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15/10/2015

Ecco le mie slides della presentazione tenuta a Cesenatico circa le prospettive per le PMI Italiane. 

E' stata sicuramente una serata molto interessante dove ho avuto modo di conoscere tante belle imprese. 

Paolo Ruggeri

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14/10/2015

Mentre il mondo tende a lamentarsi di come va il nostro Paese, noi oltre che continuare ad essere un’impresa che assolve uno scopo e soddisfa un bisogno, abbiamo un progetto a lungo termine per cambiare il nostro Paese. E’ la nostra personale Utopia. Non la sbandieriamo ai quattro venti. Siamo persone umili, non vogliamo fare la figura di quelli che dichiarano le cose e poi non le fanno. Però in modo silenzioso lavoriamo alacremente per creare un cambiamento nel nostro Paese a lungo termine.

Per farlo, abbiamo identificato quattro obiettivi che dobbiamo raggiungere nei prossimi anni. Sono queste aree, secondo noi, che se gestite, determinerebbero una rinascita economica e creativa nel nostro Paese:

1) Valorizzare e sostenere gli imprenditori. Lo facciamo tramite la nostra scuola MBS, la casa editrice, ecc

2) Far attecchire valori etici tra tutti gli amministratori pubblici. In assenza di amministratori etici gli sforzi dei pochi di creare valore, incontrano forti resistenze.

3) Far attecchire i valori spirituali nella società: gli individui sono molto più creativi, produttivi e anche, perché no, felici quando si rendono conto degli aspetti immateriali

4) Inoculare le nuove generazioni con le verità circa prosperità, successo e etica nel senso che gli stessi principi che creano prosperità nelle aziende, se insegnati ai bambini, adattandoli al loro punto di vista e alle loro necessità, possono aiutarli a crescere bene e diventare adulti felici e prosperi domani.

E di questa ultima iniziativa voglio parlarti oggi nella newsletter del mese...
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04/10/2015

Sono un imprenditore seriale e come tale gestisco contemporaneamente più aziende. Ieri ho posto il seguente dilemma sul mio profilo personale di Facebook:

IL MIO DILEMMA DI OGGI

Incassare un profitto da 160,000 dollari vendendo una start up e togliersi un sacco di mal di testa o continuare?

Voi cosa fareste? Che parametri usereste per decidere?

Ho ricevuto moltissime risposte, tutte molto interessanti, e ho quindi pensato di consolidarle in un unico articolo.


Sembra che quando decidere se portare avanti o meno una start-up, i seguenti siano i fattori da tenere in considerazione:

In primo luogo mi sento di dire che i mal di testa sono parte di qualsiasi start up, anzi sono quella cosa che devi attraversare per arrivare al successo. Uno dei motivi maggiori per il quale la maggior parte delle persone nella società versa in cattive condizioni economiche è che tende ad abbandonare lavori e progetti non appena compaiono i primi mal di testa. Tanti mal di testa = tanti soldi o sarebbe meglio dire: "Se vuoi un business o una professione senza mal di testa, rimarrai povero"

Vediamo i parametri che mi sono stati consigliati e che ho trovato molto interessanti:


TI PIACE/TI DIVERTE? Ti piace e ti appassiona ancora?

POTREBBE AVERE PIU' VALORE DOMANI? Qual è il valore a lungo termine del business? E’ possibile che, nonostante ti stia dando tanti mal di testa, nel futuro il suo valore si apprezzerà ancora?

SEI IN RISERVA COME ENERGIA EMOZIONALE? Hai ancora energia a livello personale da dedicare a questo progetto?

FA UTILI E CASH FLOW POSITIVO?  Sta marginando? Marginerà ancora e per quanto tempo?

DELEGABILITA' E’ delegabile? (cioè qualcun altro se ne può prendere cura e tu ti dedichi ad altro)?

E infine: 

Cosa dice il tuo istinto?

A tutti questi io mi sento di aggiungerne un altro, secondo me, molto importante:

RISORSE UMANE GIUSTE Hai le risorse umane giuste (o è realistico riuscire a recuperarle) che ti servono per portare questo progetto al di là della zona dei mal di testa? Se la risposta a questa domanda è “no”, secondo me si deve vendere subito.

Devo dire che questo esercizio mi ha aiutato a capire che uno dei fattori che io prendevo in considerazione spesso, era invece un fattore ingannevole ed era il seguente:

“Se abbandoni deluderesti qualcuno?”

Non è che dica che questo punto sia totalmente da trascurare però nel confrontarmi con voi mi sono reso conto che nel passato l’avere una grande attenzione a questo punto ha costituito uno dei punti di mia debolezza come imprenditore ma anche come persona. Anzi, spesso le persone che ho cercato di non deludere, sono state quelle che poi mi hanno lasciato nei guai. Molto meglio usare i parametri di cui sopra.

Farò un paio di riflessioni e sicuramente vi terrò aggiornati sulla mia decisione.

Grazie a tutti per il prezioso aiuto, molto open source.

Paolo Ruggeri 


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24/09/2015

Il problema dell’internazionalizzazione e anche, in generale, del fare business in Italia è quello di riuscire a causare un effetto sul mercato. Le persone che si lamentano non riescono a causare un effetto reale.

Gli imprenditori realmente coraggiosi invece non si lamentano, non lasciano i progetti nel cassetto, ma si muovono per perseguire i propri sogni. Chi causa un effetto sul mercato compie azioni concrete.

