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GUADAGNARE BENE IN CINQUE MOSSE, DECIMA PUNTATA: ELEMENTI DI BASE PER COSTRUIRE ENTRATE PASSIVE

09/06/2019

Arrivato a questo punto, se hai applicato i passaggi precedenti, dovresti trovarti con dei soldi “che ti avanzano” sui tuoi conti personali e starai per cimentarti, da novizio o quasi, nella carriera da investitore. Essendo una nuova carriera questa ti metterà subito al di fuori della zona di comfort, ti sentirai incapace e vorrai tornare “nella semplicità di quello che sai fare bene” così da smetterla di perdere soldi, di dover studiare o di avere sconfitte. Mentre tutto ciò è comprensibile, permettimi di sottolineare che non ti renderà libero.

Ecco i miei indirizzi per questa quarta mossa, prima quelli generali e in seguito alcuni che hanno a che vedere con la costruzione di specifiche entrate passive:

GENERALI

a. Non aspettare di sapere già tutto prima di lanciarti. In questo modo non partirai mai. Parti a fare esperienza con poco denaro e, se puoi, appoggiandoti o cercando di imparare da qualcuno che abbia già guadagnato in quel settore o nella specifica attività nella quale vorresti investire.

b. Frequenta le persone che guadagnano o che hanno tanti soldi e capisci come fanno loro o come investono loro. Probabilmente non avrai i fondi sufficienti per fare gli investimenti che fanno loro ma cmq ti sarà utile per capire.

c. Fai molta attenzione a tutti i consulenti e venditori che incontri per quel che riguarda gli investimenti:
-guadagnano vendendo a te o dividendosi con te una parte dei tuoi guadagni? (nel primo caso è ovvio che non dovresti investire)
-se sono così bravi a investire perché fanno i dipendenti di una banca o di un’assicurazione e non sono già ricchi sfondati?

d. Il forum Forum Finanza Online per me è stato molto utile da frequentare per capire come funzionano gli investimenti e dove investire o non investire. Ci sono tantissime informazioni, sia generali (come funzionano i singoli strumenti: obbligazioni, azioni, fondi, ecc) sia sui singoli investimenti (per esempio come vanno le obbligazioni del Brasile piuttosto che quelle di Telecom Italia o le singole azioni) e spesso gli utenti del blog danno consigli o i loro pareri. Non ti dico che sia oro colato perché non lo è ma per me è un ottimo luogo da cui partire.

e. Devi investire i soldi che ti sono, appunto, avanzati (vedi tutte le regole precedenti) e che quindi puoi permetterti di perdere o di lasciare bloccati anche per lunghissimo tempo (10 anni o più) in dei titoli o in delle operazioni. Questo non è da sottovalutare soprattutto nelle obbligazioni. In gergo si chiama essere “incastrati in una posizione”. Significa che non puoi venderla perché nel breve perderesti un casino ma nel medio o lungo termine pensi che cambierà tutto. Quindi la tieni, prendi le cedole e aspetti tempi migliori. Se, invece, avessi bisogno dei soldi subito dovresti chiudere la posizione.

f. Alcune persone cercano di passare direttamente a questa quarta regola senza aver sudato nelle prime tre “sperando” di prendere una scorciatoia per il successo. Quindi vanno ai corsi sul trading, il forex, ecc, ecc. Di solito perderanno tutto o quasi: non esistono i soldi facili.

OBBLIGAZIONI


Prima è d’obbligo la mia regola principale sugli investimenti finanziari: compra solo titoli che ti piacciono, che terresti fino alla scadenza e cerca di evitare come la peste gli acquisti per speculazione. Su quelli generalmente ci perdi sempre.

Non mi metterò a spiegarti che cosa sono le obbligazioni. Se non sai che cosa sono, è meglio che vai sul Forum Finanza Online e inizi a studiare, PRIMA di investire.

Io compro obbligazioni di Paesi che sono un po’ nell’occhio del ciclone ma che, viaggiando, conosco bene. Se vedo che l’attività economica in quel Paese è florida ma le obbligazioni sono sottovalutate le compro, cercando di averne di almeno tre o quattro Paesi così da mediare il rischio. Evito le obbligazioni in valute strane (prendo solo valute stabili quindi Euro, Dollari, Corone Norvegesi, Dollari Australiani, Canadesi o Neozelandesi e Sterline). Sulle obbligazioni in altre valute (Rand, Lira Turca, Rublo), anche se recentemente ho avuto qualche successo, nella maggior parte dei casi ho perso o ho fatto pari o poco più.

