezza, coraggio e amore e sincero interesse per gli altri. Devi avere fede, intesa come credere in quello che non si vede.

Per esempio, se vogliamo ridurre i costi, non puoi dire semplicemente “dobbiamo ridurre i costi”. Se dici invece “Salviamo risorse per fare le cose che faranno la differenza per la gente” stai parlando all’anima. O ancora dire “facciamo più clienti nuovi” potrebbe risultare inefficace, mentre se dici “Portiamo il verbo nel mondo e miglioriamo la vita di un maggior numero di persone” stai parlando all’anima e il messaggio verrà recepito maggiormente.

Dire “Facciamo marketing” non va bene, mentre se dici “un essere è vivo nella misura in cui comunica” stai trasferendo in modo efficace un messaggio.

In poche parole, stai dando un valore aggiunto, un elemento di importanza sociale a cose che altrimenti sembrano confinate al mondo materiale. “licenzia i collaboratori inefficaci” -> “dimostra di credere davvero nei valori in cui professi”. Devi essere coerente tra messaggio espresso e comportamento.

2) Credi in modo radicale: Devi essere veramente convinto in ciò in cui credi, perché solo attraverso la convinzione vera puoi trasformare in realtà ciò che pensi e ciò che dici.


3) Parla al vero individuo: Per essere efficace nella comunicazione devi parlare alle persone non per come sono ma a come potrebbero essere. Comprendi le potenzialità di chi ti sta di fronte. Entra in contatto con la parte migliore degli altri, nella loro purezza in quanto la vera anima è così.


4) Parla dal cuore: Parla delle cose che ti fanno battere il cuore. Per emozionare gli altri devi parlare di cose che ti fanno emozionare.


Noi viviamo una grande battaglia, la battaglia è tra universo materiale e universo spirituale. Devi parlare pensando al futuro, perché facendo così metti in moto la tua capacità di creare e dare forma a ciò che ti circonda.

Paolo Ruggeri







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21/06/2015

Ho passato due giorni con i manager della Kemon Spa di Perugia a parlare di Leadership e di Gestione del Personale. Due giornate molto interessanti, divertenti e con belle persone. 

Le diapositive sono allegate. 

Paolo Ruggeri 

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10/06/2015

Ieri ho avuto occasione di visitare l'azienza Doxal www.doxal.it 

Doxal è un'azienda italiana che produce integratori alimentari hi tech per gli allevamenti. 

Prima di questi ultimi giorni non avevo mai avuto modo di conoscere davvero questa azienda. Visitandola ho incontrato una eccellenza del nostro Paese. Servono numerosi dei leader di mercato e i loro prodotti sono considerati all'avanguardia in tutto il mondo. 

Oltre il 50% del fatturato viene sviluppato all'estero. 

Le slide della mia presentazione alla Rete Vendita sono allegate. 

Paolo Ruggeri 

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