Il risultato si ottiene facendo sacrifici, tentando più e più volte, fino a quando non si realizza qualcosa di concreto. La differenza la fa la determinazione, la fermezza che ti consente di provare e riprovare, superando le difficoltà e le frustrazioni che ti assalgono quando vedi che i risultati non arrivano subito. E’ proprio quella la linea che separa chi riesce da chi non riesce: provare una volta ancora, nonostante le difficoltà. Se provi una o due volte e poi lasci che i tuoi sogni si spengano a causa dell’insuccesso, non p otrai riuscire a causare un effetto sul mercato e finirai tra le fila di imprenditori che si lamentano.

Anche la più piccola delle aziende del futuro dovrà avere una vocazione internazionale. Gli italiani nel mondo sono 60 milioni, cioè quasi quanto la popolazione del nostro paese. Le nazioni intese come una volta non esistono più.

E’ necessario guardare oltre i confini nazionali. E per riuscire ad avere successo all’estero devi uscire da una condizione in cui ti senti effetto di cause esterne ed entrare nella logica del sentirsi la causa del proprio successo o insuccesso. Se non hai i collaboratori giusti, la causa sei tu. Se non riesci a guadagnare abbastanza, la causa sei tu e non il mercato. Se ti senti effetto, invece, darai la responsabilità di tutto a cause esterne e perderai la possibilità di controllare il tuo futuro da imprenditore.

Il business si divide in due grandi categorie: chi fa le cose e chi aspetta che le cose accadano. Prova a indovinare chi ottiene il successo.

Ci sono nove passaggi da cui devi partire per internazionalizzare la propria impresa:

1) Fai un sito internet per il paese in cui intendi operare: A chi mi chiede di andare negli Stati Uniti e avviare un’attività, la prima cosa che consiglio è fare un website in inglese. Già da qui si nota chi vuole fare e chi invece non desidera realmente causare un effetto sul mercato. Quelli che temporeggiano e non fanno il sito internet non riusciranno mai ad internazionalizzare la propria azienda. Come fa un’azienda americana a fidarsi di te se non hai neanche un sito in inglese? Una volta il direttore del personale di una delle mie aziende mi disse “Dai ad un collaboratore in difficoltà un compito semplice. Se non riesce a fare neanche quello allora è il momento di eliminarlo!”. Parti da una cosa semplice: fai il sito!

2) Recati fisicamente nel luogo e studialo:A volte andando nel posto in cui desideri avviare l’attività ti rendi conto che le cose in realtà non sono esattamente come le avevi immaginate. Se non studi bene di persona il posto in cui desideri operare rischi di commettere errori davvero madornali, che spesso sconfinano in situazioni che sfiorano il ridicolo. Vuoi aprire una catena di ristoranti nel New Jersey? Sappi che lì piacciono gli spaghetti col ketchup…terribili? Si, ma se loro vogliono quello…quello gli devi dare!

3) Trova risorse locali: Parla con aziende italiane del tuo settore che ci sono già state o con altre aziende di settori attigui. Gli italiani, in particolare, creano comunità e si aiutano a vicenda in operazioni di business internazionali. Cerca dei partners, quali consulenti locali, contatta la camera di commercio, cerca dei soci in loco. Se potessi de localizzare acquisendo come clienti aziende italiane sarebbe una buona partenza.


4) Sii committed (impegnato ma anche “compromesso”): A volte le persone non sono efficaci perché non hanno problemi abbastanza grandi da risolvere. Affronta le difficoltà. Quando lo spagnolo Cortes sbarcò in Messico per conquistare il sudamerica si accorse che i suoi uomini avevano posizionato le navi con la prua verso il mare per essere pronti a fuggire nel caso le cose si fossero messe male. Cortes fece bruciare tutte le navi e alle lamentele dei suoi soldati rispose “Vinceremo e torneremo a casa con le navi del nemico!”


5) Stanzia un budget sensato: Alcune persone vogliono internazionalizzare perché sono in difficoltà in Italia. Quello che succede, in questi casi, è che quei pochi soldi che sono rimasti vengono spesi senza profitto e senza risultati. L’80% delle aziende italiane che vanno negli USA non resistono più di due anni. La mancanza di budget sensato è la causa di questo risultato. Niente è gratis e niente si costruisce senza risorse.


6) Sii pronto a recartici spesso (anche una volta al mese): Devi essere disposto seguire clienti, formare persone, gestire la situazione


7) Costruisci una struttura semi autonoma in Italia: Devi avere delle solide basi di partenza in Italia. Se è necessario che tu sia presente in Italia per il corretto funzionamento delle attività nel paese di origine, allora non potrai concentrarti adeguatamente sullo sviluppo di attività all’estero


8) Assumi gente del posto: Le persone del posto ti possono consigliare su alcune regole che tu, non conoscendo a fondo la cultura del posto, potresti ignorare. Si tratta di conoscere la cultura e le usanze del posto che ti permettono di evitare errori grossolani dovuti alla mancanza di conoscenze della società e delle convenzioni sociali.
«Anche se parlano lingue simili e vestono più o meno allo stesso modo, le persone di altri Paesi sono profondamente diverse da noi» Guarda questo prodotto dell’ikea! Secondo te uno statunitense si metterebbe in casa un oggetto con un nome del genere? (se non conosci l’inglese “full” sta per “pieno” e “fart” per “puzzetta”…ops!)


9) Non pensare che quello che vendi in Italia lo potrai vendere pari pari: I gusti delle persone in altri paesi sono diversi, ci sono altre esigenze, altre necessità. Devi sapere ciò che piace e ciò che non piace. Per sapere cosa piace devi fare sondaggi e ricerche di mercato. Ricordi gli spaghetti?


10) Non arrenderti mai: Internazionalizzare rende la tua azienda più forte anche in Italia perché acquisisci nuove competenze e ti verrà naturale alzare l’asticella degli obiettivi da raggiungere.