Se non sapessi proprio su cosa investire o avessi tanta paura mi comprerei le obbligazioni della Romania che rendono circa il 3% netto in euro e i Buoni del Tesori Italiani (stessa zuppa della Romania). Guadagnerei poco, il 3%, ma intanto comincio e mi faccio un pochino di esperienza. C’è sempre questa idea che l’Italia è insicura e fallirà ma, secondo me. ciò non accadrà nei prossimi due o tre anni. Se l’Italia dovesse andare male sappi che prima di saltare aumenteranno l’Iva, poi faranno la patrimoniale e in quel caso le obbligazioni salirebbero. Quindi di acqua ne deve passare prima che l’Italia fallisca (Sappi però che dicevano la stessa cosa di Notre Dame…).

Non cerco i grandi guadagni ma cerco il flusso cedolare (la mia statistica è quanto incasso all’anno di cedole).

Quindi ipotizziamo che tu abbia 30.000 euro che metti in obbligazioni. Se prendessi quelle della Romania e dell’Italia avresti messo i tuoi soldi al lavoro. Ogni anno incasserai 900 euro, poca roba – 80 euro al mese - ma avrai cominciato. Ora quelli li lasci perdere e maturare e torni in azienda a produrne degli altri. Così l’anno prossimo ne metti altri 30.000 e poi altri 30 e così via. E intanto fai esperienza e impari a usare strumenti più evoluti che rendono anche qualche soldino in più. Dopo un po’ inizierai ad incassare 400 euro al mese e poi 700 e poi 1000, e così via. Non accade dalla sera alla mattina ma in un po’ di anni vedrai l’effetto valanga.


RENDITE PASSIVE IMMOBILIARI

Compra solo immobili che ti piacciono e nei quali tu stesso andresti a vivere. Altrimenti astieniti. A me, per esempio, non piace il lago e un po’ di anni fa ho comprato un appartamento sul Lago di Garda. Ci ho perso soldi. Poi ho rimediato un po’ affittandolo ma, nel complesso, non è stato un buon affare. Per contro a Miami, che mi piace molto, ho comprato diversi appartamenti anche in condizioni non ottimali che però erano in belle zone, che mi piacevano e ci ho guadagnato soldi.

Comprando per affittare o per fare Airbnb, la principale fonte di guadagno sono gli affitti, però sappi che se compri anche a un buon prezzo aiuta. Cerca di comprare quando tutti vendono ma non per speculazione ma perché vedi che quell’appartamento a quel prezzo è un affare. Quattro mesi fa il mio agente immobiliare mi ha proposto un monolocale vicino al mare a Miami Beach a 120.000 dollari (circa 105.000 euro). Io sapevo che quell’appartamento un anno prima veniva venduto a 160-170.000 dollari e l’ho comprato assieme ad alcuni soci. Tra due o tre anni sono sicuro di rivenderlo a 160-170. Intanto l’ho già affittato e incasso gli affitti.
Dagli affitti io punto a un 4-6% di ritorno netto all’anno, con l’acquisto di un appartamento che potrebbe rivalutarsi. Se non c’è possibilità di fare almeno il 4% netto all’anno, non compro.


AZIENDE CHE PRODUCONO DIVIDENDI


Alcune le puoi comprare in borsa (vedi Eni, Enel, ecc) anche se a me queste non piacciono, soprattutto quelle della borsa italiana.

Io costruisco aziende con i miei collaboratori o con altre persone molto capaci per occuparmi di nicchie specifiche del business. Generalmente queste sono attività nel mio settore o in settori limitrofi al mio, che già in parte conosco. In questo modo fornisco ai miei collaboratori migliori l’opportunità di avere un loro progetto imprenditoriale che gestiranno. Io metto la mia esperienza imprenditoriale, a volte i soldi, i primi clienti, il supporto di marketing, ecc. e tengo una buona parte delle azioni. Per loro è un affare e lo è anche per me.
Oppure incontro persone molto forti in determinati settori con le quali condivido valori e principi e decidiamo di aprire un’azienda, in questo caso di formazione o di consulenza o editoriale, per quel settore.