Come diceva un noto spot della HSBC: «crediamo che nel futuro anche la più piccola delle aziende dovrà essere una multinazionale»

Paolo Ruggeri



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27/08/2015

Ci sono tanti modi attraverso i quali un individuo può prosperare. Le aziende si dividono in due categorie: chi si muove per sopravvivere e chi si muove per prosperare. La tua azienda, ovviamente, dovrebbe cercare la strada verso la prosperità.

Ma cosa distingue chi prospera da chi sopravvive?

Chi sopravvive è concentrato sulle tattiche. Si occupa di controllare i costi, di organizzare, si concentra sul presente. Chi prospera invece ha una visione chiara del futuro, anticipa le necessità, capisce dove sta andando il mondo e si inserisce sulla scia del cambiamento per ottenere il successo.

Dove sta andando il mondo? Cosa cercano oggi le persone?
- Vite più lunghe e salutari
- Organizzazione che abbiano uno scopo
- Impegno per aiutare la comunità
- High Tech con High Humanity
- Trasparenza e onestà
- Organizzazione di vita flessibile
- Apprezzamento della bellezza della natura
- Cultura, codici e norme universali. apertura verso il mondo, mentalità cosmopolita

Trends:

- Efficienza e semplificazione: cosa fai per semplificare la vita ai tuoi clienti? Un esempio? Le piattaforme online dove poter ordinare direttamente online cibo da asporto da tutti i ristoranti presenti in zona.
- Brand di fascia alta o che abbiano una valenza internazionale: che promessa fai ai tuoi clienti? Cosa rappresenta il tuo marchio? Quali valori vengono associati ad esso?
- Marketing tridimensionale: i clienti devono amare ciò che fai, in modo che siano essi stessi a promuovere la tua azienda. Non è più un rapporto tra te e il cliente, ma è un rapporto tra te, il cliente e gli altri clienti. Quando vado in giro con il mio i-phone 5 incontro in giro un sacco di persone che mi chiedono “Ma perché non ti compri il 6?”
- La crescita dell’intangibile: La maggiore crescita non deriva più da prodotti fisici, ma da ciò che è intangibile. Uber è la più grande compagnia di taxi al mondo, ma non ha nemmeno un’auto di proprietà. Il più grande negozio al mondo non ha un magazzino (Alibaba), il più grande centro di alloggi non possiede immobili (booking.com), i più famosi proprietari di contenuti media non creano contenuti (facebook, youtube)

La direzione verso cui sta andando il mondo è l’intangibile. Della tua azienda, qual è il fattore intangibile più importante? Qual è la visione, lo scopo della tua impresa? Se perdi la tua visione perdi l’intangibile ed entri in una condizione di sopravvivenza.

Qual è il tuo scopo? Il tuo lavoro e il tuo scopo personale dovrebbero essere allineati. Non puoi pensare di occupare la maggior parte del tuo tempo su qualcosa in cui non credi, che non desideri. I milionari diventano tali facendo qualcosa che piace loro.

Ma se tu raggiungessi tutti i tuoi scopi, cosa succederebbe? Hai mai pensato allo scenario che si potrebbe delineare nel mondo, se tu riuscissi a trasformare il tuo sogno imprenditoriale in realtà?
Identificando la tua meta, si dovrebbe accendere una scintilla. Se metti a fuoco il tuo vero obiettivo ultimo, si sprigiona una grande carica motivazionale.

Se invece ci si sente bloccati o in una condizione di assenza di progressi si dovrebbero esaminare gli scopi originali che probabilmente sono stati abbandonati.

Se ti circondi di persone di valore, che sono allineate alla meta finale che desideri raggiungere, riesci a ottenere una grande crescita, tanto che, alla fine, riuscirai a realizzare la tua visione, ciò per cui hai deciso di fondare la tua azienda.

Siamo tutti nati per realizzare grandi obiettivi, sii fedele alla tua missione.

Paolo Ruggeri


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28/07/2015

Vorresti avere uno strumento in grado di misurare, con un errore prossimo allo 0, la capacità che ha una persona di produrre valore per la tua azienda? Quanto sarebbe utile per capire il potenziale dei tuoi collaboratori o dei candidati che stai per assumere?

Ora puoi...e anche Il sole 24 Ore parla di noi!

CLICCA SUL LINK QUI SOTTO PER LEGGERE L'ARTICOLO DIRETTAMENTE DAL SITO DEL SOLE 24 ORE:

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-07-24/quanto-sei-manager-test-made-italy-venduto-americani-165132.shtml?uuid=ACGsy6W
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09/07/2015

Esistono degli eroi moderni. Sono gli imprenditori delle piccole e medie imprese italiane che battono la crisi. Mentre tutti si lamentano della situazione economica loro investono, innovano, promuovono, commercializzano e portano a casa i risultati.


Sono in pochi a riconoscere il loro vero valore. Personalità miopi e politici ignoranti arrivano a definirli evasori, approfittatori, violatori di regole, persone che si arricchiscono a spese altrui ma la verità è che se il nostro paese cresce ed ha ricchezza è proprio grazie agli investimenti e agli sforzi di queste persone e non certo grazie alle manovre finanziarie di questo o quel governo.


Nessuno li ringrazia, ma la maggior parte dei posti di lavoro che vengono creati non dipendono dall’ultimo decreto o legge del parlamento in materia di occupazione (che anzi spesso complica le cose), ma dagli sforzi e dagli investimenti economici di questi individui.


Tranne rare eccezioni, le associazioni di categoria non li tutelano in quanto preferiscono sostenere la grande impresa, ma loro fanno fronte anche da soli: d’altronde per loro è normale, hanno sempre dovuto contare solamente sulle loro forze.


I telegiornali e i mezzi di informazione parlano raramente di loro a meno che non siano stati coinvolti in qualcosa di losco o drammatico. Sono una maggioranza silenziosa cui non piace apparire: allo studio televisivo o al “salotto buono” loro preferiscono il laboratorio, la fiera o la sala mostra. Anche se l’80% dei posti di lavoro nella tua città è molto probabile che sia stato creato proprio da loro, raramente li vedrai partecipare a qualche trasmissione di carattere economico. È raro, infatti, che qualcuno chieda loro un parere su cosa servirebbe per far andare meglio le cose.


Sono tutti pronti ad accusarli, a chiedere, a pretendere, a rivendicare. Pochi invece capiscono la grande importanza che hanno per la nostra società e per le nostre vite. Infatti, se si fa eccezione per quelle che vivono di politica, probabilmente non esiste famiglia nel nostro paese che non debba almeno una parte della sua stabilità economica al rapporto con una delle loro aziende.


Fare il piccolo imprenditore nel nostro paese non è facile. Per farlo si devono superare una miriade di ostacoli, la maggior parte dei quali inutili in quanto creati da chi, a onor del vero, dovrebbe agevolarli e dar loro una mano: una burocrazia e un governo che impongono regolamenti assurdi, un’alta imposizione fiscale e servizi non sempre all’altezza della situazione. Se a questo si aggiunge un sistema educativo che tende ad instillare nelle giovani leve una sorta di diffidenza verso tutto ciò che è privato e legato all’iniziativa imprenditoriale, ci rendiamo conto di quali siano le resistenze, anche culturali, che queste persone si trovano ad affrontare tutti i giorni.


Ciò nonostante continuano ad investire, a ricercare, a tentare di innovare, ad assumere e a progettare il futuro delle loro aziende. Per farlo superano difficoltà inimmaginabili, dalla mancanza di soldi, agli orari spaventosi, al fatto di dover spesso e volentieri trascurare le proprie famiglie.


Io penso che noi non celebriamo a sufficienza questa persone. Indubbiamente sono un asset importante del nostro paese, ciò nonostante è raro che qualcuno li ringrazi. È per questo motivo che voglio celebrarli.


Queste sono persone che non si ritirano davanti a niente, che hanno coraggio da vendere e per le quali nutro una profonda e sincera ammirazione.


A loro devo molto. Sono delle persone speciali.


Paolo Ruggeri

Tratto dall'introduzione del libro "Piccole e Medie Imprese che battono la crisi". Richiedi subito la tua copia all'indirizzo http://www.paoloruggeri.it/shop.asp?idp=49



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09/07/2015

Ieri sono stato invitato come relatore alla sessione di Alessandria/Torino della Business School MBS I Profile. 

Il mio compito era parlare dei componenti della resilienza individuale e di gruppo. 

Ho trovato un gruppo di imprenditori appassionati e tanto desiderio di crescere e di fare la differenza. 

Un grazie a Anna Marras per l'invito. 

Diapositive allegate. 

Paolo Ruggeri 

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25/06/2015

Perché in azienda è necessario parlare all’anima delle persone? Il motivo è che se non parli muovendo le emozioni i messaggi non arrivano agli altri o arrivano solamente in parte.

Le persone a volte non sono ricettive, commettono errori e non operano nel modo corretto. Il motivo di questa inefficacia è la paura. Le persone hanno paura di fare delle scelte sbagliate.

Il fatto è che per stare bene bisogna avere coraggio ed essere pericolosi. Pericolosi nel senso buono del termine. Pericolosi perché valiamo, perché le nostre decisioni possono cambiare davvero le cose.
Ma come posso parlare all’anima delle persone? Come si può parlare ad un’entità immateriale che non esiste? L’anima comprende solamente il linguaggio delle anime. Non bisogna comunicare con gli altri attraverso il linguaggio delle cose da fare o del fatturato. Per entrare davvero in comunicazione con gli altri bisogna parlare all’anima utilizzando il suo stesso linguaggio.

1) Eleva il messaggio: secondo Platone l’anima è per sua natura simbolo di purezza e spiritualità, in quanto affine alle idee. Devi parlare con purezza, coraggio e amore e sincero interesse per gli altri. Devi avere fede, intesa come credere in quello che non si vede.

Per esempio, se vogliamo ridurre i costi, non puoi dire semplicemente “dobbiamo ridurre i costi”. Se dici invece “Salviamo risorse per fare le cose che faranno la differenza per la gente” stai parlando all’anima. O ancora dire “facciamo più clienti nuovi” potrebbe risultare inefficace, mentre se dici “Portiamo il verbo nel mondo e miglioriamo la vita di un maggior numero di persone” stai parlando all’anima e il messaggio verrà recepito maggiormente.

Dire “Facciamo marketing” non va bene, mentre se dici “un essere è vivo nella misura in cui comunica” stai trasferendo in modo efficace un messaggio.

In poche parole, stai dando un valore aggiunto, un elemento di importanza sociale a cose che altrimenti sembrano confinate al mondo materiale. “licenzia i collaboratori inefficaci” -> “dimostra di credere davvero nei valori in cui professi”. Devi essere coerente tra messaggio espresso e comportamento.

2) Credi in modo radicale: Devi essere veramente convinto in ciò in cui credi, perché solo attraverso la convinzione vera puoi trasformare in realtà ciò che pensi e ciò che dici.


3) Parla al vero individuo: Per essere efficace nella comunicazione devi parlare alle persone non per come sono ma a come potrebbero essere. Comprendi le potenzialità di chi ti sta di fronte. Entra in contatto con la parte migliore degli altri, nella loro purezza in quanto la vera anima è così.


4) Parla dal cuore: Parla delle cose che ti fanno battere il cuore. Per emozionare gli altri devi parlare di cose che ti fanno emozionare.