Essendo molto bravo nella delega (vedi seconda mossa), dopo un po’ di fatica, sudore e disperazione, sono in grado di far funzionare questa attività e quindi delegarla di modo che funzioni da sé. Questo punto non è da sottostimare: nella stragrande maggioranza dei casi sarai TU a doverti occupare della nuova start up e portarla al primo successo, poi potrai delegarla. Raramente, nella mia esperienza, funziona diversamente. Quindi dovrai aver delegato almeno in parte la tua azienda principale.

Non investo MAI, invece, in start up che ancora non abbiano creato cash flow. Possono avere anche inventato il prodotto migliore del mondo ma se non sanno vendere, quella start up di norma sarà un bagno di sangue finanziario. Questo consiglio da solo mi è costato 20.000 euro che una volta ho investito in un giornale online che era fantastico, bellissimo, figo. Solo che non sapevano vendere la pubblicità… Dopo due mesi era in crisi finanziaria e gli unici contratti li avevo portati io. Dopo un anno ha chiuso.

Dovresti aver costruito un’amministrazione forte nella tua azienda principale, di modo che è il tuo ufficio amministrativo a fare l’amministrazione e tu puoi continuare a aiutare il neo-imprenditore guardando i dati finanziari. Lo stesso si applica al marketing: se hai un ufficio marketing forte puoi dare un contributo importante alle start up.

Io gestisco, costantemente, dentro la divisione manageriale dell’azienda, cinque o sei, o più, start up contemporaneamente. Alcune delle principali divisioni dell’azienda di oggi, nel passato erano delle start-up.

Altri due consigli su questa attività:

a) Quando senti che una start up inizia ad avere traction, cioè che c’è un mercato interessante o senti che ha un potenziale davvero grande, sostituisci UNA DELLE PERSONE PIU’ FORTI CHE HAI IN AZIENDA e assegnala a lei. Troppo spesso ho visto progetti andare male perché l’imprenditore per non perdere un po’ di fatturato gli assegnava delle persone mediocri.

b) Ogni nuovo progetto segue questa esatta progressione: entusiasmo iniziale (fittizio) con anche dei primi ordini, poi Canale della Disperazione (dove le cose vanno male e tu devi adattare o sistemare il prodotto o il marketing) e, infine, se sei stato bravo, due o tre anni dopo successo. Se anche la start up fosse partita alla grande sappi che il Canale della Disperazione arriverà.



FRANCHISE


La creazione di una rete in franchising è un super sistema per attirare nella propria azienda delle persone davvero capaci che porteranno il nostro prodotto o progetto al top. Se ben fatto, il franchising non è solo un modo per generare tantissime entrate passive ma è un sistema fantastico per potenziare il DNA dell’impresa. I 50 e più franchise di OSM sono imprenditori che tutte le mattine si svegliano per cercare di migliorare la OSM. Ti rendi conto di che potenziale stiamo parlando?

Il franchising è un’attività tecnica che richiede che tu abbia già creato un sistema di successo che funziona (vedi precedenti regole) e anche che tu sia molto bravo sia nella delega che nella gestione del personale (vedi Nuovi Condottieri e vedi Nuovo Capitale). La costruzione di una rete grande, infatti, richiede che tu sia un leader.
Sul mio sito paoloruggeri.it ho aperto per qualche giorno la vendita di un manuale tecnico sul Franchising che normalmente distribuiamo solo all’interno della nostra Scuola di Management così che chi volesse ha modo di approfondire.

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Ora, facciamo due conti:

Quanto hai guadagnato da obbligazioni lo scorso anno?
Quanto hai guadagnato da affitti lo scorso anno?
Quanto hai incassato di dividendi da aziende dove sei socio lo scorso anno?
Quante royalties tu o la tua azienda avete incassato lo scorso anno?

La somma delle quattro risposte ti dirà quanto sei libero a livello finanziario.

Paradossalmente questa non è solo una questione di denaro. E’ difficile, infatti, essere spiritualmente liberi se siamo prigionieri nei meccanismi dell’economia. E’ difficile decifrare, o anche solo percepire, le intuizioni che ci possono cambiare la vita se la nostra attenzione è presa dal rumore assordante della mancanza di denaro o dalle pressioni dei clienti che servono a mantenere in vita le nostre aziende. E’ difficile dedicarsi davvero a quello che ci fa battere il cuore o essere davvero fedeli ai nostri valori, quando la sussistenza delle nostre imprese ci chiama verso un’altra direzione.

Ma non disperare: un passo alla volta, applicando quanto abbiamo trattato in questa e nelle precedenti lezioni, sarai in grado di cambiare le cose.

Paolo Ruggeri 

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