Noi viviamo una grande battaglia, la battaglia è tra universo materiale e universo spirituale. Devi parlare pensando al futuro, perché facendo così metti in moto la tua capacità di creare e dare forma a ciò che ti circonda.

Paolo Ruggeri







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21/06/2015

Ho passato due giorni con i manager della Kemon Spa di Perugia a parlare di Leadership e di Gestione del Personale. Due giornate molto interessanti, divertenti e con belle persone. 

Le diapositive sono allegate. 

Paolo Ruggeri 

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10/06/2015

Ieri ho avuto occasione di visitare l'azienza Doxal www.doxal.it 

Doxal è un'azienda italiana che produce integratori alimentari hi tech per gli allevamenti. 

Prima di questi ultimi giorni non avevo mai avuto modo di conoscere davvero questa azienda. Visitandola ho incontrato una eccellenza del nostro Paese. Servono numerosi dei leader di mercato e i loro prodotti sono considerati all'avanguardia in tutto il mondo. 

Oltre il 50% del fatturato viene sviluppato all'estero. 

Le slide della mia presentazione alla Rete Vendita sono allegate. 

Paolo Ruggeri 

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29/05/2015

Il prossimo grande progetto della mia azienda, Osm Kids: Una serie di fumetti per bambini per portare i principi della prosperità alle generazioni future. Se si vuole cambiare l'Italia bisogna partire da quelli che saranno gli adulti di domani. Lavorando sui prossimi decenni, in poche mosse possiamo cambiare il mondo.

Paolo Ruggeri
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21/05/2015

La resilienza è la capacità di un gruppo o di un individuo di riaccendersi. In un gruppo, quando si parla di resilienza, si parla solamente di una cosa: ENTUSIASMO. L’entusiasmo è la chiave. E’ necessario l’entusiasmo di tutti e, soprattutto, che non ci siano, all’interno di un gruppo, elementi che smorzano l’entusiasmo.

I gruppi che vanno bene non sono necessariamente composti da persone abili. Esiste un fattore più importante, rispetto alle abilità. Un gruppo prospera quando gli elementi che lo compongono provano ammirazione e stima gli uni nei confronti degli altri. L’abilità è un fattore che interviene in un secondo momento, ciò che fa la differenza è il feeling, la predisposizione ad andare d’accordo all’interno del gruppo.

Le persone che hanno maggior feeling sono quelle in grado di creare qualcosa dal niente. L’armonia di gruppo, se diretta verso fini comuni, è in grado di liberare un’energia straordinaria. Se l’armonia interna è anche accompagnata da abilità individuali, allora è possibile raggiungere qualsiasi risultato.
Al contrario, un’azienda non armonica, dove manca la fiducia e la comunicazione tra individui, tenderà ad implodere su sé stessa. Ci sono infatti delle situazioni in cui le cattive notizie vengono prese, a livello individuale, nel modo sbagliato.

Il singolo individuo che non ha resilienza, che non è in grado di gestire le difficoltà, può portare a delle difficoltà collettive del gruppo. Il singolo, per essere resiliente, deve essere indipendente, la sua felicità deve provenire da sé stesso, deve essere centrato. Se una persona non è indipendente non è in grado di inserirsi con successo in un gruppo, dove vi sono delle dinamiche di interdipendenza.

La qualità dei rapporti interpersonali deve partire dal leader, che deve saper trasmettere i valori e l’armonia all’interno del gruppo.

Gli ingredienti dell’armonia, all’interno dell’azienda, sono:
- Decisione: alla base di tutto ci devono essere valori, regole, funzioni e ruoli chiari. Deve esserci un organigramma e ognuno deve sapere cosa deve fare.
- Leader deciso: ci sono cose che devono essere fatte e cose che non devono essere fatte. Il leader decide cosa si può o non si può fare. Deve essere sicuro delle sue scelte e deve trasmettere questa sicurezza ai collaboratori.

Lo star bene con gli altri nasce dall’ammirazione e dalla stima verso gli altri. La tua ammirazione per gli altri individui e per le cose che ti circondano è l’energia che ti permette di vincere. La vera forza di un gruppo, la vera resilienza è l’affetto e l’ammirazione verso gli altri.

Paolo Ruggeri



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29/04/2015

Oggi, sono stato ospite di Marco Capobianco www.marcocapobianco.com e del fantastico team di OSM Sicilia. 

Ho tenuto una presentazione a Ragusa e una a Siracusa a gruppi di imprenditori motivati e carichi. 

Ringrazio Marco e OSM Sicilia per la fantastica organizzazione. 

Diapositive in PDF allegate (chi desideri il PPT, scriva a info@paoloruggeri.it

Paolo Ruggeri 

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24/04/2015

Ieri sera, di fronte a una platea bella e vivace, ho partecipato alla serata di lancio di I-Profile Chieti, www.i-profilech.it la nostra nuova sede finalizzata a dare servizio alle aziende del Centro Sud dell'Abruzzo e del Molise. 

I nostri partner locali, Angelina Castillenti e Mario Tasso, sono persone eccezionali, imprenditori e manager con decenni di esperienze di successo. 

Durante la mia presentazione ho parlato di come si cresce nonostante la crisi. 

Le diapositive dell'intervento (in PDF) sono allegate. Se necessitate il PPT, scrivete pure a info@paoloruggeri.it 

Paolo Ruggeri 

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24/04/2015

Spesso parliamo di come gestire al meglio la propria azienda, di come motivare i propri collaboratori, della capacità di creare alleanze e, in generale, di fare impresa.

Ma una volta che hai avviato un’azienda che funziona, ti sei mai chiesto cosa puoi fare per dare maggiore valore al denaro che sei riuscito a ricavare attraverso le tue capacità come imprenditore? Ti sei mai chiesto come puoi costruire e far fruttare un capitale? Perché oltre a far lavorare i tuoi collaboratori devi iniziare a far lavorare anche i soldi che ti guadagni tu! Non lasciarli oziare sul tuo conto corrente!

Io quest’anno ho fatto delle operazioni davvero importanti, che mi hanno permesso di accumulare grandi quantità di denaro in poco tempo e con “poco” sforzo. Ho investito in borsa, ho acquistato immobili negli Stati Uniti e ho fatto in modo che le aziende che gestisco aumentassero il fatturato. Non parlo per partito preso. Non voglio fare il financial coach. Ma ho letteralmente guadagnato centinaia di migliaia di euro con queste operazioni e voglio trasmetterti come!

Ciò che ho fatto io non è detto che sia il modo migliore per far fruttare il capitale. Però con me ha funzionato e quindi credo possa funzionare anche con te che stai leggendo.

Come prima cosa è necessario porsi una domanda molto importante: Hai un capitale? Se non hai un capitale devi costruirlo. Un capitale lo costruisci con un’impresa o con una professione. Se non hai un capitale puoi ottenerlo se sfrutti le tue capacità professionali o imprenditoriali:

- Risolvi un problema: per costruire un capitale devi fare qualcosa, un prodotto o un servizio, che sia richiesto dal mercato. Guarda cosa serve alla gente e trova il modo di fornirglielo
- Scambia in abbondanza: Ciò che dai oggi, prima o poi ti ritorna moltiplicato. Tratta bene amici, clienti e costruisci reti solide di alleanze
- Eccitazione: Sii sempre curioso e motivato, sfrutta le emozioni a tuo favore
- Controlla i costi: Studia e comprendi a fondo come si fa ad attuare un controllo di gestione efficace, per la tua azienda ma anche per te stesso.
- Cash flow: Assicurati che le entrate siano sempre maggiori delle uscite.
Quando hai trovato un metodo che ti permette di fare soldi, quando hai creato qualcosa che genera capitale, devi duplicare quel sistema che ti ha consentito di ottenerlo.
Jim Rohn sostiene che ”I ricchi investono i loro soldi e spendono ciò che rimane. I poveri spendono i loro soldi e investono ciò che rimane.”
Una volta che hai un capitale, per farlo fruttare ci sono delle regole che dovresti seguire:
- Non comprare mai qualcosa per speculazione. Se lo fai puoi vincere o puoi perdere. Spesso ci perdi.
- Compra solo qualcosa che vorresti tenerti per sempre.
- L’istruzioneè il miglior investimento possibile per un individuo.

Sottolineo l’aspetto dell’istruzione. Il miglior rendimento che ho avuto nella mia vita è stato grazie al periodo che ho passato, sottopagato, negli USA. Non accumulavo denaro, ma accumulavo delle competenze che in seguito mi hanno permesso di guadagnare molti soldi.

Ora parliamo di cose serie: fai fruttare il tuo denaro

Partiamo da una cosa: far fruttare i soldi non significa metterli in un fondo pensione. Per carità. Mettere i soldi nel bidone e fare un falò sarebbe peggio. Però adesso ti spiego come funzionano le assicurazioni:




Ecco il piano pensione che mi hanno proposto:
«Se ci dai 100,000 euro e ce li lasci per vent’anni, tra vent’anni ti pagheremo 400 euro al mese finché campi» Che tradotto dal dizionario assicurazionese italiano: ««Se mi dai un cavallo, io lo uso per vent’anni, poi tra vent’anni te lo lascio usare quando ti serve e, quando muori, me lo riprendo».

Ok, partiamo con le cose serie...

OBBLIGAZIONI

Le obbligazioni sono un sistema per fare soldi. Un’obbligazione è un titolo di debito che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all'emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma. Non è un gioco, i soldi si perdono davvero. Se presti soldi a qualcuno che fallisce, perdi i soldi che hai investito, o almeno parte di essi.
Per questo tieni a mente questa regola fondamentale: usa i soldi che non ti servono per vivere. Non ti “giocare” i soldi per l’apparecchio di tuo figlio!”

Le obbligazioni possono essere titoli di stato o di aziende. Sui titoli di stato paghi tasse per il 12,5%, mentre sulle obbligazioni di aziende paghi il 20%. E’ un rischio? Certo, lo è. Nulla viene dato gratis. Ma, se per esempio compri delle obbligazioni di uno Stato, quanto puoi rischiare? Quanti Stati sono falliti dal 2008 ad oggi? Quante aziende non hanno ripagato le loro obbligazioni?

Io credo fortemente che i media dipingano un quadro molto più grave di quella che è la realtà delle cose. Devi entrare nel mercato nei momenti di bassa. Puoi diversificare il rischio, ovvero se compri obbligazioni di diversi paesi ad alto rendimento, è molto improbabile che falliscano tutti contemporaneamente. E anche quando falliscono, comunque non perdi tutti, perché mediamente gli stati rinegoziano il loro debito rimborsando mediamente il 30-35%.

Anche operando con valute differenti puoi guadagnare. Puoi operare in euro ma anche in dollari, sterline, o altra moneta. Il Franco svizzero e lo yen tendenzialmente non rendono nulla, la sterlina e il dollaro neozelandese tendono ad essere stabili. La lira turca (TRY) e il Rand sudafricano sono molto rischiosi, personalmente ti sconsiglio di puntare su queste ultime due valute, rischi di farti male. Cerca di comprare obbligazioni che sono deprezzate per qualche motivo o che comunque abbiano un buon rendimento. Compra solo quello che terresti

Esistono fonti di informazione per sapere quali obbligazioni comprare? Un consiglio: fai il contrario di quello che ti dice l’Economist (ogni articolo ha una motivazione economico-politica). Segui google news e cerca di capire le tendenze del mondo (attento che gli USA hanno tanta stampa che influenza l’opinione pubblica volontariamente). Il mondo un giorno fallirà ma ho sempre perso soldi scommettendo sul fallimento.

Ecco il mio protafoglio:



NASDAQ

Al Nasdaq puoi comprare azioni, cioè quote di proprietà, di aziende innovative, generalmente USA.
Compra solo le azioni di aziende che ti piacerebbe possedere. Vorresti essere un azionista, per quanto minoritario, di Google. C***, io si! E sono convinto che sarà una di quelle aziende che cambierà, se già non lo sta facendo, il mondo. Cerca di trovare aziende che ti piacciono cui recentemente le cose non siano proprio andate bene a livello di valore dell’azione. Se puoi capisci cosa ha determinato quel calo, quindi acquista e aspetta che le azioni salgano.

Fai un fondo di più azioni, così diversifichi il rischio. Investi anche in Europa su belle aziende sottovalutate. Le banche, personalmente, le evito. Non appena hai guadagnato un po’ di soldi, vendi e scappa, a meno che tu non creda che quell’azienda possa fare davvero il botto.

IPO

Le IPO sono aziende che sono entrate di recente nel mercato azionario. Si tratta di aziende emergenti che hanno deciso di collocare i suoi titoli azionari su un mercato regolamentato per aprire il suo capitale a nuovi azionisti. Spesso le IPO, dopo un periodo breve di stasi, aumentano di valore.
Prossime IPO interessanti, su cui io investirei:
- Pay Pal
- BurgerFi


REAL ESTATE

Compra solo ciò che ti piace. Devi chiederti, tu ci andresti a vivere? Un immobile ha valore se, affittandolo, rende almeno il 3-4% netto all’anno. Devi avere una rendita annuale di una certa consistenza altrimenti lascia perdere. Compra se è un posto che ti piace davvero e vedi che l’immobile ti arriva a prezzo basso. Se hai i soldi compra tutto quello che ti piace perché aumenterà in valore. In fin dei conti devi pensare che ciò che piace a te, molto probabilmente piacerà anche ad altri. La compreresti una casa a Miami? Io si, e ne ho prese parecchie. Mal che vada andrò a farci le ferie d’estate. Comprare la casa a Cologno Monzese sperando di specularci? Io personalmente non lo farei

Investire in immobili all’estero:
a) Ricordati le regole
b) Se puoi, non comprare da italiani a meno che tu non li conosca già
c) Se compri negli USA, utilizza Zillow.com che ti fornisce indicazioni preziose. Quello qui sotto è stato uno dei miei ultimi affari


In generale cerca di capire dove andrà il mondo tra tre o quattro anni e investi tenendo in considerazione quello scenario. Compra ciò che ti piace e non sbaglierai. Ora vai e incomincia a far lavorare i tuoi soldi!


Paolo Ruggeri


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19/04/2015

Venerdì e Sabato ho partecipato in un luogo incantevole alla Convention del Gruppo Tailorsan www.tailorsan.it una PMI Italiana che batte la crisi e sta crescendo in modo imponente. 

Parte del suo successo è dovuta alla guida di un bravissimo condottiero come Loris Talone. Anche l'avere uno staff marketing e commerciale di valore che sforna a ripetizione nuovi strumenti per l'espansione aiuta. 

Mi ha molto colpito il tono emotivo del gruppo. Un'azienda dove certamente si discute ma dove il criticismo è assente e si respira un clima straordinario. Bravi! 

In allegato le diapositive del mio intervento sulla crezione di un gruppo. 

Paolo Ruggeri 

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17/04/2015

250 persone. Una bellissima serata!
Allego le slide di presentazione

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23/03/2015

Maurizio Melfa è un imprenditore di 44 anni, con la sua azienda la Meic Services di Gela ha avviato in Sicilia la distribuzione di metano anche per autotrazione, gestisce una formazione di pallavolo che milita nel campionato nazionale di B1 e da oggi si candida, con una lista civica, a diventare sindaco della sua città.

Guidato da un forte senso dell’etica e della responsabilità, Melfa, vuole dare un contributo attivo al miglioramento della vita dei suoi colleghi imprenditori e di tutti i gelesi.

Signor Melfa, perché dedicarsi alla politica?
La ragione è molto semplice, io voglio riscattare questa città, voglio vedere i miei colleghi imprenditori e i miei concittadini che ritornano a sognare.


Perché? Oggi non sognano più?
No, sono abbattuti e prostrati da un sistema di politica locale che di fatto blocca lo sviluppo e, di conseguenza, il benessere delle persone. Gela sta rischiando di morire. Come imprenditore e cittadino sento il dovere di fare qualcosa, e penso che lo stesso dovrebbero fare anche gli altri imprenditori. Non è più il momento di dare mandato ai soliti politici. Abbiamo una società al collasso. Sono certo che siamo di fronte ad un’emergenza sociale, con famiglie sradicate dal loro territorio in cerca di occupazione. Gli attuali politici sono garanti del cosiddetto “voto scambista”. La città non cresce per colpa di questi individui capaci solo a bloccare ogni iniziativa imprenditoriale. Il politico chiede il consenso in cambio di un favore. E’ questo il vero male della nostra società. I nostri diritti sono sanciti dalla costituzione.


Come sarebbe la sua ‘nuova politica’?
Innanzitutto io credo che la politica sia fondamentale e non possa più continuare a vivere secondo schemi che privilegiano gli interessi di pochi a scapito della vita di molti. Da imprenditore, abituato a lavorare per il benessere della mia azienda e dei miei dipendenti, mi impegnerei innanzitutto a guidare la città seguendo due criteri imprescindibile per il buon governo: efficienza e managerialità.


E questo, mi scusi, ma lo dicono un po’ tutti…
Può darsi, ma alla fine nessuno lo fa, e sa perché? Perché chi oggi ci amministra ha perduto di vista il valore fondamentale che deve, dovrebbe, guidare ogni uomo: l’etica. E’ proprio da qui che io invece voglio ripartire: da una solida etica e da un sistema valoriale giusto ed equo. La degenerazione della quale siamo stati spettatori non può continuare, l’iniquità, il privilegio, la malapolitica, per dirla con una parola, devono scomparire, e questo è il momento giusto per cambiare.


Lei parla di etica nella politica, ma come imprenditore lei può definirsi etico ed equo?
Da tempo io seguo questa strada, cioè mi impegno affinché nella mia azienda l’etica sia il primo valore. Ho lavorato innanzitutto per creare una famiglia in Meic Services. Una famiglia della quale tutti si sentissero responsabili. Se oggi posso pensare di dedicarmi alla politica lo devo proprio all’avere centrato questo obiettivo e avere accanto dei collaboratori fidati. Persone straordinarie che, a volte, sono costretto io a mandare a casa al termine dell’orario di lavoro. Sono così attenti e appassionati che verrebbero in ufficio anche la domenica! Anzi, con l’occasione, voglio ringraziarli pubblicamente per quello che fanno.


Lei, nell’annunciare la sua entrata in politica, ha inviato una lettera a 200 imprenditori, cosa ha scritto in quelle righe?
Li ho invitati a ripartire assieme a me, di unirsi a me per contrastare malaburocrazia e malapolitica e meglio interpretare le esigenze della nostra categoria che so essere capace di garantire una forza economica, sociale e culturale.


Lei ha scelto la strada della lista civica, perché?
Perché la ritengo il solo modo per indurre i cittadini ormai disamorati alla ‘politica tradizionale’ di venire a votare il 31 maggio e il primo giugno. Perché anche attraverso questa scelta di civismo voglio scuoterli dalla prostrazione che li ha tenuti lontani dalle urne. Questo è l’errore più grave che si possa fare: non andare a votare giustificandosi con il classico “Tanto non cambia niente”.
Questa volta invece qualcosa può cambiare, con l’etica al centro, tutto può cambiare

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19/03/2015

L’uomo è stato al comando della società per molti anni, perché per generare valore e per guadagnare denaro era necessaria la forza. Che tu fossi un guerriero, un agricoltore o un commerciante, dovevi essere forte, aggressivo e competitivo. Se non possedevi queste caratteristiche la tua sopravvivenza come individuo era in pericolo, o comunque non potevi ottenere una posizione di comando. Oggi la competizione si è spostata su altri ambiti umani. Da un contesto competitivo basato sulla forza, si arriva ad una società le cui dinamiche sono basate sulle idee e sulle alleanze.

Anche le dinamiche interne all’azienda sono cambiate: si è passati da uno scenario aggressivo e competitivo ad uno che premia la collaborazione e la capacità di motivare e generare entusiasmo.

Ma diamo qualche dato. Secondo una ricerca di Ernest & Young emerge che nelle imprese dove c’è almeno una donna nel consiglio di amministrazione si realizzano utili maggiori rispetto a quelle dove le donne sono assenti. Secondo un altro studio, condotto da McKinsey, le società con rappresentanza paritaria nel Consiglio di amministrazione godono di profitti superiori del 56% rispetto alle altre aziende.

Nella società è in atto una femminilizzazione dei valori. Quali sono i valori femminili? Cura, amore interesse, affetto, capacità di sviluppare relazioni interpersonali.

Per continuare a generare valore è necessario quindi cogliere i cambiamenti della società. Se ci pensiamo attentamente anche i simboli del potere cambiano. Ciò che fino a pochi anni fa veniva visto come simbolo di affermazione sociale, oggi non lo è più. L’automobile, ad esempio, non è più un simbolo di potere, non come un tempo perlomeno.

Non si tratta di capire se è più brava la donna o l’uomo, il punto fondamentale è comprendere che ci sono nuovi valori, sempre più determinanti, che appartengono maggiormente al mondo femminile.

- Dall’ autorità siamo giunti a collaborazione e motivazione: la leadership una volta si basava sul modello autoritario, oggi invece il fattore critico di successo dipende dalla capacità di motivare le persone e di sviluppare sinergie.
- La crescita delle emozioni: vi sono diverse scale emotive, chi sa riconoscere le diverse sfumature è avvantaggiato nelle relazioni.
- Networking: Oggi le alleanze costituiscono un vantaggio competitivo eccezionale
- Cura per le altre persone: Il customer care è cruciale per il corretto andamento dell’azienda.
- Capacità di abbattere i muri: Spesso le donne devono lottare per qualcosa, perché i luoghi comuni non permettono loro di fare altro. Devono essere determinate a superare quei muri che a volte vengono imposti da certi luoghi comuni.

In un mercato fortemente caratterizzato dai tratti tipici del mondo maschile, quali attenzione ai dettagli e orientamento verso i risultati economici, la sensibilità tipica del mondo femminile, la capacità di ascoltare e comprendere le esigenze di chi ti sta attorno possono fare davvero la differenza. Le donne sono fondamentali perché possiedono competenze naturali che si integrano perfettamente con quelle dei colleghi uomini.

Questi sono i principali motivi per cui le aziende che hanno nel loro management delle donne riescono ad ottenere risultati economici eccellenti.

Devi essere consapevole di questa traslazione dei valori verso il mondo femminile e adattare le strategie e le dinamiche della tua azienda di conseguenza.

Paolo Ruggeri


 

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